ATP Montecarlo: Djokovic facile; en plein francese, Dimitrov in tre con Verdasco

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ATP Montecarlo: Djokovic facile; en plein francese, Dimitrov in tre con Verdasco

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Lucas Pouille ha battuto Dominic Thiem con un doppio 6-4, eliminando uno dei più interessanti giovani prospetti. Monfils vince a fatica contro Kuznetsov 4-6 6-3 6-4. Tsonga fa fuori Struff con un doppio 6-4, al secondo turno sarà contro Goffin. Seppi invece non ce la fa, perde al terzo 6-4

[1] N. Djokovic b. [Q] A. Ramos-Vinolas 6-1 6-4 (da Montecarlo, Alberto Prestileo)

Leggi l’intervista postpartita a Djokovic: “Sarà difficile affrontare Nadal, lui è il più forte qui”

Seppure con qualche difficoltà nel corso del secondo set, Novak Djokovic batte Ramos-Vinolas dopo un’ora e 26 minuti con il punteggio di 6-1 6-4. Al secondo turno affronterà il vincente tra Tomic e Haider-Maurer.

 

Primo set come detto piuttosto agevole: il numero 1 al mondo strappa il servizio allo spagnolo nei suoi primi due turni di battuta, andando avanti 4-0 e servizio. Qui, piccolo momento di rilassamento per Nole che perde la battuta per il primo game concesso all’avversario. Il serbo però non si scompone, anzi, torna ben concentrato sul match e mette a segno due game di fila per il 6-1 finale.

Alla ripresa dei giochi, la partita non è più la stessa. Ramos-Vinolas gioca bene i suoi turni di servizio e riesce ad essere aggressivo, o quanto meno non passivo, in quelli di Djokovic. Il serbo così non prende il largo come nel primo parziale ed è anche costretto a sudarsi più del previsto ogni punto. Alla fine però, il diverso divario tecnico si fa sentire e Nole brekka l’avversario nel settimo gioco. A questo punto, nonostante lo spagnolo tenti la rimonta, non c’è niente da fare.

Vince Djokovic 6-1 6-4 tra i fragorosissimi applausi del campo Centrale, inutile dire totalmente in suo favore.

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[WC] L. Pouille b. D. Thiem 6-4 6-4 (da Montecarlo, Giulio Fedele)

Lucas Pouille, n°108 ATP, era l’atleta di casa, ma invece oggi nel suo match, contro il più accreditato Dominic Thiem, sembrava un estraneo al pubblico accorso al Campo dei Principi, che era composto da troppi italiani e così pochi francesi che non davano nessuna spinta aggiuntiva al giovane atleta. Pouille ha comunque battuto, non così a sorpresa per il gioco espresso, l’austriaco numero 44 ATP, dipinto dai più come un futuro protagonista del circuito, ma che sulla terra rossa ha qualcosa da rivedere. Thiem ha perso qualche chilo dalla scorsa stagione, e la sua mobilità ne ha visibilmente giovato, ma oggi è stato troppo attendista, a partire dalla posizione in risposta, fin troppo oltre la linea di fondo, à la Nadal. Pouille ne ha approfittato comandando il gioco e spingendo col suo rovescio bimane su quello monomane di Thiem, che preferiva optare per una soluzione tagliata quando veniva pressato ed utilizzava solo il dritto per comandare.

Nonostante ciò per tutto il match i due hanno stentato al servizio, nonostante siano tutt’e due sopra l’1,85m, mantenendo basse percentuali di prime palle, e così i break sono fioccati in entrambi i parziali (3 nel primo e ben 5 nel secondo). Comunque Pouille è sempre stato avanti nel punteggio, riuscendo a chiudere facilmente il primo parziale con la collaborazione dell’avversario, che si era scoraggiato per aver regalato il break decisivo sul 4-4 con scelte fin troppo azzardate (come la palla corta sulla palla break).

