Coppa Davis, thriller a Innsbruck: la Germania batte la Serbia di Djokovic al fotofinish

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Coppa Davis, thriller a Innsbruck: la Germania batte la Serbia di Djokovic al fotofinish

Vantaggio tedesco con Koepfer, ma il numero uno del mondo si disfa di Struff. Sono allora Krawietz e Puetz a trionfare al tie-break del terzo set dopo aver rischiato di andare sotto di due break

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Novak Djokovic alla 2021 Davis Cup by Rakuten (Credits: Pedro Salado/Quality Sport Images/Kosmos Tennis)

GERMANIA b. SERBIA 2-1
D. Koepfer b. F. Krajinovic 7-6(4) 6-3
N. Djokovic b. J.-L. Struff 6-2 6-4

K. Krawietz/T. Puetz b. N. Cacic/N. Djokovic 7-6(5) 3-6 7-6(5)

Tie di straordinaria intensità ad Innsbruck fra Germania e Serbia, con la prima che si è aggiudicata la sfida contro Djokovic e compagni al tie-break del terzo set del doppio. Dominik Koepfer ha portato in vantaggio i teutonici battendo la novità di giornata Filip Krajinovic. Costretto a vincere due incontri, Nole non ha avuto problemi a regolare Jan-Lennard Struff per la settima volta su altrettanti confronti, pareggiando i conti.

Arrivati a giocare il doppio decisivo in coppia con Nikola Cacic, i balcanici si sono trovati nuovamente con le spalle al muro quando Kevin Krawietz e Tim Puetz hanno vinto il primo set e si sono guadagnati una palla break per allungare nel secondo. Djokovic e Cacic sono riusciti però riusciti a scuotersi, allungando la partita e procurandosi una palla per il doppio break nel terzo set; i teutonici hanno messo a segno una inaspettata rimonta, prevalendo di un’incollatura anche grazie ad un paio di errori decisivi del numero uno al mondo. Si tratta di una forte ipoteca sui quarti di finale per la Germania, nettamente favorita nell’incrocio di domani contro l’Austria padrona di casa. La Serbia ha invece ancora buone chance di passare da ripescata, avendo chiuso con quattro vittorie e due sconfitte fra i due tie: bisognerà tuttavia attendere la conclusione di tutti i gironi per tirare le somme.

 

DOPPIO DECISIVO – Iniziamo dalla sfida decisiva, vinta da Kevin Krawietz e Tim Puetz in due ore e 16 minuti per 7-6(5) 3-6 7-6(5). Dopo un inizio piuttosto lineare, i problemi per la Serbia sono arrivati quando è toccato a Cacic servire: Nikola ha una battuta decisamente subpar (solo parzialmente compensato da un buon riflesso in uscita dal colpo), e i teutonici lo sapevano, attaccando fin dalla risposta e procurandosi due palle break picchiando su un Djokovic ridotto a bersaglio. Cacic ha salvato la prima con una prima vincente, ma ha perso terreno nello scambio successivo sulla diagonale di sinistra, obbligando Nole a muoversi verso il centro e aprendo il fianco al vincente di dritto inside-in di Puetz. I serbi si sono però ripresi immediatamente, anche perché Djokovic ha infilato due risposte devastanti di dritto (una delle quali sulla palla break) e lo stesso ha fatto Cacic, accorciando sul 2-3.

L’occasione successiva è arrivata sul 5-4 Germania, quando Puetz ha trovato un’eccellente risposta al servizio di Djokovic per il 30-30, portando i suoi a due punti dal set. Cacic è stato però molto bravo ad anticipare la risposta avversaria, dando un punto facile a rete alla Serbia prima del servizio vincente di Nole. La grande bravura dei due tedeschi è stata quella di disattivare le risposte del N.1 ATP servendo spesso al corpo ma con grande varietà di rotazioni e velocità – Djokovic è maestro nel far partire lo scambio con una risposta profonda e centrale, ma questa opzione non esiste in doppio, dove uno dei due avversari è sempre pronto a chiudere la porta a rete, soprattutto nel caso di una coppia dalla vocazione offensiva come Krawietz/Puetz.

