TENNISPOTTING gennaio: Italia's got talent

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TENNISPOTTING gennaio: Italia’s got talent

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Del noioso Australian Open 2015 una cosa non scorderemo mai: Seppi che batte Federer
 

L’Australian Open, un Happy Slam che non è più tanto Happy, finti infortuni che incrinano per finta finte amicizie, i numeri uno che fanno i numeri uno, italiani che tornano a vincere Slam e ben poco altro in uno degli esordi più scialbi della storia del tennis. Ah sì, qualche 250 di cui ci siamo già dimenticati…

L’Australian Open è superficialmente etichettato come lo Slam delle sorprese. Il torneo australiano è un po’ come la prima giornata del campionato di calcio, quando si verifica sul campo com’è andata la preparazione estiva, stanti le amichevoli che contano quel che contano. Si lavora duro d’inverno – quest’anno meno, per via della lega IPTL che ha riempito di soldi le casse già gonfie dei primi della classe e intasato Instagram con quei selfie pieni di sorrisi da ebete, la ricchezza dà gioia evidentemente – e si vola in Australia carichi di speranza, facendo una comparsata a Brisbane, se si è fra i più forti, o a Sydney, se sei uno di quelli che già sa che non arriverai alla seconda settimana dello Slam, per poi vedere nel tre su cinque che conta quali progressi siano stati fatti. Avevamo lasciato il 2014 carichi di speranza per i due nomi nuovi vincitori di Slam, Wawrinka e Cilic e con Djokovic che ha dominato un Master inguardabile. E quindi l’attesa per lo spettacolo di questo nuovo inizio australiano era veramente tanta. Solo che non è finita: stiamo ancora attendendo lo spettacolo.

TENNISTA DEL MESE
Daniele Vallotto: Verrebbe da dire Andreas Seppi o magari Tomas Berdych ma insomma l’equazione più facile e immediata è sempre quella: Melbourne = Novak Djokovic. Dal 2011 in poi chi vuole vincere il titolo deve vedersela con lui e solo Stan Wawrinka ha miracolosamente interrotto la striscia, che molto probabilmente sarebbe salita a 5 titoli consecutivi, se non si fosse messo in mezzo lo svizzero. Quest’anno Wawrinka ci ha riprovato, e dopo tutto è stato il tennista che ha messo più in difficoltà Djokovic, anche se a dire il vero è stato più Djokovic a mettere in difficoltà sé stesso, giocando a tratti il suo peggior tennis. Fortunatamente per lui anche Wawrinka non era al massimo: Stan si è probabilmente accontentato di non aver perso contro qualche pallido giocatore di terza fascia e arrivato al dunque ha smesso di lottare. Un vero peccato perché la semifinale prometteva scintille ed invece ha fatto cilecca. Un fuoco d’artificio abortito che è il simbolo di questo brutto, bruttissimo Australian Open: uno dei peggiori Slam degli ultimi anni, con una finale indegna per un torneo indegno. Lode e onori però a Novak Djokovic, che toglie un record a Roger Federer e ora è nel club dei pentacampioni: roba che in pochissimi possono vantare.

 

Claudio Giuliani: Hai già detto praticamente tutto quello che c’era da dire, vediamo di aggiungere qualcosa. Novak Djokovic ha vinto questo Slam praticamente in souplesse. Ha battuto senza faticare gli avversari dei primi turni, ha regolato i tennisti del domani – Raonic – senza soffrire, si è preso la rivincita su Wawrinka giocando per giunta male e poi, in finale, sceneggiate o meno (“He does this all the time”, cit. Andy Murray) a parte, ha vinto un match che è sempre stato saldamente nelle sue mani. Ora, rileggiamo il tutto. Chi vince gli Slam così? I campioni. Il torneo brutto lo vince il più forte, quello che al venerdì può vincere giocando male e che poi alla domenica soffre un pochino ma lascia il piatto centrotavola al secondo classificato (Murray ha la tavola apparecchiata per quattro, a tal proposito). Menziono io tutti i meritevoli del mese: Andreas Seppi, che bene o male è sempre lì, e che quest’anno si è preso la scena per un giorno; Feliciano Lopez, uno che migliora invecchiando (vi evito il paragone col buon vino), David Ferrer, che fa sempre il suo e si arrende solo a chi il suo lo fa meglio di lui, e Guillermo Garcia-Lopez, che ha rischiato di portare al quinto un Wawrinka versione snob. Bravo anche a Marcos Baghdatis, sconfitto in cinque set da Dimitrov. Quando gioca Marcos, se si è sul posto, si deve sempre andare a vederlo.

