US Open: Fabbiano e Lorenzi super, Travaglia elimina Fognini [AUDIO]

NEW YORK - Thomas battaglia al quinto, Paolo supera in quattro set l'ostico Muller. Sarà derby: avremo un italiano in ottavi. Prima vittoria Slam per Travaglia. Seppi e Schiavone out

US Open: Fabbiano e Lorenzi super, Travaglia elimina Fognini [AUDIO]

T. Fabbiano b. J. Thompson 2-6 6-2 3-6 6-4 6-2 (da New York, il nostro inviato Vanni Gibertini)

 

Le piogge di martedì, successivamente spazzate via dal vento durante la notte, hanno creato un clima ideale per il tennis per tutta la giornata di mercoledì, ivi compresa la serata che ha visto una temperatura ideale di circa 25 gradi con poco vento e condizioni perfette. Anche sul campo 16 di Flushing Meadows, dove il rumore proveniente dagli altri campi (soprattutto il vicino 17) ed il pubblico che pendola tra un match e l’altro può disturbare non poco i giocatori.

Thomas Fabbiano e Jordan Thompson si sono affrontati in un match pieno di alti e bassi, nel quale il nostro rappresentante ha ceduto rapidamente il primo set per 6-2 senza mai tenere la battuta, per poi restituire lo stesso punteggio nel secondo set grazie ad una maggiore consistenza nei colpi da fondocampo ed un aiuto da parte del servizio di Thompson, autore di ben quattro doppi falli. Una volta pareggiato il conto dei set, però, Fabbiano ha mancato l’occasione di consolidare il proprio vantaggio imballandosi in qualche errore gratuito di troppo, come quelli piuttosto gravi sull’1-2, consentendo a Thompson di ritrovare il ritmo da fondocampo rimandando palla dopo palla ed attendendo il momento giusto per andare a segno. Fabbiano ha provato a sfruttare la pressione che mette all’avversario da fondo campo venendo a rete per prendersi il punto, ma in più di una circostanza non ha trovato il ‘punch’ per il colpo del ‘ko’ ed è stato infilato da passanti o da lob, come quello che ha chiuso il set in favore dell’australiano dopo 34 minuti di gioco. Il pubblico sugli spalti non è numeroso, ma il supporto per entrambi i protagonisti si fa sentire: il ‘clan Fabbiano’ non manca di incoraggiare il pugliese ad ogni colpo vincente, mentre a fare il tifo per Thompson ci sono nientemeno che i suoi compagni di Davis Nick Kyrgios e Thanasi Kokkinakis, seduti sulle panchine a bordocampo in mezzo agli altri spettatori.

Nel quarto set i servizi assumono d’un tratto una maggiore importanza: è sempre Fabbiano ad avere il comando del gioco, rimanendo sempre con i piedi ben vicini alla linea di fondo e costringendo Thompson a giocare di rimessa, che è però quello che gli riesce meglio. Una risposta in rete su una brutta seconda costa a Fabbiano la palla per il 2-0, sul 4-3 non sfrutta uno 0-30 anche per colpa di due errori gratuiti, ma sul 5-4 riesce a procurarsi un set point con un bel diritto in affondo e porta a casa il set grazie ad una volée in rete di Thompson che perde le staffe e spara due pallate tra gli alberi di Corona Park, rimediando una sacrosanta ammonizione. Il pubblico intanto si affolla sulle piccole tribune del campo 16, tanto che Kyrgios e Kokkinakis, alzatisi in piedi per sgranchirsi le gambe, ora hanno bisogno della security per evitare di dover scattare un selfie ogni “quindici”. Il quinto set parte male per Fabbiano, che va subito sotto 0-2, ma sono le ultime cartucce dell’australiano, che viene definitivamente abbandonato dal servizio (saranno 15 in totale i suoi doppi falli alla fine) e subisce sei giochi consecutivi mandando Fabbiano al suo primo terzo turno in un torneo dello Slam.

Si perfeziona così il derby italiano tra lo stesso Fabbiano e Paolo Lorenzi che assicura al tennis italiano un rappresentante negli ottavi di finale, due anni dopo l’impresa di Fognini che nel 2015 sconfisse Nadal al terzo turno e si fermò contro Feliciano Lopez.