Anche nel secondo il francese è riuscito ad andare avanti ad inizio set, ha poi interrotto la serie di break e di controbreak che si era susseguita, ed ha chiuso agilmente 6-4. Sul 4-3 ha tenuto un difficilissimo game ai vantaggi, che è stata l’ultima vera possibilità di rientrare nel match per Thiem. Pouille ha ben sfruttato la wildcard che gli era stata concessa, ma ora lo attenderà Nadal, e per battere lo spagnolo dovrà quantomeno migliorare la prestazione al servizio se vuole giocarsela, a meno che Nadal non sia ancora tornato il “Re della terra”.

[14/WC] G. Monfils b. [Q] A. Kuznetsov 4-6 6-3 6-4 (da Montecarlo Carlo Carnevale)

“Sto bene, non credevo avrei potuto reggere tre set subito dopo i problemi che ho avuto; sono riuscito a fare fitness e allenarmi a casa grazie a dei trattamenti all’anca a cui mi sono sottoposto subito dopo il mio ritiro, adesso spero di giocare il più possibile per riprendermi del tutto”.

Al rientro dall’infortunio che lo aveva coinvolto negli Stati Uniti, Gael Monfils suda molto più del dovuto per avere la meglio su un ottimo Kuznetsov; partenza illusoria del parigino, che dal 4-2 in suo favore cede il primo set subendo un preoccupante parziale di quattro giochi consecutivi, prima di girare la chiave e trovare i giusti ritmi. Il livello di gioco si è mantenuto su livelli medio-bassi per tutta la durata dell’incontro, eccezion fatta per qualche splendido flash in demi-voleè di Kuznetsov, che con buone sortite nei pressi del nastro mette in difficoltà l’avversario fino a portare a casa il parziale d’avvio per 6-4. Con il sole che costringe gli occupanti della sala stampa a liberarsi delle proprie giacche, Monfils inizia a lavorare il russo ai fianchi, scavando un solco a due metri dalla riga di fondo e percorrendolo certosinamente; buon timing con il rovescio, un po’ ballerino con il colpo opposto che troppo spesso impatta in sovraritmo e fa schiantare contro i teloni. Kuznetsov si conferma un buon colpitore, e smentisce la sua fama di giocatore monoargomento creando gioco con inaspettate smorzate e lavori di pregevole sartoria; splendido ad esempio il dritto in controbalzo con cui fulmina Monfils nel quinto gioco del set decisivo. Terzo parziale a cui si arriva dopo che il padrone di casa allinea lo score volando prima 3-0 poi 5-2, restituendo un break nel frattempo per poi chiudere 6-3 un set piatto, senza spunti tecnici e con ancor meno sussulti emozionali. Monfils avrà Dolgopolov al secondo turno, e dovrà sperare di non ripetere l’altalenante andamento mostrato nell’ultimo quarto d’ora del match odierno; stupenda la voleè di rovescio ad uscire per portarsi sul due pari, poi il caos più totale. Kuznetsov serve sul 3-3 e si avvia 40-0, prima di gonfiare il net con una comoda voleè e cedere quattro punti consecutivi a Monfils; il francese non è da meno, sparacchia un passante non impossibile e manca la palla break, prima di inchiodare un dritto inside in con i piedi nel corridoio e definitivamente strappare il servizio. Sembra finita, ma c’è il tempo per vedere altri due break consecutivi, frutto prima di una doppia copertura della rete ad opera di Kuznetsov, poi di tre gratuiti dello stesso russo che al cambio campo chiama il fisioterapista; Monfils serve per il match e offre due palle break che scuotono il fegato dei suoi tifosi, salvo poi infilare due ace, un servizio vincente e stringere il pugno sul dritto lungolinea che gli consegna il ticket per il secondo turno.

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[11] J. Tsonga b. [LL] J. Struff 6-4 6-4 (da Montecarlo, Alberto Prestileo)

Leggi l’intervista post partita a Tsonga: “Il mio avversario giocava come una roulette russa!”

