AO italiani: vince solo Bolelli, Fognini e Cecchinato cedono in 4 set

Australian Open

AO italiani: vince solo Bolelli, Fognini e Cecchinato cedono in 4 set

Fabio Fognini arriva a un set point in ciascuno dei primi 2 set (ma serviva Muller). Vince il terzo annullando 2 matchpoint prima del tiebreak. Non aveva mai servito 20 ace. Aveva perso al primo turno anche nel 2015. Sul 4 pari al terzo set, eccessivo penalty point dallo stesso arbitro inglese con cui c’erano stati “costosi” precedenti. L’azzurro paga per la sua cattiva reputazione. In 9 partecipazioni a Melbourne, 7 sconfitte al primo turno per Fabio. Niente da fare anche per Marco Cecchinato che vince il primo per 6-4 contro Nicolas Mahut per poi perdere i successivi tre parziali con un periodico 6-2

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S. Bolelli b. B. Baker 7-6 (8)–7-6 (3)–6-7 (2)–7-6 (5) (da Melbourne Angelo Lo Conte)

stats bolelli

Nel primo turno dell’Australian Open 2016, Simone Bolelli affronta Brian Baker, al ritorno al tennis giocato dopo tre anni passati lontano dai campi a causa di una lunghissima sequela di infortuni. Baker, finalista dell’Orange Bowl 2003 (sconfitto in tre set da Stan Wawrinka) e capace di un quarto turno a Wimbledon 2012, ha giocato il suo ultimo incontro all’US Open 2013, perdendo da Hewitt con il punteggio di 6-3 4-6 6-3 6-4. Da allora è stato costretto a fermarsi: si è laureato in business alla Belmont University e ha cercato di prepararsi al meglio per una nuova occasione nel circuito maggiore. Da qualche mese, il tanto martoriato ginocchio destro è parso finalmente a posto e Brian ha deciso di riprovarci conquistandosi un posto nel main draw della Australian Open grazie alla sua classifica protetta (ferma al numero 97 ATP).

 

Bolelli, l’anno scorso eliminato al secondo turno da Roger Federer ma campione in doppio con Fabio Fognini, arriva a Melbourne dopo la sconfitta nel torneo di Sydney contro l’aussie Sam Groth e cerca l’accesso ad un secondo turno dove affronterebbe Bernard Tomic vittorioso in quattro set su Denis Istomin.

Ad inizio match il campo 10 è semi vuoto a causa della concomitanza con Verdasco-Nadal, che entusiasma gli animi nella Rod Laver Arena. Il caldo mattutino si è placato e i due giocatori entrano in campo con una temperatura di 27 gradi che è quanto di megli possa capitare in un pomeriggio d’estate a Melbourne. Il match è serrato sin dalle prime battute; Bolelli brekka a 15 nel secondo gioco ma è costretto a restituire il vantaggio nel settimo grazie ad un errore di dritto. Di qui in poi, entrambi i giocatori servono in modo eccellente e i game scorrono seguendo la regola del servizio. Sul 6-5 Bolelli ha una palla set che sfuma con una risposta in rete. Si va al tie break dove Baker si porta avanti sul 4-2 per poi farsi riprendere. Sul 7-6 arriva un nuovo set poit per l’italiano che chiude il parziale grazie ad un approccio a rete corto dell’americano.

Nel secondo set si continua seguendo la regola del servizio con Bolelli che è fa più punti in risposta del suo avversario. Il Bolognese ha però un passaggio a vuoto nel quarto gioco: va sotto 15-40, salva la prima palla break con un ace, ma poi è costretto a cedere il servizio su un dritto incrociato di un Baker che come notato dai due giornalisti americani a bordo campo si muove davvero bene. Poche emozioni caratterizzano i game successivi e il tie break è la degna conclusione di questo secondo parziale. Bolelli va subito avanti sul 4-1, poi gioca bene i suoi turni di servizio chiudendo 7-3 grazie ad una risposta luinga dell’americano.

Dopo due ore di gioco, il terzo set regala poche emozioni con entrambi i giocatori estremamente sicuri sui rispettivi turni di servizio. Bolelli è costretto due volte alla parità nel quinto gioco, mentre è Baker a salvare un match point sul 6-5. Il terzo tie-brak dell’incontro purtroppo non sorride al tennista italiano che cede subito un minibreak con un rovescio lungo e non riesce più a recuperarlo.