P. Lorenzi b. [19] G. Muller 6-7(4) 6-3 7-6(4) 6-3 (da New York, il nostro inviato Luca Baldissera)

Chiude il pomeriggio di tennis sul campo 7 di Flushing Meadows, dopo la vittoria di Stefano Travaglia nel derby azzurro con Fabio Fognini, il match tra Paolo Lorenzi (35 anni, 40 ATP) e il lussemburghese Gilles Muller (34 anni, 23 ATP). Quasi settant’anni in campo, non certo una partita “giovane”, ma sia Paolo che Gilles (autore dell’eliminazione di Rafa Nadal a Wimbledon meno di due mesi fa), sono giocatori che stanno attraversando la fase migliore della carriera, si prospetta quindi un buon livello tecnico. I precedenti sono 2-1 per Muller, il più recente fu la dolorosa rimonta da due set a zero sotto che Gilles inflisse a Paolo al Roland Garros di due anni fa.

L’avvio di partita è difficile per Lorenzi, ma non per suoi demeriti, i problema è che Muller oltre ai servizi al fulmicotone (“non la legge nemmeno Nadal la battuta di Gilles“, ci aveva detto ieri Paolo in conferenza stampa), tiene e gioca benissimo anche da fondocampo, senza soffrire la buone pressione dell’azzurro, e attaccando in modo efficace con il dritto mancino e lo slice di rovescio. Ne consegue un break per lui al quarto gioco, e difeso senza affanni fino al 4-3. Qui Paolo è bravo a spingere per primo, poi approfitta di un paio di incertezze di Gilles (in particolare una facile volée fallita malamente), e pareggia 4-4. Dopodichè lam partita segue le battute fino al 5-5, quando Paolo ha altre due occasioni per brekkare, ma è bravo l’avversario a cancellarle. Poco dopo, è Paolo ad annullare una palla break che è anche un set point con una buona volée di dritto, e siamo 6-6, il tie-break è giusto per quanto visto in campo finora, un paio di occasioni in più, però, le ha forse avute Lorenzi. Scambio di minibreak nel terzo e quarto punto, poi accelerando bene Muller sale 5-3, ma con un doppio fallo rimette in corsa l’azzurro, 4-5, poi però stampa un dritto sulla riga di fondo, e alla fine chiude 7-4 incassando l’errore in diagonale di Paolo. Peccato, ma la partita è equilibrata, possiamo ancora giocarcela.

Il secondo set inizia subito bene per i colori azzurri: Paolo conserva facilmente il proprio turno di battuta, poi un dritto in rete di Muller gli regala 3 palle break consecutive: la prima è annullata con un ace, ma sulla seconda il lussemburghese affossa in rete il rovescio, per Paolo è il 2-0. Gilles è ormai in rottura prolungata: e tra errori di dritto e doppi falli, manda il nostro giocatore sul 4-0. Non si gioca nel secondo parziale: in22 minuti Paolo è avanti 5-0, ma sul 5-1 concede un break alla reazione di rabbia di Muller, che tiene il servizio successivo, 5-3. Alla battuta per chiudere il parziale, Lorenzi attacca bene, Gilles anche, ne esce un game lottato con palla break per Muller, annullata, set point Lorenzi, cancellato dal dritto del lussemburghese, ma alla seconda occasione l’azzurro chiude ed è 6-3 e un set pari. Bravo Paolo, ora serve attenzione.

