Rogers sorprende Serena Williams a Lexington, Gauff in semifinale

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Rogers sorprende Serena Williams a Lexington, Gauff in semifinale

Serena Williams sconfitta al tie-break del terzo set da Shelby Rogers. Coco Gauff rimonta un set e un break a Ons Jabeur

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Shelby Rogers a Lexington 2020 (foto Wilson/TSOpen)

Grande sorpresa nei quarti di finale del Top Seed Open in corso di svolgimento a Lexington, in Kentucky. Dopo la vittoria contro sua sorella Venus al secondo turno, la testa di serie n.1 Serena Williams è stata sconfitta in tre set dalla connazionale Shelby Rogers, numero 116 della classifica WTA ed entrata in tabellone solamente grazie a una wild card.

Il match sembrava incanalato su binari in linea con il pronostico: dopo un ritardo di oltre un’ora dovuto alla pioggia, Serena Williams si era aggiudicata il primo set per 6-1 in soli 26 minuti, facendo pensare a una partita molto veloce. La sua potenza negli scambi da fondo campo era difficile da gestire per Rogers, così come i suoi servizi che rimbalzavano particolarmente alti sul cemento di Lexington. “La palla rimbalzava molto alta oggi – hanno detto entrambe le giocatrici alla fine dell’incontro – era difficile rispondere ai servizi ‘kick’”. Nella seconda frazione è stato proprio il servizio a prendere il sopravento: soli sei punti vinti dalla ribattitrice nei primi otto game, fino a quando, sul 4-4, Rogers è riuscita a riacciuffare un game da 0-30 grazie ad alcune ottime battute molto ben piazzate, e da quel momento è partita la rimonta.

Mi sono resa conto che nel primo set e all’inizio del secondo commettevo troppi errori – ha spiegato Rogers – quindi ho cercato di prolungare gli scambi tenendo la palla in campo senza rischiare così tanto”. Nell’unico game in cui ha avuto palle break, la ragazza originaria di Charleston, in South Carolina, ha strappato il servizio a Serena aggiudicandosi il secondo set.

 

La terza partita ha visto ancora una volta il dominio del servizio: zero palle break in tutti e dodici i giochi, per poi arrivare ad avere sette minibreak nei primi 10 game del tie-break. Dal 3-1 per Serena si è passati al 5-3 Rogers, che ha poi chiuso vittoriosamente il match dopo 2 ore e 9 minuti grazie all’ultimo errore gratuito di Williams da fondo campo.

È sicuramente una vittoria molto prestigiosa questa ottenuta contro una giocatrice come Serena, ma è soprattutto importante aver conquistato un’altra vittoria che fa tanto morale dopo una pausa così lunga dai tornei”. Rogers è anche reduce da un’operazione al ginocchio sinistro affrontata nel 2018 e che durante la rieducazione aveva messo in dubbio il prosieguo della sua carriera. “Ora non ci penso quasi più, devo fare esercizi di prevenzione ogni sera, ma rientra tutto nella norma per un’atleta che sta comunque iniziando a invecchiare”.

Comunque soddisfatta Serena Williams per le tre partite giocate in Kentucky e per una forma che sembra essere sulla strada del ritorno: “So che posso giocare molto meglio di così, ho avuto l’occasione di vincere la partita in due set e mi sono complicata la vita da sola. Ora non ho ben chiaro qual è il programma, per il momento vivo alla giornata e vedrò quando spostarmi a New York”.

Rogers affronterà in semifinale la svizzera Jill Teichmann (n. 63 WTA) che ha liquidato in due set la statunitense Cici Bellis.

Nell’ultimo incontro della giornata la sedicenne Coco Gauff ha dato ancora una volta prova delle sue grandi potenzialità rimontando uno svantaggio di 6-4 4-2 contro la tunisina Ons Jabeur. Dopo due match contro giocatrici di potenza come Brengle e Sabalenka, Gauff ha saputo aggiustare il suo tennis per affrontare un’avversaria molto differente e talentuosa come Jabeur, che sa usare molto bene le rotazioni e riesce a proporre palle sempre diverse.

Credo di avere un buon record nelle partite al terzo set [10-2 n.d.r.] perché ho molta resistenza, d’altro canto tendo a essere più giovane delle mie avversarie – ha detto Gauff dopo la partita – Oggi sono riuscita a ribaltare il match rimanendo positiva e continuando a pensare che avrei potuto farcela. Poi ho provato a prolungare gli scambi alzando le traiettorie per mettere più palle in campo e la partita è girata.”

Nell’ultimo quarto di finale, spostato sul Campo 2 a causa del ritardo causato dalla pioggia, Jennifer Brady (n. 49 WTA) ha liquidato in soli 64 minuti la ceca Marie Bouzkova cedendo solamente tre game.

Tutti i risultati:

[WC] S. Rogers b. [1] S. Williams 1-6 6-4 7-6(5)
J. Teichmann b. C. Bellis 6-2 6-4
J. Brady b. M Bouzkova 6-1 6-2
C. Gauff b. [8] O. Jabeur 4-6 6-4 6-1

Il programma di sabato 15 agosto:

Center Court, ore 11 (le 17 in Italia)
[WC] S. Rogers vs J. Teichmann
J. Brady vs C. Gauff

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Stephens già fuori a Strasburgo. Fognini e Sonego in campo martedì ad Amburgo

Prosegue il momento da incubo dell’americana, Ostapenko e Sabalenka avanti. In Germania passano Cuevas e Rublev

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Jelena Ostapenko – WTA Strasburgo 2020 (foto via Twitter @WTA_Strasbourg)

Mentre tutti erano distratti dalle finali di Roma (magari non troppo da quella femminile) nonché da exit poll e proiezioni varie, altro tennis accadeva in giro per l’Europa. Questa settimana si giocano infatti il torneo WTA di Strasburgo e quello ATP di Amburgo, naturalmente su terra battuta, che preludono al Roland Garros, peraltro già alle prese con le qualificazioni.

STRASBURGO – Accoppiate a un bye, Kiki Bertens (che ha sostituito Pliskova nella prima riga del tabellone) ed Elina Svitolina sono state raggiunte al secondo turno rispettivamente da Jelena Ostapenko e Magda Linette. La ventitreenne di Riga ha lasciato cinque giochi a Lauren Davis, mentre la polacca ne ha concessi un paio in piùdi Pauline Parmentier. Nella stessa giornata, avanzano in due set le teste di serie Aryna Sabalenka, Elena Rybakina ed Ekaterina Alexandrova. Cade invece la numero 8 del seeding Sloane Stephens che subisce un 6-1 al terzo da Nao Hibino. Dopo una sola vittoria nella prima parte della stagione, Sloane arriva così a quattro eliminazioni al primo turno dalla ripresa del Tour, spezzate solo dai sedicesimi raggiunti allo US Open con quel set di vantaggio su Serena Williams.

AMBURGO – Settecento chilometri più a nord, è cominciato in sordina l’ATP 500 tedesco. Solo quattro incontri di singolare in programma questo lunedì, con tutti e tre gli statunitensi iscritti in campo. L’ultima volta che un rappresentante degli Usa si era fatto vedere da queste parti era il 2008, quando il torneo era un Masters Series: effetti collaterali della pandemia. Il qualificato Tommy Paul ha superato in tre set Kevin Anderson, ma Taylor Fritz e l’altro proveniente dal tabellone cadetto Tennys Sandgren hanno ceduto rispettivamente a Pablo Cuevas (altro qualificato) e Andrey Rublev.

Ripescato come lucky loser, Gilles Simon continua il rientro deludente contro Jiri Vesely, anch’egli con la “Q” davanti al nome. In attesa dei primi due del seeding Daniil Medvedev e Stefanos Tsitsipas, martedì farà il suo esordio Fabio Fognini, tds b. 6, contro Philipp Kohlschreiber. Terzo incontro sul Centrale a partire dalle 10.30. Terzo incontro ma dalle 10 per Lorenzo Sonego, impegnato contro un Felix Auger-Aliassime non particolarmente in spolvero in questo periodo.

 

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Halep regina degli Internazionali di Roma in mezz’ora: Pliskova si ritira

Simona vince Roma per la prima volta in carriera. Prima dispensa un bagel, poi Pliskova si ritira per un guaio alla coscia

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I mille spettatori finalmente autorizzati a mettere i piedi nel Centrale del Foro Italico francamente si sarebbero aspettati un premio migliore per la loro paziente attesa. La finale femminile degli Internazionali d’Italia 2020 verrà invece ricordata come la finale fantasma, quella che non c’è stata. Trentuno minuti, un seizero per Halep senza alcuna opposizione esterna, tre giochi nel secondo set e Karolina Pliskova è andata a picchiettare la propria racchetta su quella di Simona, ché la stretta di mano non è ancora consentita dalle norme anti-Covid.

Sembrava una fasciatura precauzionale o poco più, quella che stringeva la coscia sinistra dell’ex campionessa in carica, invece il guaio muscolare ha dapprima costretto Karolina sostanzialmente immobile, preda impotente di una Simona che ha presto sentito l’odore del sangue, poi l’ha eliminata dalla contesa. Parlare di un non match è un nonsense, occorrerebbe far parlare i numeri, che comunque non rendono completa l’dea della disfatta patita da Karolina nell’unico set completato, il primo: venti minuti di gioco, venticinque punti a nove, tre break inflitti da Halep a una Pliskova da zero vincenti e nove errori non forzati. Un massacro.

La vincitrice dell’edizione 2019 ha tentato un unico colpo di coda, nel secondo gioco del secondo set, quando ha approfittato di due doppi falli commessi dalla romena per recuperare il servizio perso nel game precedente. Ma è durata lo spazio di un respiro: subìto il quinto break dell’incontro per il due a uno Halep, Karolina ha deciso che non ne valeva la pena, abbreviando il percorso di Simona verso il suo primo titolo romano dopo le due finali perse nel 2017 e nel 2018 contro Elina Svitolina.

 
Karolina Pliskova e Simona Halep – Premiazione Internazionali d’Italia 2020 (foto Giampiero Sposito)

Un titolo meritato, condotto in sostanziale controllo nonostante qualche pasticcio di troppo nei primi due match contro Paolini e Yastremska, ma si sa che i grandi giocatori, nei grandi tornei, hanno bisogno di qualche giorno per annusare l’aria. Un percorso in cui la numero due WTA ha imposto la propria disumana legge in risposta: le rivali affrontate le hanno servito contro quarantasette volte, lei ha raccolto trenta break. Un dato discretamente sinistro, se consideriamo il punto di vista delle colleghe.

Per la tennista da Costanza è il ventiduesimo trionfo nel circuito maggiore, il nono sulla terra battuta. Halep, che aveva vinto a Dubai l’ultimo torneo pre-lockdown e a Praga il primo post, ha ottenuto a Roma il terzo titolo in fila e ora cavalca una striscia aperta di quattordici vittorie consecutive. Dati che fanno da colorata ciliegina sulla torta di una settimana molto convincente, nella città che sostanzialmente l’aveva fatta scoprire al mondo nel 2013, quando, da qualificata, si spinse addirittura in semifinale cedendo il passo solo a Serena Williams.

Difficile non attribuirle i famosi favori del pronostico in vista del Roland Garros prossimo venturo dove, tra le altre cose, avrà l’opportunità di superare Barty in classifica e guadagnarne la vetta. Come? Ha un solo risultato a disposizione: la vittoria finale.