Il set perso non altera il piano di gioco di Simone, che continua ad essere estremamente solido al servizio e a muovere l’avversario con il dritto. Baker si conquista due palle break nell’ottavo gioco annullate da Bolelli rispettivamente con due solide prime di servizio. Si va quindi al quatro tie dell’incontro. Sul 6-4 l’italiano conquista il secondo match point dell’incontro che, grazie al rovescio lungo di Baker, lo proietta al secondo turno degli Australian Open per il secondo anno consecutivo.

G. Muller b. [20] F. Fognini 7-6(6) 7-6(7) 6-7(5) 7-6(1) (da Melbourne, Luca Baldissera)

stats fognini

Apre il programma del campo 8 in questo day 2 degli Australian Open 2016 la testa di serie numero 20 Fabio Fognini, opposto al lussemburghese trentaduenne Gilles Muller, 38 ATP, con un buonissimo curriculum agonistico, e scalpi eccellenti conquistati in carriera tra cui quelli di Rafa Nadal e Andy Roddick. Match impegnativo per l’italiano, contro un avversario che in questo stesso torneo si era molto ben comportato l’anno scorso, arrivando al quarto turno per essere sconfitto da Novak Djokovic, mentre Fabio era uscito subito contro Alejandro Gonzalez. Le condizioni ambientali sono migliori rispetto a ieri, fa caldo ma siamo assolutamente entro limiti sopportabili, almeno per ora. Le due tribune coperte sono quasi piene, e alcuni spettatori sono fin troppo entusiasti, disturbando durante i primi game e venendo giustamente ripresi dall’arbitro, che però nel prosieguo della partita lascerà troppo fare perdendo il controllo della situazione.

In avvio di partita i servizi la fanno da padroni, il mancino Gilles è uno dei battitori più temibili del circuito, ma anche Fabio piazza subito un notevole ace esterno da sinistra a 194 kmh, e uno centrale a 196, velocità molto alte per lui: evidentemente l’azzurro vuole forzare da subito. Da fondocampo, come era prevedibile, la qualità di Fognini è nettamente superiore, ma sull’uno-due o anche con buone combinazioni serve&volley Muller tiene bene, soffrendo però moltissimo quando Fabio riesce a impostare lo scambio in pressione. Nel quinto game Gilles concede palla break, purtroppo sprecata da Fognini con uno slice che scappa largo, e dopo due parità sale 3-2.

Strepitoso passante lungolinea di dritto di Fabio nel primo punto del game successivo, poi un bel rovescio anticipato, ace esterno (il terzo), 3 pari. Un doppio fallo di Muller, poi una brutta risposta alla seconda palla: vola a terra la racchetta di Fognini, che sembra essersi innervosito all’improvviso, e il lussemburghese sale 4-3. Comunque bene l’azzurro nell’ottavo game, con due vincenti da fondo e il quarto ace, siamo 4 pari. 5-4 per Gilles che serve molto bene da sinistra, bravo anche Fabio che risale da 15-30 e impatta sul 5 pari. Sta salendo il livello tecnico, e anche la temperatura. Non c’è più un posto libero sugli spalti. Muller va 6-5 sopra, è veramente difficile rispondergli alla prima palla, ma anche Fognini tira il servizio alla grande (tre ace, due consecutivi, siamo a sette) e si arriva a un giusto tie-break.

Aggredisce Fabio una seconda di Gilles, subito minibreak per lui, ma poi brutto slice in rete, 1-1. Buon dritto Fognini, 2-1, ace Muller, 2-2, pessima risposta Fabio, con racchetta nuovamente a terra. Qui Fabio cade nelle provocazioni che arrivano da un disturbatore in tribuna, e gli rivolge un paio di parolacce, poi commette doppio fallo, si gira sul 4-2 per Gilles. 4-3, errore Muller, 4 pari, smash Muller, 5-4, hawk-eye favorevole all’azzurro e servizio vincente, 6-5 e set point Fabio, gran curva mancina Muller dentro una spanna su cui Fognini chede comunque il falco, ma con una risata di complicità insieme all’arbitro e all’avversario, 6 pari. Poi però bella stop-volley di Gilles, 7-6 e set point, ed errore Fognini. Primo set a Gilles, pallata fuori campo di Fognini e inevitabile warning, un peccato, parziale davvero equilibrato girato su due punti, Fabio non ha concesso nemmeno una palla break avendone avuta lui una, ma il tabellone recita 7-6 Muller.

