Bianca: "Non mi vergogno a mostrare le mie emozioni". Ashleigh: "Non devo provare di essere la n.1"

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Bianca: “Non mi vergogno a mostrare le mie emozioni”. Ashleigh: “Non devo provare di essere la n.1”

Le parole di Bianca Andreescu e Ashleigh Barty dopo la finale del Miami Open

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Bianca Andreescu (di schiena) e Ashleigh Barty (di fronte) - finale Miami Open 2021 (foto Twitter @MiamiOpen)

 La Congenital Insensitivity to Pain with Anhidrosis (CIPA) è una patologia congenita molto rara del sistema nervosa che impedisce ad un individuo di sentire dolore. Qualcuno potrà pensare che si tratti di una manna dal cielo, ma in realtà si tratta di una malattia molto pericolosa perché il dolore è il segnale che il nostro corpo manda per far capire che qualcosa non va.

Bianca Andreescu sembra patire le conseguenze di una sindrome simile, perché la sua straordinaria carica agonistica che più e più volte le ha fatto letteralmente rifiutare la sconfitta anche in situazioni disperate sembra spingerla a giocare oltre il dolore e oltre i limiti del suo stesso corpo. Anche in questa finale del Miami Open, nella quale un incidente abbastanza fortuito a una caviglia l’ha resa sostanzialmente incapace di continuare a giocare, Bianca avrebbe voluto continuare, “ma il mio preparatore atletico Abdul mi ha salvato da me stessa e mi ha fatto capire che avrei dovuto fermarmi” ha dichiarato durante la conferenza stampa post-match in un discorso interrotto più volte dalle lacrime.

Era già accaduto prima, era già accaduto che avevo spinto il mio corpo fino a peggiorare il problema che mi stava fermando. Questa volta mi sono fidata del mio team, e so che è stata la decisione giusta”.

 

È stato comunque un torneo positivo per me – ha aggiunto una volta ricompostasi – ho passato talmente tante ore in campo che mi sembra di aver giocato tre tornei in uno, ed è fantastico, perché ha aiutato molto la mia fiducia. In Australia mi sentivo soverchiata da tutto quello che stava succedendo, e sono contenta di aver giocato i miei primi match al rientro, perché sono convinta che quelle partite mi abbiano aiutato a raggiungere questo splendido risultato”.

Ci sono state parole di grande apprezzamento per la sua avversaria: “Ashleigh è stata molto carina con me, mi ha detto che le dispiaceva e che sicuramente ci incontreremo tante altre volte. Il suo gioco è molto vario, le piace alternare i colpi, un po’ come me. Ora so come ci si sente a giocare contro di me”.

È presto per sapere se l’infortunio alla caviglia richiederà una sosta più o meno lunga, “ma so quello che devo fare, continuare con il piano che stiamo seguendo e guardare avanti. Mi è costato molto fare quello che ho fatto oggi, ma sono convinta che sia stato un bene aver preso questa decisione, è stata la decisione giusta. Non mi vergogno di mostrare le mie emozioni, in campo e fuori, perché così facendo spero di poter dare l’esempio e far vedere che mostrare le proprie emozioni non vuol dire mostrarsi deboli, e che non c’è niente di sbagliato nel farlo”.

Ovviamente di altro tono l’incontro di Ashleigh Barty con la stampa: questo Miami Open è il primo titolo che l’australiana difende con successo in carriera, e si tratta anche di una sorta di legittimazione del suo ruolo di n. 1 del mondo che più di una volta era stato messo in dubbio a causa della sua scelta di non giocare alla ripresa dell’attività nella stagione 2020. “Onestamente non credo di dover provare nulla a nessuno. Sono consapevole del lavoro che faccio giorno dopo giorno in campo e in palestra. Lo scorso anno non ho giocato, ed è vero che non ho perso punti per questo, ma non ho nemmeno avuto la possibilità di migliorare il mio ranking come invece hanno fatto le altre giocatrici. So che ci sono persone che pensano che non meriti di essere al n.1, e questo fa parte dell’ordine naturale delle cose, ognuno ha diritto alla sua opinione. Ma siccome si tratta di opinioni che non posso in alcun modo cambiare, non lascio che mi influenzino”.

Il match si è disputato in condizioni ambientali piuttosto difficili e sicuramente diverse da quelle avute durante il resto del torneo. “Sì, c’era molto vento – ha confermato Barty – era molto difficile capire come giocava l’altra, ci è voluto un po’ di tempo, soprattutto perché non ci eravamo mai incontrate quindi non sapevo esattamente cosa aspettarmi”.

