Il manager di Petra Kvitova: "L'infortunio rimane grave"

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Il manager di Petra Kvitova: “L’infortunio rimane grave”

Il recupero della ceca, accoltellata alla mano lo scorso dicembre, non procede così spedito

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La stagione di belle storie tennistiche del 2016 si era conclusa, purtroppo, con la tremenda notizia dell’aggressione domestica subita da Petra Kvitova. Assalita da un malintenzionato, entratole in casa spacciandosi per elettricista, la ceca aveva riportato una profonda ferita da coltello alla mano sinistra (quella “dominante”) con lacerazione dei tendini e di due nervi. Immediata l’operazione chirurgica, al termine della quale si era parlato di tre mesi di stop – due col gesso, il terzo comunque senza poter sollevare pesi. Nonostante lo spavento e la gravità del fatto, considerato che nelle primissime ore si sentiva parlare di carriera compromessa, ne era nato un certo ottimismo.

Ottimismo che però è in parte lenito dalle parole di Miroslav Cernosek, manager di Kvitova e figura di spicco nel tennis ceco di alto livello. Intervistato su vari temi dalla testata web locale iDNES, Cernosek si è rabbuiato alla domanda sulle condizioni dell’ex campionessa di Wimbledon e sui tempi del suo rientro. “La situazione rimane difficile. Petra cercherà di tornare a giocare, ma le sue non erano ferite lievi  ha detto, chiudendo di fatto l’argomento in poche e non certo incoraggianti parole.

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Australian Open

Australian Open: Tsitsipas in controllo. Kyrgios-show, Auger-Aliassime al quinto

Il greco supera Ymer senza strafare, Nick serve alla grande anche in tweener. Felix esce alla distanza su Ruusuvuori, fuori Humbert con Gasquet

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Stefanos Tsitsipas - Australian Open 2022 (Instagram - @australianopen)
Stefanos Tsitsipas - Australian Open 2022 (Instagram - @australianopen)

Terzo incontro dell’anno e anche terzo dopo l’intervento al gomito per Stefanos Tsitsipas che supera per 6-2 6-4 6-3 Mikael Ymer, n. 86 ATP. Stefanos ha dato l’impressione di non spingere sempre al massimo, ma si è sempre dimostrato pronto quando gli si presentava l’opportunità; dopotutto, la differenza tra i due in termini di livello di crociera e di concretezza sui punti che contano è quella suggerito dalla classifica.

Partenza con Tsitsipas che mette la testa avanti già al terzo game e allunga fino al 5-1; dritto greco difficilmente gestibile da Ymer che ci mette anche qualche errore di suo. Un paio di scambi di break nella prima metà della seconda partita, poi Stefanos piazza quello decisivo sul 4 pari, in un gioco in cui Mikael era partito bene, ma poi si è inguaiato con il quarto doppio fallo seguito da un errore davvero gratuito in uno scambio in cercava solo di tenere la palla alta e profonda. Un unforced che replicherà sul 30-40, dopo che il n. 4 del mondo, sentito l’odore del sangue, ha attuato il suo schema preferito: manovra con lo sventaglio, affondo con l’inside-in e chiusura a rete. Durante il cambio campo, Ymer, testa sotto l’asciugamano, si percuote violentemente il volto e piazza un paio di bei punti nel successivo game di risposta, ma Tsitsipas si affida al servizio per uscire dalla situazione e, infine aiutato dal puntuale errore grossolano dell’avversario al sicuro il parziale. Sempre efficace a rete, Stefanos accelera sull’1 pari, anche se poi Ymer non scompare definitivamente dal campo, collezionando anzi ben nove opportunità di rientrare nell’arco di due game, mentre il dritto di Tsitsipas concede qualcosa di troppo. Quando anche l’ultima delle occasioni rimane tale, Mikael si fa definitivamente da parte. Di sicuro non è al massimo, ma è ancora troppo presto per una valutazione sull’effettivo stato di forma e di salute del ventitreenne di Atene che, al prossimo turno, dovrà vedersela con l’argentino Sebastian Baez, vincitore al quinto su Ramos-Viñolas.

Spostandoci sugli altri incontri, ottima nella sua spensierata facilità la vittoria di Nick Kyrgios sul qualificato inglese Liam Broady. Percentuali al servizio altissime con anche 26 ace per Nick – o, per dirla con le sue parole a Jim Courier dopo il match. “I served f***ing well today. Forte di un servizio in serata di grazia, rimaneva volentieri nello scambio a palleggiare sornione per poi piazzare l’accelerazione vincente. Al suo primo incontro dopo la Laver Cup di settembre e la recentissima positività al Covid, Kyrgios si è divertito su una John Cain Arena (“non so cosa abbia fatto a questo pubblico, ma stasera siete uno zoo” commenterà alla fine). D’altronde, se al primo game dopo un ace a 220 km/h sfoderi un servizio in tweener, incassando pure la risposta sbagliata, dai un segnale piuttosto netto di come hai intenzione di impostare lo show. Uno show in cui Broady non ha disdegnato il ruolo di spalla, condividendo genuini sorrisi negli inevitabili siparietti del classe 1995 di Canberra. Celebrazione della vittoria alla Cristiano Ronaldo, un giorno per godersi il rientro, poi dovrà vedersela con Daniil Medvedev, che ha battuto nelle due precedenti sfide del 2019.

Si ritrova sotto 2 set a 1 uno incassando pure un bagel nel secondo, ma il numero 9 del seeding Felix Auger-Aliassime recupera e chiude 6-4 al quinto contro Emil Ruusuvuori, troppo falloso e poco efficace nel parziale decisivo. Break fatale sul 2 pari, con FAA in chiara superiorità atletica. Al secondo turno c’è Alejandro Davidovich Fokina, vincitore in tre set su Bolt.

Si impongono al quinto anche Maxime Cressy su John Isner e Arthur Rinderknech su Alexei Popyrin. Da segnalare le vittorie in quattro set di Richard Gasquet ai danni di Ugo Humbert e dell’interessante wild card di Sydney Christopher O’Connell contro Hugo Gaston.

Qui il tabellone aggiornato dell’Australian Open 2022

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Australian Open

Australian Open, Raducanu supera Stephens. Sabalenka rimonta Sanders

Perde la testa di serie numero 16, Kerber, eliminata da Kanepi. Ok Kontaveit, Rybakina e Mertens

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Emma Raducanu - Australian Open 2022 (Twitter - @AustralianOpen)
Emma Raducanu - Australian Open 2022 (Twitter - @AustralianOpen)

Esordio vincente nello Slam australe per Emma Raducanu che si impone su Sloane Stephens con il punteggio-altalena di 6-0 2-6 6-1 in un’ora e tre quarti. Emma si è presentata a Melbourne dopo la sconfitta di Sydney con Rybakina in cui ha rimediato un solo game, e due sole vittorie dopo lo US Open clamorosamente vinto a settembre.

Il primo set vola via con un bagel in 17 minuti e appena quattro punti vinti da Stephens letteralmente travolta dalla palla britannica. Reattività e mobilità ai minimi termini per Sloane che, al netto dei meriti di Raducanu, non sembra molto diversa dalla versione che ci si aspetterebbe su un campo secondario di un torneo minore. Il secondo parziale si apre però con Emma al servizio che commette diverse imperfezioni, c’è anche un punto spettacolare che la statunitense si prende cercando di trarne carica e infine Stephens si iscrive a referto grazie a due doppi falli consecutivi giunti al termine di un game durato poco meno del primo set. Il problema di Emma è che adesso non le basta più mirare verso l’angolo sinistro di un’avversaria che si è messa a giocare senza preavviso, e deve riordinare le idee. Sembra riuscirci quando raggiunge Sloane sul 2 pari, un punteggio che vorrebbe anche suggerire l’esistenza di una partita, ma non è così; o, almeno, non c’è una bella partita, entrambe sbagliano tanto. Stephens torna avanti in virtù dei colpi fuori misura dell’altra che accusa un’evidente perdita di freschezza e lucidità; l’americana difende bene, osa anche qualche accelerazione con il dritto e vola a prendersi il set.

Toilet break per entrambe, poi la teenager nativa di Toronto torna a vincere un gioco, quello di apertura, approfittando degli errori della ventottenne della Florida. Errori che non è più in grado di contenere, mentre Emma è tornata ad essere più incisiva, riuscendo a evitare di farsi imbrigliare nelle trame dalle mutevoli traiettorie e velocità di Sloane. Inaspettatamente – avverbio che sarebbe valso per qualsiasi altro esito del parziale – Raducanu prende il largo con i piedi tornati rapidi e vicini al campo, concedendo solo in extremis il game della bandiera. Prossimo turno contro la montenegrina Danka Kovinic.

 

La n. 2 del seeding Aryna Sabalenka ha bisogno di due ore per avere ragione in rimonta della wild card Storm Sanders. 5-7 6-3 6-2 per Aryna, che è arrivata al torneo senza vittorie in questo inizio di stagione, sconfitta da due avversarie attorno alla centesima posizione. Per lei si conferma il problema dei doppi falli. Ne ha commessi 12 contro Sanders – due sul 5 pari del primo set risultati decisivi insieme a un dritto sparato malissimo – ma almeno ha ritrovato una vittoria indispensabile per affrontare con più fiducia il prosieguo del torneo. Anche l’ottimo game di servizio finale può giocare la sua parte nel tentativo di mettere a tacere i tarli che le rumoreggiano fastidiosi in testa. Al secondo turno troverà Xinyu Wang, n. 100 WTA.

Eliminata la tds n. 16 Angelique Kerber da Kaia Kanepi per 6-4 6-3 e vittoria di Liudmila Samsonova che ora se la vedrà con Vondrousova, battuta a Berlino lo scorso anno. Avanzano anche Anette Kontaveit che affronterà Clara Tauson, Elena Rybakina che ha rimontato un set alla connazionale Diyas, Elise Mertens e Danielle Collins.

IL TABELLONE FEMMINILE DELL’AUSTRALIAN OPEN

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Australian Open

Australian Open, Musetti: “Con De Minaur troppi alti e bassi, non mi spiego perchè”

L’azzurro sottolinea in conferenza stampa: “Il problema è mentale, non tecnico. Il futuro? Da qui alla terra rossa giocherò solo sul veloce”

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Lorenzo Musetti - ATP Sofia 2021 (ph. Ivan Mrankov)

Lorenzo Musetti saluta l’Australian Open 2022 al primo turno, dopo la sconfitta in quattro set rimediata contro il beniamino di casa Alex De Minaur (qui la cronaca del match). Dopo la partita, il tennista azzurro si è sottoposto alle domande dei media collegati in conferenza stampa.

Quali sono state le difficoltà? Come mai tanti alti e bassi? (domanda di Ubaldo Scanagatta)

“Non dipende dall’avversario, ma da me. Anche io non me lo spiego. Ne abbiamo parlato con il mio team. Avevo percepito questo problema anche ad Adelaide: ero riuscito a ribaltare la partita contro Daniel, che stava giocando bene, avevo la partita in mano ma me la sono fatta sfuggire, come nel secondo set oggi. Credo di aver colpito bene la palla ma anche io mi accorgo che ci sono troppi alti e bassi che purtroppo a questo livello non ti vengono concessi, soprattutto da un De Minaur che concede molto poco sempre e soprattutto quando gioca in Australia. Sapevo sarebbe stata una partita difficile. L’avevo impostata bene, perché quando ero connesso ed energetico lui faceva fatica. C’è rammarico, anche io sono dispiaciuto per non riuscire a tenere questo ritmo per più tempo. Questo è il miglioramento più grosso che devo fare, parte dall’allenamento e parte già da domani”.

 

Rispetto a un tempo, cerchi di anticipare di più, di non essere ricacciato fuori dal campo. Il processo di crescita passa da qui? (domanda di Ubaldo Scanagatta)

“Sì. Questo è qualcosa che non centra tanto con il discorso di prima, è più un discorso tecnico. Ad esempio in risposta, devo dire che ho quasi sempre fatto bene. Tante volte mi sono ritrovato a far fatica a rispondere, specie su superfici rapide, come contro Daniel ad Adelaide. Oggi invece mi sono trovato bene; non posso dire che la risposta sia stata un problema. I miglioramenti ci sono stati, anche fisicamente stavo bene, non ho avuto problemi alla spalla. Ora devo imparare cosa mi è mancato: serve avere la costanza di tenere il livello alto”.

Dopo il primo set ti sei irrigidito per la tensione? (domanda di Lorenzo Ercoli de Il Tennis Italiano)

“No. Ovviamente mi ero reso conto che stavo giocando bene e che avevo vinto un gran primo set contro un avversario che aveva iniziato molto bene, brekkandomi per merito suo e non per errori miei. Sono stato bravo io a ribaltare la situazione e il set poi aveva preso una bella piega. Per quel che è successo poi non parlerei di tensione, ma di difficoltà a tenere il focus centrato per tutti i punti. Sono calato di intensità e di energia. Quando succede si vede subito da servizio e diritto. E il rovescio è il colpo che mi riesce meglio, ma anche quello in quei momenti diventa un colpo interlocutorio e non più incisivo. A un giocatore come De Minaur, poi, per fargli un punto devi sparargli nelle gambe… Però questi cali di tensione succedono troppo spesso”.

La decisione finale sulla racchetta in quanto tempo è arrivata, dopo le Next Gen Finals? (domanda di Lorenzo Ercoli de Il Tennis Italiano – durante il torneo tenutosi a Milano Lorenzo aveva alternato due telai diversi, ndr).

“Ho avuto modo di aggiustare alcuni dettagli rispetto a quella che usavo a Milano. Ora è più simile a quella che usavo prima. Mi ci trovo bene, non è sicuramente colpa della racchetta se perdo partite del genere, è colpa di Lorenzo e basta”.

Quali sono gli obiettivi della stagione? Hai scelto di giocare indoor, ma hai dei punti da difendere, è una decisione improntata al lungo termine? (domanda di Lorenzo Ercoli de Il Tennis Italiano)

“All’inizio l’idea era quella di giocare in Sudamerica, nel mio habitat naturale che è la terra rossa. Ripensandoci, abbiamo deciso che cercare di migliorare sul rapido è un investimento da fare. Ad Acapulco, a Miami e in altri tornei ho dimostrato di poter giocare bene anche sul veloce, quindi è questione di fare esperienza. Dopo questo torneo andiamo a Pune, poi vedremo per Rotterdam, dipende se entro in tabellone o meno, poi sicuramente Doha e Dubai, poi la Coppa Davis, dopodiché Indian Wells e Miami prima della terra. Si tratta di un investimento che abbiamo deciso di fare; se perdo punti, pazienza”.

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