Italiani a Roma: nessuno tra i primi otto, ma non parliamo di fallimento

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Italiani a Roma: nessuno tra i primi otto, ma non parliamo di fallimento

Gli appassionati e gli addetti ai lavori si aspettavano un cammino esaltante degli azzurri al Foro, ma nessuno è andato oltre gli ottavi. Dietro i risultati, emergono comunque segnali incoraggianti

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Jannik Sinner - Roma 2019 (foto Felice Calabrò)

Mai come quest’anno c’era tanta attesa per il tennis italiano, soprattutto quello maschile, agli Internazionali di Roma. Perché se il nostro tennis femminile è all’anno zero, la vittoria di Fognini a Montecarlo, il titolo a Budapest di Berrettini (con seguente finale a Monaco), i buoni risultati di Cecchinato (vittoria a Buenos Aires) e soprattutto la “stellina” Sinner, avevano fatto sognare gli appassionati, caricati a mille anche dalla stampa specializzata che giustamente ha alimentato l’attesa del torneo nostrano non solo evocando antichi fasti, ma sottolineando appena possibile i buoni risultati dei nostri atleti.

Purtroppo non è stato così, nessuno dei nostri ragazzi è riuscito ad arrivare almeno ai quarti di finale (l’anno scorso c’era riuscito Fognini) nonostante un tifo incessante del pubblico sugli spalti che ha fatto tornare in mente agli appassionati più maturi i tempi nei quali il Centrale diventava una bolgia quando in campo scendevano Panatta e soci. Con il tifo per i propri beniamini che superava spesso i limiti della decenza (chiedere a José Higueras che abbandonò il campo nella semifinale del 1978 proprio contro Adriano).

Subito dopo l’eliminazione di Fognini (per opera di Tsitsipas) si è aperto così un dibattito abbastanza acceso, soprattutto sui social, sul come giudicare nel complesso le prestazioni dei nostri portacolori. E da più parti il giudizio emesso è stato molto negativo. Chi ha parlato di fallimento, chi (con tono ironico, scimmiottando un modo di dire tipico dei rappresentanti della nostra Federazione) parlava del “movimento in salute” già fuori prima dei quarti di finale e così via. Ma è giusto descrivere in maniera così negativa le prove dei nostri ragazzi? Sicuri che non ci sia proprio niente da salvare per i nostri colori dell’edizione 2019 degli Internazionali?

 

Vediamo come sono andate le cose sul campo e che tipo di giudizio possiamo dare singolarmente per ciascuno dei nostri tennisti.

FOGNINI Fabio continua da tempo a convivere con dei problemi fisici, ma nonostante tutto è al best ranking (numero 11). A Roma ha passato con scioltezza i primi turni, poi negli ottavi gli è capitato uno dei giocatori più in forma e più in ascesa dell’intero movimento, il greco Tsitsipas. Era sicuramente un incontro alla portata del nostro tennista, ma il suo avversario è parso in quella serata più continuo e più in forma (lo ha ammesso lo stesso Fabio nel post partita). Oltretutto, avendo Fabio 11 anni in più di Tsitsipas, l’aver giocato due match nello stesso giorno (come il greco, sia ben chiaro) sicuramente non lo ha aiutato e anche per questo la sconfitta del nostro numero uno ci può stare, soprattutto contro chi comunque lo sopravanza in classifica. Se il fisico recupera, Fabio a Parigi può dire la sua: è, e rimane la nostra punta di diamante, la vittoria di Montecarlo pare avergli dato la giusta serenità.