Il terzo parziale inizia all’insegna dell’equilibrio, in modo simile al primo, fino al 3-3: nel settimo game Paolo ha tre palle break non consecutive, non trasformate per bravura di Muller, e subito dopo tocca a lui affrontarne e annullarne una prima di conquistare il 4-4. Sale la tensione, il livello tecnico non è eccelso in questa fase, sono più gli errori che i vincenti, ma senza ulteriori sussulti si arriva al 6-6, e al secondo tie-break della partita. Un grande passante lungolinea di rovescio e due solidi servizi portano l’azzurro sul 3-0 con un minibreak, raggiunto da Muller sul 4-4, poi un fenomenale recupero in avanti di Paolo gli consente il vantaggio decisivo, e di chiudere per 7-4, siamo 2 set a uno avanti, bene così. Ottimo anche l’avvio del quarto set per Lorenzi, che brekka a zero Muller nel secondo game, il lussemburghese sembra molto sceso sia di fisico che di testa, e in particolare fallisce diversi rovesci, sia in risposta che in manovra. Si innervosisce anche verso il pubblico e il suo angolo, cosa decisamente poco comune per un ragazzo di norma tranquillissimo. In pochi minuti Paolo sale 3-0, poi sul 3-1 annulla una palla break con la battuta, momento importantissimo, e un drittaccio sparato da Gilles a metà rete gli consegna il 4-1, vantaggio conservato fino al 5-2, forse siamo in dirittura d’arrivo. Alla battuta per chiudere il match sul 5-3, Lorenzi con freddezza esemplare tiene il servizio a zero. 6-3 e terzo turno per lui, in attesa del vincitore tra Thompson e Fabbiano, che bella e meritata occasione per il senese, sognando un altro derby azzurro.

Simpaticissimo come sempre Paolo nella chiacchierata post-match, che potete ascoltare nell’audio inserito nella playlist in testa al pezzo, quando ci ha detto “ho studiato il servizio di Muller con i video di Youtube“. Chissà, forse avrebbe potuto farlo anche Rafa Nadal…

[Q] S. Travaglia b. [22] F. Fognini 6-4 7-6(8) 3-6 6-0 (da New York, il nostro inviato Ferruccio Roberti)

Molto bravo Travaglia, con un tennis solido, ottimi fondamentali nel dritto e servizio e un rendimento generale già adesso più che degno dei primi 100 del mondo; molto male Fognini, che non può permettersi di perdere – in un torneo dello Slam- un quarto set senza lottare , dopo aver mostrato il peggio del suo repertorio in precedenza in quanto a monologhi coloriti e polemiche arbitrali. Questi i due verdetti di un emozionante scontro generazionale italiano, che in certi momenti dell’incontro ha anche offerto un bel tennis. Sotto il primo sole veramente caldo di questa edizione 2017 degli US Open, sul campo numero 11 di Flushing Meadows, scenario dell’unico derby italiano di primo turno, si affrontavano due tennisti separati all’anagrafe da 4 anni e mezzo (30 anni compiuti a maggio Fognimi, mentre Travaglia ne farà 26 a dicembre) d’età, ma, soprattutto da un’esperienza nel tennis professionistico imparagonabile. Quella che per Fabio rappresentava l’esordio nella sua decima partecipazione al Major newyorkese, la 76°partita in un torneo del Grande Slam e la 527°partita nel circuito maggiore, era per Stefano la seconda partita in un torneo di questo livello e la terza a livello ATP. Una leggera brezza di vento rende quasi sopportabile la temperatura, ma non sono certo queste le condizioni ideali per giocare a tennis. Il pubblico riempie già dai primi minuti l’alta tribuna laterale del campo 11 e, sin dai primi scambi, si intuisce che, sia quello straniero che quello italiano (si sentono tante voci di connazionali apprezzare ed incitare) sosterrà in grandissima parte il tennista più celebre ed estroso dei due in campo.

Non basta però al ligure per entrare in partita in maniera accettabile: senza nulla togliere a Travaglia, autore invece di un inizio solido, vi è molto demerito di Fabio se in appena 40 minuti il punteggio vede Stefano avanti sul 6-4 2-0. Basti vedere le statistiche al servizio in quel momento, riportanti numeri tremendi per Fognini. 1 ace e 4 doppi falli, appena il 21% di punti vinti con la seconda. Fabio inizia a questo punto con il primo lancio di racchetta, seguito nei minuti successivi dalle prime imprecazioni e le prime polemiche col giudice di sedia, a scuotersi e recupera il break di svantaggio nel secondo parziale. Travaglia, 144 del mondo nell’ultima classifica, fa qualcosa in più del suo avversario, inizia a mostrare di meritare, al di là dei demeriti altrui, il vantaggio nel punteggio. Dopo 65 minuti di gioco, Travaglia ha la prima occasione per portarsi avanti di due set: nel decimo gioco, con Fognini al servizio, sul 30-30 il ligure manda in rete un dritto, ma con un servizio vincente scampa il pericolo. Nel dodicesimo gioco Fabio grida un forte “why?” alla giudice di linea rea di aver sbagliato una decisione poi corretta dal giudice di sedia, ma si arriva senza altri sussulti al tie-break, molto teso ed emozionante, con diversi punti giocati da entrambi con coraggio e bravura. Fabio si porta avanti sul 4-2, Stefano lo rimonta, ma, sul 5-5, il nastro spinge lungo il dritto di Travaglia. Sul primo set point a suo favore, Fognini affossa il rovescio in rete, ne ha poi un secondo sul 7-6, ma in questo frangente è Travaglia bravissimo ad annullarlo con un bellissimo e coraggioso rovescio lungolinea all’incrocio delle linee. Anche un terzo set point svanisce per Fabio, a causa di un errore di dritto: arriva cosi il turno di Travaglia, sul 9-8, del primo set point nel gioco decisivo. Subito si rivela quello buono: Fabio si apre bene il campo, ma sul passante di rovescio del marchigiano, affossa in rete la stop volley incrociata di dritto. Dopo nemmeno un ora e mezzo di partita Travaglia è meritatamente avanti 2 set a 0.

Il numero 26 del mondo appare in rottura prolungata e in avvio di terzo parziale si trova subito sotto di un break: sul 2-1 40-0 e servizio Travaglia, il più giovane tennista mostra di sentire il differenziale di esperienza, subendo una serie di 17 dei 22 punti successivi, che portano Fognini avanti 5-2. Quando da pochissimo sono passate le due ore di gioco, il ligure dimezza la sua distanza nei set e si prende un toilette break. Alla ripresa del gioco, Fabio rientra in campo col corpo, ma non con la mente: Stefano non deve fare nulla di particolare per trovarsi in 25 minuti a vincere 6 giochi consecutivi. Vi è anche il tempo, nel frattempo, per l’intervento del giudice arbitro dopo il terzo gioco, chiamato da Fognini, in perenne polemica con il giudice di sedia, (la svedese Louise Engzell, curiosamente la stessa con la quale nel 2009 Flavia Pennetta in Fed Cup ebbe una durissima polemica, con tanto di presunto dito medio agitato) ma poco cambia. Travaglia vince, in due ore e 29 minuti, quella che è sin qui la partita più importante della sua giovanissima carriera a livello del circuito maggiore: ora lo attende un secondo turno non impossibile contro Troicki, 52 ATP, che lo ha sconfitto nell’unico precedente, risalente al 2015 (terzo turno delle quali del torneo di Sydney).

[11] R. Bautista Agut b. A. Seppi 6-2 4-6 6-2 7-6(1) (da New York, il nostro inviato Bruno Morobianco)

Per il nostro Andreas Seppi oggi è stata la quattordicesima presenza agli US Open le cui esperienze non sono mai andate oltre il terzo turno nelle edizioni 2008, 2013 e 2015 per opera rispettivamente di Roddick, Chardy e Djokovic e sinceramente oggi avrebbe meritato miglior sorte. Bautista Agut, alla quinta partecipazione, non ha registrato exploit oltre il quarto turno. Il pronostico pre-gara pendeva per lo spagnolo, in cui il 2017 lo ha visto vincitore a inizio anno a Chennai e la settimana scorsa a Wiston Salem, tre semifinali nei 250 di Sofia, Monaco e Gstaad e due quarti sull’erba di Halle e nel Master di Miami. Finalmente si gioca perché il sole è tornato a splendere dopo la copiosa pioggia di ieri. C’è un unico precedente tra i due a Miami. Quasi tre ore di battaglia, in cui Bautista ha condotto la gara per gran parte di essa. Primo set vinto dall’iberico per 6-2. La partenza è tutta per Bautista Agut che nei primi 3 giochi concede un solo 15 per gioco a Seppi.  È un momento in cui allo riesce tutto, perfino il teewner del 2-0. Seppi ha provato a rientrare.  Dopo aver finalmente mosso il punteggio, nel quinto gioco, il più lungo dell’incontro ha avuto perfino 3 opportunità di break. Tutte e annullate. Bautista si riporta avanti di 3 giochi. Avanti per 4-1 il set è ormai compromesso per l’azzurro. Bautista continua a produrre lungolinea vincenti in scioltezza e fa suo il il primo set. Il pubblico è schierato per lo spagnolo, i vamos dalle tribune si sprecano.