DELUSIONE DEL MESE
Daniele Vallotto: Buttare la croce sulle spalle di un trentatreenne oramai è fuori moda, per cui per quanto riguarda la delusione del mese scelgo uno dei tre moschettieri: Dimitrov, Raonic e Nishikori, che sono stati rispettivamente eliminati dai tre che si sono dimostrati i più forti a Melbourne, cioè Murray, Djokovic e Wawrinka. Delle tre sconfitte la meno scontata era forse quella di Dimitrov anche se Nishikori, pochi mesi fa, si era permesso di giocare una delle più belle partite dell’anno contro Wawrinka e di batterlo al quinto. A Melbourne, invece, ha fatto fatica ad arrivare al tie-break. C’è chi dice che Dimitrov abbia tutto per vincere uno Slam mentre a me sembra che qualcosa gli manchi: la personalità per vincere anche quando giochi male. E così una giornata a storta diventa una sconfitta in quattro set (potevano essere cinque ma il discorso non cambia di molto). Insomma, magari Grigor vincerà Wimbledon ma a me sembra che tra quei tre quello che abbia più chance di tutti di vincere uno Slam sia Kei Nishikori. E senza esagerare, pensavo davvero che Nishikori potesse sbancare Melbourne, un po’ perché i primissimi non mi convincevano, un po’ perché ho un debole per il gioco fatto d’anticipi del giapponese. Purtroppo ha trovato di fronte a sé un tennista che gli ha dato una di quelle lezioni che si fanno fatica a dimenticare – e non è nemmeno detto che sia una lezione positiva. Wawrinka ha così spezzato i sogni di Kei e le mie aspettative (va detto che quando questi due giocano contro non so mai per chi parteggiare). Magari lo ritroveremo in forma smagliante a Parigi ma per questo mese tocca registrare una brutta delusione.

Claudio Giuliani: Non credo molto a Nishikori vincitore di Slam. Il servizio è quel che è e non c’è molto altro al gioco da fondo campo e alla straordinaria rapidità – che non è poco, direte voi. L’ultimo a vincere Slam così, correndo e tirando senza un grande servizio, è stato Agassi. Per me, Kei, ha sprecato la grande chance della vita contro Cilic. E mi fermo qui: ho buttato diversi soldi facendo pronostici sempre sbagliati sulle ultime partite e quindi cerco di evitare le smentite. Comunque, ad oggi, credo ancora meno che Grigor Dimitrov possa vincere uno Slam e quindi è per me lui la delusione del mese, a parimerito con Tomas Berdych. Se si parla dei nuovi tennisti che debbono vincere Slam, anche per dare ricambio, i primi due che potrebbero farlo per me sono questi due. A loro non manca nulla: classe, capacità e anche, aggiungo fuori tema, fidanzate e bellezza per fare soldi con gli sponsor. E invece arrivano ancora le delusioni. Grigor Dimitrov ha perso con Murray, lottando in quattro set. Ho visto il match e l’impressione era quella di guardare la replica di un bel film. Lo guardi, lo segui con interesse e poi non ti sorprendi sul finale, già visto. E veniamo a Berdych. Ha cambiato allenatore e si è presentato in Australia senza cappellino, con un completo di H&M che non ha fatto notizia e perdipiù ha speso metà di quanto incassato nel 2014 per l’anello utilizzato per chiedere la mano della sua fidanzata. Insomma: ci aspettavamo il salto di qualità. E invece niente, Tomas ha battuto un Nadal a mezzo servizio e poi si è accucciato in semifinale non appena Murray gli ha fatto “Bu!”. Ancora una delusione Slam e gli anni passano. Ce la farà mai?

PARTITA DEL MESE
Claudio Giuliani: Mi è piaciuto seguire il dramma di Rafael Nadal contro il qualificato americano Tym Smyczek. Lo spagnolo ha vinto un match dove molti si sarebbero ritirati, da campione qual è. Mi ha esaltato Kokkinakis contro Gulbis, per quel poco che ho visto, ma Seppi contro Federer rimane la partita del mese. Non un buon Roger, ma pur sempre Roger, mentre l’italiano ha continuato a macinare vincenti e punti bellissimi, come quello del matchpoint. Menzione speciale per Wawrinka contro Nishikori. Lo svizzero si è preso la rivincita dai cinque set di New York 2014, giocando benissimo e togliendo il tempo (!) a Kei Nishikori, anche sul lato del rovescio, con il suo meraviglioso rovescio ad una mano. Nishikori, sfasato, non pensava che un tennista, per giunta giocatore monobraccio, potesse rimandare indietro come e meglio di lui le sue accelerazioni. Quella fra i due è stata la miglior partita di Wawrinka dal torneo; peccato che Stan poi si sia sentito forse appagato al cospetto di Djokovic, come se gli avesse rubato qualcosa lo scorso anno, perdendo malamente al quinto set una partita decisamente non all’altezza a livello di spettacolo e colpi vincenti.

Daniele Vallotto: Davvero godibile (ma amaro) l’ ottavo di finale tra Seppi e Kyrgios. Per l’australiano sembrava tutto bello pronto per i quarti di finale: Robredo che esce subito, Karlovic che si fa da parte e poi Seppi che gioca il miglior match della carriera contro Roger Federer. Arrivato agli ottavi, sembrava che Nick non avesse che da staccare il biglietto. Invece in biglietteria ha trovato un Andreas Seppi ancora carico per la prima vittoria su Roger e per poco il nostro non è andato davvero ai quarti. Sul match point, però, pochi rimpianti, perché giocarselo in risposta contro Kyrgios non è facile ora che ha vent’anni e temo sarà ancora più difficile quando avrà qualche anno in più. L’australiano quando è sotto pressione gioca il suo miglior tennis: tutto il contrario di altri tennisti momentaneamente più blasonati. La partita tra Seppi e Kyrgios non è certo stata spettacolare ma almeno è quella che ci ha tenuto di più col fiato sospeso. Non è mancato (quasi) nulla: la sorpresa, la rimonta, il match point annullato, la fuga di Nick, il ritorno di Andreas e alla fine il Falco che consegna a Kyrgios il pass per i quarti di finale. Dopo quel match, però, siamo a rimasti a bocca asciutta proprio quando ci stava per salire l’acquolina alla bocca. Tra quarti, semifinali e finale non è successo nulla e tutte le partite si sono risolte con un risultato netto o con un irrilevante tasso di incertezza. Se Brisbane, Chennai, Doha, Sydney e Auckland non ci hanno entusiasmato – e del resto è normale che sia così, perché tutti aspettano il primo Slam dell’anno – Melbourne ha fallito su tutta la linea.

COLPO DEL MESE
Claudio Giuliani: Per il colpo del mese, per non scontentare nessuno, scelgo sia Nadal che Federer. Mettono la palla nello stesso centimetro di campo, Nadal col banana-shot e Federer col rovescio piatto col polso bloccato e movimento minimo di avambraccio.

https://www.youtube.com/watch?v=o80t0nHyeFA

https://www.youtube.com/watch?v=UGxo_UGx_Wg

Menzione particolare per questa giocata superba di Paes e Hingis nel doppio:

Daniele Vallotto: Dopo aver visto questo punto, mi sono detto che la partita poteva cambiare. E in effetti cambierà perché Djokovic smetterà di giocare bene e per un po’ ci potremo godere gli ultimi sprazzi di Wawrinka campione in carica a Melbourne. Il secondo break point annullato nel quarto game del quarto set è un capolavoro di sensibilità e coraggio e scioglierà per un po’ il braccio dello svizzero. Peccato, perché i cinque set sarebbero stati godibili se il grande assente di giornata – il rovescio di Wawrinka – si fosse presentato all’appuntamento. Non è un caso che dopo questa magnifica volée Wawrinka tirerà un paio dei suoi favolosi rovesci lungolinea, fino ad allora grandi assenti. (Il punto è al minuto 21:09)

http://youtu.be/D4NQbmsuYVU?t=21m9s

PARTITO DELLA NAZIONE
Claudio Giuliani: Bolelli è andato fuori giri col motore contro Federer dopo un set mentre Andreas Seppi, invece, con il ritmo costante di chi è in giornata e gioca sempre con la calma interiore, ha fatto notizia mondiale. Lorenzi ha perso da Pospisil, niente da dire: il canadese è più forte così come Fognini è più forte di Gonzalez. Solo che ha vinto Gonzalez. Solo che poi Fognini cosa fa? Vince, assieme a Bolelli, il primo Slam di doppio per l’Italia dal 1959. Bravi per carità, ma per dare a questa vittoria il giusto peso vi lascio con un numero: Fabio era uno dei due top 20 ATP (l’altro era Feliciano Lopez) a disputare la gara di doppio. Concludete a piacere. 

OUTFIT DEL MESE
Claudio Giuliani: il nostro uomo a Panama, dove Panama è la sezione moda, ha già detto tutto il male possibile del Fluostralian Open. Niente altro da aggiungere se non che se la Nike continuerà nella sua missione di voler rendere tutto il mondo color fluo, Samantha Cristoforetti un giorno ci manderà la foto della Terra come una palla da tennis. Fluo.

PREMIO ARANCIA MECCANICA
Claudio Giuliani: Il nuovo premio, per gli appassionati die-hard che si vedono le partite che gli hipster del tennis schifano, questo mese va a me. Ho visto i quattro set di Ferrer contro Simon. Avevo puntato su Simon vincente e sul match che andava al quinto. Ovviamente Ferrer ha vinto in 4.

INSEGNANTE DEL MESE
Roger Federer alla presa con un pennuto. Abbiamo visto di meglio, su.

PIGNOLO DEL MESE
A fine partita negherà di aver chiesto di mettere a posto le bottigliette, ma ce lo ricordiamo tutti il “don’t touch the bottles”, dai.

TWEET DEL MESE
Padri che tifano per i figli:

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E figli che tifano per i padri:

tweet-tennispotting-gen2015-2

A voi la scelta.

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WTA Hua Hin: Zidansek piega Fruhvirtova dopo tre ore di lotta. Bene Wang e Zhu

La diciassettenne Linda Fruhvirtova si arrende alla semifinalista del Roland Garros 2021. Nell’ultimo match di giornata Tsurenko elimina a sorpresa la testa di serie numero quattro Kalinskaya

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Tamara Zidansek – WTA Hua Hin 2023 (Image Credit: 2023 Thailand Open presented by E@)

Si è conclusa nella tarda serata locale la terza giornata del WTA 250 di Hua Hin. Il programma odierno del Thailand Open prevedeva solo quattro match di ottavi di finale, ma tre di questi si sono protratti ben oltre le due ore, con la sfida tra Linda Fruhvirtova e Tamara Zidansek che si è fermata a soli tre minuti dall’ingresso nella quarta ora di gioco. Ad uscire vincente da quello che era il match di cartello di oggi – per le alte aspettative che ruotano attorno alla 17enne ceca, già numero 51 del mondo, e per il valore dell’avversaria cui non fa giustizia la posizione 132 occupata nel ranking – è stata la slovena Zidansek (6-3 4-6 6-4), abile a sfruttare le difficoltà di Fruhvirtova con la seconda di servizio. Ai quarti di finale Tamara troverà la cinese Zhu che, dopo aver eliminato la connazionale e terza favorita secondo il seeding Xiyu Wang, ha superato la coreana Jang con il punteggio di 6-4 7-6.

Anche nell’altro quarto di finale della parte bassa del tabellone ci sarà una giocatrice cinese: la settima testa di serie Xinyu Wang ha infatti sconfitto con un doppio 6-3 la svedese Bjorklund e attende ora la vincitrice del match tra Han e Watson. L’ultimo incontro di giornata è stato quello tra la 24enne russa Kalinskaya e l’esperta ucraina Tsurenko. Quest’ultima ha contraddetto i pronostici, eliminando la numero 4 del seeding per 6-0 6-7 6-4. Ai quarti potrebbe quindi andare in scena un derby con Yastremska che però dovrà prima vedersela con la semifinalista di Wimbledon 2022 Tatjana Maria.

