WTA Doha: Suarez Navarro conquista il suo primo Premier

WTA

WTA Doha: Suarez Navarro conquista il suo primo Premier

Suarez Navarro riesce a ribaltare una finale iniziata disastrosamente contro la giovanissima promessa Jelena Ostapenko. La nuova numero 6 al mondo vince 1-6 6-4 6-4, ma Ostapenko si candida a scalare rapidamente la classifica

Pubblicato

il

[8] C. Suarez Navarro b. J. Ostapenko 1-6 6-4 6-4 (di Lorenzo Dicandia)

La finale del Premier 5 di Doha non è una di quelle che, leggendo i nomi, richiami orde di appassionati sugli spalti o occasionali telespettatori davanti allo schermo. Jelena Ostapenko e Carla Suarez Navarro non hanno, l’una perché troppo giovane l’altra per motivi probabilmente caratteriali, un seguito mediatico paragonabile alle precedenti vincitrici del torneo qatariano. Un torneo nobile, nobilissimo, più per soldi che non per storia ma, del resto, Shakespeare sosteneva che: “Se il denaro scorre veloce, tutte le porte si aprono”, e le porte del trofeo di Doha si sono aperte a giocatrici come Seles, Hingis, Henin, Sharapova. Giunto alla sua quattordicesima edizione, quarta da Premier 5, Doha ha visto trionfare solo top 10. Una delle due protagoniste dell’ultimo atto odierno lo è già l’altra, probabilmente, lo diventerà.

Già, perché se Suarez Navarro è conosciuta ai più ed ha raggiunto finali di tornei anche più importanti di Doha, come Miami e Roma, oltre che la posizione numero 6 che occuperà dal prossimo lunedì, la sua avversaria Jelena Ostapenko potrebbe risultare ignota anche ad appassionati più assidui. Eppure la diciottenne di Riga ha un curriculum che rende già giustizia ad un gioco moderno e aggressivo e proprio di una classifica ben più alta dell’ottantotto che recita ora. Salirà infatti già almeno al numero 37 dopo questo torneo e sarà la più giovane giocatrice nella top 50. Bencic e Kasatkina, altre diciottenni sfoderate dalla classe ’97, che promette di cambiare rapidamente le gerarchie femminili, sono di qualche mese più anziane, o meno giovani se preferite. Ostapenko ha vinto Wimbledon juniores nel 2014, anno in cui è divenuta professionista, ed ha giocato e perso la sua prima finale lo scorso settembre a Quebec City, quando è entrata nelle top 100. Una scalata rapida, fatta di vincenti prodotti da ogni angolo del campo, dal rovescio bimane così naturale e penetrante al più costruito dritto.

 

La classifica, l’esperienza, il gioco mostrato nelle semifinali indicano decisi verso la stessa direzione: la spagnola dovrebbe essere nettamente favorita. Il gioco del tennis ed un’analisi più approfondita, possono indicare invece cose diverse. Lo stile di gioco di Ostapenko infatti può dare molto fastidio a quello di Suarez Navarro. La lettone prende la palla spesso in anticipo, è più potente di quello di Suarez Navarro e sul ritmo e da fondo potrebbe probabilmente guidare le redini del gioco. La spagnola, purtroppo, nonostante ne abbia il talento e le possibilità, varia poco il gioco e finisce spesso per fare a sportellate con giocatrici che le danno venti centimetri d’altezza. In più, Suarez Navarro ha un chiaro problema con le finali. Uscita vittoriosa in solo una delle dieci occasioni in cui si è giocata un trofeo, soffre di un blocco psicologico dovuto in buona parte ad una innata timidezza che poco si adatta alle fasi finali di un torneo. Dal canto suo Ostapenko, uscita dalla Bollettieri Academy, sembra aver preso una certa somiglianza, oltre che di gioco, anche di atteggiamento a Maria Sharapova. Ieri, intervistata in campo dopo la vittoria, ha fatto subito chiaro come non ci fosse nulla da festeggiare, è normale che sia arrivata in finale e ce ne saranno altre. Semplice, no?

