Rugby in lutto: è morto Jonah Lomu

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Rugby in lutto: è morto Jonah Lomu

Uno dei più grandi rugbisti di tutti i tempi, Jonah Lomu, muore a soli 40 anni. Da tempo soffriva di una malattia degenerativa ai reni ma la sua morte è arrivata come un fulmine a ciel sereno

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Praticamente il Federer o il Nadal del nostro sport: ecco cosa rappresentava per il mondo del rugby Jonah Lomu, neozelandese e leggenda degli All Blacks, amato dai fan in ogni angolo del globo. Ne dà notizia la Federazione di rugby neozelandese nella persona di Steve Tew: “Jonah era la leggenda del nostro sport. Non abbiamo parole, i nostri sentimenti e pensieri vanno alla famiglia”.

Il ragazzone quarantenne, ha condotto per 63 volte la Nuova Zelanda, debuttando a 19 anni e diventando il più giovane All Blacks di sempre. In carriera ha realizzato 37 mete. Jonah soffriva dal 2002 di una malattia degenerativa ai reni, che lo aveva portato ad un trapianto nel 2004 e ad anni di dialisi. L’esempio di un ragazzo, emarginatosi da un’infanzia rischiosa a Tonga e realizzatosi sportivamente è stato d’esempio in passato e lo sarà anche per le generazioni future.

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L’era di AlcaZero

Come il motore scacchistico AlphaZero ha ispirato a giocare in modo più vario, così Alcaraz sta riscrivendo il modo di giocare a tennis

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Carlos Alcaraz - Madrid 2022 (foto @MutuaMadridOpen)

Guarda il video integrale sul sito Intesa Sanpaolo

Ai primordi della scienza computazionale, quando ancora non si aveva una vera idea di dove i calcolatori sarebbero arrivati un giorno, gli informatici del tempo si dilettavano a programmare algoritmi capaci di simulare l’intelligenza umana per testare i limiti delle macchine. Fin dagli albori, uno degli ambiti perfetti per verificare i progressi in tale campo furono gli scacchi. Alan Turing in persona, uno dei padri dell’informatica moderna, si mise di buona lena per creare il primo vero software computerizzato capace di giocare a scacchi. Era il 1950 e sebbene l’algoritmo non fosse niente male, mancava la potenza computazionale per permettergli di giocare una vera partita. Il software riusciva comunque a individuare e chiudere dei “Matti in due mosse”, e aveva un’intelligenza scacchistica paragonabile a quella di un bambino.

Col passare dei decenni però il gap fu colmato. I primi software cominciarono a essere presentati a tornei di basso rango, suscitando dapprima quasi tenerezza, poi divenendo sempre più capaci di sconfiggere buoni giocatori, poi campioni regionali, nazionali, Maestri Fide, Gran Maestri. I nuovi Motori Scacchistici crescevano sia nella finezza del Software, che nella potenza dell’Hardware che li ospitava. All’inizio degli anni ottanta si percepiva che presto sarebbe nata la macchina in grado di sconfiggere il più forte degli umani, che all’epoca aveva il nome di Garry Kasparov. Il più grande colosso informatico del tempo, IBM, accettò la sfida da centomila dollari lanciata da un magnate statunitense e nel 1996 finalizzò Deep Blue: un nome che sarebbe passato alla storia, l’Adamo di tutte le intelligenze scacchistiche.

Il primo confronto fra Deep Blue e Kasparov, di cui si sente parlare ancora oggi poco, terminò 4-2 per il campione sovietico. Ma l’anno successivo accadde ciò che in molti si aspettavano: nella seconda delle sei partite di rivincita, la macchina per la prima volta sconfisse il miglior umano in questo gioco. Non solo, nella sesta e ultima partita, con una seconda vittoria, si portò a casa l’intero confronto con il punteggio di 3.5 a 2.5. Da lì in poi, come prevedibile, i computer hanno messo la freccia e non si sono più voltati indietro. Se si considera solo la capacità di calcolo logico- matematico, la macchina è troppo più performante dell’uomo. Come un bulldozer scava più di Stakhanov, come un treno sfreccia più di Bolt.

 

Tra la fine degli anni ‘90 e l’inizio del terzo millennio, ci fu una breve fase in cui il confronto fra umani e algoritmi era equilibrato, con questi ultimi che progredivano sempre più velocemente e che prima o poi sarebbero divenuti imbattibili. Molti Gran Maestri sapevano bene che si stavano giocando l’ultimissima chance, nella storia dell’umanità, di battere un computer. Ci riuscì l’ucraino Ruslan Ponomariov, ex campione del mondo. La sua vittoria contro il software “Fritz” del 21 novembre 2005 rimane, e rimarrà per sempre, l’ultima volta in cui un uomo ha battuto un computer in un match senza handicap e limitazioni per quest’ultimo. La storia però non è ancora finita: rimane da spiegare un ultimo, importantissimo capitolo. Ciò che i motori scacchistici han fatto agli umani, solo vent’anni dopo altri lo han fatto a loro.

