Quali saranno le giovani speranze più attese nel 2015?

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Quali saranno le giovani speranze più attese nel 2015?

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TENNIS – Quali saranno le speranze per il tennis ATP del 2015? Dai più noti Thiem, Coric, Zverev ai meno famosi Schwartzman, Ymer, Lokoli, Garin. Un prontuario da tenere a mente per la prossima stagione!

L’articolo seguente ha lo scopo di presentare alcuni tennisti che nel 2015 dovranno essere seguiti con attenzione. Non tutti i giovani tennisti sono stati inseriti in questa lista, (il cui ordine è completamente casuale), per diverse ragioni che mi accingo a segnalarvi. Prima fra tutte perché sono già affermati, (Dimitrov su tutti), ed è quindi inutile aggiungere materiale alla già sterminata bibliografia che li circonda. Altri tennisti, magari già altrettanto famosi, non sono in lista perché, probabilmente, non hanno così tanto talento che possa sopperire alla carenza di una vita d’atleta, (il riferimento a Bernard Tomic non è certamente casuale).

Oppure, infine, cosa assai più semplice e scontata, trattasi di mera dimenticanza per la quale, nonostante tutti gli accorgimenti presi non posso farci nulla e, della quale, mi scuso fin d’ora. Premetto infine che tra la lista dei giocatori segnalati non viene riportato Gianluigi Quinzi. Questo non perché non nutra speranze sul nostro portacolori, (tutt’altro), ma perché ho già scritto parecchio in precedenza e aggiungere altro materiale a quanto già affermato sarebbe fuorviante ed insignificante.

 

 

Dominic Thiem (AUT) 21 anni, numero 39 ATP

Poco da dire su Thiem. Lo conoscono già tutti quindi questa presentazione sarà breve. Giocatore dotato di un magnifico rovescio e di un ottimo diritto, nel 2015 dovrà continuare a migliorare specialmente nella parte atletica (ancora un po’ troppo carente), nel servizio (buono, ma certamente migliorabile) e nella tenuta mentale che a volte presenta delle lacune. Giocatore da tenere in grande considerazione perché il talento è di primissimo piano e forse il solo Dimitrov gli è superiore. A mio avviso Thiem è superiore ad un altro prospetto interessante come il belga David Goffin che gli è avanti di 17 posti in classifica.

Goffin, a differenza di Thiem, ha un fisico minuto che potrebbe creargli qualche difficoltà nonostante possa ancora scalare qualche posizione in graduatoria. Se fosse nel pugilato, Goffin non potrebbe competere con la gran parte dei tennisti moderni perché sarebbe far combattere un peso massimo con uno leggero. Già solo per questo il talento belga va apprezzato e sostenuto.

 

Nick Kyrgios (AUS): 19 anni, numero 51 ATP 

Questo ragazzo è davvero forte. Non c’è nessuno, al momento, così giovane ad avere i risultati del tennista australiano. Nel 2014 ha giocato relativamente poco, ma gli scalpi ottenuti sono incoraggianti per azzardare l’ipotesi che questo giocatore diventerà davvero molto forte. Oltre alla ben nota vittoria con Nadal a Wimbledon, ha superato avversari di buon (ottimo) livello come Marinko Matosevic, Richard Gasquet, Mikhail Youzhny, Tommy Robredo e Denis Istomin.
Se a queste ci aggiungiamo le sconfitte lottate contro Raonic (nei quarti di finale a Wimbledon), Gael Monfils (in Davis) e Tommy Robredo (agli US Open) non vederlo a ridosso dei primi 30  al mondo a fine 2015 sarebbe una delusione. Una grossa delusione.

Giocatore dotato di una potenza incredibile, di una fortissima tenuta mentale e di un’ottima, (vista la stazza), mobilità da fondocampo. Più che una promessa, una certezza.

 

Alexander Zverev (GER) 17 anni, numero 137 ATP

Con Kyrgios e Coric l’atleta tedesco è sicuramente quello che si è fatto preferire tra le nuove leve del tennis mondiale nella stagione appena conclusa.

Giocatore molto potente, dotato di un’ottima mobilita da fondocampo e di un servizio già di primissimo livello, il diciassettenne nato ad  Amburgo ha scalato velocemente la classifica fino ad issarsi in pianta stabile nei top 150.

