Ion Tiriac: "Non volevo dare la wild card a Maria. La decisione è di Santana"

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Ion Tiriac: “Non volevo dare la wild card a Maria. La decisione è di Santana”

Il settantasettenne Tiriac svela come sono andate le cose sulla wild card concessa a Sharapova a Madrid

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Nonostante in queste settimane si giochino prevalentemente tornei minori, senza i top player fermi ai box in preparazione ad eventi più importanti, sono sempre loro a suscitare maggior attenzione e le dichiarazioni su di loro non mancano mai. Dopo le parole pronunciate da Binaghi alla presentazione degli Internazionali di Roma, è questa volta Madrid a non deludere.

Rispondendo ad alcune domande sul torneo combined che inizierà l’otto maggio, il presidente dell’evento Ion Tiriac è stato chiaro:

Io non ero d’accordo nel dare a Maria Sharapova una wild card, ma l’ultima decisione non spetta a me.” 

 

La tennista russa, che ritornerà in campo a Stoccarda dopo i 15 mesi di sospensione, in questo periodo sta ricevendo numerose critiche da colleghe e addetti ai lavori proprio per le wild card concessegli per partecipare al torneo tedesco, a Roma e proprio al Mutua Madrid Open. Tuttavia, nonostante l’imprenditore romeno si era opposto alla sua presenza, conclude spiegando che “gli organizzatori hanno il diritto di prendere questa decisione e non il proprietario. È Manolo Santana l’organizzatore del torneo e il direttore ed è quindi lui che prende queste decisioni.”

 

 

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Resto del mondo, tra Laver Cup e belle vittorie, torna ad alzare la testa. Il dominio europeo resiste, ma inizia a scricchiolare

Il Canada vince la Coppa Davis, un americano torna in semifinale Slam dal 2018, un giapponese vince un torneo dopo oltre 3 anni. La ricca esibizione è solo l’ennesimo indizio che qualcosa, al di là dell’oceano, sta tornando a muoversi

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Team World festeggia la vittoria della Laver CUp 2022 (Twitter @LaverCup)

Che la Laver Cup sia un’esibizione, carina e spettacolare, è sotto gli occhi di tutti, e che al contempo i match in essa disputati vadano considerati con il giusto peso, appare ancor più scontato. Ma quanto accaduto nell’edizione 2022, è a suo modo storico (e non solo perché ha segnato l’addio al tennis di Roger Federer): infatti, per la prima volta in cinque edizioni, non è lo strafavorito Team Europe a vincere, bensì l’arrembante e spumeggiante Team World. Lì dove Raonic, Anderson, Del Potro e Isner avevano fallito, Fritz, Auger-Aliassime, Tiafoe e De Minaur hanno trionfato.

I giocatori inizialmente elencati, per primi hanno dovuto convivere con la quasi imbattibilità degli europei nel tennis degli anni ’10, facendo da apripista a una nuova generazione di tennisti d’oltreoceano che finalmente sta iniziando ad alzare la voce. Milos, Delpo e Kevin hanno dovuto combattere contro troppi infortuni, che hanno portato al ritiro due dei tre – con Raonic ufficialmente ancora attivo, che non gioca una partita dal 26 luglio 2021. Ma senza l’ex n.3 al mondo, difficilmente il Canada avrebbe iniziato a porre importanti basi nel mondo del tennis che l’hanno portata alla vittoria della Coppa Davis 2022, con la squadra guidata da Felix Auger-Aliassime e Denis Shapovalov. E proprio Felix, insieme a Taylor Fritz, ha scritto una nuova pagina della storia del tennis extraeuropeo: per la prima volta dal 2018, infatti, c’è più di un giocatore d’oltreoceano in top 10 a fine anno (allora furono addirittura quattro, di cui Del Potro e Anderson in top5, oltre a Nishikori e Isner).

