Sharapova misteriosa sull’antidoping: “Saprete a fine anno se e quanti test ho fatto”

Così dopo la vittoria contro Babos: "Ve lo dirà l'ITF"

Sharapova misteriosa sull’antidoping: “Saprete a fine anno se e quanti test ho fatto”
Maria Sharapova agli US Open 2017 (photo Luigi Serra)

Una Maria Sharapova sicura di sè, senza remore nel mostrare la propria self confidence, offre spunti interessanti dopo la sua vittoria di secondo turno agli US Open 2017, in tre set contro l’ungherese Timea Babos :” Mi ha fatto molto piacere riscontrare, verso la fine del secondo set, che ero la più fresca delle due giocatrici. Per arrivare a giocare un terzo set, è un’ottima sensazione da avere!”, dice riguardo alla sua prestazioneAlla nostra domanda su cosa ne pensasse del suo tabellone, da molti considerato favorevole -invitata a non nascondersi dietro il tradizionale leit motiv dei tennisti “io penso match dopo match”, Maria non si è tirata indietro: “Non nascondo che guardo il tabellone prima che il torneo inizi, anche se ho sempre considerato i tabelloni abbastanza simili, non importava dove io finissi. A mio modo di vedere, se non sei pronta a battere la tua avversaria di primo o secondo turno, significa che non ti senti pronta a competere sino alla fine del torneo“.

Pronta anche la risposta su un paragone – sempre stimolata da una nostra domanda – rispetto alle assenze ed il ritorno nel circuito- tra lei e Federer: Quel che ha fatto Roger è incredibile. Non solo io, ma tanti, possiamo prendere ispirazione da quel che è riuscito a compiere. Davvero è speciale la passione con la quale ancora gioca, così come il livello e la qualità dei suoi colpi, nonostante sia da così tanti anni nel circuito. Sono caratteristiche che ho visto solo in campioni assoluti come appunto lui, Rafa, Serena, Venus. Il segreto del loro successo è la passione che ci mettono in ogni aspetto della loro vita professionale”.

 

 Risponde anche su una domanda immancabile sul suo look, sempre capace di attirare l’attenzione generale, in questo caso sulle maniche lunghe che fanno parte del suo completino newyorkese: “Non c’entra nulla la moda, le indosso per tenere calde le mie braccia“, dice. Sul finire della conferenza, stimolata a raccontare se il rapporto con le colleghe sia cambiato dopo la sua squalifica, ha così risposto: “Sento il loro rispetto, avverto che già adesso loro in campo danno il massimo contro di me e questo solo conta”. 

Ma è l’ultima domanda sul numero dei controlli anti-doping ai quali è stata sottoposta quest’anno, posta dal New York Times, che forse suscita la risposta più interessante di tutte, sebbene sia stata enigmatica. Infatti Maria si produce in una non rispostaL’ITF può dirvi quanti io ne abbia fatti. Non lo dicono? Beh, a fine anno in genere li rendono pubblici, bisogna attendere e saprete!”.

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