Sotto lo splendido sole di Montecarlo, Jo-Wilfred Tsonga batte con un doppio 6-4 il tedesco Jan-Lennard Struff, proveniente dalle qualifiche e numero 76 al mondo. Il numero 2 di Francia ha vita abbastanza facile contro uno dei Lucky Looser del torneo e adesso se la vedrà contro David Goffin, per quello che sarà uno tra i secondi turni più interessanti.

Tornando al simpatico Tsonga, nel primo set va avanti subito. Sospinto da una bella cornice di pubblico, tutta per lui ovviamente, brekka l’avversario al secondo turno di battuta. Rimane avanti per tutto il set, annulla due sole palle break sul 4-3 e servizio prima di chiudere al secondo set point.

Copione praticamente identico invece nel secondo set: Tsonga strappa il servizio a Struff nel terzo gioco, dopo però aver salvato due palle break nel precedente turno. Il numero 14 del mondo va poi avanti senza troppi intoppi: concede sì 3 break point al tedesco, ma le annulla tutte agevolmente. In un’ora e 16 minuti, Tsonga approda così al secondo turno per la gioia del campo centrale e vince la sua seconda partita dell’anno.

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[9] G.Dimitrov b. F.Verdasco 6-4 5-7 6-4 (da Montecarlo, Carlo Carnevale)

Match per intenditori sul Campo dei Principi, concluso al terzo set dopo due ore e mezza; a spuntarla è Grigor Dimitrov, che affronterà dunque Fabio Fognini nella giornata di giovedì. Il bulgaro sopravvive a un’assenza di dieci minuti, quando nel finale di secondo parziale non sfrutta una palla break sul 4-4, e nel gioco successivo si fa strappare il servizio alla sesta possibilità, pur avendo avuto tre chance di portare la partita almeno al dodicesimo gioco, anche a causa di un rovescio in slice che si rivela inaffidabile nel momento meno opportuno. Verdasco è tignoso, nel primo set perde la battuta nell’unico momento di distrazione, perdendo peraltro al suo stesso gioco; lo spagnolo imposta infatti tutti gli scambi del game sul piano del top spin, spesso alzando a dismisura le traiettorie per provocare rimbalzi estremi e costringere Dimitrov a spingere, ma quando il bulgaro gli restituisce palle senza peso, Verdasco esagera e manca il campo di metri. Merito del madrileno è senz’altro quello di non abbandonare l’incontro prematuramente, continuando a combattere e alzando il tasso tecnico quanto meno appena perso il primo set, per conquistare con merito il secondo; splendide alcune soluzioni di dritto incrociato stretto, con l’uncino mancino a depositare la palla appena al di là del quadrato del servizio. Dimitrov affronterà Fognini, il cui coach Perlas era vigile a studiare sugli spalti, con alle spalle un precedente favorevole a testa, entrambi risalenti a due anni fa ed entrambi giocati sul veloce (Sidney e Bercy), e lo farà consapevole di aver saputo affrontare momenti di pressione anche quando nel terzo set raggiunge un vantaggio apparentemente confortevole; 4-1 e servizio, approfittando del vistoso calo di un Verdasco falloso soprattutto con il rovescio e poco aiutato da un servizio che non gli garantisce più punti facili, specie quando in kick da destra. Con il traguardo ben a portata di racchetta, Dimitrov sembra andare in confusione e si lascia timidamente ma costantemente avvicinare, fino a concedere sei palle break che avrebbero permesso a Verdasco di allungare l’incontro dal 5-5 in avanti. Finalmente le prime di servizio, e il bulgaro può allontanare le ombre di una pericolosa rimonta, per mirare ad insidiare il quarto presidiato da Wawrinka.

