Jasmine Paolini ha vinto i Campionati Italiani Assoluti di Todi 2020

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Jasmine Paolini ha vinto i Campionati Italiani Assoluti di Todi 2020

Finale sfortunata per Martina Trevisan, costretta a ritirarsi sul 6-5 30-0 per uno stiramento al bicipite femorale. Le parole di Paolini: “Peccato, stavamo giocando un buon match. Giocherò a Palermo”

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È durata soltanto 63 minuti la finale femminile dei Campionati Italiani Assoluti di Todi, che sono tornati a disputarsi dopo 16 anni di assenza. La nuova campionessa italiana è la testa di serie numero uno Jasmine Paolini, che ha approfittato del ritiro di Martina Trevisan sul punteggio di 6-5 30-0 dopo un set molto combattuto ma privo di break. Dopo una volée di rovescio maldestra che aveva mandato Paolini a due punti dal set, Trevisan ha deciso di alzare bandiera bianca per un probabile stiramento al bicipite femorale destro; la giocatrice di Firenze aveva chiesto l’intervento del fisioterapista sul 5-4, e dopo aver giocato gli ultimi due game con una fasciatura molto stretta alla coscia destra ha deciso di non rischiare e abbandonare l’incontro.

Jasmine Paolini, numero 95 del mondo e unica top 100 italiana assieme a Camila Giorgi, succede quindi a Valentina Sassi nell’albo d’oro del torneo disputato l’ultima volta nel 2004. “Non pensavo fosse un problema tale da non permetterle di continuare, e invece probabilmente si è fatta male“, ha commentato a caldo Paolini. “Mi dispiace, ovvio che sono contenta per la vittoria ma avrei preferito vincerla sul campo. Per quello che si è visto, il mio livello era più alto rispetto agli altri giorno anche se avevo un po’ di difficoltà a rispondere, soprattutto di rovescio. Stavamo giocando un buon match, peccato davvero“.

Paolini aveva vinto anche l’ultimo confronto diretto ufficiale, disputato quest’anno al primo turno di qualificazione del torneo di Shenzhen. “Sei mesi che sono volati da una parte, e dall’altra, non so, non finivano mai… mi auguro di giocare match ufficiali WTA al più presto“. Jasmine Paolini ha confermato che sarà ai nastri di partenza del torneo di Palermo: “Giocherò sicuramente a Palermo, poi se entro a Cincinnati e quindi lo US Open. Ho saputo che ci sarà anche Praga nella settimana dopo Palermo, ma quello non lo abbiamo ancora valutato“.

 

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Rivoluzione francese: il Roland Garros si giocherà con i tifosi. Stadi pieni al 50-60%

La vendita dei biglietti partirà tra qualche giorno, il 9 luglio. Obbligo di mascherina e nuove linee guida per il distanziamento sociale, ma gli stadi saranno pieni a metà

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La federtennis francese, capeggiata dal presidente Bernard Giudicelli, fa sul serio. Il Roland Garros 2020 in programma dal 21 settembre all’11 ottobre si giocherà a porte aperte e l’intenzione è riempire gli spalti a più di metà della capienza, tra il 50 e il 60%. Chiaramente questa strategia dovrà superare la prova del tempo, e lo Slam parigino sta scommettendo sul fatto che la pandemia non vivrà alcuna fase di recrudescenza e dunque i protocolli sanitari non verranno ulteriormente inaspriti.

La vendita dei nuovi biglietti – ricordiamo che circa due mesi fa il Roland Garros ha avviato le pratiche per il rimborso completo dei ticket venduti per le date primaverili – partirà dal 9 luglio, con priorità per membri e soci dei circoli ‘affiliati’ alla FFT (federazione tennis francese). La vendita libera comincerà invece il 16 luglio.

Il comunicato diffuso dall’organizzazione del Roland Garros specifica che la situazione può ancora mutare, ma delinea il best case scenario sulla base delle informazioni attualmente disponibili. I biglietti venduti per i tre campi principali (Philippe-Chatrier, Suzanne-Lenglen e Simonne-Mathieu) saranno rigidamente suddivisi per giorno, campo e settore – e l’esatto seggiolino di ogni spettatore verrà comunicato a metà settembre. Questo perché gli organizzatori intendono mettere in vendita un’altra tranche di biglietti a inizio settembre, se le cose continueranno a migliorare.

Applicando agli stadi di Port d’Auteuil gli stessi criteri che hanno consentito la riapertura al pubblico di cinema e teatri, i tifosi all’interno di ogni impianto non dovranno mai superare il 50-60% della capienza totale. Su ogni fila, un posto verrà lasciato libero a dividere ogni gruppo di acquirenti, mai più numeroso di quattro unità. Se per qualche motivo la situazione sanitaria dovesse peggiorare e nuove linee guida più severe dovessero essere imposte, impedendo l’accesso ad alcune delle persone che hanno acquistato il biglietto, il Roland Garros si impegna a rimborsare tutti i tagliandi che non potranno essere utilizzati.

Tra le raccomandazioni del torneo – in realtà sembra proprio che si tratterà di un obbligo – c’è quella di indossare sempre la mascherina nei pressi degli stadi. Gli spazi tra un campo e l’altro, e le possibilità di spostarsi, verranno ad ogni modo ridefiniti sulla base delle linee guida delle autorità sanitarie.