Ma al di là del rilancio ai piani alti del tennis, il movimento nel resto del mondo sta iniziando a riemergere anche a livelli medio-alti, di top 30-35, e di vittorie di titoli nel tour. Infatti 8 giocatori tra Argentina, Australia (arrivata tra l’altro in finale Davis, la prima senza squadre europee dal 1990, quando proprio gli aussies si arresero agli Stati Uniti), Canada e USA hanno chiuso l’anno tra i primi 30 al mondo (uno in più rispetto al 2021), ma soprattutto l’aumento c’è stato in termini di tornei portati a casa: 17 su 69, rispetto ai 10 su 61 dell’anno precedente, con una percentuale di quasi il 25% di trofei approdati fuori dall’Europa. Le statistiche forniscono un quadro ben preciso della situazione, ma vediamo nel dettaglio a chi sono dovute queste incoraggianti percentuali.

 

LA RINASCITA AMERICANA – L’assenza del tennis americano ad alti livelli è stata una sorprendente costante negli ultimi anni, ma i risultati quest’anno sono senza dubbio migliorati: Tiafoe, entrato per la prima volta in carriera in top 20, ha anche centrato la semifinale allo US Open, la prima a livello Slam per gli americani da Wimbledon 2018 (Isner). Dunque al di là della ben nota crescita di Fritz, che ha chiuso l’anno da n.9 al mondo dopo averlo iniziato da n.23, e della tanto attesa, e finalmente arrivata, consacrazione di Frances ad ottimi livelli (i due hanno anche giocato uno contro l’altro la finale di Tokyo), vari giocatori a stelle e strisce si sono fatti largo durante il 2022. Spicca tra questi certamente Maxime Cressy, già salito alla ribalta prima di vincere per la prima volta in carriera un titolo a Newport (a luglio), grazie al suo particolare stile di gioco. Il franco-americano, infatti, è uno dei pochissimi giocatori rimasti nel circuito a giocare ancora solo di serve and volley, seguendo sempre a rete gli ottimi servizi. Cressy, l’ultimo dei panda, è una ventata di aria fresca per il circuito, ma soprattutto per il suo Paese, dove non è solo.

Infatti altro giocatore che ben si è distinto, specie nella parte finale di stagione, è Brandon Nakashima. Il nativo di San Diego, che ha chiuso l’anno al n.47, ha vinto per la prima volta un trofeo ATP proprio nel 250 di casa, oltre a divenire anche il primo americano a vincere le Next Gen ATP Finals, lì dove Fritz, Tiafoe, Brooksby e Korda avevano fallito. E anche Sebastian, figlio del grande Petr, è stato protagonista di una buonissima stagione, a cui è mancato solo il sigillo di un titolo. Due finali di fila giocate (Gijon e Anversa), perse solo da due top 10 come Rublev e Auger-Aliassime, oltre al best ranking di n.30 al mondo raggiunto a maggio.

Risultati che fanno dunque ben sperare al tennis a stelle e strisce, a cui vanno aggiunti anche i netti progressi mostrati da Tommy Paul, che ha raggiunto due quarti di finale 1000, battendo sul cammino Alcaraz a Montreal e Nadal a Bercy, costruendosi sempre più dunque una fama di giocatore temibile oltre che spettacolare. La scuola americana, o meglio del Nord America, sta rinascendo, e le prospettive per il 2023 sono più che rosee. Del Canada, dei record di Auger-Aliassime e delle imprese in Davis se ne è scritto a fiumi in questo autunno, nei giorni scorsi; molto meno invece si è parlato dell’Argentina, che in un anno in cui ha perso la sua stella polare ha comunque saputo reinventarsi trovando vari giocatori degni di nota.

