ATP Acapulco: neanche Tiafoe ferma Musetti, è nei quarti!

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ATP Acapulco: neanche Tiafoe ferma Musetti, è nei quarti!

Prosegue la corsa di Lorenzo Musetti ad Acapulco, sconfitto anche Frances Tiafoe. Top 100 a un passo. Ora Grigor Dimitrov. Sconfitto Fabio Fognini

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Lorenzo Musetti - Acapulco 2021 (foto AMT 2021)

[Q] L. Musetti b. F. Tiafoe 2-6 6-3 7-6(1)

Era atteso alla prova del nove, Lorenzo Musetti, dopo la meravigliosa vittoria di martedì contro Schwartzman, e il ragazzo toscano ha dimostrato che con la racchetta in mano i conti li sa fare eccome.

Superando le difficoltà di una partenza molto brutta, che lo ha visto andare subito sotto 0-5 nel primo set prima di iniziare a giocare alla pari con Frances Tiafoe (n. 56 ATP), Musetti ha dato prova di grande maturità rimanendo attaccato a una partita che poteva scappargli via in tante occasioni. È stato molto bravo a non mollare il primo set conquistando il controbreak sullo 0-5 e arrampicandosi fino ad avere tre palle per il secondo controbreak del 3-5 che avrebbe potuto forse riaprire un set ampiamente compromesso, ma che lo ha fatto partire con il piede giusto nel secondo, quando ha preso un vantaggio di 4-0.

 

Tiafoe non ha dovuto far molto per arrivare a servire per il primo parziale sul 5-0, Musetti faceva tutto per lui. “Nel primo game lui mi ha breakkato subito rispondendo benissimo, mettendomi in grande difficoltà, e questo è stato come un pugno nello stomaco che mi ha steso – ha spiegato Lorenzo dopo la partita – Sono rimasto a terra per cinque game e poi sono riuscito a rialzarmi”.

L’americano ha cercato spesso e volentieri la via della rete per sfruttare le aperture create dalla sua frustata arrotata di diritto in cross, e ha adottato con buona frequenza lo schema del serve and volley, anche sulla seconda di battuta, per provare ad approfittare della posizione in risposta molto arretrata di Musetti. Lorenzo, dal canto suo, da una posizione molto vicina ai cartelloni pubblicitari si è esibito in alcune risposte che hanno incendiato il numeroso pubblico assiepato sulle tribune del Campo 3, nonostante le imposizioni di afflusso ridotto. “Ho provato a giocare come piace a me, tenendo il controllo del gioco, ma ci sono dei momenti in cui lui gioca ad una intensità pazzesca”.

Lorenzo Musetti – Acapulco 2021 (foto AMT 2021)

Durante il secondo set entrambi i giocatori hanno chiesto l’intervento del fisioterapista, Musetti si è fatto massaggiare il braccio destro, ma nessuno ha chiesto il medical time-out e nessuno dei due è sembrato menomato durante le fasi di gioco.

Il terzo set è stato il migliore, abbiamo giocato bene tutti e due” ha detto Musetti, che non ha preso troppo bene alcune chiamate molto dubbie che gli sono costate il break all’inizio di parziale. “Lì sono stato sfortunato, ci sono state due/tre chiamate a mio sfavore, ma purtroppo sono abituato a giocare sui campi in cui non c’è Hawk-Eye, il tennis è fatto così”.

Tiafoe, nel continuare a variare il suo gioco con discese a rete e serve and volley, ha iniziato anche ad usare con maggiore frequenza la palla corta per chiamare Musetti a rete, strategia questa che gli ha procurato qualche punto all’inizio, ma che nel complesso non ha spostato molto l’andamento della partita, che ha visto sempre più Musetti in fondo al campo a tentare recuperi e Tiafoe ha provare a comandare per cercare le aperture adatte alle discese a rete, incorrendo però spesso e volentieri in errori non provocati. Dal 3-0 Tiafoe si è arrivati 3-3, poi quattro game più tardi due errori gratuiti dell’americano conditi da un doppio fallo finale hanno dato a Musetti la chance di servire per il match sul 6-5, ma tre bei diritti di Tiafoe hanno portato la partita al tie-break decisivo.

