ATP Winston-Salem, forfait Kyrgios per un problema al ginocchio sinistro: "Ma allo US Open ci sarò"

ATP

ATP Winston-Salem, forfait Kyrgios per un problema al ginocchio sinistro: “Ma allo US Open ci sarò”

Nick si chiama fuori poco prima del match con Andy Murray. Bene Cecchinato: battuto Sandgren e prima vittoria stagionale lontano dalla terra. Out Travaglia con Ymer

Pubblicato

il

Nick Kyrgios ad Atlanta 2021 (Credit: @ATLOpenTennis on Twitter)
 
 

Imprevisto a Winston-Salem. Quando tutto sembrava pronto per l’incontro di cartello fra Andy Murray e Nick Kyrgios, quest’ultimo si è chiamato fuori per un problema al ginocchio sinistro, venendo sostituito dal lucky loser di casa (e fondatore di “Behind the Racquet”) Noah Rubin, poi smontato con un rapido 6-2 6-0 da Muzza (va detto che Rubin aveva giocato un match molto intenso con Pouille poche ore prima).

KYRGIOS RASSICURA SULLA SUA PRESENZA A FLUSHING MEADOWS

Kyrgios è intervenuto in una conferenza stampa dell’ultimo minuto (a cui era presente il nostro Vanni Gibertini), giocandosi forse anche la carta della captatio benevolentiae con una felpa dei Wake Forest Demon Deacons, l’università locale da cui sono usciti grandi giocatori NBA come Tim Duncan e Chris Paul (ricordiamo che Kyrgios è un grande appassionato di basket). Nick ha quindi spiegato la natura del suo acciacco: Avverto ancora dolore al ginocchio sinistro, con lo US Open dietro l’angolo non volevo rischiare. […] Fin da bambino sognavo di giocare negli Slam, e non voglio mettere a repentaglio questa possibilità tirando troppo la corda in un 250, e sarebbe lo stesso anche se si trattasse di un 250 australiano”.

Durante la conferenza Kyrgios ha spiegato l’infortunio come parte dell’adattamento alla superficie americana, un problema slegato da quello addominale patito ai Championships: “Il Plexicushion australiano su cui ho giocato a febbraio è abbastanza elastico [in realtà la stagione australiana si gioca sul Green Set, ndr], e dopo sei mesi di pausa sono tornato sull’erba a Wimbledon, quindi su un’altra superficie abbastanza morbida. Il cemento nordamericano invece è molto più duro, e questo mi ha creato qualche difficoltà articolatoria, ma sono sicuro che sarò pronto per lo US Open, dove giocherò al 100% […] Non vedo l’ora di giocare lo US Open, mi godrò l’ambiente di New York e il fatto che si giochi a full capacity è una bella notizia per il tennis“.

 

In seguito all’eliminazione di Toronto contro il poi finalista Reilly Opelka, Nick era volato in Florida per fare riabilitazione: “Mi stavo allenando presso la IMG Academy e non vedevo l’ora di venire a giocare qui, è un grande circolo e volevo davvero giocare contro Andy Murray, un mio buon amico nonché uno dei miei idoli, una vera icona. Ha poi spiegato il significato dell’incrocio con il tre volte campione Slam: “Non vedevo l’ora di affrontare Andy, soprattutto per quello che ha passato. Era un match che tutti avrebbero voluto vedere, so che molti dei biglietti venduti per il torneo si devono ai nostri due nomi. Tuttavia sto cercando di stare più attento con il mio corpo e voglio essere in grado non solo di giocare a New York ma anche più avanti“.

A Wimbledon l’australiano si era fatto male anche per via della lunga inattività, e durante la sua chat con i media ha ammesso che questo fattore ha sempre un suo peso: Ho scelto di non giocare molto durante la pandemia, e quindi ora mi serve più tempo per recuperare. Non è raro che un giocatore importante decida di privilegiare la salute piuttosto che qualche assegno in più o qualche punto in più, e io sono convinto di poter andare allo US Open e fare bene. […] Ho sentito sia il mio fisioterapista che quello del tour e mi hanno consigliato di fare qualche palleggio per vedere come mi sentissi e di non rischiare in caso di dolore. Domani tornerò qui, mi allenerò un pochino e verificherò ancora le condizioni del ginocchio insieme al fisioterapista del torneo; di solito non gioco la settimana prima di uno Slam, quindi cercherò solo di tenermi in forma e recuperare”.

