Travaglia illude, ma cede alla distanza: Mannarino vince al quinto al Roland Garros

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Travaglia illude, ma cede alla distanza: Mannarino vince al quinto al Roland Garros

Niente da fare per Stefano Travaglia, che si arrende alla distanza contro un abbordabile Mannarino

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Stefano Travaglia - Roland Garros 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

dal nostro inviato a Parigi

A. Mannarino – [Q] S. Travaglia 6-7 (5) 6-3 3-6 6-2 6-2

Per un’ora abbondante Stefano Travaglia è sembrato in grado di conquistare la sua terza vittoria a livello Slam e la seconda su un top 50 (dopo quella su Fognini allo US Open del 2017). Di certo Mannarino era uno dei top 50 più abbordabili qui al Roland Garros, dove solo in due occasioni (su 10 partecipazioni) aveva raggiunto il secondo turno, senza poi superarlo, anche in considerazione della sua scarsa attitudine alla terra battuta (solo 13 match vinti in carriera sul rosso). Ma a metà del secondo set qualcosa si è improvvisamente spento nel gioco nel tennista ascolano, che ha subito la rimonta di un Mannarino che fino a quel momento non aveva fatto molto per confutare le sue statistiche negative sulla terra battuta.

Travaglia ritrovava le fila del gioco nel terzo parziale, prima di spegnersi definitivamente – anche a causa della stanchezza – e cedere al quinto set al 30enne francese, che ha indubbiamente saputo sfruttare la maggiore esperienza a questi livelli. La sensazione è comunque quella di un’occasione sprecata per Stefano. Che il linea di massima nel dopo partita concorda: “Una partita tre su cinque, credo di aver dato il massimo. Brucia un po’ perché comunque sono stato sempre avanti ed ho giocato alla pari tutto il match e potevo portarla a casa, ma comunque una partita che sarà importante da analizzare per capire dove migliorare, capire quali cose potevo fare meglio”.

Travaglia aveva conquistato meritamente il primo set, vinto al tie-break per 7-5 (pregevoli gli ultimi due vincenti in lungolinea, uno di dritto e uno di rovescio) dopo aver avuto già due set point sul 5-4 a suo favore con Mannarino al servizio. Più solido da fondo il 27enne tennista italiano, che sfruttava la maggior propensione alla terra battuta rispetto al transalpino (se su 167 vittorie a livello ATP solo 13 sono arrivate sulla terra rossa, qualche motivo ci sarà) e trovava nel dritto e nel rovescio in lungolinea le soluzioni per scardinare il titubante gioco da fondo del suo avversario.

 

Un trend che continuava anche all’inizio del secondo set con “Steto” che strappava il servizio a Mannarino nel terzo gioco ed allungava poi sul 3-1. Qui, all’improvviso, la partita cambiava. Vero che il francese faceva ricorso alla sua maggiore esperienza (quello di oggi era il 373esimo match ATP per Mannarino, solo il 19esimo per Travaglia) e cambiava qualcosa nel suo gioco, cercando di spingere un po’ di più e soprattutto abbassando le traiettorie dei colpi, ma era soprattutto la metamorfosi in negativo di Travaglia a stupire (“In realtà lui era sempre stato in partita, il vantaggio me lo ero guadagnato. Forse io lì non sono riuscito a mettere quella marcia in più, mentre lui è rimasto costante” commenterà “Steto” nel post match). Colpi che fino a pochi minuti fa entravano tranquillamente nel rettangolo di gioco ora uscivano nettamente oppure finivano mestamente a metà rete. Era soprattutto il rovescio – ma anche il dritto non era da meno purtroppo – a tradire il n. 119 ATP (“Ha perso completamente il rovescio” sussurrava uno stupito Barazzutti ad un altrettanto perplesso Palimeri pochi posti lontano da noi, dopo l’ennesimo errore dal lato sinistro del tennista ascolano) che subiva un parziale di quattro giochi a zero e consegnava il secondo set a Mannarino per 6-3. Anche le tribune del Simone Mathieu ora erano rinfrancate, come dimostravano gli “Allez Adrian” urlati dalle tribune.

Travaglia aveva il merito di non farsi scoraggiare e di cercare di rimettere subito insieme i pezzi del suo gioco. E dopo aver superato un grosso momento di difficoltà nel quinto game nel quale salvava quattro palle break (anche con l’aiuto del fato, soprattutto sul passante che toccava il nastro e scavalcava Mannarino a rete), ci riusciva, riprendendo il discorso interrotto a metà del secondo set. Ora i colpi dell’italiano erano tornati a far male a Mannarino: Stefano otteneva il break al nono gioco e subito dopo vinceva il parziale per 6-3.