Arrivati al tie-break, il primo allungo è stato dei teutonici, e con una discreta pera di mostarda: contro il servizio al corpo di Djokovic, Krawietz ha infilato una risposta supersonica di rovescio anomalo, dando ai suoi il 2-1 e servizio che si è rapidamente trasformato in 4-1. Puetz ha sprecato un dritto che avrebbe probabilmente chiuso il parziale, ma Team Serbia non è riuscito a mettere in campo le proprie risposte, precipitando sul 3-6. Djokovic ha salvato il primo con una buona seconda e il secondo con una prima esterna, ma Puetz ha trovato un perfetto ace centrale che ha chiuso il set dopo 47 minuti.

Il secondo set è stato decisamente più parco di chance, anche perché Djokovic ha continuato a stentare contro i kick lenti ma decisamente ingannevoli che Krawietz e Puetz hanno scelto di utilizzare contro di lui sul servizio da destra. La prima potenziale sliding door è arrivata sul 3-3, quando Cacic si è fatto cogliere impreparato in uscita dal servizio, mettendo appena largo un dritto in uscita dal servizio. Nello scambio successivo Krawietz gli ha preso le misure come un boa, andando angolato e profondo fino ad obbligarlo a giocare un lob difensivo molto corto su cui Puetz non ha avuto problemi a smashare.

È stato in quel momento, quando la coppia tedesca sentiva la vittoria distante appena un punto, che la partita è girata completamente: Puetz ha fallito un dritto in manovra, offrendo un salvagente a Team Serbia, e Cacic è stato bravo a prenderlo al volo con due buoni servizi, e la buca si è subito tramutata in una voragine da dieci punti di fila per il duo balcanico. Sprecata la chance, Puetz ha infatti fallito una volée sulla risposta di Cacic che ha dato lo 0-30 ai serbi, e subito dopo Djokovic ha ritrovato la risposta di dritto, fulminando Krawietz. Puetz ha quindi sotterrato un’altra volée, mandando Nole a servire per il set sul 5-3, pratica sbrigata rapidamente alla seconda opportunità.

L’inerzia della partita è quindi passata decisamente nelle mani dei serbi, che sull’1-1 servizio Krawietz sono saliti a doppia palla break grazie ad un Puetz in totale stato confusionale, fallendo una volée dopo l’altra. Krawietz ha provato a prendere la rete a sua volta per offrirgli un po’ di supporto, ma Cacic si è fatto trovare pronto e ha bucato la barriera teutonica, dando il break ai suoi. Gli avversari si sono completamente disuniti, con Krawietz che ha fallito due smash nel settimo game regalando una palla del secondo break; Cacic ha giustamente optato per un altro pallonetto, ma Puetz è riuscito in qualche modo a chiudere il punto.

Con la Germania a distanza di un solo break, c’era quindi spazio per un’altra peripeteia, che infatti è puntualmente arrivata. Nel game successivo, sul 4-3 Serbia, i due teutonici sono a sorpresa riusciti a ritrovarsi, salendo 0-30 con una risposta centrale vincente e guadagnando due palle break quando Cacic è tornato a servire con qualche remora; lo sbandamento è durato poco, però, perché Nikola ha infilato due gran prime, cancellando le chance. I tedeschi se ne sono guadagnata un’altra prendendo la rete con decisione, e hanno pareggiato su una risposta a tutto braccio di Puetz che Cacic non è riuscito a gestire, obbligando Djokovic a servire per rimanere nel tie sul 4-5.