Fabio chiede un medical time out, e si fa massaggiare la gamba destra, è mezzogiorno e un quarto, adesso fa decisamente caldo. La speranza è che l’azzurro ritrovi subito concentrazione e convinzione, perchè il match è certamente ancora apertissimo e alla sua portata. Tengono entrambi bene il servizio in avvio di secondo set, poi con una bella discesa in controtempo Gilles arriva per la prima volta nel match a palla break, annullata con autorità dall’italiano (servizio, dritto e smash) che sale 2-1. Gran palla corta seguita da passante di Fabio, e arriva la seconda palla break: secondo servizio coraggioso di Muller, parità, errore Muller, ancora vantaggio Fognini, prima a 200 kmh, di nuovo pari, risposta in rete Fabio, poi drittone lungolinea, terza parità, poi buon attacco di Gilles e doppio fallo, quarto deuce, e infine 2 pari.

Cominciano a essere diverse le occasioni mancate per l’azzurro, che nel quinto game risale comunque bene da 0-30 andando 3-2. Muller pareggia in pochi secondi, 3-3, poi Fabio complici due doppi falli e un errore di rovescio si fa trascinare ai vantaggi ma sale comunque 4-3. Gilles ancora solido, 4-4, anche Fognini senza problemi, 5-4. Purtroppo l’azzurro sembra di nuovo nervoso, parlotta, borbotta, si rivolge all’arbitro e verso la tribuna, ancora infastidito da uno spettatore che lo fa chiaramente apposta, male l’arbitro di sedia inglese Keothavong che non riesce a mantenere l’ordine. Oltre a questo adesso Muller serve come un treno, e il 5 pari arriva in un attimo. Una stop volley da circo di Gilles non impedisce a Fognini di arrivare al 6-5, qualunque fosse il problema alla gamba destra accusato prima ora Fabio corre bene e saltella pimpante andando a cambiare campo. Bravo ancora a rete Muller, siamo 6-6, ancora tie-break.

Subito doppio fallo Fabio, pessimo momento per farlo, ma poi a Gilles scappa una volée semplice, un drittaccio gli finisce sotto la rete, 2-1 Fognini, bella risposta Muller, 2-2 (4 punti contro il servizio), dritto Fabio, attacco Gilles, si gira sul 3-3. Al provocatore di prima, dall’altra tribuna, si aggiungono gli schiamazzi di diversi spettatori italiani, che con la tipica e maleducata chiassosità dei nostri connazionali all’estero, e credendo forse di essere simpatici, gridano idiozie tipo “muoviti che ho una grigliata”, e sinceramente stavolta Fognini è bravo a limitarsi a scuotere la testa, perchè se li mandasse a quel paese avrebbe assolutamente ragione. Nel frattempo, si arriva al 5-5, e qui un nastro fortunato manda Muller a set point, annullato alla grande da Fabio con servizio-dritto-volée. Siamo 6-6, equilibrio totale, legnata a 202 kmh Fognini, set point per lui. “Aiutami ora” dice Fabio forse all’avversario, forse a qualche divinità, attendendo il servizio di Muller, che fallisce la prima ma piazza bene la seconda, 7 pari. Ace Muller, 8-7 e secondo set point, volée di rovescio Fognini non chiusa, bel recupero lungoriga di Gilles che chiude 9-7, e manda l’italiano sotto due set a zero, 7-6 7-6. Onestamente, svantaggio immeritato, ma ora è durissima.

Comincia il terzo, abbiamo superato le due ore di match, è l’una e venti di pomeriggio, per fortuna dei giocatori il cielo adesso è velato a mitigare il sole, e c’è una lieve e piacevolissima brezza: oltre a questo, i cafoni tatuati di prima hanno abbandonato gli spalti, con sollievo di tutti. Ma il punteggio rimane impietoso per Fabio, che si intrattiene in una futile discussione con l’arbitro che gli rimprovera di aver gettato acqua troppo vicino al campo e lo fa asciugare: di nuovo, ha ragione Fognini, era una sciocchezza. Si arriva al 2-1 per Muller, che serve di nuovo per primo, purtroppo per l’azzurro sempre molto bene, 2-2 dopo una parità per Fabio, sempre ingiocabile con la prima Muller va 3-2 sopra. Solido Fognini alla battuta, 3 pari, ma in qualche modo bisogna provare a infastidire Muller quando è al servizio lui. Spiraglio per Fabio che va 0-30 con una gran palla corta, ace e bel dritto Gilles, 30 pari, poi vantaggi, ace Muller, servizio-attacco, 4-3 per il lussemburghese che sta dimostrando una continuità impressionante, va detto, poco e nulla da rimproverare a Fabio oggi, l’importante è stare lì fino alla fine che qualcosa può sempre succedere.