Figlio di Alexander Zverev sr, professionista nell’unione sovietica e fratello di Mischa Zverev, (che ha raggiunto la quarantacinquesima posizione mondiale nel 2009), è stato con Gianluigi Quinzi il più giovane ad aggiudicarsi il Bonfiglio (tra i più prestigiosi tornei giovanili). Insomma, le stigmate del predestinato erano già evidenti gli scorsi anni..

Il miglior risultato nel 2014 è stato senza dubbio l’aver raggiunto la semifinale del torneo di casa (Amburgo). Anno che era iniziato nel migliore dei modi con l’affermazione dello Slam, categoria jrs, in Australia. Da quel momento, il precoce talento tedesco, ha abbandonato il circuito dei ragazzi per fare conoscenza con quello dei professionisti, dove ha ottenuto ottimi risultati, (tra questi l’affermazione anche nel ricco torneo challenger di Braunschweig).

Nonostante sia un giocatore che per conformità fisica e per modo di giocare, dovrebbe trovare preferenza nelle superfici veloci, in realtà, al momento, i migliori risultati nel circuito maggiore li ha ottenuti sulla terra rossa. Tutto ciò fa presupporre quanto il 2015 potrebbe essere una stagione estremamente redditizia per il talento tedesco passato in pochi mesi da numero 828 a 137.

L’unica pecca di quest’annata è stata la programmazione dei tornei da disputare forse un po’ troppo densa. In alcune situazioni, come il torneo di Umago, Zverev si è presentato in campo evidentemente stanco e quando si è stanchi non solo si perdono le partite, ma si rischia di farsi male, (cosa estremamente più pericolosa). Anche la programmazione della stagione deve essere curata nei minimi particolari ed è importante che il team che segue il ragazzo lo capisca e apporti i dovuti accorgimenti.

 

Diego Sebastian Schwartzman (ARG) 22 anni, numero 61 ATP

Con Juan Martin Del Potro pronto al rientro, l’Argentina ha finalmente ritrovando una giovane speranza che negli ultimi anni si era un po’ persa nel limbo del circuito minore: Diego Sebastian Schwartzman. L’argentino di Buenos Aires è finalmente riuscito a disputare una buona stagione coronata con la vittoria alle finals del circuito challenger.

In patria lo chiamano il nuovo Coria per la sua velocità e per la sua struttura fisica non certo mastodontica (è alto appena 170 centimetri), ma in realtà il paragone, a mio avviso più azzeccato, è quello con Hewitt.

Coria era un giocatore che con la racchetta poteva fare qualsiasi cosa, (la palla corta di Guillermo, per fare un esempio, rimarrà scolpita per sempre nella mente di tutti gli appassionati tennistici), Diego non ha quella destrezza.
Il ventiduenne argentino ha uno stile molto simile a quello dell’australiano Hewitt: giocatore di grande carattere e di ottima regolarità riesce ad appoggiarsi benissimo ai colpi dei suoi rivali utilizzando la velocità di palla degli avversari. Insomma, più gli si tira forte più lui è contento.  Il paragone sembra quasi irriverente se consideriamo i risultati dell’australiano che ha iniziato a vincere a 16 anni, ma lo stile di gioco di Diego lo ricorda parecchio.

Purtroppo come Hewitt (specialmente l’ultimo Hewitt) l’argentino deve fare i conti con una palla forse troppo leggera (ancor più di quella dell’australiano) per riuscire veramente ad imporsi ad altissimo livello. Anche se questa stagione un giovane giapponese ha dimostrato che se si hanno le qualità e se si crede in sé stessi, i risultati presto o tardi arriveranno. Ovviamente stiamo parlando di Nishikori. Ma Nishikori è un fenomeno, mentre l’argentino forse solo un ottimo giocatore.

L’ottimo 2014 disputato, la crescita tecnica e fisica conseguita in questa stagione, la sua grande tenacia e dedizione al lavoro credo possano portare Schwatrzman a concludere il 2015 almeno tra i primi 40 giocatori al mondo e chissà che sulla terra non possa dare fastidio a qualche big.

 

Jiri Vesely (CZE) 21 anni, numero 66 ATP

 Se in precedenza abbiamo descritto un giocatore di grande grinta, concentrazione e regolarità, ora ci troviamo di fronte a tutto l’opposto.

Il ventunenne giocatore ceco è tanto esplosivo e potente con i colpi di rimbalzo e d’inizio gioco, quanto distratto e incline allo scoramento.
Nonostante questi difetti, sono in molti a credere che il giovane ceco si ritaglierà uno spazio di primissimo piano nel mondo del tennis.
Se sarà fortunato a trovare una guida tecnica che riesca a fargli incanalare tutta l’energia che solitamente spreca nelle imprecazioni o nei momenti d’ira quando le cose non girano al meglio, è sicuramente un potenziale top 10. Non nel 2015 credo, ma prima o poi potrà arrivarci.

Come stile ricorda molto il connazionale Berdych e, come il suo idolo, deve lavorare molto negli spostamenti laterali ancora notevolmente approssimativi. Il tempo c’è, l’età è dalla sua e da casa si porta dietro due colpi, servizio e dritto, che sono già di altissimo livello.

Per lui, questa stagione, lo scalpo di Gael Monfils a Wimbledon quando avanti due set a zero (e avanti di un break nel terzo), si è fatto rimontare e trascinare al quinto dove è riuscito a dimostrare il suo talento e la sua tenacia aggiudicandosi l’ultimo parziale per 6/4 quando oramai appariva chiaro che l’inerzia fosse tutta dalla parte del galvanizzato transalpino.

 

Borna Coric (CRO) 18 anni, numero 91 ATP

 Numero 91 ATP ancora per poco (molto poco, credo). Per il 2015 sono in pochi (pochissimi) a non credere che entrerà stabilmente tra i primi 40 al mondo (come minimo). Non mi dilungo molto nel presentare questo giocatore perché è già conosciutissimo anche complice la vittoria contro Nadal (menomato) a Basilea.

Il nuovo Djokovic lo chiamano. Paragone, a mio avviso, non fu mai tanto azzeccato; e questa volta, anche un croato dovrà essere lusingato dal venir paragonato a un serbo.

Coric è il classico attaccante da fondocampo, solido in tutti i fondamentali con una buonissima velocità di palla e una buona battuta, dotato di una fortissima tenuta mentale. Per fare davvero il salto di qualità, dovrà irrobustirsi ancora un pochettino al fine di far camminare la sua palla ancora di più. Ma attenzione, se i miglioramenti nel 2015 saranno della stessa portata avvenuti tra fine del 2013 e 2014, questo ragazzo, inizierà stabilmente ad occupare i titoli delle riviste specializzate.

 

Andrey Kuznetsov (RUS) 23 anni, numero 93 ATP

 Partiamo dal presupposto che come la gran parte dei tennisti russi è matto.

E’ (forse?) questa una valida ragione per capacitarsi del fatto che sia appena dentro i 100 nonostante un talento cristallino che ricorda molto quello del connazionale Kafelnikov? Credo di si, nonostante ciò, bando ai preamboli, passiamo alla presentazione dell’atleta.

Giocatore che più longilineo non si può, magro fino all’inverosimile, Kuznetsov riesce comunque a generare un’ottima velocità di palla grazie a colpi piattissimi, soprattutto un rovescio bimane di grandissima qualità.

Se riuscirà a mettere a posto i tasselli del suo tennis, a rimanere libero dagli infortuni, (purtroppo sempre un po’ bersagliato, specialmente nell’ultima stagione), e a trovare una certa continuità, potrebbe essere quello che in Russia stanno attendendo con trepidazione.
Sublime, nel 2014, il match disputato e vinto a Wimbledon contro David Ferrer, battuto 6/2 nella partita decisiva, collezionando una serie impressionante di accelerazioni e, conseguenti, colpi vincenti.  Quella di Wimbledon è stata per lui l’unica perla in un’annata costellata da infortuni e prestazioni scadenti, (per le sue potenzialità ovviamente).

Ex numero 3 del mondo jrs, deve lavorare tantissimo in palestra per irrobustirsi e costruirsi un fisico degno del suo talento che è davvero di primissima fascia. Per lui il 2015 sarà fondamentale per non essere annoverato nella lunghissima schiera dei talenti inespressi.

 

Elias Ymer (SWE) 18 anni, numero 213 ATP

 Altro giocatore molto interessante. Lo svedese di origine etiopica, (di cui conosce perfettamente anche la lingua), è un giocatore da tenere davvero d’occhio nel prossimo 2015. Appena lo vedi giocare si capisce immediatamente che questo ragazzo potrà fare cose importanti. Non è altissimo (circa 183 centimetri), è dotato però di un servizio molto potente, di un buon rovescio (anche se c’è ancora parecchio da migliorare con il colpo bimane), ma soprattutto di un diritto devastante. A tratti ricorda il diritto di Jo Wilfired Tsonga per quanto è potente. Il 2014 è stata per lui un’annata abbastanza strana. Lo aveva programmato quasi tutto a disputare tornei ITF per costruirsi una buona classifica, ma non appena ha notato che maramaldeggiava a quel livello, ha alzato il tiro e, da metà 2014 in avanti, ha disputato con continuità, e discreti risultati, i tornei challenger.

Attenzione a lui anche per un altro motivo: il ragazzo svedese è seguito come coach da Magnus Norman, l’artefice dell’esplosione di Wawrinka.
Ymer deve lavorare su rovescio, sulla continuità e sulla mobilità da fondocampo (la parte atletica presenta ancora grosse pecche). Se riuscirà a migliorare in questi aspetti, sicuramente nel 2015 potrà scalare velocemente la classifica ed entrare in pianta stabile nei primi 100 giocatori del mondo.

 

Laurent Lokoli (FRA) 20 anni, numero 285 mondiale.

 La scuola francese continua a sfornare una sfilza di talenti e giocatori di ottimo livello, aspettando che arrivi prima o poi il campione. Purtroppo per i transalpini nessuno sforzo amministrativo o scolastico sostituirà mai i miracoli del caso, cui si devono i grandi uomini. Tra tutti i misteri della nascita è questo il più inaccessibile alla nostra ambiziosa analisi moderna.

Credo che aspetteranno ancora un po’. Ho grossi dubbi che l’attesa del fuoriclasse si completi con la maturazione di Laurent Lokoli, ciononostante il ragazzo transalpino è un prospetto interessante che va osservato con attenzione.
Passiamo alla presentazione del tennista, di origini (paterne) congolesi e (per madre) croate, dopo questa doverosa premessa.

Lokoli come struttura e modo di giocare, ricorda il connazionale Gael Monfils anche se non pare promettere, almeno a colui che scrive, altrettanto bene.

Per il momento il transalpino, che ha iniziato a giocare a 3 anni, che ha come idolo Roger Federer, come superficie preferita la terra rossa e che viene soprannominato per le bizzarrie che tiene in campo (e fuori) “el loko” , ha mostrato più talento nella “sfida” contro Monfils a colpi di breakdance tenuta per intrattenere il pubblico parigino in una uggiosa giornata al Roland Garros, piuttosto che in un campo da tennis…

Eppure il talento sono in molti a giurare che c’è.

Si definisce un giocatore offensivo, dotato di un diritto e un servizio molto potenti. Sul rovescio c’è ancora tantissimo lavoro da fare. Anche per lui il 2015 è una stagione importante dopo aver concluso il 2014 tra i primi 300 al mondo.

 

Thanasi Kokkinakis (AUS) 18 anni, numero 150 ATP

 Pete Sampras è stato uno dei più grandi tennisti della storia ed era di origine greca. L’origine ellenica è il comune denominatore che unisce, al momento, Sampras a questo giovane ragazzo australiano. Auguriamo a Kokkinakis che possa anche solo lontanamente, avvicinare la sontuosa carriera di Pistol Pete.

Il diciottenne di Adelaide, in realtà, nel 2014 non ha ottenuto grandissimi risultati ed ha rallentato quella che in molti ritenevano una certa esplosione tra i giovani rampanti del circuito tennistico mondiale.

I guai fisici sono stati la causa principale di questa situazione.

L’altra realtà è che, forse, Kokkinakis sia meno forte rispetto ad altri giovanissimi del circuito.

I margini di miglioramento sono evidentissimi, specialmente dalla parte del rovescio e soprattutto dal fisico che è ancora troppo minuto per questi livelli, (se lo paragoniamo a Kirgyos sembra il fratello rachitico).

Giocatore comunque molto interessante e da seguire con attenzione nel 2015.

 

Kyle Edmund (GBR)19 anni, numero 193 ATP.

 Edmund è l’unica vera grande speranza britannica, di vedere Murray giocare in Davis con un compagno competitivo. Il diciannovenne nato in Sud Africa, ma di passaporto britannico, curato e vezzeggiato dalla ricca Federazione Inglese è pronto per affrontare un 2015 dove tenterà di consolidare le sue potenzialità. Giocatore dotato di buona potenza, non disdegna qualche sortita a rete essendo bravo nel gioco al volo, (gioca da anni con continuità anche il doppio a livello juniors dove ha conseguito ottimi risultati). Nonostante preferisca giocare sul veloce ha ottenuto buoni risultati anche sulla terra rossa a livello challengers. Edmund è sicuramente un giocatore da tenere in grande considerazione per il futuro: potente, attaccante dal fondo dotato di ottimo servizio e diritto. Recentemente Greg Rusedsky non è più il suo allenatore, (e visto il lavoro fatto dispiace per il ragazzo), ma se Kyle darà continuità ai progressi mostrati nel 2014, il 2015 potrebbe essere una stagione molto positiva.

 

Christian Garin (CIL) 18 anni, numero 293 ATP

 Ed eccoci giunti alla presentazione del giocatore cui gli appassionati cileni ripongono le loro speranze nel vedere continuare la serie di grandi giocatori dopo Marcelo Rios, Nicolas Massu e Fernando Gonzalez. Non è la più facile delle pressioni da sostenere, ma il ragazzo ha le spalle larghe e sicuramente ci proverà.

Anche se il giocatore appare interessante, il 2014 non sembra avvalorare molto le speranze suddette; infatti, in questa stagione, il nativo di Santiago del Cile non ha particolarmente brillato, salvo in sporadiche occasioni, in qualche torneo challenger.

Deve lavorare ancora molto per trovare un colpo che gli possa regalare qualche punto diretto dato che, al momento, ha una buona solidità, ma fa ancora troppo fatica a trovare i vincenti.

L’età è certamente dalla sua e l’esperto tecnico Guillermo Perez Roldan potrà aiutarlo a progredire.

Al momento le avvisagli di inizio 2013 quando nel torneo di casa riuscì ad estromettere Dusan Lajovic e a mettere in difficoltà Jeremy Chardy, sembrano essere ingannatrici, ma forse a fine 2015 le idee potrebbero meglio delinearsi nel considerare le sue effettive potenzialità.

E’ comunque lo stesso giocatore che nel 2013 vinse il torneo del Roland Garros di categoria juniores dominando in semifinale Borna Coric e facendo fare solo 5 giochi in finale ad Alexander Zverev. Il 2015 per lui sarà l’anno della verità.

 

 

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Svelato il calendario dei tornei in Australia: nove eventi in programma più la ATP Cup

Tennis Australia ha inviato il calendario dei tornei pre-Australian Open ai giocatori che potrebbero partecipare

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La stagione 2021 tennistica non è ancora finita, ma gli occhi di tutti sono già puntati verso l’Australian Open 2022, che con il suo obbligo vaccinale sta già facendo discutere tutto il mondo del tennis. La seconda tappa a livello ufficiale è il calendario dei tornei previsti prima dello Slam australiano, inviato oggi tramite un memorandum a tutti i tennisti uomini e donne che potrebbero recarsi in Australia grazie alla loro classifica. Adelaide parte ospitando due tornei in contemporanea con l’ATP Cup, una partenza col botto per il circuito femminile che esordirà con un torneo di categoria 500 in programma dal 2 al 9 gennaio.

Il WTA 500 di Adelaide prenderà il posto in calendario del WTA 500 di Abu Dhabi, vinto lo scorso anno da Aryna Sabalenka. Non è da meno l’inizio del calendario ATP, che dal 1 al 9 gennaio vedrà sfidarsi sedici squadre nazionali da tutto il mondo nella Ken Rosewall Arena di Sydney per l’ATP Cup, ormai appuntamento fisso di prestigio dell’inizio di stagione. Ad Adelaide anche un torneo ATP 250, nello slot di calendario l’anno scorso occupato dall’Antalya Open e da Delray Beach. Calendario ricco anche a Melbourne, che dal 4 al 9 gennaio ospiterà ben due tornei WTA di categoria 250 e un ATP 250.

Spazio anche a tornei di categoria minore tra il 3 e il 9 gennaio, con l’ATP80 e ITF60k di Bendigo e Traralgon, entrambi a Victoria. A chiudere la prima settimana di tornei ci sarà il Victoria Wheelchair Open, dedicato al circuito del tennis wheelchair. Sydney sarà impegnata nella seconda settimana, con un altro WTA500 dal 10 al 15 gennaio al Sydney Olympic Park Centre. Nella stessa sede ci sarà un altro ATP250, erede insieme all’altro ATP250 sempre in programma dal 10 al 15 gennaio ad Adelaide dei due tornei vinti lo scorso anno da Jannik Sinner e Daniel Evans.

 

Il Memorial Drive di Adelaide vedrà in scena anche un altro WTA250, a completare quindi il programma pre-Australian Open con ben cinque tornei riservati alle donne. Victoria ospiterà gli ultimi due tornei del programma, il Melbourne Wheelchair Open allo Hume Tennis Center di Victoria e un torneo Juniors di categoria J1 a Traralgon, entrambi dal 15 al 19 gennaio. Nessuna sorpresa invece per la terza e quarta settimana dello swing australiano, con l’Australian Open maschile e femminile in calendario dal 17 al 30 gennaio. Definite anche le date dell’Australian Open Junior, dal 19 al 29 gennaio, e dell’AO Wheelchair Championship, dal 23 al 27 gennaio.

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Nitto ATP Finals: Zverev è impeccabile, Medvedev mai in partita. Secondo titolo di Maestro per Sascha

Il tedesco è ingiocabile al servizio e la sua potenza imbriglia il gioco del russo. Il primo campione delle Finals di Torino è lui

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[3] A. Zverev b. [2] D. Medvedev 6-4 6-4

Prima della finale di oggi, la prima delle Nitto ATP Finals giocata a Torino, era accaduto 10 volte su 18 che in caso di rivincita in finale tra due giocatori che si erano già affrontati nel girone, il perdente della prima sfida avesse poi ribaltato il risultato nell’atto conclusivo. Bene, ora possiamo aggiornare a 11 su 19.

Alexander Zverev gioca il miglior match del torneo solo poche ore dopo aver eliminato Novak Djokovic in semifinale, annichilendo Daniil Medvedev in appena 75 minuti con un 6-4 6-4 che non rende nemmeno giustizia alla sua superiorità in campo. Medvedev aveva vinto le ultime cinque sfide consecutive con il tedesco di cui due negli ultimi giorni: la semifinale di Parigi Bercy e come detto il match di Round Robin vinto al tie-break decisivo martedì pomeriggio.

 

Per Sascha si tratta inoltre del sesto titolo della sua stagione, il più prestigioso, ed è anche il secondo alle ATP Finals dopo quello vinto a Londra nel 2018. La vittoria di oggi è anche la n.59 di un 2021 chiuso in modo trionfale (Zverev non giocherà le Finals di Coppa Davis).

In entrambi i set il break è arrivato piuttosto presto, nel terzo game del primo e nel gioco di apertura del secondo. Da lì in avanti è cominciata una performance sontuosa del tedesco al servizio che chiuderà il match senza concedere alcuna palla break con 8 ace, un solo doppio fallo e l’83% di punti con la prima messa in campo quasi 3 volte su 4 (74%). Molto bene anche nelle scelte di discesa a rete con Medvedev lontanissimo dal campo in risposta (15 punti su 21).

Con simili numeri è già stato miracoloso il fatto che Medvedev abbia raccolto otto giochi complessivi, considerando che anche da fondo campo il russo è apparso molto lontano da una delle sue versioni migliori chiudendo addirittura con un saldo negativo tra vincenti ed errori (14/16), un autentico inedito per il Medvedev visto questa settimana.

Un Medvedev apparso quasi più apatico del solito in campo, incapace di invertire la tendenza di un match apparso da subito in salita. Forse non si aspettava nemmeno che Zverev fosse così fresco 17 ore dopo la battaglia con Djokovic nella seconda semifinale. Eppure quello più stanco dei due sembrava proprio il russo che ieri pomeriggio aveva passeggiato contro Casper Ruud.

Per Zverev si ripete dunque quanto era accaduto a Ivan Lendl nel 1982: ottenere il secondo titolo di Maestro senza ancora aver mai vinto un torneo del Grande Slam. Gli farà piacere sapere che poi Ivan ne ha vinti ben otto e a lui il tempo certamente non manca.

Il tabellone completo

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ATP Finals, è di Zverev la battaglia con Djokovic: sarà finale contro Medvedev

Il tedesco la spunta in quasi due ore e mezza di gioco e centra la sua seconda finale alle ATP Finals. Bello l’abbraccio a fine partita col serbo

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Alexander Zverev (sinistra) e Novak Djokovic (destra) - Nitto ATP Finals Torino 2021 (foto Twitter @atptour)

[3] A. Zverev b. [1] N. Djokovic 7-6 4-6 6-3

Ci si aspettava una battaglia, battaglia è stata. E a vincerla è Alexander Zverev, che elimina il numero uno del mondo Novak Djokovic in tre set e si qualifica per la finale delle ATP Finals, la seconda della sua carriera dopo quella vinta nel 2018 proprio contro il serbo. Il 24enne tedesco ottiene nel sabato sera del PalaAlpitour di Torino la sua quarta vittoria contro il numero uno del mondo, tornando a batterlo dopo il successo in rimonta di quest’estate alle Olimpiadi di Tokyo. È stata una partita equilibrata e molto combattuta, ma il tedesco complessivamente è stato il giocatore migliore: a fine gara sono 35 i suoi vincenti, contro i 27 del serbo, e 24 i suoi errori gratuiti, contro i 29 di Nole.  Zverev è stato bravo a rintuzzare le variazioni di gioco di Djokovic e lo ha battuto spesso anche negli scambi che si sono allungati oltre i nove colpi (il conteggio totale di questo tipo di scambi a fine gara è di 20-10 a favore del vincitore).

Sascha si giocherà il primo titolo sul suolo di Torino contro Daniil Medvedev e di certo arriverà alla finalissima meno riposato del russo, considerando che il campione dello US Open ha giocato nel pomeriggio (vincendo facilmente contro Ruud) e che la semifinale contro Djokovic è durata la bellezza di 2 ore e 28 minuti. Nole, dal canto suo, saluta Torino con un pizzico di amarezza (brutto il passaggio a vuoto che gli è costato il break nel terzo set) e rimanda ulteriormente l’appuntamento con il sesto trionfo alle ATP Finals, un appuntamento che aspetta dal 2015.

 

PRIMO SET: SUPER ZVEREV – Nel primo set regna l’equilibrio, i primi giochi sfilano via con i turni di servizio rispettati senza scossoni: si arriva al 5-4 senza che alcuno dei due giocatori permetta all’avversario di arrivare a 40 in risposta. Questo è dovuto soprattutto all’ottimo rendimento di entrambi al servizio: Nole vanta in questa fase l’81% di prime di servizio “unreturned” e Sascha il 77%, a conferma anche del fatto che la velocità della superficie torinese rende più agevole il compito di chi serve. La situazione inizia a movimentarsi nel decimo gioco, con Zverev al servizio: uno scambio lungo e di altissimo livello si conclude con uno schema palla corta-lob vincente di Djokovic, che chiama l’aiuto del pubblico. Poi Nole piazza la zampata: accelerazione di rovescio lungolinea vincente e prima palla break dell’incontro sul 30-40. Ma Sascha tira una sassata esterna con la prima palla, si salva e fa 5-5. Nel game successivo i ruoli si invertono: è Zverev che arriva a due palle break (15-40). Nole annulla la prima con un’ottima prima slice a uscire, e sulla seconda si inventa una gran cosa: segue a rete la prima palla centrando una gran demi-volée di rovescio. Una prodezza che gli permette di salire successivamente sul 6-5 garantendosi il tie-break. Tie-break che arriva, perchè nel dodicesimo gioco Sascha combina due pasticci con il diritto a punto già mezzo vinto ma poi si aggrappa a San Servizio e sale 6-6. Nel gioco decisivo, Djokovic commette un sanguinoso doppio fallo e Zverev va 3-2, ma restituisce il mini-break con un evitabilissimo errore di diritto. Il 24enne però torna subito avanti leggendo bene una palla corta del serbo aiutato anche dal nastro, che gli sistema la palla sul diritto per chiudere il punto (5-3). Sul 5-4 c’è uno scambio massacrante: Nole tenta di avvolgere l’avversario nella sua ragnatela, ma il tedesco si inventa un rovescio da applausi dal centro del campo (6-4). Ed è buono il primo set point, con la prima vincente: è 7-6 Zverev dopo un’ora esatta di gioco. Ed è un verdetto che può dirsi meritato, se si considera che la bilancia dei vincenti pende nettamente dalla parte del tedesco (14-8), il quale vince il 67% di punti sulla seconda contro il 38% di Nole.

SECONDO SET: LA ZAMPATA DI NOVAK – Segnali di cedimento di Djoko nel secondo gioco del secondo set, ma Zverev, avanti 15-30 in risposta, spreca una ghiotta opportunità mettendo fuori un (per lui) non impossibile passante di diritto in recupero (1-1). Salvo che in quella circostanza, non ci sono grandi scossoni e si arriva al 4-4. Sul servizio tedesco, Nole si fa avanti e sale 15-30 con uno smash, poi prende ancora il centro del campo affondando col diritto e chiudendo con un altro smash: palla break sul 30-40. Ma Zverev la annulla con un ace al centro. Djoko però spara un vincente con il rovescio incrociato, che impatta la linea (inutile il falco chiamato da Zverev): la seconda occasione è quella buona perché il serbo tira fuori una risposta da campione alla prima di servizio del tedesco (5-4). Il numero uno del mondo va a servire per il secondo set (dopo aver piantato un urlaccio al suo box affinché gli venisse portato un collirio al cambio di campo) e, con l’aiutino di Zverev che va fuori giri col rovescio, ha due set point a disposizione: ma concede due errori e il tedesco si arrampica sul 40-40. Qui però l’asso di Belgrado scaglia un ace al centro, ma Zverev non sta a guardare, entra dentro il campo e chiude col diritto. Al momento giusto arriva un’altra prima vincente ma sul quarto set point Zverev risponde alla grande col diritto. Sascha cerca un vincente col rovescio lungo linea ma la palla gli esce, e il quinto set point è quello buono con l’ace al centro di Nole, il sesto del suo match. Al termine di altro set equilibrato è chirurgico il serbo, che al momento giusto si aiuta con il servizio e non concede palle break in questo parziale: dopo un’ora e 49 minuti si va al terzo set.

TERZO SET: ZVEREV NON TREMA – Il turning point è nel quarto game, quando Djokovic si trova a dover fronteggiare due palle break dopo aver affossato malamente un diritto (15-40). Sulla prima, il rovescio di Zverev è lungo; ma sulla seconda il serbo casca sul terreno che dovrebbe essere a lui favorevole, sbagliando in lunghezza un rovescio in manovra durante uno scambio dal fondo che si era allungato. Zverev sale 3-1 e servizio e conferma il break aiutandosi con la prima palla (4-1). Nole sale 4-2 tenendo il servizio a zero, ma è nei turni di battuta di Alexander che ora si gioca la partita: è noto come Sascha in simili circostanze a volte ceda mentalmente e in effetti il tedescone concede palla del contro-break regalando col diritto. Però Nole gli dà una mano, forzando in modo inopportuno col diritto: la palla è lunga. Zverev tira un sospiro di sollievo anche nel punto seguente, quando, chiamato a rete dal serbo, vede il suo passante di rovescio sfilare fuori (non era facilissimo, per la verità). Infine, con una prima vincente Sascha si assicura la possibilità di servire per il match (5-2). Djokovic tiene il servizio in un gioco facile e interlocutorio (5-3) e si arriva al momento della verità: Zverev stavolta non trema, serve bene, comanda il gioco e arriva a tre match point quando un recupero di Djokovic sfila lungo. E porta a casa il match alla sua maniera, con un ace centrale. Il braccio di ferro lo vince Sascha, il bell’abbraccio a rete è una degna conclusione.


LE PAROLE A CALDO – A caldo, ai microfoni di Diego Nargiso, Zverev ha voluto fare un tributo a Djokovic: “A volte ci si dimentica tutto quello che Novak ha raggiunto. Abbiamo giocato cinque volte quest’anno e voglio dargli un tributo. E’ un giocatore pazzesco, il migliore di tutti i tempi, nessuno merita rispetto più di lui. La finale con Medvedev? Sarà una grande partita e spero che il pubblico sia dalla mia parte! Io sono il campione olimpico, lui ha vinto lo US Open, cercheremo di dare vita al miglior show possibile”.

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