Sul 5-5, il game a posteriori decisivo. Krawietz si è nuovamente trovato sotto pressione al servizio quando Djokovic ha risposto con forza alla figura di Puetz, dando il 15-30 alla Serbia. Kevin ha pareggiato con una volée in tuffo che sapeva tanto di citazione di un altro tedesco che ha smesso da un po’, ma si è comunque trovato sotto di una palla break quando Djokovic ha infilato la risposta vincente di rovescio inside-in. I due tedeschi si sono affidati nuovamente alla loro vocazione offensiva, e stavolta non hanno sbagliato niente sotto rete, ma Cacic, che per un attimo è parso aver rubato il talento al suo compagno stile Space Jam, ha trovato due spettacolose risposte di rovescio. Djokovic ha trovato una seconda palla break andando per vie centrali, ma Krawietz ha infilato un servizio vincente, stavolta sul dritto di Cacic. Nole ha quindi sbagliato un dritto non impossibile, sfasciando la racchetta per la frustrazione prima che Puetz infilasse la volée del 6-5 Germania.

Il tie si è allora deciso al tie-break del terzo set del terzo match, una degna conclusione. I tedeschi hanno vinto il primo punto nonostante un riflesso Jedi da parte di Cacic, e si sono procurati il primo mini-break come nel primo set, sull’1-1 con una risposta di Krawietz (stavolta di dritto e non vincente) sul servizio di Djokovic. Cacic ha però trovato una buona risposta di dritto che Puetz non è riuscito a gestire, impattando sul 2-2. È stato allora proprio Nole a commettere l’errore decisivo, fallendo una facile volée che ha mandato le coppie a girare sul 4-2 Germania, e la partita si è risolta nel modo più incredibile: durante uno scambio da fondo fra Cacic e Krawietz, Puetz è caduto al suolo, rialzandosi giusto in tempo per piazzare il colpo di volo del 5-2 e servizio. Cacic ha recuperato uno dei due mini-break con un vincente di dritto anomalo, ma Krawietz ha comunque piazzato lo smash del 6-3. Djokovic ha salvato il primo match point con una seconda vincente, mentre sul secondo ha trovato un gran rovescio in uscita dal servizio che Puetz ha provato ad intercettare senza successo. È stato quindi Krawietz a chiudere la partita con un servizio vincente.

SECONDO SINGOLARE – Poco prima era arrivata una vittoria senza patemi per Djokovic, che ha pareggiato i conti fra le due nazionali battendo Jan-Lennard Struff per 6-2 6-4 in 72 minuti senza concedere palle break nonostante un calo di rendimento nel secondo parziale; i confronti diretti sono andati così sul 7-0, 2-0 nel 2021 in virtù della vittoria di Nole alle Olimpiadi – Struff ha vinto solo un set nel corso della loro rivalità.

Consapevole dello svantaggio della sua nazionale, Djokovic è partito al massimo della concentrazione, breakkando a zero su un errore di dritto di Gian-Leonardo e conquistando i primi otto punti dell’incontro. Il N.1 ATP ha anche vinto i primi undici punti giocati al servizio, verticalizzando di frequente per obbligare Struff a colpire sempre in corsa. Avanti 3-1, il numero uno del mondo ha messo a segno un bel lob di rovescio e si è guadagnato altre due palle break grazie ad un errore di dritto di JLS. Il tedesco si è tuttavia salvato in virtù di un errore di rovescio di Nole e di una seconda corposa in kick, rimanendo a contatto. Qui il pallonetto vincente di cui sopra:

La trasformazione di Djokovic in uno dei migliori battitori del circuito è però ormai acclarata, e Struff l’ha potuto verificare di prima mano: sei ace per Nole nei primi tre turni di battuta (nove alla fine), ritmi karloviciani, e anche qualche seconda decisamente tirata non hanno mai consentito al potente ma macchinoso trentunenne di costruire pericoli in risposta. Il set ha quindi avuto vita breve, 28 minuti per la precisione: avanti 4-2, Djokovic ha rimontato da 40-15 con una risposta profondissima ed un errore dell’avversario sull’attacco al centro, incamerando un altro break su un errore di dritto lungolinea e un passante di rovescio in cross basso e mortifero, tenendo rapidamente anche il turno successivo – solo quattro punti persi al servizio e tre non forzati per lui.

