WTA Stoccarda: sconfitta dolorosa per Pliskova contro Barty. Incredibile rimonta di Svitolina

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WTA Stoccarda: sconfitta dolorosa per Pliskova contro Barty. Incredibile rimonta di Svitolina

Re-match della semifinale di Miami tra la numero uno del mondo ed Elina, entrambe sopravvissute alle battaglie con Pliskova e Kvitova.

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Elina Svitolina avrà la possibilità di vendicare sulla terra rossa di Stoccarda la sconfitta subita da Ash Barty a Miami. Le due si incroceranno in semifinale dopo aver vinto al terzo set i rispettivi incontri di quarti di finale. Entrambe sono andate molto vicine alla sconfitta contro le ceche Pliskova e Kvitova, addirittura Elina è stata capace di salvare due match point nel secondo set a Petra e far girare un match che sembrava concluso. Svitolina è in vantaggio 5-2 nei precedenti con l’australiana, ma gli ultimi due match li ha vinti proprio Barty, l’ultimo il mese scorso a Miami con un doppio 6-3.

KARO-DRAMMA – Nel primo quarto di finale in programma, Karolina Pliskova sembrava sul punto di conquistare la miglior vittoria della gestione Sascha Bajin. È infatti arrivata cinque volte a due punti dalla vittoria contro la numero 1 Barty, servendo per il match sul 5-4 del terzo set, ma ha finito per subire l’ennesima sconfitta con rimpianti di questo difficile 2021. Tanti doppi falli, tanti punti mal gestiti da fondocampo e soprattutto tanta incertezza nei momenti decisivi della partita. Non era infatti la miglior Barty quella vista oggi, anzi, per larghi tratti del match ha giocato visibilmente sottotono: di riffa o di raffa è comunque riuscita a prendersi la semifinale, vincendo per la quinta volta in carriera contro Pliskova in sette confronti diretti (prima sul rosso, terza di fila).

Poco invitanti i primi due set. Nel primo Pliskova (che nei primi due turni non aveva brillato) è stata impeccabile, mentre Barty è sembrata confusa e soprattutto ancora alla ricerca di un buon feeling col campo. Per questo ha commesso molti errori in manovra, mentre Karolina si è limitata a servire alla sua maniera e a gestire il palleggio con pochi rischi. Storia ben diversa nel secondo parziale, quando è entrata in campo una Pliskova irriconoscibile. Quasi aspettandosi un ritorno veemente della sua avversaria, la ceca è apparsa già rassegnata a un terzo set dopo aver perso i primi punti. Emblematiche le inguardabili discese a rete dove Ash ha infilato il facile passante. 10 non forzati, solo 4 colpi vincenti e poche prime in campo per ‘KaPlis’. Il risultato è un netto 6-1 in favore di Barty, che senza strafare ha forzato il terzo set.

 

La partita si è accesa solo nel finale. Pliskova ha iniziato a dare segni di cedimento dopo aver trovato il break. Sul 4-3 Karolina, non sono bastati a Barty due doppi falli della ceca per recuperare il break di svantaggio, perché sul break point ha potuto solo soffiare sul dritto a uscire della sua avversaria che ha pizzicato la riga laterale. C’è tanto pathos nel game che potrebbe dare il 6-4 e la vittoria finale a Karolina, che prima ha avuto da ingoiare il boccone amaro di un fortunatissimo punto di Barty con il nastro. Poi è stata bravissima ad annullare quattro palle break con servizi ben piazzati. Sulla quinta, la numero uno australiana ha aperto bene il campo e ha incassato l’ennesimo errore della sua avversaria. Riuscendo a giocare con maggior efficacia, Barty ha ribaltato in un attimo la partita, chiudendo 7-5 il set decisivo e raggiungendo le semifinali.

PETRA SPRECONA – Più qualità nel secondo quarto di finale, quello vinto da Elina Svitolina su Petra Kvitova in modo davvero bizzarro. La giocatrice ucraina ha annullato due match point e ha rimontato da 6-7 2-5, per eliminare la campionessa in carica e conquistare la prima semifinale a Stoccarda della sua carriera. Ne ha già giocate due pesanti a Roma, nel 2017 e 2018, gli anni dei suoi due trionfi nella Città Eterna. Il ribaltone le è valso la terza vittoria di fila contro Kvitova (contro cui resta comunque indietro negli head to head, 4-6).

Un bel primo set si è concluso al tie-break, dopo due tentativi di fuga da parte di entrambe. Prima ci ha provato Svitolina sul 2-0 (subito riagguantata) e poi Kvitova, che sul 4-4 ha giocato un ottimo game in risposta per portarsi in vantaggio, ma non è riuscita a essere incisiva col servizio nel game successivo, complici anche le buone risposte di Svitolina. Nei punti decisivi del tie-break sono stati ancora i punti in ribattuta a fare la differenza, stavolta dal lato di Petra. 7-6 in poco più di 50 minuti.

Il set vinto sul filo del rasoio ha dato grande fiducia alla bi-campionessa Slam, che ha continuato a servire bene (quasi il 70% di prime in campo) per vincere punti facili coi piedi dentro il campo e soprattutto non permettere a Svitolina di esaltarsi in difesa. Due colpi straordinari le hanno dato la possibilità di brekkare nel quarto game, operazione riuscita con un paio di doppi falli dell’ucraina. Da qui in avanti non si contano le chance che Petra ha avuto per chiudere la partita: due palle del 5-1, un match point sul 5-2 e un altro sul 5-4. Il peggior game della sua partita l’ha giocato nel game dove avrebbe dovuto chiudere (sul 5-3 e servizio, doppio fallo e smash steccato).

Svitolina non ha preso rischi, ma non ha mollato nemmeno una palla, costringendo Kvitova sempre a giocare un colpo in più. Sul 5-5 la ceca ha sbagliato un altro facile smash e ha mandato incredibilmente alle ortiche il set: in realtà si è anche guadagnata due palle del tie-break, ma non c’è stato nulla da fare per lei, entrata in una bolla di insicurezza mista a fatica. Perso 7-5 il parziale, nel terzo Svitolina ha dominato. A Petra è rimasto solo il braccio, perché quando lo scambio si è allungato in rare occasioni ne è uscita vincente. Il passante stretto sull’attacco titubante di Kvitova con cui Svitolina si è portata a match point è la giusta conclusione di una partita folle, durata 2 ore e 37 minuti.

Risultati:

[1] A. Barty b. [6] K. Pliskova 2-6 6-1 7-5
[4] E. Svitolina b. [7] P. Kvitova 6-7(4) 7-5 6-2
[2] S. Halep b. E. Alexandrova 6-1 6-4
[5] A. Sabalenka b. A. Kontaveit 7-5 4-6 6-1

Il tabellone completo


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Emma Raducanu nominata Cavaliere dell’Ordine dell’Impero britannico

Nella giornata odierna, Emma Raducanu ha ricevuto la nomina a Member of the British Empire da re Carlo III

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La star del tennis britannico Emma Raducanu è stata insignita del titolo di Cavaliere dell’Ordine dell’Impero britannico (MBE, Member of the British empire) da re Carlo III in persona, in una cerimonia tenutasi al castello di Windsor, per i grandi traguardi raggiunti nel tennis.

La 20enne, in un comunicato ha detto “È fantastico ricevere questo onore oggi da sua Maestà il Re – ne sono estremamente grata”. Raducanu ha vinto gli US Open nel settembre 2021 a soli 18 anni; è stata la prima britannica a vincere una prova del Grande Slam dopo il successo di Virginia Wade nel 1977 e la prima giocatrice in assoluto a farlo partendo dalle qualificazioni.

Un altro riconoscimento per la stellina del tennis britannico. Sono numerosi i contratti di sponsorizzazione ottenuti durante questo 2022 e l’attenzione mediatica che continua a ricevere non accenna a fermarmi. Sul fronte sportivo invece quest’anno è stato avaro in termini di risultati sul campo e i continui cambi coach sono sintomatici di una lucidità che continua a mancare dopo il grande exploit americano.

 

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Holger Rune sogna in grande per il 2023: “Penso sia arrivato il momento di vincere un Grande Slam”

La svolta per il danese è arrivata cambiando piano nutrizionale: “Non assumevo nemmeno la metà del sale e dello zucchero di cui avevo bisogno”

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Holger Rune - ATP Parigi-Bercy 2022 (foto: twitter @atptour)

Holger Rune è senza dubbio uno dei nomi nuovi del 2022, anno in cui ha centrato il primo titolo 1000 (Parigi-Bercy) e la prima top 10 della carriera. Ora il danese classe 2003 si candida per un 2023 da grande protagonista.