In ogni caso, lui si dice conscio di aver contribuito ai propri problemi: “Non sono arrabbiato, anche se è stata una decisione dura. Sono consapevole del modo in cui mi sono approcciato alla mia carriera e non ho rimpianti, mi sono divertito e ho smentito tante persone che dubitavano di me. Ho solo preso la decisione più corretta per come mi sento al momento, tutti i giocatori lo fanno, ma ovviamente trattandosi di un giocatore famoso questa cosa diventa una storia da prima pagina”.

Interrogato sul suo ritorno alle competizioni, pur senza fare nomi, Kyrgios non ha infine lesinato una stoccata ai giocatori che non si sono ancora vaccinati, rendendo a suo dire più complicata la partecipazione dei colleghi ai tornei: “Tornare a giocare è stato divertente, anche se ci sono state delle difficoltà: a Toronto le condizioni erano estremamente dure per noi giocatori, non mi aspettavo di essere messo in una bolla a questo punto della pandemia, ma non possiamo lamentarci, è colpa di noi giocatori perché molti non si sono ancora vaccinati, quando l’avranno fatto tutti potremo vivere i tornei in modo molto più aperto. Lo sapete, non vivo per il tennis e non vedo l’ora di tornare a casa, ma allo stesso tempo sono stato contento di tornare a giocare”.

AVANZA CECCHINATO, TRAVAGLIA FUORI IN TRE SET

Parte bene lo swing nordamericano di Marco Cecchinato, che dopo aver giocato il Challenger di San Marino è volato negli Stati Uniti e ha battuto Tennys Sandgren con un doppio 6-4; il tennista siciliano non ha mai perso la battuta, vincendo ben 33 punti su 36 con la prima. Nel primo set ha breakkato sul 2-2 e non ha concesso chance di rientrare all’avversario; nel secondo, invece, non ha sfruttato una situazione di 15-40 sull’1-1, ma nel game successivo è riuscito a salvare la prima palla break concessa nell’incontro. L’equilibrio si è rotto sul 4-4, quando Ceck ha strappato la battuta a zero e ha chiuso il match alla prima opportunità dopo aver salvato due palle non consecutive del 5-5. Al prossimo turno lo attende la tds N.16, il mancino tedesco Dominik Koepfer.

Si tratta di un risultato statisticamente significativo per Cecchinato. La sua ultima vittoria lontano dalla terra era stata a fine 2020 nelle qualificazioni di Bercy, mentre per tornare all’ultima in un tabellone principale bisogna risalire al gennaio dello stesso anno ad Auckland. La sua ultima vittoria in un tabellone principale sul cemento senza perdere set risale invece all’edizione 2019 del torneo in corso in North Carolina, quando al primo turno Bublik si ritirò dopo aver perso il primo set, mentre l’ultimo due set a zero vero e proprio risale a Doha 2019 contro Dusan Lajovic.

Battuto invece Stefano Travaglia, a cui non è bastata una buona reazione nel secondo set per avere ragione di Mikael Ymer, vittorioso per 6-2 1-6 6-2. La partita è vissuta di parziali: sul 2-2 nel primo set, Ymer ha conquistato 16 dei successivi 19 punti aggiudicandosi quattro giochi di fila; nel secondo, invece, è stato il marchigiano a vincere una striscia cinque giochi allungando la contesa; nell’ultima partita, però, è stato il classe 1998 ad inanellare altri quattro game consecutivi dall’1-1, assestando la spallata decisiva a Stetone, che ha pagato soprattutto il basso 32% percento di punti vinti con la seconda (52 per l’avversario). Ymer se la vedrà con Ramos-Vinolas (undicesimo seed) al secondo turno.

