ATP Nizza: Gulbis fallisce la prova del nove con Thiem, in semifinale Isner e Coric

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ATP Nizza: Gulbis fallisce la prova del nove con Thiem, in semifinale Isner e Coric

Nei quarti dell’ATP di Nizza, rispetta i pronostici John Isner che in semifinale se la vedrà con Dominic Thiem, vittorioso nel big match con Gulbis. In semifinale anche Coric e Leonardo Mayer

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La terza giornata qui a Nizza ha un inizio molto più tranquillo rispetto alle precedenti due. Il programma inevitabilmente si è snellito, solo 4 match validi per i quarti e tutti sul centrale, uno dopo l’altro. Questo significa non doversi più sedere nell’ultima fila in alto e voltarsi di 360 gradi ad ogni cambio campo per vedere cosa succede in contemporanea sul campo 1, cercando di ovviare così all’ubiquità che purtroppo ancora non annovero tra le mie qualità. Tutto più facile, almeno in teoria. Mi avvio dal mio ostello (ebbene sì, un ostello, non si può avere tutto!) con più calma, la stanchezza inizia a sentirsi e anche 10 minuti in più di riposo possono fare la differenza a fine giornata. Percorro la solita strada che ormai conosco a memoria, incrociandomi con la fiumana di gente diretta a la Promenade Des Anglais, vialone di quasi 8km che circonda tutta la splendida baia di Nizza, l’esatta direzione opposta alla mia. Poco importa, loro avranno il mare ma io avrò del buon tennis penso tra me e me. Arrivo e subito mi fermo a guardare Gulbis che scambia con un ragazzino, la faccia non mi è nuova. Poi l’illuminazione: mi convinco di averlo già visto giocare al torneo under 18 di Firenze questo aprile, ma magari mi sbaglio. Mi riprometto di controllare sul web ma mi dimentico di farlo. Entro in sala stampa con passo più sicuro, ormai l’imbarazzo dell’esordio è un lontano ricordo, saluto con un elegantissimo “Bonjour” e mi posiziono al mio solito desk. Clima disteso, si discute del torneo, dei protagonisti, dei favoriti dei match. Prima bene o male tutti esprimono le loro perplessità su Isner e su quanto debba stare attento oggi a non sottovalutare il serbo apparso in buona forma, poi si passa a Gulbis-Thiem, ma nessuno si sbilancia. Io nemmeno. Intanto resto paralizzato per 30 secondi quando accanto al mio desk passa proprio Long John, lo fisso e mi lascio sfuggire un “ma quanto diavolo è alto Isner?”. Impressionante davvero, credetemi. È ora di mettere il pc nello zaino e dirigermi sul centrale, la temperatura oggi è nettamente più bassa complice una tempesta di pioggia e vento che ha sconquassato Nizza nella notte e ha disturbato non poco il mio sonno. Ma ora quasi la benedico, perché sugli spalti non si suda e ci sono le condizioni ideali per uno spettatore di tennis.

Isner-Lajovic dicevamo. I primi game sembrano usciti da uno stampino: chi serve lo fa abbastanza bene e chi riceve riesce ad arrivare a 30 ma poi si ferma senza agguantare mai i vantaggi. Il serbo gioca meglio da fondo campo, Isner invece sembra scarico e affossa più di qualche palla col dritto. Il primo sussulto avviene nel quinto game. Lajovic gioca un gagliardo game di risposta, prima un back che fa andare fuori giri l’americano, poi un lob e un passante di rovescio che gli consentono di avere le prime due palle break del match. Isner le annulla con due ottime prime, che novità direte voi. In realtà Isner non sta servendo con la stessa potenza alla quale ci ha abituati, ma quando necessario riesce sempre  ad ottenere dal suo colpo migliore punti preziosi. Quasi non ci credo quando leggo sul rilevatore di velocità una sua prima a soli 168 km. Non dovesse esserci errore, penso che siamo davvero di fronte al minimo storico di velocità di una prima palla di servizio per l’americano. Intanto la partita scorre liscia fino al tie-break. Isner parte malissimo mettendo in rete una facilissima volèe e sparando fuori di metri un altro dritto. Ma la partita cambia in un attimo. L’americano trova una bella risposta vincente e inizia a servire come lui sa fare. Si porta in vantaggio e allunga fino al 6-3 chiudendo con una risposta lungolinea vincente.