All’inizio del secondo Djokovic si è subito procurato una palla break, ma ha messo appena lunga una risposta d’incontro di dritto. Struff gliene ha comunque offerta un’altra con un rovescio in rete, e stavolta Nole non si è fatto pregare: risposta di rovescio incrociato sulla riga esterna e avversario fuori giri per l’1-0 e servizio. Indietro 1-2, Struff ha avuto la prima mezza occasione della sua partita trovando un buon game di risposta, ma sul 30-30 si è scontrato con l’oggetto irremovibile dalla parte della rete, sbagliando la direzione dell’attacco e finendo bucato dal passante di rovescio di Djokovic.

Nel secondo set c’è però sicuramente stato più equilibrio, anche perché Djokovic ha avuto un visibile calo in termini di efficienza, finendo per commettere ben 14 errori non forzati senza riuscire a trovare la misura col rovescio lungolinea. Sul 4-3 in favore del serbo, Struff è quindi riuscito a portarsi per la prima volta ai vantaggi prendendo più di frequente il controllo dello scambio, ma anche in quella circostanza non è riuscito ad arrivare a palla break, commettendo due errori in corsa. Quando Nole è andato a servire per il match sul 5-4, JLS è riuscito a conquistare il punto d’apertura, arrivando a 30-30 con una risposta un po’ fortunosa (si è anche scusato quando il suo colpo ha scheggiato la riga); Djokovic ha però infilato l’ace esterno per il primo match point, e, fallito quello, ha utilizzato la medesima traiettoria per aprire la via al vincente bimane in cross, pareggiando il tie su un errore di dritto dell’avversario.

PRIMO SINGOLARE – A inizio giornata c’era stata una novità nella formazione serba, che ha schierato Filip Krajinovic al posto di Dusan Lajovic nel primo singolare. Anche il finalista di Bercy 2017 ha però potuto poco contro un ispirato Dominik Koepfer, che l’ha sconfitto per 7-6(4) 6-4 in un’ora e 59 minuti dall’alto di ben 34 vincenti, 32 dei quali da fondocampo, martellando senza posa per un’ora e mezza prima di un fisiologico calo che però non gli ha impedito di chiudere in due set, complice anche un avversario un po’ sottotono e in balia delle sue risposte potenti alla seconda per buona parte della contesa. Koepfer si porta in questo modo sul 2-0 negli head-to-head a livello ATP: aveva vinto l’unico precedente a Wimbledon 2019, anche se in realtà Krajinovic una vittoria contro di lui l’ha registrata, ma solo a livello Challenger.

Il mancino teutonico ha mostrato fin da subito di essere in grande spolvero in particolare con il rovescio, portandosi 2-1 e servizio al termine di un game da cinque palle break. Nel sesto game, però, Krajinovic è riuscito a portarsi a doppia palla break con un bellissimo passante di rovescio incrociato da lontano, e ha usato il medesimo fondamentale per provocare il secondo errore di volo del game del teutonico, impattando sul 3-3. A quel punto Filip ha iniziato a mischiare le carte, giocando qualche serve-and-volley e dei buoni slice per togliere ritmo all’avversario, e da quel momento il set ha iniziato a prendere la sua via, ma solo per poco: in risposta sul 5-4 in suo favore, si è trovato a due punti dal set grazie ad un doppio fallo del rivale, ma ha commesso tre errori non forzati che hanno consentito a Dominik di tenere.

Scampato il pericolo, Koepfer ha ritrovato spinta e infilato un altro vincente di rovescio (20 totali nel set), guadagnandosi lo 0-30, ma Krajinovic ha trovato due buoni servizi slice per pareggiare. Il tedesco si è comunque guadagnato una palla break con un passante di rovescio lungolinea, ma nello scambio successivo non è stato coraggioso, quasi aspettando l’errore di Filip, che invece è stato bravo a verticalizzare col dritto. Koepfer ha cercato di rimanere nel game con la sesta risposta vincente del suo parziale (bimane, ça va sans dire), ma nello scambio successivo ha sbagliato una volée non impossibile dopo aver costruito bene il punto; Krajinovic ha quindi tenuto con il servizio esterno per il 6-5. Trovatosi a servire di nuovo per rimanere nel set, Koepfer ha commesso due errori potenzialmente sanguinosi dal fondo ma ha servito in fuori in maniera eccellente, procurandosi lo spazio per due vincenti di dritto in contropiede e trascinando il set al tie-break.