Questi gli altri risultati della prima giornata di main draw:

S.-W. Kwon b. R. Albot 6-2 7-5
E. Gerasimov b. N. Gombos 7-6(6) 3-6 6-2
[PR] G. Simon b. A. Rinderknech 7-5 6-3
M. Giron b. F. Bagnis 7-5 6-4
T. Monteiro b. J. Duckworth 6-4 4-6 7-6(5)

Qui il tabellone completo di Winston-Salem e degli altri tornei della settimana

Continua a leggere
Commenti

ATP

ATP Lione, quarti di finale: de Minaur terraiolo? Vincono anche Norrie, Rune e Molcan

Due quarti in lotta e due sul velluto nel giovedì francese, con l’australiano che non è più un bye sulla terra battuta

Pubblicato

il

Alex de Minaur – ATP Lione 2022 (foto via Twitter @OpenParcARA)

Nella giornata in cui l’attenzione è rivolta a ben altri tabelloni, quello dell’Open Parc Auvergne-Rhone-Alpes di Lione si è allineato alle semifinali. Il programma si è aperto con il successo per 6-3 6-2 di Alex Molcan su Federico Coria, incapace di ripetere la prestazione offerta al turno precedente che gli era valsa la vittoria su Carreño Busta, finora il suo scalpo più prestigioso.

Il ventiquattrenne mancino slovacco, nel momento migliore della carriera, se la vedrà con Alex de Minaur, il cui avversario, il lucky loser Yosuke Watanuki, si è ritirato dopo aver perso il primo set 6-4. L’inedito scontro fra i due Alex costituisce un buon banco di prova per le velleità australiane sulla terra battuta in vista di Parigi, superficie su cui in questa stagione sta ammucchiando più vittorie ATP (nove) che nel resto della carriera.

A separare questi due quarti c’è stata la conclusione dell’ultimo ottavo del mercoledì. Dopo tre ore e un quarto di battaglia, infatti, Manuel Guinard e Michael Mmoh sono stati rimandati in albergo per oscurità. Alla ripresa, sul 5 pari al terzo, il francese è partito meglio e… basta: 4-6 6-4 7-5 il punteggio finale. Guinard è tornato in campo contro Holger Rune, ha vinto il primo parziale, ma si è arreso alla rimonta danese con un principio di crampi – per Holger.

 

Il suo avversario in semifinale sarà Cameron Norrie, vincitore di Sebastian Baez con il punteggio di 6-4 4-6 7-5. Non poteva non essere lotta fra i due, e appunto due ore e quaranta sono servite al britannico per avere ragione di Baez che è pure risalito da 3-5 nel terzo annullando tre match point – il primo con un lob strepitoso. Un doppio fallo argentino sul 5 pari è costato un nuovo break e Norrie ha poi chiuso con la battuta.

Il tabellone completo di Lione

Continua a leggere

ATP

Numeri: le mille vittorie di Djokovic a confronto con quelle di Nadal e Federer

Il campione serbo ha raggiunto l’importante traguardo a Roma, battendo Casper Ruud. Quando ce l’hanno fatta gli altri due assi? E qual è il bottino che “pesa” di più? L’approfondimento di Ferruccio Roberti

Pubblicato

il

1000 – Le vittorie nel circuito ATP ottenute da Novak Djokovic grazie alla vittoria su Casper Ruud la scorsa settimana nella semifinale degli Internazionali d’Italia. Un traguardo importante per l’attuale numero 1 al mondo, divenuto il quinto tennista dell’Era Open a raggiungere un tale numero di successi, dietro a Jimmy Connors (1274), Roger Federer (1251), Ivan Lendl (1068) e Rafael Nadal (1051). Un record impreziosito da un’altra importante statistica: la sua percentuale di vittorie nel circuito maggiore è seconda solo a quella di Nadal, che ha vinto l’83.2% (1051-212) delle partite da lui giocate, giusto un centesimo meglio di quanto fatto da Nole. Djokovic è a sua volta seguito in questa speciale graduatoria dall’82,4% di Bjorn Borg (ottenuto grazie a 654 vittorie e 140 sconfitte ), dalll’82% di Roger Federer (1251-275) e dall’81.8% di Jimmy Connors (1274-283). 