Nel 2017 inizia infatti una nuova fase. I “chess engine” per dirla in inglese, i motori di calcolo capaci di masticare e digerire milioni di combinazioni e linee, subiscono l’avvento di una nuovo messia: l’Intelligenza Artificiale. Un motore e una AI son due cose completamente diverse. La prima esegue, benissimo, dei programmi, delle linee di calcolo. La seconda ha imparato a pensare: ha la potenza di una engine con (quasi) l’intuizione e il processo cognitivo umano. Il primo a lanciarsi seriamente nello sviluppo di una AI scacchistica è nuovamente il colosso informatico del tempo. Che non si chiama più IBM ma Google. Non occorre più dare in pasto al computer tonnellate di dati, l’Intelligenza Artificiale fa tutto da sola. In quattro ore (sì avete letto bene, quattro ore) impara in autonomia le regole del gioco e poi sfida il motore scacchistico più forte del momento, Stockfish.

Il risultato lascia tutti a bocca aperta: AlphaZero, il network neurale di Google, distrugge “lo Stoccafisso” in un match sulle cento partite, con 28 vittorie, 72 patte e zero sconfitte. É iniziata l’era dell’Intelligenza Artificiale. É iniziata l’era di AlphaZero.

Se siete ancora qui dopo questa lunghissima prefazione vi starete domandando cosa c’entra tutto questo con il tennis. O forse lo avete intuito dal titolo di questo pezzo. Più o meno negli stessi giorni in cui AlphaZero si rivela al mondo, un quattordicenne di una delle regioni più piccole della Spagna viene invitato nella sua città, Murcia, a far quello che meglio gli riesce: colpire una pallina gialla al di là di una rete. Per la prima volta però, in un torneo aperto a tutte le età: un Futures. Il piccolo Carlos, che con i suoi coetanei se la gioca e spesso vince, improvvisamente è catapultato fra i Grandi Maestri di questo sport. E come i computer scacchistici degli albori, fa intravedere un potenziale mostruoso, ma uno stato presente ancora acerbo. Vince due partite, la prima contro l’italiano Federico Gaio che di anni ne ha undici in più. Ma ai quarti di finale si arrende al connazionale Sergio Gutierrez- Ferrol, un ventinovenne che bazzica intorno alla 350esima posizione del mondo. Sergio però sa che, entro pochi anni, battere con tanto di bagel il piccolo Carlitos non sarà più possibile: evolve ad una velocità impossibile da replicare per un Gutierrez-Ferrol.

Carlitos, che ormai avrete capito di cognome fa Alcaraz Garfia, fra il 2018 e il 2020 fa ciò che le macchine fecero a inizio anni novanta. Cresce nel software, imparando soluzioni tennistiche di ogni tipo, e nell’hardware mettendo su muscoli importanti sopra uno scheletro adatto alla vita d’atleta fornitogli da madre natura. En passant (per usare un altro termine del gioco a 64 caselle) incontra un altro esponente di questa nuova generazione, una macchina che dovrebbe dargli filo da torcere in futuro, e che ha due anni di progettazione in più alle spalle, che vogliono dire tanto. Si chiama Jannik, ma a Alicante viene sconfitto anche lui in tre set. Certo, non son solo vittorie: l’Intelligenza Naturale di nome Carlitos è ancora all’inizio di quelle quattro ore necessarie per capire come dominare i vetusti umani e le macchine di nuova generazione. Ma ormai il livello dei futures, che aveva approcciato solo due anni prima, gli va stretto; non è più divertente, li vince tutti. E allora è il momento del circuito maggiore.

Nel febbraio 2020, Carlitos esordisce a livello ATP, e subito si presenta battendo un top100, Albert Ramos- Vinolas. Poco importa che perda il match successivo, ormai il trend è chiaro: Alcaraz sta arrivando e bisogna sbrigarsi a batterlo, perché presto sarà molto, molto difficile. O forse, impossibile. Mentre gran parte del panorama tennistico è ancora fermo alle performance di tre obsoleti umani che solo il decennio scorso parevano insuperabili (e, va ammesso, se la cavano ancora bene contro le macchine di nuova generazione), il nuovo custode del fuoco progredisce a velocità inimmaginabili.

Trionfa in tutti i Challenger e, come per i Futures, se li lascia alle spalle. Esordisce (vincendo il primo match) in un torneo Slam, si porta a casa il primo titolo ATP e chiude il 2021 con i primi quarti major dopo aver battuto uno di quei software un po’ difettosi che dovevano rimpiazzare i tre vecchi, ma ce la fanno una volta si e tre no. Carlos però non è un software: è un’intelligenza. Tira come una macchina e ha l’intuito di un uomo. Fonde la saggezza dei tre maestri Jedi con il vigore dei nuovi Padawan.

