Quanto costa vedere il tennis? Confronto tra i prezzi di Roma, Madrid e Montecarlo

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Quanto costa vedere il tennis? Confronto tra i prezzi di Roma, Madrid e Montecarlo

Lungo confronto sui prezzi dei tagliandi tra l’ATP di Roma, quello di Madrid e Montecarlo. Dove costa di più e dove è più facile acquistare i biglietti? Tutto questo spiegato passo dopo passo

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Mancano circa due mesi all’inizio della stagione su terra rossa che come sempre vedrà, escluso Roland Garros, in Montecarlo, Madrid e Roma i suoi momenti più importanti. È anche la stagione più vicina agli appassionati italiani che con relativamente poco impegno potranno godersi le gesta dei grandi, e delle grandi, del tennis contemporaneo.

Ma quanto costa un vedere il tennis? Meglio nella città eterna o nell’europea Madrid? O magari è più conveniente una capatina nel principato di Monaco? Tutto, o quasi, cercheremo di spiegarlo in questo articolo che valuterà prezzi e modalità d’acquisto di ogni torneo comparandoli tra di loro.  Ancor più utile di un’analisi torneo per torneo è importante paragonare già da subito i costi, tra i vari “1000”, a parità di condizioni, vale a dire: giorno, sessione, settore.

Partiamo da Roma, a noi certamente più caro sotto l’aspetto affettivo, e dai primi giorni di torneo comprese qualificazioni. I biglietti di sabato e domenica partono da un minimo di 14,30 euro fino a raggiungere un massimo di 63 euro. Nello specifico un biglietto diurno di domenica (qualificazioni e primo turno) a Roma costa minimo 31 euro e massimo 63. Paragonandolo con Madrid vediamo come c’è una differenza abissale, infatti nella capitale madrilena un biglietto per il diurno di domenica costa minimo 8 euro massimo 13 euro. In pratica la differenza tra il prezzo minimo di un torneo e l’altro è del 400%, non certo spiccioli. La differenza invece tra il prezzo massimo vede la forbice allargarsi sempre di più perché la percentuale è superiore al 500%. In percentuale sono numeri che di certo fanno più impressione ma anche in valore assoluto 50 euro in più per Roma (nel suo biglietto più caro) non sono uno scherzo. Se diamo un occhio a Montecarlo i prezzi di Montecarlo di qualificazione e primo turno sono più vicini a quelli di Roma che a quelli di Madrid. Acquistare un biglietto domenica 10 Aprile costa dalle 27 euro alle 58 euro, prezzi decisamente esagerati.

 

Prezzi prima domenica del torneo:
Roma
: da 31 a 63 €
Madrid: da 8 a 13 €
Montecarlo: da 27 a 58 €

Saltando il lunedì sembra doveroso andare a constatare i prezzi dei tagliandi nel momento in cui entrano in scena i big, quindi ipotizziamo la sessione pomeridiana di martedì nella quale qualche pezzo grosso dovrà per forza scendere in campo. A Roma si va dai 43 euro della Tribuna Montemario, prezzo minimo, agli 85 dell’Italian Open Club. Il più economico Madrid invece vede il minimo prezzo a 20 euro ed il massimo a 33. Per intenderci a 33 euro si può comprare un posto a scelta tra l’ultima fila di palchetti e il settore strettamente più in alto con una visibilità del campo di tutto rispetto. Ancora una volta sembra notevolmente più conveniente l’offerta spagnola. Montecarlo invece offre il suo biglietto più caro a 60 euro, settore alle spalle del campo: la Tribun Mer. il più basso invece, quello della Tribun Italia o Monaco, costa 36 euro. La sessione serale invece parte da 22 euro a Roma e da 18 a Madrid, il tagliando più costoso invece è rispettivamente di 48 euro e 31 euro.

