Pliskova supera Martic (e pioggia) in finale a Zhengzhou e punta il numero uno

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Pliskova supera Martic (e pioggia) in finale a Zhengzhou e punta il numero uno

La ceca soffre un po’ nel primo set ma poi domina il secondo in una partita segnata da due interruzioni per pioggia. Quarto titolo dell’anno, quindicesimo della carriera. Barty è nel mirino

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Karolina Pliskova è la vincitrice dell’edizione 2019 del WTA Premier di Zhengzhou. La ceca supera in due set Petra Martic, che le ha creato più di un grattacapo nel primo set, ma si è poi sciolta nel secondo. Bravissima Pliskova a partire sempre forte dopo le due pause per pioggia che hanno sospeso il gioco all’inizio del primo e del secondo set. Titolo numero quindici della carriera, il quarto del 2019 (dopo Brisbane, Roma e Eastbourne) e ulteriore passettino compiuto verso la riconquista del numero uno di Ashleigh Barty, attualmente distante solamente 86 punti.

LA PARTITA – Martic esce meglio dai blocchi e riesce a spostare Pliskova, guadagnando un immediato break di vantaggio. Sul 2-0 però la pioggia costringe le due giocatrici a fermarsi e addirittura a rientrare negli spogliatoi. Quando riprende il gioco, Pliskova tiene il servizio agevolmente e comincia a picchiare da fondo alle sue condizioni. Un paio di bei vincenti le permettono di agganciare l’avversaria nel punteggio. La partita è più equilibrata ora con Martic che tenta come al suo solito molte variazioni per cercare di disinnescare il gioco di Pliskova.

La croata costringe l’avversaria ad una difficile volèe bassa che le vale una palla break nel settimo gioco, annullata di forza da un vincente della ceca. Pliskova ormai è salita di ritmo e nel gioco successivo è lei a cogliere il break decisivo. Il primo set si chiude 6-3 in 46 minuti. Il secondo set è un assolo di Pliskova che gioca a braccio sciolto, disponendo a piacere di una Martic decisamente scoraggiata. Un break arriva prima della seconda sospensione per pioggia (sul 3-1) e un altro si aggiunge subito dopo. 6-2 il punteggio che chiude il set e il torneo.

VERSO LA VETTA – Karolina incamera 290 punti ‘netti’ in classifica (ai 470 della vittoria si sottraggono i 180 della finale di Tianjin 2018, che escono dal conteggio dei migliori 16 risultati) e si assicura anche un discreto margine su Svitolina e Osaka, rispettivamente terza e quarta a circa 1300 e 1600 punti dalla giocatrice ceca. Pliskova si concederà adesso una settimana di riposo, come del resto la numero uno Barty, per tornare in campo in occasione dei tornei di Wuhan (Premier 5) e Pechino (Premier Mandatory).

Come detto la vetta della classifica è vicina, ma per agguantarla serviranno prestazioni di rilievo nei tornei conclusivi della tournée asiatica. Se vuole colmare il misero gap di 86 punti che la separa da Barty, Pliskova dovrà infati raggiungere almeno la semifinale a Wuhan e i quarti a Pechino, altrimenti non aumenterà il suo bottino in classifica e dovrà rinviare l’assalto al mese di ottobre, che confluirà nelle Finals di Shenzhen.

 

Risultato:

[1] Ka. Pliskova vs [7] P. Martic 6-3 6-2

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WTA Roma: Swiatek sbriga la pratica Svitolina. (Poco) riposo e poi la semi con Gauff

Iga Swiatek domina il primo set e parte del secondo, poi la partita va in lotta ma la polacca trova lo spunto nell’ultimo game. Alle 15 sfida Gauff

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Iga Swiatek - WTA Roma 2021 (via Twitter, @InteBNLdItalia)

Ha comandato, poi ha rischiato di perdere il controllo del match, alla fine ha evitato un terzo set che sarebbe stato foriero di guai e avrebbe diminuito ulteriormente i minuti di riposo a sua disposizione. Iga Swiatek si è qualificata per le semifinali degli Internazionali d’Italia e sarà la sua prima presenza tra le prime quattro di un WTA 1000: a farne le spese è stata Elina Svitolina, che del Foro è stata regina nel 2017 e nel 2018, dopo un’ora e trentotto minuti di gioco (6-2 7-5). La giocatrice polacca avrà a disposizione un paio d’ore per rilassare i muscoli prima di affrontare in semifinale Coco Gauff, qualificata già da ieri in virtù del ritiro di Barty – che in quel momento conduceva nel punteggio 6-4 2-1.

Nei primi game della partita sul Pietrangeli si sono alternati coni di luce e di ombra, tanto che Swiatek ha iniziato munita di giacchetta. Quando il sole ha preso pieno possesso del campo più suggestivo dell’impianto romano, Iga è tornata alla mise estiva e anche il suo tennis si è sbloccato. I suoi cambi di ritmo e i colpi in contropiede, soprattutto sul più debole dritto di Svitolina, le hanno fruttato la mini-fuga valida per il 4-1 – unico game del set nel quale abbia dovuto fronteggiare palle break. Svitolina non è mai riuscita davvero a reagire, chiamata a correre una volta in avanti per recuperare una palla corta e il punto dopo lateralmente. Swiatek ha deciso più o meno sempre come si dovesse giocare il punto e il 6-2 è arrivato come logica conseguenza.