Il primo set si mette immediatamente su ritmi insostenibili per Suarez Navarro. Ostapenko non sbaglia una palla ed il ritmo proposto dalla spagnola le fa il solletico. L’unico precedente fra le due, vinto da Ostapenko per 6-0 6-2, suggerisce del resto che l’aggressività della lettone si sposa a meraviglia con la costanza della spagnola. E così la giovanissima stella futura, di un futuro molto prossimo, fa subito il break in apertura e poi lo conferma e ne fa un altro e conferma anche quello. 4-0 insomma, 93% di prima e vincenti che piovono sulla povera Navarro da ogni dove. La spagnola non varia e soprattutto non gioca abbastanza profondo, non riuscendo di conseguenza neanche a muovere la lettone, che si trova a sprigionare la sua potenza in un raggio di campo limitato. Va detto che non sta sbagliando nulla e che quindi la partita potrebbe anche complicarsi con il passare del tempo nel caso in cui iniziasse Suarez Navarro riuscisse ad avvicinarsi ed a far sentire pressione alla lettone. La spagnola conquista il suo primo gioco a zero, evitandosi perlomeno la seconda ciambella di fila da Ostapenko. Il gioco successivo è il primo ai vantaggi ma Ostapenko, già a quota 10 vincenti, continua a picchiare sulle palle corte proposte dalla spagnola. Il gioco successivo segue a ruota quello visto in precedenza. Ostapenko conquista il set in 26 minuti, 6 giochi a 1. La spagnola si ostina a cercare lo scambio impostato sul ritmo, andando a sbattere contro un muro che le rimanda la pallina sempre più forte e sempre più veloce.

Suarez Navarro riesce nel secondo set a non far scappare la lettone, pareggiando i conti sull’uno a uno grazie al secondo vincente della partita. L’impressione è che se riuscisse a muovere Ostapenko con il dritto, ci potrebbe forse essere una partita. Qualche errore in più della lettone e qualche palla più profonda della spagnola permettono al secondo set di essere più interessante del primo. Il dritto funziona meglio a Navarro e così si seguono i servizi: 3-3. Nel settimo gioco arriva il primo allungo di Suarez Navarro. Ostapenko sbaglia due rovesci e la spagnola ne approfitta alla seconda palla break. Navarro tiene il servizio e va sul 5-3, giocando nettamente meglio: i colpi sono finalmente più profondi ed il dritto incrociato che così male aveva fatto a Radwanska inizia a far male anche alla lettone. Suarez Navarro chiude sul 6-4 un secondo set dove alla mancanza di varietà ha fatto sopperire una maggiore pesantezza di palla ed un uso più saggio del campo, costringendo spesso Ostapenko a colpire in corsa.

Ostapenko prova a scappare nel terzo set, ma una risposta vincente di dritto di Suarez Navarro le permette di recuperare il break: 2-1 per la lettone. Ostapenko inizia a sbagliare più frequentemente, pressata sia dal gioco della spagnola che dal punteggio. Un altro break permette a Suarez Navarro di salire 3 a 2. La lettone annulla un’altra palla break che avrebbe decretato un’irreparabile fuga della spagnola e si porta sotto tre a quattro. Ostapenko non ha più pazienza nei colpi e sbaglia il possibile contro una solidissima Navarro, in grado anche di attaccare quando se ne presenta l’occasione. La spagnola va a servire per il torneo sul 5 a 4. Un rovescio arrotato su cui Ostapenko arriva male le dà il primo match point, sprecato con un gratuito sempre di rovescio. Il secondo match point però è quello giusto. “Siiiiii” urlato al cielo e best ranking suggellato dalla vittoria più importante della carriera. Bravissima la spagnola per tutto il torneo ed in questa finale e successo e commozione meritati dopo una serie di finali finite nel modo sbagliato. Il torneo però ha visto anche la nascita di una stella: Jelena Ostapenko. Ricordatevi questo nome ed iniziate a seguirla, perché il futuro della WTA potrebbe parlare lettone.

Continua a leggere
Commenti

WTA

WTA Praga: Halep facile, Mertens soffre con Bouchard

Due game lasciati alla Lucky Loser Frech per Simona. Sfortunata Bogdan che si ritira avanti nel punteggio contro Krystina Pliskova

Pubblicato

il

I quarti di finale del torneo di Praga registrano la conferma del loro status di favorite da parte delle sole due teste di serie rimaste dopo l’uscita della n. 2 Petra Martic che, già in non ottimali condizioni fisiche in quel di Palermo, ci saremmo aspettati aggiungersi alla lista dei forfait. Halep passeggia mentre Mertens fatica anche per la diversa caratura delle avversarie, Begu e Kung impiegano due ore e mezza per terminare il loro ottavo di finale sospeso giovedì con somma gioia (vedremo se giustificata) di Sorribes Tormo che attendeva la vincitrice e la Pliskova mancina “rompe” la… dirompente avversaria (involontariamente).