La millesima vittoria dell’attuale numero 1 ATP ci ha stimolato a cercare di ripercorrere in qualche modo tutti i successi ottenuti dal serbo nei suoi diciassette anni di presenza nel tour. Non ci siamo soffermati sul numero di titoli vinti o di settimane di permanenza al primo posto della classifica, ma abbiamo piuttosto scomposto le sue vittorie in categorie meno conosciute al grande pubblico. Le mille partite vinte dal campione serbo le abbiamo così divise tra quelle giocate al meglio dei tre o dei cinque set, tra le superfici di gioco sulle quali sono state ottenute, per la categoria di tornei nella quale sono arrivate e a seconda delle varie fasce di classifica degli avversari superati. Ne sono così venute fuori le tabelle che potete consultare, all’interno delle quali abbiamo anche indicato -per ciascuna categoria – la percentuale di vittorie raggiunta.


Età prima vittoria nel circuito (info sul match)
Età millesima vittoria nel circuito (info sul match)Bilancio complessivo W-L alla millesima vittoria (percentuale successi)Bilancio W-L partite giocate sulla distanza breve nel periodo che ha portato alla 1000 vittoria(percentuale successi)Bilancio W-L partite giocate sulla distanza lunga nel periodo che ha portato alla 1000 vittoria (percentuale successi)
Djokovic16 anni e 10 mesi (RR Coppa Davis 2004: b J. Skoderis 6-2 6-2)34 anni 11 mesi (QF Roma 2022: b. C. Ruud 6-4-6-3)1000-202 (83.2%)649-149 (81.3%)351-53(86.9%)
Federer17 anni e 1 mese (1°T Tolosa 1998: b. G. Raoux 6-2 6-2)33 anni  5 mesi(F. Brisbane 2015: b. M.Raonic 6-4 6-7 6-4)1000-227(81.5%)668-166 (81%)332-61 (84.4%)
Nadal15 anni e 10 mesi ( 1°T Maiorca 2002: b R. Delgado 6-4 6-4)34 anni 5 mesi (2°T Bercy 2020 4-6 7-6 6-4)1000-200 (83.3%)687-160 (81.1%)313-41 (88.4%)

Presi dalla curiosità abbiamo poi recuperato anche il cammino percorso da due campioni della stessa grandezza di Djokovic – Federer e Nadal- tra l’altro accomunati dall’aver frequentato il circuito grossomodo negli stessi anni dell’attuale numero uno al mondo. Anche per Roger e Rafa abbiamo considerato le loro prime mille vittorie nel circuito, raggruppandole poi in sottocategorie, così come fatto per Nole. Un modo di approfondire l’immensa grandezza delle loro carriere, ben consci che qualche statistica parziale non può certo ordinare le loro gloriose carriere in vane classifiche. Anche perché i numeri contenuti nelle quattro tabelle non fanno altro che confermare in buona parte notizie ormai risapute dagli appassionati: Federer dà il meglio di sè ed è il più forte di tutti sull’erba (87.3% di successi, l’unico dato molto parziale in controtendenza a tale affermazione è rappresentato dai 3 successi a 1 di Djokovic negli scontri diretti contro di lui), Nadal è nettamente il più forte sulla terra rossa, Djokovic, a sua volta, è il migliore quando la partita si disputa sul cemento all’aperto. Quando si gioca sulle superfici veloci in condizioni indoor il rendimento migliore è nuovamente quello di Roger, di un pizzico sul serbo (e in effetti Federer ha vinto 24 titoli contro i 13 di Djokovic, sebbene Nole conduca sullo svizzero per 6-4 i confronti diretti in queste condizioni di gioco). Anche leggendo altri dati relativi alle superfici i numeri sui punti deboli (sarebbe più corretto definirli di minor dominanza nel circuito) confermano che Nadal abbia avuto una certa difficoltà sul duro indoor (68.1% di vittorie) e che Federer abbia un buonissimo 76.2 % sul rosso (del resto Roger ha vinto 11 titoli, raggiunto altre 15 finali e ha un bilancio in positivo di 32 vittorie e 29 sconfitte contro i top ten) ma non in linea con le altre superfici. Così come, leggendo i dati contenuti nelle tabelle da noi preparate, si ricava un segreto che tale non è: Nole ha un rendimento di altissimo livello su qualsiasi tipo di campo si disimpegni, uno dei grandi motivi del suo grande successo. Tutti e tre sono arrivati alla millesima vittoria con percentuali di successo superiori all’80%, che mantengono sia nei match giocati al meglio dei tre set, che in quelli disputati sulla lunga distanza. 