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Isner ‘sbrocca’ su Twitter: “Voi ‘coronabros’ rimanete pure in uno scantinato quanto volete”

“Io scelgo di vivere e promuovere lo sport che amo in modo sicuro”, ha detto John Isner difendendo l’evento di Atlanta che si svolgerà questo week-end tra gli 8 giocatori più forti degli Stati Uniti. Con i tifosi

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John Isner - Laver Cup 2019 (via Twitter, @LaverCup)

Ore movimentate su Twitter per John Isner. Il numero uno degli Stati Uniti parteciperà questo week-end alla ‘All-American Team Cup‘, un mini-torneo riservato ai primi otto giocatori statunitensi; si giocherà da venerdì 3 luglio a domenica 5 luglio ad Atlanta, in Georgia, ma la novità più rilevante riguarda la presenza dei tifosi. Si tratterà della prima rassegna tennistica aperta al pubblico dopo lo scoppio della pandemia di COVID-19 e vi parteciperanno (oltre a Isner) Querrey, Tiafoe, Sandgren, Paul, Fritz, Johnson e Opelka.

Difficile non pensare immediatamente a quanto accaduto tra Belgrado e Zara, le prime due tappe dell’Adria Tour, dove un’esibizione aperta ai tifosi senza alcun distanziamento sociale si è trasformata in un discreto incidente d’immagine per il contagio di diversi tennisti e membri dello staff. Ad Atlanta, però, all’evento avrà accesso solo un numero limitato di tifosi, i quali saranno tenuti a compilare un questionario sullo stato di salute e a farsi misurare la temperatura. I posti saranno distanziati di sei piedi (circa due metri) l’uno dall’altro ma non sarà obbligatorio indossare mascherine – nonostante le indicazioni dello stato della Georgia vadano nella direzione opposta, e suggeriscano di indossarle. Tra le varie misure di sicurezza, ci sarà il divieto di utilizzare il contante per comprare cibo e bevande.

Una organizzazione certo più prudente rispetto a quella dell’Adria Tour, sebbene in Georgia – stato con circa 10 milioni di abitanti – risultino al momento oltre 71.000 casi attivi e nella giornata di ieri, 1 luglio, si sia registrato il numero più alto di nuovi contagi giornaliero (2.946).

 

LE PAROLE DI ISNER – Non è facile interagire sui social in un periodo in cui la suscettibilità degli utenti è massima, a causa della preoccupazione generata dalla pandemia, e John Isner è un po’ cascato in questo tranello. A un utente che gli ha fatto notare come negli Stati Uniti la pandemia sia ancora lontana da una fase di remissione, il tennista americano ha risposto in modo piuttosto brusco: “Voi ‘coronabros’ potete restare in uno scantinato quanto vi pare. Io scelgo di vivere e giocare/promuovere lo sport che amo in maniera sicura“.

Isner ha poi tentato di ‘recuperare terreno’, rispondendo alle preoccupazioni di diversi altri utenti. Rischiando anche altri scivoloni, quando ha fatto notare come anche le proteste di queste settimane negli Stati Uniti abbiano riunito tante persone in poco spazio, e che nessuno le ha condannate nonostante potessero rappresentare un rischio sanitario. “Io sono a favore delle proteste e anche del fatto che 400 tifosi possano guardare del tennis a distanza di due metri l’uno dall’altro. Pensate che sciocco che sono“.

Dopo aver passato un bel po’ di tempo su Twitter, Isner si è arreso alle dinamiche dei social – ‘è troppo difficile avere un dibattito onesto, qui. Sono esausto‘ – non prima di rispondere a Ben Rothenberg, giornalista del New York Times, rimproverandolo bonariamente di aver gettato discredito sul tentativo di organizzare un evento in sicurezza pubblicando titoli di articoli che riportano informazioni inesatte.

Vedremo cosa succederà ad Atlanta, e ci auguriamo ovviamente che tutto possa andare per il meglio, anche perché questi eventi sono prove generali per la ripresa del circuito. Una cosa Isner l’ha sicuramente imparata: discutere su Twitter logora. E tanto.

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Djokovic e sua moglie Jelena sono risultati negativi al test per il coronavirus

Il numero uno del mondo non è più positivo al coronavirus. Anche il tampone di sua moglie ha dato esito negativo. Novak Djokovic potrà uscire dall’isolamento tra 5 giorni (o forse già domani?)

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A nove giorni dalla notizia della positività al coronavirus di Novak Djokovic, annunciata tramite un breve comunicato sui social, il giornalista serbo Saša Ozmo ha diffuso con un tweet la notizia della negatività del numero uno del mondo e di sua moglie Jelena, emersa a seguito dell’effettuazione di un secondo test (che era atteso per il 7 luglio ma evidentemente è stato anticipato a oggi).

Secondo le indicazioni diffuse dallo stesso Djokovic contestualmente all’annuncio della positività – il serbo non ha rilasciato altre dichiarazioni, al momento – Nole dovrebbe rimanere in isolamento per altri cinque giorni, per rispettare un periodo complessivo di 14 giorni. Si precisa però che, secondo le ultime linee guida dell’OMS, un paziente che non abbia mai manifestato sintomi sarebbe ‘libero’ di rompere l’isolamento dopo 10 giorni dal test che ha dato esito positivo, e dunque secondo questo protocollo Djokovic potrebbe uscire e tornare ad allenarsi già domani.

Come confermato anche da Sportklub tre giorni fa, Novak e Jelena non hanno infatti mai accusato sintomi evidenti e sono sempre stati in buone condizioni di salute.

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