Nel secondo set c’è stato sin da subito più equilibrio, soprattutto perché la resa di Swiatek con la prima è scesa rispetto all’85% del primo parziale. Pur a seguito di uno scambio di break, però, Swiatek si è trovata di nuovo avanti di un break sul 4-2. Avanti 30-15, la campionessa in carica del Roland Garros ha forse creduto di averla già chiusa ed è stata meno sistematica nella ricerca del dritto avversario; Svitolina è riuscito a vincere uno scambio dei suoi sulla diagonale di rovescio e in un amen ha acciuffato il 4-4. E con esso il terreno suo preferito, quello della lotta.

 

Swiatek si è però sistemata silente a bordo partita, quasi fingendo di accontentarsi del tie-break, e invece sul 6-5 ha trovato un preziosissimo game di risposta per evitare guai. Ancora una volta la chiave è stata giocare palle pesanti sul dritto di Svitolina, uno schema che le ha consegnato due match point e appena dopo il passaggio in semifinale, a seguito di un dritto lungo di Svitolina che ha cercato di sfuggire alla pressione con un colpo vincente.

Contro Gauff sarebbe stato comunque un match complicato, lo sarà a maggior ragione per lo squilibrio nel tempo a disposizione per preparare del match.

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WTA Roma: Barty facile, Gauff elimina Sabalenka. Swiatek si salva per un pelo

La numero uno del mondo non soffre contro Kudermetova e sfiderà Coco Gauff, vincitrice a sorpresa sulla bielorussa. Iga salva due match point a Krejcikova

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Continua la corsa della testa di serie numero uno, Ashleigh Barty, che supera in due set Veronika Kudermetova e si qualifica per i quarti di finale del WTA 1000 di Roma. La partita è filata via liscia per l’australiana che ha sofferto un po’ solo nel primo set, quando si è trovata sotto 2-0. Da lì in poi è arrivato un parziale di cinque giochi a uno che le ha permesso di far suo il primo set. Nel secondo Barty ha gestito con ancora minori problemi gli scambi, strappando due volte la battuta all’avversaria e chiudendo il match con un doppio 6-3. Ai quarti non avrà però la possibilità di vendicarsi per la finale persa a Madrid la settimana scorsa, perché Aryna Sabalenka è stata eliminata in due set da Cori Gauff.

La diciassettenne statunitense ha da subito preso le redini della partita, salendo 3-1 nel primo set. Sabalenka ha abbozzato una reazione recuperando il break e pareggiando sul 4-4, ma ha poi perso nuovamente il servizio nell’undicesimo gioco, finendo col cedere il parziale per 7-5. Nel secondo parziale, Gauff non ha mai sofferto al servizio, mentre viceversa Sabalenka è andata spesso in difficoltà. Dopo aver salvato due palle break nel quinto gioco, la bielorussa ha subito una serie di quattro giochi consecutivi da parte dell’avversaria che si è così guadagnata un posto tra le ultime otto.

Grande, grandissima sofferenza invece per Iga Swiatek che ha impiegato quasi tre ore per avere ragione di Barbora Krejicikova. Dopo un convulso primo set da ben sei break e conclusosi 6-3 in favore della ceca, Swiatek se l’è vista molto brutta sul 6-5 quando ha dovuto annullare ben due match point alla propria avversaria. Scampato il pericolo, la polacca ha vinto il tiebreak con un chirurgico 7-5, rimandando tutto al terzo. Nel set decisivo Iga ha salvato tre pericolosissime palle break sul 3-3 prima di riuscire a piazzare la zampata decisiva nel dodicesimo gioco. Ai quarti attende la vincente della sfida tra Garbine Muguruza e Elina Svitolina.

 

Nella metà bassa del tabellone, bella vittoria per Jelena Ostapenko che ha superato in rimonta Angelique Kerber, graziata ieri dall’infortunio di Halep quando era abbondantemente sotto nel punteggio. Dopo un primo set piuttosto modesto, apertosi con sette break consecutivi e vinto dalla tedesca grazie ad una maggiore solidità, Ostapenko ha aumentato i giri del motore e ha cominciato a fare danni seri con il dritto. Il 6-3 con il quale ha pareggiato il conto dei set non rende conto di un parziale decisamente dominato dalla lettone. Il terzo invece è stato caratterizzato da grande intensità da ambo le parti. Kerber è stata la prima ad allungare sul 3-1, ma ha immediatamente restituito il break. Ostapenko ha salvato poi ben sei palle del 4-2 prima di riuscire a rientrare e addirittura a sorpassare la propria avversaria nel punteggio. Una volta ottenuto il prezioso break di vantaggio, la lettone non si è più voltata indietro e ha chiuso 6-4 dopo due ore e un quarto di gioco.

