La favola del TC Sinalunga

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La favola del TC Sinalunga

Il grande successo del piccolo circolo di Luca Vanni, promossa nell’élite del tennis italiano. Abbiamo intervistato il suo presidente, Marzio Bernardini, che ci ha raccontato di volontariato, Tiriac, FIT e il miracolo di Sinalunga

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CIRCOLI IN VISTA: la voce dei Circoli su Ubitennis

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Lo sport, che vivaddio continua a non nutrirsi della sola strafottente opulenza di calciatori con la cresta, non finirà mai di stupire. Di qualunque livello si tratti, dal campetto spelacchiato di periferia al centre court di Wimbledon, la disciplina fisica è una fucina inesauribile di emozioni e a volte è difficile sottrarsi alla retorica. Pertanto nessuna iperbole o esagerazione: il Tennis Club Sinalunga quest’anno ha letteralmente fatto il botto.

 

Ogni qualvolta c’è un Davide che incontra Golia – la storia dell’uomo, del resto, è piena di duelli almeno potenzialmente impari – l’aria lì intorno si impregna di un fascino catalizzante a tal guisa da risultare impossibile non finirne ammaliati. A maggior ragione se, contro ogni più basilare legge della natura, a prevalere al termine della battaglia, dei due, è quello più minuto. Folle e geniale da calciatore, saggio e pragmatico da allenatore, Emiliano Mondonico – l’artefice della sedia sollevata nel cielo di Amsterdam per intenderci – era solito ripetere in calce a qualche sua mirabile impresa da catenacciaro coach di provincia un pensiero tutt’altro che banale: “Non sempre vince il più forte, spesso vince chi ne ha più voglia”. In quest’ottica che se non illuminata, romantica lo è di sicuro e che allontana lo sport dall’essere classificabile una scienza esatta, succede per esempio che una squadra di football semi amatoriale come il Bradford City dalla quarta divisione inglese possa qualificarsi, in barba ai petroldollari di sceicchi e magnati, per la finale della più antica manifestazione sportiva al mondo. Oppure che un pugile scelto ad hoc alla stregua di una vittima sacrificale come il carneade (chi era costui?!) James Douglas riesca a mettere al tappeto Mike Tyson, forse la più distruttiva macchina da pugni della storia. E ancora che il modesto Giappone della palla ovale, nel bel mezzo di un mondiale atteso con trepidazione quattro lunghi anni, inchiodi al palo quegli Springbocks sudafricani che di mischie e placcaggi ne fanno una ragione di vita.

Tutte storie di una fionda che abbatte il filisteo, dunque. Al pari delle appendici in carbonio sfoderate con vigore rinascimentale dai cavalieri del Tennis Club Sinalunga – come vedremo, il più piccolo circolo di sempre ad esserci riuscito – che, se prima hanno conquistato il castello della massima serie tennistica nazionale, poi lo hanno valorosamente difeso dall’agguerrito ritorno dei più blasonati avversari. Un capolavoro che un’artista toscano non a caso come Paolo Uccello, se solo fosse vissuto qualche secolo più tardi, avrebbe senz’altro immortalato da par suo, in una versione moderna della celebre Battaglia di San Romano. E poco importa che nel corso delle generazioni, tra un’esondazione del torrente Foenna e l’altra, il campo di battaglia sia mutato in un rettangolo diviso in due da una rete e che i senesi da vinti siano magicamente mutati in vincitori.