SUL RIO DE LA PLATA, SCHWARTZMAN NON E’ PIU’ SOLO – In un anno che, tra i tanti prestigiosi ritiri, si è aperto con quello, forse già annunciato, ma non per questo meno emozionante, di Juan Martin Del Potro, l’Argentina ha comunque buoni motivi per sorridere. Infatti comunque due tornei (guarda caso, sulla terra) hanno issato a fine settimana la bandiera albiceleste, con le vittorie di Francisco Cerundolo e Sebastian Baez. Il primo, che ha chiuso l’anno come n.30 al mondo e 2 d’Argentina (dietro solo al Peque Schwartzman) è stato una delle più grandi sorprese del 2022. Si parlava molto del fratello minore, Juan Manuel, ma Francisco, partendo dalle retrovie, si è fatto conoscere con la semifinale a Miami, certo fortunosa, ma che resta un enorme risultato, per fare via via sempre meglio col favore anche della mattonella battuta. E così il 17 luglio a Bastad, raggiungendo il best ranking (n.24 al mondo) ha vinto il primo titolo della carriera, con il fiore all’occhiello di eliminare anche Casper Ruud sul suo percorso. L’avversario battuto in finale da Cerundolo, tra l’altro, era proprio Baez, arresosi abbastanza nettamente in due set alla terza finale stagionale.

Il nativo di Buenos Aires, semifinalista alle Next Gen Finals 2021, ha ampiamente mantenuto le promesse quindi, avendo comunque ottenuto il primo titolo della carriera ad Estoril, contro Frances Tiafoe, ed arrivando ad un passo dai primi 30 (n.31). La vittoria su Rublev, proprio nella semifinale di Bastad, ha attestato le qualità di Baez anche contro giocatori di maggior calibro, ma è stata purtroppo per lui seguita da un pessimo finale di stagione, con sette uscite consecutive al primo turno, che ne hanno un po’ frenato l’ascesa. E, tra le difficoltà di fine stagione di Baez, di altri sudamericani, e anche di molti big, ad emergere è stata la voce dell’Asia, guidata da Nick Kyrgios e dalla sua Australia in primis…ma non solo.

WAITING FOR NISHIKORI…ECCO NISHIOKA – Tante promesse, tante faville, tra Daniel, Sugita, lo stesso Nishioka…ma la realtà è che il Giappone attende ancora, forse più sognando che realmente sperando, l’astro di Kei Nishikori, che il fisico troppe volte ha frenato sul più bello. Ma quest’anno il paese del Sol Levante (e come vedremo, l’Asia in generale) ha ottimi motivi per festeggiare. Infatti, più di tre anni dopo la vittoria dell’ex n.4 al mondo a Brisbane, un giocatore nipponico è riuscito di nuovo ad alzare un trofeo ATP: Yoshihito Nishioka, nel 250 di Seul, giocando una gran settimana e una spettacolare finale tra mancini contro Shapovalov, dopo aver eliminato anche il n.2 del mondo Ruud. Si è trattato del secondo titolo della carriera per l’attuale n.36 ATP (best ranking). Un finale di stagione entusiasmante per il giapponese, dove si è aggiunta anche una prestigiosa finale a Washington, persa solo da un Kyrgios straripante ma con una vittoria in semifinale sull’allora n.8 del mondo Rublev.

Dunque grande stagione per Nishioka, che tiene alta nel circuito la bandiera giapponese attestandosi a n.1 del suo Paese (n.38 del mondo quando ad inizio anno era n.80) in un movimento asiatico che si sta pian piano facendo sentire. Infatti una grande stagione l’ha avuta anche Zhinzhen Zhang, che pur non vincendo nessun titolo, è diventato il primo cinese della storia ad entrare tra i primi 100, nello stesso anno in cui il compatriota Yibing Wu ha vinto il primo match in uno Slam nell’era Open per la sua nazione (arrivando al terzo turno allo US Open, arrendendosi solo a Medvedev). E il rientro, seppur solo in doppio, di uno dei più grandi rimpianti del tennis degli ultimi anni, come Hyeon Chung, può far sorridere anche la Corea del Sud, aggiungendo ulteriore competitività ad un continente che finalmente sembra pronto a dire la sua a certi livelli (senza dimenticare il giovane Chun-hsin Tseng da Taipei, che ha giocato le Next Gen Finals e già tra i primi 100).

