"Una squadra", le voci dei protagonisti. Barazzutti: "Con Berrettini l'Italia può essere la squadra più forte al mondo"

Flash

“Una squadra”, le voci dei protagonisti. Barazzutti: “Con Berrettini l’Italia può essere la squadra più forte al mondo”

Il direttore Scanagatta ha intervistato in Barazzutti uno dei protagonisti della docuserie sulla Davis del 1976 e il regista/autore Domenico Procacci, fondatore di Fandango

Pubblicato

il

Corrado Barazzutti, Nicola Pietrangeli e Adriano Panatta sollevano il trofeo della Coppa Davis 1976 (Photo Courtesy of Fosforo Press)

Come anticipato nei giorni scorsi, domenica 28 novembre è stata presentata in anteprima “Una squadra”, docuserie sulla nazionale italiana che raggiunse quattro finali di Coppa Davis fra il 1976 e il 1980 vincendo la prima in casa del Cile di Pinochet. Organizzata in occasione del Torino Film Festival, l’anteprima della serie che uscirà a maggio (le puntate saranno sei, della durata di 45 minuti) si è svolta presso la Sala 6 dell’UCI del Lingotto ed è stata seguita da una cena a tema presso il Grattacielo Intesa Sanpaolo.

L’occasione è stata apprezzata in particolare da Adriano Panatta, che durante l’intervista ai cinque protagonisti dell’epoca (gli altri sono Nicola Pietrangeli, Corrado Barazzutti, Tonino Zugarelli e Paolo Bertolucci) condotta da Neri Marcorè non ha risparmiato frecciate alla celebrazione organizzata dalla Federtennis nel 2016 per il quarantennale della loro vittoria durante gli Internazionali d’Italia. Panatta già all’epoca non gradì il trattamento ricevuto, anche perché fu soprattutto Giovanni Malagò a insistere perchè qualcosa venisse organizzato, nell’indifferenza federale, dopo che la Federazione francese aveva reso nota la sua volontà, a 50 anni dal trionfo di Panatta al Roland Garros, di far premiare il vincitore degli Internazionali di Francia proprio da Panatta. Ma quella cerimonia, che la FIT non volle fare solo per Panatta a celebrazione del suo trionfo al Foro Italico (Panatta 50 anni prima aveva vinto anche a Roma) ma preferì allargare a tutti i componenti della squadra di Coppa Davis (nel ’76, l’anno magico, si era vinta pure quella) fu effettivamente di una tristezza paurosa. Celebrata, per modo di dire, nell’intervallo fra la finale del singolare femminile e l’inizio di quella maschile, quando quasi tutti gli spettatori avevano abbandonato il centrale per andare a rifocillarsi, senza averla annunciata prima…A Torino Adriano Panatta ha rincarato la dose: “La cosa al Foro Italico fu orrenda, quasi un insulto, una forzatura. Ci fecero entrare con lo stadio quasi vuoto, sembrava che dovessero farlo per forza. Per questo motivo voglio ringraziare Domenico Procacci che ci ha dato modo di ritrovarci, tutti e cinque insieme“.

Domenico Procacci, autore e regista di “Una squadra” (Credit: Alberto Novelli)

Presente anche il direttore di Ubitennis Ubaldo Scanagatta, che si è detto ammirato per l’accuratezza del lavoro, lavoro che l’ha fatto “ridere e piangere” in vari momenti. All’interno del grattaciello di Intesa Sanpaolo Ubaldo ha avuto modo di parlare con due dei protagonisti, vale a dire Domenico Procacci, fondatore di Fandango (società che ha prodotto “Una squadra”) e in questa circostanza anche autore e regista, e Corrado Barazzutti, uno dei due membri di quella squadra ad aver raggiunto la Top 10 assieme a Panatta. Barazzutti aveva parlato molto meno di Panatta e Bertolucci nel corso della varie presentazioni che si erano susseguite nella giornata.

