US Open: Lorenzi salva l'Italia dalla debacle con una grande rimonta. Fuori Seppi e Giorgi

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US Open: Lorenzi salva l’Italia dalla debacle con una grande rimonta. Fuori Seppi e Giorgi

NEW YORK – Paolo recupera uno svantaggio di 2 set a 0 per la prima volta in carriera. Sfiderà Kecmanovic. Termina l’avventura di Camila, che raccoglie appena un gioco contro Sakkari. Andreas strappa un set a Dimitrov

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da New York, il nostro inviato

[LL] P. Lorenzi b. [WC] Z. Svajda 3-6 6-7(5) 6-4 7-6(4) 6-2

Sembrava che il lucky loser Paolo Lorenzi fosse stato super-lucky ad aver pescato nel mazzo proprio la wild card sedicenne Zackary Svajda (il più giovane partecipante allo US Open da Donald Young nel 2005), vincitore dei campionati USA Under 18, e invece il match è stato durissimo, e portato a casa solamente con grande mestiere e dispendio di energie.

 

Lorenzi ha pagato il pessimo inizio di partita, nel quale è andato subito sotto 0-5, sbagliando moltissimo da fondo, situazione nella quale ha faticato tremendamente durante tutto il match a imporre la sua maggiore esperienza e prestanza fisica. Il suo avversario, Svajda, compirà 17 anni il prossimo 29 novembre e fisicamente è ancora più acerbo di quanto non dica il suo certificato di nascita: non troppo alto, gambe molto magre, deve ancora compiere il salto atletico che gli potrebbe permettere di intraprendere la strada del professionismo. Perso il primo set per 6-3 in 42 minuti, Lorenzi ha sciupato una grossa chance per prendere subito il comando della partita quando nel secondo parziale, dopo aver recuperato un iniziale svantaggio di 0-2 è andato in vantaggio per 5-3, ha servito inutilmente per il set sul 5-4 e non è riuscito a sfruttare tre set point in tre diversi game (uno sul 5-3, uno sul 5-4 e uno sul 6-5) prima di cedere 7-5 al tie break.

Sul campo 5 stracolmo di pubblico e di entusiasmo, circondato da tre file di spettatori in piedi, la grande sorpresa sembrava a portata di mano per il giovane esordiente, che posizionato al n.1415 della classifica ATP, era in procinto di effettuare un balzo di oltre 900 gradini nel ranking, per la gioia sua e del papà Tomas presente in tribuna, il maestro di tennis di Pacific Beach, California, nei pressi di San Diego, che lo ha avviato al tennis. Ma sul 3-3 del terzo set per Zachary sono arrivati i crampi, che gli hanno bloccato la gamba sinistra al momento di servire, costandogli li break e in definitiva il set.

Lorenzi non è però mai riuscito ad uscire dalla ragnatela di scambi imposta da Svajda, che ha certamente ottima tecnica e splendida esecuzione dei colpi, ma ovviamente difetta di potenza. Paolo non ha mai approfittato delle seconde poco sopra i 100 km orari servite dal suo avversario in preda ad attacchi di crampi ed ha sempre accettato il palleggio, sottoponendosi a recuperi estenuanti e prestando il fianco alle accelerazioni, soprattutto di rovescio, del giovane americano.

Svajda non è mai arrivato vicino alla vittoria: ha trascinato il quarto set al tie-break con grande abilità negli uno-due al servizio ed esibendosi in belle geometrie e variazioni, ma nel momento della verità Lorenzi è andato subito 3-0, poi 4-1 per chiudere 7-4. Nel quinto set Svajda ha avuto quattro chance per andare avanti di un break sull’1-1: ha tirato un paio di risposte che gli sono uscite, Lorenzi ha trovato un paio di bei servizi e per la ‘famosa’ legge del contrappasso tennistico il break è arrivato a favore dell’azzurro nel game seguente, consentendo a Paolo di arrivare a chiudere il match dopo quattro ore e 20 minuti.

