Orfani del tennis: i dieci momenti memorabili della storia del torneo di Miami

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Orfani del tennis: i dieci momenti memorabili della storia del torneo di Miami

La rimonta di Federer con Nadal, le sei vittorie di Agassi e lo splendido gesto di fair play del 1994, il primo sigillo di Djokovic: riviviamo i momenti indimenticabili del torneo di Miami

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Secondo il calendario originale, oggi sarebbe stato il giorno di ‘scollinamento’ del Masters 1000 di Miami, che disteso sui canonici dieci giorni si sarebbe concluso fra una settimana – domenica 5 aprile. Nulla di tutto ciò è accaduto, dacché la pandemia di COVID-19 si è abbattuta anche sul tennis e ha fermato tutto, ma grazie a un articolo pubblicato sul sito ufficiale dell’ATP possiamo rivivere i momenti più significativi della storia di questo torneo che si è disputato senza interruzioni dal 1985 al 2019.

1991: Jim Courier completa il primo “Sunshine Double”

Iniziata con il trionfo di Boris Becker su Ivan Lendl all’Australian Open, la stagione 1991 vide tra gli indiscussi protagonisti il ventunenne americano Jim Courier. Vincitore prima di allora di un solo torneo (Basilea 1989), il tennista di Sanford, numero 23 della classifica ATP, riuscì a trionfare prima a Indian Wells battendo in finale il francese Guy Forget e poi a Miami superando il connazionale David Weathon. Con il successo ottenuto sia in California che in Florida, Jim Courier divenne il primo tennista della storia a vincere nello stesso anno entrambi i tornei americani di inizio stagione.

1994: trionfa Sampras, ma il premio sportività va ad Agassi

Nell’edizione 1994 Andre Agassi era numero 31 della classifica mondiale, la posizione più bassa da lui ricoperta dal 1987. Dopo aver battuto, tra gli altri, sia Boris Becker che Stefan Edberg, riuscì a qualificarsi per la finale, la prima da lui disputata sotto la guida dell’allenatore Brad Gilbert. Prima dell’inizio del match Agassi entrò nello spogliatoio. Il campione in carica Sampras, però, non era in grado di scendere in campo nell’orario di inizio previsto a causa di un’intossicazione alimentare. Il “Kid di Las Vegas” avrebbe potuto vincere per walk over ma non volle. Accettò di posticipare l’inizio dell’incontro. Pete si sottopose a una flebo di 90 minuti, scese in campo, a stomaco vuoto, e vinse: 5-7, 6-3, 6-3 il punteggio finale. Un grande gesto di fair play costato caro al tennista di Las Vegas. “Se non riesco a battere il miglior giocatore del mondo, non merito il trofeo e certamente non lo merito se non riesco a batterlo quando sta male” ammise Agassi al termine del match. “Ha mostrato grande classe, questo gesto non lo dimenticherò mai” dichiarò Sampras.

 

1997: l’ultima rinascita di Muster

Otto anni prima, nel 1989, Thomas Muster subì a Miami l’infortunio più sfortunato della storia. Dopo aver battuto Yannick Noah in una splendida semifinale recuperando due set di svantaggio, l’austriaco, mentre stava tornando in hotel, venne colpito da un auto, una Lincoln Continental guidata dal trentasettenne Robert Norman Sobie. Thomas fu sbalzato per sei metri subendo un gravissimo infortunio al legamento crociato del ginocchio sinistro. La finale che avrebbe dovuto giocare con Ivan Lendl ovviamente saltò, svanendo così, anche se solo temporaneamente, il sogno di vincere il torneo americano. Nel 1997 Muster, ancora a Miami, riuscì a completare ciò che la sfortuna aveva interrotto otto anni prima. Da numero 2 del ranking, dopo aver battuto Jim Courier in semifinale, sconfisse in finale lo spagnolo Sergi Bruguera in tre set. A distanza di otto anni, dopo quel drammatico 1° aprile 1989, finalmente poté alzare al cielo la coppa del vincitore. Per l’austriaco fu il 44° e ultimo trionfo in carriera, il primo in un Masters 1000 sul cemento.