Prezzi martedì:
Diurno
Roma
da 43 € a 85 €
Madrid da 20 € a 33 €
Montecarlo da 36 € a 60 €

Serale:
Roma: da 22 € a 48 €
Madrid da 18 € a 31 €

Lo spettacolo vero e proprio, almeno sulla carta, giunge il giovedì quando durante gli ottavi di finale si assiste spesso a match molto tirati e spettacolari. I prezzi per questa sessione continuano ad essere estremamente differenti tra Roma e Montecarlo al cospetto di Madrid. In Italia assistere alla sessione diurna di giovedì sul centrale costa minimo 64 euro e massimo 166, Montecarlo neanche scherza con i suoi 155 euro di massimo ed i 45 di minimo. Si mantiene economico il tariffari di Madrid che va dai 32 ai 68 euro. In pratica il biglietto minimo di Roma costa quanto il maggiore di Madrid! La sessione serale dei gli ultimi due 1000 prima di Parigi si avvicina per quanto riguarda il prezzo minimo, 29 a Roma e 22 a Madrid, e si allontana per il tagliando più costoso, 68 nella capitale italiana 48 in quella spagnola.

Prezzi Giovedì
diurna:

Roma min. 64 € max 166 €
Madrid min 32 € max 68 €
Montecarlo min 45 € max 155 €

Serale:
Roma min 29 € max 68 €
Madrid min 22 € max  48 €

Man mano che si entra nel vivo andiamo a vedere come i prezzi dei tagliandi inizino a livellarsi. Venerdì ad esempio, a Roma si parte da un prezzo minimo, sempre campo centrale, di 79 euro ad massimo di 200 euro. Anche Madrid, proprio da questa sessione, inizia ad alzare i prezzi che partono dalle 66 euro della categoria 3 alle 111 della categoria 1. Possiamo vedere come non cambi molto per il tagliando, definiamolo, base ma la vera differenza sta nei posti migliori che hanno quasi cento euro di differenza tra i due tornei. Stesso discorso anche per Montecarlo che ha il suo biglietto Prestige a 120 euro mentre il categoria 3 a 52. Insomma Roma continua ad essere il torneo più caro, sia per il prezzo minimo che per quello massimo. Piccola sorpresa invece per quanto riguarda la sessione serale dove Madrid parte da 48 euro mentre Roma da 38, entrambi i prezzi si spingono vicino ai 90 euro.

Venerdì
Diurna:

Roma 79 € min  199 €  max
Madrid 66 euro €  111 € max
Montecarlo 52 € min – 120 € max

Serale:
Roma 38 € min – 87 € max
Madrid 48 € min – 88 € max

Siamo agli sgoccioli, a sabato e domenica tempo di semifinale e finale. Anche qui Roma detiene il prezzo minimo più alto con i suoi 96 euro per un tagliando di Distinti, Madrid e Montecarlo invece mantengo tutto sommato un aumento minimo visto che nel Principato si passa dai 52 di Venerdì ai 58 euro di Sabato mente a Madrid l’aumento è di 9 euro (da 66 a 67 euro). Se nel suo prezzo più basso la capitale italiana batte di poco le altre città per il tagliando superiore non c’è assolutamente partita. A Roma infatti per un biglietto di semifinali si può arrivare a spendere fino ai 295 euro mentre a Madrid il massimo della spesa è di 141 euro, stesso discorso per Montecarlo che raggiunge i 145 euro. Nel Principato però dal venerdì non è più possibile acquistare i tagliandi SUPER CAT.
Nella sessione serale, per chiudere il discorso semifinali, Madrid si mantiene molto più cara di Roma coi prezzi che vanno da 72 a 133 mentre a Roma si può assistere alla sessione serale anche partendo da 41 euro, arrivando poi ad un massimo di 99.

Sabato
diurna:

Roma 96 min – 295 max
Madrid 75 min – 141 max
Montecarlo 58 min – 145 max

Serale:
Roma 41 min – 99 max
Madrid 72 min – 133 max

Eccoci arrivati al momento topico di ogni torneo. Il giorno della finalissima. L’aspettativa comune è che i prezzi abbiano raggiunto cifre stellari, magari soprattutto a Montecarlo dove si sa la vita costa di più. Così non è invece perché il torneo monegasco si conferma il più economico con i suoi 60 euro minimi per assistere al gran finale, un gradino più giù del podio del poco pagare c’è Madrid con 86 euro mentre Roma torna ad essere il torneo more expansive grazie ai 115 euro minimi che bisogna sborsare per assicurarsi un posto per la finale. Anche per i tagliandi più onerosi Roma mantiene la leadership: 360 euro per un biglietto nel settore Italian Open Club mentre a Madrid un tagliando di Categoria 1 costa massimo 163 euro, stupisce sempre di più, infine, Montecarlo con 150 euro per un biglietto Prestige.