Uno dei reporter che copre il torneo di Miami da più tempo ha ricordato ad Ashleigh che le sole altre giocatrici che sono state capaci di vincere due Miami Open consecutivi sono state Steffi Graf, Monica Seles, Arantxa Sanchez Vicario, Venus Williams e Serena Williams. “Non credo di essermi guadagnata il diritto di appartenere a questo gruppo di campionesse – ha ribattuto Barty – si tratta di vere leggende del nostro sport, per me è un privilegio anche solo essere menzionata nella stessa frase con loro, ma davvero penso di avere ancora molta strada da fare per poter essere considerata al loro livello”.

Ora Barty continua il lunghissimo tour di questa stagione 2021 con i tornei sulla terra. L’australiana ha infatti dichiarato prima dell’inizio del torneo che trascorrerà tutta la stagione senza tornare in Australia (dove dovrebbe fare 14 giorni di quarantena) ed inizierà con due tornei nuovi nel suo calendario: il Volvo Open di Charleston, in South Carolina, e il Porsche Tennis Grand Prix di Stoccarda, tradizionale appuntamento indoor sulla terra battuta di metà aprile.

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Quote giovedì 15 aprile: per i bookies Fognini alla pari con Krajinovic

Strafavoriti Nadal e Djokovic, match insidiosi per Tsitsipas e Rublev contro Garin e Bautista Agut

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Giovedì di ottavi di finale sulla terra rossa di Montecarlo, dove resta in corsa il campione uscente Fabio Fognini, ultimo azzurro rimasto in tabellone dopo le sconfitte, tutte da pronostico, di Jannik Sinner, Lorenzo Sonego, Marco Cecchinato e Salvatore Caruso. Curiosamente quindici dei sedici incontri di secondo turno si sono conclusi in due set, con il solo successo al terzo set di Lucas Pouille su Alexei Popyrin.

Il prossimo avversario per Fabio è il serbo Filip Krajinovic, attuale numero 37 delle classifiche, contro cui ha perso in entrambi i precedenti a livello ATP (di cui uno su terra ad  Amburgo ’14), mentre c’è stato un successo del ligure a livello Challenger a Barletta nel lontano 2012; per Bet365 partita equilibrata (1,80 e 2 le quote), con Fognini avanti di pochissimo, nonostante le convincenti prestazioni fornite contro Kecmanovic e Thompson.

In caso di vittoria, ci sarebbe il vincitore del match fra Casper Ruud e Pablo Carreno Busta, reduci da due belle affermazioni rispettivamente su Schwartzman e Khachanov: prevista battaglia, con precedenti (uno per parte, entrambi sul rosso) e quote (2 e 1,80) in equilibrio.

 

Dopo il facile debutto contro Delbonis, per Rafa Nadal c’è ora Grigor Dimitrov, già battuto tredici volte su quattordici, e per ben tre volte a Montecarlo, tra cui la semifinale ’18; pagherebbe 10 volte la posta una clamorosa vittoria del bulgaro, che si è imposto contro lo spagnolo solamente a Pechino nel 2016. Non si sono mai incrociati, invece, Novak Djokovic (1,05) e Daniel Evans, con quest’ultimo che viene da due bei successi, da sfavorito, su Lajovic e Hurkacz; il serbo, al primo match dell’anno su terra rossa, ha dovuto già ingranare le marce alte per avere la meglio su Sinner, a conferma del valore dell’italiano e del rispetto, ampiamente espresso nel post-partita, da parte del numero uno al mondo verso quello che ‘sarà il futuro di questo sport’.

Il match più bello del giorno potrebbe essere quello fra Stefanos Tsitsipas e Cristian Garin, che vede partire favorito il greco, in media a 1,30, anche grazie all’ottima performance contro Karatsev, ma altrettanto positiva è stata l’impressione data dal cileno nelle vittorie su Millman e Auger-Aliassime; c’è un fresco precedente dello scorso settembre, sulla terra di Amburgo, dove in semifinale si impose Tsitsipas in tre set, e anche in questo caso potrebbe essere una partita lunga. Ci si attende spettacolo anche fra Andrey Rublev, che si è liberato facilmente del nostro Caruso, e Roberto Bautista-Agut, che ha fatto lo stesso con l’americano Paul: per Snai i favori del pronostico sono per il russo (1,50), vincitore dell’unico confronto diretto sul rosso (sempre Amburgo ’20) ma uscito sconfitto un mese fa in due set nella semifinale di Doha.

