WTA Lione: Paolini soffre ma sconfigge Bara

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WTA Lione: Paolini soffre ma sconfigge Bara

Partita sofferta e piena di errori per Jasmine, che vince in rimonta dopo aver perso il primo set. Ora per lei Dodin o Korpatsch

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Jasmine Paolini - Courmayeur 2021 (foto Francesco Peluso)
 
 

Nervosa, fallosa, poco continua ma con un’indomita voglia di combattere e non arrendersi. Questo il ritratto di Jasmine Paolini nel primo match dell’Open 6ème Sens Métropole de Lyon. La testa di serie numero 5 del torneo supera in tre set la romena Irina Maria Bara per 4-6 7-5 6-3 e vola al secondo turno, dove affronterà la vincente della sfida tra la francese Dodin e la tedesca Korpatsch.

IL MATCH – Inizio di match faticoso per entrambe le tenniste, entrambe subito costrette ai vantaggi sul proprio servizio. Jasmine cede subito il passo nel terzo game. Una battaglia durata ben 18 punti, con Paolini abile ad annullare la prima palla break con un ace e ad approfittare dell’errore di rovescio di Bara sulla seconda. L’azzurra avrebbe l’occasione di chiudere il game ma clamorosamente affonda a rete. Bara si mostra coraggiosa conquista la terza palla break con una smorzata, prima che con un doppio fallo Jasmine conceda definitivamente il game alla sua avversaria.

L’occasione per rientrare arriva subito per l’italiana nel quarto game. Risposta corta e dritto in avanzamento di Bara che si salva. Paolini non riesce a trovare continuità, alternando punti ben giocati a gratuiti che danno fiducia all’avversaria come capitato nel sesto e nell’ottavo gioco, nei quali su situazioni di vantaggio sul servizio dell’avversaria commette errori che le fanno perdere occasioni. Nel decimo game Jasmine ancora avanti, si innervosisce facendo errori netti e non più di misura. L’ultimo errore di dritto alla fine di un lungo scambio regala il 6-4 dopo 50 minuti alla romena.

 

Paolini abbandona il campo alla fine del primo set, ma la pausa non dà nessuna scossa. Smorzata vincente di Bara ed è subito palla break per la romena. Jasmine l’annulla con un vincente di dritto, chiudendo il game in uno dei pochi segmenti di gioco in cui riesce a mettere tre bei punti consecutivi.

Ma game vinto in rimonta sembra aver dato fiducia a Jasmine. Una gran risposta in apertura ed un errore di rovescio di Bara spianano la strada all’italiana. Corre tanto Bara, ma Paolini muove bene la sua avversaria e di dritto ottiene la palla break. Putroppo è Jasmine a fare e disfare. Altro dritto comodo colpito male che finisce in corridoio e sfuma la palla break. Bara alla fine ci mette del suo. Doppio fallo che offre un’altra palla break paolini che stavolta non getta via, trovando profondità col dritto con Bara che affonda a rete.

Il vantaggio ha durata effimera. Jasmine è lenta in uscita dal servizio e il suo dritto finisce out offrendo due palle per il controbreak Bara. La romena chiude con un vincente di dritto un game giocato bene da parte sua ma nuovamente condito dagli errori di Paolini. Il nuovo tentativo di fuga di Jasmine è nel sesto game, dove il break arriva grazie a quattro errori di Bara. La nativa di Castelnuovo Garfagnana si presenta allora per servire per il set. Bara gioca senza pensieri e prende campo, Jasmine sbaglia ancora ed è nuovamente contro break per la romena.

Bara recupera da sotto 2-5 fino alla palla break dell’undicesimo game che poteva significare servire per il set. Ma qui ewxe fuori l’orgoglio dell’azzurra che con due dritti anomali rimette su il game. Nel gioco successivo Jasmine lascia andare il braccio, la sua avversaria corre ovunque ma Paolini prende campo arriva a rete e chiude appoggiando per il set point. L’avversaria serve una seconda tutt’altro che irresistibile e Jasmine riesce a chiudere lo scambio, portando la sfida al terzo.