Nessun cambio sostanziale nel secondo set che sembra avviato anch’esso al tie-break, ma sul 3-3 Lajovic si addormenta e con un doppio fallo concede di nuovo palla break che annulla con la prima. Ma al secondo tentativo il break arriva: Isner si sposta per rispondere di dritto, la pallina tocca il nastro, si impenna e va a cadere nei primi centimetri del campo avversario. Lajovic, sconsolato e sfortunato, lancia la racchetta e si ferma a guardare il nastro. È break. Isner non concederà più occasioni per una rimonta serba e vola così in semi-finale.

 

Non ha superato la fatidica prova del nove Gulbis invece, ma prima di sentire e risentire i soliti discorsi riguardo al lettone, bisogna ammettere che oggi aveva di fronte un ottimo giocatore che sta esprimendo un bel tennis e che ha ancora grandi margini di miglioramento. Parte malissimo il lettone concedendo nel game di avvio il servizio con due gratuiti. Si scambia molto da fondo ma Thiem è troppo solido e alla fine il primo a sbagliare è quasi sempre Gulbis, che non pare aver bene calibrato il dritto in cross quest’oggi. L’austriaco non concede nulla. Infatti, è ancora Gulbis che in un quinto game fiume è costretto a salvarsi dal doppio break a sfavore, che comunque arriverà due game dopo. 6-2 e poco da dire, si potrebbe sintetizzare così: troppo metodico, ordinato e preciso l’austriaco. Troppo incostante e falloso il lettone. Due universi distanti anni luce. Il secondo parziale sembra inziare come il primo. Gulbis al servizio, due sciagurati doppi falli ed ennesime palle break concesse. Il lettone trova qualche magia delle sue, si salva e pian piano si fa più aggressivo. La sofferenza al servizio non manca mai ma inaspettatamente il lettone trova il break e va avanti sul 3 a 1. Sembra sia girato l’incontro e il pubblico apprezza: vuole il terzo set. Ma la costanza Gulbis non sa nemmeno cosa significhi e così rovina tutto nel game successivo quando, avanti 40-15, subisce l’immediata rimonta austriaca che si concretizza grazie a un bel back lungolinea. Gulbis si accomoda sulla sua sedia e in uno scatto d’ira improvviso scaglia un colpo di telaio su un cartellone. Due signore sedute immediatamente dietro di lui sobbalzano dalla paura. Si sente anche qualche fischio di un pubblico comunque sempre molto generoso nei suoi confronti. La partita prosegue. Thiem salva una palla break. Gulbis non ha perso del tutto la testa e continua a tentare di scardinare il muro austriaco senza successo. Il lettone però sembra davvero provare piacere a complicarsi le cose facili. Nel settimo game è costretto di nuovo ai vantaggi e con uno smash scagliato in rete e un altro doppio fallo, concede l’ennesimo servizio di giornata. Positiva la reazione di Gulbis che comunque resta aggrappato al match senza però trovare nessuno spiraglio per riaprirlo. Avanza dunque Thiem che se la vedrà domani proprio contro Isner. Ernests non si riconfermerà campione a Nizza ma forse la crisi non è poi più così nera.

Il centrale si svuota e la gente non sembra così interessata agli altri due match di quarti in programma. Io invece sono molto incuriosito dal derby argentino Mayer-Monaco, ma mentre attendo i due ho un calo di pressione. La testa gira, le forze sono nulle. Decido di prendermi una pausa e mangiare qualcosa prima di svenire sul seggiolino. Mi concedo il lusso di guardare l’inizio del match dalla televisione della sala stampa. Mi sento meglio e allora sono di nuovo in campo, giusto in tempo per vedere Leo Mayer brekkare e vincere il primo set. Molto simile il secondo parziale con scambi lunghi da fondo e con il break che arriva questa volta nel nono game sempre a favore di un Mayer davvero ben centrato col rovescio e con un dritto velenoso e piatto. Una partita strana che ha visto avere la meglio l’argentino con più talento anche se forse mi aspettavo più “garra”, come la chiamano dalle loro parti.

Ultimo quarto di finale Coric-Ducworth davanti ad un pubblico sempre meno numeroso. Nessun problema nel primo set per il croato che serve bene e con colpi solidi e costanti da fondo campo, domina un Duckworth mai pericoloso. Nel secondo però Coric cala. Serve poche prime e diventa improvvisamente falloso. Ci saranno 4 break, due da una parte e due dall’altra. Da segnalare una giocata “ di scuola Federer” dell’australiano che finta la palla corta e gioca un chop profondissimo lasciando a terra Coric, che grida a gran voce in italiano “Bravo, bravo!”. Al tie-break il croato ritrova solidità e chiude senza troppi rischi. Domani dovrà forse fare qualcosa di più per impensierire l’estro di Leo Mayer.

Risultati:

[2] J. Isner b. D. Lajovic 7-6(3) 6-4
D. Thiem b. E. Gulbis 6-2 6-4
[4] L. Mayer b. J. Monaco 6-3 6-4
B. Coric b. J. Duckworth 6-3 7-6(3)

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Ora è ufficiale: Madrid cancellato. Possibile spostamento di Kitzbuhel

Con una nota sul sito il Mutua Madrid Open ha gettato la spugna: appuntamento al 2021. Si lavora per riempire la settimana disponibile

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Novak Djokovic - Madrid 2019 (foto via Twitter, @MutuaMadridOpen)

Come era già stato ampiamente anticipato nella giornata di lunedì, gli organizzatori del Mutua Madrid Open hanno ufficializzato la cancellazione dell’edizione 2020 del torneo a seguito delle richieste delle autorità locali.

Come atto di responsabilità alla luce della situazione attuale causata dal COVID-19 e dopo un’attenta valutazione delle circostanze the la pandemia continua a presentare – recita il comunicato diffuso attraverso il sito ufficiale del torneo – di comune accordo con le autorità competenti è stato deciso che l’edizione 2020 del Mutua Madrid open non avrà luogo, dopo essere stata precedentemente spostata [dal 1-10 maggio] al 12-20 settembre”.

Durante questo periodo il Mutua Madrid Open aveva creato vari protocolli per garantire la sicurezza di tutte le persone coinvolte nel torneo, ricevendo l’approvazione dell’organizzazione nazionale per la sanità in relazione alle misure messe in atto per impedire e limitare il rischio di contagio nella bolla del torneo (Caja Magica e gli hotel designati)”, continua il comunicato.

 

A seguito delle raccomandazioni delle autorità sanitarie locali, e dopo aver monitorato la situazione per mesi, gli organizzatori del Mutua Madrid Open non hanno avuto altra scelta se non quella di cancellare il torneo per la complessa situazione generata dal COVID-19”.

Abbiamo fatto tutto il possibile per far disputare il torneo – ha dichiarato Feliciano Lopez, il direttore del torneo – dopo la prima cancellazione in maggio ci siamo messi al lavoro per preparare la data di settembre nella speranza di poter vedere tennis di prima qualità alla Caja Magica nel corso di quest’anno che è stato così duro per tutti. Tuttavia, l’attuale instabilità è ancora troppo elevata per tenere un torneo di questo tipo in totale sicurezza. Ancora una volta ci tengo a ringraziare il Consiglio della Città di Madrid e tutti i nostri sponsor e fornitori per averci supportato durante tutto questo processo”.

A questo punto sembra che l’ATP stia considerando la possibilità di spostare il torneo di Kitzbuhel, attualmente programmato durante la seconda settimana dello US Open, per occupare la settimana lasciata libera dal Mutua Madrid Open, ovvero quella immediatamente precedente gli Internazionali BNL d’Italia a Roma.

Ciò renderebbe (il condizionale è sempre d’obbligo) molto più importante il raggiungimento di un accordo tra ATP/USTA e il Governo austriaco per garantire l’esenzione dalla quarantena a tutti i tennisti provenienti da Flushing Meadows dopo lo US Open. Secondo il quotidiano iberico Marca, questo accordo era stato raggiunto con il Governo spagnolo, ma non è dato sapere in questo momento ci siano disposizioni di questo tipo anche per chi dovesse arrivare in Austria o direttamente a Roma per il torneo al Foro Italico.

Con la cancellazione di Madrid il circuito WTA perde anche l’ultimo dei Premier Mandatory che dovevano disputarsi in questo 2020, dopo che Indian Wells, Miami e Pechino sono già stati annullati. Ora è presumibile che i vertici del tennis femminile si attiveranno per cercare di riempire la settimana lasciata libera dall’evento madrileno in modo da offrire alle proprie giocatrici qualche possibilità di raccogliere punti e montepremi in questo scampolo di stagione che pare possa offrire qualche chance di gioco.

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Il Mutua Madrid Open non si giocherà nel 2020. E adesso?

L’annuncio sarebbe stato dato da Novak Djokovic nella chat dei rappresentanti dei giocatori

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Dopo mesi di speranze e tanto lavoro per salvare il salvabile, tutto sembra essere crollato nel breve volgere di pochi giorni per il Mutua Madrid Open. Dopo che alla fine della settimana scorsa il Governo della Comunidad de Madrid aveva chiesto agli organizzatori del combined spagnolo di non disputare il proprio evento a causa del recente aumento di casi di coronavirus in Spagna e nella regione della Capitale iberica, sembra che sia imminente l’annuncio ufficiale della cancellazione del torneo da parte della Super Slam LTD, la società di management di Ion Tiriac che detiene i diritti dell’evento.

Secondo le testate spagnole Marca e ABC, il presidente del Consiglio dei Giocatori dell’ATP, Novak Djokovic, avrebbe comunicato ai suoi colleghi membri sul loro gruppo WhatsApp che il torneo non si disputerà e che la conferma ufficiale arriverà nelle prossime ore.

Il torneo, inizialmente previsto nella prima settimana di maggio, era stato spostato immediatamente dopo la conclusione dello US Open dal 12 al 20 settembre.

 

Già nelle ultime ore il CEO dell’ATP Andrea Gaudenzi, ai microfoni di Supertennis, aveva confermato le difficoltà che si presentavano per la tappa madrilena dei Masters 1000: “Abbiamo ricevuto la notifica dal ministero della Salute della Comunità di Madrid e in questi giorni valuteremo con il board dell’ATP il da farsi, non abbiamo alternative che seguire le indicazioni dei governi. Sarà importante ricevere le esenzioni per consentire ai giocatori di viaggiare dagli Stati Uniti in Europa per giocare i tornei sulla terra”.

Le indicazioni del governo di Madrid erano abbastanza chiare: non veniva chiesto di rivedere i protocolli o di diminuire o eliminare il numero di spettatori da far entrare (che già erano previsti intorno al 30% della capienza consueta), ma si chiedeva direttamente di non disputare l’evento, segno che non ci fosse grande margine di trattativa. Naturalmente le autorità avrebbero il potere di cancellare d’imperio qualunque torneo, di conseguenza il fatto che la prima comunicazione fosse solamente una richiesta aveva lasciato qualche speranza.

Secondo il quotidiano Marca, ATP e WTA avevano raggiunto con il governo spagnolo un accordo che avrebbe consentito ai giocatori e alle giocatrici provenienti da Flushing Meadows di entrare in Spagna senza dover osservare alcuna quarantena, fatto che non è stato ufficialmente non è stato confermato da altre fonti. Nella prima comunicazione “logistica” ai giocatori, la USTA aveva comunicato che era stato ottenuto il permesso dai governi spagnolo e francese per far sì che tutti i tennisti inseriti nelle liste fornite da USTA, ATP e WTA potessero entrare in quei due Paesi UE indipendentemente dalla loro provenienza e nazionalità, ma non erano state date alcune spiegazioni su possibili quarantene.

La questione al momento diventa tutto sommato irrilevante, almeno per quanto concerne l’ingesso in Spagna, ma rimane cruciale per quel che riguarda l’ingresso in Italia, dove è in programma l’IBI di Roma, e in Francia, dove si giocherà il Roland Garros.

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Madrid: il Governo della capitale spagnola chiede la cancellazione del torneo

L’aumento di casi di COVID-19 alla base dell’iniziativa della Comunidad de Madrid. La decisione degli organizzatori sarà presa “il più presto possibile”

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David Ferrer - Madrid 2019 (foto via Twitter, @MutuaMadridOpen)

Nubi cariche di oscuri presagi si addensano sopra il Mutua Madrid Open, il torneo combined in programma nella capitale spagnola dal 13 al 20 settembre dopo essere stato spostato dal suo tradizionale slot di inizio maggio. Secondo quanto rivelato dal giornale online El Confidencial e ripreso dal giornalista del New York Times Christopher Clarey, l’amministrazione della città di Madrid ha mandato una lettera alla dirigenza del Mutua Madrid Open chiedendo di rinunciare al torneo a causa della situazione di incertezza e del recente aumento di casi di Coronavirus a Madrid.

Durante i sette giorni dal 21 al 27 luglio nella penisola iberica il Ministero della Salute ha riportato 13.116 nuovi casi di COVID-19, un aumento del 66% rispetto alla settimana precedente. Nello stesso periodo a Madrid si sono registrati 1381 casi contro i 579 che erano stati confermati nei sette giorni precedenti. Questo repentino aumento di casi in Spagna ha portato il Foreign and Commonwealth Office britannico a sconsigliare tutti i viaggi non necessari verso la Spagna, gettando nello scompiglio le centinaia di migliaia di britannici che stavano trascorrendo le vacanze sulle spiagge iberiche o si preparavano a partire.

 

La Super Slam LTD, società controllata da Ion Tiriac che possiede i diritti del Mutua Madrid Open, ha scritto una lettera al governo della città di Madrid ribadendo che “la salute e la sicurezza di giocatori, spettatori e di tutto lo staff sono la preoccupazione numero uno della Super Slam LTD così come di WTA e ATP, e verranno quindi osservate tutte le norme sanitarie imposte dalle autorità locali”.

La lettera tuttavia sottolinea anche che “si lavorerà fianco a fianco con il Ministero della Salute della “Comunidad de Madrid” per valutare la maniera più sicura per organizzare l’evento e, con l’avvicinarsi della data limite per prendere una decisione, includeremo nella nostra valutazione l’impatto di queste nuove norme di sicurezza”.

Nel calendario provvisorio di ATP e WTA, il Mutua Madrid Open è stato inserito immediatamente dopo la fine dello US Open e subito prima degli Internazionali BNL d’Italia. Al momento si tratta dell’unico WTA Premier Mandatory in programma nel 2020, dopo che il BNP Paribas Open e il Miami Open sono stati cancellati lo scorso marzo e il Beijing Open è stato annullato dal Governo cinese la settimana scorsa.

Un eventuale annullamento dell’appuntamento madrileno renderebbe gli spostamenti dei giocatori un po’ più semplici anche nel caso in cui gli sforzi di USTA, ATP e WTA non riuscissero a dispensare gli atleti dalla quarantena di 14 giorni di ritorno dagli Stati Uniti.

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