Si tratta della prima vittoria in carriera recuperando uno svantaggio di due set per Lorenzi, che conferma il risultato dello scorso anno allo US Open raggiungendo il secondo turno per il quarto anno consecutivo. Ha battuto un avversario che poteva tranquillamente essere suo figlio, dati i 21 anni di differenza tra i due: si tratta della maggiore differenza di età tra due giocatori in una partita di uno Slam dall’Australian Open 1978, quando il quarantaquattrenne Ken Rosewall sconfisse il ventenne Cary Stansbury.

Al prossimo turno Lorenzi incontrerà il serbo Miomir Kecmanovic, n. 50 della classifica mondiale e protagonista di un’ottima stagione fino a questo momento.

Paolo Lorenzi – US Open 2019 (foto John Martin)

[30] M. Sakkari b. C. Giorgi 6-1 6-0 (da New York, Andrea Pellegrini Perrone)

GIORGI OUT – Esce di scena Camila Giorgi, mai apparsa in partita contro Maria Sakkari che vince con il netto score di 6-1 6-0. La tennista di Macerata ha patito le fatiche della settimana passata, quando è stata sconfitta solo in finale al torneo WTA del Bronx da Magda Linette dopo aver giocato complessivamente oltre 10 ore in cinque incontri. Quest’oggi la differenza atletica tra le due giocatrici è stata notevole: la greca sembrava in grado di scambiare per ore a ritmi sostenutissimi mentre Camila non ha mai cercato piani alternativi in una giornata dove chiudere gli scambi rapidamente non è riuscito all’italiana.

LE PAROLE DI CAMILA – Non è stato facile tornare in campo dopo così poco, ho avuto un solo giorno di riposo: oggi non è andata come avrei voluto, è andata molto veloce ma io ho provato a fare il massimo purtroppo ho sbagliato troppo. Nella scorsa settimana al Bronx, anche contro avversarie forti, son riuscita a cambiare: oggi purtroppo è andata così, tutto è andato via troppo velocemente. L’azzurra, che non aveva molta voglia di parlare del match appena terminato, si è poi rilassata maggiormente quando le abbiamo chiesto della linea di abbigliamento della madre, che da anni fornisce i vestiti alla tennista italiana ma che ancora non è diventata una marca vera e propria. A breve, stando alle dichiarazioni di Giorgi, dovrebbe aprire ufficialmente questa linea di moda esclusivamente Made in Italy, una serie di prodotti di grande qualità molto apprezzati da Camila e che presto potranno finalmente essere comprati anche in negozio.

G. Dimitrov b. A. Seppi 6-1 6-7(2) 6-4 6-3 (da New York, Cesare Novazzi)

Finisce al primo turno anche l’avventura di Andreas Seppi, che non riesce a sfruttare le insicurezze di un Dimitrov apparso ancora sfiduciato ma sufficiente a sconfiggere l’altoatesino in quattro parziali. Entrato in campo con la sensazione di non potersela giocare fino in fondo sul lungo dei cinque set, in quanto lontano dalla miglior condizione fisica, Seppi pian piano è salito approfittando di alcuni black out di Dimitrov e senza giocare neanche il suo miglior tennis si è ritrovato un set pari dopo aver dominato il tie-break del secondo set. Il match nel terzo parziale poteva definitivamente girare a favore dell’italiano, bravo a non mollare sotto 4-1 40-0 e a rientrare sino al 4-4: in quel momento, però, Grigor ha tenuto un delicato turno di servizio strappando poi nel game successivo la battuta ad Andreas che, sotto due set a uno, ha dato – definitivamente – l’impressione di non averne più fisicamente. Nel quarto set Dimitrov, che è sembrato più rilassato, ha chiuso la pratica con il punteggio di 6-3.

