Roland Garros, il più grande obiettivo del 2026 di Sinner: i successi recenti, i record e i possibili avversari a Parigi

Jannik Sinner si presenta come il netto favorito per vincere l’unico Slam che gli manca in bacheca. L’avversario più temibile? La sua condizione psicofisica

Di Andrea Binotto
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Jannik Sinner - Roma 2026 (foto Francesca Micheli)

Giovedì 19 febbraio, tarda serata. Molti parlano di crisi. A chi si riferiscono? A Jannik Sinner, che dopo aver perso qualche settimana prima la semifinale dell’Australian Open contro Novak Djokovic, nei quarti a Doha viene battuto da Jakub Mensik. Ora, a tre mesi di distanza, a pensarci viene quasi da ridere. Questo è senza alcun dubbio uno dei momenti migliori della carriera del 24enne azzurro. Se non addirittura il migliore in assoluto, data la trafila di successi consecutivi da marzo in poi (la più estesa sino ad ora nel suo curriculum). Ventinove per essere precisi. E trentaquattro vittorie una dietro l’altra a livello 1000, se si tiene conto anche del sigillo ottenuto a Parigi indoor a fine 2025. Roba da numeri 1 per distacco.

Da Indian Wells a Roma: un percorso immacolato

Con una voglia matta di tornare a farsi valere su cemento, a marzo Jannik ha completato la doppietta Indian WellsMiami senza lasciare set per strada. Quindi è arrivata la terra. Subito, a Montecarlo, il tennista di Sesto Pusteria ha mostrato la sua caratura anche sul mattone tritato, nonostante la preparazione per questo evento fosse durata solo una manciata di giorni. Se molti si erano preoccupati dopo il set perso contro Tomas Machac, Jannik ha fugato ogni dubbio nelle fasi conclusive del torneo, che ha finito per vincere in finale contro Carlos Alcaraz.

Quello rimane tutt’ora l’unico confronto in stagione tra le due belve attuali di questo sport. E Sinner, sebbene sia ancora indietro 10-7 nei testa a testa complessivi contro lo spagnolo, l’ha intascato in due parziali. In seguito, ecco Madrid, la cui partecipazione di Jannik era stata valutata da molti come rischiosa in vista degli appuntamenti di cartello della stagione sul rosso: Roma e il Roland Garros. Ma, ancora una volta, nessuno conosce Sinner meglio di Sinner e del suo team. Ovviamente, avevano ragione loro. Nell’unico torneo 1000 in cui prima di questo 2026 non aveva neanche mai raggiunto le semifinali, l’allievo di Simone Vagnozzi e Darren Cahill ha dovuto assestare il suo tennis nel primo impegno. Ma dopo aver perso il set inaugurale contro Benjamin Bonzi, l’azzurro ha fatto piazza pulita della concorrenza, fino a demolire Alexander Zverev in finale in soli 57 minuti.

Fatte le valigie in fretta e furia, Jannik si è diretto verso Roma. Nel mentre, il rivale numero uno, Alcaraz, era ed è tutt’ora fermo ai box per l’infortunio al polso. A differenza però di Carlitos, che nel 2025 non è riuscito a capitalizzare al meglio i tre mesi di assenza di Sinner dalle competizioni, il tennista italiano ha continuato a spazzare via i suoi avversari. Tanto che, dopo aver sofferto solamente nella semifinale contro Daniil Medvedev, Jannik ha riportato il trofeo degli Internazionali BNL d’Italia nel Belpaese. A cinquant’anni di distanza dal successo di Adriano Panatta, che insieme ad Angelo Binaghi e al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella lo ha premiato a seguito della finale vinta ai danni di Casper Ruud, un azzurro è quindi tornato a trionfare al Foro Italico.

I record e quel pezzetto mancante

Ti aspetto per consegnarti il trofeo anche a Parigi. Non sappiamo se sono state queste le parole esatte che ha detto Panatta a Sinner durante la premiazione a Roma. La sostanza, però, è quella. Adriano ha già affermato che secondo lui Jannik ce la farà a completare la doppietta Roma-Roland Garros, che il romano ha conquistato nel lontano 1976. Intanto, l’azzurro ha centrato il Career Golden Mastersqui un riepilogo di tutti e nove i sigilli -, un record che fino a pochi giorni fa aveva tagliato solamente Djokovic. Nella città capitolina Sinner ha completato la serie di tutti i 1000 vinti in carriera, diventando peraltro il più giovane ad agguantarla, dato che Nole l’aveva strappata a 31 anni.

Nessuno prima di Sinner era mai stato in grado di alzare al cielo cinque trofei Masters consecutivi. A Jannik, però, di solito piace andare oltre. Infatti, ha ora all’attivo sei sigilli 1000 filati ed è il primo a vincere i primi cinque Masters stagionali. ‘Sinner Sweep’ è il nome che è stato coniato per questo primato. Ora, come sempre, Jannik guarda avanti. Verso quell’unico tassello che gli manca – oltre alle Olimpiadi – per completare il suo palmares di grandi titoli in questo sport. Se pensiamo che questo ragazzo ha ancora 24 anni e che fino a un mese e mezzo fa non aveva ancora vinto un grande torneo sulla terra, tutto ciò assume contorni ancor più fantascientifici.

Obiettivo Roland Garros

Solo Rafael Nadal, nella storia del tennis, è riuscito a fare suoi tutti i più grandi tornei sulla terra nella stessa stagione. Correva l’anno 2010. In quell’annata Rafa arrivò nel gradino più alto anche a Wimbledon e allo US Open. Sedici anni dopo, chissà che tutto ciò non si possa riconfigurare sotto delle vesti italiche. Ma andiamo un passo alla volta. “Nei prossimi giorni mi allenerò poco, zero tennis”, ha dichiarato Sinner a seguito del successo al Foro Italico. “Voglio stare con la mia famiglia, staccare dal tennis. Mi preparerò direttamente a Parigi. Ora è importante riposare. L’obiettivo resta Parigi, che per me è il torneo più importante di quest’anno. Non voglio mettermi troppa pressione.

Ricordiamo, per chi si fosse sintonizzato sul pianeta tennis da poco tempo, che Sinner ha come migliori risultati al Roland Garros la semifinale del 2024 e l’ultimo atto del 2025. Il suo giustiziere è sempre stato lui, Alcaraz. E sempre in cinque set. Se due anni fa la sconfitta aveva bruciato parecchio, nell’ultima edizione dello Slam parigino quei tre match point annullati dallo spagnolo gridano ancora vendetta a un anno di distanza. A seguito di cinque ore e ventinove minuti, di una partita tra le più memorabili di sempre, Carlitos l’aveva spuntata al fotofinish. Ora corre l’anno 2026. Alcaraz non sarà ai nastri di partenza del Roland Garros. L’occhio di bue è quindi puntato su un uomo solo: Jannik Sinner.

I possibili avversari a Parigi: più che i 127, lui stesso

Detto che la quota di Sinner vincente a Parigi oscilla tra 1.30 e 1.40 nei siti di scommesse – il secondo favorito è Zverev a 9, il terzo Djokovic -, a meno di due giorni dal sorteggio ufficiale, che si svolgerà giovedì 21 maggio alle 14, capiamo quali potrebbero essere gli avversari di Jannik a partire dal terzo turno in poi. Dato che, nei primi due impegni, l’azzurro non affronterà teste di serie.

Guardando alle forze del seeding, al terzo turno Sinner potrebbe sfidare uno di questi otto giocatori: Francisco Cerundolo, Jakub Mensik, Rafael Jodar, Joao Fonseca, Tallon Griekspoor, Corentin Moutet, Brandon Nakashima o Ugo Humbert. Agli ottavi, invece, Karen Khachanov, Luciano Darderi, Casper Ruud o Valentin Vacherot. Ai quarti, Ben Shelton, Daniil Medvedev, Taylor Fritz o Alex de Minaur. In semifinale, Novak Djokovic o Felix Auger Aliassime. In finale, Alexander Zverev.

Ovviamente, queste sono solo proiezioni legate al ranking e al metodo con il quale verrà sorteggiato il tabellone, nel quale non ci saranno i nomi di Carlos Alcaraz e Lorenzo Musetti. Qualsiasi cosa potrà infatti capitare sulla terra rossa parigina. La cosa più importante è star bene fisicamente, altrimenti non vai da nessuna parte, ha sottolineato l’azzurro. Se in questa settimana Jannik riuscirà a recuperare quasi del tutto dalle fatiche degli ultimi mesi, il suo percorso verso il titolo parigino potrebbe non mettergli davanti particolari insidie. Che, di questi tempi, più che gli avversari riguardano principalmente lui stesso e la sua condizione psicofisica. “Quello che cercherò sempre di fare è dare il 100%”. Così Jannik ha concluso la sua ultima conferenza stampa a Roma. Con queste premesse, non si può che dormire sonni tranquilli.

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