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Ed è stato qui che Musetti ha dimostrato tutta la sua maturità: nonostante la delusione per la chance sprecata, Lorenzo ha giocato con grande controllo capitalizzando i parecchi errori di Tiafoe, che ha commesso quattro errori gratuiti nei primi quattro punti del tie-break, si è preso una risposta vincente di diritto sul quinto, convincendolo a scaraventare una pallina nel Pacifico, e poi dopo aver messo in rete la volée sull’ultimo punto, commettendo il sesto errore gratuito su otto punti giocati, ha deciso di fracassare la sua racchetta mentre Musetti ancora una volta crollava a terra in lacrime celebrando il risultato raggiunto.

Ho vinto la partita con il cuore, con Simone [Tartarini] al mio fianco”, ha commentato Lorenzo. Quel cuore il cui battito si è fatto tatuare sul braccio sinistro insieme a una racchetta da tennis: “È un tatuaggio piuttosto recente, risale a circa un mese fa, e rappresenta il battito del mio cuore e con sopra una racchetta. Questo è ciò che rappresenta il tennis per me”.

Questo quarto di finale nell’Abierto Mexicano Telcel di Acapulco assicura a Musetti il raggiungimento della posizione 108 del ranking mondiale, vicinissima alla soglia dei Top 100 e probabilmente sufficiente per poter ottenere l’ammissione diretta al tabellone principale al Roland Garros e forse anche a Wimbledon. Al prossimo turno l’avversario sarà Grigor Dimitrov, n. 16 della classifica mondiale e testa di serie n. 5 del torneo, che quest’anno ha perso solamente due partite, compresa quella sfortunata nei quarti di finale all’Australian Open con Karatsev durante la quale è stato pesantemente limitato da un problema alla schiena.

Dimitrov gioca un tennis bellissimo, incredibile. Ho già giocato con un grande rovescio a una mano lo scorso anno a Roma contro Wawrinka. Sarà una partita completamente diversa, ma questa settimana qui sta succedendo di tutto e io ci credo”.

Niente da fare invece per l’altro giocatore italiano ancora impegnato ad Acapulco: Fabio Fognini (n. 17 ATP), testa di serie n. 6, è stato sconfitto per 6-4, 6-3 dal britannico Cameron Norrie (n. 61 ATP) in un match bello solo a tratti, ma costellato di parecchi errori soprattutto da parte di Fognini, che all’inizio del secondo set ha accusato un calo di pressione arteriosa e ha dovuto chiedere l’intervento del medico.

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ATP Vienna: Berrettini lotta con le unghie e porta a casa la vittoria

Un Matteo Berrettini meno scintillante del solito porta a casa la vittoria in quel di Vienna e si guadagna un quarto di finale con Carlos Alcaraz

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Matteo Berrettini (ITA), - Vienna 2021 (© e-motion/Bildagentur Zolles KG/Martin Steiger)
[3] M. Berrettini b. N. Basilashvili 6-7(5) 6-2 6-3

Ultima partita del giorno sul campo centrale che vede opposti il numero italiano contro l’imprevedibile fabbro georgiano. Berrettini conduce nei precedenti 3-1 con l’ultimo successo del georgiano ormai datato 2018 quando Berrettini ancora non era entrato nell’elite del tennis che conta.

Partita che deciderà chi andrà ad incrociara lo spagnolo Alcaraz che nel match precedente ha battuto un combattivo Murray. Partita quella di Berrettini che viaggerà su binari tattici ben diversi da quella precedente caratterizzata anche da scambi lunghi e combattuti.

Qua si confrontano due mani pesanti del circuito, anche se probabilmente la più pesante è proprio quella di Matteo (tanto da essersi guadagnato il rispetto nel tour con il soprannome “the hammer”); i colpi in gioco più pesanti sono il servizio e il dritto di Berrettini, con Basilashvili che oggi se vorrà portarla casa dovrà sperare in una giornata sottotono di Matteo sui suoi due fondamentali migliori, o nella sua capacità di rispondere con continuità alle bombe di Berrettini, spostando il gioco sulla diagonale di rovescio.

 

Primo set nel quale i servizi la fanno da padrone e in cui si scambia poco e infatti si assiste solo ad una palla break in favore di Basilashvili, annullata da Matteo in apertura, quando ancora il braccio doveva scaldarsi, e che risulterà infatti il game più tirato del set. Si arriva così al tie break come naturale conclusione di un set con poche emozioni, dove il georgiano è riuscito liberare i propri potenti colpi, dando fastidio a Matteo in particolare con le variazioni lungolinea e prendendo il sopravvento sugli scambi più tirati. Nel tie break l’equilibrio regge fino al 4-4, quando Matteo perde il filo del gioco e con 3 errori non forzati regala il set al georgiano.

La situazione continua a farsi complicata anche nel secondo set, quando nel game di apertura il georgiano arriva nuovamente a palla break nel game più tirato del match, che risulterà poi decisivo per le sorti finali del match. Se infatti il georgiano fosse riuscito ad esondare in quell’occasione, probabilmente Matteo, che fino a quel punto si era trovato in difficoltà sulla risposta al servizio, avrebbe avuto dei problemi a raddrizzarla; il fatto di aver tenuto botta, annullando la palla break con un fenomenale seconda di servizio in kick a uscire, ha consentito alla storia di prendere tutt’altra piega. Nel game successivo infatti Berrettini al terzo tentativo (dopo che i primi due erano stati annullati con due ace da Basilashvili) riesce nell’impresa di strappare il servizio al georgiano, che perde un po’ la concentrazione e lascia andare alla fine il parziale, con Berrettini che riesce a consolidare il vantaggio con un altro break.

Match che così va al terzo set, dove torna l’equilibrio e la differenza la fanno veramente un paio di punti, ovvero le singole palle break che risulteranno a disposizione dei due giocatori.

Nel secondo game, servizio basilashvili Berrettini è bravo a rispondere e a tirare fuori il jolly con un clamoroso vincente in corsa di diritto lungolinea, che sembra incidere sul morale del georgiano, che commette due banali errori e regala il break all’italiano.

Nel settimo game invece arriva invece il momento di difficoltà per Berrettini, che però è bravissimo sul 15-30 a tornare a galla con un’intelligente combinazione di slice acuminati che gli consentono poi di liberare il diritto; e successivamente aggrappandosi a san servizio, mette a segno un paio di ace oltre i 210 Km/h che gli consentono di salvarsi e poi andare tranquillamente a servire per il match.

Possiamo dire che più che altro si tratta di consapevolezza in me stesso – ha detto Berrettini dopo il match – nel primo set non ho giocato al massimo, sapevo che potevo giocare meglio e salire di livello; con un po’ più di tranquillità emotiva“.

Il prossimo avversario Alcaraz, con il quale Berrettini si è allenato una volta sola a Indian Wells, ha armi importanti, impressiona l’atteggiamento e come affronta le partite senza cali fisiologici per quell’età. “Sicuramente non è fra i migliori servitori del circuito. Spesso è il servizio e anche il primo colpo come viene piazzato, anche soprattutto col dritto possa fare più male, però a priori mi piace offendere e proverò a non fargli fare quello che gli piace fare e prendere l’inizaitva“.

Tre italiani su cinque hanno vinto, e forse la partita di Berrettini e quella più dura tra quelle che gli azzurri devono affrontare. “Loro però sono al secondo turno,” dice prontamente Matteo. Quando gli viene chiesto un’opinione si match degli altri azzurri, soprattutto quella di Sonego con Ruud, Matteo risponde: “La partitia di Lorenzo con Rudd penso partano alla pari, Ruud sta avendo risultati importanti anche sul cemento, però Lorenzo si trova bene su questi campi, mentre Jannik parte da favorito con Novak, anche se gioca in casa“. C’è tempo poi per un’ultima battuta a proposito del campo: “Non ho trovato condizioni estreme, in altre situazioni è più faticoso, alla laver Cup ad esempio faceva ancora più caldo. Io non ho trovato particolari problemi sotto questo aspetto“.