Sul 5-4 c’è stato un game delicato, ho annullato qualche set point, potevo agguantarlo e sperare di arrivare al tie-break contando anche sul fatto che lui avesse giocato il primo piuttosto male“, ha detto Andreas a fine partita. “Nel quarto anche ho avuto le mie occasioni ma non le ho sfruttate, ho preso un break commettendo errori banali. Lui mi ha regalato tanto in alcuni momenti ma poi spesso nei punti importanti si è salvato con il servizio, io ho sbagliato un po’ con il dritto e purtroppo l’ho pagata“.

Seppi ha parlato anche di come si è sviluppato il suo avvicinamento al torneo. “Dopo l’infiltrazione a Verona son stato tre settimane fermo con la mia famiglia in Colorado, ho camminato un po’ senza sforzare l’anca, poi ho fatto una decina di giorni di allenamento e ho giocato a Winston Salem in preparazione a questo torneo. Quanto alle prossime settimane, la Davis sembra essere centrale per definire la sua programazione: “Se uscirò in doppio questa settimana (gioca con Marco Cecchinato, ndr) andrò al Challenger di New Haven, la settimana dopo ne giocherò un altro negli Stati Uniti e poi spero di andare a giocare la tournèe asiatica. Nel lungo periodo molto dipende dalla Davis, se sarò in buone condizioni e sarò convocato giocherò qualche Challenger anche in quel periodo, come per esempio Ortisei dove vado spesso e mi trovo bene. Avendo una famiglia ho anche altre priorità oltre al tennis, i viaggi pesano un po’ di più però al tempo stesso in tutti questi anni ho imparato anche a trovare con più facilità il ritmo partita: anche se non gioco per qualche settimana, mi sento pronto quando rientro”.

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ATP Anversa: a Musetti il derby contro Mager, ne arriva un altro con Sinner

Lorenzo vince grazie a un doppio tie-break dando segnali di ripresa e sfiderà negli ottavi Jannik, grande favorito del torneo

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Nel match che lo vede prevalere su Gianluca Mager per 7-6(2) 7-6(3) in due ore e nove minuti, è un Lorenzo Musetti completamente diverso da quello rassegnato visto più di una volta in questa seconda parte di stagione caratterizzata anche da vicissitudini extra-tennistiche che hanno contribuito al periodo negativo. Una vittoria non fa primavera, non tanto perché siamo a ottobre, quanto perché rimane solo la terza negli ultimi tredici incontri, ma di sicuro ha fatto piacere ritrovarlo motivato davanti a un avversario che ha giocato un buonissimo tennis, pur mancando nei momenti decisivi (5-3 nel primo, set point nel secondo), quando invece Lorenzo ha mantenuto il suo livello.

Hanno probabilmente contribuito alla giornata di fiducia le vittorie nelle due sfide precedenti, quest’anno a Parma e due anni fa a Ortisei. E nemmeno ha nociuto che Gianluca, a dispetto dei colpi filanti, preferisca anch’egli avere la terra battuta sotto i piedi – ma questo valeva anche per le brutte sconfitte con Ramos-Viñolas, Kuzmanov e Djere. La vittoria di Musetti significa però sconfitta per l’altro azzurro, che veniva dai quarti a Sofia e dalla bella vittoria su Fucsovic all’esordio in California (poi sempre eliminato poi da Monfils), che ha espresso, lo ripetiamo, un tennis di qualità e a cui forse manca un po’ di consapevolezza delle proprie potenzialità sulle superfici meno amiche.

IL MATCH – Musetti parte tenendo il servizio e appare molto centrato con entrambi i colpi a rimbalzo; anche Mager tiene, sfoderando subito un paio di ace. I due non stanno esattamente vicini alla linea di fondo, con il sanremese spesso sulla scritta Antwerp nei game di risposta. Poche prime in campo, il rovescio del teenager fa i capricci e Gianluca passa in vantaggio al terzo gioco, salvo poi farsi riprendere sul 3 pari. Al netto di qualche errore evitabile, il duello offre scambi godibili, impreziositi da variazioni e chiusure vincenti.