Nel game di spareggio i due sono partiti molto bene, ma alla lunga la maggior facilità di Koepfer nel trovare il vincente è riemersa prepotentemente: è salito 3-2 al termine di un gran scambio condotto sulla diagonale di destra e chiuso con un attacco di rovescio a uscire dal centro. Krajinovic è salito alla perfezione sulla pallina, recuperando con un bel vincente bimane in cross di puro anticipo, ma ha concesso il 3-5 con un errore di dritto. Koepfer si è allora portato a doppio set point con una gran soluzione in sventaglio corto, aggiudicandosi il parziale dopo 62 minuti con una seconda vincente – benissimo con il fondamentale il tedesco, che nel primo set ha vinto il 65% dei punti contro il 47 dell’avversario.

All’inizio del secondo, Koepfer ha continuato a far piovere risposte vincenti. Krajinovic ha salvato una palla break con un ace esterno, ma nel turno successivo la cilindrata superiore del teutonico (almeno nella giornata di oggi) si è manifestata in modo sempre più evidente: due fendenti da fondo hanno dato a Dominik lo 0-30, mentre una brutta volée sbagliata dal serbo gli ha offerto un’altra palla break, stavolta sfruttata con il nono vincente in risposta, un fantastico rovescio inside-in dal plesso solare che si è stampato sulla riga.

Quando l’incontro sembrava segnato, Koepfer ha iniziato a perdere brillantezza (com’era lecito attendersi, viste le energie spese fino a quel momento), trovandosi sullo 0-40 con tre errori: si è però salvato due volte con il servizio prima di vincere un punto in cui è successo di tutto, recuperando su un lob di Krajinovic per poi gestire i suoi slice e chiudere con un rovescio vincente ad avversario pressoché schienato. Va dato atto a Krajinovic di aver continuato a provarci pur trovandosi sul ciglio del baratro di un 1-4 0-30. Koepfer ha provato a spezzare definitivamente la volontà dell’avversario con una clamorosa demi-volée di dritto in allungo nel game successivo, ma Filip è rimasto lì e si è procurato una palla del contro-break provocando un errore di dritto, solo per essere nuovamente sfondato dal rovescio del mancino.

Era però evidente che Koepfer stesse regalando qualcosina in più, soprattutto di dritto: una stecca con questo colpo ha generato un’altra palla break, salvata da un servizio esterno, ma altri due errori hanno riportato in partita Krajinovic sul 3-4. Quello è stato l’inizio di una fase convulsa e francamente non troppo spettacolare: la partita si è infatti conclusa con quattro break di fila, tutti propiziati dagli errori dei contendenti. Krajinovic ha infatti perso di nuovo la battuta con un errore di rovescio, mandando a servire l’avversario sul 5-3; il tedesco ha però erroneamente battezzato un recupero alto in slice, restituendo il break con un errore bimane. Indietro 4-5, Filip ha commesso un doppio fallo con una seconda aggressiva e commesso un errore con l’approccio tagliato, concedendo un match point a Koepfer. Il serbo si è salvato con una buona smorzata (Dominik è arrivato un po’ pesante sulla sfera, mandando lungo il recupero) ma ne ha concesso un altro rimanendo passivo nello scambio e offrendo il fianco al rovescio lungolinea del rivale, cedendo infine l’incontro con un errore di dritto.