Sinalunga, per l’appunto, è un minuscolo comune della Valdichiana in provincia di Siena. Situato a mezza via tra Firenze e Roma ad una manciata di chilometri dall’Umbria, vi risiedono poco più di dodicimila anime dedite oggigiorno più all’artigianato e alla piccola industria che a quell’agricoltura che per secoli ne ha costituito la principale risorsa produttiva. Celebre per l’allevamento della razza chianina, il pan lavato sulle tavole imbandite e, già che ci siamo, per aver dato i natali a Rosy Bindi, Sinalunga grazie ad un gruppo di formidabili ragazzi si è ora regalata un meritato surplus di visibilità, ritagliandosi il proprio spazio in quel mondo del tennis per solito poco incline alle nuove frequentazioni. Un melting pot vincente composto da argentini, polacchi e sinalunghesi doc che contempla, come ogni team che si rispetti, gregari e finisseur. Alla seconda categoria, che deve la propria esistenza solo alla solidità della prima, appartiene senza ombra di dubbio Luca, anzi Lucone, Vanni. Autore di un’annata eccelsa che lo ha visto irrompere tra i cento giocatori più forti del pianeta, il gigante buono di Foiano della Chiana, mostrando l’umiltà che da sempre lo contraddistingue, non ha mai avuto dubbi sulla genesi dei successi del circolo di casa: “Passione e amicizia. E naturalmente anche un po’ di talento, perché poi le partite bisogna vincerle!”. Testa, cuore e gambe, quindi, la ricetta per la gloria dell’enfant du pays dal servizio letale e l’espressione un po’ buffa. Indiscussa punta di diamante della formazione toscana con il dono dell’ubiquità: dai playground di mezzo mondo a quelli della Serie A1, più forte delle lancette, dei chilometri e della fatica. Tutto in una notte, e questa volta John Landis non c’entra affatto, per amore di una promessa fatta davanti ad un bicchiere di Chianti all’amico e Presidente Marzio Bernardini che, tra gentiluomini, vale molto più di qualsiasi contratto. Chapeau.

La favola di un Tennis Club nato giusto mezzo secolo fa e che può contare su meno di un centinaio di iscritti adulti, tre soli campi da gioco ed una passione grande come il mondo, regala il suo primo lieto fine nell’estate del 2014 grazie alla storica promozione in serie A1. Squadra che vince non si cambia. È quello che deve essersi ripetuto il Presidente, nella circostanza meno ingegnere e più padre di famiglia. E allora tutti confermatissimi gli alfieri del triplice salto mortale che dall’anonimato hanno saputo proiettare nella élite del tennis made in Italy una simpatica realtà in miniatura, capace di elevare a punto di forza gli intrinseci limiti economici e strutturali. Fare di necessità virtù, recita infatti un noto proverbio. Meglio se sospinti dal calore di un pubblico che non perde mai occasione per incoraggiare i propri beniamini e, aspetto non affatto trascurabile, con il sostegno di un’amministrazione cittadina attenta e partecipe.

Di Lucone Vanni, uomo solo al comando, si è già fatto cenno poc’anzi. Quel che ancora non si è detto è che, come spesso accade, dietro un grande uomo sta una grande donna. Citazione d’obbligo quindi per Francesca, ch’a nullo amato amar perdona, sempre pronta a portare serenità nella vita frenetica del John Isner sinalungano. Tuttavia in uno sport prettamente individuale ma per l’occasione di squadra, è utopistico pensare si possa vincere da soli. Anche se a guardare l’ultima edizione della Coppa Davis non si direbbe ma, come ha già avuto modo di argomentare su queste pagine il Direttore, quello è tutto un altro discorso. Ciò per dire che alle pendici del Monte Cetona, oltre a Luca che spero non me ne voglia, c’è molto di più: un gruppo forte e coeso, capace di farsi trovare pronto in ogni occasione. Poi, come dicono i Rokes, non sempre si può vincere, tuttavia in quanto ad impegno e sacrificio, il team non è secondo a nessuno. Agli encomiabili Tomas Tenconi, Dawid Olejniczak, Federico Polvani, Nahuel Fracassi, Giovanni Galuppo e Giacomo Grazi, che definirei gli “eroi della promozione”, in previsione di ben figurare in Serie A1 e di abbassare l’età media di una squadra un po’ vecchiotta è stato ingaggiato anche Pietro Licciardi, uno dei giovani di maggior prospettiva nel panorama azzurro. Perché, è notorio, che se arrivare in alto è difficile forse lo è ancor di più mantenersi in cima, quando tutti sono lì solo per vederti cadere. Senza dimenticare che al di là del net, questa volta, potrebbe decidere di imbracciare la racchetta anche un certo Fabio Fognini. Quel tizio lì, mezzo matto, che se gli gira batte tre volte Nadal in un anno.

