Mats Wilander: "Raducanu è una mini-versione di Sakkari, ma la greca è favorita"

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Mats Wilander: “Raducanu è una mini-versione di Sakkari, ma la greca è favorita”

L’opinionista di Eurosport elogia Maria: “Ha un gran servizio ed è forse la giocatrice più veloce del tour”. Raducanu ha dalla sua il fattore inesperienza: “Non ha brutti ricordi di partite importanti perse”

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Mats Wilander (foto via Twitter, @Eurosport)

L’ultimo Slam della carriera di Mats Wilander è arrivato agli US Open del 1988, vinto in finale al quinto set su Ivan Lendl prendendosi la rivincita dell’anno precedente. Dal ritiro avvenuto nel 1996 in poi, il campione svedese non ha mai abbandonato il mondo del tennis e da anni ormai è collaboratore fisso dell’emittente televisiva Eurosport. Quest’anno come di consueto è presente a New York e in vista della semifinale inedita tra Sakkari e Raducanu ha dato la sua opinione, con un pronostico secco in favore della giocatrice greca. Sakkari ha un gran servizio ed è forse la giocatrice più veloce del tour. Penso che data questa combinazione lei sia un osso duro: questo stile è raro nel tennis femminile. Direi che Sakkari è la favorita per questa partita“.

Le doti della n. 18 del mondo sono emerse anche nei quarti di finale contro Pliskova dove è uscita vittoriosa per 6-4 6-4 e finora una gran mano le è arrivata dal servizio. Sakkari ha messo a segno 30 ace (terza in questo US Open dopo i 64 di Pliskova e i 35 di Rynakina) e contro Raducanu questi numeri cresceranno ancora. “Ieri è stata davvero una buona prestazione da parte di Maria, un servizio incredibilmente buono” ha commentato Wilander.Per me Emma Raducanu è una mini-versione di Maria Sakkari: molto fisica, si muove molto bene, serve bene, ottimo rovescio. È più una questione se l’esperienza e l’età prevarranno su Emma Raducanu. Non sono sicuro che sia facile dire se è abbastanza veloce da tenere testa a Sakkari, ma quest’ultima sta giocando in modo incredibile. Quando hai l’età di Maria Sakkari probabilmente non aiuta aver già perso una semifinale Slam come ha fatto al Roland Garros“.

Oltre al gioco, un fattore rilevante è dato dall’esperienza; Wilander però va un po’ contro tendenza e suppone che forse aver già giocato una semifinale Slam per la greca non possa essere un così grande vantaggio. Ricordiamo che al Roland Garros quest’anno Sakkari è stata sconfitta ad un passo dalla finale, 9-7 al terzo set, dalla poi vincitrice del torneo Krejcikova.

Sicuramente l’inesperienza di Emma Raducanu è un plus perché non ha brutti ricordi di partite importanti perse. Si potrebbe dire che per Emma sia più facile giocare questa partita perché è la sfavorita e non è mai arrivata prima ad un traguardo del genere. Fisicamente, penso solo che Sakkari sia leggermente più avanti di Raducanu e sarà difficile da battere in questo torneo. La forza di Sakkari è il servizio combinato con il movimento. Serve incredibilmente bene e poi sa che può recuperare e rimettere in gioco molte palle”. Insomma per l’ex numero 1 del mondo una sfida non troppo aperta ma che mantiene comunque un certo grado di incertezza legato alla tenuta mentale di Sakkari.

 

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A Courmayeur avanti solo Paolini. Al Transylvania Open torna al successo Raducanu

Vittoria per Jasmine nel derby contro Martina Di Giuseppe. Sconfitte per Trevisan e Pieri

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Jasmine Paolini - Courmayeur 2021 (foto Francesco Peluso)

È stata una giornata caratterizzata dai colori azzurri quella vissuta al Courmayeur Ladies Open – Cassina Trophy. Sono state quattro infatti le atlete azzurre impegnate sul veloce indoor aostano: tra loro solo Jasmine Paolini è riuscita a conquistare il passaggio del turno, nel più classico dei derby con Martina Di Giuseppe, proveniente dalle qualificazioni e battuta per 6-4 6-1. Una partita che ha vissuto, l’incertezza del risultato solo nel primo set, grazie all’aggressività dell’atleta romana che ha cercato di restare aggrappata all’incontro, salvo poi cedere sotto il ritmo di Paolini brava e concreta nel portare a casa il match dopo poco più di un’ora di gioco.