[8] M.Cilic b- F.Mayer 6-4 3-6 6-3 (da Montecarlo, Carlo Carnevale)

Non basta una prestazione più che discreta a Florian Mayer; il tedesco, che al primo turno aveva superato Youzhny dopo più di un anno di inattività, si è infatti dovuto arrendere alle bordate di Marin Cilic, riuscendo comunque a sottrargli un parziale. Incontro gradevole, complice la contrapposizione di stili che permette ad entrambi gli atleti di esprimersi al meglio; Cilic comanda con il servizio e dritto dimostrando anche buoni voti a rete, Mayer gestisce da fondo con variazioni penetranti e acute geometrie, trovando più volte passanti puliti e apprezzabili. Il numero croato viene estratto solo al set decisivo, e la differenza è fatta dal notevole rush di risposte che Cilic indovina nel quarto game; da lì in poi è accademia, e l’unico sussulto è il gioco tenuto ai vantaggi per confermare il break, prima di amministrare fino al 6-3 conclusivo. Mayer gioca come detto a livelli interessanti, e può consolarsi con un secondo set in cui riesce a sottrarsi al bombardamento avversario per poi manovrare i fili del gioco da fondo, sbattendo un paio di volte Cilic dalle parti delle fioriere decorative a bordo campo; break per il 4-2 e conseguente 6-3 per pareggiare i conti, ma non  abbastanza. Cilic resta quindi ad aspettare il vincente del match tra Tsonga e Goffin, che mercoledì chiuderà il programma del Campo Centrale.

Le altre partite:

Gilles Simon, numero 1 di Francia e numero 13 della classifica mondiale, è stato relegato al Campo 2, che è l’ultimo dei campi nascosti del Country Club di Monaco, mentre Monfils e Tsonga se la spassavano sul Centrale. Giocava contro la wildcard locale Benjamin Balleret, di nazionalità monegasca, numero 348 della classifica mondiale. Ha vinto con il punteggio netto di 6-4 6-2 in una partita che si giocava al ritmo e con le armi del francese, sebbene Balleret avesse un discreto rovescio bimane. “Sorpreso di giocare sul campo numero 2? No, affatto! A me piace giocare su questo campo – ha detto Simon in conferenza stampa – Con Paire mi piacerebbe che facessimo un bel match, perché fino ad ora non ne ho fatti.”

Il pomeriggio tardo è l’orario migliore per seguire le partite, anche perché il sole tramonta e non picchia più come a mezzogiorno e sulle tribunette frontali si forma un bel cono d’ombra. Peccato dunque che il match tra Estrella-Burgos, che aveva estromesso Simone Bolelli, e David Ferrer sia durato meno di un’ora per il ritiro anticipato del dominicano causa un dolore alla spalla.
Lo spagnolo ha preso in mano il match fin dal primo set, finito 6-2, rimontando un break di svantaggio e poi conquistando 8 game di fila, ed Estrella-Burgos è stato continuamente pressato sul rovescio tagliato, fino a quando non ha dovuto abdicare, quasi in lacrime sia per il dolore che per il dispiacere di abbandonare il torneo dove ha vinto la sua prima partita a livello Masters1000.
Granollers asfalta Mannarino lasciandogli tre games, mentre Troicki supera in tre set il caldissimo Klizan, che veniva dal successo di Casablanca; . Vince Jeremy Chardy, che supera l’argentino Schwartzmann per garantirsi un secondo turno contro Roger Federer, mentre l’altro svizzero Wawrinka è atteso da Juano Monaco, che si è imposto in due parziali su Vesely. Con il tramonto, Andreas Haider-Maurer conferma la vittoria della prima giornata su Gulbis  e supera Bernard Tomic in un incontro sfiancante che sfiora le tre ore, tenutesi su un insolitamente gremito campo 9.

