US Open: il derby azzurro regala a Lorenzi i primi ottavi Slam

NEW YORK - Comoda vittoria in tre set su Thomas Fabbiano: Paolino Lorenzi migliora il suo record Slam a 35 anni. E contro Anderson si può ancora sognare

US Open: il derby azzurro regala a Lorenzi i primi ottavi Slam
Foto di Luigi Serra

da New York, il nostro inviato

P. Lorenzi b. T. Fabbiano 6-2 6-4 6-4

 

Clonatelo“. Queste le ultime parole del cronista televisivo che si è occupato di raccontare il terzo turno tutto italiano di Flushing Meadows, secondo derby di quest’edizione dopo il “travagliato” Fognini-Travaglia. Mai nell’era open un derby italiano aveva deciso l’accesso agli ottavi di finale dello Slam newyorchese, mai Thomas Fabbiano aveva toccato il terzo turno. E mai Paolino Lorenzi si era qualificato per gli ottavi di finale di un Major come è stato capace di fare quest’oggi, a 35 anni che fra non molto diventeranno 36, nel torneo che sembra tarato su misura per regalare un’occasione a tutti coloro che saranno in grado di meritarsela.

Il derby azzurro ha quindi premiato Paolo Lorenzi, vincitore con merito di una partita durante la quale ha mostrato di essere attualmente una spanna superiore a Fabbiano​, contro il quale aveva vinto i due precedenti a livello di Challenger, per quanto oggi questi ultimi contassero pochissimo​.​ ​Un grandissimo risultato per il toscano, che soltanto un anno fa, prima degli US Open, contava su un misero score di 2 vittorie e 21 sconfitte (le prime 13 consecutive) – e che invece vede adesso premiati gli sforzi di una carriera con la grande ribalta della seconda settimana di un torneo del grande Slam. Thomas del resto può essere comunque soddisfatto di questo suo US Open, dal quale va via con la consapevolezza di poter giocare a​ buoni​ livelli​ i tornei importanti​​, nonchè ​con punti​ fondamentali​ per la sua classifica​.​ ​La​​ ​scelta coraggiosa di impegnarsi nella lunga trasferta nordamericana​, nella quale aveva​ sin qui raccolto ​5 sconfitte al primo turno​,​ è stata ripagata da questo terzo turno. Avrà altre occasioni​,​ impegnandosi come sta facendo​ in questi anni​: del resto Lorenzi, alla sua età, 28 anni e 4 mesi, aveva la stessa classifica attuale di Thomas, attorno alla 90°posizione del ranking.

​Prima di passare alla cronaca, un aneddoto: ieri, durante la partita di Travaglia contro Troicki, abbiamo avuto il piacere di avere una chiacchierata informale con Giorgio Di Palermo, manager professionista che da decenni ricopre importanti ruoli nell’ATP e attualmente ATP World tour member. Arrivando a fare un accenno sul derby italiano che si sarebbe giocato l’indomani, Di Palermo ci ha detto: “ Il grande pubblico ha una idea sbagliata di cosa sia il talento: lo associa alla capacità di saper fare numeri da circo con una racchetta e una pallina. Strabuzzo gli occhi quando mi dicono che Nadal o anche più semplicemente Ferrer non ne siano dotati. In realtà, io credo che, nel tennis come nella vita, il talento sia misurabile con quello che sei riuscito a produrre tramite i sacrifici e il lavoro. Sia Lorenzi che Fabbiano sono per me tennisti talentuosi“.

Una premessa, tramite una testimonianza così qualificata, che riteniamo doverosa per dare gran merito per quanto fatto ai nostri due tennisti in questi US Open 2017. Sia Paolo che Thomas, senza retorica alcuna, sono vero orgoglio del tennis italiano per la loro semplicità umana e buona educazione. Senza dimenticare ch​e per i sacrifici fatti in carriera e per la rigida cultura del lavoro sempre seguita, costituiscono un fulgido esempio per le nuove generazioni nostrane che si affacciano al tennis professionistico.

Non fa caldo​ oggi​ a New York: nonostante la data estiva e il cielo terso, la temperatura mattutina è inferiore ai 20°: se si è all’ ombra, occorre una giacca per non sentire freddo. Vi è anche una leggera ma fresca brezza a rendere ideali le condizioni climatiche per una partita di tennis. Quando Thomas e Paolo iniziano la loro partita, non vi è molto pubblico su bel campo che fa da scenografia al derby, il numero 17 di Flushing Meadows, dalle tribune superiori a forma ovale. Una circostanza spiegabile sia con l’orario mattutino nel quale è programmato l’incontro sia ricordando che i nostri giocatori non siano ancora celebri ​per​ il grande pubblico: sentiamo solo voci italiane incitarli o applaudirli, ma poco importa, si avverte comunque l’atmofera del grande match per chi ha a cuore i risultati dello sport italiano. In questi tempi grami,​ la partita ​è sicuramente un evento​ importante per il nostro tennis​.

Sin dalle prime battute di gioco si capisce come il rispetto e la stima professate reciprocamente ​dai due​ prima della partita, non siano state di circostanza: non è solo dovuto alla concentrazione per un match che probabilmente è sin qui il più importante della loro carriera, ​il muoversi sempre con lo sguardo basso sul campo, l’esultare in maniera più pacata rispetto a quanto fatto nelle due precedenti partite qui. Lorenzi, il più esperto e con la migliore classifica tra i due (rispettivamente 40 e 82 ATP), sin dai primi scambi assume il controllo del gioco. Paolo è piu vicino alla riga di fondo, la sua palla è piu pesante e profonda e il servizio lo aiuta maggiormente. Thomas, invece, non riesce a muoversi bene sul campo, come sa fare così bene​ di solito​. I numeri con i quali si chiude il primo set, mai in discussione e vinto col punteggio di 6-2 in 33 minuti da Paolo sono del resto eloquenti. Lorenzi si è prodotto in 4 ace​ ​(0 doppi falli) e ha vinto il 79% di punti quando ha mess​o​ la prima, mentre Thomas ha portato a casa solo il 31% di punti quando ha ​giocato punti con la sua prima di servizio.

Nel secondo set cambia di pochissimo la storia dell’incontro, se non per dei miglioramenti di Thomas, che si scioglie un po’ psicologicamente, inizia quantomeno a mostrare il pugnetto verso​ il​ suo angolo, a dialogare un minimo e far sentire la sua presenza in campo: sotto 0-2 nel secondo parziale, recupera il break di svantaggio con un bell’attacco in controtempo chiuso da una volèe di dritto​​.​ ​Dopo 51 minuti totali di partita siamo sul 2 pari ed è ​il primo momento di sostanziale equilibrio: dura ​però ​pochissim​o​.​ ​Paolo oggi sbaglia col contagocce, i suoi piedi sono praticamente dentro al campo:​ ​subito riallunga e, con un bel passante di dritto, può girarsi verso ​il ​suo team nelle tribune per esultare per il secondo set portato a casa col punteggio di 6-4, quando la partita è iniziata da 1 ora e 27 minuti.

Lorenzi scappa via anche nel terzo set, brekkando nel game d’apertura Fabbiano: si arriva senza altri sussulti all’ ottavo gioco, quando Thomas, ormai libero da tensione, si gioca le sue ultime carte e si produce in un gran game che riporta il parziale in equilibrio. Non poteva essere per varie ragioni una bella partita e ​ difatti ​non lo è stata, ma​,​ in questi minuti​,​ finalmente si assiste a begli scambi. Questo però è il giorno di Paol​o, il quale,​ in un appassionante nono gioco​,​ strappa la battuta a Fabbiano e nel gioco successivo chiude l’incontro, dopo due ore e dodici minuti di match. Negli ottavi lo atte​n​de Kevin Anderson. I precedenti sono 3 a 0 per il sudafricano, l’ultimo a maggio di quest’anno a Ginevra sulla terra rossa, due set tirati per Kevin (7-5  7-6). Dura, durissima. Ma non impossibile.

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