Domenica
Roma 115 euro min – 360 max
Madrid  86 euro min – 163 max
Montecarlo 60 euro min – 150 max

Elencati, con precisione, i prezzi dei tagliandi giorno per giorno e torneo per torneo è tempo di elencare anche le altre tipologie di acquisto di cui si può usufruire. Interessantissima l’offerta sia di Madrid che di Montecarlo che combina vari tipi di sessioni a prezzi convenienti. Ad esempio Madrid mette in vendita dei mini abbonamenti, a prezzo scontato, per assistere a tutti i quarti di finale. Roma invece ha cercato di venire incontro allo spettatore creando l’accoppiata biglietti + albergo + vari confort, l’offerta completa è visibile su questo sito dove si può ricevere un preventivo dettagliato.  Ad esempio per 277 euro (pacchetto EASY) si può acquistare un posto di Tribuna Internazionale Top per la sessione di sabato (diurna), una notte in albergo 3 stelle ed in più avere un servizio salta fila, una welcome area dedicata, sconti per lo shopping, posto riservato al “Pietrangeli” e accesso alla Ballroom. Per il pacchetto PREMIUM invece spenderemmo, stessa sessione e stesso settore, 437 euro ed in più potremmo usufruire anche di: un tour guidato dietro le quinte, gadget ufficiali, possibilità di prenotare all’Open restaurant, posto riservato al “Pietrangeli”, parcheggio riservato o servizio navetta. Ad ogni modo per semplificare torniamo all’offerta monegasca e a quella spagnola per elencare meglio tutti i prezzi e le varie sessioni acquistabili:

Montecarlo (Prezzi in base al settore):
Pass Qualificazioni 90,00 € 60,00 € 55,00 € 50,00 € 40,00 €
Pass 2 giorni 1/2 & Finali 260,00 € 235,00 € 195,00 € 105,00 €
Pass 3 giorni 1/4, 1/2 & Finali 675,00 € 370,00 € 335,00 € 275,00 € 155,00 €

Madrid (Prezzi in base al settore):
Abb. Venerdì 29 – Lunedì  2 (5 sessioni) 75 € 58 € 35 €
Abb. martedì 3 e mercoledì 4 (4 sessioni) 120 € 96 € 60 €
Abb. giovedì 5 e venerdì 6 (4 sessioni) 260 € 197 € 120 €
Abb. sabato 7 (2 sessioni) 250 € 150 € 100 €

Dopo una lunga sfilza di prezzi, minimi e massimi, la nostra attenzione deve concentrarsi sulle modalità di acquisto, aspetto più che mai fondamentale. Iniziamo con l’analizzare il prezzo reale di ogni tagliando, ovvero quanto in più si deve spendere per avere realmente (digitale o cartaceo) il proprio pass. Anche qui regna Madrid con un solo euro di maggiorazione, definito “tassa d’istruzione”, mentre i biglietti sono tutti e-ticket caricati e scaricabili gratuitamente sul proprio account. Segue Montecarlo con 10 euro di spedizione e 6 euro per un e-ticket, nel principato non è invece presente una quota per prevendita o altro.

Eccoci a Roma che merita molta attenzione, innanzitutto perché se negli altri due 1000 è possibile acquistare online sul proprio sito i biglietti (spettacolare la sezione per il torneo di Madrid che si conferma organizzato nel migliore dei modi) per gli Internazionali bisogna affidarsi a ticket one, o altrimenti ordinarli sul sito ufficiale, aspettare email per conferma, successivamente pagare tramite bonifico o carta di credito e poi scegliere se ritirarli al botteghino del foro o stamparli a casa. Con questa modalità di acquisto si paga solo la prevendita per ogni singolo biglietto ma è importante dire che non è possibile scegliere un posto preciso, ma solo scegliere un settore dello stadio. L’acquisto, infine, su ticketone rimane quello più oneroso, non solo perché ai prezzi base viene già applicato un piccolo aumento. Ad esempio su questo prezzario possiamo vedere come un biglietto distinti per domenica pomeriggio costa 31 euro ma andando su ticket one lo troviamo a 34,10. Non finisce qui perché acquistando il nostro biglietto su ticketone abbiamo 9,90 € di prevendita, spedizione per corriere 9,90 € (max) o stampa a casa 2,50 € e soprattutto commissioni di servizio per un massimo di altri 9,90 €. In pratica nella peggiore delle ipotesi su un singolo biglietto potremmo addirittura pagare quasi il doppio del prezzo base!

Altre due piccole cose da ricordare: Roma e Madrid offrono tornei combined nei quali poter assistere sia al circuito ATP che WTA mentre Montecarlo vede scendere in campo solo i maschietti. L’ultima precisazione riguarda i prezzi di Roma appena elencati, quelli da noi riferiti si basano sui prezzi visibili sul sito ufficiale e non su ticketone come d’altronde appena spiegato poche righe più su.

Tariffario Roma
Tariffario Madrid 
Tariffario Montecarlo

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Djokovic per superare Nadal nei 1000, finale aperta tra Halep e Pliskova

Il n.1 del mondo parte nettamente favorito contro uno Schwartzman che potrebbe pagare le fatiche di ieri. In ballo per lui il primato nei Masters. Simona è avanti negli scontri diretti ma Karolina agli Internazionali di Roma sente aria di casa

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Novak Djokovic - Internazionali di Roma 2020 (foto Giampiero Sposito)
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Siamo arrivati all’epilogo di questi strani Internazionali d’Italia in epoca di coronavirus. Una conclusione altrettanto peculiare con le due finali del torneo di singolare maschile (ore 17) e femminile (alle 14:30), che si disputano eccezionalmente di lunedì invece che di domenica. Ma, come si suole dire, le cose più cambiano e più rimangono le stesse. E così ci ritroviamo le due prime teste di serie del seeding, Novak Djokovic e Simona Halep che cercheranno di aggiudicarsi il titolo al Foro Italico.

La finale femminile sarà addirittura una sfida tra le due favorite del tabellone, con la rumena che si ritroverà di fronte la campionessa in carica Karolina Pliskova. Dovrebbe essere la regola ma in realtà è un’assoluta rarità di questi tempi per un evento WTA. Djokovic invece sarà opposto a Diego Schwartzman, n.13 del ranking ATP, e giustiziere di Rafa Nadal ai quarti di finale. Insomma, se l’argentino non ci avesse messo lo zampino (e non è un caso se usiamo il diminutivo) rischiavamo di avere le finali più ordinarie possibili nell’edizione del torneo più straordinaria possibile.

E invece ce l’ha messo. Eccome se ce l’ha messo. E in seguito ha superato in semifinale l’estroso Denis Shapovalov, in quella che è stata probabilmente la partita più emozionante del torneo finora, al tie-break del terzo set dopo tre ore e un quarto di splendido tennis. Probabilmente troppo splendido. Sicuramente troppo tennis e basta. Troppo se meno di 24 ore dopo devi affrontare il cannibale serbo con il quale, manco a dirlo, hai sempre perso in carriera, tutte e quattro le volte che lo hai visto al di là della rete. Anche quando ti sei ritrovato avanti due set a uno sulla tua superficie preferita (la terra) e nel tuo Slam preferito (il Roland Garros).

Novak Djokovic e Diego Schwartzman – Roland Garros 2017

Dal canto suo, Nole due o tre motivi per vincere questo suo quinto titolo nella Capitale ce li ha. Il primo è cercare di far dimenticare in fretta a tutti (anche a sé stesso) la terribile figuraccia degli US Open. Il secondo è issarsi a quota 36 in vetta alla classifica dei tennisti con più titoli 1000 in carriera, scavalcando Rafa Nadal. Un altro passo verso quella supremazia statistica che dovrebbe far vacillare ogni impressione e partigianeria nella sfida tutta interna ai Big Three. 

Se per Djokovic questa partita non è che un altro passo per fare la storia del tennis, per El Peque in ballo c’è la sua di storia. Quella che non l’ha mai visto entrare nei primi 10 del mondo. Un traguardo che lui si è prefissato da tempo e che non è così scontato quando madre natura non ti dota di un talento smisurato e arrivi a fatica al metro e settanta di altezza. Schwartzman ci ha messo del suo per arrivare fin qui e di sicuro lo farà anche nella finale. “Nulla è impossibile. So che è molto difficile. Dovrò dare tutto quello che ho”, ha dichiarato in conferenza stampa. Insomma, Schwartzman farà lo Schwartzman. Il che significa non mollare un punto. Ma se Djokovic farà il Djokovic, l’esito dell’incontro non sarà in discussione.

C’è più incertezza sul versante femminile. I precedenti dicono 7 a 4 per Halep. Spicca tra le vittorie della rumena il successo nella semifinale del Roland Garros 2017 in tre set. “Ma la situazione in quel caso era completamente diversa. Pensavo di non avere chance contro Simona sulla terra rossa. Ora so di poterla battere”, ha dichiarato Pliskova. E in effetti lei si è aggiudicata gli ultimi due faccia a faccia l’anno scorso, a Miami e alle Finals di Shenzhen. Non c’è bisogno di dire che per la ceca la chiave sta nel ricavare il massimo dal suo portentoso servizio e cercare così di evitare il più possibile di evitare estenuanti scambi da fondocampo.

Simona Halep e Karolina Pliskova – Dubai 2015

Halep dovrà mantenere alta l’intensità e la concentrazione dall’inizio alla fine. Una cosa che ad esempio non le è riuscita nella lottata semifinale contro Garbine Muguruza. Insomma, nessuno spazio per le distrazioni per la campionessa di Costanza che cerca il suo primo successo agli Internazionali, dopo le due sconfitte consecutive in finale contro Elina Svitolina nel 2017 e nel 2018.

 

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La strenua difesa di Muguruza non basta: terza finale per Halep agli Internazionali di Roma

Terza finale al Foro Italico per Simona Halep che supera al terzo set, dopo 2 ore e 17 minuti, una mai doma Garbiñe Muguruza. Per la rumena è la 13° vittoria di fila dopo la pausa

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Simona Halep - Internazionali d'Italia 2020 (foto Giampiero Sposito)

Simona Halep e Garbiñe Muguruza hanno dato vita a una lotta degna di due ex n. 1 del mondo, ma alla fine l’ha spuntata la rumena. Dopo aver dominato il primo set e parte del secondo, sul 6-3 4-2, Halep ha subito la rimonta di una Muguruza in condizioni fisiche non ideali e ha rischiato di compromettere un vantaggio di 5-1 nel terzo set. Strenua difesa da parte della spagnola che si è aggrappata al match con le unghie e con i denti ma alla fine ha pagato il grande sforzo fisico e ha terminato il match con due doppi falli. La n. 2 del mondo raggiunge così la terza finale in carriera al Foro Italico: ha perso le altre due con Elina Svitolina, nel 2017 e 2018.

Un tennis granitico quello di Halep, rapida nei movimenti, solida in difesa e travolgente da fondocampo ma, a tratti, condizionato dalla tensione e dal nervosismo. Garbiñe è stata abilissima a trovare variazioni e aggressività, ma non è bastato; Halep, più fresca fisicamente, è uscita alla distanza e ha chiuso il match con lo score di 6-3 4-6 6-4. È la tredicesima vittoria consecutiva per la rumena dal post lockdown, dopo il successo a Praga.

SIMONA RULLO COMPRESSORE – L’inizio di primo set è caratterizzato dal ritmo forsennato imposto da Halep. Muguruza invece appare esitante e commette quattro errori che consentono alla rumena di strapparle subito il servizio. Halep continua a spingere, sempre in avanzamento per mettere pressione a Garbiñe ed è a un soffio dal 3-0; tuttavia, la spagnola si salva, per poi trovare progressivamente il giusto ritmo e la profondità. Sul 2-1 Halep, è Muguruza ad avere tre palle per il 2-2 ma Simona accelera il ritmo, martella sugli angoli e cancella così le tre occasioni di break spagnole. Da questo momento, Halep sale di nuovo in cattedra, diventa sempre più precisa con il rovescio e sale così 5-1. Perfetta la rumena negli spostamenti e nella ricerca degli angoli, sempre in spinta. Muguruza tenta di tenerle testa, entra progressivamente dentro il campo e riesce così ad ottenere un secondo gioco sul 2-5. Qui Halep si concede una distrazione, Muguruza sale ancora 3-5 ma “Simo” disegna benissimo il campo e dopo 39 minuti intasca la prima frazione per 6-3.

 

STRENUA RESISTENZA DI MUGURUZAMedical Time Out per la spagnola alla fine del primo set per un problema fisico: Garbiñe infatti sembra in difficoltà negli spostamenti e nella spinta con le gambe. Nonostante ciò, resiste con grinta e con una continua ricerca della profondità. Halep sale ancora 3-1, continuando a tempestarla con incrociati stretti e colpi profondi; la rumena è ottima anche al servizio, con prime varie e precise. Ma la spagnola non ci sta a soccombere. Partono dalle sue corde colpi rabbiosi e profondi. Ora è anche Simona a correre da un angolo all’altro, pressata da Garbiñe che scende anche a rete. Giunge il break e Muguruza accorcia il gap sul 2-3 per poi tallonare ancora Simona sul 3-4.

I punti vengono scanditi da un intenso bum bum da fondo da parte di entrambe, con la spagnola che a volta riesce a rubare il tempo a Simona verticalizzando il gioco. Muguruza attacca ma Halep rivela ancora una volta una mobilità straordinaria, sorprendendola con un passante di dritto in corsa incrociato stretto. La n.17 del mondo, spesso in difficoltà, cerca di abbreviare gli scambi con maggiore aggressività ma Halep la costringe sempre alla fase difensiva. Garbiñe resiste e d’orgoglio fa 4-4. Variando le rotazioni, Muguruza infila tre giochi consecutivi e sfila il set a un’avversaria improvvisamente insofferente e nervosa. La rumena paga un atteggiamento troppo passivo nella seconda parte del set: è 6-4, si decide tutto al terzo.

ALLA DISTANZA VINCE HALEP– La n. 2 del mondo reagisce e, nonostante Garbiñe abbia ritrovato ritmo ed energie, mette a segno il game d’apertura di terzo set e contrasta al meglio i tentativi di cambi di ritmo dell’avversaria. Ma ecco che un sanguinoso doppio fallo spagnolo consegna alla rumena il vantaggio del 2-0; se Garbiñe conferma ancora difficoltà al servizio, Simona invece ritrova le misure e il controllo degli scambi, imponendo di nuovo all’avversaria la supremazia nello score, e sale 3-0. Allunga ancora sul 4-0 ma non converte due palle break, permettendo così a Muguruza di mettere a segno il primo gioco del terzo set. Ma Halep sembra inesauribile e vola sul 5-1. Qui però qualcosa s’inceppa nel gioco della rumena.

Tenace e mai doma, Muguruza si gioca il tutto per tutto e piazza un altro parziale di tre game (recuperando i due break di svantaggio) per il 4-5. Grinta inesauribile per la spagnola che fa partire dalle corde soluzioni di cui non sembrava più disporre, a match quasi compromesso. Adesso è la rumena ad essere frastornata, ma viene ringalluzzita dai tre gratuiti dell’avversaria intenta a servire per la parità: due match point per Halep. Basta il primo, dopo il secondo doppio fallo di fila della spagnola che le permette di chiudere l’incontro e scacciare la paura.

Brava Halep, anche se il passaggio a vuoto di fine match ha rischiato di compromettere un lavoro quasi perfetto sino a quel momento; onore e merito alla reazione di Garbiñe Muguruza che, a dispetto di una condizione imperfetta, ha allungato un match che sembrava compromesso. Adesso Halep attende in finale una giocatrice ceca: sarà Karolina Pliskova o Marketa Vondrousova.

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Internazionali di Roma, uno stratosferico Schwartzman elimina Rafa Nadal!

El Peque gioca letteralmente la partita della vita e batte meritatamente un Rafa un po’ impreciso

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Diego Schwartzman a Roma 2020 (foto Twitter @InterBNLdItalia)
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Clamoroso a Roma: Diego Schwartzman batte Rafa Nadal, nove volte campione agli Internazionali d’Italia, con il punteggio di 6-2 7-5 in due ore e tre minuti, prendendosi la prima vittoria in carriera sullo spagnolo. L’argentino ha giocato probabilmente il miglior match della carriera, chiudendo a +14 nel rapporto fra vincenti e non forzati e a +18 negli scambi sopra ai cinque colpi, raggiungendo così la seconda semifinale romana consecutiva.

I confronti diretti dicevano 9-0 Nadal (22-2 i set), quindi un pronostico apparentemente chiuso (anche per via del livello espresso da Rafa nei primi due match), ma va detto che alcune sfide erano state decisamente combattute, soprattutto perché Schwartzman ha la risposta e l’anticipo lungolinea di rovescio che Rafa non gradisce, ma allo stesso tempo non è in grado, per limiti fisici evidenti, di giocare in salto sui topponi del maiorchino per lungo tempo (come si vede dalla grafica), finendo alla lunga per perdere campo, senza considerare che El Peque non ha ovviamente modo di vincere troppi punti facili.

 

PRIMO SET – Rafa, come sempre, è sceso in campo con idee molto chiare, nello specifico di muovere l’avversario con il classico gancio mancino (ma anche con il rovescio incrociato in cui è migliorato tantissimo in termini di abilità di salire sulla palla per tagliare l’angolo) e di alzare le traiettorie per impedirgli di mettere i piedi sulla riga di fondo. Schwartzman ha spesso usato il recupero in back per darsi il tempo di tornare verso il centro, per andare lungolinea con il rovescio bimane alla prima occasione e anticipando, se possibile.

La prima opportunità per Nadal è arrivata nel quarto game, quando Schwartzman ha cercato di approfittare della sua posizione profonda ma ha sbagliato la palla corta. La tds N.2 ha però spedito in rete un dritto incrociato non da lui, peraltro non la prima sbavatura con il suo colpo preferito. Altri errori hanno allora propiziato una chance per l’argentino, bravissimo a trovare il dritto in corsa per lo 0-40 e a ritorcere lo slice da sinistra di Rafa contro di lui, infilando il dritto nel campo aperto per il 3-2 e servizio, coronando un parziale di 9-0 e infilando alcune smorzate carezzevoli, come quella che ha preceduto questo muro su una veronica dell’avversario:

Nadal ha avuto la presenza di spirito di provare a cercare soluzioni alternative contro un avversario serafico al cospetto del consueto martellamento sulle diagonali, anche perché in diverse circostanze era lui ad essere buttato fuori su quella di sinistra, uno spettacolo a cui non avremmo mai pensato di assistere), e ha finito per forzare e sbagliare anche per via della penuria di punti diretti con il servizio – otto prime su 21 in campo dopo il 4/5 iniziale. Schwartzman si è procurato una palla per il doppio break su un rovescio sballato, ma Nadal ha tirato fuori una smorzata vincente per cavarsi d’impaccio, ma solo brevemente, perché Dieguito ha letto nel Pleistocene la palla corta e si è procurato una nuova occasione per il 5-2, incamerato su un altro drop shot che ha a malapena raggiunto la rete.

L’ottavo favorito del torneo si è quindi procurato due set point colpendo tre vincenti con i piedi dentro il campo, ma Nadal ha avuto un sussulto d’orgoglio, capitolando però su un altro grande inside-in dell’argentino e su un proprio errore di rovescio – 6-2 in 48 minuti. Momento di puro kleos di Schwartzman, che ha chiuso il set con cinque non forzati (13 i vincenti) e il 73% di punti fatti con la prima.

Rafa Nadal – Internazionali di Roma 2020 (foto Giampiero Sposito)

Quattro o cinque volte avevo sentito di essermi avvicinato a lui in passato, ma oggi ho provato a fare le stesse cose e sono riuscito a capitalizzare su tutte le occasioni che mi ha dato nel primo set“, ha commentato l’argentino sul primo parziale. “Da lì mi sono detto, ‘lui non gioca da sette mesi, devo riuscire a rimanere in partita’, ed ero pronto a provare a vincere anche al terzo, eventualmente“.

SECONDO SET – Se possibile, Schwartzman ha persino alzato il ritmo nel secondo, mulinando i piedini come un Kitchen Aid e salendo a doppia palla break con un vincente di rovescio incrociato, ma Nadal si è salvato con un pallonetto su cui l’avversario ha messo larga la volée dorsale e con un servizio vincente al centro. Interrotta la striscia di game persi, Rafa ha iniziato a colpire con una violenza belluina, salendo a palla break dopo due vincenti lungolinea, eppure Diego è riuscito a rintuzzare la sua spinta con un recupero a rete e un tocco prodigiosi ancorché ansimanti, o forse ancora più impressionanti proprio per questo motivo:

L’argentino non è mai arretrato, anche perché ha giocato la miglior partita della carriera quantomeno con il dritto (ma probabilmente non solo), e si è preso il 30-40 nel quinto gioco su un passante largo di Nadal, la cui prima ancora latitava. Rafa si è allora affidato al grande classico del repertorio mancino, servizio slice e discesa a rete, tenendo anche grazie al primo ace del set. El Peque ha invece continuato a mantenere altissimi livelli d’efficienza con la battuta (65% in campo con realizzazione di 73 e 83 percento nei primi tre turni), e, per quanto paradossale, era fisiologico che l’occasione successiva sarebbe stata depositata sul suo uscio: dritto inside-out largo di Rafa e 30-40, con il Toro di Manacor a cercare di uscire dallo scambio con la più languida delle palle corte, giunta a rete quasi per miracolo – 4-3 e servizio Schwartzman.

Nadal ha quindi mostrato grande umiltà, e si è messo a contenere la spinta dell’avversario, invitandolo a prendersi il match con diverse difese in back e traiettorie alte. Schwartzman ha iniziato a sbagliare un po’ di più e si è trovato subito 15-40, concedendo il contro-break alla seconda occasione finendo lontano dalla riga sui lift dello spagnolo. Al di là dell’effetto sorpresa, però, l’argentino vive di attrito da fondo, e ancora una volta è stato Rafa, sotto nel punteggio, a spazientirsi e sbagliare, venendo breakkato a zero su un banana shot millimetrico al termine di un duello a rete.

Ancora una volta, però, il braccio di Schwartzman ha tremato, mentre Nadal ha tirato fuori il suo più bel punto della settimana proprio al momento del bisogno con una demi-volée smorta appena dopo la rete, contro-breakkando a zero su una palla malgiudicata da Diego.

In un finale senza la minima logica, con tutta l’inerzia del mondo, Nadal si è inerpicato sulla diagonale di sinistra, commettendo due errori di dritto prima di essere passato per il 6-5 Schwartzman. La terza volta è stata quella buona perché, nonostante la solita refrattarietà alla sconfitta, però, l’iberico ha continuato a commettere troppi errori nello scambio, concedendo un match point che l’argentino si è venuto a prendere a rete, lanciando un meritato urlo liberatorio. +14 vincenti/unforced, +18 nei punti sopra cinque colpi.

Le ultime tre settimane sono state pessime per me, pensavo di dover andare ad Amburgo per prendere un po’ di ritmo, e invece…“, ha detto dopo la partita. “Non pensavo di poter vincere perché non stavo giocando bene ma oggi ho trovato il mio miglior livello, ho giocato più o meno come nel nostro match del Roland Garros 2017“.

Due parole anche sull’avversario di domani, un altro mancino come Denis Shapovalov, il cui allenatore Mikhail Youzhny era alla partita: “Io e Denis ci siamo allenati spesso insieme alle Bahamas, è un gran bravo ragazzo e sta giocando bene, non è più un Next Gen visto che ormai vale la Top 10. Sarà dura, ma se gioco come oggi posso batterlo“.

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