 

Risultati

[14/WC] G. Monfils b. [Q] A. Kuznetsov 4-6 6-3 6-4
[WC] L. Pouille b. D. Thiem 6-4 6-4
J. Monaco b. J. Vesely 6-4 6-2
M. Granollers b. A. Mannarino 6-3 6-0
[11] J.W. Tsonga b. [LL] J.L. Struff 6-4 6-4
[16] T. Robredo b. A. Seppi 6-3 1-6 6-4
J. Chardy b. [Q] D. Schwartzman 7-5 6-2
[1] N. Djokovic vs [Q] A. Ramos-Vinolas 6-1
[9] G. Dimitrov b. F. Verdasco 6-4 5-7 6-4
[10] G. Simon vs [WC] B. Balleret 6-4 6-2
V. Troicky b. M. Klizan 7-6 5-7 6-2
[5] D. Ferrer b. V. Estrella Burgos 6-2 2-0 rit.
[8] M. Cilic vs [PR] F. Mayer 6-4 3-6 6-3
A.Haider-Maurer b. B.Tomic 6-7 7-6 6-4

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Lorenzo Sonego: “Non mi piace chi vince sempre, io preferisco lottare e soffrire”

“Io e il Toro amiamo le sfide impossibili, come in Coppa Davis. “. In una lunga intervista al quotidiano La Repubblica di Torino, Lorenzo Sonego racconta le sue abitudini e gli obiettivi per l’anno prossimo

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Lorenzo Sonego - Coppa Davis 2022 (foto Roberto dell'Olivo)
Lorenzo Sonego - Coppa Davis 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

Che Lorenzo Sonego sia un ragazzo umile e alla mano l’hanno capito tutti gli appassionati di tennis. Un’ulteriore conferma la si ha leggendo l’intervista rilasciata a Fabrizio Turco, collega che scrive per La Repubblica di Torino. In questa off-season, Lorenzo è nella sua Torino e si allena allo Sporting “perché qui mi sento a casa”.

Per lui che vive a poche centinaia di metri dal circolo, la sveglia è alle 7:30 ogni mattina e poi 4 ore di allenamento in campo e preparazione atletica al mattino e altrettante al pomeriggio, sempre sotto la guida attenta del suo inseparabile coach Gipo Arbino (intervistato in esclusiva pochi giorni fa) che l’ha scoperto e condotto nel mondo dello sport di racchetta quando ancora alternava il tennis al calcio nel Toro.

Classe 1995, Lorenzo non è ancora arrivato al suo meglio “Ho iniziato tardi e non sono mai stato un predestinato”. La passione per il tennis ha affiancato per tanti anni l’amore per il calcio, mai sopito che ancora agita il cuore del giovane torinese Io e il Toro amiamo le sfide impossibili, proprio come in Coppa Davis. Non mi piace chi vince sempre, io preferisco lottare e soffrire, anche sul campo da tennis”.

 

Già, la Coppa Davis. In due giornate straordinarie, Lorenzo è stato l’eroe della spedizione azzurra. Prima la vittoria contro Frances Tiafoe, n. 19 del ranking, poi contro il mancino Denis Shapovalov, n. 18 “Però la partita della vita resta il 6-2 6-1 contro Djokovic, un paio d’anni da a Vienna. L’obiettivo per il 2023 è ritoccare il best ranking, mentre ora resta al n. 45. “Un pensierino alle Finals lo faccio e nel frattempo alzo l’asticella: l’obiettivo per il 2023 è migliorare la mia miglior posizione raggiunta in carriera, la n.21. La Coppa Davis purtroppo non assegna punti in classifica, ma vuoi mettere la soddisfazione?”. E chissà che quel sogno Finals di fine anno non possa concretizzarsi anche in doppio con il suo amico Andrea VavasSori. QUI INTERVISTATI IN ESCLUSIVA

Tra i suoi colleghi, il più simpatico è Berrettini, e non solo perché mi ha presentato Alice” cui Lorenzo riserva parole al miele sebbene non si parli ancora di matrimonio; Nadal “fuori dal campo è molto disponibile pur restando uno che daÀpoca confidenza” mentre Djokovic “è molto aperto”.

Gli Internazionali a Roma e Wimbledon sono per Lorenzo i tornei più belli ed emozionanti per l’atmosfera sugli spalti del primo e l’eleganza e la storia che si respira nel secondo ma i grandi spazi infiniti dei tornei americani come Miami e Indian Weels esercitano sempre un grande fascino. La stagione 2023 di Lorenzo Sonego inizierà il 2 gennaio al torneo di Adelaide e subito dopo il primo Slam dell’anno, gli Australian Open.

