Nessuna lesione al gomito per Lorenzo Musetti

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Nessuna lesione al gomito per Lorenzo Musetti

Il giovane tennista italiano ha solo una forte infiammazione, necessari circa 10 giorni di stop prima del ritorno in campo previsto a Parma

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Lorenzo Musetti, rovescio - Sardegna Open 2020 (foto @LaPresse)

Quello che sembrava un torneo da sogno che potenzialmente poteva concludersi con un successo, sembrava essersi trasformato in una brutta battuta di arresto per Lorenzo Musetti. Nell’ATP 250 sardo, il giovane italiano si è dovuto ritirare in semifinale contro Laslo Djere – nel set decisivo dopo aver vinto il primo – per un infortunio al gomito destro e dopo le prime osservazioni si era parlato anche di possibili lesioni ai legamenti. Come invece ha riportato oggi il Corriere dello Sport, l’infortunio non è così grave.

Il tennista di Carrara si è sottoposto ai dovuti accertamenti e questo è stato il responso. “Ho fatto un ecografia” ha detto il diretto interessato. “Si vedeva che c’era un versamento, un piccolo edema. Poi ho fatto anche una risonanza magnetica ad alto campo. Per fortuna si tratta solo di una forte infiammazione.“. I tempi di recupero dunque sono sensibilmente ridotti rispetto a quelli di un eventuale lesione, ma si tratta comunque di almeno una settimana se non 10 giorni di stop, il ché ha comportato la cancellazione dal Challenger di Amburgo. Oltre al riposo, il n. 123 del ranking si sottoporrà a dei trattamenti con ultrasuoni e il ritorno in campo dovrebbe avvenire sul cemento indoor del Challenger di Parma che inizierà il 2 novembre.

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Lewis Hamilton corre anche in campo… ma il punto lo vince papà [VIDEO]

Per festeggiare il settimo titolo mondiale, il campione britannico passa il tempo in famiglia giocando a tennis, con risultati opposti rispetto a quelli ottenuti in pista. E chiede aiuto a Serena Williams

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Lewis Hamilton sul campo da tennis (via Instagram @lewishamilton)

Il campione di Formula 1 Lewis Hamilton, che con il recente successo ha eguagliato lo storico record di Michael Schumacher di sette titoli mondiali, ha deciso di passare un po’ di tempo libero in famiglia e di dilettarsi su un campo da tennis. Il pilota britannico, grande appassionato di questo sport, ha pubblicato sul suo profilo Instagram uno scambio con suo padre, il quale finalmente è riuscito a batterlo con la sua stessa arma. Mio padre e io non siamo bravi a tennis, ma stiamo cercando di migliorare ha commentato Hamilton chiedendo anche l’aiuto di Serena Williams, taggata nel post. “Uso sempre lo slice per batterlo e lui ci casca sempre. Ora l’ha imparato e finalmente me l’ha fatta pagare. Le persone mi chiedono ‘come festeggerai?’ Abbiamo la vita da celebrare. Trascorrere del tempo con la famiglia è il modo in cui festeggio“.

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Kokkinakis ci riprova: ha vinto due tornei a Melbourne

A 24 anni, il talento australiano vuole mettersi alle spalle l’ennesimo lungo stop per vari infortuni. Doppio successo nelle esibizioni UTR Pro Tennis Series, con il 2021 nel mirino.

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Pur trattandosi solo di esibizioni, arriva dall’Australia la notizia del ritorno in campo (e alla vittoria) di Thanasi Kokkinakis. Dopo 14 mesi di stop forzato, il ventiquattrenne di Adelaide – tormentato dagli infortuni – si è portato a casa due tappe della UTR Pro Tennis Series di Melbourne, battendo nelle finali rispettivamente prima il numero 463 del mondo Blake Mott, poi Jakob Grills (492 ATP). Kokkinakis – che non ha giocato nemmeno una partita ufficiale nel 2020 – mancava dal Challenger di Tiburon di settembre 2019. Inizierà il 2021 da 258 del ranking grazie al congelamento delle classifiche (nel 2015 è stato 69 del mondo), con la speranza di essersi messo alle spalle tutta la sfortuna che ha lo ha condizionato fino a oggi. “Il mio obiettivo principale non era vincere – ha dichiarato ai microfoni di Tennis Australia – ma solo mettere partite nelle gambe per recuperare fiducia. La sospensione per il Covid mi ha aiutato a non affrettare il ritorno, con i problemi che ho avuto anche a livello immunitario non era il caso di forzare considerando la situazione globale. Ora mi sento in salute e per fortuna sto giocando tanto”. 