HALEP SENZA PROBLEMI – Dopo le battaglie dei primi due turni, Simona Halep non fatica più del previsto contro la lucky loser Magdalena Frech, n. 174 WTA, e guadagna la semifinale in poco più di un’ora. Dopo lo scambio di break in apertura, entrambi da ascrivere ad Halep, la numero 2 del mondo impone il suo ritmo indubbiamente superiore e procede veloce verso la conquista del primo parziale. Un moto d’orgoglio di Frech rallenta in extremis la corsa rumena, ma il 6-2 è inevitabile. Quel vago equilibrio del finale di set continua all’inizio del secondo grazie alla generosità in difesa della ventiduenne polacca; gli sforzi non pagano in termini di punteggio e allora l’incontro fugge via in un attimo verso il 6-0. Un’ora di allenamento agonistico per una Halep forse fin troppo soddisfatta di quanto espresso in questa occasione non certo irta di difficoltà. In ogni caso, la favorita si prende un posto fra le prime quattro al torneo del rientro, aspettando la vincitrice fra Sorribes Tormo e Begu.

MERTENS PER SBAGLIO – Questa settimana, Eugenie Bouchard sembra aver ritrovato una qualche parvenza del suo miglior gioco, ma cede a Elise Mertens un incontro che era decisamente girato in suo favore. Vinto un primo parziale ben giocato da entrambe, infatti, la belga si assopisce vistosamente, ma è “costretta” ad approfittare dell’improvvida sveglia suonata suo malgrado da Genie. La canadese, attualmente n. 330 della classifica, era alla ricerca della terza vittoria consecutiva in un torneo, evento che non si verifica dall’ottobre 2018 in Lussemburgo (ne vinse addirittura sei in quell’occasione, arrivando in semifinale partendo dalle qualificazioni). D’altra parte, non è facile rimanere concentrati sul tennis dopo la causa contro la USTA durata oltre due anni e l’attività sui social media, quindi non aveva meravigliato la striscia di 13 incontri persi dello scorso anno. Se invece riuscirà a mantenere viva la fiamma riaccesa in questi giorni, potrà tornare a togliersi delle soddisfazioni anche sul rettangolo di gioco.

 

Dotata di un’intelligenza tattica fastidiosa (per l’avversaria), Elise non ha punti deboli nel suo arsenale a cui ricorre non per sfoggio bensì per scelta puntuale. Bouchard spinge come sa nel tentativo, spesso fruttuoso, di sfondare da entrambi i lati; si salva con il servizio al quarto gioco e sorpassa in quello successivo grazie anche a un paio di disattenzioni di Mertens, che tuttavia alza prontamente il livello e rimette a posto il punteggio. Come nei giorni precedenti, il timing sui colpi a rimbalzo di Eugenie è davvero ottimo, ma svanisce nel momento meno opportuno, vale a dire quando serve per restare nel set, e il parziale va alla numero 3 del seeding. L’equilibrio è dimostrato non solo dalle percentuali simili delle due (con la canadese che ha ovviamente numeri più alti sia nei vincenti sia negli unforced), bensì anche da quanto poco basti alla favorita, in termini di imperfezioni, per andare sotto nel punteggio. A differenza di quanto accaduto in precedenza, però, la maggiore aggressività belga per tentare di riprendersi subito il break in apertura non si concretizza anche per meriti canadesi e Genie vola sul 4-0 inaspettatamente indisturbata per poi chiudere 6-1 di fronte al fantasma di Mertens.

Elise scompare dal campo anche in senso letterale prima dell’inizio della partita finale, mentre l’avversaria scalpita, preoccupata che non svanisca pure l’inerzia a lei favorevole; e, in effetti, non appare più così centrata alla ripresa delle ostilità. Ma la ventiquattrenne di Leuven è ancora poco lucida, come dimostrano gli inusuali errori in manovra e le indecisioni a rete, eppure si tiene attaccata nel punteggio e, dal nulla, allunga al quinto game – o, meglio, le lascia gratuitamente strada Bouchard che incassa anche un warning, perché subire un break quando l’avversaria quasi non la butta di là merita almeno una palla scagliata fuori dal circolo. Mertens si affida al servizio per tenere il vantaggio, annulla una palla del 4 pari e raggiunge in semifinale Kristyna Pliskova, che non ha certo faticato per superare Ana Bogdan

LA SFORTUNA DI ANA – Il colpo che fa la differenza è il rovescio con cui Ana Bogdan potrebbe chiudere un primo set dominato contro Kristyna Pliskova; la palla finisce in corridoio e, un minuto dopo, invece di essere seduta sotto la sedia di Marija Cicak in attesa di riprendere da dove aveva terminato, si ritrova a correre cercando di raggiungere la smorzata giocata dall’avversaria in risposta alla seconda di servizio. Un attimo prima di raggiungerla, si tocca la parte posteriore della coscia sinistra già protetta da una fasciatura: impossibilitata a riprendere il gioco, il suo quarto di finale finisce lì.