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ATP e WTA, calendario di gennaio: manca poco al via della stagione 2023 in Australia

A breve si ricomincia In Australia. Dopo la United Cup, ATP e WTA di nuovo in campo ad Adelaide. Ecco il calendario ufficiale del primo mese dell’anno

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La stagione 2022 si è conclusa da poco con le finali di Coppa Davis e della Billie Jean King Cup – e le storiche vittorie rispettivamente del Canada e della Svizzera – tuttavia manca pochissimo all’avvio del circuito 2023 che, come da tradizione, ripartirà dall’emisfero australe.

Oltre alla United Cup, competizione mista a 18 squadre che si svolgerà tra Brisbane, Perth e Sydney dal 29 dicembre all’8 gennaio, i ragazzi possono ricominciare a scaldare i motori il 2 gennaio con l’Adelaide International 1, evento della categoria 250. Per il primo appuntamento del 2023 hanno confermato la loro presenza Novak Djokovic – fresco campione delle Nitto ATP Finals – e Jannik Sinner che ha scelto proprio Adelaide per ricominciare a competere dopo lo stop per infortunio.

Si gareggerà contemporaneamente anche a Pune (in India, l’unico evento ATP a gennaio che non si trova nell’emisfero australe), con un torneo della stessa categoria. Dal 9 gennaio i ragazzi saranno impegnati ancora ad Adelaide con l’Adelaide International 2 e con l’opzione dell’ASB Classic di Auckland, in Nuova Zelanda.

Anche per le ragazze, oltre alla United Cup, la stagione riparte il 1 gennaio da Adelaide (Adelaide International 1), anche se per loro il torneo apparterrà alla categoria 500. Allo stesso tempo si svolgerà anche il torneo femminile 250 ASB Classic di Auckland (una settimana prima rispetto a quello maschile), a cui parteciperanno anche le sorelle Fruhvirtova (Linda grazie al ranking e Brenda con una wild card). Dal 9 gennaio, si continua con l’Adelaide International 2 (ancora un 500 per le donne). Il circuito WTA sarà impegnato contemporaneamente anche all’evento ‘250’ di Hobart.

E poi, dal 16 gennaio, tutti presenti a Melbourne per il primo slam dell’anno, l‘Australian Open, che si concluderà il 29 gennaio con la finale maschile. La finale femminile si disputerà invece il sabato 28.

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Nakashima: “Devo migliorare sui cinque set, Sinner ne aveva più di me allo US Open” [ESCLUSIVA]

Intervistato da Steve Flink, il vincitore delle Next Gen Finals Brandon Nakashima parla del percorso nel torneo milanese, “Più corti sono i set più c’è divertimento”, gli insegnamenti di Pat Cash, “Andare a rete il più possibile”, e dei suoi big match in stagione

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Brandon Nakashima - Milan 2022 (Twitter @nextgenfinals)
Brandon Nakashima - Milan 2022 (Twitter @nextgenfinals)

Nel 2022 ha vinto nella natia San Diego il suo primo e finora unico titolo ATP, ma ha alzato anche il trofeo Next Gen a Milano. Classe 2001, anche in questa stagione Brandon Nakashima ha continuato il percorso di miglioramento in quel termometro che è il ranking di fine anno. Se nell’agosto del 2021 aveva fatto l’ingresso in top 100, quest’anno ha sfondato il muro successivo e lo ritroviamo così al numero 47, dopo un picco al 43° posto.

Intervistato da Steve Flink per Ubitennis.net, Brandon ha cominciato la conversazione rispondendo alle domande sull’esperienza milanese, soprattutto per quanto riguarda la gestione del formato particolare e delle regole differenti. “Con i set brevi, subisci un break e in pratica vai al set successivo. Toglie dall’equazione l’elemento del cercare di rientrare quando sei in svantaggio perché è estremamente difficile farlo. Personalmente preferisco il solito sistema di punteggio, ma è una buona idea provarlo per le Next Gen Finals. Più corti sono i set, più divertimento c’è per i fan”.