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Finali di Coppa Davis ad Abu Dhabi: l’accordo da 200 milioni di dollari in 5 anni si avvicina

Esclusiva Telegraph Sport: gironi in Europa subito dopo lo US Open, fasi finali a novembre negli Emirati

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Daniil Medvedev alla 2021 Davis Cup by Rakuten (Credit: Manuel Queimadelos/Quality Sport Images/Kosmos Tennis)

Per via del caso Djokovic e dell’Australian Open, da un po’ di tempo non si sentiva parlare delle nuove ombre che incombono sulla Coppa Davis. Un’esclusiva del Telegraph Sports, tuttavia, riporta ulteriori informazioni su quanto era trapelato per la prima volta durante lo scorso dicembre, ma mai confermato in maniera ufficiale: le finali di Davis sotto la gestione Kosmos sono pronte a traslocare ad Abu Dhabi dopo due edizioni disputate a Madrid. Il Telegraph Sports scrive che gli Emirati Arabi avrebbero offerto la cospicua somma di 40 milioni di dollari all’anno (ovvero 200 milioni per un contratto quinquennale).

Non finisce qui, però. Sembra confermata anche la volontà di dividere in due parti le Davis Cup Finals, in due periodi di calendario distinti. La fase a gironi (alla quale prenderebbero parte 16 nazioni) si giocherebbe in sedi europee nella settimana successiva allo US Open, a settembre. Le otto squadre che riusciranno a passare il round robin saranno poi impegnate nella fase a eliminazione diretta ad Abu Dhabi in novembre: come noto si tratta di una città con una relativa tradizione tennistica, dal momento che il torneo più conosciuto che si gioca da quelle parti è il Mubadala World Tennis Championship, esibizione che nemmeno fa parte del calendario del circuito.

 

La scelta che sta per essere confermata ha fatto e farà storcere il naso a molti. Chiaramente Kosmos non ha messo in primo piano i tifosi, da sempre il cuore pulsante della competizione a squadre: gestire una doppia trasferta non è affatto semplice per gli appassionati, europei e non, e al momento – riporta sempre Telegraph Sports – Kosmos sta provando a trovare una soluzione a questo problema, che probabilmente andava però risolto a monte. Lo scorso 5 dicembre era in programma a Madrid una conferenza stampa nella quale avrebbero annunciato tutti i dettagli del nuovo accordo. L’appuntamento è poi stato annullato, ma non è da escludere che nei prossimi giorni arrivi qualche notizia dai canali ufficiali, anche perché la decisione andrà ad avere un impatto non indifferente sul calendario.

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Preliminari Coppa Davis 2022: Slovacchia-Italia si gioca su cemento indoor a Bratislava

Scelta la sede e la superficie per lo spareggio del 4-5 marzo. Si gioca per raggiungere le Davis Cup Finals di novembre. C’è un precedente datato 2009

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Filippo Volandri e Jannik Sinner - Finali Coppa Davis 2021 (photo by Jose Manuel Alvarez / Quality Sport Images / Kosmos Tennis)

Il percorso in Coppa Davis della Nazionale italiana di Filippo Volandri partirà ufficialmente il prossimo venerdì 4 marzo. Berrettini, Sinner e compagni voleranno in Slovacchia per la sfida di playoff che mette in palio la qualificazione alle Davis Cup Finals by Rakuten del 2022. È stata annunciata la sede del confronto, ovvero la NTC Arena di Bratislava. La superficie dovrebbe essere cemento indoor, dunque abbastanza favorevole ai nostri primi due singolaristi – se confermeranno la loro presenza per il 4 e 5 marzo – Matteo Berrettini e Jannik Sinner. La Slovacchia ha infatti ospitato il Cile lo scorso settembre, giocando sempre alla NTC Arena e scegliendo il cemento come superficie. Il team guidato da Gombos e dal capitano Tibor Toth si impose 3-1, guadagnandosi la possibilità di giocare il turno preliminare nel World Group 2022.

