ATP Montpellier: Goffin imbuca il Belgio alla festa transalpina

MONTPELLIER - David Goffin sarà l'unico semifinalista non francese. Tsonga tiene a bada Rublev ed esclama: "Chi è il giovane più forte? Non ne ho idea, ditemelo voi!"

ATP Montpellier: Goffin imbuca il Belgio alla festa transalpina

dal nostro inviato a Montpellier

Francia e regolarità: si potrebbe riassumere così l’andamento dell’Open Sud de France. Tra i migliori otto ci sono tutte le prime sei teste di serie – sono saltate soltanto le ultime due, Ferrer e Sugita – tre delle quali sono francesi. Ne consegue che la griglia di partenza del venerdì è di assoluto valore, con ben tre top 20 in campo e la portata più ricca rappresentata dalla sfida tra Andrey Rublev e Jo Wilfried Tsonga.

 

DAVID E RICHARD, ALTA VELOCITÀ

Sui binari 1 e 2 della stazione di Montpellier partono, il primo attorno alle 14 e il secondo circa due ore dopo, due Train à Grande Vitesse (come li chiamano da queste parti) che in appena 80 minuti ciascuno approdano alla destinazione della semifinale. A guidarli David Goffin e Richard Gasquet, ad essere impietosamente lasciati a piedi Karen Khachanov e Damir Dzumhur.

David Goffin ha spiegato a tutti ancora una volta perché è diventato top 10 e perché sui campi indoor, al momento, quelli sicuramente migliori di lui si contano sulle dita di una (mezza) mano. Certo Khachanov non si è ancora emancipato dallo status di testone della racchetta, e per giocare alla pari contro il belga in questo momento serve che gli si faccia toccare poco la palla o in alternativa si abbia una vera idea tennistica alle spalle. Il russo quest’idea ancora non ce l’ha, o se ce l’ha è confusa, perché oltre a servire forte e aprirsi il campo per il drittone non trapela molto altro. Di contrasto Goffin si è mosso con la solita scioltezza, e vedendolo a un paio di passi di distanza si ha la netta sensazione che sappia sempre dove aspettarsi il colpo dell’avversario. Tutti i suoi vincenti di rovescio lungolinea – la sua esecuzione più brillante oggi – sono arrivati grazie alla capacità di spostarsi in anticipo di una frazione di secondo: Khachanov non aveva a quel punto il tempo materiale per opporsi, stante la sua mole. Nelle rare occasioni in cui Khachanov ha potuto infastidire il suo avversario – un paio di parità nel secondo set, perché di palle break non ne ha viste – Goffin è stato implacabile.

A tentare di fermare il belga in semifinale sarà un ottimo Richard Gasquet. Il francese si è espresso su livelli più vicini alla prima che alla seconda uscita, e dallo svantaggio di 4-1 nel primo parziale ha praticamente monopolizzato l’incontro. Damir Dzumhur si è spento appena dopo una evitabile protesta per una chiamata dell’arbitro – si era mostrato nervoso anche all’esordio contro Bemelmans – e riacceso solo a tratti, lasciando in se stesso il rammarico per la partita che sarebbe potuta essere. Nella partita che invece abbiamo visto Dzumhur è stato approssimativo a rete e pigro in ribattuta: Gasquet sul servizio non è  impeccabile, ma dalla metà del primo set non ce ne siamo praticamente accorti per demeriti del bosniaco. Se gioca privo di pressione il francese è ovviamente un bel vedere, col rovescio tesse, comanda, bastona e via dicendo. “Ho affrontato David a Tokyo (a vincere fu Goffin in due set, ndr), dove le condizioni di gioco sono simili. Cosa dovrei evitare di fare contro di lui? Non è facile, adesso è un giocatore molto forte. Proverò a essere più aggressivo, attaccare di più la rete. Comunque non voglio rinunciare al mio gioco da fondocampo”. Appare sicuro di sé Richard, e ne ha ben donde, ma è bene che abbia chiaro il concetto: per battere questo David Goffin probabilmente non basterà dargli battaglia da dietro.

Richard Gasquet – Credit to Tv Sport Events/JB Autissier

JO, CON CALMA OLIMPICA VERSO UN ALTRO DERBY

Nessun terzo set in quattro incontri, ma è stata la sfida tra Rublev e Tsonga ad andarci più vicino. La calma olimpica del francese, nelle ore immediatamente successive alla cerimonia d’inaugurazione a PyeongChang, ha liquefatto le velleità del volenteroso Andrey. Maggiore qualità nel primo parziale, più emozioni nel secondo. L’incontro comincia con un’impresa non da poco di Rublev che riesce a dilapidare l’intero monte-challenge di un set nel primo game, chiamandone uno più a casaccio dell’altro. Il russo disputa per il resto un buon set, meglio con il rovescio che con il dritto, non perde la testa quando deve salvare una palla break delicata nel settimo game ma capitola quando deve fronteggiare il primo set point di Tsonga, che piazza una gran risposta di dritto e infiamma l’Arena. Nel secondo parziale Rublev aumenta i giri con il dritto, ma aumentando i vincenti crescono – e in proporzione tragicamente maggiore – anche i gratuiti, tra i quali vanno compresi anche ben sei doppi falli. Sono due i game decisivi: sul 5-4 Rublev deve annullare due match point e vi riesce con coraggio, in quello successivo è il francese a doversi difendere o lo fa con la solita tranquillità, come sapesse di poter contare su un serbatoio più capiente di energie mentali. Il tie-break infatti quando comincia è già finito, e in soli otto punti consegna la semifinale a Tsonga. Delude un pizzico Rublev, ma Tsonga ha gestito la contesa in modo esemplare evitando di sprecarsi in un logorante braccio di ferro. In conferenza c’è tempo per fare un riepilogo delle sue sfide con le nuove leve del circuito, alla luce dell’entusiasmo dimostrato alla vigilia nell’affrontarli: “Sì, ho giocato contro Tsitsipas, Shapovalov, Khachanov, oggi Rublev… già, c’è anche Kyrgios. Chi diventerà il più forte? (ci pensa a lungo, ndr). Davvero non lo so, ma se voi lo sapete potete dirmelo!“. Ci fosse una conferenza di Tsonga che non si conclude con una risata generale.

Jo Wilfried Tsonga – Credit to Tv Sport Events/JB Autissier

Intanto il tabellone di Montpellier lo mette di fronte a Lucas Pouille in semifinale: per entrambi sarà il secondo derby in questo torneo (Tsonga ha già battuto Mahut). Pouille viene brillantemente fuori dal primo impedendo a Benoit Paire di giocare una vera partita di tennis. Tutto quello che succede prima della demi-volée che vale a Pouille il passaggio del turno è più simile a un allenamento che a una sfida di circuito maggiore, con Paire troppo occupato a sparacchiare a caso il dritto e Pouille per nulla intenzionato a portare la tenzone nel territorio della burla. Il 6-1 del primo parziale non è un bagel per un soffio, il 6-4 del secondo non aggiunge molto altro alla giornata. Sabato, per le semifinali, start alle 15 con Goffin-Gasquet.

Risultati:

[1] D. Goffin b. K. Khachanov 6-4 6-4
[5] R. Gasquet b. [4] D. Dzumhur 6-4 6-2
[3] J. W. Tsonga b. [6] A. Rublev 6-4 7-6(1)
[2] L. Pouille b. B. Paire 6-1 6-4

Il tabellone completo

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