Prima vittoria tra i "pro" per Lorenzo Musetti

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Prima vittoria tra i “pro” per Lorenzo Musetti

Il sedicenne carrarese onora lo junior exempt avuto in dote a Barnstaple e vince il primo match in carriera tra “gli adulti”, battendo in tre il qualificato statunitense Felix Corwin. Ora secondo turno difficile contro Sadio Doumbia

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Lorenzo Musetti all'Australian Open 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

Lo scenario cambia decisamente, insieme a clima e attenzioni mediatiche: dal proscenio di Melbourne, dove non più tardi di tre settimane fa è stato il primo italiano ad aggiudicarsi l’Australian Open under 18, a un’oscura palestra sistemata in un segmento della costa del Devon, sede di un ITF da venticinquemila dollari di montepremi, tornei che da quest’anno offrono punti ATP solo se si è abbastanza bravi da arrivare in fondo. Destino che Lorenzo si augura, essendo ancora privo di un posto ufficiale nella graduatoria professionistica.

Meno telecamere dentro e vento leggermente più ostile fuori, ma Musetti non sembra aver battuto ciglio: a Barnstaple, in un coperto pomeriggio di febbraio, è arrivata la prima vittoria di Lorenzo tra i professionisti, anche se nelle sabbie mobili della teoria applicata al Transition Tour qualcuno potrebbe obiettare, senza avere tutti i torti, che forse a questi livelli di professionismo non è del tutto lecito parlare. Semi-professionismo magari, ma del tutto professionale l’atteggiamento di Lorenzo che dopo aver annullato un match point a Nava nella finale di Melbourne ne ha cancellati tre oggi. Si può dire, per ora, che non è certo la garra a fargli difetto.

Musetti ha quindi rotto il ghiaccio battendo in una partita tiratissima Felix Corwin, statunitense occupante la posizione numero 675 del ranking e proveniente dalle qualificazioni; un successo che consegna al numero due della classifica junior il pass per un secondo turno impegnativo contro il sesto favorito del seeding, il francese Sadio Doumbia, ventottenne numero 378 ATP. Comunque vada, e non essendo proprio il caso di fare né proclami né previsioni, il dodici di febbraio resterà una data da ricordare quando, tra qualche anno, scorreremo sull’agenda i momenti salienti della carriera di Lorenzo.

 

ITF M25 Barnstaple, primo turno:

[JE] L. Musetti b. [Q] F. Corwin 5-7 7-6(6) 6-4

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La conferma: Djokovic, Federer e Nadal hanno un gruppo WhatsApp

Esiste una chat da 56 Slam, come confermato dal serbo a Dubai. “Quando siamo attivi rispondiamo un po’ tutti, tra noi c’è enorme rispetto personale e professionale”. Ne aveva già parlato Nadal in Kuwait

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Rafael Nadal l’aveva accennato, Novak Djokovic l’ha confermato, Roger Federer – che non si è espresso – non potrà smentire. Esiste un gruppo WhatsApp da 56 Slam, in cui i tre più grandi del tennis contemporaneo chiacchierano tra loro a fine giornata. “Quando siamo attivi rispondiamo un po’ tutti – ha raccontato il serbo da Dubai, dove è tornato in campo dopo l’Australian Open, andiamo molto d’accordo. C’è un enorme rispetto tra di noi, sia per quanto riguarda la vita privata che per gli aspetti professionali. Finché sarà così, ne trarremo beneficio reciproco. Ed è un bene anche per lo sport”. Se parlare di amicizia è probabilmente eccessivo, non può passare indifferente la profonda stima e confidenza condivisa tra campioni protagonisti della più sana rivalità sul campo. Quella tra chi sta scrivendo pagine di storia dello sport moderno.

Azzardando arditi paragoni, sarebbe difficilmente immaginabile qualcosa del genere tra Messi e Cristiano Ronaldo. Come anche tra Lewis Hamilton e Sebastian Vettel. Probabilmente perché la questione GOAT nel tennis è diluita dal non essere questione per due e – soprattutto – dall’alto profilo che Djokovic, Federer e Nadal hanno sempre mantenuto all’interno e all’esterno del circuito. Non sbagliando mai una parola, provando anche a educare – di riflesso – i rispettivi tifosi quando vanno fuori strada nei loro accesi dibattiti, soprattutto sulle piazze virtuali. “Cerchiamo di aiutarci l’un l’altro, naturalmente. Più passano i giorni – racconta ancora Djokovic – migliore è la situazione. Vi posso assicurare che, anche quando ci saremo ritirati dal tennis, il nostro rapporto sarà sempre grandioso”.

Il primo a parlare di questa chat era stato Nadal dal Kuwait, dove all’inizio del mese ha inaugurato la sua Academy. “Ci troviamo spesso connessi alla fine della giornata, parliamo la stessa lingua e da tanti anni amiamo moltissimo ciò che facciamo. Abbiamo la responsabilità di promuovere nella maniera migliore il nostro sport in giro per il mondo. Se scherziamo sul record di Slam? No, non scherziamo molto su questa cosa. Ognuno sta facendo il suo percorso. Onestamente, è vero che mi piacerebbe finire con più Slam di chiunque altro, ma per me non è un’ossessione. Sono molto felice della mia carriera. Tra dieci anni, non credo che sarò più felice o meno felice se sarò il primo, il secondo o il terzo”.

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Indian Wells 2020, l’entry list delle qualificazioni maschili

Cinque gli azzurri al via: Caruso, Lorenzi, Gaio, Fabbiano e Sinner (al momento fuori di tre posti dal tabellone principale)

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Indian Wells 2019 (foto via Twitter, @BNPPARIBASOPEN)

Cinque italiani, guidati da Jannik Sinner, disputeranno le qualificazioni del Masters 1000 di Indian Wells con l’obiettivo di aggiungersi ai cinque già ammessi al main draw: Matteo Berrettini, Fabio Fognini, Lorenzo Sonego, Stefano Travaglia e Marco Cecchinato (promosso dagli alternates dopo i primi forfait). In caso di ulteriori cancellazioni potrebbe entrare direttamente nel tabellone principale anche Jannik Sinner (al momento fuori di tre posti), mentre è più lontano il neo papà Andreas Seppi, che non è però iscritto alle qualificazioni. Gli altri azzurri che tenteranno l’accesso al torneo californiano passando per il tabellone cadetto sono Salvatore Caruso, Paolo Lorenzi, Federico Gaio e Thomas Fabbiano.

(clicca per ingrandire)

Le entry list aggiornate di Indian Wells

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Sinner spopola anche fuori dal campo: è il nuovo global ambassador di Rolex

Dopo i contratti con Nike e Lavazza, un terzo sponsor importante si aggiunge ai guadagni del 18enne italiano

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dal profilo Instagram di Jannik Sinner

Il brand Jannik Sinner, che sul campo continua a foraggiare i sogni di grandeur dei tifosi italiani, è sempre più forte anche fuori dal campo. Il 18enne altoatesino ci ha messo appena tre mesi a convincere Nike che fosse il caso di investire su di lui, i tre mesi trascorsi dal trionfo di Bergamo all’annuncio della partnership divulgato a maggio, e sul calare della stagione 2019 è entrato anche a far parte della famiglia Lavazza in qualità di global ambassador.

Stupisce quindi relativamente che il numero 75 del mondo, il più alto in classifica tra i tennisti nati nel 2001, sia stato messo sotto contratto anche dal noto marchio di orologi di lusso Rolex, che come Lavazza gli ha cucito addosso il ruolo di global ambassador. Sinner andrà ad aggiungersi a una lista di tennisti dal pedigree piuttosto ingombrante: oltre a Federer, da anni uomo di punta di Rolex, ci sono Tsitsipas, Raonic, Edmund, Tsonga, del Potro, Dimitrov e Thiem. Tutti hanno raggiunto almeno una semifinale Slam, quattro di loro sono arrivati anche in finale. Al femminile, le ambasciatrici di Rolex sono Kerber, Muguruza, Andreescu e Wozniacki, che ha appena lasciato il tennis professionistico.

Rolex è anche il timekeeper ufficiale di tutti e quattro gli Slam e di tutti e nove i Masters 1000, oltre ad essere il title sponsor dei tornei di Montecarlo, Shanghai e Bercy (questo di acquisizione più recente: nel 2017 è stato firmato un accordo decennale).

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