C’è un precedente tra Italia e Slovacchia, squadra finalista della competizione nel 2005, sconfitta proprio a Bratislava contro la Croazia. Nel 2009 gli azzurri ospitarono sulla terra rossa di Cagliari la Slovacchia nel match di secondo turno del Gruppo I Europa-Africa e si imposero per 4-1. Vinsero in tre set Starace su Hrbaty (6-1 6-2 6-4) e in cinque set Fognini su Lacko (1-6 6-3 6-2 1-6 6-1). Il ligure, dopo la sconfitta nel doppio, chiuse la pratica superando Hrbaty 7-6 6-1 6-3 (arrotondò il punteggio Cipolla contro Lacko). L’Italia si qualificò così ai playoff di settembre per accedere al World Group, ma nulla poterono Seppi, Bolelli e Starace contro la Svizzera di Federer e Wawrinka, che vinse 3-2 a Genova.

Oltre un decennio più tardi le prospettive sono totalmente diverse per la nostra nazionale, che si presentava già alle Finals del 2021 tra le favorite, ma proverà ad arrivare in fondo nella competizione anche nel 2022, sperando di aggiungere alla squadra il numero italiano 1 Matteo Berrettini, fermato dall’infortunio all’addominale a novembre e assente alle Finali di Davis. Si dovrà passare dal preliminare, così come faranno altre 23 nazionali. Dieci di queste hanno ottenuto il posto vincendo lo spareggio per entrare nel World Group a settembre, mentre le altre 14 sono squadre che si sono qualificate tra il terzo e il 18esimo posto alle Davis Cup Finals ’21. Le prime due classificate, Russia e Croazia, sono già di diritto alle Finali 2022, così come le due wild card, assegnate a Serbia e Gran Bretagna.

 

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Binaghi: “Vogliamo candidarci per ospitare uno dei gironi della Coppa Davis 2022”

Il presidente FIT conferma l’interesse ma la scelta del luogo non è scontata: “L’avremmo voluta fare a Cagliari, ma ci chiedono un palazzetto da 8000 persone”

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Angelo Binaghi a Cagliari per Italia-Corea del Sud, Coppa Davis 2020 (foto Felice Calabrò)

A livello di risultati, la stagione 2021 è stata una delle più floride per la storia del tennis italiano, mentre dal punto di vista organizzativo è stata senza dubbio la più gloriosa di sempre. Negli ultimi dodici mesi, gli eventi di maggior prestigio ad essersi svolti nello stivale sono quelli che hanno concluso la stagione: le Nitto ATP Finals e un girone delle fasi finali della Davis Cup by Rakuten entrambi avvenuti al Pala Alpitour di Torino, oltre alle Intesa Sanpaolo Next Gen ATP Finals all’Allianz Cloud di Milano. Al netto del caos biglietti, tutto si è svolto in maniera più che decorosa e tutto lascia sperare che da qui in avanti non si possa migliorare.

E mentre le Finals a Torino sono garantite fino al 2025, ora la Federtennis vuole confermare l’impegno anche nella competizione a squadre. Come già annunciato le settimane passate, infatti, dal prossimo anno la Davis si dovrebbe trasferire ad Abu Dhabi dai quarti di finale in poi, mantenendo tuttavia la forma a gironi per decretare le partecipanti della fase finale, anche se si passerà da sei gruppi da tre a quattro gironi da quattro nazionali. Ebbene, l’Italia vuole candidarsi per ospitare uno dei gironi come accaduto quest’anno.

“Come paese stiamo facendo un’offerta per avere per i prossimi cinque anni la fase finale di Coppa Davis“, ha detto Angelo Binaghi, presidente della Federazione Italiana Tennis. “L’avremmo voluta fare a Cagliari ma ci chiedono un palazzetto da 8000 persone. Per capienza siamo alla posizione N.107 in Italia. Non la possiamo fare perché qui non c’è e a causa di questo la regione che più ha investito si vede scappare questa opportunità. Parteciperemo alla gara per la prima volta. Vorremmo ospitare i gironi a quattro squadre“. Queste le parole del numero 1 della FIT pronunciate durante la presentazione della giornata finale delle Cupra FIP Finals di padel a Cagliari. È scontato aggiungere che visto com’è andato quest’anno, la città di Torino con i 15.657 posti del PalaAlpitour sarebbe sicuramente la scelta più probabile.

 

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