Darko Grncarov ha fregato tutti. O quasi…

Ben Rothenberg ha smascherato l'incredibile storia di un ragazzo macedone che si è finto tennista. Persino Serena Williams ci ha creduto. Ubitennis stava già investigando su di lui e ha altre prove che confermano questa fake news

Darko Grncarov ha fregato tutti. O quasi…

“Fake news” è stata nominata dal Collins Dictionary parola dell’anno nel 2017. Con questo termine si definiscono “informazioni false, spesso sensazionalistiche, spacciate come notizie”. In italiano, potrebbe tranquillamente essere tradotto con il pittoresco e appetitoso termine di “bufale”. Secondo lo stesso prestigioso dizionario britannico, lo scorso anno, l’uso della parola “fake news” è aumentato del 365%, più di ogni altro termine inglese.

Il merito di questo boom è da attribuire soprattutto al presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che la usa insistentemente per etichettare tutte le accuse nei suoi confronti, in particolare quelle legate ai suoi sospetti legami con la Russia di Vladimir Putin. Recentemente, Trump ha addirittura proclamato in via ufficiale il “fake news awards“, un premio per la fonte di informazione che a suo dire distribuisce il maggior numero di notizie false su di lui.

 

Il mondo del tennis era rimasto sostanzialmente immune da questo fenomeno. Certo, alcune fonti erano più sicure di altre ma non si era mai verificato un clamoroso caso di bufala. Fino a ieri. Infatti, sul sito statunitense Slate è apparso un articolo, a firma del corrispondente del New York Times Ben Rothenberg – un amico, oltreché collega di Ubitennis – che ha raccontato la clamorosa storia di Darko Grncarov, un 19enne macedone che sembra proprio aver finto di essere un giocatore di tennis. Insomma in questo caso siamo perfino oltre la fake news e bisognerebbe coniare il termine “fake tennis player”.

Riassumiamo la storia per sommi capi. Nel luglio 2017 Grncarov pubblica il primo post sul suo profilo Twitter – certificato peraltro – in cui spiega di essere un giovane tennista colpito da un ictus un anno prima, a pochi giorni dal suo esordio da professionista. Nello stesso post, la presunta promessa del tennis balcanico comunica inoltre che dopo un anno di riabilitazione e allenamenti, tornerà in campo “molto presto”. Il messaggio è condito da incoraggiamenti ai colleghi a non mollare e ringraziamenti per il supporto ricevuto.

In seguito Grncarov intensifica la sua attività sui social, postando foto di suoi allenamenti e vita quotidiana. La storia di questo giovane ragazzo venuto da un piccolo paese sconosciuto al mondo del tennis, che continua ad inseguire il suo sogno nonostante mille avversità, comincia ad attirare l’attenzione.

Sui social i follower crescono a dismisura e nascono numerosi profili di fan che forniscono nuovi dettagli su di lui: dalla cotta per Nicole Sherzinger, fidanzata di Dimitrov, al suo presunto ingente conto in banca. Inoltre, Grncarov attira l’attenzione di alcune stelle del mondo del tennis. James Blake, ex n.4 al mondo e neo-direttore del torneo di Miami, su Twitter gli scrive che spera “di commentare molti suoi match in futuro”. L’account ufficiale del torneo ATP 250 di Los Cabos lo definisce “una fonte di ispirazione”.

La storia finisce presto anche su diversi media internazionali. Dopo un articolo sul sito francese Tennisactu e uno su Tennis World Usa, Grncarov rilascia in novembre un’intervista esclusiva per il tabloid britannico Metro in cui racconta in prima persona le sue origini, la sua travagliata esperienza e i suoi progetti per il futuro. In particolare, stupiscono le sue incredibili qualità tecniche (dritto a due mani, rovescio sia a una che a due, capacità di giocare con la sinistra), gli allenamenti con giocatori del calibro di Gilles Simon, Viktor Troicki e Robin Haase, e la possibilità di esordire nel 2018 subito in  Challenger e addirittura tornei del circuito ATP. Il sito italiano Tennis Circus, affiliato alla Gazzetta, riporta la sua storia, con stralci dell’intervista.

La sua popolarità decolla definitivamente tra la fine del 2017 e l’inizio del 2018 quando comincia a prendere posizioni politiche fortemente progressiste su Twitter. Infatti Grncarov si scaglia contro la leggenda australiana Margaret Court difendendo i diritti degli omosessuali e attacca Tennys Sandgren, colpevole di credere alle teorie complottiste e razziste della alt-right americana (a proposito di fake news). Grazie a queste esternazioni social, diventa subito una piccola celebrità. Rientra nella strettissima cerchia di persone seguite su Twitter da Serena Willliams che pare gli abbia scritto un messaggio privato di sostegno. Si prende il plauso social anche di Martina Navratilova. Ottiene il supporto di sponsor di alto profilo come Adidas per l’abbigliamento e Wilson per le racchette. Viene intervistato in radio dalla BBC e afferma che se un giorno si dovesse trovare agli Australian Open nel campo intitolato alla Court, si ritirerebbe in segno di protesta.

La stagione però è già iniziata e Grncarov ancora non compare in nessun tabellone, nemmeno quello di un Future. Il macedone rivela, ovviamente su Twitter, che sua madre è deceduta e, a causa della terribile perdita, il rientro in campo è slittato. E così arriviamo ai giorni nostri.

Tutto molto bello e commovente. Peccato che, come dimostrato perfettamente appunto da Rothenberg, fosse un fake. Falsa la brillante carriera da junior, dato che ha giocato un unico match in Montenegro nel 2015 perdendolo con un doppio bagel. Falsi fino a prova contraria l’ictus e il periodo di riabilitazione la cui ricostruzione è quantomeno frammentaria. Falsi i video e le immagini postate su Twitter che ha rubato in parte ad un altro giocatore, lo spagnolo Cameron Henry Trigolos. Falsi gli inviti a tornei prestigiosi in vista del suo ritorno in cui non ha partecipato. Falsa forse persino la morte della madre.

Grncarov ha fregato tutti, appassionati di tennis, giocatori di ieri e di oggi, sponsor e giornalisti che forse avrebbero dovuto prestare più attenzione all’affidabilità della loro fonte. Tra questi, lo dobbiamo dire per correttezza, c’è stata anche la nostra controparte in lingua inglese ubitennis.net, che lo ha intervistato a metà gennaio. E, dopo l’incalzante intervista di Rothenberg, è sparito dall’unico mondo in cui è mai esistito in quanto tennista, quello del web, cancellando i suoi profili social e Instagram. Così come diversi articoli sui di lui, tra i quali quello di Metro.

Ci teniamo a precisare però che la redazione di Ubitennis.com da qualche tempo investigava su di lui e ha raccolto ulteriori prove che smascherano questa bufala. Anche in questo caso riscostruiamo la storia parallela. Tutto ha inizio alla fine di novembre. L’articolo di Metro arriva in redazione. Sembra una notizia meritevole di essere riportata, almeno con una breve. Le fonti non sono certo delle più affidabili ma sono un numero sufficiente.

Tuttavia ad un primo approfondimento ci accorgiamo che diverse cose non tornano riguardo a Grncarov. Le incongruenze sono le stesse che ha riscontrato Rothenberg: carriera da junior  pressoché inesistente; imprecisione nelle fonti riguardo al momento dell’ictus e alla durata del periodo di riabilitazione; un misterioso Futures in Egitto nell’aprile del 2017 in cui secondo la ITF non si è mai presentato mentre secondo alcuni siti macedoni è riuscito a passare le qualificazioni; i video e le foto in cui è spesso di spalle e nei quali gioca il dritto ad una mano e serve un po’ troppo bene con la sinistra per non essere mancino; i poco plausibili inviti a tornei ATP con la suddetta totale mancanza di carriera a livello junior. I pezzi mancanti del puzzle sono davvero troppi.

Tentiamo per prima cosa di cercare delle fonti macedoni. Ci viene detto che i siti che hanno riportato in patria la sua storia non sono molto affidabili. Riusciamo per via indiretta a contattare un maestro di tennis per ragazzini che non ha mai sentito parlare di lui. Il 12 dicembre decidiamo allora decidiamo di contattarlo direttamente su Twitter tramite messaggio privato. Gli chiediamo se è possibile intervistarlo per far conoscere la sua storia agli appassionati italiani. La sua risposta arriva qualche giorno più tardi ed è positiva. Proviamo a stabilire la data e il mezzo per realizzare l’intervista ma non si fa più vivo. Decidiamo dunque di percorrere altre strade per giungere alla verità

A inizio gennaio cominciamo a battere tre piste. La prima è la quella macedone. Da una parte decidiamo di scrivere alla federazione di tennis locale (Macedonian Tennis Federation), nonostante alcune testimonianze facessero dubitare della sua affidabilità. Ci risponde tramite mail la segretaria Biljana Dimovska, la cui esistenza ci era stata già confermata da un’ulteriore fonte. Dimovska ci spiega chiaramente che “non hanno nei loro archivi nessun giocatore registrato a nome Darko Grncarov” e che “nessuno coinvolto nel tennis in quella nazione lo conosce”. Inoltre ci chiede, nel caso in cui fossimo riusciti a raggiungerlo, di farle avere dei documenti che certifichino il suo problema di salute perché lui non lo ha mai fatto.

Dall’altra parte cerchiamo di agganciare qualche vero giornalista sportivo in Macedonia. Tramite un messaggio privato su Facebook, entriamo in contatto con Filip Nacoski, caporedattore di Offside, rubrica sportiva del sito off.net.mk. Dopo alcune ricerche, Nacoski scopre che con tutta probabilità quantomeno Darko Grncarov esiste veramente. Ci conferma quello che era riportato nell’intervista di Metro riguardo alle sue origini e la famiglia di sportivi: nato a Strumica, città di Goran Pandev, il padre Nikola e lo zia Atanas erano ex calciatori, il cugino Boban è capitano del Vardar, prima squadra del paese a qualificarsi per l’Europa League, la sorella Elena è la moglie del calciatore Blagoja Ljamcevski. Sulla sua carriera da tennista non ci sa dire molto se non che la sua popolarità è esplosa appunto in questi mesi.

La seconda pista è quella britannica. Contattiamo così sempre via Facebook il giornalista di Metro che per primo lo ha intervistato in esclusiva. Il soggetto vorrebbe rimanere anonimo e dunque d’ora in avanti lo chiameremo X. Dopo un po’ di comprensibile imbarazzo, X ci rivela la sospetta dinamica dell’intervista. All’inizio doveva essere fatta su Skype ma poi, all’ultimo minuto, Grncarov avrebbe deciso di farla tramite e-mail.

Successivamente, X ci manda il transcript dell’intervista: alcuni passaggi fanno aumentare i sospetti. Quando X gli chiede delucidazioni riguardo alla sua età al momento dell’ictus, Grncarov risponde 18 mentre nel post originale aveva scritto 17. X è così confuso riguardo alla sequenza degli eventi che desidera chiarimenti. Grncarov replica di “non ricordarsi bene quello che è successo in quel periodo”. Quando gli viene richiesto di fornire dei video, Darko invece temporeggia, affermando di “non averne di nuovi e di non volere mostrare quelli vecchi in cui giocava peggio”.

X però non è convinto di un post su Instagram datato due febbraio 2017, quando teoricamente sarebbe dovuto essere in coma. Grncarov gli risponde che “tutti i suoi account social sono gestiti da sua sorella”, la quale “voleva mantenerlo in vita sui social media”. X trova un’altra incongruenza su un post di luglio su Twitter in cui è già in ottima forma. Grncarov si giustifica dicendo che “era precedente alla malattia” e che non è “molto pratico con Twitter”. Addirittura chiede a X se può cancellare quello e un altro post sospetto in cui salta la corda.

Ma i colpi di scena non sono finiti qui. Per motivare la mancanza di foto il sedicente tennista sostiene di non volersi far vedere con una Babolat in mano visto che ora è sotto contratto con Wilson. Le incongruenze sulla sequenza degli eventi negli articoli di Tennisactu e Tennis World Usa  sono colpa invece del “direttore di entrambi siti, che è un suo amico e ha fatto confusione”. Chiaramente risulta tutto molto poco credibile.

La terza pista è quella egiziana. Gli organizzatori del Future in Egitto dovrebbero conoscere Grncarov e saperci dire quante partite ha vinto in quel torneo. Troviamo un contatto e scriviamo una mail ma purtroppo non riceviamo risposta.

A fine gennaio decidiamo di recuperare qualche commento ai piani alti. In fondo, la International Tennis Federation (ITF) dovrebbe essere a conoscenza dell’esistenza di un suo giocatore e quale sia il suo stato di salute. Nick Imison, che lavora nella comunicazione all’interno della ITF, ci spiega che non ha altre informazioni su Grncarov oltre a quelle contenute sui profili ufficiali. Dunque esplicitamente ci viene confermato che il macedone ha solo giocato e perso quell’unica partita a livello Junior. Implicitamente ci viene invece suggerito che nemmeno loro hanno ricevuto nessun certificato medico sullo stato di salute del loro “affiliato”.

Proviamo inoltre a raccogliere una testimonianza da parte di qualcuno dei giocatori con i quali Grncarov si sarebbe allenato. Durante il torneo ATP 250 di Montpellier, il nostro inviato riesce a parlare con Gilles Simon, che nega di aver mai conosciuto il macedone.

Nel suo articolo Rothenberg scrive che in questa storia “è più facile verificare cosa è falso rispetto a ciò che è vero”. Dalle nostre prove possiamo concludere che Darko Grncarov esiste e quantomeno in passato ha giocato a tennis, probabilmente ad un livello molto modesto. Tutto il resto, ictus incluso, è una fake news, forse la più grande della storia del tennis.

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