 

La sfida più complessa è stata non far annoiare Panatta!“, ha detto sorridendo Procacci. “Scherzo, la parte difficile è far raccontare questa storia a chi l’ha vissuta, vale a dire i giocatori, i loro avversari e chi stava intorno a loro. Avere una voce narrante è certamente più semplice, perché dà più ordine alla storia. Io però ho trovato il disordine di questa narrazione molto interessante da un punto di vista artistico, ha dato un tocco molto personale alla vicenda; in questo senso il montaggio è praticamente una seconda regia in un lavoro di questo tipo“.

Un grande aiuto è arrivato dalla sua amicizia con i cinque protagonisti: “Le interviste sono state molto lunghe, anche perché non le abbiamo fatte a freddo, con i protagonisti c’era un rapporto personale e quindi avevamo già iniziato a parlare di questi temi in privato. La comunicazione per questo motivo è stata molto naturale, non hanno recitato“. Con quest’ultima frase Domenico Procacci aveva voluto sottolineare la spontaneità delle dichiarazioni rese, ciascuno secondo la propria distinta personalità, dai protagonisti delle 4 finali in 5 anni di Davis. La docuserie uscirà verso aprile-maggio, perchè va ancora completata. Saranno sei o 7 puntate, anche se qualcuno ha suggerito di dedicarne almeno una ai fuori onda…

Corrado Barazzutti (Credit: Alberto Novelli)

Barazzutti si è invece espresso così sulla squadra azzurra dell’epoca: “Sicuramente in quei cinque anni eravamo la squadra più forte del mondo, quattro finali e un titolo sono un risultato che parla da sé. La vittoria del ’76 è diventata molto più importante con il passare del tempo per i motivi che tutti conoscono, all’epoca si parlava solo del conflitto politico e la nostra vittoria passò in secondo piano, ci dovemmo praticamente nascondere al nostro ritorno. Nonostante ci siano stati filmati e racconti su quel titolo io credo che questa docuserie sia la più giusta celebrazione“.

Da ex-capitano di Davis, però, Corrado ha anche un occhio rivolto al presente e alle speranze dell’attuale generazione, impegnata proprio nel capoluogo piemontese per cercare di raggiungere le semifinali di Madrid, di ripetere i fasti degli anni Settanta: “Spero che la presentazione della serie qui a Torino sia benaugurante per questa squadra di ragazzi, è un team giovane e fortissimo, con Berrettini potrebbe addirittura essere la squadra più forte del mondo in certe condizioni“.

Detto questo, secondo lui non è la presenza di campioni a determinare la salute di un movimento: “Giocatori come Sinner, Berrettini, Sonego, Musetti e Fognini non li trovi in ogni scuola tennis, sono giocatori particolari e di grandissimo talento. Detto questo, il fatto che Sinner e Berrettini siano nella Top 10 nello stesso momento è un risultato storico che potrebbe portare a vittorie straordinarie“. Lo stato del gioco in Italia, infatti, va verificato nella partecipazione a tutti i livelli, e in questo senso non si può che essere soddisfatti del lavoro svolto in questi anni: “Il tennis forse è già il secondo sport più importante in Italia dopo il calcio, magari il nuoto ha più praticanti ma il tennis ha più specificità e necessita di strutture adeguate. Adesso ci sono tanti circoli e tante persone che giocano a tennis“.

Continua a leggere
Commenti

Flash

Zverev riparte da Montpellier: una wild card dopo la batosta all’Australian Open

Il numero tre del mondo riparte dalla sua comfort zone, un torneo indoor in Europa, dopo la sconfitta contro Shapovalov

Pubblicato

il

Alexander Zverev - ATP Cup 2022 Sydney (foto Twitter @ATPCup)