Si incontreranno poi due relative sorprese come Lucas Pouille, ex top 10 tornato a buon livello dopo i lunghi problemi al gomito, e Alejandro Davidovich Fokina, ventunenne spagnolo per la prima volta a questo livello in un 1000: parte favorito l’iberico, che ha già estromesso dal torneo De Minaur e Berrettini, ma occhio al transalpino (3,35), dotato di un gioco completo ed estremamente pulito.

Infine favori del pronostico per Sasha Zverev, in versione solida al debutto contro Sonego, opposto al buon David Goffin (quota media 3) visto contro Cecchinato; il tedesco si è imposto nei due scontri diretti giocati su terra, ma il belga ha vinto l’ultimo in ordine cronologico, ad Halle ’19.

Luca Chito

***Le quote sono aggiornate alle 19 di mercoledì 14 aprile e sono soggette a variazione

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Esordio sul velluto per Nadal a Montecarlo: adesso gli ottavi con Dimitrov

Lo spagnolo concede appena tre giochi a Delbonis, capace di creare qualche piccolo problema solo nel secondo set. Al prossimo turno troverà Dimitrov, battuto 13 volte su 14

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Rafael Nadal - ATP Montecarlo 2021 (via Twitter, @ROLEXMCMASTERS)

[3] R. Nadal b. [Q] F. Delbonis 6-1 6-2

Doveva essere un esordio agevole per Rafael Nadal e così è stato. Lo spagnolo, a dispetto dei quasi due mesi lontano dal campo, ha mostrato il solito grande feeling con la superficie e con Montecarlo in particolare (72-5 il bilancio aggiornato su questi campi), disponendo agevolmente di Federico Delbonis. L’argentino ha provato a giocarsela, soprattutto nel secondo set, ma semplicemente non dispone delle armi per impensierire Rafa né per tenerne il passo sul rosso. Dopo il massacro del primo set e mezzo, Delbonis ha provato a rifarsi sotto ma è stato prontamente ricacciato indietro da Nadal. Il prossimo avversario del maiorchino sarà Grigor Dimitrov (13-1 i precedenti; 3-0 a Montecarlo), in un match che si spera possa regalare più spettacolo. “Abbiamo giocato tante belle partite insieme, non solo la semifinale dell’Australian Open 2017” ha ricordato Rafa in conferenza. “Sarò pronto per la partita, o quantomeno spero di essere pronto” ha scherzato, dicendosi in ogni caso soddisfatto del tennis espresso all’esordio.

IL MATCH – Fin dall’inizio si capisce che Delbonis non può tenere il ritmo forsennato imposto da Nadal. L’argentino o va fuori giri tentando di spingere o si rifugia in back difensivi che però raramente mettono in difficoltà l’avversario. In pochi minuti Rafa si ritova già sul 3-0. Delbonis prova a darsi una scossa con un bel rovescio lungolinea vincente forzando poi Rafa all’errore dopo uno scambio tutto in difesa. La riscossa dura però giusto questi due punti: Nadal infatti impatta sul 30-30 con un bel dritto e una smorzata, prima di accogliere benevolmente i due doppi falli consecutivi dell’avversario, costretto a forzare (senza successo) anche col servizio. Finalmente sul 5-0, Delbonis riesce a muovere il punteggio e a evitare quantomeno l’onta del bagel.

 

In avvio di secondo set, le cose non mutano in meglio per l’argentino, che cede subito la battuta. Il martellamento asfissiante di Nadal non accenna a diminuire d’intensità e gli frutta un secondo break che lo proietta sul 3-0. Qui Delbonis si procura due insperate palle break consecutive grazie a una serie di (s)fortunati eventi: una risposta colpita male ma che rimane in campo, un doppio fallo di Rafa e infine un non semplice smash ‘appoggiato’. Nadal non fa una piega e le annulla entrambe con autorità, così come fa anche con una terza occasione. Delbonis però sente che questo è probabilmente l’ultimo treno per sperare di rientrare in partita e si aggrappa al game, guadagnandosi una quarta palla break che riesce stavolta a convertire complice anche un nastro benigno.

Immediata arriva la reazione di Nadal, parecchio infastidito dal break appena subito, ma Delbonis riesce a tenere la battuta e ad andare sul 3-2, cancellando anche una palla break con un gran dritto lungolinea. La rinnovata spinta del volenteroso argentino però non è sufficiente a riaprire davvero la partita che anzi, ritorna saldamente nelle mani di Nadal con il break ottenuto nel settimo gioco. Sul 5-2 arriva l’ultimo sussulto di Delbonis che annulla un match point e si procura addirittura una palla break. Rafa però esce alla grande dal mini momento di difficoltà e chiude il match al terzo match point, dopo un’ora e venti minuti di gioco.