Jasmine inizia bene il terzo set vincendo sette punti dei primi otto giocati, ma getta alle ortiche tre palle break consecutive. Ed è Paolini la prima a cedere il servizio nel corso di un quinto game giocato a corrente alternata e ben rappresentato dall’erroraccio al volo che vale il break per la romena. Il servizio di Bara è un colpo tutt’altro da temere ed ogni occasione è buona per strappare il servizio all’avversaria. Jasmine è brava a costruirsi le sue occasioni e da 2-3 riemerge e chiude 6-3 dopo quasi due ore e trenta di gioco.

GLI ALTRI MATCH – Tra gli altri risultati di giornata spicca l’uscita di scena della quarta forza del seeding, Alize Cornet. La trentaduenne di Nizza è stata eliminata in rimonta dalla spagnola di origine moldave Cristina Bucsa (n. 139). Dopo aver vinto il primo set per 6-1, la n. 37 del ranking ha smarrito la via perdendo il secondo 6-4 e terminando il terzo e decisivo parziale col netto risultato di 6-1 per l’avversaria.

A Varvara Gracheva la sfida dell’est Europa con la slovacca Kristina Kucova (n. 76). La russa n. 71 WTA ha raggiunto l’accesso agli ottavi di finale grazie a due tie-break dominati (7-6(0) 7-6(2)).

Vittorie in tre set, entrambe in rimonta, per Anna Bondar (n.79) su Yuriko Miyazaki (n. 206) per 6-7(5) 6-3 7-5 e Stefanie Vogele (n. 144) contro Elsa Jacquemot (n. 239) con il risultato di 4-6 6-2 6-3.

WTA Lione, i risultati di lunedì

V. Gracheva b. K. Kucova 7-6(0) 7-6(2)
[Q] C. Bucsa b. [4] A. Cornet 1-6 6-4 6-1
A.Bondar b. [Q] Y. Miyazaki 6-7(5) 6-3 7-5
[Q] S. Vogele b. [WC] E. Jacquemot 4-6 6-2 6-3

QUI IL TABELLONE AGGIORNATO DEL WTA 250 DI LIONE

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ATP Sofia, Musetti spegne il fuoco di Lazarov e vince in rimonta al terzo

Prestazione eccelsa e sorprendente di Lazarov fino al tie-break del secondo set. Poi cede di testa e di gambe. Musetti rimane lucido e aggressivo e vince al terzo

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La wild card Alexandar Lazarov fa faville per due set. Ace, passanti, rovesci ad uscire, incrociati e volée… Il bulgaro è ispiratissimo e disputa il match della vita fino al 5-4 del tie-break del secondo parziale. Poi, un sanguinoso doppio fallo e, da lì, l’inizio della fine. Subisce la rimonta di Lorenzo per poi cedere di testa e di gambe. Bravo Musetti che, se all’inizio non si dimostra sufficientemente aggressivo, sale ulteriormente di livello diventando più offensivo nel secondo set. Non si lascia mai scalfire dall’intraprendenza esplosiva dell’avversario, stringe i denti e sfianca un ormai spento Lazarov al terzo, chiudendo con lo score di 6-7(5) 7-6(8) 6-2 dopo due ore e 42 minuti. Il prossimo avversario sarà il vincente del match tra Struff e Humbert.  

LA PARTITA

Un avvio di match offensivo e intraprendente per Alexandar Lazarov nel suo primo incontro con Lorenzo Musetti, n. 4 del seeding. Il 24enne bulgaro, nonostante si posizioni al n. 334 del ranking, mostra un tennis propositivo e di grande qualità. Tuttavia, Lorenzo non si scompone e pareggia immediatamente i conti sul 2-2. I due danno a vita a scambi vivaci e in accelerazione e Lorenzo scampa il pericolo del break sul 2-3; Lazarov estrae dalle proprie corde due vere e proprie chicche vincenti con il rovescio ad uscire – bellissimo, ad una mano anche per lui -, salendo poi ancora sul 4-3 e continuando ad essere impeccabile, al servizio e con i fondamentali da fondo, avanzando ancora 6-5.  È tie-break.
Il bulgaro gestisce in modo egregio in primi punti e sale 4-2, imponendosi con due mini-break su Lorenzo. Sale ancora 5-3 per poi procurarsi tre setpoint sul 6-3. Il terzo è quello buono, giocato in modo esplosivo e coraggioso da Lazarov che va a prendersi la prima frazione per 7-6 dopo poco più di un’ora. L’azzurro paga un tennis forse un po’ troppo attendista e timido rispetto al piglio e all’aggressività del bulgaro.

 

Il ritmo e la qualità del gioco non vengono meno nel secondo set. Anzi. I due mantengono grande intensità, soprattutto Lazarov, sempre perfetto al servizio e scatenanto negli scambi. Lorenzo non è da meno, gestendo magnificamente i colpi di fino e deliziando il pubblico di Sofia con l’eleganza delle sue soluzioni al volo. Si porta così in vantaggio 3-2. Ma attenzione, perché Lazarov, dal 40-15, si fa rimontare da Lorenzo che si procura la prima palla break dell’incontro. Tuttavia, il bulgaro non si lascia distrarre e si salva servendo l’ennesima fucilata, per poi impattare sul 3-3. Musetti fa un ulteriore passo in avanti vincendo a zero il proprio turno di servizio, 4-3.

Lazarov continua il festival delle prodezze e si procura così due palle break. Lorenzo però le salva entrambe e avanza 5-4. Non solo. Si procura anche un setpoint ma Lazarov è prontissimo: con l’ennesimo ace annulla le chance dell’avversario e lo raggiunge sul 5-5; continua a fare i fuochi d’artificio e ora è lui a strappare il servizio a Musetti, per poi avanzare ancora sul 6-5.

Ma attenzione… Lorenzo non ci pensa un attimo a spingere, è aggressivo al punto giusto; Lazarov si lascia sorprendere e, alla fine, l’italiano conquista il suo primo break del match. Non basta, i due pareggiano ancora e si giunge al secondo tie-break.

Musetti sale rapidamente 4-2; gli smash, ripetuti, e la risposta vincente, concedono a Lazarov altri due punti preziosi che gli consentono il pareggio sul 4-4. Altro smash travolgente per il 5-4. Ma ecco che arriva un dolorosissimo doppio fallo bulgaro e Lorenzo può avvicinarsi sul 5-5. Musetti poi, sul 6-5, si procura il secondo setpoint. Il servizio però non tradisce Lazarov che annulla ancora un terzo setpoint a Lorenzo sul 7-6. Ce n’è un quarto, sulla quale, però, Lorenzo commette doppio fallo, ed è 8-8. Il quinto, sul 9-8, è quello buono. Con un dritto vincente, Musetti frena la cavalcata vincente del bulgaro e riapre il match per giocarselo al terzo set.

Ora, invece, è tutta un’altra storia, il match cambia volto in un lampo. Lazarov appare provato, stordito e del tutto privo di energie dopo un rendimento altissimo nei primi due parziali ma, soprattutto, dopo essere stato a due punti dal match. Lorenzo invece si rinfranca ulteriormente, diventando padrone assoluto negli scambi. Sale 2-0 in un baleno. Il calo è netto per il bulgaro, ormai fermo sulle gambe, non trovando più alcuna spinta né al servizio né da fondo. Musetti allunga ancora sul 3-0 poi sul 4-1 per chiudere definitivamente l’incontro con il punteggio di 6-7(5) 7-6(8) 6-2. Ma grande onore ad Alexandar Lazarov per aver saputo mettere in campo un tennis di altissima qualità ad un ritmo altissimo, ritmo al quale, però, il 24enne bulgaro non è ancora sufficientemente avvezzo.

Il prossimo avversario di Musetti sarà il vincente tra Struff e Humbert.  

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ATP Tel Aviv: Cressy elimina Korda, Cilic in tre set su Thiem

L’attaccante franco-americano elimina il figlio di Petr. Nel match di maggior blasone della giornata, primo successo del croato contro l’austriaco.

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Cinque incontri di singolare in programma nel mercoledì del Watergen Tel Aviv Open, due a completare il primo turno e i restanti valevoli per i quarti di finale. Per quanto riguarda il doppio, l’attesa coppia formata da Novak Djokovic e il ritirando Jonathan Erlich non è scesa in campo, sembra a causa di un infortunio patito dal veterano israeliano nell’allenamento di sabato scorso insieme al connazionale Andy Ram.

Al primo turno, Tomas Martin Etcheverry aveva ottenuto la sua miglior vittoria in carriera contro il n. 39 Aslan Karatsev, primo top 50 battuto su sei tentativi; una vittoria che il classe 1999 argentino aveva dedicato alla sorella scomparsa la settimana scorsa. Non si è ripetuto al secondo turno contro un altro russo, Roman Safiullin, che lo ha battuto 6-1 6-4 prendendosi il suo secondo quarto di finale ATP in carriera dopo le semifinali raggiunte a Marsiglia in febbraio. Venerdì, Roman cercherà almeno di replicare quel risultato contro il vincente fra Schwartzman e Rinderknech.