All’inizio ero un po’ nervosa, ma poi mi sono sciolta e ho giocato un’ottima partita – ha detto Paolini dopo il punto finale -. Obiettivi futuri? Il primo traguardo è entrare il prima possibile tra le top-50 WTA, non sono molto distanti ma non è un obiettivo semplice. Poi si vedrà“. Ci sarà ancora Italia al secondo turno per Jasmine, attesa da Lucrezia Stefanini in un derby tutto toscano. Il tabellone è interessante: Jasmine si trova nella zona lasciata sguarnita dal forfait di Ons Jabeur.

Note poco liete invece arrivano dal match di Martina Trevisan, battuta abbastanza nettamente per 6-2 6-4 da Anna Kalinskaya, nonostante una buona partenza dell’azzurra, avanti 2-0, ma poi crollata sotto i colpi della russa che ha stroncato il match (e forse la partita) con sei game consecutivi. Nel secondo set, un break al quinto game è bastato alla moscovita per archiviare la pratica in 1h:23.

 

Sconfitta anche per Jessica Pieri, numero 284 del mondo battuta in due set dalla cinese Shuai Zhang, 58 del ranking mondiale, con il punteggio di 6-1 6-3 dopo un’ora di gioco. Un ko pronosticabile, vista la notevole differenza di classifica tra le due tenniste e vista anche, a posteriore, la differenza di prestazioni in campo. Primo set senza storia; nel secondo, timido tentativo di rientrare in partita da parte di Pieri, che ha recuperato uno dei due break di svantaggio per poi cedere nuovamente il servizio al nono game e perdere set e match.

Voltando lo sguardo verso Est e lasciando le verdi vallate aostane, da segnalare, nel Transylvania Open, in svolgimento nella città romena di Cluj, la prima vittoria post US Open per Emma Raducanu, che ha battuto in un incontro abbastanza sofferto, Polona Hercog 4-6 7-5 6-1 dopo 2 ore e 27 minuti. Una partita molto tirata nella quale la tennista britannica, ma di chiari origine rumene, ha dovuto lottare anche forse molto di più di quello che si sarebbe aspettata, per avere la meglio su una giocatrice, Hercog, che dopo aver vinto il primo set, forse troppo presto si è sentita tra le mani lo scalpo importante di una campionessa Slam. L’orgoglio di Raducanu ha avuto la meglio, debordando nel terzo set vinto 6-1. Nel prossimo turno affronterà la rumena Ana Bogdan.

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L’ATP prospetta un 2022 più difficile e costoso per i tennisti non vaccinati

Nessun obbligo, ma i vantaggi del certificato vaccinale dovrebbero contribuire a ridurre quel 35% di chi non ancora non si è deciso

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Jannik Sinner - ATP Miami 2021 (via Twitter, @atptour)

Mentre continuano ad arrivare informazioni contraddittorie riguardo all’eventuale obbligo di vaccinazione per partecipare al prossimo Australian Open, con la circolare della WTA “trapelata” a smentire, almeno parzialmente, dichiarazioni/auspici/previsioni dei politici vittoriani (lo Stato, non l’epoca), Tennis Majors riporta il contenuto di un’email inviata dall’ATP a giocatori e allenatori. Il messaggio che pervade la comunicazione è fondamentalmente che il prossimo anno la vita sarà più difficile per chi non sarà vaccinato, con la “forte raccomandazione” ai propri giocatori, sulla base delle evidenze scientifiche, di vaccinarsi contro il Covid-19, pur assicurando che ciò non diventerà obbligatorio. D’altra parte, l’ATP appoggerà eventuali decisioni delle autorità locali di permettere la partecipazione ai tornei solo ai giocatori vaccinati e ricorda che diversi Paesi e linee aeree potrebbero presto richiedere la vaccinazione.

Una comunicazione che l’ATP “spera si riveli utile ai tennisti per qualsiasi decisione prenderanno al riguardo”. Insomma, l’associazione lascia da parte qualunque accenno a considerazioni sanitarie o etiche come il proteggere sé stessi e il prossimo o il contribuire a uscire dalla pandemia, andando invece a illustrare ai tennisti le diverse condizioni che si troveranno o potrebbero ritrovarsi di fronte a seconda del loro status vaccinale. E, in determinati casi, si tratta di due realtà “lavorative” ben diverse tra loro, con conseguenze evidenti anche sui portafogli.

  • I giocatori non vaccinati saranno sottoposti a più test rispetto ai colleghi vaccinati;
  • Ai non vaccinati può essere chiesto di contribuire alle spese per i test aggiuntivi;
  • I vaccinati continueranno a non essere considerati “contatti stretti” nel caso di interazioni con chi in seguito risulta positivo;
  • I non vaccinati, positivi o “contatti stretti” e che devono perciò ritirarsi prima dell’inizio del torneo, non riceveranno il montepremi del primo turno;
  • L’ATP non pagherà il costo dell’isolamento dopo il test positivo;
  • Ci potranno essere sempre più restrizioni per gli spostamenti dei non vaccinati.

