WTA Guadalajara: esordio vincente per Cocciaretto

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WTA Guadalajara: esordio vincente per Cocciaretto

Vittoria al primo turno per Elisabetta Cocciaretto contro la cinese Xiyu Wang. Possibile secondo turno contro la testa di serie n.1 Nadia Podoroska

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Elisabetta Cocciaretto

Vittoria di carattere per la nostra Elisabetta Cocciaretto (n. 131 WTA) al primo turno dell’Abierto Zapopan in corso di svolgimento a Guadalajara in Messico. La giocatrice di Ancona, dopo essere passata attraverso le qualificazioni, ha sconfitto la cinese Xiyu Wang (n. 134 WTA) con il punteggio di 6-4, 6-4 in 1 ora e 37 minuti al termine di un match quasi “maschile”, caratterizzato da soli due break in 20 games, nel quale Cocciaretto è stata brava a salvare tutte le sette palle break affrontate (cinque delle quali nel secondo set) nonostante una scarsa percentuale di successo sulla seconda di servizio (39%), convertendo due delle tre occasioni avute per strappare la battuta all’avversaria.

La tennista azzurra è stata aiutata in alcune circostanze dalla cinese, che ha commesso otto doppi falli, diversi dei quali verso la fine del primo set, ma è sempre stata lucidissima nei punti importanti, come quello che avrebbe potuto dare alla sua avversaria il 5-5 nella prima frazione, e nel sesto gioco del secondo set, nel quale ha rimontato da 15-40 annullando due chance del 4-2 per Wang.

La partita è stata dura – ha detto Cocciaretto dopo il match –  lei gioca molto bene sul rapido, serve bene e tira forte. Ho giocato con intelligenza, ho servito bene e sono riuscita a giocare bene. Sono contenta di aver ottenuto la chance di giocare un’altra partita, forse con Podoroska, che conosco bene e che ho incontrato già tre volte, tra cui una volta qui in Messico lo scorso anno“.

 

Quello che ho fatto meglio è stato concentrarmi, perché sapevo che mi avrebbe dato poche chance”.

Ora Cocciaretto avrà uno o due giorni di riposo prima di affrontare negli ottavi di finale la vincente del match tra la qualificata messicana Giuliana Olmos (n. 485 WTA) e la testa di serie n.1 del tabellone messincano, l’argentina Nadia Podoroska (n. 46 WTA), semifinalista allo scorso Roland Garros. Non ci sono precedenti tra Cocciaretto e Olmos, mentre contro Podorosca la tennista azzurra ha perso due dei tre incontri disputati tra il 2019 e il 2020.

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Coppa Davis

Ufficiale, le finali di Coppa Davis si giocheranno (anche) a Torino!

Il capoluogo piemontese sarà una delle tre sedi della manifestazione assieme a Madrid e Innsbruck

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Simone Bolelli e Fabio Fognini - Finali Coppa Davis 2019 (photo by Pedro Salado / Kosmos Tennis)

La notizia circolava da qualche settimana, ma ora è ufficiale: Torino sarà una delle due città (l’altra è Innsbruck) che si aggiungeranno a Madrid per ospitare le finali di Coppa Davis in programma dal 25 novembre al 5 dicembre. Ciascuna sede ospiterà due gironi da tre squadre, mentre la gran parte delle fasi finali si disputerà nella capitale iberica – due quarti di finale, le semifinali e la finale si giocheranno infatti alla Madrid Arena (che sostituirà la Caja Magica), mentre Torino (al Pala Alpitour) e Innsbruck (all’Olympia-Halle) avranno un quarto di finale ciascuno.

Queste le suddivisioni:

  • a Torino si giocheranno il gruppo E (Italia, USA e Colombia) e il gruppo D (Australia, Croazia e Ungheria);
  • Madrid avrà il gruppo A (Spagna, Russia ed Equador) e il B (Canada, Kazakistan e Svezia);
  • Innsbruck avrà il C (Francia, Regno Unito e Cechia) e l’F (Austria, Serbia e Germania).

Questo il video di conferma del profilo ufficiale della Davis su Twitter:

 

“Non vediamo l’ora di portare le finali di Coppa Davis a Innsbruck e Torino”, ha detto il direttore del torneo Albert Costa, come riportato da Reuters. “Entrambe le città hanno lanciato delle candidature di grande valore che non solo permetteranno a giocatori e appassionati di avere un’esperienza di altissimo livello, ma includeranno misure stringenti per garantire la sicurezza di tutti gli astanti”. Ha poi aggiunto:Era importante trovare due città europee facilmente accessibili da Madrid e con condizioni simili, così da garantire una buona transizione per i giocatori che si sposteranno da un luogo all’altro“.

Il torneo verrà disputato su 11 giorni invece che su sette per evitare che le sessioni si dilunghino troppo come capitato nel 2019, quando il tie fra Italia e Stati Uniti, per esempio, si concluse alle quattro del mattino. “Pensiamo di aver fatto un grande lavoro nel 2019, ma di sicuro c’erano degli aspetti migliorabili, come la programmazione e il numero di spettatori sugli spalti, ha detto Costa. “Il nuovo format risolverà tutti i nostri problemi. Undici giorni sono meglio di sette perché era difficile per i giocatori disputare cinque tie in così poco tempo”.

Infine, nel 2022 le nazioni partecipanti scenderanno da 18 a 16, ma, stando a quanto dichiarato dall’ITF, l’evento continuerà ad essere disputato in più città.