Dire Serie A1, intanto, significa appartenere al gruppo dei migliori sedici circoli d’Italia. Suddivisi in quattro gironi da quattro squadre ciascuno, ci si sfida in un round robin con andata e ritorno, prima in casa e poi fuori. I migliori di ogni raggruppamento accedono alle semifinali; gli ultimi due classificati, invece, si giocano nei play off la sopravvivenza nella massima serie. Un estenuante tour de force concentrato nell’arco di tre mesi scarsi. Per la matricola Sinalunga gli avversari di questa prima emozionante avventura si chiamavano Tennis Club Genova 1893, Park Tennis Club Genova e Circolo Tennis Rovereto. Squadre che, manco a dirlo, possono vantare tutt’altra tipologia di storia, di circolo e di budget. Beh, chissenefrega! Vi ricordate infatti il motto del baffuto allenatore di cui sopra?

La prima volta non si scorda mai. Circoletto rosso, pertanto, intorno ad una data ben precisa sul calendario: domenica 11 ottobre 2015. É il fatidico giorno dell’esordio dei sinalunghesi nel gotha del tennis azzurro, roba da far tremare i polsi. Cuori deboli astenersi, please, che per i ragazzi di Bernardini c’è una salvezza tutta da conquistare. Chi allora meglio del Presidente stesso per raccontare,a bocce ferme, com’è andata a finire un’avventura umana e sportiva cominciata la bellezza di otto anni fa? Oltre, ovviamente, ad un sacco di altre interessantissime cose. Abusando di una disponibilità non comune, gli abbiamo fatto qualche domanda.

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Serie A1 maschile: il Park Tennis Genova conquista il secondo scudetto

La squadra ligure vince i primi 3 singolari su TC Italia, poi chiude al primo doppio. Vittorie di Giannessi, Musetti e Mager. Questi ultimi vincono anche in doppio

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Serie A1 2020 - Premiazione Park Tennis Club Genova (foto Marta Magni)

Dopo quattro anni lo scudetto maschile torna nelle mani del Park Tennis Genova. Nella finale di Serie A1 BWW disputata sui campi del Tennis Club Todi il club ligure ha battuto 4-2 il Tc Italia Forte dei Marmi. Il punto decisivo, quello del 4-1, lo hanno firmato Gianluca Mager e Lorenzo Musetti battendo 6-2 6-4 Stefano Travaglia e Marco Furlanetto. Per Genova è il secondo titolo dopo quello conquistato nel 2016: sfuma invece il tris per il circolo toscano, a segno nel 2012 e nel 2015.

Era la miglior finale possibile. Perché Tc Italia Forte dei Marmi e Park Tennis Genova mettevano in campo quattro dei cinque protagonisti della squadra di Coppa Davis che a fine febbraio a Cagliari – subito prima del lockdown – si era sbarazzata della Corea del Sud: Lorenzo Sonego e Stefano Travaglia nel team toscano, Gianluca Mager e Simone Bolelli in quello ligure. E perché entrambe le squadre avevano dominato a punteggio pieno i rispettivi gironi. Anche se poi in semifinale Forte dei Marmi aveva dovuto dare fondo a tutte le proprie risorse per avere ragione dei campioni in carica del Selva Alta Vigevano, mentre era stata senza storia la sfida tra Genova e Crema, archiviata già all’andata. Ma il campo ha sottolineato il valore di Genova, che ha “rischiato” di chiudere il discorso già dopo i singolari.

MUSETTI IN BICICLETTA – Poca storia nella sfida che ha aperto la finale, quella tra i numeri 4, che ha visto il netto successo del Park grazie a Lorenzo Musetti che regola per 6-0 6-0, in appena 52 minuti di partita, Edoardo Graziani.

 

Primo set dominato dal 18enne di Carrara, uno dei migliori classe 2002 nel circuito mondiale: Lorenzo se lo aggiudica 6-0 con un bilancio complessivo di 24 punti a 5. La musica non cambia nella seconda frazione anche perché Musetti non sbaglia nulla e in Graziani subentra anche un po’ di frustrazione: ed è un altro 6-0.“Ho lavorato tanto dopo gli Assoluti perché ce n’era bisogno – sottolinea Musetti – e l’allenamento ha portato i suoi frutti. Del match di oggi sono molto soddisfatto: non ho sbagliato praticamente nulla. Era importante per il Park partire bene: lo scorso anno abbiamo avuto due match-point nel doppio decisivo contro Selva Alta, stavolta vogliamo lo scudetto. Giocare in squadra è diverso: è molto più bello condividere le emozioni”.

GIANNESSI RADDOPPIA – Il secondo punto del Park porta la firma di Alessandro Giannessi che nella sfida tra i numeri 3 si impone con un doppio 6-3, in poco meno di un’ora e mezza di gioco, su Marco Furlanetto. Nel primo set il 19enne toscano è già bravo a recuperare uno dei due break subiti in avvio. Nel secondo set Furlanetto prova anche l’allungo (3-1) ma finendo per incassare un parziale di cinque game di fila dal 30enne spezzino, punto fermo del club ligure.

MAGER FA TRIS – C’è lotta nella sfida tra i numeri 2 ma il successo arride ancora al Park grazie a Gianluca Mager che sconfigge 6-3 7-5, in un’ora e 31 minuti Stefano Travaglia.

Grande equilibrio nel primo parziale fino al 3 pari, poi un lunghissimo settimo gioco vinto da Mager fa la differenza con il 25enne sanremese che nel game successivo piazza il break e poco dopo sigla il 6-3. Travaglia prova a reagire e resta attaccato a Mager che qualcosa in più sbaglia, come nel decimo gioco quando concede un set-point al suo avversario che però lo spreca cacciando fuori il diritto. Gianluca ringrazia, infila un parziale di sette punti consecutivi e chiude 7-5. “Sapevo che non sarebbe stato facile e per questo sono molto contento – commenta Mager a caldo -. Io e lui abbiamo più o meno stesso ranking: Stefano ha accusato un paio di passaggi a vuoto e io ne ho approfittato. Questo 2020 è stato incredibile per me: la finale a Rio de Janeiro, l’esordio con la maglia della nazionale in Davs poi è arrivato il lockdown e tutto si è fermato ma per fortuna non mi sono ammalato”.

SONEGO PER L’ONORE – Ecco già un match-point per Genova l’ultimo dei quattro singolari previsti ma Lorenzo Sonego non è d’accordo: il portacolori del Tc Italia supera per 7-6(3) 6-4, dopo una maratona di due ore e 27 minuti, Pablo Andujar rimettendo in corsa Forte dei Marmi.

Sonego torna sul campo che lo ha incoronato Campione d’Italia agli Assoluti di giugno. L’inizio non è dei migliori con il 25enne torinese del Tc Italia che va sotto 0-40: si salva e poi ingrana benissimo e nel quarto gioco centra il break allungando poi sul 4-1. Nel sesto gioco Sonego fallisce la chance del 5-1 e in un attimo Andujar lo riaggancia sul 4 pari. Ed è battaglia vera. Nel dodicesimo gioco Lorenzo non sfrutta un set-point e a decidere è il tie-break. Sul 3-2 per Sonego due doppi falli dello spagnolo spediscono il portacolori del Tc Italia sul 5-2: Andujar continua a sbagliare, il 25enne torinese ringrazia e chiude per 7 punti a 3, aggiudicandosi il primo set per Forte dei Marmi in questa finale. Nel quarto gioco del secondo set Sonego annulla una delicata palla-break e in quello successivo è lui a strappare il servizio allo spagnolo allungando poi sul 4-2. Lorenzo continua a complicarsi la vita (qualche doppio fallo di troppo) ma riesce a difendere il break di vantaggio archiviando la pratica per 6-4 al quarto match-point.

“Era fondamentale vincere questa partita altrimenti si tornava a casa – scherza Sonego – ora dovremo dare l’anima nei doppi. Lui è un avversario duro ma ce l’ho fatta a conquistare questo punto: a Todi mi trovo benissimo e non ho mai perso. In questo periodo sto lavorando sul servizio ma anche sulla risposta e non vedo l’ora di andare in America”.

MAGER E MUSETTI CHIUDONO I CONTI – Discorso scudetto rinviato ai doppi, ma solo per poco. Con una prestazione maiuscola infatti Gianluca Mager ed un Lorenzo Musetti in versione de luxe conquistano il quarto e decisivo punto per il Park Tennis Genova battendo per 6-2 6-4, in appena 58 minuti, Stefano Travaglia e Marco Furlanetto. Un unico passaggio a vuoto della coppia ligure che nel finale del secondo set ha rimesso per un momento in corsa gli avversari restituendo il break di vantaggio ma poi hanno siglato il successo strappando il servizio a Travaglia.