 

Match vinti sulla Terra rossa
 (% vittorie su partite giocate)
Match vinti sull’Erba (% vittorie su partite giocate)Match vinti sul Cemento outdoor (% vittorie su partite giocate)Match vinti sul Cemento indoor (% vittorie su partite giocate)
Djokovic253 (80,3%)102 (85%)504 (86,3%)132 (81%)
Federer198 (76.2%)131 (87.3%)439 (83.6%)232 (84.9%)
Nadal445 (81.8%)71 (78%)407 (79.8%)77 (68.1%)

Magari era notizia meno nota che tra i tre per raggiungere le 1000 vittorie sia stato Djokovic a contare su più successi nelle partite che maggiormente contano durante la stagione: quelle degli Slam, ma anche dei Masters 1000 e delle ATP Finals (e Olimpiadi, mai vinte però dal serbo che in quattro partecipazioni ha ottenuto al massimo la medaglia di bronzo, conquistata nel 2008 a Pechino sconfiggendo James Blake). Sommando i match portati a casa in queste tipologie di tornei scopriamo che Nole ha ricavato i tre quarti dei suoi successi da partite giocate quando i tornei sono i più importanti della stagione tennistica: e del resto è l’unico tra i tre- leggiamo dalle nostre tabelle- ad aver ottenuto oltre il 20% dei suoi successi contro colleghi nella top ten (ad essere precisi il 23,1%, quasi una su quattro) e che contro giocatori non compresi nella top 20 abbia perso solo 70  delle 720 volte (il 9%) che li ha incontrati.


Slam
Masters 1000/ATP Finals/OlimpiadiATP 500-250Coppa Davis/Atp Cup
Djokovic323/369 (87.5%)434/540 (80.3%)197/240 (82.2%)46/53 (86.8%)
Federer279/324 (86.1%)372/478 (77.8%)311/379 (82.1%)38/46 (82.6%)
Nadal282/321 (87.9%)417/514 (81.1%)268/330 (81.2%)33/36 (91.7%)

Ma scavando si trovano dati impressionanti su tutti e tre questi grandi campioni: davvero ad esempio lascia senza parole il numero di 454 successi sul rosso che ha portato Nadal nel novembre 2020 a raggiungere la sua 1000°vittoria nel circuito. Per il campione maiorchino, indiscutibilmente -questo sì- il più grande di sempre sulla terra rossa una dote di successi che oltre ad aver portato all’incredibile record di 13 Roland Garros vinti, gli ha regalato un’incredibile bacheca (sempre fermandoci a novembre 2020) di 60 titoli complessivi ottenuti sulla terra battuta, tra i quali ben 25 Masters 1000). Anche i numeri di Federer sono incredibilmente buoni, come confermato senza che ce ne fosse bisogno dalle nostre tabelle. Anche rileggendo i numeri da noi raccolti è difficile pensare che ci possa essere qualcuno nel breve periodo capace di raggiungere i livelli di questi campioni immensi. Le curiosità da trarre da queste statistiche sono comunque tante, lasciamo ai lettori le considerazioni che riterranno più opportuno estrapolare.

W-L Vs top  5W-LVs 6-10W-LVs 11-20W-LVs 21-50W-LVs 51-100W-LVs 101 +
Djokovic108-73 (59.6%)123-32(79.3%)117-27(81.2%)310-43(87.8%)217-15(93.5%)123-12(91.1%)
Federer87-62 (58.3%)96-35(73.2%)120-33(78.4%)324-54(85.7%)240-31(88.5%)133-12(91.7%)
Nadal86-58 (59.7%)86-35(77.4%)137-31(81.5%)286-45(86.4%)269-17(94%)136-15(90.0%)

Continua a leggere

ATP

Roland Garros, Zeppieri c’è: ecco la qualificazione al suo primo Slam. Ko Giannessi