Sì, perché c’è una cosa di AlphaZero che ancora non abbiamo raccontato. Mentre i vari Fritz e Stockfish, macchine di calcolo superpotenti, giocavano a scacchi guadagnando costantemente un piccolo vantaggio a ogni mossa data la loro capacità di trovare sempre quella giusta, AlphaZero ha stupito scacchisti e informatici con una rivelazione: ha distrutto le macchine non facendo tutto meglio, ma facendo tutto diverso: rispolverando un modo “romantico” di giocare, tipico degli scacchisti del diciannovesimo secolo, fatto di sacrifici di pezzi, di gioco posizionale, di sbilanciamento, di attacchi su tutta la scacchiera, di trappole. Ha preso decenni di teoria scacchistica volta al controllo delle situazioni e l’ha rivoltata dicendo al mondo che il modo più efficace di giocare è anche il più bello esteticamente. E così facendo, ha ispirato gli umani di questa generazione a rispolverare un gioco più vario, meno meccanico. Paradossalmente, più da umano e meno da computer.

Carlos Alcaraz da Murcia è sulla strada per fare questo: usare un tennis di un tempo che fu, fatto di utilizzo di tutto il campo, di tocco, di discese a rete, di palle corte, con la potenza dei bombardieri da fondo campo, le macchine che dovevano sostituire gli umani. E in questo 2022 sta facendo capire che le quattro ore di apprendimento stanno per finire, e presto agli altri resterà solo l’orgoglio di essere il Ponomariov del tennis, l’ultimo in grado di battere, alla pari, la nuova Intelligenza di questo sport.

Ok, ok: forse stiamo esagerando con i trionfalismi. Mille volte nella storia del tennis si è inneggiato a sicuri futuri dominatori incapaci poi di confermarsi. Se il più giovane top10 di sempre si chiama Krickstein; se il più giovane numero uno si chiama Hewitt; se il più giovane campione Slam si chiama Chang, e il più giovane vincitore di punti ATP Clezar, è ovvio che la precocità, se si vuole divenire un dominatore totale di questo sport, è requisito necessario ma non sufficiente. Tutti gli altri ingredienti però, Carlos Alcaraz pare averli. E già nelle prossime settimane quando il tennis inizierà a fare visita a templi vari, capiremo se abbiamo celebrato troppo presto, oppure se veramente sta iniziando l’era di una nuova Intelligenza Tennistica. Se veramente sta iniziando l’era di AlcaZero.

Il tabellone maschile del Roland Garros 2022

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Replica di Wimbledon: “Profonda delusione. Chiedere ai giocatori dichiarazioni scritte è un rischio”

Secondo l’AELTC, non assegnare punti è una “decisione sproporzionata e dannosa per tutti i giocatori”

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Wimbledon 2021 (via Twitter, @Wimbledon)

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Si è fatta attendere circa un’ora la replica dell’All England Lawn Tennis & Croquet Club, il circolo che organizza il torneo di Wimbledon, alla decisione da parte di ATP e WTA di non assegnare punti per il prossimo Slam londinese. Nel comunicato, vengono rispiegate le motivazioni che hanno portato all’esclusione dei tennisti russi e bielorussi dai tornei sul suolo britannico (cioè la forte presa di posizione del governo locale contro la Russia), e si sottolinea il fatto che interpellare giocatori russi e bielorussi singolarmente – magari con dichiarazioni scritte – possa rappresentare un “rischio significativo”.

“Apprezziamo il fatto che le opinioni divergano in relazione alla nostra decisione di rifiutare le iscrizioni di giocatori russi e bielorussi ai Championships di quest’anno e ci rammarichiamo profondamente per l’impatto di questa decisione sulle persone colpite. Tuttavia, data la posizione assunta dal governo del Regno Unito per limitare l’influenza globale della Russia, e la risposta diffusa di governo, industria, sport e istituzioni creative, rimaniamo del parere che abbiamo preso l’unica decisione praticabile per Wimbledon come evento sportivo di fama mondiale e istituzione britannica, e sosteniamo la decisione che abbiamo preso.

Come abbiamo affermato in precedenza, dopo un’attenta considerazione contro una varietà di fattori e obbligati ad agire in conformità con le linee guida della direttiva del governo del Regno Unito, siamo giunti a due solide conclusioni che hanno costituito la base di questa decisione. Non eravamo preparati a intraprendere alcuna azione che potesse mettere a rischio l’incolumità personale dei giocatori o delle loro famiglie. Riteniamo che richiedere dichiarazioni scritte da parte dei singoli giocatori – e ciò si applicherebbe a tutti i giocatori rilevanti – come condizione per l’ingresso nelle circostanze di alto profilo di Wimbledon comporterebbe un controllo e un rischio significativo.

 

Inoltre, rimaniamo riluttanti ad accettare che il successo o la partecipazione a Wimbledon vengano utilizzati a beneficio della macchina di propaganda del regime russo, che, attraverso i suoi media statali strettamente controllati, ha una storia riconosciuta di utilizzo del successo sportivo per sostenere una narrativa trionfante per le persone russe. Desideriamo quindi esprimere la nostra profonda delusione per le decisioni prese da ATP, WTA e ITF di rimuovere punti in classifica per i Championships. Riteniamo che queste decisioni siano sproporzionate nel contesto delle circostanze eccezionali ed estreme di questa situazione e della posizione in cui ci siamo trovati, e dannose per tutti i giocatori che gareggiano nel Tour. Stiamo valutando le nostre opzioni e ci stiamo riservando la nostra posizione in questa fase. Stiamo anche discutendo con i nostri colleghi del Grande Slam. Nel frattempo, rimaniamo concentrati sui nostri entusiasmanti piani per i Campionati di quest’anno”.

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Roland Garros: Zeppieri pesca Hurkacz, Agamenone trova McDonald. Sinner esordio con Fratangelo

Si completa il tabellone principale con gli accoppiamenti dei qualificati: Zverev contro Ofner e Alcaraz contro Londero

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Giulio Zeppieri – ATP Roma 2022 (foto via Twitter @InteBNLdItalia)

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Domenica inizierà il secondo Slam della stagione tennistica 2022 e, terminati anche gli ultimi match di qualificazione sono stati annunciati gli accoppiamenti dei tennisti che superati il tabellone cadetto, sono entrati nel tabellone principale. Tra di loro c’è il 20enne romano Giulio Zeppieri carico per il suo primo major della carriera ma sfortunato nel sorteggio, dato che esordirà contro la testa di serie n.12 Hubert Hurkacz in un match inedito. Franco Agamenone invece è stato tutto sommato doppiamente fortunato perché oltre ad esser ripescato come lucky loser, al primo turno affronterà il n.58 del mondo Mackenzie McDonald; anche in questo caso l’italiano e lo statunitense non si sono mai affrontati.

Il tabellone maschile del Roland Garros 2022

C’era anche un altro tennista italiano che ha seguito con interesse questo sorteggio e cioè Jannik Sinner: la testa di serie n.11 infatti esordirà contro un tennista passato dalla porta di servizio, e si tratta di Bjorn Fratangelo. Sinner ha già giocato una volta contro il n.185 a stelle e strisce, perdendo 7-6 6-3 nel Challenger di Aptos nel 2019. Tra gli altri nomi di spicco coinvolti, il n.3 Zverev esordirà nel torneo contro Sebastian Ofner, mentre il n.6 Alcaraz contro Ignacio Londero.
Di seguito tutti gli altri accoppiamenti maschili e femminili:

 

[Q] C. Tsung vs J. Sousa
[Q] A. Kuznetsov vs [15] D. Schwartzman
[Q] J. Varillas vs [9] F. Auger-Aliassime
[Q] C. Carabelli vs A. Karatsev
[Q] B. Gojo vs A. Tabilo
[Q] N. Gombos vs [LL] P. Cachin
[Q] P. Kotov vs [26] B. van de Zandschulp
[Q] S. Ofner vs [3] A. Zverev
[Q] S. Rodriguez Taverna vs [13] T. Fritz
[Q] B. Zapata Miralles vs [WC] M. Mmoh
[Q] J. Kudler vs D. Kudla
[Q] N. Borges vs [21] K. Khachanov
[Q] J. Blancaneaux vs M. Fucsovics
[LL] J. Londero vs [6] C. Alcaraz
[Q] Z. Collar vs [WC] L. Pouille

(Q) Lesia Tsurenko vs Iga Swiatek
(Q) Hailey Baptiste vs Anhelina Kalinina
(Q) Oksana Selekhmeteva vs Kaja Juvan
(Q) Aleksandra Krunic vs Kamila Rakhimova
(Q) Lin Zhu vs Veronika Kudermetova
(Q) Fernanda Contreras vs Panna Udvardy
(Q) Irina Bara vs Yulia Putinseva
(Q) Valentini Grammatikopoulou vs Daria Saville
(Q) Linda Noskova vs Emma Raducanu
(Q) Ysaline Bonaventure vs Bianca Andreescu
(Q) Mirjam Bjorklund vs (Q) Donna Vekic
(Q) Rebecca Marino vs Cori Gauff
(Q) Cristina Bucsa vs Beatriz Haddad Maia
(Q) Olga Danilovic vs Dalma Galfi
(Q) Jule Niemeier vs Sloane Stephens

Il tabellone maschile del Roland Garros 2022

Il tabellone femminile del Roland Garros 2022

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