Resta da capire adesso quale potrebbe essere il punto di ripartenza, nella nuova stagione, per un giocatore al quale la carta d’identità sembra concedere ancora tempo. Nello scorso gennaio si fermò prima di iniziare le qualificazioni dell’Australian Open, sempre frenato da un problema fisico.

 

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Fabio Fognini ha un nuovo coach: con Alberto Mancini l’assalto al 2021

L’azzurro ha interrotto la collaborazione con Corrado Barazzutti per affidarsi al campione degli Internazionali nel 1989. Mancini è stato capitano di Davis dell’Argentina e ha seguito Guillermo Coria e Cuevas

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L’indizio social era arrivato a metà giornata da papà Fulvio su Twitter: “Oggi o domani le novità di Fabio per la stagione 2020/2021“. Tempo di arrivare all’ora di cena e l’annuncio era giù su Instagram: Alberto Mancini è il nuovo allenatore di Fabio Fognini. Il numero 17 del mondo interrompe così la collaborazione con Corrado Barazzutti – con il quale continuerà, chiaramente, a interfacciarsi per la Davis – e sceglie di affidarsi al tecnico argentino, classe 1969, vincitore degli Internazionali d’Italia nel 1989 ma costretto a ritirarsi dal circuito principale a soli 25 anni per il susseguirsi dei guai fisici. La foto che ha ufficializzato la nuova era per il tennista ligure è stata scattata al Tennis Club Sanremo, dove si sta allenando in vista della nuova stagione affiancato anche dal preparatore fisico Alejandro Lacour.

RIPARTENZA – Il “Day One” della preparazione al 2021, a 33 anni, segna una svolta per il tennista di Arma di Taggia che prova così a mettersi alle spalle una stagione non semplice. Scivolato al numero 17 del mondo, Fognini ricorderà il 2020 per l’intervento chirurgico di fine maggio a entrambe le caviglie, soluzione meditata già da un paio d’anni e messa in atto quando l’anomalo calendario post lockdown si prestava a ottimizzare i tempi di recupero. Il ritorno, morbido, sarebbe dovuto avvenire in autunno a Santa Margherita di Pula. Ma in Sardegna Fabio è inciampato nella positività al Covid-19 che ha chiuso definitivamente i conti di una stagione sfortunata.

Il momento migliore rimangono i tre turni superati all’Australian Open, che adesso – al netto delle incertezze organizzative – diventano l’obiettivo della ripartenza. Con la (sana) pressione dettata dalla crescita dei giovani, dal sorpasso in classifica da parte di Matteo Berrettini e dal fenomeno (tennistico e mediatico) Jannik Sinner, Fognini punta a regalarsi nella nuova stagione qualche lampo di qualità. Tra Slam e Masters 1000 – Montecarlo 2019 rimane una perla – perché no, anche nella “sua” Davis. Per non far cadere nell’oblio gli anni, non dorati come quelli che stiamo vivendo, in cui il tennis maschile italiano è rimasto aggrappato a lui.

 
Fognini e Barazzutti – Allenamento agli Internazionali d’Italia 2020 (foto Giampiero Sposito)

IL NUOVO COACH – Il Mancini giocatore è stato uno specialista della terra battuta, eccellente nel rovescio. Protagonista assoluto della stagione 1989 in cui ha trionfato a Montecarlo – battendo in finale Boris Becker – e poi subito dopo al Foro Italico, sorprendendo il favorito Andre Agassi al termine di un romanzo di cinque set. Due volte ai quarti di finale del Roland Garros, è stato numero 8 del mondo. Tra il 1991 e il 1992 ha perso cinque finali, una proprio a Roma (per ritiro, guai muscolari) contro Emilio Sanchez. Prima di chiudere precocemente la sua carriera. Di origini italiane da parte del nonno, Mancini è stato anche capitano dell’Argentina in Coppa Davis (raggiungendo una semifinale e due finali). L’avventura albiceleste si è chiusa dopo la finale del 2008 persa clamorosamente in casa, a Mar del Plata, contro la Spagna priva di Nadal.

Da coach ha seguito con profitto un giovane Guillermo Coria, Nicolas Lapentti e poi – dopo la parentesi in Nazionale – Varvara Lepchenko e soprattutto Pablo Cuevas (fino allo US Open 2019). Fognini torna così a lavorare con un tecnico argentino dopo l’esperienza con Franco Davin, che aveva preceduto proprio Barazzutti. Mancini, ragionevolmente, potrebbe essere il compagno di viaggio scelto per arrivare al traguardo della carriera.

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