Irrilevante l’esito dell’altro doppio – giocato in contemporanea – che ha visto il successo di Lorenzo Sonego ed Edoardo Graziani che hanno superato Simone Bolelli e Alessandro Giannessi, ritiratisi sul punteggio di 26 4-3. “Per me è un onore aver vinto questo doppio decisivo”, sottolinea Mager. “Per me è il primo scudetto ed è una nuova emozione – gli fa eco Musetti -. Alla fine è andata bene anche se non era facile, e stasera si festeggia”.

Finale Serie A1 BMW maschile 2020

TC Italia Forte dei Marmi – Park Tennis Club Genova 2-4
Lorenzo Musetti (P) b. Edoardo Graziani (I) 6-0 6-0
Alessandro Giannessi (P) b. Marco Furlanetto (I) 6-3 6-3
Gianluca Mager (P) b. Stefano Travaglia (I) 6-3 7-5
Lorenzo Sonego (I) b. Pablo Andujar (P) 7-6(3) 6-4
Mager/Musetti (P) b. Travaglia/Furlanetto (I) 6-2 6-4
Sonego/Graziani (I) b. Bolelli/Giannessi (P) 2-6 4-3 rit. (per risultato acquisito)

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Serie A1 femminile: Lucca scuce lo scudetto a Prato, a Todi finisce 3-0

Il derby Toscano assegna il titolo 2020: il CT Lucca vince tutti i singolari e conquista lo scudetto nella città umbra. Vittorie di Tatiana e Jessica Pieri, in mezzo quella di Bianca Turati

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Serie A1 2020 - Premiazione Circolo Tennis Lucca (foto Marta Magni)

La finale della Serie A1 BMW femminile ha incoronato il Circolo Tennis Lucca, che dopo due semifinali consecutive, stavolta può festeggiare il primo scudetto. Il team capitanato da Ivano Pieri si è imposto per 3-0 sul Tennis Club Prato, alla settima finale in otto anni (sei scudetti).

UN MATCH POI SALVATO – Nel match che ha aperto la finale/scudetto, quello tra le numero 3 dei rispettivi team, primo punto per Lucca grazie a Tatiana Pieri che ha battuto in rimonta per 2-6 7-6(4) 15-13, in due ore e 19 minuti, Lucrezia Stefanini dopo averle annullato anche un match-point.

Primo set dominato dalla 22enne di Carmignano che ha avuto qualche difficoltà solo al momento di chiuderlo mentre la 21enne lucchese ha pagato la bassa percentuale con la seconda di servizio. Più equilibrio in avvio di seconda frazione: nel terzo gioco un doppio fallo ed un rovescio di Stefanini mandano per la prima volta in vantaggio Pieri (2-1) ma per poco (2-2). Ancora break Lucca (3-2) e contro-break Prato (3-3) con Stefanini che infila tre giochi consecutivi e sale 5-3. Al momento di chiudere però la portacolori di Prato cede ancora la battuta e Lucca torna in corsa (5-5). In una fase di partita caratterizzata da diversi errori da entrambe le parti addirittura Pieri prende un break di vantaggio ma a decidere è il tie-break che Lucca si aggiudica per 7 punti a 4. Nel super tie-break decisivo Stefanini sale 4-1, 8-5 e sul 10-9 si procura una chance per chiudere ma Pieri si salva e poi si impone per 15-13 al quinto match-point.

 

“È stato un match incredibile, sono felicissima. Non so nemmeno quanti match-point ho avuto… – ha detto Pieri -. Nel primo set giocavo un po’ corto: poi dal secondo in poi ho giocato sempre meglio e lei ha iniziato a sbagliare qualcosa in più. Per Lucca era importante partire bene. Questa Serie A è stata importantissima per riprendere confidenza con il tennis agonistico dopo il lockdown”.

ALTRO SUPER TIE-BREAKBianca Turati ha poi ribaltato il pronostico superando 5-7 6-4 10-7, dopo oltre due ore e mezza di lotta, la slovacca Kristina Kucova nel match tra le numero 2.

