Respinta la denuncia dell'ex coach di Naomi Osaka

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Respinta la denuncia dell’ex coach di Naomi Osaka

Il contratto firmato con Christophe Jean non aveva più valore legale, intanto per questo finale di stagione sarà allenata da suo padre

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Naomi Osaka - US Open 2019 (foto via Twitter, @usopen)

Buone notizie per Naomi Osaka. La denuncia da parte del suo vecchio allenatore Christophe Jean è stata rigettata dal tribunale di Fort Lauderdale. Jean aveva accusato la famiglia Osaka di non avergli riconosciuto il 20% dei guadagni in carriera delle sorella Osaka, facendo fede ad un presunto contratto stipulato quando entrambe erano minorenni e a sua detta “Facevano fatica a comprare gli accessori da tennis e a pagare le lezioni private”. Il periodo a cui Jean fa riferimento è quello dal 2012 al 2017.
Il giudice ha però stabilito che il contratto, non essendo stato approvato da una Corte, non avesse più valore legale. Le legislazione della Florida infatti permette ai ragazzi-atleti di poter annullare i contratti, senza subire conseguenze legali, in età adulta. Quindi le due sorella hanno legittimamente interrotto il contratto di lavoro che non aveva abbastanza passaggi legali per potersi considerare sempre attuabile. Di conseguenza anche le accuse a Francois, padre delle due sorelle, sono state dismesse, considerando il suo lavoro come di “agente”.

La tennista giapponese ora è proprio in Giappone per disputare il torneo della città natale, Osaka. E tramite Ben Rothenberg si è saputo che, dopo la separazione con il suo coach Jermaine Jenkins, sarà allenata per il finale di stagione da suo padre, Leonard François Osaka. In attesa di un vero e proprio allenatore che probabilmente arriverà per la prossima stagione.

Giorgio Di Maio

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ATP: il “falco” sarà sperimentato sulla terra

Il sistema di verifica elettronica di chiamata introdotta sperimentalmente in tre tornei sulla terra

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Rio Open (foto Twitter @RioOpenOficial)

L’ATP ha annunciato che verrà testato il sistema di verifica elettronica delle chiamate nel corso di tre tornei sulla terra battuta della stagione 2020. L’unico torneo che è stato già identificato al momento come sede del test è l’ATP 500 Rio Open presented by Claro di Rio de Janeiro, in programma nella città brasiliana dal 16 al 23 gennaio prossimi. Gli altri due eventi saranno un ATP 250 e un Masters 1000 che saranno identificati in seguito.

L’ATP Tour impiega il sistema elettronico della chiamata dal marzo 2006, quando per la prima volta fu adoperato al Miami Open. In seguito è stato ampiamente adottato da tornei su tutte le superfici, eccetto da quelli che si disputano sulla terra battuta. Questo perché la superficie già consente un sistema di verifica delle chiamate attraverso il controllo del segno, ma anche perché il sistema più largamente in uso (quello fornito dall’azienda Hawk Eye) non garantisce un’accuratezza sufficiente su una superficie non perfettamente uniforme come la terra battuta.

Nel corso degli ultimi anni l’ATP ha lavorato in stretta collaborazione con tutti i fornitori di soluzioni tecnologiche per assicurare la corretta applicazione della verifica di chiamata sulla terra battura. A Rio de Janeiro sarà utilizzata la tecnologia FOXTENN che è stata approvata dall’ATP per la verifica di chiamata su terra.

 

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Australian Open, la delusione di Millman: “Ho dato tutto”

Stavolta l’impresa l’ha solo sfiorata e John Millman mastica amaro: “Avrei preferito perderlo 10-5 il super tie-break”

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John Millman - Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

John Millman ci è andato vicino davvero, un’altra volta. A un passo dall’essere nel ristretto club dei tennisti capaci di battere Federer per due volte in uno Slam. Ed è mancato davvero poco, contando che l’australiano si trovava 8-4 nel super tie-break decisivo, dove però il campione svizzero ha alzato il livello, infilando 6 punti in fila dal 4-8 e portando a casa la partita.

L’inesperienza di Millman ha pagato, anche se l’australiano respinge le critiche di ‘braccino’. Per arrivare sull’8-4 ho dovuto fare un grande punto e dopo abbiamo avuto scambi molto lunghi dove lui ha avuto la meglio. Anche sull’otto pari e sul match point ho giocato bene, ma specie sull’ultimo lui ha scelto la direzione giusta e cosa puoi farci?. Anche a New York c’era stata una grande partita ma con un risultato differente: “Penso che sia stata una grande partita come New York, ma se sia stata meglio non so proprio dirlo“.

Soddisfazione amara per il tennista australiano che ha lasciato tutto quello che aveva in campo: “Avrei quasi preferito perdere 10-5 o qualcosa del genere. Ho fatto tanto nel quarto set per arrivare a quel momento e non ci sono riuscito. Sarebbe stato bello mettere un ace e portarla a casa”. Sicuramente è stata un’altra grande partita per Millman, e chissà se sarà decisiva per il prosieguo del torneo di Federer, viste le oltre 4 ore di gioco.

C’è spazio anche per qualche polemica finale, sia sul pubblico di casa (Dietro di me avevo un disturbatore che mi insultava durante i punti“), che sul calendario: “Penso che noi australiani siamo svantaggiati dal fatto di giocare poco in Australia… ma appena sono qui provo sempre a fare il massimo”.

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Australian Open, Wawrinka: “Ho vomitato due volte nel corso del match contro Seppi”

Lo svizzero ha prevalso al quinto contro Andreas, nonostante le sue precarie condizioni fisiche: “Sono stato a letto due giorni… Sono felice, la partita sarebbe potuta girare in qualsiasi modo”. Al prossimo turno sfiderà Isner

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Stan The Man è stato ad un passo dall’eliminazione contro il nostro Andreas Seppi, con il tennista italiano che si era portato un break avanti nel quinto set. Wawrinka è però riuscito ad annullare una palla game che sapeva di match point e a breakare l’azzurro due volte, regalandosi il terzo turno contro John Isner. Il tennista svizzero ha però rivelato nel post-partita le sue sofferenze fisiche, durante un’intervista concessa a RTS Sport: “Sono stato a letto due giorni, ieri mi sentivo meglio ma sono dovuto andare a vomitare per ben due volte durante la partita.

Grande merito va a Wawrinka per la sua capacità di essere sempre rimasto in partita, come lui stesso ha detto: Ho lottato e ho provato ad essere aggressivo quando ho potuto. Sono felice di essere al terzo round, questa partita sarebbe potuta girare in qualsiasi modo”. In una conferenza stampa molto breve viste le sue condizioni, c’è stato comunque spazio per un commento sul suo prossimo avversario, Isner, contro cui ha giocato solo una volta negli ultimi 8 anni. “Sappiamo tutti che serve benissimo e ti concede poche opportunità. Penso che dovrò provare ad essere aggressivo e a farlo giocare il più possibile.

Appuntamento a sabato per testare le condizioni di Wawrinka, che giocherà non prima delle 07:30 del mattino italiane sul campo 3.

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