WTA Lussemburgo: Ostapenko torna alla vittoria

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WTA Lussemburgo: Ostapenko torna alla vittoria

Dopo due anni e mezzo di digiuno, Jelena Ostapenko vince di nuovo un torneo WTA. Sconfitta la campionessa uscente Julia Goerges

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Jelena Ostapenko a Lussemburgo 2019 (foto Twitter @WTAluxembourg)

[WC] J. Ostapenko b. [2] J. Goerges 6-4 6-1

Terzo titolo in carriera, e il primo in oltre due anni, per la campionessa del Roland Garros 2017 Jelena Ostapenko. La lettone si è imposta nella finale del BGL BNP Paribas Open di Lussemburgo sulla campionessa uscente e testa di serie n.2 Julia Goerges (n. 26 WTA) per 6-4, 6-1.

Dopo un inizio equilibrato, dal 4-4 del primo set la partita non ha avuto storia: la tedesca ha concesso il primo break della partita con un errore gratuito di diritto permettendo a Ostapenko di chiudere il primo set dopo 34 minuti con un turno di battuta tenuto a zero. Nel secondo set, dall’iniziale 0-1 la lettone ha infilato un parziale di 20 punti a 5 che l’ha portata sul 5-1 per poi siglare il trionfo pochi minuti dopo al secondo match point.

 

Era la seconda finale consecutiva per Jelena Ostapenko, che dalla settimana scorsa è seguita temporaneamente dalla ex-campionessa di Wimbledon Marion Bartoli, con la quale ha finora vinto 9 delle 10 partite disputate. “[Marion] mi sta aiutando molto e mi sta portando tante cose positive, aiutandomi a mantenere una mentalità positiva durante i match” ha detto Ostapenko dopo la vittoria.

Per lei questo trionfo significa una risalita di ben 19 posti nel ranking WTA, dove da lunedì occuperà la 44° posizione, un miglioramento sostanziale rispetto al n. 72 che occupava solamente due settimane fa.

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WTA Doha: bene Muguruza e Azarenka. Brady, che stesa!

In Qatar avanzano facilmente tutte le favorite tranne la finalista dell’Australian Open, che cede in modo molto netto ad Anett Kontaveit. Tonfo al rientro per Kiki Bertens. Forfait Anisimova

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Jennifer Brady - Australian Open 2021 (via Twitter, @AustralianOpen)

Mentre la stagione 2021 prova a darsi un pizzico di normalità dopo l’anno da tregenda ormai scoccato, è partita anche la munifica stagione mediorientale, sempre degnissima d’attenzione nonostante la slavina di ritiri abbattutasi sul torneo di Doha iniziato proprio oggi.

Giornata d’esordio tranquilla e pochi gli scossoni, peraltro tutti concentrati nell’unico match dall’esito in qualche modo sorprendente, quello perso senza opporre resistenze da Jennifer Brady contro Anett Kontaveit. Non era un primo turno facile per la finalista dell’Open d’Australia, alla quale, peraltro, potrebbe essere utile staccare la spina per qualche giorno. Forse ancora turbata dal raggiungimento di cotanto risultato, e in parte scottata dal negativo esito di questo, la colpitrice da Harrisburg è stata travolta da un’avversaria comunque in forma, anche se la sua prestazione ha sconcertato alquanto.

Incapace di reagire al pressing poderoso imposto dalla biondissima estone, Brady ha ricavato poco dal temuto servizio (appena due ace e un 63% di prime in campo che per i suoi standard è alquanto scarso), non si è mai affacciata a palla break e ha finito per raccogliere appena tre giochi in cinquantacinque minuti di pura agonia. Un po’ di riposo ci vuole, Jennifer lo merita, per rimettersi in sesto a Dubai, dove sarà chiamata al riscatto a partire dalla prossima settimana. L’unica altra testa di serie impegnata oggi era Vika Azarenka, la quale ha invece rispettato il pronostico battendo in due Svetlana Kuznetsova. Convincente la prestazione di Vika, in una partita complicatasi solo al momento di confermare il break ottenuto nel quinto gioco del secondo set: per staccarsi sul quattro a due, la bielorussa ha dovuto giocare ventotto punti e annullare cinque palle break. Sarà un secondo turno interessante, quello contro Elena Rybakina, sempre se la kazaka import supererà all’esordio Laura Siegemund.

 

Per il resto, poco per cui sussultare. Facili le vittorie ottenute da Maria Sakkari e Garbine Muguruza su Sherif e Kudermetova, e anche Angie Kerber, nonostante una partenza lenta, non ha dovuto sudare troppo per battere Cagla Buyukakcay. Capitolo a parte per Kiki Bertens, alla prima partita ufficiale dopo l’operazione al tendine d’Achille dello scorso ottobre: dominata da Jelena Ostapenko con tanto di bagel al passivo nel primo set, l’olandese non sembra davvero ancora pronta per competere a questi livelli. Bene fa a giocare, tuttavia: la forma piano piano tornerà, magari in concomitanza con l’amata stagione sul rosso.

