Finali Davis: la Gran Bretagna acciuffa l'ultimo posto, va ai quarti contro la Germania

Coppa Davis

Finali Davis: la Gran Bretagna acciuffa l’ultimo posto, va ai quarti contro la Germania

MADRID – Il Gruppo E si decide solo al doppio conclusivo con i britannici privi di Andy Murray che piegano il Kazakistan. Ai tedeschi basta vincere il primo singolare per chiudere in testa il Gruppo C

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Jamie Murray e Neal Skupski - Davis Cup Finals 2019 a Madrid (via twitter, @the_LTA)
 

da Madrid, il nostro inviato

La situazione aggiornata dei gironi e il tabellone (con tutti i risultati)

I QUARTI DI FINALE

SERBIA-RUSSIA (venerdì ore 10:30)
CANADA-AUSTRALIA (giovedì ore 18:00)

GRAN BRETAGNA-GERMANIA (venerdì ore 17:30)
ARGENTINA-SPAGNA (venerdì ore 17:30)


da Madrid, il nostro inviato

 

Gruppo E: GRAN BRETAGNA – KAZAKISTAN 2-1
K. Edmund (GBR) b. M. Kukushkin 6-3 6-3
A. Bublik (KAZ) b. D. Evans (GBR) 5-7 6-4 6-1
J. Murray/N. Skupski (GBR) b. A. Bublik/M. Kukushkin (KAZ) 6-1 6-4

È la Gran Bretagna la nazione vincitrice del gruppo E che domani nei quarti di finale affronterà la Germania vincitrice del gruppo C. I britannici la spuntano al doppio contro i kazaki che non riescono ad essere ripescati tra le due migliori seconde per il quoziente set peggiore rispetto all’Argentina. Sfida divertente ed equilibrata che la Gran Bretagna, nonostante lasci a riposo Andy Murray (sostituito egregiamente da Edmund), vince grazie ai due doppisti esperti Jamie Murray e Neal Skupski. Onore al merito ai kazaki, in Davis sempre protagonisti di prestazioni di tutto rispetto.

EDMUND STENDE KUKUSHKIN – La sfida si apre con il match tra Kyle Edmund, che sostituisce un Andy Murray uscito provato ieri dal singolare contro l’olandese Griekspoor, è Mikhail Kukushkin, vero uomo “Davis “ dei kazaki. Tra i due giocatori appena due posizioni di differenza nel ranking (67 Edmund, 69 il kazako), ma l’equilibrio dura quattro giochi. Perché dal 2 pari del primo set Edmund scioglie il braccio e inizia a spingere a più non posso mentre Kukushkin è insolitamente falloso. Break britannico nel sesto gioco, Kukushkin potrebbe rientrare subito ma non sfrutta due palle break nel gioco successivo. Edmund procede spedito e chiude 6-3 il set.

La falsariga sarà la stessa nel secondo set. Kukushkin parte meglio e ha due palle per il 2-0 che potrebbero cambiare l’inerzia, ma Edmund è ancora una volta bravo a spegnere gli entusiasmi kazaki e tiene la battuta. Anzi, il britannico senza timore prosegue nel suo gioco e mette Kukushkin alle corde da fondo campo. Break per lui nel quinto gioco, 3-2 e servizio Gran Bretagna. Kukushkin proprio non ne ha oggi, Edmund sul 5-3 strappa il servizio a zero all’avversario e porta la sua squadra sull’1-0.

BUBLIK IN RIMONTA – Secondo singolare tra Gran Bretagna e Kazakistan, di fronte Alexander Bublik e Daniel Evans, due giocatori abbastanza completi e al contempo stravaganti, ci sarà da divertirsi. Primi giochi abbastanza regolari, entrambi lottano da fondo campo ma quando possono prendono la rete. Molto incostante Bublik al servizio, tra prime a 220 km/h e inopportuni doppi falli. Il primo break è kazako e arriva nel settimo gioco, ma Evans approfitta di un paio di gratuiti dell’avversario e centra subito il controbreak. Tutta la follia del numero 1 kazako si evidenzia nel finale di set. Bublik prima manca due palle del 6-5 sul servizio di Evans, poi spreca dal 40-15 nel game successivo e sul set point avversario spara fuori di cinque metri una seconda a oltre 200 Km/h. La Gran Bretagna ringrazia così come i suoi numerosi supporter.