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WTA Bogotà: la favola a lieto fine di Osorio Serrano

Primo titolo nel circuito maggiore per la diciannovenne colombiana, campionessa dello US Open Junior nel 2019. Zidansek ko dopo quasi tre ore, con la colpa di aver sprecato tante occasioni

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Camila Osorio Serrano - WTA Bogotà 2021 (via Twitter, @CopaColsanitas_)

Si completa nel migliore dei modi la straordinaria settimana di Maria Camila Osorio Serrano. Al WTA 250 di Bogotà, giocando in casa, la diciannovenne di Cucuta ha ribaltato il pronostico della finale contro Tamara Zidansek (5-7, 6-3, 6-4). La Colombia torna così a sollevare un trofeo WTA dopo 11 anni, quando lo stesso torneo venne vinto (era il 2010) da Mariana Duque Marino in finale su Angelique Kerber. Con le porte semi-aperte che le hanno garantito il supporto del tifo, Osorio Serrano è uscita vincitrice da una battaglia di quasi tre ore che ne ha esaltato – tra tanti errori – le doti di resistenza fisica e mentale. La slovena, 80 del ranking, ha portato a casa il primo set risalendo dalla difficoltà iniziale (era sotto 3-1) e sembrava godere dell’inerzia a favore, trovandosi avanti di un break in avvio del secondo. Da quel momento in poi, però, ha perso i punti di riferimento.

Le continue variazioni imposte dalla più giovane avversaria hanno moltiplicato i suoi errori, insieme al servizio che l’ha completamente abbandonata (ha subito quattro break consecutivi tra la fine del secondo set e l’inizio del terzo). Anche il parziale decisivo si è risolto su un turno di servizio che ha visto Zidansek smarrirsi, consegnando alla colombiana il punto del 3-2. Nemmeno Osorio è sembrata inattaccabile quando le toccava iniziare il gioco, ma la slovena è stata capace di concretizzare a proprio favore soltanto sei palle break su 25, scendendo addirittura a una su 13 nel parziale decisivo. Sicuramente la garra sudamericana ha aiutato la vincitrice, ma i regali sono stati tanti. Fino all’ultimo game, che Zidansek – anche lei in cerca del primo titolo, ma travolta da tensione e stanchezza – comandava 0-40, prima di sciogliersi e farsi rimontare.

È stata una settimana irreale per me – ha commentato l’ex campionessa dello US Open junior 2019 e numero uno di categoria -, in finale ho giocato una partita fantastica che ancora non so come sia riuscita a portare dalla mia parte. Con questo successo avrò maggiori possibilità di giocare tornei più importanti, questo mi dà gioia“. La colombiana balza dal 180 al 135 del ranking ed è stata la giocatrice dalla più bassa classifica a vincere un trofeo dal 2018, quando Margarita Gasparyan trionfò a Tashkent da 299 WTA. Osorio Serrano diventa così la quarta giocatrice sotto i 20 anni a conquistare un torneo del circuito maggiore nel 2021: a precederla, Iga Swiatek ad Adelaide, Clara Tauson a Lione e Leylah Fernandez a Monterrey. Entrata in tabellone da wild card, si è fatta notare arrivando all’ultimo atto del torneo senza perdere un set contro Vickery, Martincova, Voegele e Tan. Un percorso netto, prima di una finale da romanzo.

 

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ATP Montecarlo, l’ultima di Paire: “Sembra di giocare in un cimitero”

Eliminato al primo turno da Thompson, il francese colleziona sconfitte e continua a esagerare nelle dichiarazioni: “Gioco perché ho preso 12mila dollari per stare in hotel e poi torno a casa, è perfetto”

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Benoit Paire – ATP Santiago 2021 (foto via Twitter @chile_open)

La sconfitta al primo turno di Montecarlo, per mano di Jordan Thompson (6-4, 6-7, 7-6), ha nuovamente tirato fuori il meglio (si fa per dire) di Benoit Paire. Il francese sembra in caduta libera – 16 ko nelle ultime 18 partite – e conferma i soliti limiti di tenuta mentale, che si riflettono sul rendimento. Pare evidente come il tennis di questo momento storico, tra bolle da rispettare e assenza di ogni genere di contorno, non sia l’ideale per uno che ha fatto sempre fatica a rimanere sul pezzo. La svogliatezza, che spesso gli fa consegnare le partite agli avversari, trova seguito nelle consuete dichiarazioni sopra le righe.

Nella sala stampa del Country Club, in ogni caso, il numero 35 del mondo è andato decisamente oltre il buon senso. “Non me ne importa nulla di perdere una partita così – le sue parole -, vivo a due ore di distanza. Gioco anche il doppio e poi me ne vado. L’atmosfera è assolutamente triste in quello che sarebbe uno dei tornei migliori del mondo. Lo dicono tutti, ma solo io vengo a parlarne qui. Sembra di giocare in un cimitero (in riferimento al silenzio per l’assenza dei tifosi, ndr), che tu faccia un vincente o un errore è la stessa cosa. In questo momento la vita quotidiana fa schifo e anche il circuito, l’unico momento felice è quando sono a casa e posso stare senza mascherina e non pensare al Covid“.

Questo rigetto, però, non lo spinge a fermarsi. L’avignonese comunque si presenta ai tornei e spiega anche il perché, ostentando uno status da privilegiato che fa poco per meritarsi. “Che io vinca o perda non mi cambia nulla – prosegue -, non ho più la scintilla dell’entusiasmo, sono infelice quando mi trovo sul campo, ma non mi fermo perché ho preso dodicimila dollari per stare in hotel, ora vado a casa, è perfetto“. La sua breve spedizione nel Principato si concluderà – come da lui stesso accennato – con il doppio. Insieme al connazionale Mannarino sfiderà gli specialisti Koolhof e Kubot, con poche possibilità di spuntarla. Per la sua gioia, probabilmente. Fino a quando tutto ciò avrà un senso.

 

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