Risultati:

quarti di finale

K. Pliskova b. A. Bogdan 2-5 rit.
[3] E. Mertens b. [WC] E. Bouchard 6-4 1-6 6-4
[1] S. Halep b. [LL] M. Frech 6-2 6-0
S. Sorribes Tormo v. I. Begu

ottavi di finale
I. Begu b. [LL] L. Kung 6-7(3) 7-5 7-6(7)

Il tabellone completo

Continua a leggere

WTA

Halep a fatica se la cava di nuovo a Praga, solida Bouchard

La n. 2 del mondo accusa un dolore alla spalla ma vince in rimonta contro la wild card Krejcikova. Vittoria sofferta e convincente per Bouchard

Pubblicato

il

Simona Halep - Praga 2020 (via Twitter, @WTA)

Ancora il grande caldo a Praga, intervallato da forte folate di vento, ha caratterizzato la giornata di mercoledì dedicata ai secondi turni. È scesa di nuovo in campo la numero 1 del tabellone Simona Halep e come accaduto nel suo precedente incontro, ha trovato dall’altra parte della rete una tennista in grande forma e per avere la meglio ha dovuto far ricorso a tutte le sue energie. L’avversaria in questo caso è stata la ceca Barbora Krejcikova, attuale n. 118 ed ex numero 1 di doppio che ha fatto valere alla grande le sue doti sotto rete.

CHE FATICA HALEP – La tennista di casa ha effettuato un’ottima preparazione durante i torni di esibizione vincendo ben 10 partite sulla terra battuta, e contro Halep ha adottato uno stile molto aggressivo a partire dalla risposta. La romena raramente è riuscita a tenere in mano il controllo degli scambi e anche in difesa ha sofferto molto, sopratutto sul lato del rovescio. La wild card locale ha giocato una partita superba vincendo il primo set in un battibaleno, e anche nei momenti di difficoltà attraversati nel secondo set si è fatta valere. In quel caso Halep si era portata prepotentemente in vantaggio 5-2, ma la disinvoltura di Krejcikova mista ad un’eccessiva titubanza da parte della romena avevano riaperto i giochi. La consueta tenacia di Halep è stata fondamentale per riuscire a chiudere il secondo set alla sesta occasione ma è sempre stata la ceca a dettare il gioco e a sembrare molto più a suo agio in campo.

Col passare dei game è emerso anche un problema fisico per l’attuale n. 2 del mondo la quale, tra secondo e terzo set, ha fatto ricorso all’intervento della fisioterapista per un dolore tra la spalla destra e il collo (ripetuto poi al cambio campo successivo); la prolungata inattività interrotta bruscamente con due partite tanto dispendiose sicuramente non avranno giovato al suo fisico. Nel parziale decisivo c’è stata comunque un’ulteriore svolta nel match: tutto lasciava supporre un dominio della tennista ceca, ma una volta sfumata la chance del 3-0 per Krejcikova, l’indomita Halep si è rimessa sui binari giusti e con 6 game consecutivi ha portato a casa la partita dopo 2 ore e 7 minuti.

 

Se questo torneo deve essere l’ago della bilancia per decretare la presenza o meno di Halep agli US Open, al momento la sua preparazione non sembra ottimale. Mentalmente oggi è riuscita a ribaltare una partita che sembrava già persa ma sul piano fisico è apparsa ancora troppo incerta. Il terzo turno contro la lucky loser Magdalena Frech dovrebbe dargli un po’ più di respiro e sarà forse più facile fare una valutazione della sua condizione.

SOLIDA BOUCHARD – Ad aprire la giornata alle 11:00 era stata un’altra wild card, Eugenie Bouchard scesa attualmente alla posizione n. 322 del ranking. Dopo l’agevole vittoria nel primo turno, è arrivato un’altro successo convincente per lei ma questa volta molto più sudato. La canadese ha infatti battuto Tamara Zidansek per 7-6(2) 6-7(2) 6-2 in 2 ore e 52 minuti dopo un incontro sfiancante. Entrambe hanno impostato la loro partita col gioco da fondo e solo ogni tanto la slovena tentava delle variazioni con la smorzata di dritto. Il grande equilibrio – testimoniato anche dalla durata del primo set, 71 minuti – è svanito durante i due tie-break dominati rispettivamente il primo dalla canadese e il secondo dalla slovena. In più occasioni Bouchard ha sperperato un vantaggio tanto faticosamente conquistato, ma alla lunga è stata lei ad avere il maggior controllo delle operazioni e ha mostrato un atteggiamento decisamente positivo, supportato da un’ottima prestazione alla battuta. Ad ogni errore ha sempre reagito con determinazione e la sua superiorità è emersa nel parziale decisivo.

Risultati secondo turno:

[WC] E. Bouchard b. T. Zidansek 7-6(2) 6-7(2) 6-2
[LL] M. Frech b. A. Rus 6-3 2-6 6-4
[1] S. Halep b. [WC] B. Krejcikova 3-6 7-5 6-2
S. Sorribes Tormo b. L. Siegemund 6-2 6-3
I.C. Begu vs [LL] L. Kung 6-7(3) sospesa

Il tabellone completo

Continua a leggere

WTA

Gauff supera Sabalenka a Lexington

Prosegue la marcia della sedicenne Cori “Coco” Gauff che sconfigge la testa di serie n.2 Aryna Sabalenka. Giovedì sera 31° “Sister Act” tra Venus e Serena Williams

Pubblicato

il

Coco Gauff a Lexington 2020 (foto Wilson/TSOpen)

Prosegue a Lexington, in Kentucky, Il Top Seed Open, primo torneo WTA sul suolo statunitense dopo l’interruzione per la pandemia. Nella giornata di mercoledì dedicata al secondo turno della parte bassa del tabellone, l’incontro di cartello ha visto di fronte la testa di serie n.2 Aryna Sabalenka (n.11 WTA) e la sedicenne statunitense Coco Gauff (n. 53 WTA).

La partita non ha regalato gran tennis, con le due protagoniste che hanno commesso molti errori gratuiti, inclusi ben 24 doppi falli. Il primo parziale è stata una vera altalena di punteggio, passando dal 2-1 Sabalenka al 5-2 Gauff, per poi vedere la bielorussa andare a servire per il set sul 6-5 ma finire per cedere il parziale al tie-break per 7 punti a 4 dopo aver sprecato lo sprecabile all’inizio del “gioco decisivo” finendo subito sotto per 0-5. Dopo una lunga sosta fisiologica, Sabalenka è tornata in campo più centrata riuscendo a sfruttare un calo della teenager della Florida che ha lasciato scappare l’avversaria sul 5-2 nel secondo set, terminato con uno scambio di break che ha siglato il punteggio sul 6-4.

Dopo ben quattro break nei primi sei giochi del parziale conclusivo, Gauff ha effettuato l’allungo decisivo quando, dopo aver fallito l’ennesima palla break al settimo gioco, ha chiuso il match con un parziale di 12 a 3.

 

Sicuramente non ho giocato il mio miglior tennis oggi – ha spiegato Gauff al termine della battaglia – d’altronde è impossibile giocare il proprio miglior tennis per quasi tre ore: quando si gioca al meglio si tende a finire prima. Tuttavia non sono insoddisfatta del mio gioco, sono contenta di essere rimasta concentrata nei punti importanti. Ho giocato solo poche partite, non sono preoccupata per il mio livello di gioco, che è sicuramente molto meglio del livello degli allenamenti della settimana scorsa”.

Al prossimo turno Gauff si troverà di fronte la testa di serie n.8 Ons Jabeur (n. 39 WTA) che ha battuto al secondo turno la qualificata Olga Govortsova. “Sarà un match completamente diverso rispetto a quello di oggi – ha spiegato Gauff – lei è una giocatrice che sa variare molto bene i colpi, usa molto lo slice, sarà una partita difficile”.

Negli altri incontri vittorie per la ceca Bouzkova su Blinkova e dell’americana Brady sulla polacca Linette.

Grande attesa per la trentunesima sfida tra le sorelle Williams in programma giovedì non prima delle 12.30 locali, le 18.30 in Italia. I precedenti vedono in vantaggio Serena per 18 vittorie contro 12, con l’ultimo incontro tra le due che risale allo US Open 2018 nel quale Venus è riuscita a racimolare appena tre games.

Tutti i risultati:

[8] O. Jabeur b. [Q] O. Govortsova 3-6 6-2 6-4
M. Bouzkova b. A. Blinkova 6-4 6-2
C. Gauff b. [2] A. Sabalenka 7-6(4) 4-6 6-4
J. Brady b. [6] M. Linette 6-2 6-3

Il tabellone aggiornato

Il programma di giovedì 13 agosto

Centre Court – ore 11 (le 17 in Italia)
J. Teichmann v [5] Y. Putintseva
Non prima delle 12.30 (le 18.30 in Italia)
[1] S. Williams v V. Williams
Non prima delle 14 (le 20 in Italia)
C. Bellis v J. Pegula
[WC] S. Rogers v [Q] L. Fernandez

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement