ATP Challenger Cortina: Joao Souza re delle Dolomiti

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ATP Challenger Cortina: Joao Souza re delle Dolomiti

Si conclude con la vittoria del brasiliano Souza il torneo di Cortina. Un Laslo Djere spento e falloso lotta solo a tratti con il sudamericano

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dal nostro inviato a Cortina, Carlo Soldati

J. Sousa b. L. Djere 6-4 7-6(4)

Giornata di festa a Cortina. Il sole splende nel cielo e nemmeno una nuvola lo turba, a differenza degli altri giorni. La finale può così prendere avvio in un contesto ideale: il campo è perfetto, le condizioni meteo pure. I due contendenti scendono in campo consci delle loro possibilità e di poter entrambi ambire al titolo: per Laslo Djere si tratterebbe del primo in assoluto, mentre per Joao Souza vincere significherebbe uscire da un lungo tunnel che non lo ha più visto sollevare un trofeo da gennaio 2014.

 

La partita, come spesso accade in finale, non è stata la più bella del torneo. I giocatori, vuoi per il caldo, vuoi per la stanchezza o ancora per l’emozione che una finale porta con sé, non esprimono il loro miglior tennis sicché di scambi se ne vedono pochi e si concludono spesso con un gratuito.

Il primo allungo del match lo compie Souza portandosi 3 a 1, ma si fa subito contro-breakkare. Djere sale 4 a 3, però un game disastroso alla battuta sul 4 pari culminato con un comodo smash in rete sancisce la vittoria del set di Souza. Il brasiliano allunga sul 4 a 1 nel secondo set e proprio quando tutto sembra concludersi ecco la reazione del giovane serbo. Il suo body language appare molto più positivo di qualche minuto prima (quando addirittura sembrava stare in campo solo per onor di firma) e così grazie ad un vistoso calo con il servizio e il rovescio di Souza riesce a portarsi 6 a 5. Il tie-break è alle porte. Lì tutto può succedere. Souza, che non ci sta a perdere la sua seconda finale stagionale, raggruppa le sue ultime energie e chiude 7 punti a 4. Si procura il match point dopo lo scambio più lungo del match sul 5 a 4 e servizio. Temporeggia troppo prima di servire per il punto successivo e viene giustamente ammonito con un warning. Nel frattempo confabula con il suo coach: “Vado” gli chiede, “Vai nero” gli risponde. Serve and volley vincente e Joao può distendersi sul centrale di Cortina liberando tutta la sua gioia. È l’unico serve and volley del match. Da notare che anche il giorno precedente aveva vinto la partita contro Andreozzi con il serve and volley.

A fine del match il direttore del torneo Andrea Mantegazza, al quale vanno fatti i complimenti per il perfetto svolgimento delle gare, premierà i finalisti aiutato dal vice presidente della Fit Gianni Milan. Uno stanco e deluso Djere ha dichiarato: “Grazie a tutti, oggi non stavo bene fisicamente, ma ho provato a fare del mio meglio. Complimenti agli sponsor e a tutti quanti hanno reso possibile la realizzazione di questo torneo”. Per Djere la settimana si è rivelata sicuramente positiva avendo raggiunto la sua seconda finale stagionale di livello dopo quella persa a Milano con Marco Cecchinato. Il suo coach Alberto Castellani sa dove far lavorare il suo pupillo e siamo convinti che presto vedremo il serbo classe ’95 nel tennis che conta.

Joao Souza raggiante dirà: “Nel secondo set sono stato tradito dall’emozione: non vincevo un titolo da più di due anni e essere avanti 6-4 4-1 mi ha fatto riflettere poiché mi trovavo veramente vicino a raggiungere l’obiettivo. Sono veramente felice della vittoria”. Il brasiliano, dopo aver ricevuto i meritati premi, si è concesso alla stampa e ai ball boy che non vedevano l’ora di poter essere immortalati con il loro beniamino, sempre molto disponibile e sorridente con tutti.

Il presidente del Country Club Cortina Paola Bergamo, infine, ha rinnovato l’appuntamento agli appassionati per il prossimo agosto e, credetemi, ne vale la pena.