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ATP Vienna, un ottimo Sinner disinnesca Opelka: la corsa a Torino continua

L’altoatesino si sbarazza facilmente del bombardiere americano: al secondo turno lo aspetta Dennis Novak

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Jannik Sinner (ITA) - Vienna 2021 (© e-motion/Bildagentur Zolles KG/Martin Steiger).

[7] J. Sinner b. R. Opelka 6-4 6-2

Jannik Sinner vince e convince: il 20enne altoatesino supera senza problemi Reilly Opelka (6-4 6-2) nel primo turno dell’Erste Bank Open di Vienna. La partita si presentava sulla carta complicata, contro un formidabile battitore come l’americano di 2,11 m sul cemento indoor della Wiener Stadthalle, ma Sinner l’ha gestita come meglio non si poteva, sfoderando un’ottima prestazione in risposta e dimostrando puntualmente la sua chiarissima superiorità da fondocampo contro l’attuale numero 27 del mondo. Jannik si mantiene così in piena corsa per la qualificazione alle ATP Finals: con questa vittoria tiene vivo l’obiettivo di scavalcare Hubert Hurkacz all’ottavo posto della Race to Turin. Per riuscirci dovrà arrivare in semifinale, sperando che Cameron Norrie non vada in finale. Il prossimo ostacolo al secondo turno si chiama Dennis Novak (nessun precedente tra i due), l’atleta di casa che ha superato il nostro Gianluca Mager al primo turno.

Sinner non aveva mai affrontato Opelka, ma l’ultimo precedente contro un big-server non era così incoraggiante (la sconfitta in tre set contro John Isner a Cincinnati). Invece, fin dalle prime battute si capisce che Jannik è sceso in campo con autostima e tranquillità, fronteggiando le bordate dello statunitense senza cedimenti nervosi e coinvolgendo l’avversario appena possibile negli scambi da fondocampo, condotti dall’italiano con pazienza certosina. Sul 2-2, il nostro tira fuori un ottimo game in ribattuta: risposte sempre in campo e un sopraffino passante tagliato di rovescio a una mano per salire 3-2 e servizio. Da lì in poi l’altoatesino gestisce ottimamente i suoi turni di battuta, senza concedere alcuna palla break (saranno solo sei i punti persi al servizio in tutto il match): da fondocampo Jannik è freddo e preciso, si apre il campo con precisione e pazienza per poi affondare senza remore al momento giusto. Il primo set si chiude dunque in 33 minuti.

 

Nel secondo set, si seguono i servizi fino al 2-2, con Sinner sempre continuo da fondocampo e con buone percentuali al servizio. L’occasione per l’azzurro arriva nel quinto game, come nel primo set, quando Jannik tira fuori una super risposta di diritto per portarsi sul 30-40. Opelka mette la prima palla, ma la risposta dell’italiano è in campo; l’americano spara il diritto, l’allievo di Riccardo Piatti ci arriva con grande qualità difensiva alzando la traiettoria e l’altro spara in rete una via di mezzo tra un diritto e uno smash. Jannik conferma il break senza patemi e poi sale ancora a palla break sul 4-2, ma stavolta non trova la risposta di rovescio sulla prima in kick esterna di Reilly. Poco importa, perché subito dopo Jannik trova un favoloso rovescio che gli regala la seconda opportunità del doppio break. Qui Opelka tira una seconda palla a 193 km/h ma Sinner si supera restituendo la palla nelle stringhe dell’americano con la risposta di diritto e sale 5-2. La partita si chiude di fatto lì, con l’azzurro che chiude la pratica al primo match point con un diritto vincente in un’ora e tre minuti di gioco.

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ATP Vienna: occasione sprecata per Mager, sfumato il possibile derby con Sinner

L’italiano si arrende alla wild card austriaca; nel prossimo turno a Vienna troverà uno fra Sinner e Opelka

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Gianluca Mager - Vienna 2021 (Foto Felice Calabro’)

[4] D. Novak b. G. Mager 7-6(4) 7-6(4)

Grande occasione per il tennista di Sanremo e del Tennis Park Genova, che dopo aver superato le forche caudine delle qualificazioni (nelle quali aveva dato battaglia, vincendo per due volte al terzo set) pesca un sorteggio benigno, trovandosi di fronte probabilmente il miglior avversario di tutto il tabellone, la 28nne wild card austriaca Novak, numero 116 del mondo e secondo miglior giocatore austriaco, che quest’anno ha battuto un convalescente Fognini in ATP Cup. Il vincente di questo match è poi destinato ad affrontare il vincente di Sinner – Opelka, per cui la partita ha numerosi motivi di interesse.

Lo scontro si annuncia equilibrato: la superficie è senz’altro un fattore; il veloce indoor e il fatto di giocare in casa aiutano sicuramente l’austriaco che in passato, proprio in questo torneo ho fornito buone prestazioni: l’anno scorso perse una partita molto combattuta contro Kevin Anderson al tie break del terzo set e nel 2019 perse sempre al terzo contro Monfils; insomma un avversario che qua in casa sembra trarre energie positive dal pubblico di casa, che nel caso di Novak è veramente di casa, visto che vive vicino a Vienna. 

 

D’altro canto Mager può vantare un miglior ranking e una confidenza derivante dal maggior ritmo partita grazie alle qualificazioni giocate.

L’equilibrio in campo si vede fin dalle prime battute, con Novak che cerca maggiormente di fare la partita e si affida maggiormente a un servizio che oggi gira bene (74% di prime in campo per l’austriaco a fine partita), ma con Mager che però ha le vere occasioni di spezzare il gioco (sue le uniche due palle break del set). Il set quindi arriva senza troppo scossoni al tie break, nel quale l’austriaco riesce fin da subito a prendere il comando delle operazioni e a chiudere, lasciando soltanto 4 punti all’italiano.

In particolare l’impressione è che oggi Gianluca proprio non sia riuscito nel primo set a coprire bene la palla con il top di diritto: sono veramente tanti i punti in cui l’italiano non è riuscito a dare l’effetto giusto, con la palla che spesso si fermava a mezza rete. Nel primo set infatti gli errori non forzati dal lato del dritto saranno il doppio di quelli di rovescio. Un vero peccato perché la differenza oggi stava proprio nei dettagli.

Si va quindi al secondo parziale con la partita che segue un po’ lo stesso tema tattico, con l’italiano che sconta anche un po’ di nervosismo. La chiave della partita è però nell’undicesimo gioco dove l’italiano ha due palle break consecutive, che però non riesce a sfruttare. E così scatta la classica legge del gol sbagliato – gol subito, che si manifesta nel tiebreak del secondo set, vinto nuovamente da Novak. 

Il tennista austriaco si è così vendicato della recente sconfitta subita per mano di Mager sempre in terra austriaca a Kitzbuhel e dopo esattamente 100 minuti giocati si è preso il match grazie ad un doppio fallo finale di Mager. Curiosamente non soltanto il risultato dei due set è stato un duplice 7-6, ma anche gli stessi tie break hanno avuto uno svolgimento molto simile, entrambi vinti a 4 dall’austriaco che in entrambi i casi ha preso il largo all’inizio senza poi mai guardarsi negli specchietti. Nelle interviste post partita l’austriaco non si è sbilanciato sul possibile avversario del prossimo turno, riconoscendo ovviamente Sinner come uno dei migliori giovani del circuito, ma non sottovalutando assolutamente Opelka, nel caso di vittoria dell’americano. E si è detto infine molto contento del rapporto con Gunther Bresnik, l’ex coach di Dominic Thiem, auspicando di continuare la collaborazione professionale e di poter arrivare il prossimo anno almeno nella top 50.

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