E’ stata semifinalista in uno Slam anche Tamara Zidansek (al Roland Garros nel 2021) che, dopo una stagione negativa, sta provando a scalare nuovamente la classifica. “Sono davvero felice perché l’anno scorso non è stato il migliore per me dopo la trasferta australiana, mentre ora sono in forma, in salute e sto finalmente giocando come voglio. Devo solo ottenere qualche vittoria ma sono molto contenta di come mi sono gestita in campo” – ha detto la slovena dopo la vittoria su Fruhvirtova, che ha provato a rimanere in partita fino all’ultimo. Le condizioni di gioco, però, non hanno agevolato la giovane ceca: l’elevata percentuale di umidità ha infatti reso più lento il campo, dando a Zidansek la possibilità di assorbire con più facilità i colpi offensivi dell’avversaria.

 

Nella giornata di giovedì tornerà in campo, contro la russa Zakharova, la favorita numero 1 del torneo Bianca Andreescu, a caccia di un titolo WTA che le manca dal 2019.

IL TABELLONE DEL WTA 250 DI HUA HIN

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AO Donne, Steve Flink: “Sabalenka ha fatto grandi progressi, sono un po’ preoccupato per Iga Swiatek”

Il giornalista e Hall of Famer risponde al direttore sul tennis femminile: “Nei prossimi due-tre anni vedremo la migliore Coco Gauff”

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Aryna Sabalenka - Australian Open 2023 (Twitter @AustralianOpen)

0:04 Ubaldo: parlando del torneo femminile, credo si possa dire che, anche se non molti si aspettavano una nuova sconfitta negli ottavi di finale di Iga Swiatek, abbiamo avuto una delle più belle finali degli ultimi anni a livello Slam. Tra Sabalenka e Rybakina abbiamo avuto del buon tennis con pochi break, cosa che accade spesso nel singolare femminile. Abbiamo avuto una finale tra la numero 2 del mondo e una numero 10 che con i duemila punti del successo a Wimbledon sarebbe una top five.

1:09 Flink: Ubaldo sono arrabbiato con te!

1:13 Ubaldo: come mai? (sorride)

 

1:16 Flink: mi hai tolto le parole di bocca! Sono d’accordo, è stata una splendida finale, e come hai detto tu, è stata una sfida tra due ottime battitrici. Nel primo set Sabalenka ha ceduto il servizio sul quattro pari, e quindi ha perso il il set; ma poi non ha più perso la battuta, e ha vinto con un break per set. Aryna ha messo in campo diciassette ace e solo sette doppi falli, dati molto buoni per lei. Inoltre, il livello di gioco è stato alto, condotto da entrambe in maniera aggressiva. Entrambe hanno giocato molto bene da fondo, soprattutto Sabalenka; non potrei essere più d’accordo sul fatto che questa finale spicca tra quelle giocate nei Major durante l’ultimo biennio. Per come è stata giocata, perché è stata combattuta. Rybakina ha dimostrato che la sua vittoria a Wimbledon non è arrivata per caso, e Sabalenka finalmente c’è l’ha fatta.

L’ho vista più calma, più composta; persino quando ha servito un doppio fallo sul match point nell’ultimo game, non si è disunita. È rimasta concentrata su quello che doveva fare, ha preso un bel respiro e ha chiuso il match; sta crescendo come giocatrice e agonisticamente. Rybakina ha un bel temperamento; possiede un delle migliori prime palle del circuito, e deve migliorare forse la seconda nel kick, altrimenti le migliori ne trarranno vantaggio e lei potrebbe vacillare un attimo, ma aver giocato due finali Slam nell’ultimo anno con una vittoria e per lei incoraggiante. Sabalenka è sempre stata frenetica, sovraeccitata durante i match importanti; questo è un momento fondamentale per lei, non credi Ubaldo? Non dico che vincerà tutti gli Slam, ma ora crede di più in sé stessa.

3:36 Ubaldo: sì, ho visto Sabalenka perdere al Roland Garros da Camila Giorgi; ha commesso tantissimi doppi errori, proprio senza testa, senza voler offendere. E ora, come tu dicevi, aver vinto uno Slam dopo aver perso tre semifinali, le darà una grande fiducia. senz’altro potrà anche migliorare la seconda palla, se consideriamo che ha giocato nella finale un colpo molto piatto; un effetto in kick le permetterebbe di risparmiare qualche doppio fallo.

4:50 Flink: non è stato così male, certo può migliorare. Ha iniziato con un doppio fallo, e ne ha fatto uno sul match point, ma servire solo 7 doppi errori in tre set relativamente lunghi non è male, soprattutto se consideriamo che ha servito 17 ace.

Deve migliorare il kick sulla seconda, ma gioca già bene lo slice; sta migliorando, lo scorso anno ne faceva anche venti a match.

5:35 Ubaldo: se non ricordo male lo scorso anno ha servito 428 doppi errori: una media di 8 a match. Ma alcuni match sono finiti 62 61, quindi era come iniziare da 0-15 ogni turno di servizio!

6:03 Flink: sì Ubaldo, ma non credo che lo vedremo più così. Lei migliorerà ancora, anche negli altri aspetti del gioco. Un particolare a suo favore nella finale è che ha difeso meglio, ha colpito meglio da fondocampo. Puoi fare più cose di Rybakina da entrambe le parti del campo. È davvero completa, sa colpire sopra il capo, sa volleare.

6:48 Ubaldo: dal momento che ama prendere dei rischi, forse la terra battuta è la superficie più pericolosa. Se non riesci a chiudere nei primi quattro scambi, allora più provi più rischi di sbagliare. Comunque come dicevi tu è completa e gioca bene sia dritto che rovescio, mentre il dritto di Rybakina non è tra i migliori.

dal punto di vista di un americano, e stata più brutta la sconfitta di Pegula o di Gauff?

7:40 Flink: Pegula ha avuto un ottimo inizio d’anno; ha battuto Iga Swiatek e in tanti si aspettavano facesse grandi cose; per Coco dobbiamo sempre ricordarci che è giovanissima, quindi una sconfitta è comprensibile. la gente si dimentica la sua età e crede che abbia 25 anni solo perché è nel grande tennis da almeno cinque. Quindi è stata più deludente Pegula.

8:18 Ubaldo: in termini di potenziale chi vedi meglio tra le due?

8:29 Flink: Gauff. Nel lungo periodo; lavorerà molto e migliorerà la seconda palla e il dritto, mentre il rovescio è già ottimo adesso. Ha uno splendido atteggiamento sul campo, sa stare calma. Il suo dritto è traballante, e la sua seconda palla. Le ci vorranno due o tre anni. Pegula può andare meglio quest’anno, ma nei prossimi cinque anni scelgo Coco.

9:21 Ubaldo: parlando di delusioni, Iga Swiatek ha perso 64 64 da Rybakina, mentre Ons Jabeur ha ceduto a Vondrousova 61 57 61, risultato deludente per una numero 2 del seeding.

9:52 Flint: delusione perché abbiamo visto Jabeur perdere la finale di Wimbledon da Rybakina e la finale degli US Open da Swiatek, e quindi ci aspettavamo di più da lei. Nel suo puzzle ci sono così tanti pezzi; colpi bellissimi, il servizio la palla corta. Se non è ispirata accadono cose come quelle in Australia. Ma non sono preoccupato per lei, saprà rifarsi più avanti nella stagione.

Riguardo Swiatek, l’anno scorso ha vinto 37 match di fila fino a Wimbledon. durante la sua striscia vincente ha trionfato a Parigi. Poi ha vinto gli US Open. Non credo la vedremo dominare in questo modo; certo vincerà ancora altri Slam e rimarrà a lungo tra le prime tre o quattro del ranking. Per la consistenza del suo gioco. Ma punto di più su Rybakina. Iga si affida molto al suo gioco in difesa; prova ad essere più aggressiva, cosa che le serve per restare al top, ma non è a suo agio. È stata così convincente a Miami e Indian Wells, e poi a Parigi.

Quest’anno per lei sarà in altalena; potrebbe rimanere numero 1 del mondo, ma non rimarrei scioccato se alla fine della stagione fosse terza o quarta. Sono curioso di vedere cosa combinerà quest’anno; non ha vinto agli US open e adesso ha cominciato l’anno con questa caduta. Sono un po’ preoccupato per lei.

11:56 Ubaldo: penso che non sia facile continuare a vincere per chi non ha nel dritto il proprio colpo migliore. Tu puoi avere il miglior rovescio del mondo; guarda Djokovic. Lui ha probabilmente il miglior rovescio del mondo, specialmente il lungolinea e la risposta, ma i vincenti più importanti li ottiene con il dritto. È anche il limite di Rybakina, che ha un gran rovescio ma un dritto da migliorare.

Steffi Graf invece aveva un rovescio non tra i migliori, ma giocava un dritto straordinario; è difficile dominare a lungo senza un gran dritto.

13:23 Flink: sono d’accordo. L’anno scorso Swiatek ah ha migliorato il colpo e ha giocato diversi vincenti…

13:36 Ubaldo: sulla terra forse, dove hai più tempo per colpire.

13:47 Flint: no, anche agli US Open, ma sono d’accordo su quanto dici sulla terra battuta. Il dritto è importante un po’ per tutte; Rybakina ha un ottimo servizio e quindi può compensare in un game con tre punti diretti. Swiatek ha un servizio buono, non un grande servizio, e quindi non può ricavarci gli stessi punti.

Hai parlato di Steffi: il suo rovescio non era una grande arma, ma sapeva tenere lo slice molto basso per poi riuscire a colpire con il dritto, e lo sapeva fare in maniera meravigliosa.

Il dritto di Swiatek è la chiave; avrà bisogno di migliorarlo del 10-20%.

14:48 Ubaldo: grazie mille Flint, abbiamo spaziato su diversi argomenti di questi Australian Open. Un’ultima cosa: chi vincerà i singolari al Roland Garros?

15:10 Flint: tra le donne dico Swiatek, che gioca sulla sua superficie preferita, dove ha vinto due volte negli ultimi tre anni. Tra gli uomini forse ti aspetti che io dica Nadal per il suo quindicesimo trofeo. Ma non è al meglio, e in Australia si è infortunato ancora, contro McDonald. Penso che Djokovic potrà fare il colpo. Se Nadal sta bene può farcela. Cosa ne dici Ubaldo?

16:02 Ubaldo: che non è più il miglior Rafa; non lo vediamo al meglio da almeno sei mesi. Il favorito sarà Djokovic, anche se è difficile dirlo quattro mesi prima.

16:34 Flint: se Rafa non torna in condizione, Djokovic sarà il favorito. Inoltre, se nemmeno quest’anno potrà giocare negli Stati Uniti, ne trarrà giovamento dal punto di vista fisico, perché si presenterà fresco per la stagione sulla terra battuta.

17:12 Ubaldo: si ritroveranno a Montecarlo.

17:17 Flint: sì, non farà troppa differenza se Djokovic salta due tornei sul duro. Lui è determinato, ha vinto il suo secondo Roland Garros due anni fa e l’anno scorso ha perso nei quarti da Nadal. E’ dura batterlo, anche sulla terra rossa. È il secondo giocatore del mondo sulla terra battuta.

17:41 Ubaldo: grazie Flint, ottimo amico grande collega e… altri complimenti te li farò in privato!

Danilo Gori

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WTA Lione: parte bene Jasmine Paolini

Primo turno superato agevolvemente contro Masarova, ora Andreeva

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Parte col piede giusto l’avventura di Jasmine Paolini al WTA di Lione. Nel primo turno del torneo, l’azzurra batte Rebeka Masarova con il punteggio di 6-3, 6-2 in 1h e 14′. La russa era arrivata al primo turno superando Juvan nell’ultimo atto delle qualificazioni, ma poco ha potuto contro l’ottima gara disputata dalla n. 66 del mondo.

Per Jasmine, qualche difficoltà incontrata solo nel corso del terzo gioco del primo set, quando offre tre palle break alla sua avversaria. Ma le percentuali al servizio parlano italiano e, alla prima occasione utile, Paolini strappa il servizio e chiude al secondo setpoint.

Malgrado il 71% di prime palle servite, la russa ha fatto i conti con il 71% di punti vinta dall’italiana sulla seconda di servizio.

 

Nel secondo parziale, i giochi vinti di fila dall’italiana diventano sei, con Paolini avanti 3-0 con doppio break di vantaggio. Nel quarto game la russa interrompe l’emorragia e strappa il servizio, portandosi poi 2-3 dopo aver annullato l’ennesima palla break della giornata.

Da lì in poi, Paolini domina con il servizio e chiude 6-2 regalandosi il secondo turno contro Andreeva.

Il tabellone completo

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