Prima un improvviso scroscio di pioggia, poi il vento forte: condizioni di gioco tutt’altro che facili. Break in avvio per Turati ma subito contro-break per Kucova, quest’anno imbattuta in campionato. La 23enne di Como gioca due metri dietro la riga di fondo: la 30enne di Bratislava con i piedi ben piantati in campo. Nell’ottavo game la slovacca di Prato centra il break (5-3) ma in quello successivo sciupa tutto cedendo la battuta a zero con un doppio fallo finale. Nel decimo gioco Turati salva un set-point al termine di uno scambio infinito e poi è 5 pari, ma due game più tardi con uno smash piazzato Kucova sigla il 7-5. Il secondo set inizia sulla falsariga del primo. Nel quarto gioco la slovacca non sfrutta la chance per allungare 3-1 e poi inizia a complicarsi la vita nei turni di servizio innervosendosi e permettendo a Turati di prendere per tre volte un break di vantaggio (3-2 e 4-3 e 5-4): e la comasca al decimo gioco finalmente pareggia il conto dei set (6-4). A decidere ancora una volta è un combattutissimo super tie-break: Turati prende tutto e allunga sull’8-4, Kukova prova a recuperare (8-7) ma Bianca chiude per 10 punti a 7 regalando il doppio vantaggio a Lucca.

“Non ci posso credere”, le prime parole di Turati. “Siamo tutte ragazze che lottano su ogni punto…. Dopo il primo st il capitano mi ha detto che dovevo cambiare il modo di servire…. Potevamo essere 2-0 sotto ed invece siamo in vantaggio: ora speriamo che Jessica Pieri completi l’opera”.

IL TRIONFO DI JESSICA – Nella sfida tra le numero 1 ancora una sorpresa con la vittoria di Jessica Pieri che ha regolato per 6-1 6-4, in poco meno di un’ora ed un quarto di gioco, Martina Trevisan, non in grandissima giornata.

Partenza bruciante della 23enne di Bagni di Lucca che vola 4-0 giocando un tennis da favola: la 26enne fiorentina, irriconoscibile soprattutto col diritto, prova in qualche modo a contenere la sua avversaria che gioca profondo e sbaglia poco, ma Jessica Pieri con il terzo break archivia il parziale (6-1). Nel secondo set la reazione della Trevisan si concretizza in un break – il primo dell’incontro – al terzo gioco che Pieri però si riprende immediatamente (2-2). Di nuovo break Prato e contro-break Lucca per due volte (4-4). Nel nono game Pieri tiene finalmente un turno di servizio (da segnalare un pallonetto millimetrico e un gran passante) e poi con il terzo game di fila brekka ancora Trevisan e regala lo scudetto a Lucca.

Non me l’aspettavo – ammette Jessica Pieri – entrare in campo sul 2-0 è stato un bel vantaggio e sono davvero felicissima. In una stagione complicata dal coronavirus ci godiamo questo successo. Stare fuori dal campo per mesi e mesi non è stato facile per noi che siamo abituate a viaggiare tutto l’anno”.

Finale Serie A1 BMW femminile 2020

TC Prato – CT Lucca 0-3
T. Pieri (L) b. Stefanini (P) 2-6 7-6(4) 15-13
Turati (L) b. Kucova (P) 5-7 6-4 10-7
J. Pieri (L) b. Trevisan (P) 6-1 6-4

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Circoli in vista

Serie A1: tutto pronto per le finali, Genova unica intrusa nel dominio toscano

Mercoledì la finale femminile tra le campionesse in carica del TC Prato e il CT Lucca. Gli uomini in campo giovedì: il Park Tennis Genova con Mager e Musetti se la vedrà con il TC Italia Forte dei Marmi di Sonego e Travaglia

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Lorenzo Musetti (Park Tennis Genova) ai Campionati Italiani Assoluti di Todi (foto Marta Magni)