Brutto doppio fallo Fognini, poi gratuito, 0-30 pericolosissimo, riga Fabio e poi servizio, 30 pari, ancora doppio fallo, è 30-40, break point letale che Fabio annulla splendidamente trovando l’incrocio con il dritto lungolinea, e infine dopo due parità siamo 4 – 4. I margini per l’azzurro sono ormai inesistenti, Gilles chiaramente scioltissimo continua a martellare il servizio e si concede anche buoni tocchi sottorete. Due gran vincenti da fondo, di grinta, per Fabio, 30 pari, hawk-eye (bloccato e non visibile sullo schermo) contestato da Muller sulla prima palla che gli dà torto, e poi di nuovo lo smentisce su un dritto di Fabio che va sulla riga. Entrambi fanno abbondante ricorso al challenge, con alterne fortune, alla fine della partita saranno ben 26 chiamate contestate in tutto, 12 di Muller, 14 di Fognini, che sia un record? Finalmente palla break, annullata con il servizio, poi bella volée Muller, sul vantaggio per Gilles Fabio scaglia la racchetta, ed essendo già stato ammonito prende penalty point, 5-4 Muller. Arrabbiatissimo Fognini, arriva anche il supervisor a discutere durante il cambio campo, ma a termini di regolamento c’è poco da fare.

Però l’inglese James Keothavong, arbitro di sedia, è lo stesso che inflisse penalty point sia a Fabio a Wimbledon contro Kuznetsov nel 2014, comminandogli una multa di ben 27.500 dollari, sia a Corrado Barazzutti in Kazhakistan nella Coppa Davis 2015, sempre con Fognini in campo contro Nedovyesov: come minimo, si può dire che con i colori azzurri non c’è un grande feeling. Reagisce comunque bene l’italiano, tiene a 15, è 5 pari. Il pubblico ora parteggia decisamente per lui, che in effetti non ha certo commesso peccati mortali, anzi è il primo a cercare di buttarla in ridere, a volte un po’ di elasticità anche da parte degli ufficiali di gara sarebbe opportuna. Solito implacabile Gilles con la battuta, 6-5 sopra, ora Fabio serve per rimanere nel match, si arriva a un delicatissimo 30-30. Doppio fallo tremendo Fognini, match point annullato con passante di Muller sul nastro, parità, errore di dritto Fognini, match point numero due, bel passante di rovescio Fabio, poi gran servizio, vantaggio suo, ancora errore Fabio di dritto, deuce, scambio spettacolare con bel recupero Fabio, vantaggio suo, ace, 6-6. Da cardiopalmo, terzo tie-break, vediamo se Muller accusa le occasioni mancate.

Solita legnata con la battuta, 1-0 Gilles, bene anche Fabio (ace a 207kmh!), 2-1 sopra, servizio e dritto Gilles, 2-2, errore Fabio, 3-2, bel servizio dell’azzurro, 3-3, ace, 4-3 (che bene che serve Fabio oggi, in ogni caso), strepitosa demi-volée di Gilles applaudita da Fabio, 4-4, errore Fabio, 5-4 sotto, seconda coraggiosa, 5-5, dritto lungo Gilles, è set-poin Fognini. Seconda lunga un metro, autentica follia del lussemburghese, e Fabio chiude il terzo 7 punti a 5. Partita avvincente, bella da vedere, Fabio si fa ancora massaggiare durante la pausa. Due set a uno per Muller, nessuno dei due ha ancora ceduto il servizio. Se non ci fosse stato il tie-break, saremmo 18 pari, ritorna alla mente il quarto di finale dello US Open 2001 vinto da Sampras su Agassi in 4 set – 6-7(7), 7-6(2), 7-6(2), 7-6(5) – senza che nessuno dei due perdesse mai il servizio.

Parte il quarto set, Fabio alla battuta, subito palla break annullata con un ace, due vantaggi, ancora break point (brutto dritto largo dell’italiano) sprecato da Muller, ora Fognini scuote la testa e parla da solo, ancora break point (terzo nel game) cancellato col dritto, ma poi bell’attacco Gilles, quarto vantaggio esterno, e con una sciagurata pallata fuori un metro Fabio regala il primo break in assoluto dell’intero match, dopo quasi tre ore e mezza. Che peccato, contro uno che serve come Muller oggi è terribile dover recuperare. Subito 2-0 Gilles, Fabio a volte – e con efficacia – risponde di rovescio coperto a una mano, ma non basta. Buon game Fognini, 1-2, ma bisogna andare a impensierire il servizio di Muller, cosa praticamente mai riuscita a Fabio oggi. 3-1 Muller con la consueta autorità, anche Fognini bene per il 2-3, ma quel primo game gettato rischia di costare carissimo.

