La foto di Fucsovics che fa discutere: la palla è buona o fuori?

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La foto di Fucsovics che fa discutere: la palla è buona o fuori?

Dieci giorni fa, In disaccordo con l’arbitro, Marton scattava una foto del segno per pubblicarla su Instagram

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Roma, day 1: Nikoloz Basilashvili ha dominato il primo set ed è pronto a servire in vantaggio 6-2 al tie-break nel secondo. Nikoloz batte e Marton Fucsovics non riesce a rispondere, ma l’esultanza georgiana è smorzata sul nascere dalla correzione della chiamata: la palla è fuori. Se non è facile per nessuno riprendere a giocare un match già vinto, “Basil” non è neanche il tennista più freddo in circolazione e non sorprende che la sua seconda di servizio sia accompagnata dal grido “fault!” del giudice di linea.

Nello spazio di pochissimi secondi, gli occhi di Fucsovics cambiano luce rivelando i suoi pensieri: adesso vinco i due punti sulla mia battuta, lui va in panico e non ne butta più una di là, anzi, di qua. Dal canto suo, Basilashvili pensa che in questo momento dovrebbe starsene a firmare autografi mentre esce vittorioso dal campo e, invece, tra un po’ si troverà ad aver messo in rete la prima di servizio sull’ultimo match point a sua disposizione.

Di nuovo, però, la realtà si capovolge in un attimo: l’arbitro Gianluca Moscarella scende a verificare il segno e, palmo della mano rivolto verso il basso con un movimento a indicare che la palla è scivolata sull’ultimo pezzetto di riga, comunica la pessima notizia a Marton. L’ungherese, incredulo davanti a quella traccia sul manto per lui fuori senza alcun dubbio, discute con l’arbitro, inutilmente, perché la decisione di rigiocare il punto è presa. Basil tira un sospiro di sollievo e non si lascia sfuggire l’occasione di chiudere subito l’incontro. Fucsovics fa quello che ci si aspetta: stringe la mano al vincitore e all’arbitro, mette il borsone sulle spalle, estrae il cellulare e va a fotografare il segno (comportamento ammesso una volta che l’incontro è finito). Con qualche riluttanza, lo posta su Instagram.

La ‘Instagram story’ incriminata

La stragrande maggioranza delle persone vede il segno fuori, per quanto la linea un po’ più pulita in quella zona dia una remota chance alla decisione di Moscarella. All’apparenza, quindi, è un punto a favore di chi vorrebbe la verifica elettronica anche sulla terra; tra questi c’è Denis Shapovalov, che non si lascia sfuggire queste occasioni per ribadire la sua posizione: “è ingiusto che i giocatori non abbiano la possibilità di ‘impugnare’ la chiamata dell’arbitro come sulle altre superfici“.

Chi è contrario, viceversa, crede che sarebbero molti di più gli episodi opposti, con hawk-eye, ottuso burocrate cieco di fronte all’evidenza, a imporre una decisione palesemente sbagliata sotto gli occhi di tutti. Se così fosse, resterebbe davvero preferibile l’imparzialità degli errori della tecnologia anche per quelli che non si fidano di quella degli uomini?

 

La polemica riguarda la terra battuta semplicemente perché sulle altre superfici (ci) si è obbligati a credere alla verifica elettronica su chiamate vicinissime alla riga; inoltre, il segno eventualmente lasciato sul duro non è di facile lettura e perciò non può essere ufficialmente valutato dal giudice di sedia. Questo non significa che non ci siano esempi di errori evidenti, come il servizio esterno – buono solo per il falco – con cui Isner annullò una pericolosa palla break a Jarry allo scorso US Open: il cileno indicò un segno ben fuori chiedendo se fosse quello all’arbitro, il quale confermò con un’espressione di impotente imbarazzo. A differenza di Fucsovic, di Shapovalov, eccetera, Jarry si limitò a riderci sopra invece di inscenare tragedie, scattare foto e scatenarsi sui social.

Ma non sono solo i sostenitori della tecnologia a volere l’introduzione della verifica elettronica sulla polvere rossa: anche qualcuno di coloro che restano scettici sulla sua affidabilità la vorrebbe vedere all’opera, ventilando il dubbio che non venga adottata proprio per evitare la prova del mattone tritato. A sminuire quelle che restano supposizioni, c’è l’ostacolo oggettivo rappresentato dal costo tutt’altro che trascurabile.

Forse, però, il vero problema non è la tecnologia avanzata, bensì quella arretrata: finché si spazzolano le righe con scope inadatte e con la precisione richiesta dal pavimento di un magazzino togliendo completamente il manto e rendendo di fatto molto difficile, quando non impossibile, capire dove inizi il segno, ci saranno sempre interpretazioni differenti. Aspettando fiduciosi la brillante soluzione a questa immane sciagura, è opportuno sincerarsi che tutti i giudici di sedia abbiano capito che, se un addetto spazza via venti centimetri di terra, non devono considerare la riga allargata di altrettanto; parallelamente, non sarebbe superfluo ricordare ai giocatori che la palla è fuori solo quando non c’è spazio tra il segno (che deve essere completo) e la linea.

Sfruttata in modo compulsivo, la possibilità di scattare foto in qualsiasi momento rende naturale immortalare e condividere anche il segno lasciato sul campo dal colpo proprio o dell’avversario, soddisfacendo in tal modo anche la comprensibile curiosità del pubblico. Il fatto che non accada quasi mai dipende non solo dalle poche occasioni in cui il tennista è davvero convinto dell’errore arbitrale (anche se, ultimamente, la frequenza delle polemiche si è intensificata in modo quasi sospetto), bensì perché è sanzionabile dal giudice di sedia come “comportamento antisportivo”, una violazione del Codice al pari, per esempio, di un abuso di racchetta. Ecco perché fece notizia Sergiy Stakhovsky al Roland Garros 2013 fotografando e postando in rete il segno del suo dritto inside-in giudicato largo da Carlos Ramos. La circostanza forse più significativa di quell’episodio resta però quella del periodico che pubblicò la foto evidenziando il segno incriminato con un “circoletto rosso”: a parte l’uso scriteriato dello strumento di Rino Tommasi, quel piccolo cerchio era disegnato attorno al nulla perché il segno era qualche centimetro più sotto (!).

Molto prima del tennista ucraino, nel 2004 a Montecarlo, evidentemente privo di un cellulare con fotocamera Vga, Rainer Schuettler estrasse dal borsone una macchinetta fotografica usa e getta per fissare sulla pellicola la prova della decisione – per lui arbitraria anziché arbitrale – sull’impronta lasciata dal servizio di Lleyton Hewitt. Un altro episodio, recentissimo, è accaduto all’inizio di maggio al Challenger di Bordeaux, con Calvin Hemery che si è preso il warning per uno scatto (fotografico, non d’ira) durante la pausa del cambio campo dopo il suo dritto giudicato lungo. Quanto sono lontani i tempi in cui Ivan Lendl andava a giocare nella città francese in cambio di qualche cassa di vino per la sua cantina…

Se, però, questa è la classica “altra storia”, è storia vecchia ma sempre da ricordare che tra due errori arbitrali di questo tipo – quando davvero di errori si tratta – passano migliaia di errori gratuiti dei giocatori.

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WTA Palermo: imprese di Cocciaretto ed Errani, male Paolini

Giornata piena di gioia per i colori italiani a Palermo, Cocciaretto ed Errani volano ai quarti di finale

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Elisabetta Cocciaretto al Palermo Ladies Open 2020 (foto Twitter @LadiesOpenPA)

PAOLINI KO – È Jasmine Paolini la prima italiana a scendere in campo a Palermo, contro la numero 116 del mondo Aliaksandra Sasnovich. Nonostante la differenza di classifica Sasnovich si presentava alla partita dopo la grandissima vittoria contro Mertens e non si può dire che la partita non abbia rispettato le aspettative. Paolini viene dominata completamente nel primo set, dove vince solo 6 punti su 19 al servizio e subisce un pesante 6-0 senza appello. Non migliora molto la situazione nel secondo set, dove subisce subito il break e ha un sussulto solamente nel sesto game, dove non sfrutta 5 palle break per tornare dentro la partita. Sasnovich scampa il pericolo e chiude comodamente con 6-2.

Molto lucida Paolini nella sua analisi post-partita Paolini: “In queste situazioni è molto difficile. Ho provato a incitarmi, a rimanere vicina nel punteggio ma quando parti male e l’altra parte molto bene è difficile. L’atteggiamento però è quello giusto, oggi purtroppo non è andata: lei mi è salita subito sopra“. Sasnovich sfiderà la vincente tra la numero 1 del seeding Petra Martic e Samsonova per un posto in semifinale.

ERRANI IN RIMONTA – Sfida inedita quella tra Sara Errani e Krystina Pliskova ed è la tennista italiana a volare nei quarti del Palermo Ladies Open. La tennista ceca, reduce da una grandissima vittoria contro Maria Sakkari, non rispetta le previsioni della vigilia e cede ad una Sara Errani che parte male ma che carbura col passare dei game.

 

L’inizio non è appunto dei migliori. La Pliskova vince ben 13 punti di fila ad inizio partita portandosi abbastanza comodamente sul 3-0. Sembra una partita dall’esito scontato, sulla falsariga di quella di Jasmine Paolini, ma Errani ha il merito di rimanere dentro la partita. Paradossalmente Errani non sembra soffrire tanto al servizio quanto in risposta, dove non riesce mai a mettersi in posizione di comando nello scambio e subisce perennemente l’iniziativa di Pliskova.

Nonostante la situazione pesante di punteggio sembra essere scattato qualcosa in Sara, che dopo il quarto game salvato aumenta i giri del motore in risposta e rende sempre la vita difficile a Pliskova sin dal primo colpo dopo il servizio. E il break arriva per l’italiana, dopo aver salvato tre set point. Ma bastano due seconde attaccabili di Errani per portarsi a due palle break e un rovescio affondato a rete vale il set per la ceca.

Lo spartito del match cambia completamente nel secondo set. Errani non sbaglia praticamente niente da fondocampo e Pliskova non riesce più a dominare lo scambio con il suo dritto. In un attimo la tennista ceca si ritrova sotto 0-2 e rischia anche il doppio break, ma una bellissima demi-volée di dritto la tiene a galla. Una riga profonda salva Pliskova da un pericoloso set point ma non basta, Errani va a servire per il set sul 5-4 e chiude con autorità un secondo set pienamente meritato. Un set in cui Sarita non ha mai perso il servizio.

Il momentum della tennista bolognese continua nel terzo set, con Errani che continua a dominare da fondocampo e a tenere medie accettabili al servizio. Chiuderà la partita con il 78% di prime in campo e il 59% di punti vinti con la prima. L’italiana trova il break nel quinto game e non si guarda più indietro. Tiene la concentrazione nonostante il rain delay sul 5-3 e chiude il match con l’ennesimo break. Troverà una Fiona Ferro in grandissima forma nei quarti, ma visto il livello tenuto in questo inizio di torneo tutto è possibile. “Ho cercato di rimanere concentrata durante la pausa per la pioggia – ha detto Errani a fine match -. Sono più tranquilla rispetto allo scorso anno, sono sempre dentro la partita. Ferro prossima avversaria? Questa mattina ci siamo allenate insieme. È giovane e molto potente”.

SORPRESA COCCIARETTO – Elisabetta Cocciaretto si conferma il nostro miglior prospetto femminile e sconfessa i pronostici della vigilia battendo Donna Vekic dopo un’ora e mezzo di battaglia. È la prima vittoria contro una top30 e la seconda contro una top100 nell’arco di due giorni. La tennista italiana ha fatto valere la sua maggiore solidità da fondocampo e soprattutto al servizio, dove nonostante non abbia brillato particolarmente per potenza è stata molto più costante dell’avversaria.

La partita è dura sin da subito. Cocciaretto deve salvare due palle break in un game di dieci minuti e la stessa Vekic soffre parecchio al servizio in altri due game interminabili. È Cocciaretto però a spuntarla grazie al suo dritto. L’italiana si porta a palla break con un bellissimo dritto in corsa e si prende il 4-2 grazie ad un errore non forzato della croata. Vekic non trova mai il ritmo da fondocampo e soprattutto ha un servizio troppo poco incisivo per creare problemi a Cocciaretto. L’italiana è estremamente aggressiva sulle seconde della numero 24 del mondo e non ha problemi a sfruttare il servizio timoroso della Vekic, portandosi a casa break e set per il 6-2.

Le distrazioni della tennista croata non si fermano nel secondo set, dove viene breakkata subito e mostra un linguaggio del corpo che non lascia presagire niente di buono. Nonostante ciò ha un sussulto e tanto basta per riaprire il set, approfittando di un passaggio a vuoto di Cocciaretto al servizio. L’italiana non si perde d’animo e tiene senza problemi i suoi turni di battuta, per poi trovare il break decisivo nel decimo game e lanciare la racchetta al cielo per quella che è la più grande vittoria della sua carriera finora. Saranno i primi quarti a livello WTA per Elisabetta Cocciaretto, che troverà la vincente tra Kontaveit e Siegemund.

Risultati:

[Q] A. Sasnovich b. J. Paolini 6-0 6-2
[WC] S. Errani b. Kr. Pliskova 3-6 6-4 6-3
[WC] E. Cocciaretto b. [6] D. Vekic 6-2 6-4
F. Ferro b. [8] E. Alexandrova 7-5 6-2

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Feliciano Lopez sulla cancellazione di Madrid: “Il tennis senza vaccino non è molto praticabile”

Il direttore del torneo di Madrid: “Non ha senso correre rischi”. E il futuro è buio: “Quest’anno è perso e il 2021 sarà uguale”

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Feliciano Lopez - US Open 2019 (foto via Twitter, @usopen)

Ormai è il secondo anno per Feliciano Lopez da direttore del torneo di Madrid e questo ruolo di responsabilità è diventato ulteriormente difficile in tempi di coronavirus. Sul campo lo spagnolo è sempre stato un giocatore fumantino che senza troppe cerimonie mostra le proprie emozioni, ma in giacca e cravatta è la serietà a prendere il sopravvento e in nessun modo ha potuto evitare la decisione di annullare il Mutua Madrid Open, in programma dal 12 al 20 di settembre (che era programmato inizialmente in maggio, ed è diventato così il primo torneo ‘bi-cancellato’ del tour). Abbiamo fatto tutto il possibile, ma la situazione sanitaria deve essere la priorità ha detto al quotidiano spagnolo ABC.

“Quando abbiamo deciso che il torneo si sarebbe trasferito a settembre, abbiamo avuto dubbi su cosa sarebbe potuto accadere durante l’estate. Avevamo intuito che con la riapertura delle attività il numero di contagi sarebbe aumentato. Ma pensavamo che si sarebbe potuto controllare e che avremmo potuto giocare. Un mese fa l’abbiamo dato per scontato. Abbiamo pensato che fosse molto ragionevole giocare con il 30% del pubblico, credevamo di poterlo fare. Ma nelle ultime due settimane sono cambiate molte cose.. Lo scenario di Madrid è peggiorato e non possiamo correre rischi. Non ha senso” ha spiegato Lopez durante l’intervista.

Attualmente il tennista si trova a Luarca nel nord della Spagna con la sua famiglia, ma è sempre rimasto in contatto con le personalità politiche interessate alla questione. “Con la Comunità di Madrid abbiamo avuto una comunicazione molto fluida e molto sincera” ha fatto sapere Feliciano, che da loro inizialmente aveva ricevuto l’invito ad annullare il torneo. “La Comunità, voglio chiarire questo aspetto, ci ha aiutato in ogni momento. Quando abbiamo consegnato il protocollo, lo hanno apprezzato e ci hanno detto che tutto ciò che avevamo proposto era molto ragionevole. Quando la situazione è peggiorata, abbiamo parlato con Antonio Zapatero (Vice Ministro della Salute, ndr) e il suo team, e ci hanno messo di fronte alla realtà. È stato lì che ci siamo posti la domanda: che senso ha andare avanti visto come stanno le cose a Madrid?”.

 

L’obiettivo principale è sempre stato quello di ridurre i rischi, ma quando è parso evidente che ciò andava oltre le possibilità degli organizzatori, non c’erano soluzioni alternative alla cancellazione. Del resto, va preservata anche l’immagine del torneo. “Non volevamo correre rischi. Nessuno nell’organizzazione voleva che si parlasse del torneo a causa di un contagio o di un focolaio, ma soprattutto nessuno voleva che le persone si trovassero in una situazione pericolosa. Non volevamo apparire sui giornali o fare notizia a causa di qualsiasi contagio, che si trattasse di giocatori, allenatori o arbitri, né di mettere a rischio lo staff. La cosa principale è proteggere la salute di tutti”.

La decisione del resto è stata condivisa anche da Ion Tiriac, proprietario del Mutua Madrid Open, come ha spiegato Feliciano. “La situazione è stata molto sfavorevole per noi. Questo fine settimana sono stato con Ion Tiriac a Nizza e più tardi l’ho incontrato a Madrid e ha detto: ‘Senti, Feli, non metteremo a rischio la salute di nessuno. Per me, è quella la priorità. Ho questa licenza da 50 anni e mi dispiace molto, ma non posso mettere a rischio la salute di nessuno'”.

Al momento il tennis professionistico è proiettato in Nord-America dove dal 22 agosto a New-York dovrebbe andare in scena la doppietta Masters 1000 e Slam, e Lopez sembra cautamente fiducioso. Penso che negli Stati Uniti si giocherà, ma non vedo la cosa con molta chiarezza. Non è facile. È uno Slam e ci sono 3.000 o 4.000 persone che devono arrivare da tutto il mondo. Vediamo cosa succederà… Ci sono molti giocatori che non vogliono andare, e anche questo è un punto di vista da rispettare (in realtà la maggior parte dei top 100 è iscritta, ndr). Altri hanno bisogno di soldi… però disputare uno Slam in quelle circostanze è un dramma. Capisco anche l’organizzazione, in quanto vi sono molte entrate in denaro per la televisione e altri interessi. Un major può sopravvivere con i diritti televisivi.”

La domanda a questo punto viene spontanea: quando si potrà giocare un torneo… normale, se è vero che bisogna accettare il fatto che al momento si può seguire soltanto una ‘nuova mormalità’? E la risposta purtroppo è altrettanto spontanea quanto lapidaria. Il tennis, senza vaccino, non è molto praticabile. Le persone si concentrano su quest’anno, ma quest’anno è perso. E per quello che verrà, sarà la stessa cosa. Il tour australiano inizia il 1 gennaio e siamo nella stessa situazione. Dobbiamo sopravvivere nel 2021 fino all’uscita del vaccino e nel 2022 ripristinare la normalità. Il tennis soffre molto e ci resta ancora molto tempo. Cosa faranno le persone dopo l’Australia? Vai a Rio de Janeiro? In Argentina? Ad Acapulco? A Miami a marzo? Senza vaccino…” .

Questi puntini di sospensione rappresentano un’incertezza sul futuro condivisibile, e per questo ogni tentativo di ripartenza va ben accolto.

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Italiani

Il lunedì azzurro di Palermo: avanti anche Paolini

La toscana rimonta Kasatkina e attende la vincente di Sasnovich-Mertens. Sakkari unica testa di serie ko, avanti Alexandrova e Yastremska. Martedì l’esordio di Camila Giorgi

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Jasmine Paolini - Palermo 2020 (via Twitter, @LadiesOpenPA)

A Palermo torna il tennis: gioia Errani e Cocciaretto

Il percorso netto delle azzurre nella prima giornata del WTA International di Palermo lo completa Jasmine Paolini. Dopo i successi di Errani e Cocciaretto, anche la toscana si mette al collo il pass per il secondo turno dove troverà la vincente tra la quinta testa di serie Elise Mertens e la qualificata Aliaksandra Sasnovich (con la bielorussa avanti 2-1 nei precedenti). Il successo della campionessa degli Assoluti su Daria Kasatkina è maturato oltre la mezzanotte dopo tre ore di battaglia, con la legittima soddisfazione per aver superato in rimonta una ex top ten (oggi 66 del mondo). Ed essersi presa la rivincita, dopo il ko nelle qualificazioni dell’ultimo Roland Garros.

Sapevo che sarebbe stata una partita molto dura – ha commentato a caldo la numero 95 WTA – conosco bene la mia avversaria, so che non molla mai e che contro di lei bisogna dare il massimo su ogni punto. Francamente non mi aspettavo di giocare così tanto. Avevo un affaticamento alla coscia, per questo ho servito più piano. Nel terzo set il servizio non ha aiutato nessuna delle due. Ho risposto meglio e penso che questo mi abbia aiutato a fare i break“.

ASPETTANDO CAMILA – C’è da dire che se Jasmine ha tramutato in punto appena il 51% delle prime di servizio, la russa è stata capace di fare peggio (45%) senza sfruttare le debolezze dell’avversaria (concretizzate appena 10 palle break su 34). Sul campo centrale, a beneficio del pubblico rigorosamente distanziato, il programma si è concluso a notte fonda – erano le due – con la sconfitta di Maria Sakkari (3 del seeding, 20 WTA), superata con un doppio 6-4 da Krstyna Pliskova.

La greca è stata l’unica testa di serie a cedere il passo nel day 1: avanti Ekaterina Alexandrova (8) che ha ribaltato il buon primo set di Kiki Mladenovic lasciando alla francese solo un game nel secondo e nel terzo parziale. Senza particolari affanni Dayana Yastremska (7) che ci ha messo un’ora e tre quarti per liberarsi in due set della spagnola Sara Sorribes Tormo. L’ucraina è lì nello spicchio basso di tabellone di Camila Giorgi, attesa oggi (terzo match sul centrale) all’esordio contro Rebecca Peterson (1-1 i precedenti nel 2019, entrambi sul veloce, ma a Wuhan l’azzurra si ritirò dopo un set). Il poker azzurro agli ottavi è l’obiettivo di giornata.

 

Risultati primo turno:

[6] D. Vekic b. A. Rus 6-1 6-2
L. Siegemund b. I. Begu 6-3 6-4
[WC] S. Errani b. S. Cirstea 7-5 1-6 6-4
[WC] E. Cocciaretto b. P. Hercog 7-6(1) 6-3
[8] E. Alexandrova b. K. Mladenovic 5-7 6-0 6-1
J. Paolini b. D. Kasatkina 5-7 6-4 6-4
[7] D. Yastremska b. S. Sorribes Tormo 6-3 6-4
Kr. Pliskova b. [3] M. Sakkari 6-4 6-4

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