1998: Marcelo Rios diventa numero 1 del mondo

Venti giorni straordinari, passando dal deserto della California al caldo umido della Florida, regalarono a Marcelo Rios la prima posizione mondiale nel marzo 1998. Il talentuoso tennista cileno, che ad inizio marzo aveva 939 punti in meno del numero 1 del mondo Pete Sampras, sconfisse nella finale di Indian Wells il britannico Greg Rusedski e a Miami Andre Agassi. I match del Miami Open che portarono Rios sulla vetta del ranking mondiale furono seguiti in tv da tutto il Cile. Un’intera nazione letteralmente incollata davanti ai televisori. Il tennista di Santiago rimase in vetta al ranking complessivamente per quattro settimane, dal 30 marzo al 27 aprile, e poi nuovamente per altre due settimane, dal 10 al 24 agosto, sempre nell’anno 1998. Ad oggi è il primo e unico tennista cileno ad aver raggiunto la prima posizione mondiale, nonché il primo e unico tennista ad aver raggiunto tale posizione senza aver mai vinto un torneo dello Slam.

2003: Agassi trionfa per la terza volta di fila, sesta complessiva a Miami

Dopo il trionfo all’Australian Open di qualche settimana prima, il campione in carica di Miami Andre Agassi si presentava a Key Biscayne con grandi aspettative e con i favori del pronostico. Aspettative che non furono deluse. Il trentatreenne americano, numero 2 del ranking, dominò la finale contro la testa di serie numero 5, Carlos Moya, aggiudicandosi per la sesta volta in carriera il titolo di campione. Per Agassi si trattò del terzo trionfo consecutivo dopo quello del 2001 contro Jan-Michael Gambill e del 2002 contro Roger Federer. I sei titoli di Agassi conquistati a Miami sarebbero stati poi eguagliati da Novak Djokovic nel 2016.

2005: Federer e Nadal si sfidano per la prima volta in finale

Nel 2004 Roger Federer e Rafael Nadal si affrontarono per la prima volta in carriera al terzo turno del Miami Open, dando vita al primo capitolo della loro rivalità. Nel 2005 di nuovo l’uno contro l’altro: questa volta però in finale. Dopo essere stato in svantaggio di due set e a soli due punti dalla sconfitta, Roger Federer riuscì nell’impresa di ribaltare l’incontro, ottenendo la 18° vittoria consecutiva nelle finali a livello di tour: 2-6, 6-7 (4), 7-6 (5), 6-3, 6-1 il punteggio finale in tre ore e quarantuno minuti di gioco. “Non mi aspettavo di riuscire a ribaltare la partita. Non ne ho recuperate tante quando sono stato in svantaggio di due set a zero, sono estremamente felice ed esausto” dichiarò Federer al termine del match.

2007: Novak Djokovic si aggiudica il primo Masters 1000 della carriera

Vincitore (prima di Miami) di soli tre titoli ATP e numero 10 del ranking mondiale, nel 2007 sul cemento di Key Biscayne, Novak Djokovic si aggiudicò il primo Masters 1000 della carriera battendo in finale il qualificato argentino Guillermo Canas. Il serbo con i suoi diciannove anni divenne il più giovane campione nella storia del torneo. “Ogni volta che vinci qualcosa, o comunque se sei il giocatore più giovane a farlo, o se fai qualsiasi record è sempre fantastico. Significa che il tuo nome è nella storia di questo sport. Ne sono orgoglioso. So di aver lavorato duramente per raggiungere tale traguardo. Spero che questo sia solo l’inizio di una lunga carriera” disse il serbo ai giornalisti al termine dell’incontro. Sarebbe andata esattamente in quel modo.

2011: Un Djokovic perfetto batte Nadal in una finale mozzafiato

Già vincitore di Australian Open, Dubai e Indian Wells, Novak Djokovic arrivò a Miami in forma smagliante. Fu un inizio di stagione incredibile per il tennista serbo che, anche nella finale di Key Biscayne, mise in mostra il suo miglior tennis dando una dimostrazione pazzesca di solidità. Dopo tre ore e ventuno minuti di battaglia Novak Djokovic riuscì ad avere la meglio su Rafael Nadal con il punteggio di 4-6, 6-3, 7-6 (4). “È stata una partita super equilibrata, poteva finire in entrambi i modi. È stata una delle migliori che abbia mai giocato in carriera” dichiarò Nole. Nel 2011 il serbo rimase imbattuto fino al Roland Garros, quando si arrese in semifinale a Roger Federer. 