Lo statunitense Maxime Cressy, quarto del seeding, si fa bastare un break per set per superare il connazionale Sebastian Korda con il punteggio di 6-4 6-4. La rottura nel primo parziale arriva già nel terzo gioco dopo un primo “15” ben manovrato da Sebi che chiude con il vincente il lungo scambio. Maxime però prende la rete dopo una buona risposta, poi è lui a lavorare bene la palla; un paio di imprecisioni del classe 2000 di Bradenton ed è sorpasso. Korda subito a caccia del contro-break, ma l’altro risale da 15-40 con un ace di seconda e una prima che gli offre una comoda volée. Sebastian non avrà altre occasioni nel resto del match, anzi è lui a rischiare ancora nel settimo gioco, salvandosi però con una seconda profondissima seguita da dritto imprendibile. Nel secondo set, Cressy passa sul 4 pari infilando tre punti ai vantaggi: un doppio fallo, un errore con lo slice e una risposta vincente. Chiude poi tenendo a zero come aveva fatto nel primo set prendendosi il quarto di finale contro Emil Ruusuvuori oppure Constant Lestienne, vincitore di Mannarino nell’incontro che ha aperto il programma del Centrale.

 

Il match di cartello tra due campioni Slam quello che vede Marin Cilic battere 6-7(6) 6-2 6-4 Dominic Thiem, primo successo croato dopo le sconfitte nelle quattro precedenti sfide.

Scambi pesanti, accelerazioni, variazioni slice, occasionali sortite a rete, anche se il livello non è certo il più alto che i due hanno espresso in carriera e che ci si augura possano tornare a farci ammirare, soprattutto da parte austriaca. Insomma, c’è qualche errore di troppo, ma il duello si fa guardare. Il primo strappo è di Domi che gioca un buon quinto game, approfittando anche della complicità croata con lo smash relativamente comodo fuori bersaglio. All’ottavo gioco, però, Thiem si fa prendere dalla fretta dopo l’errore con il rovescio steccato: un serve&volley avventuroso e due colpi fuori di metri significano 4 pari. Il parziale si decide allora al tie-break, dove risulta determinante lo sventaglio di Marin che finisce in corridoio, errore punito dalla battuta vincente di Thiem che gli vale il set.

Riparte più convinto Cilic, mentre Dominic sbaglia davvero troppo e muove il punteggio solo quando è già sotto 0-4. Parziale compromesso per lui, anche perché Cilic in battuta non concede nulla e si va al terzo.

Il ventinovenne di Wiener Neustadt esce per un toilet break e al rientro Cilic gli fa male con il dritto procurandosi subito tre palle break consecutive che si vede però annullare, l’ultima con monomane lungolinea che strappa applausi. Al sesto gioco, Cilic salva il 30-40 con la battuta, mentre Domi può recriminare per non essere riuscito a rispondere in campo alla seconda al corpo sullo 0-30. Si arriva senza scossoni al 3-2 Thiem che ha una palla break non sfruttata nel sesto gioco: non sarà altrettanto generoso nel gioco successivo dove arriva il break decisivo. Cilic lo difende senza problemi e chiude 6-4 dopo 2h44 festeggiando così alla grande il suo 34° compleanno.

IL TABELLONE DELL’ATP 250 DI TEL AVIV

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Del Potro confessa: “Il ginocchio? Cerco una cura per vivere bene, non per giocare a tennis”

L’argentino ex numero 3 del mondo parla dei suoi problemi: “Mi serve tempo per trovare lucidità e consapevolezza”

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Jaun Martin Del Potro - Buenos Aires 2022 (foto Facebook @ATPTour)

La sua ultima apparizione era stata a febbraio scorso, a casa sua in Argentina, contro Federico Delbonis. Del Potro aveva perso 61 63 e salutato il pubblico con la forte sensazione che quella potesse essere l’ultima volta. Si era infatti ritirato dal tabellone del torneo Open di Rio la settimana dopo. Da quel momento Del Potro ha dovuto continuare a combattere contro il dolore fisico: “Sono andato in Svizzera recentemente a parlare con un altro dottore” ha dichiarato alla rivista argentina La Nacion, “un nuovo trattamento mi è stato consigliato da diversi dottori, non mi resta che sperare”. Soprannominato il gigante gentile, Del Potro ha affrontato una vita piena di infortuni fisici, tra cui un problema alla rotula e un problema al polso dovuto allo schiacciamento di un tendine. “Oggi posso solo camminare, non posso correre, non posso neanche guidare per troppe ore di fila senza dovermi fermare per fare stretching. È una realtà molto dura e triste con la quale devo convivere ogni giorno” ha detto l’argentino affranto. “Non ero preparato a tanta sofferenza, non so come fanno gli altri atleti a convivere con questo tipo di dolore” ha continuato l’ex numero 3 del mondo. Lui è stato uno dei primi grandi campioni a ritirarsi in questo 2022. Ma a differenza di altri, lui sta per compiere 34 anni e vorrebbe poter continuare anche se confessa: “Sto iniziando a perdere la fiducia che avevo all’inizio, quando provavo un trattamento nuovo speravo sempre che fosse la volta buona. Ma alla fine non funzionava mai”. 

Il gigante gentile ha parlato anche del triste momento che sta passando ma con la speranza di poter tornare un giorno a competere: “Non voglio chiudere con il tennis, voglio lasciare la porta aperta. Saranno la vita e il tempo a dirmi come andrà a finire”. Oltre a raccontare quello già molti sanno, questa volta l’argentino ha spiegato alla rivista Nacion di come lui ora sia alla ricerca di una cura per la vita e non più per il tennis. Alla domanda: “quand’è stata l’ultima che hai preso la racchetta in mano seriamente?”, lui ha risposto: “Al torneo di Buenos Aires, lo scorso febbraio. Ero arrivato reduce da tanti trattamenti, avevo preso un sacco di antidolorifici e mi sono detto: ora che faccio? Butto via tutta questa fatica o entro in campo per giocarmi quella che potrebbe essere la mia ultima partita? Alla fine sono contento di essere sceso in campo, perché se è vero che quella è stata l’ultima almeno ero a casa mia, con la mia gente e la mia famiglia. È stato comunque spettacolare”. E poi ammette: “Ma ora non sto cercando però l’ennesima cura per giocare a tennis, sto cercando una cura per continuare a vivere con serenità”. Alla domanda: “Come riempi le tue giornate ora che non c’è più il tennis a riempirle?”, Del Potro risponde sinceramente: “Non lo so, ogni giorno non sono preparato ad affrontare il giorno successivo e mi chiedo cosa sarà, cosa farò”.

A pochi giorni dall’addio di Roger Federer, l’argentino definisce così il re del tennis “lui ha aperto la strada per la perfezione nel mondo del tennis”. I due negli anni hanno costruito un’amicizia sincera e consolidata e Del Potro è rimasto molto sorpreso quand’è venuto a conoscenza che Roger si sarebbe ritirato dopo la Laver Cup e confessa: “in cuor mio ho creduto di vederlo giocare ancora una volta Wimbledon nel 2023, non mi aspettavo lasciasse adesso”.

 

Quando gli viene chiesto se ha immaginato di giocare contro talenti esordienti come Sinner e Alcaraz risponde: “Sì, mi sarebbe piaciuto, si stanno trasformando e stanno diventando davvero forti e potenti. Ho visto la partita che hanno giocato allo US Open, davvero intensa. Però a entrambi mancano ancora alcune variazioni. Stanno molto sulla riga di fondo e colpiscono forte ma sono sicuro che col tempo diventeranno sempre più completi”. Durante l’intervista gli è stato anche chiesto se riesce a pensare di essere un giorno allenatore e Del Potro ha risposto: “Ho parlato di questo proprio con Juan Carlos Ferrero, e gli ho chiesto come fa a viaggiare così tanto. Lui mi ha risposto che ora viaggia così tanto perché si tratta di Alcaraz. Però prima di quel momento è stato cinque anni a casa con la sua famiglia e si è preso il tempo necessario. Forse è proprio quello che a me serve ancora tanto: il tempo. Per trovare lucidità e consapevolezza di quello che succederà. Quello che però mi fa già stare bene è quando vedo che i giovani mi ascoltano e fanno tesoro dei consigli che gli do. Il problema di adesso è solo che io mi sento ancora uno di loro”.

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