Il quarto parziale iniziava bene per l’italiano che breakkava subito il n. 48 ATP. Ma neanche il tempo di pensare (sperare) che il match fosse indirizzato definitivamente a suo favore, che di nuovo Stefano si spegneva all’improvviso, tornando ad inanellare errori su errori. Doppio break di Mannarino, che senza fare niente di trascendentale, ma ricordandosi comunque ogni tanto di essere un top 50, si involava su 4-1. Le speranze di riaprire il parziale si affossavano insieme alla volèe di rovescio in rete di Travaglia sulla palla break nel settimo gioco. Infatti il game successivo arrivava l’ennesimo break a favore del 30enne mancino francese che si imponeva 6-2 e portava il match al quinto dopo tre ore di gioco, tra l’entusiasmo del pubblico francese.

Travaglia cercava di ritrovare nuovamente il filo del discorso, ma le tre ore di match si facevano sentire, soprattutto per un giocatore come lui non abituato a match di tale durata (come dimostrato anche dal medical timeout chiamato alla fine del quarto per farsi trattare i muscoli posteriori della coscia sinistra). I suoi fondamentali non davano più fastidio a Mannarino, soprattutto i colpi in lungolinea su cui aveva costruito il suo vantaggio ora gli uscivano troppo corti e permettevano al francese di controllare lo scambio e attendere lui, ora, l’errore dell’avversario. Sembrava finita quando Mannarino si portava avanti di un break e ad aveva la palla del 3-0. Ma Stefano si affidava all’orgoglio e trovava energie insperate, recuperava in qualche modo il break (Mannarino ci metteva del suo, ma bravo Steto a non mollare), impattava sul due pari e da quel momento in poi la partita diventava un piccolo psicodramma.

Travaglia già aveva chiesto la sospensione al cambio campo precedente (sommerso dai fischi del Mathieu, come sottolineava ironicamente mettendosi la mano all’orecchio), che però non gli veniva concessa, ci riprovava senza successo al cambio campo successivo con Mannarino che subito dopo si lamentava per il prolungato trattamento medico alla coscia di Travaglia. In tutto questo trambusto (da aggiungere che l’italiano si era lamentato con il giudice arbitro per gli insulti che gli arrivavano dalle tribune), in campo il tennista francese aveva capito che il suo avversario aveva finito la benzina e cercava soprattutto di non sbagliare e costringere all’errore Travaglia per sopraggiunta stanchezza. Emblematico da questo punto di vista il sesto game, con l’italiano che spediva due smash in tribuna e affossava una smorzata a metà rete permettendo a Mannarino di strappargli di nuovo il servizio. Il n. 119 ATP non ne aveva proprio e poco dopo cedeva ancora il servizio, consegnando così set e match al francese. Peccato.

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ATP Vienna: Sonego vola ai quarti da Djokovic. Sinner si ritira dopo tre giochi con Rublev

Lorenzo batte Hurkacz in due tie-break e si regala un grande match contro Novak Djokovic. Vede ora l’ingresso nei primi 40 del mondo. Jannik abbandona subito il match per un fastidio al piede

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[LL] L. Sonego b. H. Hurkacz 7-6(6) 7-6(2)

Ottima vittoria per Lorenzo Sonego che supera in due tiebreak il numero 31 del mondo, Hubert Hurkacz e si qualifica per i quarti di finale dell’Erste Bank Open di Vienna. Ad attenderlo tra gli ultimi otto del torneo ci sarà nientemeno che il numero uno del mondo, Novak Djokovic. L’azzurro partirà sicuramente sfavorito contro il serbo, ma se si manterrà solido al servizio come nella partita odierna, avrà certamente occasione di fare una bella figura.

Lorenzo ha iniziato benissimo l’incontro: la battuta girava a meraviglia, il dritto faceva male e anche a rete i risultati erano davvero incoraggianti. Il break in suo favore è arrivato già nel quinto gioco e Sonego si è rapidamente issato sul 5-3, avendo perso appena tre punti col servizio a disposizione. Al momento di chiudere però il meccanismo perfetto si è un po’ inceppato e Hurkacz ne ha prontamente approfittato per rimettersi in partita. Avanti 6-5, il polacco ha addirittura avuto un break point che gli sarebbe valso la vittoria del set, ma con un paio di risposte imprecise ha tolto lui stesso le castagne dal fuoco a Sonego. Nel tiebreak, Hurkacz è andato avanti 5-3, si è fatto riprendere, ma è comunque riuscito a procurarsi un secondo set point. Persa anche quest’ultima chance, è stato Sonego ha piazzare la zampata decisiva e ad aggiudicarsi il parziale.

 

Nel secondo set i due non hanno concesso praticamente niente al servizio fino al 5-4, quando Sonego si è procurato un match point in risposta, cancellato da un ace di Hurkacz. Ancora una volta è stato dunque il tiebreak a dirimere la contesa. Stavolta però l’esito è stato molto meno incerto: un doppio fallo del polacco ha infatti consegnato un provvidenziale vantaggio a Sonego che poi ha giocato sul velluto fino al 7-2 finale. Con questo successo, Lorenzo si piazza virtualmente alla posizione numero 38 del ranking ATP (suo nuovo best ranking) in attesa di conoscere i risultati di Adrian Mannarino, ancora in gioco a Nur Sultan.

SINNER OUT – Dura appena tre giochi la partita tra Jannik Sinner e Andrey Rublev. L’azzurro, dopo aver subito un break, si è ritirato per un fastidio al piede che si portava dietro da inizio torneo. Avendo avvertito dolore, Jannik ha probabilmente deciso di non aggravare ulteriormente la situazione e ha lasciato via libera a Rublev. Il russo ora attende il vincente della sfida tra Dominic Thiem e Cristian Garin.

Risultati:

[LL] L. Sonego b. H. Hurkacz 7-6(6) 7-6(2)
[3] S. Tsitsipas vs G. Dimitrov
[SE] D. Evans b. [WC] J. Rodionov 7-5 6-3
[4] D. Medvedev vs [Q] V. Pospisil
[5] A. Rublev b. [WC] J. Sinner 2-1 rit.
[2] D. Thiem vs C. Garin

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Si ritira (di nuovo) Magdalena Rybarikova, l’unica capace di giocare con un muro alle spalle

Sperava di chiudere con la maglia della Slovacchia, ma la cancellazione della Fed Cup ha chiuso definitivamente la sua carriera. Lascia con 4 titoli e la semifinale di Wimbledon del 2017

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Magdalena Rybarikova - Wimbledon 2019 (foto via Twitter, @Wimbledon)

Magdalena Rybarikova ha (definitivamente) appeso la racchetta la chiodo. La tennista slovacca, che questo mese ha compiuto 32 anni, non giocava un match ufficiale da più di un anno – il primo turno delle quali dello US Open 2019, perso contro la coreana Na Lae Han – e aveva sostanzialmente già annunciato il ritiro otto mesi fa. Nei suoi piani c’era una chiusura della carriera con i colori della Slovacchia, alle finali di Fed Cup che si sarebbero dovute disputare questo aprile a Budapest, ma la pandemia ha rinviato tutto al 2021 e Magda ha deciso di ritirarsi senza passerella finale.

Dopo aver valuto ogni scenario, ho deciso di mettere fine alla mia carriera. Sono grata per tutto quello che il tennis mi ha dato, dopo 15 anni di alti e bassi; oltre ad aver incontrato molte persone interessanti in tutto il mondo, ho potuto provare grandi emozioni – a partire dal primo torneo vinto da ragazzina fino alla semifinale di Wimbledon del 2017“, ha scritto Rybarikova in un post di congedo su Instagram. Per curiosa coincidenza, il suo ritiro arriva appena otto giorni dopo il medesimo annuncio fatto da Julia Goerges, sua coetanea, che ha raggiunto la semifinale a Wimbledon un anno dopo di lei (nel 2018).

Voglio ringraziare la mia famiglia per il supporto, tutti i miei allenatori che hanno provato a tirare fuori il meglio da me sul campo e Kristian Cupak, che si è assicurato che fossi abbastanza in forma per farcela ed è stato nel mio team per tutta la carriera” prosegue Rybarikova. “Voglio ringraziare tutti i tifosi per essermi stati accanto nei momenti buoni e meno buoni, per avermi incoraggiato durante i match e sui social; mi hanno aiutato a fare quel passo in più quando pensavo di non farcela. Lascio con un grande sorriso e non vedo l’ora di vedere cosa mi riserverà il prossimo capitolo della mia vita“.

 

Il capitolo che si è appena concluso l’ha vista salire fino alla 17° posizione del ranking WTA a inizio 2018, nel mezzo del biennio in cui Magdalena Rybarikova ha espresso il suo tennis migliore raggiungendo anche i migliori risultati a livello Slam (oltre alla semi di Wimbledon, gli ottavi all’Australian Open 2018). Ha vinto i suoi quattro titoli tutti nella prima parte di carriera, tra 2009 e 2013, ma non è mai riuscita a dare continuità al suo tennis fatto di anticipi e movimenti leggeri cui abbinava un gioco di volo talvolta eccezionale. Dopo l’infortunio patito nella seconda metà del 2016 e le operazioni a polso e ginocchio, un tentativo di risolvere acciacchi con cui ha dovuto convivere per tutta la carriera, Rybarikova ha vissuto un secondo periodo d’oro culminato nella cavalcata sui prati di Church Road del 2017 – dove si è inchinata solo al cospetto dell’irresistibile Muguruza di quell’estate – e nell’ingresso in top 20, dopo il quale si è avviato un lento declino che ha condotto al ritiro.

Di Rybarikova mancherà soprattutto una qualità, probabilmente unica nel panorama tennistico mondiale. I suoi swing di dritto e rovescio, più simili a rapidi schiaffetti che a veri ceffoni a mano aperta con la racchetta, le avrebbero consentito di giocare a tennis anche con un muro alle spalle. Bye bye (di nuovo), Magda.

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ATP

Sinner parte bene a Vienna, eliminato Ruud in due set

Jannik annulla un set point nel primo parziale al norvegese, poi controlla la partita con autorità. Quattordicesima vittoria stagionale per lui

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Jannik Sinner – ATP Colonia 2 (foto via Twitter @atptour)

[WC] J. Sinner b. C. Ruud 7-6(2) 6-3

Nuovo torneo, nuova buonissima prestazione per Jannik Sinner, che supera in due set il sempre coriaceo Casper Ruud. Sul veloce indoor, l’italiano dimostra ancora una volta di trovarsi incredibilmente a proprio agio e di avere molto più armi per far male rispetto al proprio avversario, che pure per un set lo ha impegnato seriamente. Il 21enne norvegese infatti ha contenuto molto bene le solite potentissime accelerazioni di Sinner e addirittura ha avuto un set point sul 6-5 che, se convertito, avrebbe potuto portare ad tutt’altri sviluppi. Dal tiebreak in poi però, Jannik ha preso in mano la partita e si è portato a casa la quattordicesima vittoria stagionale (nessun italiano ha fatto meglio nel 2020). Al prossimo turno se la vedrà con Andrey Rublev in un incontro che preannuncia spettacolo.

IL MATCH – Il piano partita di Sinner è piuttosto chiaro sin dall’inizio: insistere maniacalmente sul rovescio dell’avversario ogniqualvolta si presenti l’occasione per farlo. Grazie a servizi ben piazzati, Ruud riesce però a evitare per larghi tratti la diagonale sinistra. Le chance di break per Sinner si concentrano tutte nel settimo gioco del primo set. In tutte e tre le occasioni è molto bravo il norvegese a giocare aggressivo e a salvarsi. Passato questo piccolo momento di difficoltà, Ruud torna a gestire abbastanza tranquillamente i propri turni di battuta, manovrando benissimo col dritto, colpo col quale non teme il confronto con Sinner. Un po’ a sorpresa, il 21enne norvegese si procura addirittura un set point in risposta nel dodicesimo gioco, ma Sinner storna subito via il pericolo e trascina il primo parziale al tiebreak. Tiebreak che l’italiano domina con il punteggio di 7-2.

 

Sulla scorta dell’ottimo finale di primo set, Jannik prova a scappare e si invola rapidamente sul 3-0. Un brutto passaggio a vuoto, il primo della sua partita, però rimette in carreggiata Ruud, che si scuote e impatta sul 3-3. Come spesso lo abbiamo visto fare nella sua pur giovane carriera, Sinner cancella immediatamente quanto di brutto accaduto e torna a macinare gioco con entrambi i fondamentali. Un impressionante parziale di undici punti a uno (peraltro frutto di un suo dritto in rete) gli consegna tre consecutivi match point. Qui l’azzurro si fa prendere un po’ dalla fretta, commettendo tre errori di dritto, prima di rimettere insieme i pezzi e chiudere il match dopo un’ora e 47 minuti di gioco.

Risultati

Secondo turno
[1/WC] N. Djokovic b. B. Coric 7-6(11) 6-3
[PR] K. Anderson b. P. Carreno Busta 7-5 6-1

Primo turno
[3] S. Tsitsipas b. J-L Struff 6-7(3) 6-3 6-4
[Q] V. Pospisil b. F. Auger-Aliassime 7-5 7-5
[4] D. Medvedev b. [LL] J. Jung 6-3 6-1
[WC] J. Sinner b. C. Ruud 7-6(2) 6-3

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