Nikola Pilić: "Boris Johnson è matto, Rublev e Medvedev vogliono solo giocare a tennis!" [ESCLUSIVA]

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Nikola Pilić: “Boris Johnson è matto, Rublev e Medvedev vogliono solo giocare a tennis!” [ESCLUSIVA]

Intervistato dal direttore Scanagatta, l’ex tennista iugoslavo si è espresso anche sul dibattito Djokovic-vaccino: “Quanto successo in Australia è assurdo!”

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Niki Pilic e Fabio Fognini a Belgrado 2022 (foto Ubitennis)
 
 

Poco prima dell’inizio delle semifinali al Serbia Open di Belgrado il direttore Ubaldo Scanagatta ha intercettato Nikola “Niki” Pilić, ex tennista iugoslavo divenuto famoso per il boicottaggio di Wimbledon nel 1973. Sostanzialmente, a causa della mancata partecipazione alla Coppa Davis Pilić venne escluso prima dalla squadra iugoslava, quindi dal torneo di Wimbledon. Molti suoi amici tennisti (ben 81!) decisero così di boicottare il torneo, sia per appoggiare la sua situazione che, soprattutto, per sperare di ottenere più voce in capitolo nella neonata ATP.

Di questo, ma anche di altro, Niki Pilić ha parlato in esclusiva ai nostri microfoni: “Djokovic è stato quasi cinque anni nella mia accademia e mi ha invitato qui (Pilić è stato il primo allenatore del serbo, ndr). Mi fa molto piacere essere qui e vedere come si gioca oggi, sicuramente in maniera molto più rapida rispetto al nostro tempo. Poi oggi c’è anche mia moglie: la conosco dal 1959 e siamo sempre stati insieme”.

Pilić ha vinto la Coppa Davis da capitano di tre squadre diverse. Proprio la Coppa Davis è stata il fattore scatenante del boicottaggio di Wimbledon del 1973, nato per un suo problema con la federazione iugoslava: “Tutto nacque per un mio problema, ma quello era una situazione che non riguardava solo Niki Pilić, ma l’ATP e la federazione internazionale del tennis. Nella stessa settimana c’era il master di doppio e la sfida di Coppa Davis tra Iugoslavia e Nuova Zelanda a Zagabria. Io dovevo giocare il master, ma non potevo giocare la Coppa Davis per la Iugoslavia anche se ci avevo giocato per 12 anni: venni escluso. Quattro ore prima della finale contro Nastase mi è arrivato un telegramma che diceva che non potevo giocare a Wimbledon. Così, molti altri decisero di non partecipare e, dopo il boicottaggio, le cose sono finalmente andate sulla strada giusta, dove in realtà dovevano già essere da tempo”.

 

Un problema simile, curiosamente sempre con Wimbledon protagonista, riguarda l’annosa questione dell’esclusione dai Championships dei tennisti russi e bielorussi. Una scelta di stampo politico, dettata ovviamente dalla tragica situazione russo-ucraina: Boris Johnson è matto! Rublev e Medvedev non c’entrano niente con Putin, vogliono solo giocare a tennis esattamente come tutti gli altri. La politica si è addentrata troppo nello sport e io credo che questa situazione potrebbe essere molto simile a quella del ’73. Nel senso, qualcuno potrebbe dire: “se questi tennisti non giocano, non giochiamo neanche noi!” e, a quel punto, sarei curioso di vedere quale sarebbe la reazione di Wimbledon”.

Per concludere, una considerazione su Djokovic e la sua scelta di non vaccinarsi: “Novak è un giocatore formidabile. In questo momento non posso dire se lui sia il numero uno, tre, undici o diciassette, però è sicuramente un giocatore speciale. In lui ho visto una componente che nella mia vita non ho mai visto in altri giocatori, e io sono stato al fianco di Boris Becker, Michael Stich o Goran Ivanišević. Novak, però, aveva qualcosa in più degli altri. Ha sempre avuto una forma fisica che gli permetteva di stare sei ore al campo senza stancarsi: questo è incredibile. Per quanto riguarda il vaccino, lui ha un carattere molto forte: se vuole fare una cosa (o non vuole in questo caso), è difficile smuoverlo dalla sua posizione. Ha sempre detto di non volersi vaccinare, questo è il suo carattere e la sua idea. Per me però è un peccato, nessuno poteva sapere che sarebbe arrivato il Covid. In ogni caso, quello che è successo in Australia è una cosa che non voglio vedere più con nessun giocatore: non è possibile che non venga fatto giocare un tennista che ha vinto nove volte l’Australian Open.

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Wimbledon, Day 9 LIVE: iniziata sul centrale Djokovic-Sinner, in campo anche Maria-Niemeier

La diretta scritta dei Championships di martedì 5 luglio: al via i quarti di finale dello Slam londinese, sul centrale programmata anche Jabeur-Bouzkova

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Centre Court, Wimbledon 2016 (Credit AELTC/Florian Eisele)

14:38 – Inizia il secondo faccia a faccia tra il serbo Djokovic e l’italiano Sinner (con Novak che ha vinto il precedente a Montecarlo 2021). Per Jannik è il primo quarto di finale Slam della carriera raggiunto senza aver mai vinto un match su erba; Nole invece si presenta con una striscia di 25 vittorie consecutive a Wimbledon

14:31 – Sono scesi in campo Novak Djokovic e Jannik Sinner sul Centre Court; i due tennisti hanno iniziato il riscaldamento, mentre non essendoci match di tabellone principale sul campi secondari si riscontra un sensibile calo di pubblico nei ground rispetto ai giorni precedenti

14:30 – Si prosegue on serve, con la 22enne Niemeier avanti 3-2 e servizio

 

14:21 – La 34enne Maria riesce ad evitare il doppio break di svantaggio e si salva vincendo il suo primo game della partita, finora non particolarmente entusiasmante. 2-1 Niemeier

14:11 – Una disinvolta Niemeier approfitta di una contratta Maria per passare subito avanti 1-0 con break

14:05 – Si apre il programma del nono giorno di tennis a Church Road: iniziano i quarti di finale con le prime tenniste pronte a scendere in campo sul campo 1. Le due tedesche Tatjana Maria e Jule Niemeier si affrontano per la prima volta in un confronto generazionale; mai prima d’ora erano andate così lontane in uno Slam

14:00 – Buongiorno amici di Ubitennis e benvenuti alla diretta scritta del torneo di Wimbledon 2022 in questo martedì 5 luglio. Iniziano i quarti di finale ed è il giorno più atteso dagli appassionati italiani, quello della sfida tra Novak Djokovic e Jannik Sinner sul Centre Court. Il match è il primo del programma, i due scenderanno dunque in campo alle 14.30

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PROGRAMMA DEL GIORNO

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Berrettini nuovo testimonial Head&Shoulders assieme ai The Jackal

“La collaborazione e la campagna mi danno l’opportunità di essere d’esempio per tante persone”

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Nuovo sponsor per Matteo Berrettini, che è protagonista assieme ai comici The Jackal  dei nuovi spot pubblicitari della Head&Shoulders, il brand di shampoo numero 1 in Italia per combattere la forfora.

Rappresentare un brand come Head&Shoulders in un’operazione di sensibilizzazione di questa portata è per me motivo di grande orgoglio. La collaborazione e la campagna mi danno l’opportunità di essere d’esempio per tante persone, i ragazzi in particolare, nell’affrontare a testa alta le sfide quotidiane, i pregiudizi e le difficoltà, continuando a credere in se stessi”, queste le parole di Matteo Berrettini. “Se c’è qualcosa che il tennis mi ha insegnato è proprio questo: mai arrendersi, dare sempre il meglio, essere chi si è con onestà e trasparenza, cercando sempre il modo migliore per raggiungere i propri obiettivi. Non solo nello sport, ma in ogni situazione della vita, soprattutto quelle quotidiane”. 

 

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Jannik Sinner entra nel Last Eight Club, il circolo più esclusivo dell’AELTC

Per l’altoatesino posti riservati in tribuna e una “tenda privata” all’interno del circolo

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Jannik Sinner sarà membro a vita del All England Lawn Tennis and Croquet Club. Dopo la vittoria negli ottavi contro Carlos Alcaraz, nel capitolo di quella che è da molti considerata la rivalità del futuro, l’italiano è entrato di diritto nel Last Eight Club, un club ristretto, riservato ai migliori otto giocatori rimasti nel torneo più prestigioso al mondo.

I benefici sono molteplici: d’ora in avanti Sinner sarà invitato dall’All England Club ad assistere al torneo, oltre ad avere posti riservati in tribuna e una “tenda privata” all’interno del circolo, con bar e tavolini per ospitare familiari e amici, assieme ai colleghi membri.

 

Sinner raggiunge così la cerchia ristretta di giocatori e giocatrici italiani ad aver raggiunto tale traguardo. Il primo ad entrarci fu il barone Uberto De Mopurgo, che ha disputato i quarti di finale nel 1928. Poi in ordine di tempo troviamo Nicola Pietrangeli dal 1960, Adriano Panatta dal 1979, Davide Sanguinetti dal 1998 e il finalista uscente Matteo Berrettini. In campo femminile, oltre a Lucia Valerio ai quarti del 1933, le socie italiane del Last Eight Club sono Laura Golarsa, che nel 1989 giocò a visto aperto contro la tre volte campionessa Chris Evert; Silvia Farina dal 2003; Francesca Schiavone dal 2009 e Camila Giorgi, sconfitta da Serena Williams nel 2018.

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