Naturalmente, ha approfittato del vantaggio di aver già giocato con queste regole l’anno prima, quando aveva raggiunto le semifinali, sconfitto da Korda. “Mi ero un po’ abituato al formato, ma ero comunque nervoso prima dell’esordio di quest’anno. Sapevo di avere l’opportunità di fare bene e avevo delle aspettative alte”.

 

E, in effetti, proprio il suo primo match è stato quello più impegnativo, con Matteo Arnaldi unico a costringerlo al quinto set sulle ali dell’entusiasmo del pubblico amico. “Un incontro che mi ha aiutato per quelli successivi in termini di mentalità e approccio ai punti decisivi”.

Lo ha certo aiutato nella vertiginosa semifinale contro Jack Draper, del quale dice: “Ha un buon gioco a tutto campo per diventare un top player. Sono certo che questa non sarà stata l’ultima volta che ci gioco. Ci spingeremo l’un l’altro a migliorare nei prossimi anni”.

La parte più difficile della finale è stata giocare di nuovo contro Lehecka, giù battuto nel girone. “Sapevo che il primo match non significava granché a quel punto. Lui cercava la rivincita e sarebbe partito forte, quindi dovevo superare la tempesta. Un paio di punti nei tie-break hanno fatto la differenza. Alla fine, questo torneo sarà un trampolino”.

Abbiamo detto del primo titolo, che era uno degli obiettivi stagionali per Nakashima. “Sapevo di aver il gioco per riuscirci, mancava solo l’occasione giusta. Vincere nella mia città natale con famiglia e amici a tifare è stato speciale, non lo dimenticherò mai”.

Brandon aveva già avuto modo di dire che il suo idolo era Roger Federer, nonostante il suo gioco assomigli più a quello di Djokovic. Tenere i piedi sempre vicini alla linea di fondo sembra quasi un dogma per lui, tanto che nessuno avrebbe nulla da ridire, anzi, se in determinate situazioni si prendesse un po’ più di tempo e spazio. 188 cm di altezza, inappuntabile dal punto di vista atletico e muscolare, è sedicesimo nella classifica dei migliori battitori dell’anno compilata dall’ATP. Non è bastato per superare colui che in quella classifica è secondo, Nick Kyrgios, trascinato comunque al quinto agli ottavi in Church Road per il miglior risultato Slam del californiano. “Ho avuto l’opportunità di giocare contro alcuni dei più forti e ho tirato fuori il mio tennis migliore. Mi ha dato tanta fiducia. È stato fantastico giocare sul Centrale di Wimbledon oppure sull’Armstrong allo US Open nonostante abbia perso. La vittoria su Dimitrov a New York è stata uno dei migliori momenti della mia stagione”.

Brandon si sofferma poi sull’esperienza con Pat Cash, terminata alla fine del 2020. “Andare a rete il più possibile è una delle tante cose che ho imparato da lui. Poi ho provato diversi coach e ora ho Eduardo [Infantino] e Franco [Davin]. Collaborano e comunicano molto ed entrambi aggiungono valore al mio tennis”.

B-Nak, questo il suo soprannome, è uno dei nove statunitensi in top 50. “Il tennis Usa è messo bene, quindi per me è grandioso essere a questo punto, ma voglio continuare a migliorare. Gli obiettivi per il prossimo anno sono l’ingresso tra i primi 25 o 30 e andare avanti in tutti gli Slam. Ho 21 anni, quindi sto ancora costruendo la mia forma e diventando più forte e veloce. Una delle chiavi sarà migliorare la resistenza nei tre su cinque. Sento che allo US Open Sinner ne aveva assolutamente più di me negli scambi tirati. Ci sto lavorando, so che differenza può fare”.

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