In coda al Day 1, per non farci mancare niente in questo augusto periodo, al lungo elenco dei forfait si è aggiunto quello di Amanda Anisimova. Servendosi dell’ineludibile profilo Twitter, la teenager dal New Jersey ha comunicato di essere impossibilitata a partecipare causa un infortunio alla caviglia, accidentalmente procuratasi fuori dal campo da tennis. La faccenda non sembra essere grave: Amanda – che verrà sostituita in tabellone dalla lucky loser Misaki Doi – programma di tornare già la prossima settimana a Dubai, ma la sequenza di inghippi che da tempo tormenta il fenomeno annunciato del tennis USA comincia a essere inquietante.

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ATP

Da Rotterdam a Doha: il tennis che ci aspetta questa settimana

Medvedev a caccia di record a Rotterdam, Le top 10 di Doha sono più forti di Muguruza, Brady e Bencic? Schwartzman in casa per ritrovarsi, assieme a Ceck, Mager e Caruso

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Nella prima settimana di marzo, la seconda dopo la conclusione dell’Australian Open, si giocheranno quattro tornei – due maschili e due femminili. Per importanza, si ergono sugli altri il WTA 500 di Doha e l’ATP 500 di Rotterdam.

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L’OCCASIONE DI MEDVEDEV

Seppur parzialmente ridimensionato dalle defezioni, il torneo olandese sarà una discreta parata di stelle guidata dal numero 1 del tabellone Daniil Medvedev. Testa di serie numero 2 sarà Stefanos Tsitispas, sconfitto proprio dal russo nella semifinale dell’Australian Open. A chiudere la lista dei top 10 ci saranno Alexander Zverev, atteso al primo turno dall’estroso Bublik – reduce dalla sconfitta in finale a Singapore – e Andrej Rublev, che sfiderà il qualificato Marcos Giron. Senza le defezioni di Rafa Nadal e Matteo Berrettini, entrambi alle prese con i postumi degli infortuni rimediati all’Australian Open, i top 10 sarebbero stati addirittura sei. Ricordiamo che mancherà anche Jannik Sinner, vittima di un infortunio alla schiena contro Bedene a Montpellier, e Andreas Seppi è già stato sconfitto nelle quali.

 

Il torneo potrebbe avere anche un forte significato storico, almeno per quest’epoca del tennis. In caso di finale, Medvedev scavalcherebbe Nadal al secondo posto della classifica mondiale diventando il primo non-big4 in top2 da Lleyton Hewitt. L’australiano raggiunse il numero 2 del mondo per l’ultima volta il 24 luglio 2005, il russo spezzerebbe così un’egemonia lunga 16 anni.

Il tema del torneo, dunque, è soprattutto a tinte russe. E non soltanto per il sentimento di rivalsa che Daniil potrebbe mettere in campo dopo la netta sconfitta in finale all’Australian Open.

ITALIANI

L’unico azzurro presente in tabellone a Rotterdam sarà Lorenzo Sonego, reduce dal quarto di finale perso contro David Goffin – poi vincitore del torneo – a Montpellier. Il torinese sfiderà l’americano Tommy Paul al primo turno, con un occhio alla possibile sfida con Zverev al turno successivo.

Come è tradizione, ci saranno molti più italiani impegnati nel secondo torneo argentino dello swing sudamericano su terra, che questa settimana fa tappa a Buenos Aires dopo l’ATP 250 di Cordoba. Comanda il tabellone ancora Diego Schwartzman, alla ricerca del primo titolo ATP nella sua nazione dopo due finali perse. Ritorna alle competizioni Christian Garin, protagonista nel 2020 di una grande stagione sulla terra battuta che quest’anno ha giocato solamente il primo turno (perso) contro Harrison a Delray Beach. A guidare gli italiani ci sarà Marco Cecchinato, vincitore dell’edizione 2019 proprio contro Schwartzman, atteso al primo turno da Lazslo Djere. Segue Salvatore Caruso, che al primo turno sfiderà in un derby Gianluca Mager – eliminato a Cordoba dal poi finalista Cerundolo.

I TORNEI FEMMINILI: LE STELLE A DOHA

Quattro top 10 saranno in campo anche al femminile, a Doha. Ai nastri di partenza del torneo qatariota Elina Svitolina, testa di serie numero 1 del torneo, Karolina Pliskova e le due finaliste della scorsa edizione, Aryna Sabalenka e Petra Kvitova. Sarà anche il torneo del ritorno di Kiki Bertens, che manca dalle competizioni dalla partita persa contro Martina Trevisan al Roland Garros. La tennista olandese si è operata al tendine d’Achille sinistro e ha saltato la prima parte del 2021. Non solo top 10, ma tante altre giocatrici in ottimo stato di forma assiepate appena fuori: Muguruza, Bencic e la finalista uscente degli Australian Open Jennifer Brady, che vuole confermare quanto di buono fatto vedere negli ultimi due Slam. Mancherà, purtroppo per lo spettacolo, Iga Swiatek, campionessa uscente di Adelaide, che ha dato forfait all’ultimo.

Il tema del torneo sembra il seguente: ma siamo sicuri che le top 10, al momento, siano più in forma delle dirette inseguitrici? Brady, Muguruza e Bencic sono pronte a smentire la classifica e guadagnare altri punti.

Jennifer Brady – Australian Open 2021 (via Twitter, @AustralianOpen)

Meno “nobile” il tabellone del WTA250 di Lione, normale vista la compresenza del torneo di Doha. La russa Ekaterina Alexandrova sarà la testa numero 1 del torneo, seguita da un plotone di tenniste di casa capitanato da Caroline Garcia e Fiona Ferro. A differenza di Doha, completamente priva di tenniste italiana, ce ne saranno due in Francia. Camila Giorgi sfiderà la slovacca Kuzmova al primo turno, mentre un po’ a sorpresa è arrivata la qualificazione di Giulia Gatto-Monticone, che ha superato la testa di serie numero 6 delle quali Haas e al primo turno del main draw avrà una buona occasione contro Martincova.

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Schiacciasassi Swiatek, il titolo di Adelaide è suo

La polacca domina l’ultimo torneo della tournée australiana. Schiantata con un duplice 6-2 Bencic in finale. Secondo trionfo sul tour per lei dopo il Roland Garros

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Iga Swiatek - WTA Adelaide 2021 (via Twitter, @AdelaideTennis)

[5] I. Swiatek b. [2] B. Bencic 6-2 6-2

Una Iga Swiatek da paura quella vista al torneo WTA 500 di Adelaide, l’ultima tappa dell’estate australiana sul circuito femminile. Da paura per le avversarie alle quali ha lasciato la penuria di 21 giochi e nemmeno un set in cinque incontri. Un massacro praticamente. In finale, l’ultima malcapitata a subire la furia di Swiatek, è stata Belinda Bencic, n.12 della classifica mondiale e testa di serie n.2 del seeding. 6-2 6-2 il punteggio finale in poco più di un’ora di gioco per la ragazzina terribile di Varsavia. Bencic ci ha messo anche del suo, commettendo una miriade di doppi falli e facendosi prendere dal nervosismo. Ma grandi meriti vanno ad una Swiatek favolosa che ha conquistato il suo secondo titolo sul circuito maggiore dopo il Rolans Garros e che dalla prossima settimana sarà n.15 al mondo.

LA CRONACA – Inizio di match alquanto spezzettato, con scambi rapidi. Una stranezza considerando che entrambe le giocatrici in campo amano manovrare gli scambi. Merito della superficie veloce e della precisione al servizio delle tenniste. La prima però ad incepparsi su questo aspetto è Bencic. E lo fa in modo clamoroso, con quattro doppi falli che le costano il break e proiettano Swiatek sul 4 a 2. La polacca conferma il break e poi tenta subito di chiudere il primo parziale in risposta. La svizzera salva un primo set point con un ace. Ma alla fine è costretta a capitolare al termine di un game da 16 punti. 

Ulteriormente caricata dalla vittoria del primo parziale, Swiatek comincia il secondo da assoluta padrona del campo, sparando vincenti a raffica di dritto e di rovescio e martellando benissimo alla battuta. Dall’altra parte della rete, Bencic è frustrata perché non riesce ad esprimere il suo miglior tennis. Sotto 2 a 1, la svizzera perde a 0 un altro turno di battuta, con l’ottavo doppio fallo della sua partita, spianando definitivamente la strada alla vittoria della sua avversaria. Sotto 5 a 2 Bencic, nervosa e scoraggiata, va ancora in difficoltà al servizio, concedendo due championships point ad una indemoniata Swiatek. Sul primo si salva ma sul secondo è il dritto a tradirla e consegnare match e titolo alla 19enne polacca. 

Le statistiche raccontano di un match assolutamente senza storia. Swiatek ha perso due soli punti con la prima e quattro con la seconda. Ha messo a segno più vincenti e fatto meno errori gratuiti. La ciliegina sulla torta al termine di una settimana da incorniciare per lei. Una settimana che ribadisce come in questo momento Swiatek, al di là della sconfitta agli ottavi contro Halep agli Australian Open, sia una delle donne da battere sul circuito. La concorrenza è avvertita. 

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