Poca voglia di restare a casa, nessuna intenzione di rimanere altri giorni a rimuginare: Alexander Zverev tornerà subito in campo nella settimana successiva all’Open di Australia. Il tedesco numero 3 del mondo ha infatti ricevuto una wild card dagli organizzatori dell’ATP 250 di Montpellier, evento indoor che si giocherà la settimana prossima. Una location non lontanissima da Monaco, dove Zverev ha la residenza, e condizioni di gioco che potrebbero ricordare quelle di Torino, dove pochi mesi fa Sascha ha vinto le ATP Finals, per ritrovarsi subito e ripartire forte dopo il brutto KO negli ottavi di finale degli Australian Open contro Shapovalov. Una batosta che ha confermato ulteriormente il poco feeling del tedesco verso le prove del Grande Slam. Il tabellone dell’ATP di Montpellier dovrebbe vedere protagonisti, a meno di rinunce dell’ultimo momento, anche Gael Monfils e Roberto Bautista Agut.

Continua a leggere

Australian Open

[VIDEO] Il punto del direttore Scanagatta: “Spero in una finale femminile combattuta”

Ubaldo deluso per la poca battaglia vista nelle semifinali: “Barty mi ricorda Bjorn Borg a Parigi 1978”

Pubblicato

il

Ashleigh Barty all'Australian Open 2022 (Credit: @AustralianOpen on Twitter)

Nel consueto punto di giornata sulla nostra pagina Instagram, il direttore Ubaldo Scanagatta fa un breve riepilogo delle due semifinali femminili dell’Australian Open andate in scena oggi, giovedì 27 gennaio. “Due semifinali a senso unico. Barty ha dato 6-3 6-1 alla Keys, è la prima australiana in finale nel torneo di casa dal 1980. Collins, che dopo questo torneo sarà tra le prime dieci del mondo, ha dato  6-4 6-1 a Swiatek -dice Ubaldo -. La Barty ha un rovescio slice che mi ricorda Federer, ma per aver perso solo 21 game in 6 partite mi ricorda Bjorn Borg, che a Parigi nel 1978 ne perse 32 in 7 (ma lui giocava tre set su cinque). La Collins, dopo un anno da una delicata operazione, tira fortissimo e contro la Barty può fare meglio di Anisimova e Giorgi. Spero di assistere a una finale lottata dopo tante partite senza storia”.

Ecco il video, reperibile anche sulla pagina Instagram di Ubitennis, che potete seguire per rimanere aggiornati in tempo reale su tutto ciò che accade nel mondo del tennis.

Visualizza questo post su Instagram

Un post condiviso da Ubitennis (@ubitennis)

 

Continua a leggere

Flash

Australian Open, Vanni Gibertini e Ubaldo Scanagatta parleranno di Berrettini-Nadal a RAI Radio 1 Sport

Vanni interverrà il 27 gennaio alle 17:35, il direttore Scanagatta il 28 gennaio alle 11:30 per parlare del risultato della semifinale

Pubblicato

il

2022 AUSTRALIAN OPEN, Matteo Berrettini (ITA), Photo © Ray Giubilo

Siamo ormai prossimi alla semifinale fra Matteo Berrettini e Rafael Nadal all’Australian Open 2022, in programma il 28 gennaio alle 4:30. Si tratta di una prima assoluta per il tennis maschile italiano, e non è quindi una sorpresa che la performance del N.7 ATP sia finita sulle prime pagine degli organi d’informazione.

Proprio per questo motivo, era naturale che ci si rivolgesse a chi segue il tennis su base un pochino più frequente. RAI Radio 1 Sport si è quindi rivolta alla redazione di Ubitennis per un commento pre- e post-partita, con le seguenti modalità:

  • Il vicedirettore Vanni Gibertini interverrà a “Tempi Supplementari” verso le 17:35 del 27 gennaio
  • Il direttore Ubaldo Scanagatta invece sarà di scena verso le 11:30 a “Palla al Centro” il 28 gennaio

Oltre che via radio, le loro parole si potranno ascoltare anche in streaming, a questo link: Rai Radio1 Sport | Canale | RaiPlay Sound. Vi aspettiamo!

 

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement