ATP Finals: Federer annulla 4 match point, sarà finale con Novak Djokovic

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ATP Finals: Federer annulla 4 match point, sarà finale con Novak Djokovic

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TENNIS ATP FINALS – Il derby rossocrociato tra Roger Federer e Stan Wawrinka è il match del torneo. il N.2 del mondo salva 4 match point prima di vincere 46 75 76 (86) al tie-break del terzo set dopo 2h48 condite da mille emozioni rimontando da 3-5. E’ la sua nona finale al Masters, record di Ivan Lendl eguagliato. Domani lo aspetta Novak Djokovic (Ore 19.00 SKY Sport 1 e 2)

Conferenza Stampa Federer (Inglese)

Conferenza Stampa Wawrinka (Inglese+Francese)

 

Per molti Paesi, avere un giocatore nella Top 10 mondiale è un sogno che si realizza (chiedete al Giappone di Nishikori) poi esiste la Svizzera: un Paese che fino a 15 anni non aveva ottenuto praticamente nulla dal tennis maschile di alto livello e che in poco più di una settimana ha una semifinale del Masters di Londra tutta rossocrociata tra il N.2 e il N.4 del mondo, più la possibilità di giocarsi il prossimo weekend la sua prima insalatiera a Lille.

E’ questo che rende speciale la seconda semifinale delle ATP Finals: il fatto che Roger Federer e Stan Wawrinka dovranno competere uno contro l’altro prima di difendere la loro bandiera.
Questo non può non avere un impatto sul match di questa sera e non perché i rapporti tra i 2 siano ovviamente splendidi, avendo vinto anche insieme a Pechino un oro olimpico in doppio.
Le eccezionali doti tecniche di entrambi le conosciamo tutti e non sono oggetto di discussione anche se ovviamente Wawrinka sa di aver battuto il Maestro solo in un posto in vita sua: il Country Club di Montecarlo e qui le condizioni sono completamente diverse. Stan però ha lottato con Roger alla pari anche a Wimbledon e i precedenti (14-2) non erano certamente motivo sufficiente per tagliarlo fuori dalla contesa.

Lo “svizzerologo” per eccellenza Claudio Mezzadri non ha esitato però a dare Federer come favorito, non solo del match ma del torneo. Ha però detto che Wawrinka ha tutti i mezzi per batterlo in semifinale: e aveva ragione.

La sfida tra “Svizzera 1” e “Svizzera 2” alle ATP Finals 2014 diventa un match memorabile, Federer vince in modo rocambolesco 7-6 al terzo set dopo aver salvato quattro match point, tre dei quali sul 5-4 quando Wawrinka ha servito per il match.
Una sfida durata 2h48 dopo che per 6 giorni e mezzo non si è mai arrivati alle due ore di gioco. 4-6 7-5 7-6(6) il punteggio finale.

Wawrinka “ha fatto la partita”, come si direbbe nel calcio, producendo tantissimi colpi vincenti (43), ma pagando il prezzo di troppi errori gratuiti (48). Ha iniziato il match in maniera straordinaria salendo 5-2 con doppio break prima di chiuderlo 6-4. Federer invece non  era entrato nel match nel modo giusto soffrendo in maniera  evidente le impressionanti accelerazioni del suo avversario.

Si è rimesso in partita recuperando uno dei due break di ritardo, pronto poi a giocarsela nel secondo set e poi ha approfittato del momento di cedimento di Wawrinka che è puntualmente arrivato quando doveva portare il secondo set al tie-break.  Nel secondo parziale Federer è riuscito a trovare con maggiore facilità la via della rete e questo ha ovviamente portato il match su un piano congeniale al N.2 mondiale.

Il pubblico, finalmente coinvolto come mai in questo torneo,  voleva davvero un terzo set ed è stato accontentato. Ma non potevano immaginare quale serie di emozioni li aspettava: Federer cede il servizio nel primo gioco del terzo,  anche a causa di un over-rule sbagliato da parte dell’arbitro di sedia Cedric Mourier, di cui Federer non si è accorto se non quando ha chiamato lo 0-40.

Federer è apparso a quel punto notevolmente stizzito ed è riuscito a malapena a restare a ruota, sprecando poi due palle break nell’ottavo gioco. Tenuto il servizio nel nono game, il decimo si trasforma presto in un racconto epico: Wawrinka manca uno dei tre match point sbagliando una non impossibile volée di rovescio. Anche gli altri due match point vengono giocati da Wawrinka a rete. Su uno di questi Federer gioca un eccezionale passante di dritto di mezzo volo in lungolinea. Roger alla fine riesce a far suo il game infinito per agguantare la parità sul 5-5

Arrivati al tie-break, Federer sale 5-3 prima di cedere i 3 punti successivi e concedere dunque un quarto match point.  Federer lo annulla con un servizio vincente e sui due punti successivi si inventa due discese a rete da manuale per far suo il match del torneo.

Domani dunque ci sarà la finale più attesa,  quella tra i primi 2 giocatori del mondo, anche se Wawrinka  porterà con sé per qualche tempo le scorie di questa amara sconfitta (per la gioia della squadra francese in ritiro a Bordeaux).

I precedenti  tra Federer e Djokovic sono noti: lo svizzero conduce 19-17 avendo vinto l’ultimo confronto diretto a Shanghai, anche se il serbo ha vinto il match più importante dell’anno, la finale di Wimbledon al quinto set.  I due si sono incontrati in finale qui alla O2 Arena,  già due anni fa quando Djokovic si impose in 2 set lottati (7-5 7-6).

Non ci resta che sperare che lo spettacolo di domani (alle 19) sia anche solo lontanamente paragonabile a quello visto stasera.

qui sotto anche se in maniera incongrua anche graficamente, ma tenete presente l’ora tardissima, le due di notte, mettiamo per ora l’intervista in inglese rilasciata da un delusissimo Stan Wawrinka a fine match…subito sotto troverete quella di Federer sempre in inglese con l’auspicio che domani si trovi qualche buon anima i grado di tradurla.Più tardi o in mattinata verranno inseriti gli audio. Chiediamo scusa se l’impaginazione risulterà questa volta difettosa.

R. FEDERER/S. WAWRINKA

4 6, 7 5, 7 6

An interview with:

STAN WAWRINKA

THE MODERATOR: Questions, please.

Q. Both of you desired the victory, but it couldn’t happen. You came to the net too quickly? What is your opinion of those match points?

STAN WAWRINKA: I had to do some choice. For sure that game at the end I was nervous. It was not easy to play from the baseline. He was normally just pushing his slice backhand return. I was like, Okay, I’m going to try to take it, try not to wait for a mistake, try to go for it.

I did it two time on second serve. I did one on first serve. I missed my serve. I wanted to go backhand body because he was really going higher return. He took it the forehand. That’s it. I think I had one easy volley backhand that I put in the net.

You know, match like that, you make some choice, especially when you’re tired, when you’re nervous. Just wanted to go for it and not wait for mistake or whatever, because you know that could give you the match.

Q. Was the difference tonight nerves? Was there anything in your game that you think let you down towards the end?

STAN WAWRINKA: Well, tough match like that, I think there’s only few points that makes the difference. I was playing great tennis. Really happy with the way I was playing.

But I had some big opportunity in the third set. I should have take it, especially serving for the match with two match point. Maybe didn’t serve well enough.

But not much. Not much. You know, when you play Roger, it’s never easy for me, for everybody. He’s been in that situation so many times. For me it was second here in the semifinal. That’s it.

Q. Obviously it was a tense match near the end. At some point late in the third you seemed upset with someone speaking before points. Can you explain what happened there?

STAN WAWRINKA: Not much. Nothing special. Tense match. It’s never easy.

Q. What is your schedule from here? When do you think you’ll be on the clay courts? Will you be practicing some doubles heading into the final?

STAN WAWRINKA: We’ll see. We’ll see how I’m going to feel tomorrow with my body. I played really late yesterday, three set match. Even if wasn’t really physical, it’s always nervous match. So physically you don’t feel the same.

I had a tough one today. So we’ll see. For sure I’m going to take one day off, try to do some treatment, try to rest, maybe going tomorrow to Lille or maybe Monday with Roger and everybody.

Q. Is it tougher in that situation against Roger as opposed to anyone else in the semifinals of the World Tour Finals? Is it particularly something just with him?

STAN WAWRINKA: As I say, it’s always difficult for me not only because he’s the best player ever, he knows how to play. He’s playing really well since the end of the year, a few months more. Because of his game, but also mentally, he’s been there since so many years.

But, yeah, today had lot of chance. Didn’t took them. I was playing well. I was playing good tennis. Happy the way I was trying to push him, trying to be real aggressive, not let him come to the net too much, trying to be the first there.

But sometimes you lost match like that.

Q. You’ve played in the last week Novak and Roger. How do you see the final going?

STAN WAWRINKA: Good question. I don’t know. We’ll see how physically Roger will be tomorrow for sure, because Novak is really strong. Didn’t spend so much energy.

I think tonight was tough match physically and mentally for me, and Roger also. So we’ll see how he’s going to be tomorrow.

If you look just like that, you will put a little bit more Djokovic the favorite. But it’s going to be interesting. We’ll see.

Q. Would you tell us what Roger said to you after the game? It looked like he was very sorry.

STAN WAWRINKA: I’m not sure he’s sorry for me (laughter).

Yeah, not much. Not much. Not much. Just, you know, when you win a match like that, when I had so many opportunity, normally you cannot say so many thing. I just told him, Congratulate, good luck tomorrow. Classic. Nothing special. Sorry.

 

 

R. FEDERER/S. WAWRINKA

4 6, 7 5, 7 6

An interview with:

ROGER FEDERER

THE MODERATOR: Questions, please.

Q. Tennis sometimes is cruel. But this was a big fight between two colleagues. Four match points. It was a miracle, one of your miracles?

ROGER FEDERER: Yeah, I mean, I thought it was a very exciting match, to say the least. I think the crowd got really into it. I mean, I really didn’t think I was going to turn it around anymore because Stan looked very good for a long time, was able to win the second set somehow by hanging around.

Then in the third, you know, I think he played very well. Maybe a serve let him go a little bit when he needed it the most.

You know, I mean, I clearly got lucky tonight. There’s no doubt about that. But you’ve got to keep believing that maybe there is a slight, you know, chance that you are going to be able to turn it around somehow. It happened today.

I’m very pleased. It’s very hard, obviously, against Stan. It’s been a long season for both of us. I’m happy we’re able to play such a good match. Maybe not always the best quality, but still I was very impressed by his shot making again, his capabilities of playing forward, just keep on going. I think if he would have served a little bit better today he would have won probably.

Q. Novak said he’s physically exhausted. How hard is it mentally for you to keep your cool in this phase of the season?

ROGER FEDERER: Well, I mean, today it was a shot here or there. But it wasn’t in my control anymore at the very end. I’m actually pretty good. Even though today I was like the first day it would be good to see the sun again to be outdoors more often, I’m locked indoors now. It starts to be a bit long now. I know it’s only going to be another nine, ten days now before I’m on vacation.

It’s cool. I can handle it. The season’s been long for all of us, there’s no doubt. But I think Stan and myself left everything out on the court today.

Q. It was a tough match, and of course it’s very late now. How are you going to recover for the match tomorrow?

ROGER FEDERER: Yeah, I mean, I’m going to try to get back as quick as possible, try to recover, stretching, massage, sleep, eat. Do all those things fast. The problem is it’s a bit of a drive home. So it takes a while. It’s not like it’s five minutes away like in other places. Going to lose some time there.

But the match is 6:00 p.m. tomorrow, which is good it’s not earlier than that, so at least it gives me the chance to sleep in in the morning.

Q. Looking ahead to playing Novak. The last time was just a few weeks ago in Shanghai. You played an exceptional match there. What are your thoughts going into this one tomorrow night?

ROGER FEDERER: Yeah, I mean, I think it’s going to be different. Conditions are definitely different here. Balls are different. Surface is a bit, I don’t know, maybe slower. I’m not sure. It just plays different. Feels different.

I think the balls have the most to do with it. I think we might see a bit different rallies, not so easy just to go big. But obviously I got to be confident, you know, moving forward. I got to be there to challenge him and make him hit one good shot after another.

I hope I can, you know, maybe play a little better than I played today potentially because I did feel the heat from Stan. It was tough for me to get really free flowing because he had the lead early, so I was running after the lead the whole time, which was tough for me.

But I’m looking forward to the match. I hope it’s going to be a good one.

Q. You have quite a rivalry with Novak. Your coaches had quite a rivalry back in their day. How would you compare the two rivalries?

ROGER FEDERER: Different. You know, I don’t know. Yeah, I mean, they played somewhat similar, I guess. Serve and volley. We don’t really have that. Me with the one handed backhand, him with the double handed. It’s a totally different matchup, I guess.

Yeah, that’s about it. I don’t know what to tell you. It’s too late for me and it’s too much thinking at this point, to be quite honest (smiling).

They were my heroes. That’s all I can tell you. You know that.

Q. Saving match points today, you saved them against Monfils, against Mayer. How can you compare those comebacks? Was this less lucky than the other two?

ROGER FEDERER: This was maybe luckier than Monfils because Stan served three times and whereas Monfils served twice. Mayer, I was crazy lucky there. So maybe that was the most luck overall because I was out of the point and he had it.

But this is obviously huge in the semifinals of the World Tour Finals. It’s very big. Clearly it’s not the way you want to win. But I still kept my cool and tried to hang around. I got myself back into it.

I was frustrated being down in the third. But, yeah, it was definitely a lucky escape tonight again.

Q. What was going on between you and the umpire at the beginning of the third set? Did you not hear the overrule and the score until Love 40? Do you feel he should have told you more clearly what was going on?

ROGER FEDERER: Yeah, I don’t know. I mean, I was right there on top of the bounce. I thought, Oh, it was going to go in. Net cord, maybe out. I thought it was out.

I heard something, but I wasn’t sure. I looked at him. There’s nothing. Then I checked out Stan, if he was going to challenge. There was nothing. So then I heard, Breakpoint, Love 40. I was like, Hold on, it’s 15 30. I would

have played my points totally different than 15 Love, so forth.

Yeah, I couldn’t believe it that he wouldn’t ask me more clearly because it was clearly a very close call. I still don’t know if it was in or out.

I just don’t quite understand how he cannot be louder. At Love 15, if he tells the score, it would probably be too late anyway. He would have said, Oh, yeah, now you got to challenge, you smart guy. I would have lost it there anyway.

But in the moment, just to assume, you know, I think is not good enough, to be quite honest. I’m not blaming him. But I remember hearing something, but not loud enough for me that it was actually an overrule, I guess. That’s how it went for me.

 

 

Federer-Wawrinka stats

 

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Svelato il calendario dei tornei in Australia: nove eventi in programma più la ATP Cup

Tennis Australia ha inviato il calendario dei tornei pre-Australian Open ai giocatori che potrebbero partecipare

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La stagione 2021 tennistica non è ancora finita, ma gli occhi di tutti sono già puntati verso l’Australian Open 2022, che con il suo obbligo vaccinale sta già facendo discutere tutto il mondo del tennis. La seconda tappa a livello ufficiale è il calendario dei tornei previsti prima dello Slam australiano, inviato oggi tramite un memorandum a tutti i tennisti uomini e donne che potrebbero recarsi in Australia grazie alla loro classifica. Adelaide parte ospitando due tornei in contemporanea con l’ATP Cup, una partenza col botto per il circuito femminile che esordirà con un torneo di categoria 500 in programma dal 2 al 9 gennaio.

Il WTA 500 di Adelaide prenderà il posto in calendario del WTA 500 di Abu Dhabi, vinto lo scorso anno da Aryna Sabalenka. Non è da meno l’inizio del calendario ATP, che dal 1 al 9 gennaio vedrà sfidarsi sedici squadre nazionali da tutto il mondo nella Ken Rosewall Arena di Sydney per l’ATP Cup, ormai appuntamento fisso di prestigio dell’inizio di stagione. Ad Adelaide anche un torneo ATP 250, nello slot di calendario l’anno scorso occupato dall’Antalya Open e da Delray Beach. Calendario ricco anche a Melbourne, che dal 4 al 9 gennaio ospiterà ben due tornei WTA di categoria 250 e un ATP 250.

Spazio anche a tornei di categoria minore tra il 3 e il 9 gennaio, con l’ATP80 e ITF60k di Bendigo e Traralgon, entrambi a Victoria. A chiudere la prima settimana di tornei ci sarà il Victoria Wheelchair Open, dedicato al circuito del tennis wheelchair. Sydney sarà impegnata nella seconda settimana, con un altro WTA500 dal 10 al 15 gennaio al Sydney Olympic Park Centre. Nella stessa sede ci sarà un altro ATP250, erede insieme all’altro ATP250 sempre in programma dal 10 al 15 gennaio ad Adelaide dei due tornei vinti lo scorso anno da Jannik Sinner e Daniel Evans.

 

Il Memorial Drive di Adelaide vedrà in scena anche un altro WTA250, a completare quindi il programma pre-Australian Open con ben cinque tornei riservati alle donne. Victoria ospiterà gli ultimi due tornei del programma, il Melbourne Wheelchair Open allo Hume Tennis Center di Victoria e un torneo Juniors di categoria J1 a Traralgon, entrambi dal 15 al 19 gennaio. Nessuna sorpresa invece per la terza e quarta settimana dello swing australiano, con l’Australian Open maschile e femminile in calendario dal 17 al 30 gennaio. Definite anche le date dell’Australian Open Junior, dal 19 al 29 gennaio, e dell’AO Wheelchair Championship, dal 23 al 27 gennaio.

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Nitto ATP Finals: Zverev è impeccabile, Medvedev mai in partita. Secondo titolo di Maestro per Sascha

Il tedesco è ingiocabile al servizio e la sua potenza imbriglia il gioco del russo. Il primo campione delle Finals di Torino è lui

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[3] A. Zverev b. [2] D. Medvedev 6-4 6-4

Prima della finale di oggi, la prima delle Nitto ATP Finals giocata a Torino, era accaduto 10 volte su 18 che in caso di rivincita in finale tra due giocatori che si erano già affrontati nel girone, il perdente della prima sfida avesse poi ribaltato il risultato nell’atto conclusivo. Bene, ora possiamo aggiornare a 11 su 19.

Alexander Zverev gioca il miglior match del torneo solo poche ore dopo aver eliminato Novak Djokovic in semifinale, annichilendo Daniil Medvedev in appena 75 minuti con un 6-4 6-4 che non rende nemmeno giustizia alla sua superiorità in campo. Medvedev aveva vinto le ultime cinque sfide consecutive con il tedesco di cui due negli ultimi giorni: la semifinale di Parigi Bercy e come detto il match di Round Robin vinto al tie-break decisivo martedì pomeriggio.

 

Per Sascha si tratta inoltre del sesto titolo della sua stagione, il più prestigioso, ed è anche il secondo alle ATP Finals dopo quello vinto a Londra nel 2018. La vittoria di oggi è anche la n.59 di un 2021 chiuso in modo trionfale (Zverev non giocherà le Finals di Coppa Davis).

In entrambi i set il break è arrivato piuttosto presto, nel terzo game del primo e nel gioco di apertura del secondo. Da lì in avanti è cominciata una performance sontuosa del tedesco al servizio che chiuderà il match senza concedere alcuna palla break con 8 ace, un solo doppio fallo e l’83% di punti con la prima messa in campo quasi 3 volte su 4 (74%). Molto bene anche nelle scelte di discesa a rete con Medvedev lontanissimo dal campo in risposta (15 punti su 21).

Con simili numeri è già stato miracoloso il fatto che Medvedev abbia raccolto otto giochi complessivi, considerando che anche da fondo campo il russo è apparso molto lontano da una delle sue versioni migliori chiudendo addirittura con un saldo negativo tra vincenti ed errori (14/16), un autentico inedito per il Medvedev visto questa settimana.

Un Medvedev apparso quasi più apatico del solito in campo, incapace di invertire la tendenza di un match apparso da subito in salita. Forse non si aspettava nemmeno che Zverev fosse così fresco 17 ore dopo la battaglia con Djokovic nella seconda semifinale. Eppure quello più stanco dei due sembrava proprio il russo che ieri pomeriggio aveva passeggiato contro Casper Ruud.

Per Zverev si ripete dunque quanto era accaduto a Ivan Lendl nel 1982: ottenere il secondo titolo di Maestro senza ancora aver mai vinto un torneo del Grande Slam. Gli farà piacere sapere che poi Ivan ne ha vinti ben otto e a lui il tempo certamente non manca.

Il tabellone completo

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ATP Finals, è di Zverev la battaglia con Djokovic: sarà finale contro Medvedev

Il tedesco la spunta in quasi due ore e mezza di gioco e centra la sua seconda finale alle ATP Finals. Bello l’abbraccio a fine partita col serbo

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Alexander Zverev (sinistra) e Novak Djokovic (destra) - Nitto ATP Finals Torino 2021 (foto Twitter @atptour)

[3] A. Zverev b. [1] N. Djokovic 7-6 4-6 6-3

Ci si aspettava una battaglia, battaglia è stata. E a vincerla è Alexander Zverev, che elimina il numero uno del mondo Novak Djokovic in tre set e si qualifica per la finale delle ATP Finals, la seconda della sua carriera dopo quella vinta nel 2018 proprio contro il serbo. Il 24enne tedesco ottiene nel sabato sera del PalaAlpitour di Torino la sua quarta vittoria contro il numero uno del mondo, tornando a batterlo dopo il successo in rimonta di quest’estate alle Olimpiadi di Tokyo. È stata una partita equilibrata e molto combattuta, ma il tedesco complessivamente è stato il giocatore migliore: a fine gara sono 35 i suoi vincenti, contro i 27 del serbo, e 24 i suoi errori gratuiti, contro i 29 di Nole.  Zverev è stato bravo a rintuzzare le variazioni di gioco di Djokovic e lo ha battuto spesso anche negli scambi che si sono allungati oltre i nove colpi (il conteggio totale di questo tipo di scambi a fine gara è di 20-10 a favore del vincitore).

Sascha si giocherà il primo titolo sul suolo di Torino contro Daniil Medvedev e di certo arriverà alla finalissima meno riposato del russo, considerando che il campione dello US Open ha giocato nel pomeriggio (vincendo facilmente contro Ruud) e che la semifinale contro Djokovic è durata la bellezza di 2 ore e 28 minuti. Nole, dal canto suo, saluta Torino con un pizzico di amarezza (brutto il passaggio a vuoto che gli è costato il break nel terzo set) e rimanda ulteriormente l’appuntamento con il sesto trionfo alle ATP Finals, un appuntamento che aspetta dal 2015.

 

PRIMO SET: SUPER ZVEREV – Nel primo set regna l’equilibrio, i primi giochi sfilano via con i turni di servizio rispettati senza scossoni: si arriva al 5-4 senza che alcuno dei due giocatori permetta all’avversario di arrivare a 40 in risposta. Questo è dovuto soprattutto all’ottimo rendimento di entrambi al servizio: Nole vanta in questa fase l’81% di prime di servizio “unreturned” e Sascha il 77%, a conferma anche del fatto che la velocità della superficie torinese rende più agevole il compito di chi serve. La situazione inizia a movimentarsi nel decimo gioco, con Zverev al servizio: uno scambio lungo e di altissimo livello si conclude con uno schema palla corta-lob vincente di Djokovic, che chiama l’aiuto del pubblico. Poi Nole piazza la zampata: accelerazione di rovescio lungolinea vincente e prima palla break dell’incontro sul 30-40. Ma Sascha tira una sassata esterna con la prima palla, si salva e fa 5-5. Nel game successivo i ruoli si invertono: è Zverev che arriva a due palle break (15-40). Nole annulla la prima con un’ottima prima slice a uscire, e sulla seconda si inventa una gran cosa: segue a rete la prima palla centrando una gran demi-volée di rovescio. Una prodezza che gli permette di salire successivamente sul 6-5 garantendosi il tie-break. Tie-break che arriva, perchè nel dodicesimo gioco Sascha combina due pasticci con il diritto a punto già mezzo vinto ma poi si aggrappa a San Servizio e sale 6-6. Nel gioco decisivo, Djokovic commette un sanguinoso doppio fallo e Zverev va 3-2, ma restituisce il mini-break con un evitabilissimo errore di diritto. Il 24enne però torna subito avanti leggendo bene una palla corta del serbo aiutato anche dal nastro, che gli sistema la palla sul diritto per chiudere il punto (5-3). Sul 5-4 c’è uno scambio massacrante: Nole tenta di avvolgere l’avversario nella sua ragnatela, ma il tedesco si inventa un rovescio da applausi dal centro del campo (6-4). Ed è buono il primo set point, con la prima vincente: è 7-6 Zverev dopo un’ora esatta di gioco. Ed è un verdetto che può dirsi meritato, se si considera che la bilancia dei vincenti pende nettamente dalla parte del tedesco (14-8), il quale vince il 67% di punti sulla seconda contro il 38% di Nole.

SECONDO SET: LA ZAMPATA DI NOVAK – Segnali di cedimento di Djoko nel secondo gioco del secondo set, ma Zverev, avanti 15-30 in risposta, spreca una ghiotta opportunità mettendo fuori un (per lui) non impossibile passante di diritto in recupero (1-1). Salvo che in quella circostanza, non ci sono grandi scossoni e si arriva al 4-4. Sul servizio tedesco, Nole si fa avanti e sale 15-30 con uno smash, poi prende ancora il centro del campo affondando col diritto e chiudendo con un altro smash: palla break sul 30-40. Ma Zverev la annulla con un ace al centro. Djoko però spara un vincente con il rovescio incrociato, che impatta la linea (inutile il falco chiamato da Zverev): la seconda occasione è quella buona perché il serbo tira fuori una risposta da campione alla prima di servizio del tedesco (5-4). Il numero uno del mondo va a servire per il secondo set (dopo aver piantato un urlaccio al suo box affinché gli venisse portato un collirio al cambio di campo) e, con l’aiutino di Zverev che va fuori giri col rovescio, ha due set point a disposizione: ma concede due errori e il tedesco si arrampica sul 40-40. Qui però l’asso di Belgrado scaglia un ace al centro, ma Zverev non sta a guardare, entra dentro il campo e chiude col diritto. Al momento giusto arriva un’altra prima vincente ma sul quarto set point Zverev risponde alla grande col diritto. Sascha cerca un vincente col rovescio lungo linea ma la palla gli esce, e il quinto set point è quello buono con l’ace al centro di Nole, il sesto del suo match. Al termine di altro set equilibrato è chirurgico il serbo, che al momento giusto si aiuta con il servizio e non concede palle break in questo parziale: dopo un’ora e 49 minuti si va al terzo set.

TERZO SET: ZVEREV NON TREMA – Il turning point è nel quarto game, quando Djokovic si trova a dover fronteggiare due palle break dopo aver affossato malamente un diritto (15-40). Sulla prima, il rovescio di Zverev è lungo; ma sulla seconda il serbo casca sul terreno che dovrebbe essere a lui favorevole, sbagliando in lunghezza un rovescio in manovra durante uno scambio dal fondo che si era allungato. Zverev sale 3-1 e servizio e conferma il break aiutandosi con la prima palla (4-1). Nole sale 4-2 tenendo il servizio a zero, ma è nei turni di battuta di Alexander che ora si gioca la partita: è noto come Sascha in simili circostanze a volte ceda mentalmente e in effetti il tedescone concede palla del contro-break regalando col diritto. Però Nole gli dà una mano, forzando in modo inopportuno col diritto: la palla è lunga. Zverev tira un sospiro di sollievo anche nel punto seguente, quando, chiamato a rete dal serbo, vede il suo passante di rovescio sfilare fuori (non era facilissimo, per la verità). Infine, con una prima vincente Sascha si assicura la possibilità di servire per il match (5-2). Djokovic tiene il servizio in un gioco facile e interlocutorio (5-3) e si arriva al momento della verità: Zverev stavolta non trema, serve bene, comanda il gioco e arriva a tre match point quando un recupero di Djokovic sfila lungo. E porta a casa il match alla sua maniera, con un ace centrale. Il braccio di ferro lo vince Sascha, il bell’abbraccio a rete è una degna conclusione.


LE PAROLE A CALDO – A caldo, ai microfoni di Diego Nargiso, Zverev ha voluto fare un tributo a Djokovic: “A volte ci si dimentica tutto quello che Novak ha raggiunto. Abbiamo giocato cinque volte quest’anno e voglio dargli un tributo. E’ un giocatore pazzesco, il migliore di tutti i tempi, nessuno merita rispetto più di lui. La finale con Medvedev? Sarà una grande partita e spero che il pubblico sia dalla mia parte! Io sono il campione olimpico, lui ha vinto lo US Open, cercheremo di dare vita al miglior show possibile”.

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