Il tabellone completo

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ATP

ATP Montecarlo: Sonego non supera l’esame Zverev

Il numero 6 del mondo ritrova la costanza che gli era mancata a Miami e in due set regola un buon Sonego

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[5] A. Zverev b. L. Sonego 6-3 6-3

Troppo solido alla distanza Alexander Zverev per un buon Lorenzo Sonego, che come suo solito lotta parecchio e mostra un bel tennis ma deve cedere in due set ad uno Zverev apparso molto concentrato soprattutto al servizio. La prima sfida tra i due arrivava in momenti completamente opposti di forma. Sonego era reduce dal brillante torneo vinto a Cagliari, oltre che dal buon primo turno vinto contro un tennista ostico come Fucsovics. Meno positivo il periodo di Zverev, che non aveva giocato finora su terra battuta e la sua ultima partita risaliva a Miami, il secondo turno perso contro Emil Ruusuvori.

Il tennista italiano parte giocando un buon tennis, ma il primo a passare davanti è il tedesco, che sfrutta due indecisioni di dritto di Sonego per prendere il primo vantaggio della partita. La prima per Zverev però continua a mancare e Sonego si riporta sotto con due palle break. Entrambe vengono annullate da Zverev che ritrova la prima e non dà la possibilità al suo avversario di poterlo attaccare. Una nuova possibilità si para davanti a Sonego nel settimo game, uno splendido dritto diagonale gli porta due palle break.

 

La prima di servizio torna in aiuto del numero 6 del mondo, anche se la seconda palla break annullata arriva con un servizio che il replay mostra essere di poco largo. Sonego non si perde d’animo e dopo aver annullato due palle game si guadagna e converte la terza palla break con un pesante dritto lungolinea, meritata per il livello espresso finora dal tennista torinese.

Zverev non resta a guardare e reagisce subito al break diventando un muro da fondo. Gli errori di Sonego si accumulano e il finalista degli US Open si riporta avanti di un break. Uno dei meriti della buona partita del tedesco oggi è la costanza di rendimento al servizio, ed è di nuovo la battuta a cavarlo d’impaccio quando si fa rimontare due set point da Sonego. Il primo punto ai vantaggi è un ace, con il secondo si crea lo spazio con il servizio per chiudere con uno schiaffo al volo di dritto un set giocato molto bene da entrambi i giocatori. Da notare il dato dei doppi falli del tennista di Amburgo, zero per tutto il primo set, una rarità visti i suoi problemi recenti.

Il numero 6 del mondo capisce che è il momento di affondare il colpo e tramortisce Sonego ad inizio secondo set sfruttando la forza della sua diagonale di rovescio. A dire la verità il tennista italiano sta facendo un’ottima partita anche da quel punto di vista, mostrando tutti i suoi miglioramenti con quel fondamentale. Confrontato però con un colpo come quello di Zverev è normale vada in difficoltà. Come successo nel primo set Sonego risponde subito al fuoco con due palle break, ma ancora la prima di Zverev torna dominante e gli toglie le castagne dal fuoco. Sonego non molla la battaglia e con due splendidi pallonetti si mantiene dentro il game, e l’occasione arriva di nuovo con un dritto steccato dal tedesco. Questa volta il servizio tradisce Zverev e con un doppio fallo rimette Sonego nel set.

Ora il livello del tedesco è calato vistosamente ed anche gli errori da fondo cominciano ad arrivare. Un rovescio scagliato male rischia di costargli il secondo break consecutivo, ma con l’aiuto del servizio si salva. Piano piano, nonostante un dritto molto meno affidabile del primo set, Zverev si ritira su e torna a farsi prepotente durante i turni di Sonego. La prima chance nel settimo game è ben controllata dall’italiano, ma sulla seconda il “solito” rovescio devastante vale game e break per il tennista tedesco.

La partita si mette ancora più in salita quando Sonego sotto 15-30 e 3-5 commette il primo doppio fallo della partita. Non poteva esserci momento peggiore, il colpo in uscita dal servizio è lungo e Zverev chiude la partita dopo un’ora e mezza di battaglia. Un peccato per Lorenzo, che oggi ha giocato bene e reso la partita più equilibrata di quanto dica il punteggio. Il tedesco sfiderà David Goffin per un posto nei quarti di finale di Montecarlo. Sonego invece perderà almeno quattro posizioni del ranking, a causa dei punti persi dei quarti dell’anno scorso. Ma vista la posizione attuale, numero 32, se continua con questo stato di forma può mantenersi tra le teste di serie del Roland Garros. Con la sconfitta di Sonego Fabio Fognini resta l’unico italiano ancora presente in tabellone.

Il tabellone aggiornato con tutti i risultati

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