2017: Federer vs. Kyrgios: uno dei match dell’anno

Dopo l’incredibile Australian Open culminato con il successo in finale contro Rafael Nadal, Roger Federer diede spettacolo anche a Miami. La semifinale dell’edizione 2017 tra Roger Federer e Nick Kyrgios fu la partita del torneo. Un match epico, lottato dal primo all’ultimo punto. Una carrellata di emozioni in cui lo svizzero riuscì a salvare vari set e l’australiano match point. Dopo tre ore e dieci minuti di battaglia, il tennista di Basilea si impose per 7-6 (9), 6-7 (9), 7-6 (5). “È stato fantastico. Non capita spesso di vincere una partita con tre tiebreak” dichiarò lo svizzero. “È stato bello vincere in questo modo, anche perché ricordo ancora la sfida contro di lui a Madrid nel 2015”. (ndr. In quell’occasione vinse Kyrgios per 6-7 (2), 7-6 (5), 7-6 (12) dopo aver annullato a Roger due match point).

2019: Benvenuti all’Hard Rock Stadium…

Dopo trentadue edizioni disputate a Crandon Park (dal 1987 al 2018), il torneo di Miami ha dato addio allo storico impianto di Key Biscayne. Dal 2019, infatti, il torneo si è trasferito all’Hard Rock Stadium, l’impianto che ospita la squadra di football dei Miami Dolphins. La nuova sede presenta 29 campi da gioco di cui 11 costruiti nei parcheggi meridionali dell’Hard Rock Stadium. La prima edizione nella nuova sede è stata vinta da Roger Federer che si è imposto in finale sull’americano John Isner.

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ATP Maiorca: Travaglia cede in due set a Bautista Agut

L’azzurro gioca un buon match ma non riesce a far breccia nelle difese dello spagnolo. Humbert si ritira e lascia via libera a Querrey. Avanti anche Carreno Busta e Thompson

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Stefano Travaglia - Antalya 2021 (via Instagram, profilo ufficiale del torneo)

[3] R. Bautista Agut b. S. Travaglia 6-3 7-5

Finisce agli ottavi l’avventura di Stefano Travaglia al torneo ATP 250 di Maiorca. Nonostante nel complesso non abbia giocato male, l’azzurro non è stato in grado di trovare le chiavi in risposta contro Roberto Bautista Agut e ha finito poi per rimanere invischiato nella rete dell’avversario, che oltre ad essere un tennista di alto profilo sa anche come fare bene sull’erba (è semifinalista in carica di Wimbledon).

Nel primo set Travaglia fa quello che ci si aspetta da lui ovvero servire bene e prendere l’iniziativa col dritto appena possibile. Di là dalla rete Bautista è il solito metronomo, ma ancora non sembra aver ingranato alla perfezione. L’italiano ne approfitta per tentare l’allungo nel terzo gioco, ma nessuna delle due palle break ottenute si trasforma effettivamente in un break. Nel game successivo tocca a lui difendere il proprio servizio dall’assalto dell’avversario, recuperando addirittura da 0-40 e impattando sul 2-2. Bautista però è definitivamente entrato in partita e comincia a muovere lo scambio a piacimento, soffrendo pochissimo alla battuta. Lo strappo decisivo avviene nell’ottavo game quando lo spagnolo riesce a centrare il break e a far suo il set con il terzo turno di servizio consecutivo tenuto a zero.

 

Sul 2-2 30-30 con Travaglia al servizio, il gioco si ferma e Lahyani proclama una pausa di quindici minuti (che poi saranno in effetti sono una decina) per un malfunzionamento di Hawk-Eye. Al rientro in campo, l’azzurro è bravo a chiudere senza farsi troppo condizionare dall’interruzione. Entrambi dominano i propri turni di battuta fino al 5-5, quando Travaglia si incasina con un doppio fallo e presta il fianco al break. Con le spalle al muro, l’italiano gioca il miglior game in risposta dall’inizio del match, pescando anche una bella risposta anticipata di rovescio, ma non riesce a spingersi oltre il 30-30 e Bautista chiude al primo match point. Ai quarti, lo spagnolo troverà Sam Querrey che ha passato il turno senza giocare in virtù del ritiro di Ugo Humbert.

Negli altri match di giornata si segnalano le vittorie piuttosto agevoli di Pablo Carreno Busta e Jordan Thompson, entrambe maturate con un doppio 6-4 rispettivamente ai danni di Jiri Vesely e Lukas Klein. I due si affronteranno nei quarti di finale.

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ATP Eastbourne: Sonego senza problemi su Millman, Seppi vola ai quarti dopo un anno

Il tennista altoatesino supera Ruusuvori facendo valere tutta la sua esperienza, Sonego torna a vincere e batte in quasi un’ora e mezza il tennista australiano

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Seppi b. Ruusuvuori 6-2 6-3

La giornata italiana ATP si apre nel migliore dei modi ad Eastbourne, con Andreas Seppi che supera in maniera netta e convincente il suo (molto) più giovane avversario, il finlandese Emil Ruusuvuori. Il tennista italiano sembra aver trovato nuova linfa dalla vittoria contro Auger-Aliassime al Roland Garros e ora si avvia al primo quarto di finale ATP da New York 2020, perso in finale contro Edmund. Un torneo, quello di Eastbourne, dal sapore particolare per Andreas, vincitore nel 2011 qui su Janko Tipsaveric e finalista l’anno successivo.

L’esperienza maggiore sull’erba di Seppi si percepisce sin dall’inizio. Il tennista altoatesino prende subito il comando delle operazioni con un break già nel secondo game, sfruttando qualche incertezza di Ruusuvuori che si incaponisce nel cercare il vincente. Il servizio oggi da anche una grossa mano a Seppi, che nel primo set non affronta nemmeno una palla break e non lascia al finlandese nemmeno la possibilità di avvicinarsi.

 

Solo due punti persi con la prima non fanno che mettere pressione sui game di servizio di Ruusuvuori, che rischia di concedere un’altra volta il break nel quarto game. Con il ritmo costante e martellante di Seppi da fondo però non manca molto all’appuntamento con una nuova palla break. Il finlandese serve con le spalle al muro per restare nel set e Seppi ne approfitta, e un altro errore da fondo condanna Ruusuvuori al secondo break.

L’andamento della partita non cambia molto nemmeno ad inizio secondo set. L’ex numero 18 del mondo non molla la presa sulla partita e trova ancora una volta due palle break sul servizio avversario, per il secondo game consecutivo. Il finlandese riesce a salvare la prima palla break, ma sulla seconda un dritto che termina lungo lo condanna al secondo break consecutivo. Lo spartito per ora è identico a quello del primo set, con Seppi che continuare a dominare al servizio grazie alle tante (ed efficaci) prime messe in campo.

L’unico momento di difficoltà arriva proprio al momento di chiudere la partita. Seppi incappa nel primo vero brutto game al servizio del match e il numero 74 del mondo riesce a prendersi le prime due palle break della partita. Resteranno le uniche, prima il finlandese spara fuori una volée da buona posizione e poi con un ace Seppi si tira fuori dall’impaccio. Il tennista italiano rischia di nuovo di complicarsi la vita con un doppio fallo sul primo match point. Il secondo è quello buono, con un servizio vincente che proietta Andreas nei quarti di Eastbourne. Sfiderà da favorito l’australiano Purcell, che ha battuto a sorpresa in rimonta il numero 16 del mondo Gael Monfils, quest’anno fermo a due vittorie in dieci partite.

Sonego b. Millman 6-4 6-2

Buona vittoria per Lorenzo Sonego, che rispetta i pronostici della vigilia e batte senza quasi mai soffrire l’australiano John Millman. Una vittoria importante per diversi motivi. Il principale è sicuramente il ranking, dato che Sonego difende metà dei punti della vittoria del torneo di Antalya del 2019. Non è comunque da sottovalutare il lato morale, visto che il tennista italiano doveva riscattarsi dal piccolo periodo di difficoltà arrivato dopo Roma, da cui aveva perso tre partite consecutive.

Già dall’inizio si vede un Sonego diverso da quello del Queen’s, molto più attivo con le gambe e soprattutto estremamente presente nella partita. Gli scambi, come da previsione, sono molto più lunghi dello standard della superficie, con entrambi che si producono in corse notevoli a livello difensivo. La differenza tra i due la marcano il servizio e il dritto, che pesano molto di più dal lato di Sonego e gli danno molti più punti facili.