Bublik prova a rifarsi subito nel secondo set ma Evans gli annulla con un coraggioso serbe&volley la palla break. La partita si accende ed è molto equilibrata. Ma se Bublik sbaglia di meno sembra avere più armi nel suo repertorio. Così non appena il kazako abbassa il numero di gratuiti la partita pende dalla parte di Bublik. Nel nono gioco Evans prova a resistere alle accelerazioni avversarie ma dopo 14 punti giocati cede la battuta. Bublik serve per il set, fronteggia con successo una palla break e porta il match in parità. Il tifo kazako organizzato e colorito come sempre dà spettacolo il loro numero 1 sembra abbia messo la testa a posto. Infatti Evans viene seppellito dalle violente accelerazioni di Bublik, il kazako vola 4-0 nel terzo set ed ipoteca l’1-1 finale. Evans non ne ha più, finisce 6-1, vince Bublik in rimonta che a fine partita raccoglie gli applausi dei suoi coloriti supporter e gli regala in russo il ringraziamento nell’intervista in campo.

IL DOPPIO È BRITANNICO – Eccoci al doppio decisivo tra Gran Bretagna e Kazakistan, chi vince passa ai quarti, chi perde è eliminato perché avrebbe un quoziente set peggiore rispetto all’Argentina, migliore seconda matematicamente insieme alla Russia. Da una parte due doppisti come Neal Skupski e Jamie Murray, dall’altra due buoni singolaristi come Mikhail Kukushkin e Alexander Bublik, anche se il primo quest’anno ha fatto quarti di finale al Roland Garros nella specialità e quindi non è proprio uno sprovveduto. I kazaki tengono il primo turno di servizio ma poi subiscono i meccanismi della coppia avversaria che inizia a dettare legge. Bublik continua nella sua giornata dissennata al servizio, Kukushkin appare intimorito. Dopo circa 25 minuti il tabellone recita un eloquente 6-1 Gran Bretagna.

Riparte Bublik al servizio che annulla una palla break, ma poi con tre doppi falli consecutivi cede la battuta. L’esperienza dei doppisti viene fuori, c’è poco da fare, Skupski e Murray sono sempre in spinta e mettono pressione agli avversari. I kazaki hanno un accenno di reazione nel sesto gioco quando sul servizio Murray da 40-15 vanno a palla break, ma Jamie con un ace sistema le cose ed alla fine salva il servizio. Il tifo kazako intona “We will rock you” dei Queen, gli inglesi si distraggono ed arriva a sorpresa il controbreak kazako con Kukushkin e Bublik che sono sicuramente saliti di livello. Il tripudio del tifo kazako dura un game, perché una gran risposta di Skupski ed un gratuito di diritto di Bublik riportano di nuovo avanti la Gran Bretagna che con Jamie Murray al cambio di campo servirà per il match. Ed è proprio Jamie Murray che chiude il match con un servizio vincente e manda la Gran Bretagna ai quarti.

Gruppo C: GERMANIA – CILE 2-1
P. Kohlschreiber (GER) b. N. Jarry (CHI) 6-4 6-3
C. Garin (CHI) b. J.L. Struff (GER) 6-7(3) 7-6(7) 7-6(8)
K. Krawietz/A. Mies (GER) b. M. Barrios/A. Tabilo (CHI) 7-6(3) 6-3

La vittoria di Philipp Kohlschreiber su Nicolas Jarry in due set nel primo singolare di giornata, consegna alla Germania il primo posto nel Gruppo C e un biglietto per i quarti di finale (si è qualificata dallo stesso Gruppo anche l’Argentina pur arrivando seconda). Jarry ha ceduto la battuta nei momenti caldi di entrambi i parziali consegnando la vittoria decisiva ai tedeschi. Nel secondo singolare prova di orgoglio di Cristian Garin che salva tre match point in una battaglia da 3 tie-break contro Jan-Lennard Struff, regalando l’unica vittoria della settimana ai sudamericani. Nel doppio finale successo in due set della coppia Krawietz/Mies su Barrios/Tabillo che dà ai tedeschi la vittoria nel tie comunque per loro ininfluente a quel punto. Il Cile invece rischia parecchio: chiudendo come seconda peggiore squadra di tutto il torneo (peggio solo la Croazia che ha chiuso con 0 vittorie su 6 incontri) dovrebbe retrocedere direttamente al gruppo zonale sudamericano a meno che le wild-card per l’edizione 2020 delle Finals non rimescolino le carte in tavola.

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Coppa Davis

Coppa Davis: Gojo è sempre lui, batte Thiem e porta la Croazia sul 2-0

Ennesima impresa in Davis di Borna Gojo, che a Fiume supera in due set Thiem e regala il secondo punto alla Croazia, dopo la vittoria di Coric su Novak. Domenica alle 13 Mektic e Dodig potrebbero portare subito il punto della qualificazione

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Borna Gojo - Davis Cup Finals 2022 (Foto Ion Alcoba / Quality Sport Images / Kosmos Tennis)

CROAZIA – AUSTRIA 2-0

Da Fiume, il nostro inviato

Dopo la prima giornata la Croazia è ad un passo dalla qualificazione alla fase finale della Coppa Davis 2023. Ma se la vittoria del n. 1 di casa Borna Coric sul secondo singolarista austriaco Dennis Novak era preventivabile, la sorpresa è la vittoria del “solito” Borna Gojo sull’ex n. 3 del mondo Dominic Thiem. Già il fatto di usare il termine “solito” fa capire però che quando c’è il 24enne spalatino in campo in un match di Davis non si può parlare del tutto di una sorpresa, dato che il tennista croato ha dimostrato più volte in questi ultimi anni di essere uno di quei giocatori che quando giocano per la propria nazionale sfoderano delle prestazioni di livello superiore a quelle a lui usuali nel circuito. Il nome illustre che ne ha fatto le spese stavolta, come detto, è quello di Thiem, ancora lontano però dal top player che fu in grado di giocare quattro finali Slam (e vincerne una). La squadra di casa potrebbe perciò chiudere la pratica qualificazione già con il primo match di domani, il doppio. Nonostante il forfait di Pavic, infatti, i croati schierano comunque una coppia di assoluto valore, quella composta da Nikola Mektic e Ivan Dodig, rispettivamente n. 8 e n. 11 della classifica ATP di specialità. E che quindi partono favoriti sulla coppia austriaca Erler e Miedler, che posso puntare sul loro maggior affiatamento, dato che giocano insieme anche nel circuito. Inizio del match previsto per le ore 13.

 

B. Coric (CRO) b D. Novak (AUT) 6-3 7-5

Il match di apertura al Palazzetto dello Sport Zamet di Fiume vedeva di fronte il n. 1 croato Borna Coric ed il n. 2 austriaco Dennis Novak.  In quella che era la prima sfida tra i due, il favorito era chiaramente il 26enne zagabrese, ex n. 12 ed attualmente n. 23 ATP, soprattutto grazie al vittorioso exploit dello scorso a Cincinnati, che gli è valso anche il premio “Comeback Player on the Year” considerato che Borna era rientrato solo da pochi mesi dopo da un anno di stop a causa dei problemi alla spalla destra che lo avevano costretto ad operarsi. Il 29enne di Wiener Neustadt (sì, non è un refuso: esattamente come Thiem) è invece attualmente n. 144, con un best ranking n. 85 raggiunto poco meno di 3 anni fa. Insomma, ranking e curriculum parlano di due tennisti di livello diverso: l’austriaco frequenta abitualmente il circuito Challenger (ha vinto un torneo in Thailandia poco meno di un mese fa), mentre a livello di circuito principale conta solo due quarti di finale, anche un po’ datati (l’ultimo due anni fa a Montpellier). Ben diverso il palmares di Coric, che ha vinto tre tornei a livello ATP, in primis il già citato Masters 1000 di Cincinnati dello scorso anno, ma non possiamo non citare la prestigiosa vittoria sull’erba di Halle nel 2018, considerato che in finale battè un certo Roger Federer. La Coppa Davis però sappiamo come spesso sia un mondo a parte. Coric in Croazia è considerato un “animale da Davis”: 14 vittorie e 9 sconfitte per lui, che difficilmente perde quando è favorito, sa vincere da sfavorito e non trema nei momenti decisivi (basterà ricordare le vittorie decisive sul 2 pari contro Sock nel 2016 e contro Tiafoe nel 2018). Ma anche Novak non scherza: 9/6 il suo score, ma soprattutto alcuni scalpi importanti (De Minaur, Garin e Cuevas) e anche per lui la capacità di esaltarsi nei momenti clou, con due vittorie nel quinto decisivo match del tie.

Il copione del match è parso da subito chiaro, con Coric superiore da fondo e Novak che doveva chiedere tanto alla sua prima di servizio per chiudere con la combinazione servizio/dritto ed evitare di entrare nello scambio, dove alla lunga era destinato a soccombere vista la maggior qualità e consistenza dell’avversario. Ed infatti non appena la prima calava di efficacia l’austriaco non sfruttava due occasioni per il due pari, mentre invece il suo avversario coglieva la seconda per il break. Le due palle consecutive per il secondo break ed il conseguente 5-1 sembravano far presagire la fine del primo parziale da lì a breve. Ma Novak si ribellava, lottava, le annullava e addirittura nel game successivo, approfittando di un Coric che si era messo a giocare un po’ troppo corto e gli permetteva di prendere l’iniziativa con il dritto, arrivava due volte a palle break. Per la gioia del rumoroso gruppetto di connazionali presenti sugli spalti. Il croato era costretto a salire di livello per annullarle, entrambe con due rovesci vincenti, prima di chiudere il game grazie ad un lob millimetrico, sempre di rovescio. Il n. 144 ATP annullava nel gioco successivo altre due palle break, che erano anche due set point, ma Coric stavolta non si distraeva e affidandosi alla prima di servizio chiudeva subito dopo il parziale (6-3). E la banda musicale croata – presente come di consueto nei match casalinghi di Davis – poteva scatenarsi sugli spalti. Spalti peraltro pieni ma non pienissimi, come invece si augurava il ct croato Martic alla vigilia. Del resto i prezzi dei biglietti (50 euro il meno costoso) non sono proprio economici, peraltro in una nazione che sta registrando un notevole aumento dei prezzi dopo l’introduzione dal 1° gennaio dell’euro.

La prima parte del secondo set faceva registrare un sostanziale equilibrio, con una sola palla break (annullata) nel primo gioco sul servizio Austria. Novak cercava di rimanere aggrappato alla partita affidandosi come di consueto al servizio e al dritto per chiudere il punto entro pochi scambi. Coric, pur trovando anche lui molto aiuto dal servizio (nonostante la superficie di gioco del palazzetto fiumano – dove di solito gioca la squadra locale di pallamano – non appare velocissima, come dimostrato anche dai molti scambi prolungati), si affidava alla maggior solidità da fondo, sebbene talvolta la nota mancanza di punch, per dirla in gergo pugilistico, lo costringesse a prendere qualche di rischio di troppo e a commettere di conseguenza qualche errore. Tanto da essere costretto a ricorrere due volte ai vantaggi per portare a casa il proprio turno di battuta, nel quarto e nel sesto gioco. Il set si infiammava nel settimo gioco, come vuole la tradizione. Il n. 2 austriaco aveva un leggero passaggio a vuoto e Coric aveva per ben tre volte (di cui due consecutive) la palla per strappargli la battuta, ma Novak ritrovava servizio e dritto e portava a casa il game. La sensazione però era che a breve l’equilibrio fosse destinato a rompersi: Borna infatti non soffriva più nei suoi turni di servizio, al contrario dell’austriaco. Ed infatti nell’undicesimo gioco il n. 23 del ranking decideva che era il momento di premere il piede sull’acceleratore. Saliva 0-30 (bravo nel ribaltare l’inerzia dello scambio con un bel lob di dritto) e poi – nonostante il rammarico per il rovescio del possibile 15-40 uscito veramente di un’inezia – si procurava la palla break che trasformava subito dopo, per passare a condurre 6-5. E chiudere poi a zero il game di servizio successivo e conquistare così il primo punto per la Croazia.

B. Gojo (CRO) b. D. Thiem (AUT) 6-3 7-6(2)

Anche il secondo match della giornata ha visto affrontarsi due giocatori dal lignaggio molto diverso. Il n. 1 degli ospiti è infatti Dominic Thiem, ex n. 3 del mondo, vincitore (US Open 2020) e plurifinalista (Roland Garros 2018 e 2019 e Australian Open 2020) Slam. Che proprio dopo il trofeo vinto a New York, l‘ultimo e più prestigioso dei 17 della bacheca del 29enne austriaco, non è stato più lui. Prima i problemi alle ginocchia, poi l’infortunio e la conseguente operazione al polso che lo ha tenuto fermo per un anno, lo hanno fatto scivolare lontano in classifica (ora è n. 99). Ma soprattutto dal livello di gioco che aveva espresso dalla metà del 2016 a fine 2020, gli anni che lo avevano visto costantemente nella top 10, e che ora sta faticosamente cercando di ritrovare. Il n. 2 croato Borna Gojo, n. 121 ATP (suo best ranking), è anche lui, come Dennis Novak, un giocatore che frequenta soprattutto il circuito Challenger ma che in Coppa Davis si esalta. Cinque vittorie e cinque sconfitte per il 24enne spalatino nella manifestazione, ma soprattutto assoluto protagonista delle Finals 2021, dove fu capace di battere da sfavorito Popyrin, Sonego e Lajovic, perdendo solo in finale – in due set combattuti – contro Rublev. E che anche lo scorso anno è stato capace di vincere contro pronostico, superando in tre set l’argentino Baez. Nettamente positivo (9/4) anche lo score in Davis di Thiem, che dopo tre sconfitte consecutive nei primi tre match aveva infilato nove vittorie di fila. Serie interrotta da quello che sino ad oggi era stato il suo ultimo match nella manifestazione, quello perso nel 2019 contro Ruusuvuori che costrinse l’Austria ad affidarsi proprio a Novak per portare a casa il punto del 3-2.

E sin dall’inizio il match ha fatto riemergere negli austriaci quei fantasmi finlandesi. Gojo partiva subito in modalità “Torino/Madrid 2021”, bombardando con il servizio ed il dritto, mentre invece i colpi di Thiem faticavano ad ingranare. Sempre bello da vedere il rovescio a una mano dell’austriaco, ma come efficacia lontano parente di quello dei tempi d’oro. E lo stesso discorso vale anche per il dritto arrotato, che non è più quel micidiale mix di potenza e rotazione che abbiamo ammirato per anni. Chi scrive non vedeva giocare dal vivo Thiem dal Roland Garros 2018 e quindi aveva ben impressa nella memoria l’estrema pesantezza dei colpi da fondo dell’ex n. 3 ATP: la differenza è notevole. Di conseguenza un ottimo Gojo era in grado di fare match pari – e anche qualcosa in più – persino sul terreno a lui in teoria più sfavorevole, gli scambi prolungati da fondo, e sappiamo come la mobilità negli spostamenti laterali sia da sempre il tallone d’Achille dello spilungone croato. Il break a favore della Croazia nel quarto gioco era perciò la logica conseguenza di quello che si stava vedendo il campo. Thiem, con umiltà ed esperienza, provava a mischiare le carte e invece di cercare inutilmente di far gioco, lasciava il comando delle operazioni allo spalatino. Che andava un attimo in confusione e si ritrovava così sotto 15-40 al servizio nel settimo gioco. Si toglieva dagli impicci grazie alla battuta, ma anche vincendo un importante punto dopo uno scambio prolungato. Il croato non si distraeva più, tornava solido ed estremamente efficace con le specialità della casa, il servizio ed il dritto, e vincendo il successivo game al servizio incamerava il primo set con il punteggio di 6-3.

Come nel primo incontro, anche questo match vedeva il secondo parziale svilupparsi all’insegna dell’equilibrio. Entrambi tenevano con sicurezza i propri turni di battuta: da una parte Thiem cercava di comandare gli scambi da fondo muovendo l’avversario, dall’altra Gojo cercava di essere aggressivo, non disdegnando anche qualche puntata a rete grazie alla spinta di servizio e dritto. Le emozioni arrivavano nel settimo gioco, quando Thiem aveva un improvviso passaggio a vuoto mentre era in controllo del game sul 40-15. Gojo infilava tre punti consecutivi e si procurava la prima palla break in assoluto del parziale. Sbagliava però la risposta, lamentandosi – supportato dal ct Martic  – di essere stato disturbato da un flash durante l’esecuzione. L’austriaco, grazie anche al servizio che tornava ad aiutarlo al momento giusto, si salvava. Anche il croato doveva affrontare il suo momento di difficoltà nel decimo gioco, quando un paio di rovesci lungolinea simili a quelli dei bei tempi portavano Thiem ad un passo dalla palla break. Probabilmente però, su un rovescio d’antan di Thiem Gojo non sarebbe arrivato a tirare quel passante incrociato stretto di dritto che rimaneva sulla racchetta dell’austriaco e consentiva poi al n. 121 del mondo con il successivo servizio vincente di impattare sul 5 pari. Gojo sembrava riuscire a sfruttare il momentum e si procurava due palle break consecutive. Ed il pubblico sugli spalti iniziava a farsi sentire sul serio, con i croati che cercavano di spingere il connazionale verso l’ennesima impresa. Thiem però sarà ancora convalescente, ma resta pur sempre un campione: con autorità annullava entrambe le palle break ed anche una terza, e teneva la battuta. Si arrivava così poco dopo al tie-break, giusto epilogo di un parziale combattuto ed equilibrato. Gojo scappava sul 2-0, Thiem si riprendeva il mini-break grazie ad una bellissima palla corta dopo uno scambio serratissimo, ma vanificava il tutto con il successivo doppio fallo. Thiem accorciava ancora sul 2-3, ma da quel momento Gojo era assolutamente ”on fire”. Con un bel punto con il dritto, dopo un altro scambio prolungato, ed un servizio vincente saliva 5-2 e si portava a due punti dal match. Ma era sublime negli ultimi due punti alla risposta: erano due vincenti, prima una risposta di rovescio lungolinea e poi un dritto incrociato, con il quale portava la Croazia sul 2-0. E confermava nuovamente di essere un giocatore che è meglio non affrontare in Coppa Davis, soprattutto per chi gli è davanti in classifica…

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Coppa Davis

Coppa Davis: Stati Uniti alle Finals. Belgio avanti sulla Corea, parità tra Colombia e Gran Bretagna

La coppia Krajicek/Ram firma il 3-0 sull’Uzbekistan: USA sono i primi a qualificarsi per Malaga. Il colombiano Meija sorprende Evans. Bene Goffin e Bergs

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Daniel Evans - United Cup 2023 Sydney (foto Twitter @the_LTA)

Gli USA sono i primi a qualificarsi, Meija sorprende Evans e Bergs batte Kwon

Coppa Davis, Qualifiers

 

UZBEKISTAN-USA 0-3

M. McDonald (USA) b. S. Fomin (UZB) 6-4 6-1
T. Paul (USA) b. K. Sultanov (UZB) 6-1 7-6(6)
Krajicek/Ram (USA) b. Fayziev/Fomin 6-2 6-4

Gli Stati Uniti sono la prima squadra ad ottenere il pass per le finali. La formazione guidata dal capitano ad interim David Nainkin non ha problemi nel superare l’Uzbekistan. Dopo i successi di ieri in singolare di McDonald e Paul, oggi a chiudere la pratica c’ha pensato il doppio formato da Austin Krajicek e Rajeev Ram. Sul veloce di Tashkent (Uzbekistan), proprio Ram si è preso una piccola rivincita personale: dopo esser stato inspiegabilmente escluso dalle ultime finali di Malaga da parte dell’ex capitano Mardy Fish, l’esperto doppista ha ottenuto il punto che ha portato la sua squadra alle finali di quest’edizione, sperando stavolta di essere protagonista anche nelle fasi finali della competizione.

COLOMBIA-GRAN BRETAGNA 1-1

Mejia (COL) b. Evans (GBR) 6-2 2-6 6-4
Norrie (GBR) b. Barrientos (COL) 6-2 7-5

Parità dopo la prima giornata tra Colombia e Gran Bretagna sulla terra battuta del Pueblo Viejo Country Club di Cota (Colombia). La grande sorpresa di giornata è stato l’exploit di Nicolas Meija che si conferma grande uomo da Davis: dopo aver messo in grande difficoltà Lorenzo Sonego e Frances Tiafoe a Torino un anno e mezzo fa, il numero 253 del mondo si è preso la soddisfazione della vittoria più importante della carriera, la prima contro un top 100. Nel terzo parziale il 23enne di Bogotà ha salvato quattro palle break nel primo game ed è riuscito a piazzare il break nel decimo e ultimo gioco, regalando così il vantaggio momentaneo alla sua squadra, orfana del numero 1 Daniel Elahi Galan.

A riportare tutto in equilibrio ci ha pensato Cameron Norrie: il britannico ha superato l’esperto Nicolas Barrientos in due set, ma non è stato un compito semplice, specie nel secondo set in cui ha dovuto salvare ben sei palle break. Torna a vincere Norrie in Coppa Davis dopo le sconfitte nella fase a gironi dello scorso anno contro Alexander Bublik e Botic Van de Zandschulp. Il pericolo dovrebbe essere scampato per la Nazionale guidata da Leon Smith, anche se il doppio colombiano formato da Cabal e Farah potrebbe riportare in svantaggio i britannici e obbligare Norrie ed Evans a vincere a tutti i costi in singolare.

COREA DEL SUD-BELGIO 0-2

Bergs (BEL) b. Kwon (KOR) 1-6 6-4 7-6(6)
Goffin (BEL) b. Hong (KOR) 6-4 6-2

Tutto liscio anche per il Belgio di Johan Van Herck: vantaggio di 2-0 dopo la prima giornata che ipoteca la qualificazione alle Finals. Bellissima impresa da parte di Zizou Bergs che ha annullato due match point a Soonwoo Kwon, portando la sua squadra in vantaggio. Davvero bravo il belga che aveva cominciato piuttosto male il suo match ed è riuscito ad uscire alla distanza. Una bella rivincita dopo una United Cup caratterizzata da tanti problemi fisici: sul veloce indoor di Seul ha dato un contributo fondamentale.
Pochi problemi per David Goffin che ha rispettato il pronostico contro Seong Chan Hong, giocatore fuori dai primi 200 del mondo: il Belgio potrebbe già chiudere il discorso con il doppio, formato da una coppia di veterani come Gille e Vliegen.

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Coppa Davis

Coppa Davis: Serbia sul 2-0 in Norvegia, Germania e Svizzera in parità

Assenti Ruud e Djokovic, Kecmanovic e Djere (con qualche patema) ipotecano la vittoria serba. A Trier Huesler sorprende Otte ma Zverev supera Wawrinka. Svezia in vantaggio sulla Bosnia ed Erzegovina grazie ai fratelli Ymer

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Alexander Zverev - Australian Open 2023 (foto Twitter @atptour)

Coppa Davis, Qualifiers

GERMANIA-SVIZZERA 1-1

M. Huesler (SUI) b. O. Otte (GER) 2-6 6-2 6-4
A. Zverev GER) b. S. Wawrinka (SUI) 6-4 6-1

 

Sul veloce di Trier finisce in parità la prima giornata di Coppa Davis tra Germania e Svizzera. Merito soprattutto di Marc-Andrea Huesler che recupera un set di svantaggio nel primo singolare ad Oscar Otte e in due ore esatte chiude la sfida con il punteggio di 2-6 6-2 6-4 contro il tennista tedesco.

A quel punto la patata bollente per i padroni di casa toccava ad Alexander Zverev, chiamato ad assicurare la vittoria necessaria per lasciare la sfida aperta. In una sfida d’altri tempi contro il veterano Stan Wawrinka, Zverev si è imposto facilmente con il punteggio di 6-4 6-1. Tedeschi sempre favoriti alla vigilia dell’ultima giornata

NORVEGIA-SERBIA 0-2

M. Kecmanovic (SRB) b. A. Petrovic (NOR) 6-1 6-3
L. Djere (SRB) b. V. Durasovic (NOR) 6-3 4-6 7-6(8)

Se l’assenza di Djokovic era nota ai più, a sorpresa alla vigilia della sfida di Coppa Davis tra Norvegia e Serbia anche Casper Ruud, numero 1 norvegese, annunciava il suo forfait, costringendo il capitano non giocatore Haseth a mandare in campo come secondo singolarista lo sconosciuto Andreja Petrovic, nr. 1260 delle ultime classifiche Atp. Ne approfittava subito Miomir Kecmanovic che in appena 46 minuti regolava con un 6-1 6-3 il carneade locale per il vantaggio serbo.

Ha sofferto non poco invece Laslo Djere per avere la meglio su di un ostico Viktor Durasovic (nr. 352 atp). Il tennista serbo vince abbastanza agevolmente il primo set 6-4, ma dopo aver fallito una palla break a inizio secondo set Djere si smarrisce e viene fuori tutta la grinta di Durasovic. Il quale pareggia i conti con il punteggio di 6-4 ma soprattutto sembra prendere il sopravvento a inizio terzo parziale quando si porta sul 2-0. Con le spalle al muto finalmente arriva la reazione del giocatore più quotato in campo. Djere infila 4 giochi di seguito e poi va a servire per il match sul 5-3 ma qui finisce il “magic”moment”. Il tennista serbo fallisce un match point e consente all’avversario di rientrare in partita. Durasovic centra il break e senza particolari patemi arriva così al tie break dove il norvegese si procura un primo set point sul 6-5. Djere si salva grazie ad un gratuito del tennista di casa, spreca due set point, uno sul 7-6 ed uno sull’8-7 (quest’ultimo sul proprio servizio). Ma poi se ne procura un terzo sul 9-8 che finalmente sfrutta. Serbia a un passo dalla conquista della fase a gironi di settembre.

SVEZIA-BOSNIA ed ERZEGOVINA 2-0 (a cura di Danilo Gori)

M. Ymer (SWE) b. M. Basic (BIH) 6-4 7-5
E. Ymer (SWE) b. D. Dzumhur (BIH) 6-1 6-4

Alla Royal Tennis Hall di Stoccolma la squadra svedese, sette volte vincitrice della competizione, conquista i primi due punti ai danni della Bosnia-Erzegovina e indirizza chiaramente le sorti della sfida. La formazione scandinava si presenta al tie odierno forte di una striscia vincente di cinque incontri casalinghi, che facilmente riuscirà ad allungare.

I fratelli Ymer hanno superato con sicurezza gli sfidanti bosniaci; in particolare il più quotato Mikael, numero 60 del ranking, ha impiegato poco meno di un’ora e mezzo per superare 6-4 7-5 Mirza Basic, attardato in classifica di 334 posizioni.

Nel primo set tre palle break complessive e una sola sfruttata dal padrone di casa è risultata sufficiente per decidere il vincitore, con entrambi i contendenti ben sopra il 50% di punti conquistati sia con la prima che con la seconda di servizio. La seconda frazione si apre benissimo per Ymer, che sale 3-0 con un break al secondo gioco. Sembra il classico secondo set con la resa del meno quotato, ma Basic si riprende e opera il controbreak al decimo gioco, proprio con l’avversario al servizio per il match. La fine è però solo rimandata al dodicesimo gioco, con un break a zero.

Nel secondo singolare Elias Ymer supera il numero uno avversario Damir Dzumhur per 6-1 6-4. Ad una prima frazione caratterizzata da una seconda palla molto incerta del bosniaco, fermo a un 17% di conversione che forma una non onorevole coppia con il 46% della prima, faceva seguito un secondo set più combattuto, che lo svedese faceva comunque suo al decimo gioco.

Sabato il doppio, con protagonisti per la Svezia Filip Bergevi e Andre Goransson, mentre per la Bosnia-Erzegovina Tomislav Brkic si affiancherà a Basic.

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