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Challenger di Genova: tre italiani raggiungono i quarti di finale

Pellegrino e Cecchinato proveranno a sovvertire il pronostico, mentre Brancaccio cercherà di far valere la migliore classifica. Male gli altri azzurri a Braga e Sibiu

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Tennis Internazionali San Marino Open, ATP Challenger, Marco Cecchinato, 13 Agosto, 2021. Foto Felice Calabro’

Il Challenger 125 di Genova è senza dubbio uno degli appuntamenti più importanti della stagione, fosse anche solo per la qualità dei giocatori che ogni anno non perdono l’occasione di venire a Valletta Cambiaso. E’ un torneo che Lorenzo Sonego ha vinto due volte (2018 e 2019) e che vanta nel proprio albo d’oro i nomi di Stefanos Tsitsipas (2017) e di Fabio Fognini (2008 e 2010). Gli italiani partecipano sempre in massa e quest’anno in tre si sono qualificati per i quarti di finale. A cominciare da Raul Brancaccio che, confermando come il 2022 sia il suo anno migliore di sempre, ha superato a sorpresa nel secondo turno Francesco Passaro, lui pure reduce dalla migliore stagione della sua carriera. Se il perugino appare però in una fase di leggero ripiegamento il 25enne di Torre Del Greco continua a spingere come se non ci fosse un domani, come conferma il 6-2 3-6 6-1 con cui si è guadagnato la sfida, in cui non ci sono precedenti, col bulgaro Adrian Andreev (n.309 ATP). Qualificato anche Andrea Pellegrino che ottiene un ottimo risultato battendo con il secco punteggio di 6-4 6-2 la testa di serie n.5, lo spagnolo Pablo Andujar (n.117 ATP). E nei quarti cercherà di riannodare i fili di un racconto che si è un po’ interrotto dopo la vittoria di Vicenza a fine maggio. Troverà ad attenderlo la prima testa di serie del torneo (n.40 ATP), lo spagnolo Albert Ramos-Vinolas che contro il nostro Andrea Vavassori se l’è vista decisamente brutta. Infatti il tennista torinese, dopo aver vinto il primo set, sembrava abbastanza in controllo, almeno fino al sesto game del secondo parziale quando un doppio fallo (alla fine ne commetterà dieci) gli costa il break che invertirà l’inerzia del match. Da quel momento in poi Ramos-Vinolas salirà di livello, proprio mentre l’azzurro accusa qualche passaggio a vuoto. Il punteggio finale a favore dell’iberico 3-6 6-3 6-3. L’ultimo del terzetto è Marco Cecchinato che supera un po’ a sorpresa Matteo Arnaldi (6-4 7-5), sorpresa dovuta non tanto ai quarti di nobiltà ma ai risultati di una stagione che ha visto il forte miglioramento del sanremese e la lunga crisi del Ceck. La sfida che lo attende nei quarti contro il serbo Dusan Lajovic (n.93 ATP) non è di quelle semplici. Eliminati al secondo turno Matteo Gigante che paga dazio all’austriaco Sebastian Ofner (2-6 6-1 6-3) e il giovanissimo Gabriele Piraino che oggettivamente nulla poteva contro Lajovic (6-3 6-2), giocatore al momento non alla sua portata.

Al Challenger 80 di Braga (Portogallo, terra battuta) i tre italiani in tabellone naufragano senza troppa gloria al loro esordio. L’unico che prova ad ingaggiare battaglia è Franco Agamenone che, forse stanco per una stagione molto lunga e ricca di soddisfazioni, perde 6-3 7-6(7) dall’olandese Jelle Sels (n.196 ATP). Per carità una sconfitta che ci può stare perché il 25enne originario di Woerden è giocatore insidioso, ma la sorpresa deriva dal fatto che in questa stagione l’italo-argentino ci aveva abituati fin troppo bene. Lorenzo Giustino continua nel suo momento orribile e il francese Manuel Guinard ha vita facile (6-2 6-4), come vita facile ha la prima testa di serie del torneo, il padrone di casa Nuno Borges che regola 6-3 6-4 un irriconoscibile Jimbo Moroni che, dopo i problemi fisici che gli hanno fatto perdere tutta l’estate, stenta tremendamente a riprendere il giusto ritmo.

Erano tre gli azzurri che sono andati a cercare gloria al Challenger 80 di Sibiu (terra battuta), città di 400.000 abitanti nel cuore della Transilvania. Mattia Bellucci è stato subito eliminato in rimonta dal tedesco Louis Wessels col punteggio di 4-6 6-3 6-4, così come Riccardo Bonadio che ha perso con un doppio 6-3 contro il bosniaco Nerman Fatic (n.258 ATP). Un po’ di strada in più ha percorso Giovanni Fonio che, dopo aver superato all’esordio lo svedese Dragos Nicolae Madaras, è stato poi eliminato dal russo Ivan Gakhov (n.288 ATP) 6-4 6-2.

 

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Il mezzo miracolo di Dominic Thiem al Challenger di Rennes

Al Challenger francese, l’ex n.3 del mondo arriva in finale ma viene battuto nettamente da Humbert. Vittorie anche per Moutet e Albot

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Dominic Thiem - Challenger, Rennes 2022 (Instagram @domithiem)

Anche se questa è stata una settimana interamente focalizzata sui gironi di Round Robin della Coppa Davis, non sono certo mancati spunti interessanti dal circuito Challenger. A partire dal ritorno alla ribalta di Dominic Thiem che al Challenger 90 di Rennes (cemento indoor) è finalmente tornato a ruggire. E’ infatti arrivato a giocarsi una finale dopo oltre due anni d’inferno, costellati da infortuni a non finire e dalla conseguente, precipitosa, discesa in classifica. Purtroppo in finale Ugo Humbert non è stato d’accordo nel suggellare il tutto con il classico lieto fine e ha stoppato brutalmente (6-3 6-0) l’austriaco cui però non mancano i motivi per sorridere, a cominciare dal rientro in top 200, precisamente alla posizione n.182. Nel corso della settimana poi Thiem aveva vinto delle partite non banali come quella con Hugo Gaston in semifinale, per non parlare della sfida vintage nell’esordio con Gilles Simon. Per Humbert (ex n25 ATP) è il settimo titolo in carriera e un passo verso il sospirato rientro in top 100. 

Ma anche il Challenger 125 di Stettino (terra battuta) ci ha mandato segnali importanti, come quello relativo al nostro Raul Brancaccio che ha disputato un magnifico torneo arrivando fino alle semifinali dove è stato eliminato da Dennis Novak col punteggio di 6-4 7-6(9). Novak che a sua volta ha ceduto in finale con l’onore delle armi a Corentin Moutet che ha vinto 6-2 6-7(5) 6-4. Per il 23enne mancino originario di Parigi è il quinto successo nel circuito che si accompagna al nuovo best al n.64 ATP. Sempre dalla Polonia altre belle notizie ci giungono dal torneo di doppio che ha visto la vittoria della ricomposta coppia Vavassori/Brown che in finale hanno battuto Pavlasek/Jebavy col punteggio di 6-4 5-7 10/8. Per il tennista torinese è il tredicesimo successo Challenger (il quarto in stagione) che gli regala anche il nuovo best ranking alla posizione n.55 ATP. Siamo personalmente molto felici non solo per Andrea ma per la coppia che è, oltre che una bella combinazione tecnica, un forte sodalizio umano. I due sono amici anche fuori dal campo (e non succede spesso) e appena i rispettivi impegni glielo consentono si ritrovano e, come succede ai vecchi amici, sembra che il tempo non sia trascorso. Per loro è il quarto trofeo in un solo anno (Tulln, Napoli e Cordenons i precedenti). 

Fatto un rapido accenno alla vittoria di Radu Albot al Challenger 80 di Instanbul (cemento outdoor) con netta vittoria in finale su Lukas Rosol (6-2 6-0), passiamo a quella che è in realtà la notizia più importante della settimana a proposito del circuito Challenger e cioè dalle parole di Andrea Gaudenzi (presidente dell’ATP) che annuncia una profonda trasformazione del settore a partire dal 2023. Ricorderete le sue infelici dichiarazioni sui Challenger alla fine del 2021, dichiarazioni che mettevano in dubbio la sostenibilità stessa di questa tipologia di tornei. Memore del vespaio sollevato, oggi Gaudenzi torna alla carica, anche se in maniera più organica e meditata: “Il Challenger Tour è il trampolino di lancio del tennis professionistico maschile. Quello di oggi è un passo avanti fondamentale per l’intero ecosistema. Il nuovo piano aumenta il potenziale di guadagno per i giocatori e migliora l’equilibrio complessivo”. 

 

Vediamo nel dettaglio questi miglioramenti: dall’anno prossimo scompariranno le categorie Challenger 90 e 110, per cui rimarranno solo i 50, 75, 100 e 125. Con l’introduzione di tre eventi di categoria speciale (175) che si disputeranno in contemporanea con la seconda settimana dei Master 1000 di Indian Wells, Roma e Madrid. Aumenterà del 60% il montepremi complessivo e verranno maggiormente tutelati i giocatori che perderanno nei primi turni. Il numero dei tornei passerà da 183 a 195. Che dire? E’ troppo presto per dare una valutazione anche perché veniamo da due anni in cui si è navigato a vista e tuttora il calendario viene reso pubblico ogni due mesi, senza cioè lasciare che lo sguardo si avventuri troppo oltre. Tanto per dire, al momento non c’è ancora nulla di ufficiale relativamente al prossimo mese di dicembre. Quindi, pandemia permettendo, bisognerà aspettare la prova dei fatti perché una tale puntigliosa elencazione ci lascia qualche dubbio. Bisognerà infine capire se ci saranno cambiamenti anche a livello Futures, che è il vero anello di congiunzione tra i tornei juniores e il tennis professionistico. 

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L’ATP riforma e potenzia il circuito Challenger: tutte le novità del 2023

Previsto un importante aumento dei montepremi e del numero dei tornei. Gaudenzi: “Questo è solo l’inizio”

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Fin dalla sua nomina come presidente dell’ATP Andrea Gaudenzi si era proposto di ripensare e riformare il circuito Challenger. Verso la fine del 2021 aveva avuto un’uscita un po’ infelice sulla sostenibilità del tour cadetto, ma a quasi un anno di distanza da quelle dichiarazioni ecco che l’ATP ha divulgato tutte le novità che riguarderanno i tornei Challenger a partire da gennaio 2023.

Commentando le modifiche apportate, lo stesso Gaudenzi ha dichiarato: “Il Challenger Tour è il trampolino di lancio del tennis professionistico maschile. L’annuncio di oggi è un passo avanti fondamentale per l’intero ecosistema. Il nuovo piano aumenta il potenziale di guadagno per i giocatori e migliora l’equilibrio tra categorie, superfici e location dei tornei. Inoltre pone una rinnovata attenzione sull’innalzamento degli standard dei tornei. Anche questo è solo l’inizio. Il nostro team si impegna a fornire ulteriori miglioramenti nei prossimi mesi e anni“.

Di seguito i punti chiave della riforma:

 

Categorie semplificate

Dall’anno prossimo non esisteranno più tornei Challenger 90 e 110. Le categorie passano dunque da sei a quattro:

  • Challenger 50
  • Challenger 75
  • Challenger 100
  • Challenger 125

In realtà sarà introdotta una quinta categoria, rappresentata da tre soli eventi Challenger 175, che si disputeranno in contemporanea con la seconda settimana dei Masters 1000 di Indian Wells, Roma e Madrid. Questi tre tornei metteranno in palio un montepremi di 220.000 dollari.

Aumento del montepremi

Il montepremi totale del circuito Challenger passerà da 13,2 milioni di dollari a 21,1 milioni, con un aumento del 60%. In particolare i Challenger 75 aumenteranno il prize money a 80.000 dollari (da 53.120), mentre i Challenger 100 arriveranno a 130.000 dollari (da 106.230). Verrà inoltre migliorata la redistribuzione per quanto riguarda i primi turni, in modo da rendere più sostenibile l’attività dei tennisti impegnati in questo genere di tornei.

Aumento dei tornei

Il Challenger Tour 2023 ha in programma di organizzare un numero record di 195 eventi, rispetto ai 183 del 2022, creando maggiori opportunità per i giocatori. L’idea è quella di allineare l’attività Challenger con l’ATP Tour e offrire un migliore equilibrio dei tornei in termini sia di tipi di superficie che di paesi ospitanti. Inoltre è previsto un aumento del 170% del numero di eventi Challenger 100 e 125 così da migliorare il flusso e la mobilità dei giocatori.

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