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Internazionali di Roma: una Pliskova in gran forma si (ri)prende la finale

Partita di altissimo livello nel derby ceco tra Vondrousova e Pliskova, ma la forza della campionessa uscente è abbastanza per volare in finale

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Karolina Pliskova - Internazionali d'Italia 2020 (foto del torneo)

[2] Ka. Pliskova b. [12] M. Vondrousova 6-2 6-4

Il derby ceco per un posto in finale se lo aggiudica Karolina Pliskova, che supera l’ostacolo posto da Marketa Vondrousova dopo una partita in cui l’altissimo ritmo imposto dalla campionessa in carica ha avuto la meglio. Pliskova rafforza quindi il parziale dei testa a testa tra le due, con l’unico precedente dei quarti di Miami dello scorso anno, vinti dalla numero 4 del mondo.

Pliskova parte subito centrata e si crea l’opportunità di due palle break dopo un doppio fallo di Vondrousova, ma la numero 12 del tabellone è brava e fortunata ad annullarle con uno scambio infinito a rete ed un nastro che ricade miracolosamente in campo avversario. L’appuntamento al break è solamente rimandato. L’aggressività in risposta di Pliskova, finora in grande giornata con tutto il suo repertorio di colpi, le procura altre tre palle break e converte la seconda con uno splendido vincente di rovescio in risposta.

 

La reazione di Vondrousova arriva nel settimo game, dove trova un vincente di rovescio identico a quello che le era costato il break, ma non riesce a convertire la palla del controbreak che Pliskova chiude con uno smash facile. La campionessa uscente di Roma non molla la presa e si guadagna il primo set point con un passante di dritto. Spreca il primo tirando un rovescio a rete, ma Pliskova se ne procura altri due e si prende break e set con un dritto a rete dell’avversaria.

Ad inizio secondo set cala l’efficacia di Pliskova, che fino a quel momento aveva sbagliato pochissimo, e Vondrousova si conquista due palle break con una difesa strenua. Pliskova annulla la prima con un ace, ma due righe sul pallonetto che sorprende la ceca e sul vincente con cui Vondrousova trafigge Pliskova portano in vantaggio la numero 20 del mondo per la prima volta nel match. Non si perde d’animo Pliskova, che trova l’ennesima palla break nel game successivo ma la spreca malamente affondando un comodo smash a rete. La numero 2 del tabellone è brava a non farsi condizionare dall’errore e si riprende il break di svantaggio costringendo Vondrousova all’errore. Pliskova si rimette subito nei guai dando l’opportunità del secondo break consecutivo a Vondrousova, ma aiutata dal servizio annulla due palle break e si porta avanti nel set.

Karolina sembra essere risalita di livello e continua a mettere pressione all’avversaria, che deve concedere due palle break dopo uno smash messo a segno da Pliskova. Vondrousova li annulla entrambi con due contropiedi ma regala subito dopo il break all’avversaria con due errori non forzati a rete. La risposta della finalista del Roland Garros, come in tutto il secondo set, non si fa attendere. Trova subito il controbreak sfruttando il calo di tensione di Pliskova, trapassata da uno splendido passante di rovescio dell’avversaria e che poi consegna il servizio con una pessima palla corta.

La paura di Pliskova passa solamente nel decimo game. Dopo aver salvato l’ennesima palla break si conquista il primo match point con una serie di attacchi ben giocati, resterà l’unico. Sulla risposta aggressiva dell’avversaria il dritto di Vondrousova muore a rete, consegnando set e partita all’avversaria. Domani Karolina Pliskova sfiderà Simona Halep per il secondo titolo consecutivo al Foro Italico, che invece ancora manca alla tennista rumena. Halep è in vantaggio nei precedenti per 7-5, ma Pliskova ha vinto gli ultimi due incontri in assoluto e l’ultimo incontro sulla terra, i quarti di Madrid del 2018.

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