Il Bagel del weekend – L’invasionevic degli ultracolpi

Tennis da ridere

Il Bagel del weekend – L’invasionevic degli ultracolpi

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TENNIS DA RIDERE – Succede di tutto nel weekend al Queens: La gioia di Marin Cilic, l’euforia della CBS, il centone dei gemelli Bryan. Il tutto in attesa della finale più attesa

Supersaturday coi fiocchi a Flushing Meadows: le semifinali più pazze dell’ultimo decennio premiano il samurai Nishikori e il croato Cilic. Dopo nove anni e otto mesi avremo una finale slam senza Nadal, Federer o Djokovic.

 

Il primo match è deciso fra la fine del terzo e l’inizio del quarto set. Nella seconda semifinale il croato di Medjugorje prende subito la partita dal verso giusto chiudendo Federer sull’angolo di rovescio.

Deluso lo svizzero al termine del match: “Ho sbagliato l’approccio alla partita, per un errore di comunicazione: mi era stato detto che avrei affrontato Cilic oggi, invece mi han fatto giocare contro Sampradalborgovic. In ogni caso non sono scontento, non è mai facile battere un giocatore palindromo
 

E’ lo stereotipo della gioia invece Marin Cilic “E’ la stagione più grande della mia carriera, e non sarebbe stata possibile senza due persone: G. Ivanisevic, che mi ha impostato sul piano tecnico, e S. Ilentbanovic per la preparazione muscolare.” Le dichiarazioni del croato hanno gettato nello sconforto Andy Murray, che in serata ha twittato “Sono l’unico che si è fermato 6 mesi e al ritorno gioca peggio di prima”.

La finale di stanotte vedrà così fronteggiarsi due grandi campioni che daranno vita indubbiamente a un match equilibrato, dato confermato anche dallo storico degli head to head che vede Chang in vantaggio 6-4 su Ivanisevic con l’ultima vittoria a Vienna nel 2001. All’evento parteciparanno anche Nishikori e Cilic.

Nel prepartita fioccano le dichiarazioni ottimistiche. Secondo Ivanisevic “Se Marin ha preso a pallate Federer, chissà cosa può fare a Nishikoso”. Chang più cautamente fa sapere che “Se Kei batte Cilic ha buone possibilità di vincere il torneo”

L’organizzazione ha già mandato in onda alcuni fotogrammi realizzati in computer grafica che ci mostrano come apparirà lo stadio durante il match finale. Gran vitalità anche qui, sul sito di Ubitennis, dove quegli utenti che amano e seguono questo sport indipendentemente dalle prestazioni dei Fab4 saranno presenti. Tutti e due.
Felicissimi anche alla CBS, l’emittente che si occupa del broadcasting del torneo, di avere finalmente una finale nuova, con volti giovani e freschi che il pubblico sicuramente apprezzerà e comincerà ad amare. In ogni caso, la Usta ha fatto sapere di aver ricevuto proprio dalla CBS in via ufficiosa la richiesta che per una volta, una soltanto, si possa anche disputare una finale per il terzo posto. Richiesta bocciata a causa di impegni commerciali di Federer, impegnato con gli spot della fusione di due dei suoi principali sponsor per il lancio delle nuove Gillette Lindt, con lamette al fondente purissimo.

Nella giornata di ieri, i gemelli Bryan hanno conquistato l’ennesimo titolo slam nonché il trofeo numero 100 in carriera. Bob ha dichiarato “Quando eravamo solo tennisti universitari al college non ci avremmo scommesso un centesimo”. E’ molto felice anche John “Non sto nella pelle dall’emozione”. Un po’ più perplesso Mike che in conferenza stampa ha detto Chi è John?

Il programma si è poi concluso con l’attesissima finale femminile che ha visto di fronte Serena Williams e Caroline Wozniacki. Le due sono anche grandi amiche, ragion per cui han deciso in barba al protocollo di entrare in campo non una dietro l’altra ma una dentro l’altra, con Serena che conteneva al suo interno Caroline.

Il match è stato fin dall’inizio spettacolare, con la Wozniacki coi piedi bien piantati all’interno del campo, quello del Grandstand. La danese ha interpretato tutta la partita alla ricerca costante del vincente. Ricerca culminata all’ottavo game quando ha messo a segno un ace. Alla fine si è imposta Serena 6-3 6-3, per la gioia della sorella Venus e della mamma Pera Williams. La statunitense giunge così al 18esimo slam staccando Roger Federer, a questo punto sempre meno Goat, ed eguagliando Chris Evert e Martina Navratilova. Quest’ultima, presente in tribuna ha commentato “La finale di oggi è uno di quei match che ti riconcilia con il tennis. Maschile”

Chiudiamo oggi senza previsioni del grande capo Seminole, andato a nascondersi sabato notte dopo il fallimento delle sue profezie. Il grande capo non imputa però questo controrisultato agli ancestri e si è ritirato a ringraziare l’arcano avo per il pronostico, e con lui vogliamo farlo anche noi. Grazie, arcavolo.

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I manrovesci di Wimbledon 2017

Raccolta di battute semiserie sul terzo slam dell’anno. Le lacrime di Federer, l’ammissione di Cilic, l’organizzazione del team Djokovic e l’amuleto Baldissera

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1. Australian Open, Indian Wells e Wimbledon, cos’hanno in comune i tre successi più importanti dell’anno per te Roger? “Semplice, Luca Baldissera. Anzi, mi ha detto che viene anche a New York: volete che faccia il discorso della premiazione già ora?”.

2. Spiegato il motivo del tifo tutto pro-Roger sul Centre Court: tra gemelli, genitori, sorelle e via discorrendo durante la finale circa metà degli spettatori si chiamavano Federer di cognome.

3. Djokovic tranquillo sul suo recupero psico-fisico: “Ho capito che per risolvere tutti i problemi è ora di alzare il gomito”.

 

4. “Ciao Andy, come va?”. “Beh Nole, potrebbe andare meglio…”. “Ah guarda, io mi sa che mi ritiro”. “Anca me!”.

5. Berdych fa presente ai commentatori di Ubitennis e a Vittorio Sgarbi che ci tiene al suo soprannome: “Meglio Perdych che Goat! Goat! Goat!”.

6. Rod Laver incoraggiato dalla #NextGen: “Ho deciso, torno a giocare: secondo me ai quarti a New York ci arrivo in carrozza. O in carrozzina. Però ci arrivo”.

7. Federer stizzito con Barilla: “Mi avevano detto che avrei dovuto provare una pennetta, ma qui di Flavia manco l’ombra”.

8. Garbine Muguruza rammaricata al party conclusivo: “Dovevo ballare con Roger, poi lui ha scambiato Conchita Martinez per Mirka e tutto è andato a rotoli”.

9. Nadal spiega il motivo della sconfitta con Muller: “Ho capito male la pubblicità, e ho fatto l’amore con il telone”.

10. Roger in lacrime dopo aver visto Leo e Lenny in tribuna: “E adesso chi glielo dice a Mirka che non ce la posso fare a mettere in bacheca anche otto gemelli?”.

11. Un premio meritato anche per Marin Cilic: i piedi più brutti del torneo sono i suoi.

12. Federer: “I gemelli ancora non capiscono bene. Pensano che questo sia il prato di un parco giochi”. Leo e Lenny: “Mamma mamma, anche noi vogliamo andare a tirare le palline all’orso come papà!”.

13. Cilic alla conferenza post match: “Sì, lo ammetto, è stato un problema di vescica. Farsela addosso davanti a 15mila persone, beh, immaginatevi come può essere”.

14. Proverbio tibetano: se rincorsa a numero uno è rincorsa a Andy Murray allora meglio stare fermi e aspettare che Andy Murray torna indietro a sua dimensione vera.

15. Svelato il nuovo team di Novak Djokovic: Agassi lo allenerà solo nei giorni dispari dei mesi pari dalle 9 alle 10 e dalle 18 alle 19, Vajda lo manderà a quel paese nei weekend, Pepe Ymaz gli telefonerà a ore pasti per accertarsi che non mangi carne, Ancic gli sistemerà il giardino al lunedì e al mercoledì prima del tramonto. Pare che il traguardo dei 20 slam sia cosa fatta.

Alessandro Trebbi

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Don’t let me down, don’t net me down

Il compleanno di Dustin Brown, i tristi numeri da circo all’IPTL, Feliciano Lopez che vuole abolire il let e Nadal che invece la rete voleva alzarla. Cara, vecchia, bistrattata rete

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Oggi è il compleanno di Dustin Brown. Auguri DreddyTenniscome hai saggiamente deciso che la gente debba chiamarti su Twitter. 32 anni ben spesi, nella totale consapevolezza di praticare un tennis che sfiora l’autolesionismo sportivo ma ci fa sentire tutti un po’ più vivi e coraggiosi. Adesso sembri anche un reietto, la federazione tedesca ha escluso soltanto te dalle convocazioni di Davis – graziando Kamke e Mischa Zverev, che come te avevano disertato a settembre contro la Polonia – ma figurati se questo ti fa perdere il sorriso. Al massimo, anzi, è motivo per sfoderarne uno nuovo.

https://twitter.com/DreddyTennis/status/806507216186515457

Qui però la questione della responsabilità non c’entra, si parla di rete. Dustin la onora, vive e gioca per l’obbligo di frequentarla. Un patto che non può essere disatteso, è evidente che non si tratta soltanto di una scelta che può essere revocata nel bel mezzo di una partita, di una carriera, di un tie-break. A rete Dustin semplicemente ci deve andare, peraltro è chiaro che non sempre ci va con in mente un piano preciso: una forza più grande lo schioda da quella zona di campo che per molti tennisti rappresenta l’unico comfort e per lui è soltanto un inevitabile punto di partenza, il gate di un aereoporto che ha fretta di lasciare. Una volta lì è istinto, riflessi, tocco e quella creatività che non guasta. La diapositiva della sua carriera? Ha battuto Nadal due volte su due sfide, ha perso da Benneteau in due occasioni su tre. La rete come necessità.

 

Un altro è Feliciano Lopez, eleganza e gesti classici con spiccata propensione offensiva. Servizio mancino ad uscire, rovescio coperto solo come extrema ratio e fede incondizionata nei colpi tagliatiQui la rete, sì, è una scelta. È ottimizzazione delle proprie potenzialità, naturale prosecuzione di un’impostazione tennistica che oggi tende all’estinzione. Qualche giorno fa lo spagnolo ha paventato addirittura la possibilità di modificare la regola del let a servizio, complici le bizzarrie dell’IPTL – in corso di svolgimento – in cui questa regola non viene utilizzata. “Non ha senso che se la palla tocca la rete sul servizio il punto viene ripetuto, mentre negli scambi normali non è così“. Qualcosa affascina Feliciano nelle corse affannose a cui sarebbero costretti i tennisti in caso di prima di servizio che pizzica il nastro e scavalca la rete. La rete come espressione.

Sempre dalla Spagna, sempre col mancino ma meno in sintonia con le volèe di opposizione è Rafael Nadal. Tempo fa anche lui aveva pensato che si potesse modificare l’approccio del tennis alla rete, addirittura alle fondamenta. Come? Andandoci ancora meno. E come? Alzando la rete, per allungare ulteriormente gli scambi. Il maiorchino se non altro si è dimostrato parecchio diligente, proseguendo sull’onda delle dichiarazioni dello zio Toni che voleva rallentare le palline perché “non si può aspettare un’ora e mezza per applaudire“. La rete come “ma che stiamo dicendo?”.

Dicevamo invece dell’IPTL, il circus itinerante a cui Federer aveva prima promesso una passerella e poi ha fatto ciao con la manina. Elaborate le cinque fasi del lutto il carrozzone lascia in queste ore Singapore per trasferirsi a Hyderabad, nel cuore dell’India. C’è Berdych, c’è uno scatenato Verdasco assolutamente desideroso di far bene ogni qual volta non c’è il rischio di vincere qualcosa di concreto, c’è Martina Hingis che regola agilmente avversarie che a tennis ci giocano eccome, c’è un bizzoso Safin che si tuffa alla Becker e poi si dedica al turpiloquio, c’è Kyrgios e c’è un nugolo di doppisti che traina il pubblico a suon di tweener e lob liftati. Nishikori, per esempio, fa i ricami. Non si può fare a meno di pensare al velo di tristezza che ricopre il (non) fascino dell’esibizione fine a sé stessa, in cui i tennisti provano a sembrare quello che proprio non hanno il coraggio di essere durante l’anno, quando la palla scotta troppo e una prima di servizio può valere migliaia di dollari. La rete come pretesto, la rete come ipocrisia.

No, non vuole essere un de profundis, più che altro un tributo elargito con grande anticipo. Nel caso sia necessario, s’intende: è vivo il desiderio di aver preso una cantonata, di poter ripensare a questo incauto pessimismo tra cinque anni davanti a una finale di Wimbledon disputata tra due volleatori. Nel dubbio, ci si porta avanti con i saluti.

Addio net, e grazie per tutto il pesce.

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Tennis da ridere

Addio Vine, alla fine è stato… divertente

Vine chiude. Noi abbiamo raccolto i mini-video più divertenti dal mondo della racchetta. Avete le ore contate (forse)

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Duecento milioni di utenti attivi e un miliardo e mezzo di visualizzazioni al giorno non sono bastati a salvare Vine. La piattaforma di condivisione di mini-video da sei secondi sarà prossimamente dismessa. La notizia è arrivata circa un mese fa, quando Twitter, che aveva acquistato Vine nel 2013, ha comunicato la decisione di chiudere i battenti. A detta dei vertici del micro-blogging con sede a San Francisco, l’applicazione rimarrà online e i contenuti saranno ancora disponibili per un po’. Noi non ci fidiamo e abbiamo così scelto di raccogliere i più divertenti e stilare una breve classifica di siparietti in-court e off-court.

10Nadal e i suoi problemi di sudorazione eccessiva. Serve una mano?

9“Genie, è il tuo turno” – “Devo proprio?”

 

8 – Palombella danese di inizio stagione

7A Charleston Andrea Petkovic ha sempre dato il meglio (e lo scorso anno con Jelena Jankovic, fu protagonista di questa folle intervista)

6 – Quando esattamente Murray ha deciso di diventare numero uno del mondo

5Ancora Alizè Cornet (Il campo era lo stesso del famoso “come fai a darmi warning“)

4 – Challenge!

3Adele o Madonna?

2Kyrgios & Kokkinakis

Tris di Vine al numero 1. Ladies and Gentleman, l’uomo che ha dato il la alla crisi di Novak Djokovic

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