Il romano batte Cuenin ed è nel tabellone principale di Parigi per la prima volta. Lo spezzino si arrende a Ofner

Pubblicato

il

Giulio Zeppieri – ATP Roma 2022 (foto via Twitter @InteBNLdItalia)

La mattinata dedicata ai terzi turni delle qualificazioni al Roland Garros porta una buona e una cattiva notizia in casa Italia. Grande traguardo per Giulio Zeppieri, che dopo la qualificazione al Masters 1000 di Roma fa il bis e strappa a Parigi la prima partecipazione nel tabellone principale del Roland Garros. Deve invece fermarsi Alessandro Giannessi, che a questo punto può ancora sperare di essere ripescato come lucky loser.

S. Ofner b. A. Giannessi 6-4 1-6 6-2

La partita è subito in salita per l’italiano che nel terzo game si fa breakkare. Poco male però, dato che nel game successivo arriva subito il contro break dopo una serie di vantaggi interminabili. Giannessi in questo inizio partita appare un po’ nervoso e perde nuovamente il servizio, al cambio campo il punteggio è 2-3 Ofner. La reazione per Alessandro arriva nell’ottavo gioco dove strappa nuovamente la battuta all’austriaco salvo poi restituire il favore nel game seguente. È la terza volta che Giannessi perde il servizio, stavolta è fatale: Ofner chiude agilmente il decimo gioco e chiude il primo set con il punteggio di 6-4. Per l’azzurro c’è molto da recriminare.

 

La striscia negativa per l’azzurro non si interrompe, e in apertura di secondo set si fa breakkare nuovamente. La partita però non vuole padroni e stavolta tocca all’austriaco cedere il servizio all’italiano; molti errori da una parte e dall’altra pregiudicano lo spettacolo. Al cambio campo si va sul 2-1 Giannessi. Nel quarto gioco l’azzurro breakka l’austriaco al terzo tentativo, sarà l’allungo decisivo per il set. Dopo aver strappato la battuta (a zero) a Ofner anche nel sesto gioco Alessandro chiude il secondo set per 6-1.

Il terzo set si apre senza grandi scossoni come i precedenti due set: al cambio campo si gira 1-2. Nel sesto gioco arriva il break di Ofner che spezza il ritmo di Giannessi; un game questo volato via troppo fugacemente e perso a 0 dall’azzurro. È il game della staffa, l’austriaco si impone per 6-2 nel terzo set guadagnando così un posto nel main draw del Roland Garros.

G. Zeppieri b. S. Cuenin 6-3 6-4

Sin dalle prime battute la partita è molto combattuta. Dopo essere arrivato a due palle break nel quarto gioco, Zeppieri riesce a strappare il servizio a Cuenin nel sesto. La percentuale con la prima palla assieme agli errori del francese sono stati una costante in questo primo set. Zeppieri è bravo a capitalizzare il tutto nel non game imponendosi così nella prima frazione per 6-3 in 41′.

Nel secondo set Zeppieri dimostra di poter gestire meglio gli scambi da fondo riuscendo a contenere le accelerazioni del francese. Il quinto gioco è il più lungo dell’incontro e vede l’italiano sprecare tre palle break che potevano chiudere i giochi. Nel settimo gioco Zeppieri si conquista altre due palle del sorpasso e stavolta si fa trovare pronto, 3-4 per l’azzurro che ora si gioca l’approdo slam nei suoi turni di battuta. Dopo due game interlocutori Zeppieri serve per il match sul 4-5: è subito una rincorsa perché Cuenin si porta 0-40 ma l’azzurro non trema e grazie a tre ottime prime porta il game ai vantaggi. Dopo aver vanificato il primo match point il secondo è quello buono. Zeppieri zittisce il pubblico di casa assiepato sul Court 14, vince 6-3 6-4 e accede così al tabellone principale del Roland Garros.

QUI IL TABELLONE DELLE QUALIFICAZIONI MASCHILI DEL ROLAND GARROS

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement

⚠️ Warning, la newsletter di Ubitennis

Iscriviti a WARNING ⚠️

La nostra newsletter, divertente, arriva ogni venerdì ed è scritta con tanta competenza ed ironia. Privacy Policy.

 

Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement