Wimbledon, Murray: "Molti coach non mi hanno voluto, devo ringraziare Lendl". Sir Andy donerà i suoi guadagni all'Ucraina

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Wimbledon, Murray: “Molti coach non mi hanno voluto, devo ringraziare Lendl”. Sir Andy donerà i suoi guadagni all’Ucraina

Anche Andy Murray, durante la conferenza di vigilia, si dice perplesso sulla decisione dell’ATP di non assegnare punti: “Non vedo come possa essere d’aiuto”

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Andy Murray - Wimbledon 2021 (via Twitter, @wimbledon)
 
 

Nella domenica che precede l’inizio del torneo, come da tradizione, i giocatori si sono intrattenuti con la stampa nella loro conferenza di vigilia. Tra questi c’è anche Andy Murray, padrone di casa indiscusso e campione a Wimbledon nel 2013 e nel 2016, attualmente al numero 51 del ranking. Lo scozzese, inoltre, ha deciso di donare all’UNICEF tutti i suoi guadagni da questa edizione dei Championships. A beneficiarne saranno le famiglie delle vittime della guerra in Ucraina. Una motivazione in più, dunque, per spingersi più avanti possibile nel torneo. Seguono le sue dichiarazioni più interessanti in conferenza stampa.

D: Che cosa si prova a tornare a Wimbledon?

Andy Murray: È fantastico, specialmente dopo gli ultimi anni in cui si è giocato in circostanze diverse dal solito, tra la bolla e tutto il resto. È bello tornare a giocare Wimbledon in condizioni normali“.

 

D: Lunedì hai detto di non riuscire ancora a colpire al meglio e non eri ancora del tutto certo della tua partecipazione al torneo. Come sono cambiate le cose da allora? Come ti senti?

Andy Murray: Va tutto bene. Sono riuscito a progredire gradualmente durante gli allenamenti in questa settimana e ho giocato qualche set e molti punti. Gli ultimi giorni sono stati confortanti”.

D: Ieri ti sei allenato con Evans sul Campo 1 e sembrava che ti stessi divertendo. Vedere Ivan (Lendl, allenatore di Murray) lì rafforza la tua convinzione che tu possa ancora esprimerti ai massimi livelli, magari anche questo quindici giorni?

Andy Murray: “Penso di aver mostrato solo un paio di settimane fa che posso ancora esprimere del buon tennis. Prima dell’infortunio ho battuto un top5 e ho lottato punto a punto contro Berrettini, che è uno dei migliori giocatori su erba del circuito. Ho giocato bene anche contro Kyrgios. Avere Ivan Lendl nel mio team senza dubbio aiuta: abbiamo avuto grande successo in passato, ci conosciamo bene. Lui crede ancora in me e sicuramente questo mi aiuta, anche perché non ci sono molti allenatori che l’hanno fatto in quest’ultimo periodo“.

D: Quest’anno sarai fisicamente molto vicino a Wimbledon, visto che hai affittato un appartamento. Qual è il motivo di questa scelta? E chi si occuperà di cucinare?

Andy Murray: “Ho affittato un appartamento, è vero, e lì starà mio padre, ma c’è una stanza in più. Ho fatto questa scelta perché è molto vicino al luogo del torneo, così potrò stare lì in caso finissi tardi o dovessi giocare presto. È difficile ultimamente gestire il traffico, non voglio trovarmi in una situazione in cui posso impiegare un’ora e mezza per arrivare qui un’altra ora e mezza per tornare a casa. Mio padre comunque è un cuoco piuttosto bravo!”

D: Che cosa pensi del tuo prossimo avversario, James Duckworth? Hai giocato contro di lui un paio di volte e anche lui ha avuto problemi all’anca. Avete mai parlato di questo?

Andy Murray: “In realtà no, non ne abbiamo mai discusso. So che ha subìto un’operazione dopo l’Australian Open quest’anno, ma non so esattamente quali fossero i suoi problemi. Ci vuole un po’ di tempo per tornare, a seconda della gravità dell’operazione. Lui ne ha già dovuta fare qualcuna nel corso degli anni, ma è un gran lavoratore e si è ripreso, raggiungendo credo il suo best ranking l’anno scorso. Ovviamente gli auguro il meglio dopo l’operazione e sono sicuro che faremo una bella partita lunedì”.

D: Che cosa ne pensi della decisione di Wimbledon di escludere i giocatori russi e bielorussi, quindi della risposta dell’ATP di non assegnare punti in classifica?

Andy Murray: “Ne ho già parlato abbastanza alcune volte, capisco perché la decisione sia stata presa. Io conosco anche parecchi giocatori russi e bielorussi, mi trovo bene con loro e mi dispiace. Capisco la loro frustrazione. Per quel che riguarda la risposta dell’ATP, non sono d’accordo: non so a che cosa possa servire o chi possa aiutare non assegnare punti. Tutti i giocatori si sono comunque presentati per giocare qui, quindi non vedo come questa scelta possa mettere l’ATP in una posizione più forte.

D: Hai detto che Ivan Lendl è stata una delle poche persone a credere in te, credo che tu parlassi di allenatori. Ti ha fatto male vedere che alcuni non credevano in te?

Andy Murray: “In realtà no, anzi, per certi versi è stata come una motivazione. Ho parlato con po’ di allenatori, ma non aveva funzionato, molti non mi hanno voluto (sorride). Ovviamente è stato difficile affrontare questa situazione: anche per questo sono grato che Ivan abbia deciso di tornare a lavorare con me“.

D: Hai parlato con Emma Raducanu della difficoltà di essere sempre sotto esame?

Andy Murray: Non ho dato consigli a Emma né a nessun altro dei giocatori britannici su come affrontare queste situazioni. Sarei più che felice di farlo, ma nessuno me l’ha chiesto, quindi non posso nemmeno chiamare una persona e dirgli come deve comportarsi o quale sia la strada giusta da percorrere. Ognuno è diverso, sente le cose in modo diverso e le gestirà in modo diverso. Io stesso non ho gestito tutto al meglio durante il periodo di Wimbledon, ma ci sono molte emozioni e stress in ballo”.

D: In uno sport così fisico saresti a favore di maggiori controlli del sangue, magari durante gli Slam o altri tornei? Dalle statistiche dell’ITF nel 2021 sono stati fatti solamente due controlli durante le competizioni.

Andy Murray: Più test si fanno meglio è. Chiaramente devono essere quanto più possibile casuali, porterebbero più benefici. Avvisare prima i giocatori non credo sia la scelta migliore“.

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Hyeon Chung, tra quella carriera rotta e il sogno di tornare, riprende ad allenarsi

Il 26enne sudcoreano annuncia, tramite un video su Instagram, il ritorno in campo con una racchetta in mano

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Hyeon Chung - Australian Open 2018 (@RDO foto)

24 gennaio 2018, più di quattro anni fa, forse non tanti, ma neanche così pochi. In uno sport, possono essere una vita; nella carriera di Hyeon Chung, appaiono un’era geologica. Quel giorno di gennaio, battendo Tennys Sandgren, il sudcoreano trovò una clamorosa semifinale Slam all’Australian Open, tra le imprese più incredibili nel tennis degli ultimi anni, contando che sul suo cammino aveva anche eliminato Djokovic in ottavi di finale. Sembrava il trampolino verso qualcosa di grande, una carriera da ricordare… ma dall’ora più lucente subito venne il buio più nero. Giocò bene qualche altro mese, arrivò in top 20, per poi iniziare a spegnersi gradualmente, e negli anni definitivamente crollare. Il ragazzo, classe 1996, ha sofferto di vari problemi fisici, che lo hanno più volte portato sotto i ferri, impedendogli di regalarsi quel sogno di una carriera, di una vita, brevemente accarezzata e troppo bruscamente interrotta.

L’ultima partita ufficiale risale ormai al 23 settembre del 2020, una sconfitta in due set contro Renzo Olivo alle qualificazioni del Roland Garros. Da allora, il nulla più totale, se non allenamenti fisici, stretching e perfezionamento del corpo, con la racchetta che sembrava ormai un’utopia. Eppure ieri, un fulmine a ciel sereno sul suo profilo Instagram: un video di Chung che si allena, che tira a pieno braccio con quella racchetta che tanto aveva fatto sognare lui, il movimento asiatico e tanti appassionati, accompagnata da una semplice descrizione: “Hello!. Non ci è dato sapere se e quando tornerà Hyeon Chung, né come lo farà, ma possiamo avere la certezza che quel sogno proibito (così lo definì nella sua rubrica “Chi l’ha visto” a gennaio il nostro Marco Lorenzoni) stia piano piano tornando sui binari che riavvicinano alla realtà.

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ATP/WTA Cincinnati, teste di serie: guidano Medvedev e Swiatek, attenzione a Nadal. Presenti anche Berrettini e Sinner tra i favoriti

Intriga la presenza del maiorchino dietro il russo, sempre imprevedibile la WTA da Iga in giù

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Se c’è una cosa che ci porteremo in dote, come monito ancor più presente del passato, da questa gita in Canada (specie con l’ATP a Montreal) è che spesso le teste di serie lasciano il tempo che trovano. Dei primi 5 del tabellone maschile, ben quattro di loro (tranne Ruud, la quarta tds) sono usciti all’esordio in questa Rogers Cup, in una notte di San Lorenzo che ha visto cadere un bel po’ di stelle, come ha ben analizzato Carlo Galati. Ma la cosa più bella della frenetica estate tennistica americana, è proprio che non c’è neanche il tempo di recriminare che già si gioca la settimana dopo un altro torneo importante, dato che il tour si sposterà a Cincinnati per un altro 1000 combined (sia maschile che femminile), il cui sorteggio del tabellone principale si terrà a mezzanotte tra venerdì a sabato ora italiana, ovvero alle 18:00 ora locale..

E le teste di serie, come spesso capita, sono molto simili all’Open del Canada. Partendo dall’ATP, il seed è guidato da Daniil Medvedev, n.1 al mondo, ma stavolta dietro di lui al n.2 c’è Rafael Nadal, pronto a rientrare in pista alla caccia della prima piazza del ranking (che raggiungerebbe in caso di vittoria e sconfitta del russo prima dei quarti), che completa i big 4 del torneo insieme a Carlos Alcaraz e Stefanos Tsitsipas, entrambi in cerca dello splendore perduto. Per quanto riguarda gli italiani, Matteo Berrettini perde una posizione nel seed, passando da undicesima a dodicesima forza, ma comunque non avrà agli ottavi nessuno dei primi 4 da sorteggio; e idem per Jannik Sinner, che scivola alla decima posizione tra le teste di serie, avendo perso i 500 punti di Washington 2021. Di seguito l’elenco dei magnifici 16 (noterete l’assenza di Nick Kyrgios, ancora una mina vagante, un rischio all’esordio):

  1. Daniil Medvedev (RUS)
  2. Rafael Nadal (ESP)
  3. Carlos Alcaraz (ESP)
  4. Stefanos Tsitsipas (GRE)
  5. Casper Ruud (NOR)
  6. Andrey Rublev (RUS)
  7. Félix Auger-Aliassime (CAN)
  8. Hubert Hurkacz (POL)
  9. Cameron Norrie (GBR)
  10. Jannik Sinner (ITA)
  11. Taylor Fritz (USA)
  12. Matteo Berrettini (ITA)
  13. Diego Schwartzman (ARG)
  14. Marin Cilic (CRO)
  15. Reilly Opelka (USA)
  16. Roberto Bautista (ESP)

Le teste di serie della WTA sono invece fondamentalmente invariate rispetto a questa settimana, sempre guidate dall’inarrivabile Iga Swiatek, ancora in gara a Toronto in attesa di partire per l’Ohio, seguita da Kontaveit, in pienissima crisi di risultati ma ancora alla seconda piazza delle favorite, e da Badosa, Sakkari e Jabeur a completare la top 5 a Cincinnati. Le grandi incognite sono proprio le condizioni della spagnola e della tunisina, costrette al ritiro in Canada, che certamente possono dire la loro in un tabellone come sempre apertissimo per le signore. Ancor di più alla luce dell’assenza tra le 16 di giocatrici del calibro di Collins, Krejicikova, Rybakina, Kvitova, la rediviva Andreescu, che al primo turno possono essere un ostacolo davvero duro. Ecco le forze del tabellone alla vigilia:

 
  1. Iga Swiatek (POL)
  2. Anett Kontaveit (EST)
  3. Paula Badosa (ESP)
  4. Maria Sakkari (GRE)
  5. Ons Jabeur (TUN)
  6. Aryna Sabalenka (BLR)
  7. Jessica Pegula (USA)
  8. Garbiñe Muguruza (ESP)
  9. Daria Kasatkina (RUS)
  10. Emma Raducanu (GBR)
  11. Coco Gauff (USA)
  12. Belinda Bencic (CAN)
  13. Leylah Fernández (CAN)
  14. Karolina Pliskova (CZE)
  15. Simona Halep (ROM)
  16. Jelena Ostapenko (LET)

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Carlotta Arginelli: nove anni e studia già da campionessa

La giovanissima emiliana si qualifica per lo Junior NextGen Italia, in programma a Milano in concomitanza con la NextGen ATP Finals

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Carlotta Arginelli

A nove anni non solo è in grado di lasciarsi alle spalle ragazze più grandi, ma anche di staccare il pass per andarle a sfidare in una delle principali competizioni nazionali di tennis riservate ai giovanissimi. Carlotta Arginelli, classe 2013, tesserata per il Club La Meridiana di Casinalbo di Formigine, ha infatti conquistato l’accesso al Master ‘Junior Next Gen Italia’ che si disputerà a Milano in concomitanza con le Next Gen Atp Finals. Alla competizione parteciperanno le prime cinque atlete Under 10 qualificate nelle cinque macro-aree in cui è stato suddiviso il territorio nazionale. Carlotta ha preso parte al girone Nord Est che comprendeva Emilia-Romagna, Trentino-AltoAdige, Veneto e Friuli-Venezia Giulia.

In tutta Italia, soltanto lei e un’altra ragazza abruzzese, Benedetta Tano, sono riuscite ad arrivare alle finali nazionali Under 10, pur avendo soltanto nove anni. Per la cronaca Carlotta Arginelli che è figlia d’arte, essendo suo padre Alessandro responsabile della Top Tennis School del Club La Meridiana, nel girone Nord Est ha accumulato un totale di 270 punti piazzandosi alle spalle, nell’ordine, di Virginia Arduini (Tc Riccione, 540 punti), Thea Marth (Amateur Tennis Club Passeier, 450 punti), Ioana Bala (Tc Riccione, 430 punti) e Ilinka Cibilic (Circolo Tennis Zavaglia, 280 punti). Ricordiamo che la ‘Junior Next Gen’ (giunta alla 12esima edizione) comprende, oltre alla categoria Under 10, anche gli Under 12 e 14. Dall’anno scorso si è aggiunta la ‘Super Next Gen’ dedicata agli Under 16 e 18. Per i primi due classificati della ‘Super Next Gen’ saranno in palio delle wild card per i tornei internazionali ITF Under 18 che si disputano nel nostro paese. 

Segui su Instagram: @massimogaiba

 

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