BERRETTINI Matteo è l’italiano che quest’anno ha fatto registrare i migliori progressi. Abbiamo finalmente un tennista che fisicamente incarna il prototipo quasi ideale del giocatore dei tempi moderni. Quasi due metri d’altezza, abbastanza possente come struttura fisica, un servizio esplosivo (con punte vicine ai 230 km/h), un dritto di primissimo livello, un rovescio che può solo migliorare. Sulla carta non crediamo di esagerare dicendo che può valere la Top 10, starà a lui continuare su questa strada con applicazione e senza distrarsi. A Roma non è andato poi così male: passato tranquillamente il primo turno (battutto Pouille, non proprio uno sprovveduto), ha centrato l’exploit superando con una prova più che convincente Alexander Zverev (vendicando la sconfitta dell’anno prima). Però poi è arrivato con le pile un po’ scariche al match contro Schwartzman.

C’è da dire che Matteo veniva dal successo di Budapest e dalla finale di Monaco, poi dopo aver saltato Madrid era arrivato a Roma. Quindi diciamo che ci può stare una giornata nera dopo un periodo molto positivo e soprattutto dopo una delle vittorie più importanti della sua carriera. Se poi pensiamo che ha perso contro un semifinalista, ci sentiamo di dire che il suo cammino nel torneo è stato comunque di buon livello.

Matteo Berrettini – Roma 2019 (foto Felice Calabrò)

CECCHINATO Ha un po’ deluso le aspettative il palermitano, anche lui un po’ limitato fisicamente in questa stagione nella quale comunque ha raggiunto ottimi risultati. Non solo la vittoria di Buenos Aires (schiantato Schwartzman) ma anche il terzo turno a Montecarlo avevano destato una ottima impressione, poi la forte influenza che lo ha costretto a saltare il torneo di Budapest (dove era il campione in carica) seguito dalla ottima semifinale a Monaco. A Roma sembrava però in grado di poter fare un bel po’ di strada e invece, dopo la vittoria contro l’australiano De Minaur, è arrivata la sconfitta contro l’esperto Kohlschreiber. Certo, il tedesco non è mai un avversario facile se in giornata, nemmeno a 35 anni, però il match era alla portata e la sconfitta in due set ha lasciato l’amaro in bocca.

SONEGO Il torinese può essere definito insieme a Berrettini come l’altro tennista sul quale nel futuro più immediato si ripongono le speranze del nostro tennis. Ma Sonego rispetto a Berrettini pare ancora non maturo sia tecnicamente che fisicamente. Ancora troppo esile, non riesce ad essere esplosivo come i suoi colpi potrebbero consentirgli (il suo servizio è comunque di buon livello). I quarti di finale a Marrakech ma soprattutto a Montecarlo hanno costituito un accenno delle sue potenzialità ancora in parte inespresse. A Roma il primo turno non era impossibile, il russo Khachanov era già stato battuto proprio a Montecarlo negli ottavi e sicuramente non stava attraversando un gran periodo di forma, ma stavolta la sfida è costata cara al nostro tennista, battuto in tre set. Un piccolo passo indietro per Lorenzo e se vogliamo una piccola delusione per gli appassionati, ma il percorso di crescita che quest’anno ha dato i primi frutti è ancora lungo e fa ben sperare.

SINNER Jannik è invece la vera e propria rivelazione del tennis italiano e al Foro non ha fatto altro che confermarlo. Diciassettenne, l’allievo di Riccardo Piatti sta bruciando le tappe. Vittorie nei Futures, poi prima vittoria in un challenger (a Bergamo), altra finale subito dopo in un altro challenger, primo main draw del circuito ATP a Budapest, wild card a Roma e subito prima vittoria in un Masters 1000 contro l’americano Johnson prima di essere sconfitto da Tsitsipas. A inizio anno era oltre la posizione nr. 500, ora è nr. 229. Incredibile a dirsi, il nostro tennis ha potenzialmente tra le mani un 17enne talentuoso che ha tutte le carte per farsi strada già in giovane età tra i “Pro”. Lo abbiamo desiderato per anni e finalmente ce l’abbiamo. Certo, ora viene il difficile, ma il futuro è tutto suo e noi ci auguriamo sia il più radioso possibile.

SEPPI – Citiamo per ultimo il nostro veterano (35 anni) che a Roma è stato battuto al 1° turno dallo spagnolo Bautista-Agut in tre set. È chiaro che Seppi è sul finire della carriera e da lui non è che ci si può attendere chissà quale exploit.

Dovendo quindi fare un’analisi complessiva dei nostri ragazzi al Foro Italico l’impressione è che alla fine siano più le cose positive emerse che quelle negative. Parlare di flop ci sembra davvero esagerato. Si può essere un po’ delusi, questo sì, soprattutto perché ci avrebbe fatto piacere – viste le premesse stagionali – almeno un italiano tra i primi otto. Ma soprattutto in ottica futura i miglioramenti del nostro tennis maschile sembrano tangibili e ci si augura quanto prima di raccoglierne i frutti anche nei tornei maggiori e negli Slam. Chissà che non si possa iniziare già a Parigi. Le basi ci sono, poi serve un po’ di fortuna (che nelle grandi imprese è indispensabile) e un buon tabellone, il resto va conquistato sul campo.

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Editoriali del Direttore

Roland Garros, avvio con il botto: Wawrinka-Murray, ma anche Thiem-Cilic e Sinner-Goffin

Per Thiem, nella metà di Nadal, un percorso di guerra. Rispetto a Rafa, dopo l’inizio in discesa, sta meglio Djokovic

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Dominic Thiem - Roland Garros 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

Tengo a precisare, a scanso di equivoci, di avere scritto questo articolo di commento al tabellone entro l’ora successiva al sorteggio. Si è deciso di ritardarne la pubblicazione per la mattina presto di venerdì per dare modo ai lettori di commentarlo senza che Ubitennis con il mio editoriale avesse già dato una sua impronta. Ora potrete verificare se alcuni dei commenti postati dai lettori coincidano più o meno, o addirittura per niente con quanto potete leggere in questo articolo. E sono curioso anch’io di vedere se il mio pensiero sarà stato condiviso o meno. Buona lettura (spero…).

Un sorteggio con il botto: Wawrinka-Murray al primo turno! Un ex campione del Roland Garros contro un ex finalista, lo svizzero ex n.3 contro lo scozzese ex n.1! Ma anche Thiem-Cilic, due che sono o sono stati n.3 del mondo, fra il finalista degli ultimi due anni e il croato quartofinalista nel 2017 e 2018, non è davvero da buttar via, anche se Cilic, 32 anni questo 28 settembre, non è più quello che ha vinto un US Open sei anni fa (2014).

E l’altro aspetto più significativo è che Thiem e Nadal, finalisti degli ultimi due anni si trovano nella stessa metà tabellone. Non solo: per Thiem al di là dell’ostacolo forse non così duro in Cilic, c’è un probabile Ruud al terzo turno e in ottavi teoricamente Wawrinka (più che Murray, ma non si sa mai: il Wawrinka visto con Musetti non è apparso irresistibile) per trovare poi magari Schwartzman più che Monfils. Insomma un vero percorso minato per l’austriaco, per arrivare a Nadal! Non mi pare si possa dire che abbia avuto fortuna.

E anche Nadal, che non si può davvero lamentare del suo tabellone fino ai quarti, poi però non sarà contento neppure lui di avere Thiem dalla sua parte, mentre non credo che tema un’eventuale quarto contro Zverev- Corre meno rischi di lui Djokovic, perché, a parte quel Bautista Agut che lui un po’ soffre (ma più sul cemento che sulla terra rossa, direi) e potrebbe trovare nei quarti se lo spagnolo esce dalla zona presidiata da Berrettini che rischierà a sua volta con Carreno Busta, secondo me difficilmente può perdere da Khachanov o Garin, e nemmeno dal n.4 Medvedev, dal n.13 Rublev, dal 9 Shapovalov

Semmai è Tsitsipas in buona giornata quello che gli può dare più noia, perché gli altri tre succitati sulla terra rossa sono troppo incostanti per metterlo in difficoltà sulla distanza dei tre su cinque. Vedrei il miglior Shapovalov capace di stappargli un set o forse due, ma non tre, almeno oggi. Tsitsipas farà bene però a stare attento a Krajinovic, così come Shapovalov non ha il match in tasca con Dimitrov al terzo turno. Da Medvedev-Fucsovics potrebbe scappar fuori la prima sorpresa, nel senso di un top-5 estromesso dal torneo anzitempo.

Per quanto riguarda gli italiani, beh è un peccato che Fognini non sia (probabilmente) nelle migliori condizioni, perché un tabellone migliore di questo non poteva capitargli. Kukushkin, poi un qualificato, poi un quartetto da cui potrebbe uscire Isner che sulla terra rossa a 34 anni non è troppo temibile, insomma arrivare a Nadal negli ottavi sarebbe un traguardo raggiungibilissimo. Di Berrettini ho accennato: al terzo turno dovrebbe arrivare senza problemi, poi troverebbe o Carreno Busta o Bautista Agut in ottavi e lì probabile disco rosso con Djokovic, contro il quale Matteo sarebbe più temibile sul cemento nonostante che anche Djokovic sui campi duri abbia dimostrato di essere un n.1.

Un primo turno durissimo, e uno dei match di cartello anche per chi non è italiano né belga, è Goffin-Sinner. Entrambi non possono dirsi fortunati. Goffin è certamente favorito, ma c’è partita. Anche in questo caso forse il “nostro” aveva più chances di fargli male sul “veloce” dove il suo dritto soffre meno. I due si conoscono benissimo, si sono allenati tante volte insieme sia a Montecarlo sia al Centro Piatti di Bordighera. Curiosamente più volte su campi in cemento che sulla terra rossa. L’amico giornalista Yves Simon mi ha detto che Goffin gli ha raccontato: “In allenamento con Jannik credo di non aver vinto quasi mai!”.

 

Chi viene fuori da quel duello può far parecchia strada. La testa di serie che presidia la zona è Paire… e più in là a livello di ottavi Zverev che sui campi rossi, anche se ha vinto Roma, non mi convince del tutto. Il tedesco però ha un buon tabellone, fino a Goffin (o Sinner?) non vedo proprio da chi possa perdere. Però Sascha non è ancora un tennista solidissimo, di nervi e prestazioni.

Dagli altri azzurri, più che al massimo un secondo o un terzo turno, non credo ci si possa attendere, perché al primo o al secondo si imbattono in teste di serie, anche se non fortissime. Per ora mi fermo qui. Un commento al tabellone femminile lo farò in un secondo momento, ma se dovessi scommettere su una finale dopo aver visto il tabellone punterei su Halep-Muguruza.

OTTAVI TEORICI

[1] N. Djokovic vs [15] K. Khachanov
[10] R. Bautista Agut vs [7] M. Berrettini
[4] D. Medvedev vs [13] A. Rublev
[9] D. Shapovalov vs [5] S. Tsitsipas

[8] G. Monfils vs [12] D. Schwartzman
[16] S. Wawrinka vs [3] Thiem
[6] A. Zverev vs [11] D. Goffin
[14] F. Fognini vs [2] R. Nadal

PRIMO TURNO PER GLI ITALIANI

[7] M. Berrettini vs V. Pospisil
[14] F. Fognini vs M. Kukushkin
L. Sonego vs qualificato
J. Sinner vs [11] D. Goffin
G. Mager vs [22] D. Lajovic
S. Travaglia vs P. Andujar
A. Seppi vs qualificato
S. Caruso vs G. Pella

Il tabellone maschile del Roland Garros con tutti i risultati aggiornati

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WTA Ranking: Halep può chiudere il 2020 al n.1

La rumena ha solo una possibilità per terminare in vetta la stagione per la terza volta in carriera: vincere il suo terzo slam a Parigi. Giorgi cede 5 posizioni

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Quattordici match vinti consecutivamente da Simona Halep, tre tornei di fila conquistati nel 2020, di cui due al rientro dal lockdown. E benché affermi, come da copione, di andare a Parigi senza alcuna pressione, è indubbio che al Roland Garros Simona si giochi le sorti di questa disgraziata stagione. Vincendo a Parigi tornerebbe n.1 del mondo e chiuderebbe l’anno in vetta per la terza volta in carriera. E incamererebbe il terzo slam, continuando un trend che la vedrebbe vincitrice di almeno un major dal 2018 in poi. Al contrario, chiuderebbe in Francia una buona stagione “di transizione” verso un 2021 in cui, si spera, questa nuova normalità consenta al Tour di avere una continuità che finora è mancata.

Il primo trionfo a Roma consolida la seconda posizione in classifica della rumena. Il forfait di Osaka al Roland Garros mette al riparo Simona dall’eventualità di cedere una posizione alla giapponese. Le altre dirette inseguitrici non hanno alcuna possibilità di scalzarla dal n.2: Pliskova, le cui condizioni dopo la drammatica finale a Roma sono tutte da verificare, non riuscirebbe a sopravanzare Halep nemmeno se vincesse lo slam rosso e se Simona uscisse al primo turno. Purtroppo (o per fortuna) il nuovo sistema di calcolo del ranking, messo a punto per minimizzare lo stravolgimento del calendario dovuto all’emergenza sanitaria, rende inevitabilmente la classifica molto statica.

Ed è per questo che non si vedono grossi movimenti, soprattutto nei piani alti della classifica. In top10, recupera un posto Svitolina (n.5) ai danni di Kenin (n.6), brutalizzata da Azarenza (stabile al n.14) al Foro. In top20, due posizioni in più per Muguruza (n.15), ottima semifinalista a Roma, che scavalca Keys (n.16) e Martic (n.17). Scorrendo la classifica delle prime 100, i movimenti più significativi sono quelli di Putintseva (+3, n.27), Kuznetsova (+5, n.33), Blinkova (+6, n.59), Sorribes Tormo (+8, n.70), vincitrice a Cagnes-sur-Mer, Kovinic (+13, n.73) e Bolsova (+10, n.97). Scende di 5 posti Venus Williams (n.75).

 
Classifica WTA Variazione Giocatrice Tornei Punti
1 0 Ashleigh Barty 17 8717
2 0 Simona Halep 17 7255
3 0 Naomi Osaka 16 5780
4 0 Karolína Pliskova 20 5205
5 1 Elina Svitolina 24 4740
6 -1 Sofia Kenin 25 4700
7 0 Bianca Andreescu 10 4555
8 0 Kiki Bertens 25 4335
9 0 Serena Williams 13 4080
10 0 Belinda Bencic 25 4010
11 0 Petra Kvitova 16 3736
12 0 Aryna Sabalenka 25 3615
13 0 Johanna Konta 18 3152
14 0 Victoria Azarenka 17 3122
15 2 Garbiñe Muguruza 17 3016
16 -1 Madison Keys 16 2962
17 -1 Petra Martic 23 2850
18 0 Elena Rybakina 27 2546
19 0 Marketa Vondrousova 17 2538
20 0 Elise Mertens 28 2490
21 0 Anett Kontaveit 20 2330
22 0 Angelique Kerber 21 2271
23 0 Alison Riske 23 2256
24 0 Maria Sakkari 26 2240
25 0 Jennifer Brady 24 2165
26 0 Karolína Muchova 17 1982
27 3 Yulia Putintseva 26 1955
28 1 Dayana Yastremska 25 1925
29 -2 Amanda Anisimova 19 1905
30 -2 Donna Vekic 25 1880
31 0 Ekaterina Alexandrova 28 1775
32 0 Qiang Wang 23 1706
33 5 Svetlana Kuznetsova 18 1631
34 -1 Sloane Stephens 21 1573
35 -1 Ons Jabeur 22 1573
36 -1 Magda Linette 29 1573
37 0 Barbora Strycova 21 1570
38 -2 Anastasia Pavlyuchenkova 22 1570
39 0 Saisai Zheng 24 1510
40 0 Shuai Zhang 26 1475
41 0 Julia Görges 21 1423
42 0 Veronika Kudermetova 29 1388
43 0 Jeļena Ostapenko 24 1360
44 0 Kristina Mladenovic 28 1335
45 0 Caroline Garcia 28 1325
46 1 Marie Bouzkova 23 1314
47 3 Polona Hercog 24 1310
48 -2 Anastasija Sevastova 23 1288
49 -1 Fiona Ferro 26 1267
50 -1 Rebecca Peterson 24 1255

CASA ITALIA

Settimana dove prevale il segno negativo nel ranking delle italiane. Camila Giorgi perde 5 posizioni e scende al n.74. Perdono terreno anche Cocciaretto, Errani, Gatto-Monticone, Trevisan, Di Giuseppe e Pieri. Fanno eccezione Jasmine Paoline (+5, n.94) e soprattutto Di Sarra che guadagna ben 80 posizioni (n.332) dopo la vittoria all’ITF di Tarvisio.

Classifica WTA Variazione Giocatrice Punti Tornei
74 -5 Camila Giorgi 930 24
94 5 Jasmine Paolini 755 30
130 -2 Elisabetta Cocciaretto 549 21
150 -1 Sara Errani 446 27
156 -1 Giulia Gatto-Monticone 432 27
159 -1 Martina Trevisan 429 27
195 -2 Martina Di Giuseppe  339 30
290 -3 Jessica Pieri 209 28
300 0 Martina Caregaro 195 19
314 1 Stefania Rubini 180 21
321 2 Bianca Turati 172 13
332 80 Federica Di Sarra 158 17
336 -1 Lucia Bronzetti 155 23
356 -3 Cristiana Ferrando 136 23
386 7 Lucrezia Stefanini 122 25
409 -5 Deborah Chiesa 112 20
433 -2 Camilla Scala 100 14
435 -1 Camilla Rosatello 99 18
459 0 Gaia Sanesi 91 16
466 -1 Angelica Moratelli 89 21

NEXT GEN RANKING

Non c’è nessun nuovo ingresso nella top10 delle giovani under20. Si scambiano tra loro le posizioni Yastremska (n.2) e Anisimova (n.3), Gauff (n.51) e Swiatek (n.53), Gracheva (n.89) e Potapova (n.92). (Nel Next Gen ranking del 2018 rientrano le giocatrici nate dopo il 1° gennaio 2000).

Posizione Variazione Giocatrice Anno Classifica WTA
1 0 Bianca Andreescu 2000 7
2 1 Dayana Yastremska 2000 28
3 -1 Amanda Anisimova 2001 29
4 1 Cori Gauff 2004 51
5 -1 Iga Swiatek 2001 53
6 1 Varvara Gracheva 2000 89
7 -1 Anastasia Potapova 2001 92
8 0 Leylah Fernandez 2002 100
9 0 Kaja Juvan 2000 103
10 0 Ann Li 2000 110

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Classifica ATP: Shapovalov irrompe in top 10; Lorenzo (Musetti) è Magnifico

Shapovalov è il secondo cittadino canadese a entrare in top 10 dopo Raonic. Ora è il più giovane tra tutti. Scende Fognini, salgono Travaglia, Sinner e Musetti

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Denis Shapovalov - Internazionali d'Italia 2020 (via Twitter, @InteBNLdItalia)

Con la vittoria degli Internazionali d’Italia, Novak Djokovic si è regalato il record assoluto per numero di Masters 1000 conquistati in carriera (36; + 1 rispetto a Nadal) e ha regalato a Denis Shapovalov l’accesso alla top ten, negandolo al contempo a Diego Schwartzman, suo avversario in finale.

Shapovalov è il secondo cittadino canadese a realizzare questa impresa dopo Milos Raonic; Greg Rusedsky vi riuscì infatti quando aveva già abbandonato l’originaria cittadinanza canadese a favore di quella britannica.

Shapovalov era considerato un predestinato alla grandezza tennistica sin dalle sue prime apparizioni sulla scena internazionale e i numeri lo stanno confermando: top 100 nell’agosto del 2017 grazie alla semifinale raggiunte al 1000 di Montreal nel quale batté – tra gli altri – del Potro e Nadal; top 50 nel mese di ottobre del medesimo anno e top 20 nell’aprile del 2019; è il tennista attualmente più giovane compreso tra i primi 10 e l’unico nato nel ’99.

 

Grazie a lui sale a sei il numero di giocatori nati negli anni ’90 presenti tra i migliori dieci del mondo.

TOP 20

PosizioneGiocatoreNazionePunti ATPDelta
1DjokovicSerbia11260 
2NadalSpagna9850 
3ThiemAustria9125 
4FedererSvizzera6630 
5MedvedevRussia5890 
6TsitsipasGrecia5175 
7ZverevGermania4650 
8BerrettiniItalia3030 
9MonfilsFrancia2860 
10ShapovalovCanada26604
11Bautista AgutSpagna2620-1
12GoffinBelgio2555-1
13SchwartzmanArgentina25052
14RublevRussia2414-2
15FogniniItalia2400-2
16KhachanovRussia2200 
17WawrinkaSvizzera2185 
18Carreno BustaSpagna2130 
19DimitrovBulgaria20553
20RaonicCanada2040-1

Altre osservazioni:

  • Roberto Bautista Agut scende all’undicesima posizione mentre Diego Schwartzman sale alla tredicesima
  • Grigor Dimitrov – sconfitto a Roma ai quarti di finale da Shapovalov – torna tra i primi 20
  • Fabio Fognini perde due posizioni
  • 17 dei migliori 20 giocatori del mondo sono europei; 2 nordamericani ed uno sudamericano.

CASA ITALIA

Dopo lungo tempo possiamo finalmente scrivere che NON è rimasto invariato il numero di tennisti italiani che compongono la pattuglia presente tra le prime 200 posizioni mondiali; è infatti entrato a farne parte anche Lorenzo Musetti grazie alle gesta compiute al foro italico, che in una settimana gli sono valse una crescita di 69 posizioni nel ranking; Lorenzo è altresì tornato ad essere il miglior tennista del mondo tra i nati dopo il 2001; il secondo è lo spagnolo Carlos Alcaraz Garfia, staccato di sei posti e appena sconfitto nelle qualificazioni del Roland Garros (dove Musetti ha scelto di non giocare).

ClassificaGiocatorePuntiVariazione
8Berrettini3030 
15Fognini2400-2
46Sonego10751
74Travaglia79410
75Sinner7886
84Caruso7363
87Mager713-2
97Seppi671-1
110Cecchinato5513
130Lorenzi447-1
132Gaio444-1
151Fabbiano379-1
156Giustino363-1
171Giannessi334-2
172Marcora334-2
180Musetti31969

Risalgono sensibilmente la classifica anche Stefano Travaglia (che eguaglia il proprio miglior piazzamento di sempre) e Jannik Sinner. Meno eclatante in termini assoluti ma simbolicamente importante anche la crescita di Salvatore Caruso che migliora il proprio best ranking.

BEST RANKING

A proposito di giocatori della top 100 che hanno migliorato il proprio best ranking, questa settimana facciamo i complimenti a:

B.RGiocatoreNazione
10ShapovalovCanada
30RuudNorvegia
41HumbertFrancia
66KoepferGermania
84CarusoItalia
98CoriaArgentina

Doppia razione di complimenti per Federico Coria che a 28 anni raggiunge per la prima volta l’Olimpo del tennis; Federico è il fratello minore di Guillermo, numero 3 del mondo nel 2004 e sfortunatissimo protagonista  della finale 2004 del Roland Garros

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