Il poco peso del servizio di Millman lo costringe a giocarsi quasi tutti i punti in lunghi e faticosi scambi e a quel punto è conseguenza naturale che sia il primo ad offrire palla break. Nel terzo game Millman deve tirarsi giù dalla fossa del 15-40 e ci riesce, ma ai vantaggi deve cedere il servizio a Sonego. Il break è quello decisivo per quanto riguarda il primo set. Sonego protegge bene il suo vantaggio con la sua prima e chiude un primo set in cui ha ceduto solamente cinque punti al servizio.

La strada sembra mettersi ancora più in discesa all’inizio del secondo set. Dopo aver dovuto salvare la prima palla break del match Sonego si rimette sulla scia di Millman. L’australiano si disunisce dopo l’occasione fallita e a Sonego basta un dritto lungo per prendersi un altro break. Il tennista torinese ora gioca sul velluto e non può che approfittare di un Millman sempre più in disarmo dopo il break subito. Sonego si guadagna altre due palle break nel quarto game, ma in entrambi i casi l’australiano fa buona guardia con il servizio. L’occasione si ripresenta ai vantaggi dopo una volée errata di Millman, ed è lui stesso a regalare il secondo break e il 4-1 al suo avversario con un doppio fallo.

Con Sonego ormai avviato verso la vittoria si verifica forse l’unico momento di distrazione del suo match. Il tennista italiano comincia a sbagliare di più e con un lob di poco fuori da a Millman la seconda palla break della partita, che l’australiano converte con un diagonale di rovescio. La reazione di Sonego è tempestiva, e il semifinalista di Roma si porta subito a tre palle break nel game successivo. Il numero 30 del mondo approfitta di un dritto a rete del suo avversario e chiude la partita sul suo servizio. Il suo avversario nei quarti di finale sarà l’estroso tennista kazako (targato Yoxoi) Alexander Bublik, un tennista estremamente pericoloso su queste superfici. In caso di vittoria potrebbe esserci una semifinale tutta italiana, con Seppi impegnato nell’altro quarto di finale della parte alta contro Purcell.

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Eastbourne: Seppi batte Nishioka e vola agli ottavi

Buona prova dell’altoatesino su quei campi che lo videro vincitore nel 2011. Battuto in due set Nishioka, agli ottavi lo attende Ruusuvuori

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Andreas Seppi - Sydney 2019 (via Twitter, @SydneyTennis)

È un torneo che piace ad Andreas Seppi, quello di Eastbourne. Lì nel 2011 si aggiudicò uno dei suoi tre titoli ATP battendo in finale il serbo Janko Tipsarevic, l’anno successivo raggiunse la finale battuto soltanto da Andy Roddick, ed in altre tre occasioni è stato eliminato in semifinale. Insomma, pas mal. Non può quindi sorprendere più di tanto la vittoria ottenuta su quei campi che reputa molto familiari e dove l’altoatesino esprime un ottimo livello di tennis, sul giapponese Yoshihito Nishioka per 7-6 6-1. Terzo incontro tra i due dopo quelli del 2018 agli Australian Open, vinto da Seppi e del 2019 a nelle qualificazioni del Masters 1000 di Parigi vinto dal giapponese.

LA PARTITA – Nel primo set l’italiano va avanti 5-2, sprecando nel gioco successivo il punto per chiudere il set. Come spesso accade in questi casi il giapponese, che per definizione non si arrende mai, accorcia sul 5-3, conquista il break che lo riporta avanti 5-4 e riapre la partita che arrivando al tie break vede Seppi vincere per 7-5 dopo 57 minuti di gioco. Il secondo set è poco più di una formalità per Andreas che sempre in controllo strappa per ben 4 volte il servizio a Nishioka e in un’ora e mezzo di gioco chiude ogni tipo di discorso. Nel prossimo turno affronterà il finlandese Emil Ruusuvuori, che ha battuto la testa di serie numero 7, lo spagnolo Albert Ramos-Vinolas. Sfida inedita tra l’altoatesino e il finlandese e un buon viatico in vista del torneo sull’erba più importante. Wimbledon è ormai alle porte.

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