Con un paio di grandi accelerazioni Fabio arriva 30 pari, e un superdritto esterno lo manda finalmente a palla break: errore in avanzamento di Muller, e anche il lussemburghese cede la battuta per la prima volta, 3-3. Purtroppo, sono ritornati i cretini di prima in tribuna a gridare scemenze, speriamo solo che Fognini non li ascolti e rimanga concentrato. 4-3 per Fabio che passa in vantaggio, Gilles continua a servire bene e a chiudere a rete con gran tocchi, 4-4. Siamo di nuovo punto a punto, e si avvicinano le 4 ore di gioco. Delicato 30-30 nel nono game, scambio lungo, errore di Muller che disturbato dal vociare degli imbecilli giustamente chiede all’arbitro di intervenire, ottenendo solo un “last warning” che speriamo basti, parità, poi palla break ben annullata da Fabio, che a sua volta chiede silenzio durante gli scambi, bel passante di Gilles, altro break point, ace di Fabio, poi vantaggio interno, ed è 5-4 per l’italiano, che l’ha di nuovo scampata davvero bella.
Gran servizi di Muller, 5 pari in pochi secondi. Che equilibrio. Due gratuiti di Fabio, 0-30, gran cross di rovescio, 15-30, dritto sul nastro, 15-40, due palle break da incubo: che Fabio cancella con un dritto in controbalzo e un passantone di rovescio dopo scambio lungo. Poi servizio vincente e attacco, 6-5 Fabio, che rischia tantissimo ma è fenomenale a salvarsi. Partitone adesso, decisamente. Gilles spinge bene, Fognini sembra un po’ rigido, siamo a 4 ore di match quando l’ace di Muller decreta il 6-6, e il conseguente quarto tie-break.

Dritto largo Fabio, 0-1, servizio Gilles, 0-2, gran volée, 0-3, Fabio grida al disturbatore in tribuna “te la metto in bocca questa palla”, e per l’ennesima volta concordo con lui, ma per quanto possa avere ragione, cade nella trappola, si distrae, e in un attimo siamo 6-1 Gilles, che chiude alla prima occasione. Gran peccato per Fabio, davvero un match in bilico dall’inizio alla fine, buona conferma per Muller, che su questi campi gioca proprio bene.

N. Mahut b. M. Cecchinato 4-6 6-2 6-2 6-2 (da Melbourne, Luca Baldissera) 

Stat CecchinatoMahut

Ci riprova da Melbourne, Marco Cecchinato, ad arrivare al secondo turno di uno Slam, dopo lo sfortunato esordio a New York l’anno scorso, nella partita che era anche stata l’ultima vittoria da tennista professionista di Mardy Fish. L’azzurro, 23 anni e numero 92 ATP, affronta il talentuoso veterano francese Nicolas Mahut (33 anni, 63 ATP ) in un confronto tra rovesci a una mano abbastanza equilibrato sulla carta, ma nel quale Marco paga certamente dazio in termini di esperienza. Il pomeriggio australiano è gradevolissimo oggi, caldo ma non troppo, il campo numero 5 è raccolto e molto a contatto con il pubblico, davvero una bella atmosfera.

Parte Nicolas alla battuta, e tiene a zero, poi Marco concede palla break subendo un po’ la tensione, ma la annulla e pareggia. Si prosegue seguendo i servizi fino al 3-3, con Cecchinato che gioca sempre più convinto e non rischia praticamente più sul proprio servizio. Nel settimo game è Nicolas a metere solo una prima palla, a commettere diversi errori con il dritto, ed ecco il 15-40: altro gratuito da fondo di Mahut, e l’azzurro brekka alla prima occasione, 4-3 per lui, poi tiene servendo molto bene e sale 5-3, Nicolas si rifà sotto 4-5 (ma la prima palla del francese latita), e alla fine con bella personalità Marco chiude il set 6-4 alla prima occasione.

A inizio secondo set è nuovamente Cecchinato a rischiare per primo, annullando una palla break nel secondo game, si seguono i servizi fino al 3-2 Mahut, e qui Marco si fa invischiare in un game lottatissimo, di ben 12 punti, spreca un vantaggio di 40-15 sbagliando da fondo, poi arrivano due palle break per Nicolas, e la seconda è quella buona, 4-2 per il francese, e subito dopo 5-2. Nuovamente game di servizio tiratissimo per Cecchinato, che si fa ancora rimontare da 40-15 sopra, manca altre due possibilità di accorciare le distanze, e con un errore di dritto cede il secondo set 6-2. Punteggio di un set pari giusto per quanto visto finora, ma l’azzurro con un po’ di concretezza in più avrebbe forse potuto tenere sotto il francese con più cinismo.

Tecnicamente se la stanno giocando entrambi abbastanza bene, buon tennis pulito e gradevole stilisticamente da un lato e dall’altro, più aggressivo Mahut, più manovriero da fondo Cecchinato. Ma l’esperienza a questi livelli è tutta in favore di Nicolas, che comincia a servire sempre meglio, e dopo aver salvato un 30-40 nel primo game del terzo set, non rischia più nulla sulla sua battuta. E sul 3-2 in suo favore strappa il servizio a Marco per la terza volta, va 4-2 e poi 5-2 in un attimo, per poi chiudere ancora al primo set point: ancora 6-2, a livello di gioco non c’è tutta questa differenza, ma i punti pesanti li sta facendo praticamente tutti Mahut. Marco spinge, Nicolas usa molto lo slice e scende più spesso, è un match gradevole.

Sotto due set a uno, Marco deve provare ad aumentare l’intensità, e nel terzo game si conquista un breakpoint che però Mahut gli annulla col servizio. Si arriva al 3-2 seguendo i turni di battuta, la sensazione purtroppo è che alla minima occasione Nicolas possa essere in grado di staccarsi definitivamente, cosa che puntualmente avviene con un break a 15 subito da Cecchinato, 4-2 Mahut, poi 5-2 senza problemi, e ancora break a chiudere la partita al secondo match point. Troppo simili tra loro gli ultimi tre set, non solo nel punteggio, ma nello svolgimento del gioco. Peccato per Marco, che rivedremo a questi livelli senz’altro, e potrà fare tesoro di queste esperienze.

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Adesso è ufficiale: obbligo vaccinale per partecipare all’Australian Open 2022

A dichiararlo è stato Daniel Andrews governatore dello stato del Victoria. Tsitsipas, Rublev e Thiem si vaccineranno, mentre è in dubbio la presenza di Djokovic

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Australian Open 2021 (via Twitter, @AustralianOpen)

Tanto tuonò che piovve. Lo stato australiano del Victoria non concederà deroghe o permetterà accordi speciali ad atleti non vaccinati per consentire loro di competere in eventi importanti. Lo ha dichiarato il premier dello stato Daniel Andrews, mettendo così in serio dubbio la difesa del titolo dell’Australian Open da parte di Novak Djokovic (che nei giorni scorsi si era espresso così tema dichiarando che non rivelerà il suo status vaccinale e che non ha ancora deciso se volare a Melbourne o meno) e di conseguenza la possibilità di riprovare a competere per il Grande Slam.

“Sulla questione della vaccinazione, abbiamo deciso di adottare la linea dura e coerente dello stato”, ha detto a un briefing con i media. “(Al virus) non importa quale sia la tua classifica tennistica o quanti Slam hai vinto. È completamente irrilevante. Devi essere vaccinato per proteggerti e per proteggere gli altri”.

Tennis Australia, che organizza il Grande Slam, ha rifiutato di commentare.

 

Lo stato del Victoria, che nelle prossime settimane dovrebbe uscire da un blocco di quasi tre mesi, ha dunque equiparato gli atleti professionisti agli altri milioni di “lavoratori autorizzati. Lo sport professionale non è un mondo a parte e quindi come tutti gli altri devono essere autorizzati e devono essere vaccinati con doppia dose”, ha affermato in conclusione Andrews.

Una notizia che non può cogliere di sorpresa nessuno, tennisti e addetti ai lavori in primis, tant’è che nei giorni scorsi stelle del circuito come Andrey Rublev, Dominic Thiem e Stefanos Tsitsipas hanno dichiarato che procederanno a ricevere l’inoculazione durante la off-season per non mancare l’appuntamento Down Under. Allo stesso tempo, però, qualche opacità legislativa era rimasta, tant’è che nei giorni scorsi Djokovic aveva dichiarato: “Se ho capito bene, il governo e Tennis Australia prenderanno le decisioni definitive tra due settimane. Quest’anno ci sono state tante restrizioni e so che Tennis Australia sta tentando di migliorare le condizioni di tutti i giocatori, vaccinati e non”.

Questa regola invece non lascia spazio a troppi dubbi interpretativi, e rappresenta una prima volta che potrebbe lasciare il proprio segno sulla storia del tennis, visto che attualmente (ancorché in via ufficiosa) si stima una percentuale di vaccinati del 50% circa fra i tennisti, anche se l’ATP e la WTA hanno riportato cifre superiori, rispettivamente del 65% e 60% circa.

In questo momento, pertanto, è possibile che l’Australian Open 2022 si disputi con un parco giocatori a dir poco rimaneggiato.   

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Obbligo vaccinale per l’Australian Open? Parte il dibattito

Lo Stato di Victoria obbliga i lavoratori a vaccinarsi. Per ora gli sportivi provenienti da fuori dello Stato ne sono esclusi, ma con ogni probabilità non lo saranno a lungo: cosa faranno i tennisti scettici nei confronti del vaccino come Djokovic, Tsitsipas e Sabalenka?

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Novak Djokovic - Australian Open 2021 (via Twitter, @AustralianOpen)

La strada verso il ventunesimo Slam per Novak Djokovic potrebbe trovare il suo primo ostacolo ancor prima che l’Australian Open inizi, e a porglielo davanti non sembra essere un collega tennista ma bensì il governo dello Stato di Victoria. Dal primo ottobre infatti è entrato in vigore un decreto che obbliga i lavoratori a dimostrare di aver ricevuto almeno una dose di vaccinazione contro il COVID-19 entro quindici giorni o verranno banditi dai luoghi di lavoro, in base alle nuove regole applicate dal governo statale. Quest’obbligo sul vaccino, come riporta il quotidiano australiano The Age, “è ritenuto uno dei più severi al mondo ed è stato accolto con favore da gruppi imprenditoriali ma messo in discussione da alcuni esperti di salute” e andrà a toccare ben oltre un milione di lavoratori, inclusi preti, personal trainer, giudici, e atleti che risiedono nello Stato. Inoltre si legge che “i lavoratori agricoli che sono nella lista hanno criticato la decisione, avvertendo che potrebbe portare a carenze di cibo e costringere gli agricoltori a lasciare il settore”. Ma cosa c’entra tutto questo col tennis e in particolare con un torneo previsto dal 17 al 30 gennaio 2022?

C’entra perché, seppur al momento gli atleti provenienti da fuori del Victoria siano esenti da questo mandato, ci sono voci consistenti su un ulteriore mandato ad hoc per gli sportivi che dunque potrebbe aver effetto sull’estate australiana e su tutti gli eventi che essa porta con sé. A seguire la vicenda con vivo interesse c’è ovviamente il direttore dell’Australian Open e CEO di Tennis Australia Craig Tiley, il quale, stando a quanto riportano i media locali, sta portando avanti negoziazioni confidenziali con il governo per trovare una soluzione che accontenti entrambe le parti. Il timore principale di Tiley è che un obbligo vaccinale possa portare all’esclusione di un numero troppo elevato di top player, ma a questa campana il governo dello Stato di Victoria non sembra voler dare molto ascolto.

Il Brisbane Times ha infatti riportato queste parole del Premier locale, Daniel Andrews: “Al virus non importa che lavoro una persona faccia. Che tu sia un membro del Parlamento o un giudice della Corte Suprema, se non ti vaccini correrai sempre lo stesso rischio di contrarre il virus e diffonderlo”. Riferendosi poi ai tennisti, ha dichiarato: “I titoli dello Slam non ti proteggono dal coronavirus”. Sembra dunque probabile che non ci saranno marce indietro sul tema, e che l’obbligo vaccinale per recarsi a Melbourne sia solo una questione di tempo.

 

Né il circuito maschile ATP né quello femminile WTA hanno esplicitamente espresso sostegno all’obbligatorietà vaccinale, ma entrambi gli organi incoraggiano fortemente i giocatori a farsi vaccinare. Il mese scorso l’ATP ha stimato che il 50% dei suoi giocatori fosse vaccinato, mentre la stima della WTA è di circa il 60%; alcuni report di giornalisti comunque rivedono al ribasso queste cifre portandole attorno al 30%. Quel che è certo è che parecchi tennisti, soprattutto negli ultimi tempi, hanno espresso il loro scetticismo sui vaccini, e tra tutti spiccano le parole del numero uno Djokovic, del numero tre Tsitsipas, e della neo-contagiata Sabalenka. Fortemente a favore invece c’è Victoria Azarenka, la quale durante lo US Open si auspicava al più presto un dialogo franco e aperto sul tema per risolvere il problema il prima possibile, e questa sembra proprio l’occasione giusta per intavolare la discussione. Di Slam ce ne sono quattro all’anno e per parecchi giocatori anche solo disputare il primo turno di uno di essi rappresenta una delle principali entrate economiche; fino a che punto dunque si è disposti a rinunciarci?