Seppi nel secondo set supera l’empasse che aveva condizionato la sua prestazione. Bautista contemporaneamente cala d’intensità sia al servizio che negli scambi. A questo bisogna aggiungere il warning a lui assegnato che lo innervosisce insieme ad alcune chiamate che non lo convincono affatto. Seppi è un altro giocatore rispetto al primo set. La profondità del servizio è finalmente quello giusto, così come le discese a rete.  Sul primo gioco Andreas spreca una prima opportunità di break, al terzo ben tre consecutive ma la quinta al sesto è quella giusta.  L’allungamento decisivo che orienterà il set a favore dell’altoatesino, cui è stato sufficiente gestire il proprio turno di servizio per vincere 6-4 e pareggiare il conto dei set. La partita è entrata nella fase saliente. Nel terzo set, l’equilibrio regge per 3 giochi. Seppi spreca ben quattro occasioni di strappare il servizio al terzo gioco. L’autorevolezza del servizio di Bautista toglie le castagne dal fuoco. Dal possibile 2-1 per Seppi si passa al 3-1 per Bautista, che concretizza la seconda occasione.  La gara riprende così la rotta verso Bautista che vince agevolmente il terzo set per 6-2. Bautista ha il merito di aver ritrovato maggiore profondità col diritto e con esso la capacità di muovere l’azzurro a piacimento.

L’avvio di quarto set sembra quello del crollo definitivo quando il punteggio segna 2-0 per l’iberico. Seppi non perde la concentrazione e rimedia immediatamente con un controbreak, causa un calo improvviso di Bautista, fino a ristabilire la parità. Nuovamente avanti per 4-2 lo spagnolo concede la seconda rimonta. Non è facile giocare sotto un sole logorante. Ristabilita la parità sul 4-4 si arriva al tiebreak. Il primo punto è dell’azzurro che riesce a intercettare lo smash di Bautista e a sorprenderlo con un diritto incrociato. Purtroppo è l’unico exploit di Seppi. Bautista non gli concederà più nulla e i punti saranno 7 consecutivi e con essi l’incontro. Bautista Agut al secondo turno affronterà il funambolo Dustin Brown.  

[Q] K. Kanepi b. F. Schiavone 0-6 6-4 6-2 (da New York, il nostro inviato Luca Baldissera)

Martedì, 29 agosto

Nuvole minacciose coprono il cielo sopra Flushing Meadows in questa fresca mattinata di martedì, day 2 degli US Open 2017. La nostra Francesca Schiavone (37 anni, 77 WTA) affronta al primo turno. sul campo 15, l’estone Kaia Kanepi (32 anni, 418 WTA). Kaia, ex 15 del mondo, è reduce da innumerevoli problemi di salute e fisici, e il suo livello effettivo è un’incognita. Si è comunque qualificata, che per lei è un buon segnale di ripresa. I precedenti sono 4-3 in favore di Francesca, che a prescindere da qualsiasi considerazione sui risultati, è sempre un bello spettacolo da veder giocare.

Il primo set, in effetti, è senza storia, con Schiavone che prende da subito il controllo del centro del campo e con le sue tipiche variazioni di altezza della palla, rotazioni, e traiettorie, mette in grande difficoltà Kanepi. Il 6-0 è un risultato però bugiardo, troppo severo per Kaia, che sembra muoversi piuttosto bene, anche se sbaglia troppe delle sue grandi accelerazioni. Francesca sa bene che l’avversaria potenzialmente è pericolosissima, infatti nonostante il punteggio fili via liscio, a ogni “15” conquistato si auto incita con convinzione. La milanese ha perfettamente ragione nel suo atteggiamento, perché a inizio secondo set Kanepi si scuote, brekka Francesca in apertura, e poi alla fine di un game lottatissimo, in cui salva 5 palle del controbreak, va 2-0, e di slancio toglie per la seconda volta la battuta all’azzurra. In un attimo siamo 3-0, si interrompe la partita per qualche minuto a causa di un po’ di pioggia, poi arriva il 4-0, e tutto ritorna in gioco. Quando spinge con gli appoggi ben piantati Kaia tira parecchio forte, e sta migliorando in modo preoccupante (dal punto di vista azzurro) le percentuali al servizio. Schiavone reagisce all’improvvisa emorragia di punti e game con un buon turno di battuta, e un controbreak, che le consentono di dimezzare lo svantaggio. Bene Francesca in un paio di situazioni in cui passa dalla difesa all’attacco, con lo slice di rovescio e il lob liftato, ha sempre una gran mano l’azzurra. Vedere un suo match di fianco, ammirando il modo in cui non mette di là una singola palla uguale all’altra, in termini di altezza, è interessantissimo dal punto di vista tecnico. Per avversarie forti ma onestamente monotematiche nel gioco quali Kanepi è facile uscire totalmente di ritmo. Intanto Schiavone salva una palla break nel settimo game, e poi sul 40-40 incappa in un brutto scivolone sul campo evidentemente ancora umido, in effetti sta appena appena piovigginando a tratti. E poco dopo, il match viene definitivamente sospeso, il punteggio è 4-2 Kanepi, 40-40, servizio Schiavone.

Mercoledì, 30 agosto

Riprendiamo la cronaca interrotta ieri, è una bella giornata di sole sul campo 15, ma purtroppo i primi due punti giocati vanno a Kaia, che brekka e va a servire per il secondo set sul 5-2. Ma anche l’estone è contratta, come Francesca, e complice un doppio fallo, restituisce il break immediatamente, siamo 5-3, l’azzurra tiene la battuta, e arriva il 4-5. La speranza è che Kanepi, nettamente più massiccia e pesante nei movimenti rispetto a Schiavone, ci metta di più anche a scaldarsi, come successo ieri, alla stessa ora. Nuovamente al servizio per chiudere il parziale, Kaia prima subisce un ottimo attacco in controtempo di Francesca, che chiude lo schiaffo al volo di dritto, poi spreca un set point grazie anche alla gran difesa dell’azzurra ma alla seconda opportunità mette giù una gran prima palla e porta la partita al terzo set, 6-4. Il parziale decisivo inizia in modo equilibrato, senza problemi per chi è alla battuta, fino al 2-2, quando Francesca subisce un parziale di 7 punti a uno, con break e conseguente 4-2 per l’avversaria. Stanno giocando abbastanza bene entrambe ora, il problema è che l’occasione che sembrava esserci ieri è svanita, Kaia spinge tanto, Schiavone piazza buonissimi attacchi a sua volta, ma sbaglia troppo in momenti delicati. Il secondo servizio ceduto, a 30, che manda Kanepi alla battuta sul 5-2 per completare la rimonta è praticamente una sentenza. arrivano 3 match point consecutivi, il drittone in contropiede con cui Kaia fulmina Francesca sul secondo chiude la partita. Peccato, era iniziata in ben altro modo, l’impressione è che la pioggia abbia nettamente sfavorito l’azzurra permettendo a Kanepi di ritrovare tattica e colpi. Per Schiavone, rischia di essere un addio a New York, come quello di Vinci l’altro ieri. C’è un po’ di malinconia nel salutare torneo dopo torneo queste ragazze straordinarie, sinceramente, ma è lo sport, e non rimane che essere grati per le emozioni che hanno saputo darci nel corso degli anni.

Risultati:

Primo turno

[Q] K. Kanepi b. F. Schiavone 0-6 6-4 6-2
[Q] S. Travaglia b. [22] F. Fognini 6-4 7-6(8) 3-6 6-0
[11] R. Bautista Agut b. A. Seppi 6-2 4-6 6-2 7-6(1)

Secondo turno

P. Lorenzi b. [19] G. Muller 6-7(4) 6-3 7-6(4) 6-3
T. Fabbiano b. J. Thompson 2-6 6-2 3-6 6-4 6-2

Bene Sharapova, Venus e Muguruza. Wozniacki subito out

Kyrgios non perde il vizio, subito fuori. Thiem e Dimitrov ok

Coric rimanda Zverev. Shapovalov super, 3-0 a Tsonga

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