Il danese si è concesso al sito “Relevant tennis” in un’intervista a tutto campo dove ha parlato della sua vita e dei suoi obbiettivi prossimi. Su di sé ha detto: “Ho 19 anni, sono una persona molto calma e gioiosa. Sul campo da tennis mi piace lavorare sodo, amo le sfide e amo migliorarmi. Sono super ambizioso e voglio vincere”. Rune si sofferma dunque su quanto sia importante nutrirsi in maniera adeguata e di quanto lo facesse male prima:Senza energia il motore si spegne. Ho un piano nutrizionale ora, quindi so si assumere quello di cui ho bisogno. Abbiamo capito che non assumevo nemmeno la metà del sale e dello zucchero di cui avevo bisogno, per questo avevo cali di zuccheri e crampi”. Il suo allenatore dice sempre: “una Ferrari senza carburante è inutile“. Holger sembra aver imparato la lezione dato che adesso ha molta più consapevolezza di quello che mangia: “anche se adoro la pizza e il gelato”.

Il colpo che fatto le fortune del danese quest’anno è il servizio, riconosciuto già ora come uno dei migliori del circuito: “Sto ancora crescendo – dice – il mio servizio diventerà ancora più letale. Sto lavorando sull’essere ancora più preciso. Quando mi alleno con Novak sono sempre impressionato dalla sua precisione, specie al servizio. Sto lavorando su questo, su spin e altri effetti. L’anno scorso non ho fatto particolare attenzione a questo fondamentale. Mi piaceva di più scambiare la palla. Sto studiando molto ora. Quando ti applichi con energia in qualcosa, migliori sempre“. Rune si sofferma poi sulle sue fonti di ispirazione da bambino: “Ho avuto molti idoli quando ero piccolo. Ora che sono un giocatore professionista, mi concentro sul diventare la versione migliore di me stesso. Anche giocando a tennis, ci sono ancora atleti che mi ispirano: Djokovic è uno di questi. Il serbo è un tennista fantastico e cerco di imparare molto da lui: il servizio, la precisione dei colpi e la tenuta fisica”.

 

Alla memoria riaffiora subito la finale poi vinta a Parigi contro Nole: “Vincere a Parigi contro di lui è stato incredibile. È stata una finale da sogno contro un avversario che rispetto molto per tutto quello che ha ottenuto nel mondo del tennis. Novak è sempre stato molto generoso. Come ho detto prima, è una grande ispirazione per me. I Big 3 sono molto speciali. Sono stato molto felice di vedere Novak vincere le ATP Finals a Torino e uguagliare Roger Federer in un’altra statistica” . In chiusura Rune ha parlato degli obiettivi che cercherà di raggiungere il prossimo anno: “A dicembre, io e il mio allenatore fissiamo gli obiettivi per la stagione successiva. Per noi la classifica non è solo un numero. Analizziamo ogni torneo che intendo giocare. Nel 2022 mi sono posto l’obiettivo di raggiungere la top 25, e l’ho superato di gran lunga. Non vedo l’ora di parlare con il mio allenatore e fissare gli obiettivi per il 2023. So già cosa voglio. Ho vinto un ATP 250 , ho raggiunto la finale di un ATP 500 e ho vinto un Masters 1000. Penso sia arrivato il momento di vincere un Grande Slam” 

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In Arabia riecco Zverev: “L’infortunio? Ero sereno, è arrivato mentre cercavo di raggiungere l’obiettivo di una vita”

Il tennista tedesco farà il suo rientro alla Diriyah Tennis Cup presented by Aramco, in Arabia Saudita: “Non volevo rientrare in Australia ecco perché gioco qui”

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Alexander Zverev - Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

Tra i grandi assenti della seconda parte di stagione 2022 vi è senza dubbio Alexander Zverev. Il tennista tedesco manca dai campi dalla semifinale del Roland Garros, quando è stato costretto ad abbandonare il terreno di gioco in sedia a rotelle dopo il problema alla caviglia. La diagnosi fu una lesione a diversi legamenti del piede destro. Il venticinquenne di Amburgo aveva provato più volte durante la stagione a rientrare, l’ultimo tentativo fu giocare in Davis con la sua nazionale nel girone che si disputava nella sua città natia. Anche in quel caso, tuttavia, il tennista tedesco fu costretto ad alzare bandiera bianca.