L’intenso mese dedicato alla Serie A1 di tennis sta per volgere al termine e c’è solo un capitolo che resta da scrivere, il più importante: quello della finale. Tutto si svolgerà a Todi, città umbra che già aveva ospitato gli assoluti italiani a giugno. Le prime a scendere in campo mercoledì 12 agosto saranno le donne e ancora una volta ci sarà il TC Prato, squadra campione in carica, che difenderà il titolo contro il CT Lucca in una sfida tutta toscana. “Sarà un vero derby” ha infatti notato il direttore sportivo del TC Prato Fausto Fusi. “Il capitano della squadra di Vicopelago Ivano Pieri è stato nostro giocatore per molti anni e tante giocatrici si allenano e giocano insieme. Sarà una gara equilibrata e complicata perché giocarsi lo scudetto con un team della stessa regione è qualcosa di straordinario”. Il Tennis Club Prato partirà da favorito, come dimostrano anche i risultati recenti: 7 finali negli ultimi 8 anni (andrà a caccia del settimo scudetto della sua storia).

Mercoledì dunque i match in programma dovrebbero vedere di fronte nel primo incontro, alle 12, Tatiana Pieri (CT Lucca) contro Lucrezia Stefanini (TC Prato) e a seguire le numero due Bianca Turati (CT Lucca) e Cristina Kucova (TC Prato). Per ultime scenderanno in campo Jessica Pieri (CT Lucca) e Martina Trevisan (TC Prato prima del doppio. L’attaccamento alla maglia e soprattutto la voglia di far parte di questa squadra è davvero incredibile ha spiegato il presidente del TC Prato Riccardo Marini. “Kucova doveva giocare un torneo WTA e ha annullato tutto per essere della partita. Questo per noi è un segnale forte. Inoltre porteremo tutte le ragazze under che quando chiamate si sono fatte trovare pronte”.

Sulla stessa lunghezza d’onda il capitano del TC Prato Gianluca Rossi: “Sapere che Kucova sceglie il campionato a squadre anziché un torneo internazionale è sufficiente per capire cosa significa per lei giocare per questo club inoltre avere due giocatrici che hanno sempre difeso i colori del TC Prato come Martina Trevisan e Lucrezia Stefanini e hanno giocato campionati giovanili e ora affrontano un’altra finale scudetto è la dimostrazione che c’è tanto entusiasmo e la partita sarà molto sentita perché le ragazze si conoscono“.

TC Prato

Anche nella finale maschile si affronteranno due squadre di grande prestigio, tanto che ci saranno quattro dei cinque giocatori scesi in campo nell’ultima sfida di Coppa Davis dell’Italia contro la Corea del Sud a Cagliari. Gianluca Mager e Simone Bolelli difenderanno i colori del Park Tennis Genova mentre Lorenzo Sonego e Stefano Travaglia saranno tra le fila del TC Italia Forte dei Marmi. Quest’ultima squadra ha eliminato in semifinale i campioni in carica del Selva Alta Vigevano in una sfida equilibratissima, ma questo non sembra bastare per poterli considerare i favoriti per la finale. Possono sì contare su due top 100 come Sonego (46) e Travaglia (86) ma Genova dalla sua, oltre a Mager (79), ripone molta fiducia nel giovane Lorenzo Musetti il quale magari non sarà proprio Federer come ha suggerito Gianluca Naso, tuttavia potrà sicuramente essere decisivo in questa sfida che partirà giovedì 13 agosto alle ore 11.

 

Le finali di Serie A1 saranno trasmesse in diretta su SuperTennis. La finale maschile si giocherà in contemporanea su due campi: gli incontri in programma su quello principale andranno in diretta sul canale tv della FIT, quelli sul campo secondario potranno essere seguiti in diretta streaming sulle pagine Facebook di SuperTennis e Federtennis.

FINALE FEMMINILE – mercoledì 12 agosto (inizio alle ore 12 su un solo campo)

  • singolare tra le n.3
  • singolare tra le n.2
  • singolare tra le n.1
  • eventuale doppio
  • eventuale doppio di spareggio

FINALE MASCHILE – giovedì 13 agosto (inizio alle ore 11)

  • su due campi in contemporanea singolare tra i n.4 e singolare tra i n.3
  • a seguire sul campo principale singolare tra i n.2 e singolare tra i n.1
  • a seguire su due campi in contemporanea primo doppio e secondo doppio
  • a seguire sul campo principale eventuale doppio di spareggio

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