Al momento però l’obbligo vaccinale nel sud-est dell’Australia non si estende a questa categoria di lavoratori. Un portavoce del governo ha affermato che il governo nazionale e il Commonwealth stabiliranno regole per i viaggiatori vaccinati e non vaccinati, ma le regole per i partecipanti agli Australian Open sono ancora in fase di decisione. “Altri requisiti di vaccinazione per l’Australian Open e altri eventi saranno presi in considerazione da [l’unità di sanità pubblica del Victoria] come richiesto”, ha affermato il portavoce. Dunque nulla è stato deciso e c’è persino chi parla di quarantena per coloro che decideranno di presentarsi a Melbourne senza vaccino. Se non altro l’esperienza di quest’anno e dell’estenuante periodo passato in hotel per molti tennisti potrà esser un memento per prendere la decisione giusta prima di salire in aereo a dicembre.

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Australian Open, qualificazioni a Natale fra Dubai e Abu Dhabi? Per ora niente obbligo vaccinale

Secondo il Daily Mail, ai giocatori sicuri dell’accesso al tabellone principale verrà richiesto di volare a Melbourne già a dicembre

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Australian Open 2021 (via Twitter, @AustralianOpen)

Con la pandemia ancora di là dal concludersi, Tennis Australia starebbe già finalizzando la pianificazione dell’Australian Open 2022 al fine di minimizzare il numero di giocatori che si recheranno a Melbourne: come nel 2021, le qualificazioni si dovrebbero infatti svolgere in Medio Oriente, come riporta il Daily Mail. Secondo il quotidiano britannico si giocherebbe negli Emirati Arabi Uniti, con gli uomini che giocherebbero ad Abu Dhabi (a gennaio erano volati a Doha, in Qatar) e le donne di nuovo a Dubai.

Le date saranno piuttosto diverse però. L’Happy Slam dovrebbe infatti tornare alla consueta collocazione nella seconda metà di gennaio (dal 17 al 30, per essere precisi, mentre la scorsa edizione si è giocata fra l’8 e il 21 febbraio), e questo significa che le qualificazioni saranno anticipate di conseguenza: il tabellone cadetto dovrebbe infatti svolgersi la settimana prima di Natale, con l’ultimo e decisivo turno in programma il 24. Dei voli charter provvederanno poi a portare i superstiti delle quali in Australia fra il 23 ed il 26, sempre di dicembre.

NATALE IN AUSTRALIA: NIENTE OBBLIGO VACCINALE?

Lo stacco fra la fine delle qualificazioni e l’inizio del torneo sarà quindi di tre settimane abbondanti. La ragione di questa separazione temporale è che ogni partecipante al torneo (qualificati e giocatori ammessi al main draw) dovrà trascorrere del tempo in una bolla che precederà l’inizio dei tornei di preparazione allo Slam, che dovrebbero tornare alla consueta suddivisione fra le principali città Down Under (Brisbane, Hobart, Adelaide, Sydney e Perth per l’ATP e il WTA Tour).

 

Questo significa che tutti i sopracitati dovranno volare in Australia durante le festività, probabilmente prima di Natale; questa volta, però, saranno in grado di allenarsi anche durante la quarantena, seppur in un ambiente rigidamente controllato – ricordiamo che la scorsa edizione è stata contrassegnata da una lunga serie di infortuni addominali che ha coinvolto anche Novak Djokovic e Matteo Berrettini.

Il Daily Mail ha confermato tuttavia che ci sarà una differenza sostanziale in termini di libertà fra vaccinati e non; anche se non sono arrivate specificazioni, sembra che la quarantena per chi ha (o avrà) ricevuto la doppia dose sarà decisamente più morbida. Sarebbero quindi smentite le voci su un obbligo vaccinale per chi vorrà giocare il torneo.

Queste decisioni arriva mentre Melbourne batte il record di Buenos Aires per il lockdown più duraturo: oggi sono 236 giorni dalle chiusure della capitale del Victoria che teoricamente dovrebbe riaprire i battenti il 26 ottobre, quando il 70% della popolazione locale dovrebbe aver ricevuto la doppia dose del vaccino.

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