Sempre Tennis Majors riporta che, secondo l’ATP, il 65% dei tennisti ha completato il ciclo vaccinale, mentre ci si aspetta che altri lo faranno per poter partecipare al prossimo Slam. Sempre in attesa, ça va sans dire, che i protocolli vengano definitivamente fissati.

 

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ATP Vienna: occasione sprecata per Mager, sfumato il possibile derby con Sinner

L’italiano si arrende alla wild card austriaca; nel prossimo turno a Vienna troverà uno fra Sinner e Opelka

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Gianluca Mager - Vienna 2021 (Foto Felice Calabro’)

[4] D. Novak b. G. Mager 7-6(4) 7-6(4)

Grande occasione per il tennista di Sanremo e del Tennis Park Genova, che dopo aver superato le forche caudine delle qualificazioni (nelle quali aveva dato battaglia, vincendo per due volte al terzo set) pesca un sorteggio benigno, trovandosi di fronte probabilmente il miglior avversario di tutto il tabellone, la 28nne wild card austriaca Novak, numero 116 del mondo e secondo miglior giocatore austriaco, che quest’anno ha battuto un convalescente Fognini in ATP Cup. Il vincente di questo match è poi destinato ad affrontare il vincente di Sinner – Opelka, per cui la partita ha numerosi motivi di interesse.

Lo scontro si annuncia equilibrato: la superficie è senz’altro un fattore; il veloce indoor e il fatto di giocare in casa aiutano sicuramente l’austriaco che in passato, proprio in questo torneo ho fornito buone prestazioni: l’anno scorso perse una partita molto combattuta contro Kevin Anderson al tie break del terzo set e nel 2019 perse sempre al terzo contro Monfils; insomma un avversario che qua in casa sembra trarre energie positive dal pubblico di casa, che nel caso di Novak è veramente di casa, visto che vive vicino a Vienna. 

 

D’altro canto Mager può vantare un miglior ranking e una confidenza derivante dal maggior ritmo partita grazie alle qualificazioni giocate.

L’equilibrio in campo si vede fin dalle prime battute, con Novak che cerca maggiormente di fare la partita e si affida maggiormente a un servizio che oggi gira bene (74% di prime in campo per l’austriaco a fine partita), ma con Mager che però ha le vere occasioni di spezzare il gioco (sue le uniche due palle break del set). Il set quindi arriva senza troppo scossoni al tie break, nel quale l’austriaco riesce fin da subito a prendere il comando delle operazioni e a chiudere, lasciando soltanto 4 punti all’italiano.

In particolare l’impressione è che oggi Gianluca proprio non sia riuscito nel primo set a coprire bene la palla con il top di diritto: sono veramente tanti i punti in cui l’italiano non è riuscito a dare l’effetto giusto, con la palla che spesso si fermava a mezza rete. Nel primo set infatti gli errori non forzati dal lato del dritto saranno il doppio di quelli di rovescio. Un vero peccato perché la differenza oggi stava proprio nei dettagli.

Si va quindi al secondo parziale con la partita che segue un po’ lo stesso tema tattico, con l’italiano che sconta anche un po’ di nervosismo. La chiave della partita è però nell’undicesimo gioco dove l’italiano ha due palle break consecutive, che però non riesce a sfruttare. E così scatta la classica legge del gol sbagliato – gol subito, che si manifesta nel tiebreak del secondo set, vinto nuovamente da Novak. 

Il tennista austriaco si è così vendicato della recente sconfitta subita per mano di Mager sempre in terra austriaca a Kitzbuhel e dopo esattamente 100 minuti giocati si è preso il match grazie ad un doppio fallo finale di Mager. Curiosamente non soltanto il risultato dei due set è stato un duplice 7-6, ma anche gli stessi tie break hanno avuto uno svolgimento molto simile, entrambi vinti a 4 dall’austriaco che in entrambi i casi ha preso il largo all’inizio senza poi mai guardarsi negli specchietti. Nelle interviste post partita l’austriaco non si è sbilanciato sul possibile avversario del prossimo turno, riconoscendo ovviamente Sinner come uno dei migliori giovani del circuito, ma non sottovalutando assolutamente Opelka, nel caso di vittoria dell’americano. E si è detto infine molto contento del rapporto con Gunther Bresnik, l’ex coach di Dominic Thiem, auspicando di continuare la collaborazione professionale e di poter arrivare il prossimo anno almeno nella top 50.

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