Cilic: "Mi sento vecchio con tutti questi ventenni!"

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Cilic: “Mi sento vecchio con tutti questi ventenni!”

Il tennista croato è uno dei protagonisti del media day della domenica. “Giocare fino 38 anni? Anche quaranta! Ma mia moglie non sarebbe d’accordo…”

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Marin Cilic - Montecarlo 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

(Ho giocato) qui, poi a Roma e anche a Parigi e poi ho fatto alcune grandi partite su terra in coppa Davis che sono state molto buone. Ho avuto due settimane e mezzo di allenamenti che sono andate molto bene. Per me ora, sento che l’importante sia prendere il ritmo partita, perché non ho giocato molto in questo inizio di stagione; ho avuto qualche problema con il ginocchio quindi ho giocato un po’ ad intermittenza. Sento che, per essere nella miglior forma, avrò bisogno di giocare un po’ di partite per entrare un po’ nel ritmo e poi dovrei essere sulla buona strada.

C’è stato qualche problema quest’anno per cui non hai reso al livello che ti aspettavi, oppure no?
Ho avuto qualche difficoltà con il ginocchio. In realtà, alla fine della scorsa stagione mi sono sottoposto ad alcune terapie e il ginocchio non stava benissimo, così quando sono arrivato in Australia i problemi sono emersi di nuovo e ho dovuto fermarmi fino a Dubai, quindi cinque settimane di pausa. Poi ho giocato Dubai, Indian Wells e Miami e mi sono sentito abbastanza bene, ma non proprio al meglio; a tratti ho avuto qualche problema e non ho giocato bene in maniera consistente. Inoltre ho affrontato alcuni avversari molto buoni e non ho potuto avere a disposizione sufficienti partite per entrare nel ritmo.

Ginocchio destro o sinistro?
Ginocchio destro.

Pensi che giocare sulla terra agevolerà il tuo ginocchio o renderà la situazione più difficile?
In realtà, è stato piuttosto sorprendente, in un certo senso, perché ho fatto due allenamenti sulla terra e dopo tipo tre giorni tutto era sparito e mi sono sentito alla grande, quindi è stato un bel sollievo. E ora, nelle ultime due settimane non ho avuto alcun problema, mi sto allenando con una buona intensità e anche qui ho giocato alcune partite di allenamento con qualche ragazzo ed è andato tutto bene.

Per il ginocchio è buono giocare sulla terra, no? Piuttosto che sulle superfici dure..
Sì, se non fa male, sì.. [risate] Sì, sulle superfici dure, sentivo che fosse più difficile fermarmi; sai quando dopo uno scatto, devi fermarti e cambiare direzione.. è la cosa più difficile. Sulla terra è diverso, puoi scivolare ed è un pochino più facile.

Pensi che questa stagione sulla terra possa essere un po’ più aperta del solito, con Nadal che viene da un infortunio, Federer che torna a giocarci, Novak che non sa esattamente a che punto si trovi e i giovani che arrivano?
E’ possibile, ma in generale i giocatori che hanno sempre fatto bene su terra, credo che continueranno a farlo. Anche Kei gioca bene su questa superficie, Dominic entra sempre in un ottimo stato di forma; Roger non gioca su terra da qualche stagione, perciò sarà interessante vedere come si comporterà, ma comincerà da Madrid, con condizioni più veloci, quindi non penso che dovrà cambiare troppo il suo gioco. Sai, penso che quelli che hanno sempre fatto bene, continueranno a farlo. Ovviamente poi ci sono i giovani che stanno salendo e migliorando, ed è una cosa normale, a mano a mano che accumulano esperienza con le partite e pure con gli allenamenti, capendo quello che funziona e quello che non funziona.

Tenendo conto di quanto hai appena detto, Marin, quale sarebbe una stagione da sogno per te?
Una stagione da sogno? Vincere i prossimi tre Slam! [risate] Non saprei. Voglio dire, cercherò di ricavare il meglio che posso da ogni torneo e sarebbe veramente grandioso se riuscissi a finire di nuovo la stagione giocando a Londra. Non ho cominciato l’anno alla grande e quindi sono un po’ indietro, ma spero che potrò raggiungere i migliori.

 

Questa è una domanda che faccio a tutti. Se Nadal e Djokovic non dovessero giocare il Roland Garros, considereresti Roger Federer il favorito numero uno oppure no?
[pausa].. mmh, probabilmente sì.

Più di Thiem?
Mmh.. Sì, direi di sì, perché guardando ai risultati e alla consistenza del gioco devi mettere Roger in cima alla lista; in ogni Slam lui è un pretendente alla vittoria. Dominic ha giocato incredibilmente bene a Parigi e ha raggiunto due finali nelle ultime due stagioni, anche lui è uno dei migliori, ma io metterei Roger appena davanti.

Marin, sei stato l’ultimo vincitore della Davis con il vecchio format. Cosa pensi della nuova formula?
Penso che potrebbe essere molto buona; vedremo, sarà decisamente interessante. Credo che sia anche una bella cosa che sia giocata in Spagna, perché penso che anche Rafa giocherà e questo attirerà molti fans e porterà un’atmosfera particolare alle partite. Sai, certamente credo che perderà un po’ dello spirito che le conferiva il giocare in casa, davanti al pubblico casalingo e quell’atmosfera incredibile che respiravi quando vincevi a casa tua; ma ritengo che sarà ugualmente molto interessante.

Marin, Rafa qui ha vinto undici volte. Com’è giocarci contro oggi, rispetto a cinque sei anni fa? È un giocatore migliore oggi di quanto fosse quando dominava?
Penso che sia evoluto un po’ come giocatore. A livello atletico, potrebbe aver perso appena un po’ di velocità nei movimenti rispetto ai primi anni della sua carriera; oggi direi che non sia altrettanto rapido, ma ritengo che stia servendo meglio e che il suo rovescio sia migliorato moltissimo. Il dritto è ancora una parte importantissima del suo gioco e, in generale, regge assolutamente bene il ritmo con il suo gioco, i suoi colpi, la sua potenza e il suo top spin. E’ proprio fatto per la terra. Decisamente, giocare contro di lui oggi è differente. In passato ti spingeva un po’ di più fuori dal campo, probabilmente ti concedeva più possibilità di risposta, ma oggi è migliorato molto in questi settori. Penso che oggi, per provare a fare partita contro di lui, devi essere al top anche nella fase difensiva, oltre che in quella offensiva.

E per quanto riguarda Federer? Anche il suo gioco, ovviamente, si è evoluto negli anni. È un giocatore migliore oggi di quando fosse nel passato?
Beh, un grande cambiamento nel suo gioco c’è stato quando Ljubicic si è unito al suo team, ha portato un po’ più di consistenza. Lo ha aiutato a migliorare il rovescio, che è cresciuto tremendamente. Guardando da fuori, poi, credo che sia anche molto più positivo. Durante le partite lascia trasparire più emozioni, emozioni positive, il che secondo me lo aiuta a tenere alte le motivazioni.

Quando parliamo di Federer diciamo sempre che è vecchio, perché ha quasi 38 anni. Tu ne hai 30..
Sono così giovane.. [risate]

Vorrei sapere come ti senti, ora che hai 30 anni.
Mi sento vecchio quando vedo tutti questi ragazzi ventenni! Sembra ieri quando ne avevo 20..

Fisicamente ti senti meglio di quando avevi 22 o 23 anni, ti senti più forte? E come velocità?
Non credo di aver perso in velocità. Sono diventato più forte in tutte le parti del mio corpo e, eccezion fatta per le ginocchia, non ho alcun problema fisico. Sai, le ginocchia sono state l’articolazione più debole del mio corpo fin da quando ho iniziato a giocare a tennis, è una cosa che dura da tanto e non è facile affrontarla, come testimonia anche Rafa…

È lo stesso problema che ha Rafa?
Non lo so. Comunque, fisicamente mi sento bene, ma per continuare devo anche tenere un occhio alla programmazione e pianificare pure dei tempi di preparazione fisica e di riposo. Così, sento che potrò giocare abbastanza a lungo.

D: Fino a 38 anni?
Quaranta! [risate] Mia moglie non sarebbe d’accordo!

Traduzione a cura di Filippo Ambrosi

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Il Nadal ferito: “La mia peggior partita su terra degli ultimi 14 anni”

MONTECARLO – Una piccola crepa si apre nella schiacciante superiorità di Rafa sul rosso. Quando gli chiedono come sarà tornare ad allenarsi domani risponde: “Difficile. Questo è tutto”

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Rafael Nadal - Montecarlo 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

da Montecarlo, la nostra inviata

Il re è caduto. Il re è caduto sul campo che più di ogni altro gli appartiene, il campo che per 11 volte ha conquistato con sudore, grinta e fatica. Stasera su quella terra Rafa è caduto sotto i colpi di Fabio Fognini, sotto le sferzate del vento e non è più riuscito a rialzarsi. Nadal arriva in conferenza stampa pochi minuti dopo la fine dell’incontro. È scuro in volto, si siede ed esordisce con una sentenza: “Quello che è accaduto è molto chiaro: ho giocato un terribile match contro un buon giocatore, perciò ho perso”. La parola terribile (in inglese Rafa usa il termine bad, ndr) sarà ripetuta dal campione spagnolo più e più volte durante i minuti dedicati ai giornalisti.

Qualcuno gli chiede se durante l’allenamento mattutino avesse provato sensazioni particolari. “No, non ho sentito nulla di strano o di brutto. È stato un giorno difficile, contro un avversario tosto. Arrivo da momenti duri per via degli infortuni. Dal punto di vista mentale non è facile accettare tutto ciò che mi è capitato negli ultimi tempi. Oggi è stato uno di quei giorni in cui tutto è andato in modo terribile. Credo di aver giocato la mia peggior partita su terra degli ultimi 14 anni!”. Rafa ripeterà ancora questo concetto a un collega, che tentando di trovare un lato positivo nella sconfitta, chiede a Nadal se in fondo qualcosa da salvare, da cui ripartire ci sia nel match di oggi. Ma Rafa
non riesce nemmeno a pensarci. “Ho già detto che questo è il peggior match che abbia mai giocato negli ultimi 14 anni!”.

Il re non solo è caduto, ma è infuriato e deluso per come è successo. “Ho giocato malissimo contro un giocatore che è stato più forte di me, oggi”; sottolinea senza arroganza la parola oggi. Nadal sa benissimo che sulla sua terra. se avesse trovato il ritmo, anche non al cento per cento della forma, avrebbe potuto prendersi la finale. Egli stesso sottolinea: “Dopo un anno e mezzo di continui stop per infortuni diventa più difficile rientrare ogni volta e tornare a vincere. Anche se sono stato competitivo in tutti i tornei a cui ho partecipato, in realtà mi sono sempre sentito al massimo al 60/70 % della mia forma fisica. Poi certo ci sono giorni in cui mi sono sentito anche al 90 %, ma non sono capitati spesso”.

Rafa non cerca scuse, non parla del vento, non vuole nemmeno pensare a dettagli tecnici o tattici: “Qui avevo l’occasione di iniziare bene la stagione su terra. Potremmo discutere di questioni tecniche o tattiche, ma oggi era uno di quei giorni in cui le sensazioni sul campo erano pessime. Quando capitano giornate del genere è difficile trovare una ragione”. E a proposito di sensazione i presenti sono curiosi di sapere cosa si prova quando proprio sulla terra rossa Rafael Nadal si accorge che le sue certezze stanno per crollare: “A cosa hai pensato quando ti sei trovato sotto 0-5 e 0-40?” Nadal è gelido: “Non ho pensato a niente. A quel punto sapevo che la partita era finita. Ci ho provato sotto 0-3, sotto 0-4, ma a quel punto, 0-5, 0-40, la partita è finita. Non c’è più nulla che si possa fare. Il fatto che io abbia vinto poi 2 game non cambia nulla. Non mi resta che capire perché oggi io abbia giocato in modo così terribile”.

Non vede l’ora di andarsene Rafa, di rifugiarsi all’interno del suo clan e capire cosa è accaduto alla sua testa, alle sue gambe. Non vede l’ora di salire su un aereo e tornare nella sua Manacor ad allenarsi sulla terra di casa. E allora proprio questa è la domanda: “Sarà difficile domani tornare ad allenarsi?” Ed ecco la risposta che Nadal probabilmente mai ha dato, quella che nessuno si aspetta: “Difficile. Questo è tutto”.

 

Sipario. Rafa si alza e lascia la sala interviste. Oggi Nadal è ferito, ma domani anche se sarà difficile, anche se i fantasmi di questo sabato pomeriggio resteranno nella sua testa, siamo certi che tornerà ad allenarsi con rabbia certo, ma afferrerà la racchetta e scenderà in campo. Questo era solo il primo atto, nei prossimi mesi ci sono altre terre da difendere e Rafa, si sa, non ama molto la sensazione della sconfitta.

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Fognini: “Cosa posso fare contro Rafa? Potrei ucciderlo!”

Le parole del ligure dopo la vittoria su Coric che lo riporta in semifinale a Montecarlo dopo 6 anni: “I cesti di Barazzutti stanno servendo a qualcosa…”

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Fabio Fognini è raggiante e anche un pochino incredulo al termine del quarto di finale vinto in rimonta contro Borna Coric rinfrancato anche dall’affetto del pubblico, dei familiari e degli amici e ora può giocare la semifinale contro Nadal senza nulla da perdere: “Spero che anche domani tutto il pubblico sia dalla mia parte. In questo torneo gioco in casa, più qui che a Roma! Sono contento per i familiari e gli amici che sono venuti qui questa settimana, ma soprattutto per me” ha detto Fognini a caldo.

In relazione alla sfida impossibile che lo attende domani: “È abbastanza tardi, proverò a recuperare e fare del mio meglio domani. Cosa posso fare contro Nadal? Potrei ucciderlo!“, scherza Fabio. “Domani non ho nulla da perdere, sono le partite che mi piace giocare. Ci ho più perso che vinto ma penso di avere il gioco per potergli dare fastidio e so che lui sa che posso dargli fastidio. Ho visto che lui oggi non ha giocato benissimo, ma domani è un altro giorno. Ovviamente bisogna tenere un livello alto per tutta la partita. Spero di prendere meno sberle della prima seminale (6-2 6-1 contro Djokovic, ndr) che ho giocato a Montecarlo“.

 

Un risultato impensabile se si pensa che lunedì Fabio era arrivato a un passo dalla sconfitta al primo turno contro il qualificato Andrey Rublev. E anche oggi il primo set non lasciava molte speranze specialmente dopo l’intervento del trainer per un problema al gomito.

Spero di aver messo alle spalle il periodo difficile. Nel primo set non riuscivo a prendergli il tempo, ho avuto anche un po’ di fortuna stasera ma la fortuna non guasta e in questo periodo si prende tutto. Lui mi ha aiutato nel secondo set e ha giocato malino fino alla fine del secondo, nel terzo credo di essere stato un pochettino superiore. Sto giocando bene! I cesti di Barazzutti stanno servendo a qualcosa… non immaginavo di ritrovarmi in semifinale dopo aver quasi perso al primo turno contro Rublev. Essere rimasto lì ha pagato“.

Capitolo infortuni: “Oggi ho chiamato il fisio perché il gomito mi faceva più male degli ultimi due o tre giorni, credo per la temperatura: oggi era più umido e più freddo, quindi ho preferito immobilizzarlo con un tape“. A fine match la scritta “Fogna 2” sulla telecamera di Tennis TV ha un destinatario particolare: “È per Berrettini, lui sa di cosa stiamo parlando“.

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Interviste

Djokovic: “Giornata difficile, ma l’obiettivo è il Roland Garros”

Novak Djokovic sorpreso dalle condizioni: “Diverse dagli altri giorni, le palline saltavano molto”

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Novak Djokovic a Montecarlo 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

Sembrava che ti fossi ripreso nel secondo set. Che è successo nel terzo? È un problema di concentrazione o altro?

DJOKOVIC: Sì, ero avanti in tutti e tre i turni di servizio che ho perso nel terzo. Ho avuto anche game point, ma sai, un paio di palle corte, un doppio fallo e sulla terra la partita cambia velocemente.

 

Naturalmente, mi è mancata la giusta determinazione in certi colpi. È solo che ho fatto troppi errori non forzati. Troppi errori non forzati. Lui ha avuto molta pazienza. Tatticamente, ha giocato benissimo.

Ho giocato meglio alla fine del secondo set. Poi, cominciato il terzo, ho giocato un paio di buoni game, ma per il resto ho giocato ad un livello un po’ più basso. E succede.

Quanto è dura giocare contro Daniil? Sembra davvero difficile da affrontare.

DJOKOVIC: Beh, dal lato del rovescio è molto solido. Non fa molto errori e trova sempre profondità.

Oggi era molto ventoso, le condizioni cambiavano da un game all’altro. Mi è risultato difficile trovare il ritmo, e soprattutto lui non te ne da molto. Serve molto bene. Il suo dritto può essere un colpo insidioso, ma da quella parte commette più errori, perciò il suo rovescio è più solido. Si muove meglio sul campo rispetto allo scorso anno, sicuramente si merita di essere a questi livelli.

Abbiamo visto che nel tuo box c’era anche Pepe Imaz. Ha sempre continuato a lavorare con te, o è tornato a lavorare con te?

DJOKOVIC: Sì, è sempre una persona sulla quale posso contare.

Sei preoccupato per il livello del tuo gioco? Senti che stai migliorando lentamente, per poi esprimerti al meglio al Roland Garros?

DJOKOVIC: Sì, sicuramente. Il Roland Garros è l’obiettivo finale della stagione sulla terra, e spero di poter — beh, sicuramente, tutti si aspettano che io arrivi al top della condizione, ed è quello a cui punto anch’io. È solo il primo torneo sulla terra, la stagione è ancora lunga. Vedremo come andrà.

Come te lo spieghi? Hai giocato così bene a Melbourne. Sei sorpreso nel vedere che le cose nel tennis cambiano così velocemente?

DJOKOVIC: Beh, succede. Guarda, forse sono poco concreto nei tornei più grandi, ma ho giocato gli Slam al mio meglio, e questo è quello che voglio continuare a fare.

Sapresti dare un motivo a tutte queste eliminazioni precoci? Tu, Dominic, Sascha…

DJOKOVIC: È il primo torneo sulla terra, e giocatori con una classifica più bassa possono aver giocato di più sul rosso, magari in tornei precedenti, rispetto a noi. Questa potrebbe essere una ragione.

Le altre, beh, quando sei parte di questo sport, tu come tanti altri, sai che possono esserci delle giornate no. Non posso sapere le opinioni di Sasha o di Dominic. Per ogni giocatore può essere diverso. Ma il campo mi è sembrato piuttosto lento.

Le palline sono cambiate quest’anno. Rimbalzano molto alto. Abbiamo avuto tre, quattro giorni e altrettante condizioni diverse. Sai, campo lento e pesante, rimbalzo basso. Poi c’è stato tanto vento. Poi, d’improvviso, c’è stato molto caldo. Questo, condiziona molto il nostro gioco. È comunque impegnativo abituarsi a tutto ciò.

Traduzione a cura di Andrea Cioci

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