Archiviata la stagione chiusa comunque al numero 12 del ranking mondiale, il tennista tedesco si prepara a rientrare in maniera soft in Arabia Saudita.

Zverev, infatti, sarà uno dei protagonisti della Diriyah Tennis Cup presented by Aramco, torneo di esibizione che andrà in scena dall’8 al 10 dicembre. Il tennista tedesco farà parte di un elenco stellare di giocatori, infatti, in Arabia oltre a Zverev saranno presenti Tsitsipas, Medvedev, Fritz, Kyrgios, Norrie, Rublev, Wawrinka e Thiem. 

 

A pochi giorni quindi dal rientro in campo Zverev ha parlato del suo stato fisico e della sua voglia di ritornare in campo al canale YouTube ufficiale del torneo.

Il tennista tedesco si presenta in Arabia Saudita con tanta voglia di mettersi in gioco dopo la lunga assenza: “Non vedo l’ora di tornare in campo, di tornare a giocare un match perché è passato molto tempo per me dall’ultima volta. Qui a Diriyah saranno presenti alcuni dei migliori giocatori, quindi sarà un torneo di alto livello e penso che tutti saranno in ottima forma. C’è chi viene dalla Coppa Davis e chi ha disputato da poco le Nitto ATP Finals, quindi tutti saranno in grado di giocare un ottimo tennis e spero di poter tenere il passo con loro.”

Lunga assenza dal circuito che ha portato un po’ di nostalgia nel gigante tedesco: “Ad essere onesti ho sentito la mancanza di questi ragazzi, anche se siamo rivali, ho anche dei grandi amici nel circuito. In particolare, credo che io e Dominic non ci vediamo da quasi due anni, perché lui si è infortunato nel 2021, mentre io sono stato fuori nel 2022.

Zverev che è ansioso di rimettersi in gioco: “Non vedo l’ora di tornare ad essere parte del circuito. Non vedo l’ora di tornare in campo ma ovviamente non volevo che il mio primo torneo al rientro dall’infortunio sia in Australia. Perché puoi pensare di stare bene, potresti essere in forma fisicamente, forse potresti essere nel migliore stato di forma della tua vita ma se non giochi partite da sette mesi, si tratta comunque di un livello di forma fisica diverso e lo stesso vale anche per lo stress a livello mentale. Per questo ho deciso di rientrare in Arabia Saudita prima di giocare l’Australian Open.

Zverev parla anche dello sport del tennis e della speranza che eventi come questo aiutino a diffondere lo sport anche in paesi che non sono parte del circuito: “Penso che il tennis sia lo sport nel quale il risultato è quasi sempre il più fedele possibile al livello di gioco espresso. Penso che tutto dipenda da te, non puoi fare affidamento sui tuoi compagni di squadra, devi fare affidamento su te stesso, devi fare affidamento su tutti gli aspetti del gioco: la parte tecnica, quella fisica, e anche sulla disciplina durante il match. Nel tennis il più delle volte vince sempre il giocatore migliore. Penso che non ci siano molte opportunità di vedere i migliori giocatori del mondo in Arabia Saudita, quindi spero che molti ragazzini seguano questo evento e iniziano a praticare tennis qui in Arabia Saudita.

In chiusura il tedesco fa il bilancio della stagione e di cosa ha provato dopo l’infortunio subito a Parigi : “Due settimane prima delle Finals, ero ancora in lizza nella Race. Quest’anno sarebbe potuta essere una stagione abbastanza buona ad essere onesti, specialmente la partita contro Rafa a Parigi è stata di altissimo livello ed entrambi eravamo ai nostri limiti assoluti. L’infortunio ha avuto il suo peso. Sai che hai rotto sette legamenti, hai bisogno di un intervento chirurgico, hai bisogno di tempo per guarire, ma sono cose che accadono, sono riuscito a conviverci perché è successo durante le semifinali del Roland Garros mentre stavo cercando di raggiungere l’obiettivo di una vita. Non è successo praticando snowboard o sci o qualcosa del genere; non è stato uno stupido incidente.” 

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