È propositivo, Mager, anche per la poca profondità della palla di Lorenzo, strappa di nuovo al settimo game, ma fallisce l’appuntamento per chiudere sul 5-4 anche per merito del rovescio monomane che sale in cattedra in un momento di appannamento del dritto, movimento del quale Lorenzo si era appena ritrovato a mimare, come spesso gli vediamo fare per quel colpo particolarmente sensibile alle fluttuazioni di fiducia. Il tie-break è un assolo di Musetti che mette in mostra buona parte del repertorio e va a sedersi con un set di vantaggio.

La prima di servizio di entrambi si fa più efficace nel secondo parziale, anche se Mager ne mette di meno e ricava poco dalla seconda rischiando nei primi due turni, e i due avanzano appaiati. Sul 4-5, Musetti annulla con un rovescione in uscita dal servizio un set point che Mager si era conquistato con una bella smorzata e una risposta fulminante. Gianluca rimane perplesso sul successivo “not up” chiamato dalla sedia e anche per il silenzio di hawk-eye live sulla palla molto profonda dell’altro; forse ci pensa troppo, ma riesce a risalire dallo 0-30. È ancora tie-break che, complici gli errori sanremesi (esiziale quello sullo smash), scivola di nuovo dalla parte di Lorenzo. Musetti chiude con un serve&(half)volley da delizia per gli occhi e approda al secondo turno dove lo attende la sfida inedita (almeno a livello ufficiale) con Jannik Sinner.

 

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ATP Indian Wells: il nuovo “maestro” si chiama Cameron Norrie

Norrie risale da un set e un break di svantaggio contro Nikoloz Basilashvili. Si tratta del suo primo titolo Masters 1000. Nella corsa a Torino bisognerà fare i conti anche con lui

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Cameron Norrie - Indian Wells 2021 (foto Twitter @BNPPARIBASOPEN)

[21] C. Norrie b. [29] N. Basilashvili 3-6 6-4 6-1

Forse l’immagine più rappresentativa di Cameron Norrie, nuovo vincitore di Masters 1000 che qui a Indian Wells ha iscritto il suo nome per la prima volta nell’albo d’oro del BNP Paribas Open, è quella che lo ritrae immediatamente dopo l’ultimo punto della finale: braccia alzate verso il cielo, ma niente di più, niente lacrime, niente grida di gioia, niente celebrazioni eccessive. Molto British.

In una delle finali più sorprendenti della storia recente dei Masters 1000, Cameron Norrie ha sconfitto in rimonta Nikoloz Basilashvili, demolendo scambio dopo scambio la resistenza del georgiano che verso la fine dei 109 minuti di partita si è andata affievolendo sempre più, probabilmente anche a causa di qualche problema fisico che l’hanno costretto a prendersi una pausa fisiologica nel mezzo del terzo set. “È un problema che ho avuto anche nei precedenti incontri – ha spiegato nella conferenza stampa post match – oggi tuttavia era peggio degli altri giorni. Non voglio dire di cosa si tratta, in ogni modo non avevo più nulla nel serbatoio, lui giocava ottimi colpi piatti di rovescio e con tanta rotazione di diritto, per contrastarlo avrei avuto bisogno di molta più energia, ma oggi proprio non potevo farcela”.

 
Nikoloz Basilashvili – Indian Wells 2021 (foto Twitter @BNPPARIBASOPEN)

E dire che l’inizio del match era stato tutto per Basilashvili: dall’1-3 d’abbrivio Nikokoz aveva messo a segno cinque giochi consecutivi, prendendosi anche un break di vantaggio all’inizio del secondo set sul 2-1 e servizio. La potenza dei suoi colpi sembrava davvero troppa per il tennis di Norrie, incapace di contenere gli straripanti colpi da fondocampo del suo avversario.

Norrie, tuttavia, non ha mollato la presa ed ha continuato a rimandare colpo su colpo provando a inchiodare Basilashvili sulle diagonali per evitare che prendesse il centro del campo per i suoi affondi. Nel decimo game del secondo set il capolavoro del britannico: due punti straordinari per andare 0-30 (una palla corta e un passante di rovescio da fuori dal campo degno di Medvedev) hanno messo sufficiente pressione a Basilashvili per costringerlo a commettere due gratuiti nei punti successivi mandando la partita al terzo set.

Da quel momento il punteggio ha continuato lentamente ma inesorabilmente a scivolare verso Norrie, che ha controllato il terzo set senza farsi distrarre dal grande traguardo che si stava avvicinando ed ha portato a casa la partita senza esitazioni.

Questa vittoria (la seconda per lui in stagione, dopo quella di Los Cabos, su sei finali raggiunte) vuol dire che Cameron Norrie non solo porta a casa gli 1,2 milioni di dollari del primo premio (meno il 35% di tasse da pagare allo “Zio Sam”), ma ottiene anche il suo best ranking al n. 16 e soprattutto si posiziona al decimo posto della Race To Turin con 2840 punti, proprio davanti a Jannik Sinner che ha 2595 punti e che proverà a superarlo questa settimana al torneo di Anversa. Il britannico diventa quindi un legittimo pretendente a uno degli ultimi posti rimasti per le Nitto ATP Finals di Torino, un pretendente in più con cui il nostro Sinner dovrà fare i conti.

Anche prima del torneo ero tra i giocatori che potevano aspirare ad andare a Torino – ha detto Norrie dopo la vittoria – però non è che ci pensassi molto. Ora mi sono cancellato da Anversa perchè sarebbe stato troppo complicato dopo essere arrivato in fondo qui, ma sono iscritto a Vienna, Parigi e Stoccolma e non vedo l’ora di giocare indoor, è uno dei miei momenti preferiti della stagione.”

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ATP Indian Wells: Basilashvili-Norrie, finale tra esordienti

Cameron Norrie supera in due set Grigor Dimitrov. Nikoloz Basilashvili ferma Taylor Fritz. Norrie irrompe nei Top 20

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Cameron Norrie - Indian Wells 2021 (foto Twitter @BNPPARIBASOPEN)

[27] C. Norrie b. [23] G. Dimitrov 6-2 6-3

Si ferma in semifinale la corsa di Grigor Dimitrov al BNP Paribas Open di Indian Wells, dopo le splendide, ma anche molto dispendiose, vittorie contro Medvedev e Hurkacz, Dimitrov non è riuscito a riprodurre lo stesso livello di tennis contro uno dei giocatori più continui del 2021, che qui nel deserto della California è riuscito a raggiungere la sua sesta finale stagionale, sicuramente la più prestigiosa.

Il bulgaro ha iniziato il match giocando in maniera molto irregolare, sbagliando parecchio e facendo scappare Norrie sul 4-0 compromettendo il primo set, che infatti è scivolato via in soli 31 minuti. Ci sono voluti altri due giochi nel secondo set perché Dimitrov riuscisse a prolungare gli scambi provando a manovrare le direzioni per crearsi le aperture necessarie per i suoi affondi. Ma la strategia era comunque troppo laboriosa per il Grigor della giornata odierna, solo sporadicamente capace di infilare quei magnifici vincenti capaci di infiammare la folla.

 

Norrie ha tenuto grande compostezza, controllando sapientemente i suoi turni di battuta e annullando l’unica palla break concessa sul 2-1 con un bel diritto inside in, e recuperando da 0-30 due game più tardi.

Ho cercato di allungare gli scambi, non ho mai pensato all’importanza della posta in palio – ha detto Norrie una volta arrivato in conferenza stampa, oltre due ore dopo la fine del match – nemmeno quando ho servito per il match. Nel secondo set ho risposto peggio rispetto al primo set, ma ero molto concentrato sul mio tennis”.

Grigor Dimitrov – Indian Wells 2021 (foto Twitter @BNPPARIBASOPEN)

Con questa vittoria Cameron Norrie conquista il suo più importante piazzamento in un torneo Masters 1000 e soprattutto si propone come solido contendente alle ATP Finals. La finale lo porta a 2440 punti nella Race, all’11° posto immediatamente dientro a Jannik Sinner e a soli 115 punti dall’italiano, con l’occasione di poterlo superare in caso di vittoria del titolo domenica.

[29] N. Basilashvili b. [31] T. Fritz 7-6(5) 6-3

Non si è realizzata la favola del giocatore di casa che vince il suo primo grande torneo a due passi da dove è nato. Taylor Fritz non è riuscito a resistere al bombardamento da fondo messo in atto da Nikoloz Basilashvili ed ha dovuto alzare bandiera bianca in due set, nonostante abbia avuto tre set point nel primo set per passare in vantaggio e provare a raggiungere la finale.

Partita decisamente diversa dalla precedente, quella tra Fritz e Basilashvili: la palla camminava almeno 20 chilometri l’ora più veloce durante gli scambi pieni di mazzate tirate sia di diritto sia di rovescio. Era Basilashvili ad avere più spesso il controllo dello scambio, commettendo però qualche errore in più. Fritz è arrivato ad avere tre set point nel primo set, due sul 5-4 e uno sul 6-5, tutti però giocati molto bene e in maniera aggressiva da Basilashvili. Forse qualche recriminazione in più sul primo di questi set point, nel quale Fritz ha messo lungo un rovescio lungolinea di palleggio, ma nel complesso in questi frangenti decisivi del set il georgiano ha giocato meglio, così come anche nel tie-break successivo, nel quale è andato avanti di un minibreak sul 5-4 con un diritto poderoso, e poi ha incassato i due errori da fondocampo di Fritz sul 5-5 per chiudere il primo set in 59 minuti di gioco.

Nikoloz Basilashvili – Indian Wells 2021 (foto Twitter @BNPPARIBASOPEN)

Volevo giocare in maniera aggressiva, ma mi ero reso conto che non potevo picchiare la palla se non partendo dal mio servizio – ha spiegato Fritz dopo il match – Non mi sembra di aver avuto possibilità di provare a giocare un colpo vincente nelle palle break che ho avuto, i suoi colpi erano troppo forti e profondi”.

Nel secondo set l’americano ha provato a tenere maggiormente lo scambio, ha avuto altre due palle break sull’1-1, annullate ancora da due vincenti di Basilashvili, che per tutto il match ha modulato molto bene la sua prima di servizio, assicurandosi di tenere una percentuale elevata ed evitare così di essere aggredito sulla seconda.

Sul 3-2, il georgiano ha trovato due super-risposte sul 30-30 che gli hanno procurato l’unico break della partita e il vantaggio decisivo per raggiungere la sua prima finale Masters 1000. Nel game finale la tensione stava per fargli un brutto scherzo e l’ha costretto ad annullare due palle del controbreak dopo aver fallito tre match point, ma alla fine la quarta palla partita è stata quella buona.

Taylor mi ha fatto giocare tante palle – ha spiegato Nikoloz dopo la partita – ho dovuto giocare molto bene da fondo per vincere. Sono contento di essere rimasto calmo nei momenti importanti e di essere riuscito a tirare i colpi che volevo tirare”.

In finale Basilashvili incontrerà il tennista che ha vinto più partite in questa stagione, ben 50, e che domenica disputerà il suo 71° match ufficiale. “Basilashvili è un grande giocatore – ha detto Norrie del suo avversario in finale – quando gioca bene può battere chiunque. Sarà molto difficile, ma mi sento bene fisicamente e sarò pronto alla battaglia”.

I due si sono affrontati una volta sola nella loro carriera professionistica, al primo turno dell’ABN AMRO di Rotterdam lo scorso marzo: in quel caso vinse Norrie molto agevolmente (6-0, 6-3).
In caso di sconfitta in finale, Norrie entrerà comunque nei Top 20 al n. 17, mentre se dovesse vincere il titolo salirebbe di un’ulteriore posizione al n. 16; Basilashvili invece salirà alla posizione n. 27, e nel caso in cui dovese aggiudicarsi il titolo tornerebbe anche lui nei Top 20 alla posizione n. 18.

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