Ai quarti se la vedrà con la rediviva Karolina Pliskova, campionessa su questi campi nel 2019 e sfortunata finalista nel 2020, la quale, pur faticando, è riuscita a sbrigare in due set la pratica contro Vera Zvonareva. Nel primo set, dopo che quattro break di fila avevano stabilizzato la situazione sul 3-3, Pliskova ha strappato la battuta all’avversaria e si è ritrovata a servire per il parziale, ma senza successo. Alla seconda occasione però è stata più fredda, intascando il set col punteggio di 7-5. Il secondo, si è aperto con uno scambio di break e molte chance da una parte e dall’altra. Dal 3-3 in poi però, Pliskova ha cambiato marcia vincendo tre giochi consecutivi e volando ai quarti.

L’ultimo quarto di finale della parte bassa se lo contenderanno Jessica Pegula e Petra Martic. La statunitense ha superato abbastanza agevolmente Ekaterina Alexandrova con il punteggio di 6-2 6-4, mentre Martic ha dovuto rimontare Nadia Podoroska. La croata ha perso nettamente il primo set per 6-3, ma ha poi altrettanto (se non più) nettamente vinto i successivi due, lasciando appena tre giochi in tutto all’avversaria.

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WTA Roma: niente festa per la millesima di Serena. Agli ottavi va Podoroska

L’argentina gioca un’ottima partita e batte Serena nella sua partita numero 1000 in carriera. Agli ottavi sfiderà Martic

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N. Podoroska b. [8] S. Williams 7-6(6) 7-5

Serena Williams non ha potuto festeggiare con una vittoria la sua partita numero mille sul circuito (851-149 lo strepitoso bilancio aggiornato). Sul centrale del Foro Italico la statunitense si è infatti dovuta arrendere al cospetto di un’ottima Nadia Podoroska, che ha così ottenuto il suo terzo successo in carriera contro una top 10. La sconfitta potrebbe suonare sorprendente – e in effetti quasi ogni inciampo di Serena viene accolto con stupore nonostante veleggi ormai verso i quarant’anni – ma non bisogna dimenticare che Podoroska è pur sempre semifinalista in carica del Roland Garros e sa come muoversi bene su questa superficie. Entrambe hanno giocato una partita di buonissima qualità, pur con qualche comprensibile calo di tensione, e hanno dato vita ad una discreta battaglia.

Il primo set in particolare è stato di ottimo livello come testimonia anche il saldo vincenti/errori gratuiti, positivo per entrambe (22/18 Serena, 14/7 Podoroska). L’argentina parte subito molto aggressiva, ottenendo una palla break nel primo game e strappando poi il servizio all’avversaria nel terzo. La reazione di Serena non si lascia attendere e conduce a un immediato controbreak. La statunitense prova a forzare il vincente entro i primi due/tre colpi, ben consapevole di non poter reggere sulla lunga distanza un continuo braccio di ferro da fondo. Se non riesce a sfondare entro tale soglia, fare il punto diventa molto più difficile per lei, soprattutto perché Podoroska concede davvero poco. L’argentina trova un altro break nel nono gioco e va a servire per il set, ma ancora una volta Serena riesce a mettere subito una pezza, impattando sul 5-5. Si approda infine al tiebreak, nel quale Podoroska allunga subito sul 5-2 e poi sul 6-3. Qui Serena gioca da campionessa, annullando i tre set point con altrettanti vincenti. Un dritto lungolinea largo di pochi centimetri la costringe a fronteggiarne un quarto sul quale stavolta Podoroska è cinica, chiudendo il set con la combo servizio-dritto.

 

Nel secondo parziale, Serena si tiene in scia fino al 3-2, ma sembra chiaro che l’inerzia della partita sia dalla parte di Podoroska. La statunitense incappa in un disastroso sesto game che proietta l’avversaria verso il 5-2. A questo punto però, Serena tira fuori le unghie, mentre Podoroska spegne la luce proprio nel momento di servire per il match. Un parziale di dodici punti a zero ristabilizza la situazione sul 5-5. L’argentina non si lascia sgomentare dal mini black out e si ricompone, trovando nuovamente la via del break nel dodicesimo gioco ed evitando così le insidie di un secondo tiebreak. Agli ottavi Podoroska sfiderà Petra Martic, che ha eliminato Kiki Mladenovic con il punteggio di 7-5 6-3.

Serena commenta così a fine match: “La prima partita sulla terra è sempre molto difficile. Parlerò con il mio team, può darsi che io abbia bisogno di giocare qualche altra partita. Non è facile allenarsi per settimane e trovare subito il ritmo al primo match”. E aggiunge: “Ho incontrato delle difficoltà, soprattutto negli spostamenti. Non volevo certo rompermi le caviglie! In un certo senso è stato positivo affrontare subito una giocatrice da terra battuta, dall’altro è stato un po’ frustrante. Però credo sia solo questione di tempo“.

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