Dunque, tra vittorie prestigiose e tanti best ranking raggiunti, strisce pazzesche (Auger-Aliassime) e promesse che si iniziano a mantenere (Fritz), il tennis extraeuropeo sta ritrovando spolvero. E, come abbiamo visto, stavolta la grande, tradizionale scuola americana non si trova ad essere l’unica alternativa a quel gigante che è la vecchia Europa, ma tra giovani asiatici, australiani ritrovati e sbocciati (anche Kokkinakis, finalmente, ha saputo battere il proprio fisico e i propri demoni nel 2022, vincendo il suo primo titolo ATP) e certezze dall’America Latina, è in ottima compagnia.

Il 2022 è stato l’anno che ha riaperto la porta su questo discorso, con livelli alti, ma non altissimi, quelli solo sfiorati. Che il 2023 possa essere la stagione giusta per riportare anche un trofeo dello Slam fuori dall’Europa, per la prima volta dallo US Open 2009 di Del Potro? Le sensazioni appaiono propizie, vedremo se finalmente i giovanotti terribili, storicamente sempre un po’ “meno disciplinati” dei solidi europei, sapranno sconfiggere anche la pressione e trovare la lucidità quando la pallina scotta davvero.

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Circoli in vista

Serie A1 maschile: la finale sarà tra CT Palermo e TC Sinalunga Siena

La squadra siciliana batte il TC Rungg Sudtirol 3-1 nella semifinale di ritorno, mentre i toscani superano il Park Tennis Genova con lo stesso punteggio

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La squadra del TC Rungg

Sono andate in scena le gare di ritorno delle semifinali scudetto e quelle delle sfide per non retrocedere della Serie A1 maschile 2022. Le finali sono in programma sabato 10 e domenica 11 dicembre sul veloce indoor del Circolo Stampa Sporting di Torino.

Dalla promozione alla finale scudetto in un anno: è questo il grande cammino intrapreso dal CT Palermo e dal TC Sinalunga Siena, che nel prossimo weekend si contenderanno la possibilità di scrivere per la prima volta il loro nome sull’albo d’oro del massimo campionato nazionale a squadre. Il club siciliano (Salvatore Caruso, Omar Giacalone e lo spagnolo Carlos Gomez Herrera) si è confermato come squadra più vincente del campionato trovando la settima vittoria (a cui si aggiunge un pareggio arrivato nei gironi) nella gara di ritorno della semifinale playoff contro il TC Rungg Sudtirol di Federico Gaio e del tedesco Elmar Ejupovic. Il club altoatesino, giunto per il secondo anno consecutivo ad un passo dalla finale, non è riuscito a ribaltare la sconfitta casalinga per 4-2 dell’andata subendo un 3-1 in terra siciliana.

Stessa situazione nell’altra sfida, con il circolo toscano (Matteo Gigante, Marco Miceli e lo spagnolo Oriol Roca Batalla) che ha confermato il 4-2 di una settimana fa imponendosi 3-1 tra le mura amiche sul Park Tennis Genova di Gianluca Mager ed Alessandro Giannessi, che all’andata aveva incassato la sua prima sconfitta in campionato.

 

Questi i risultati del ritorno dei playoff – domenica 4 dicembre:

CT Palermo – TC Rungg Sudtirol 3-1 (andata Palermo 4-2)

Carlos Gomez Herrera (P) b. Georg Winkler (R) 6-1 6-2

Gabriele Piraino (P) b. Elmar Ejupovic (R) 6-7(6) 6-4 6-0

Federico Gaio (R) b. Salvatore Caruso (P) 2-2 rit.

Omar Giacalone (P) b. Maximilian Figl (R) 6-2 6-2


TC Sinalunga Siena – Park Tennis Genova 3-1 (andata Sinalunga 4-2)

Oriol Roca Batalla (S) b. Kimmer Coppejans (G) 7-6(5) 7-5

Alessandro Giannessi (G) b. Marcello Serafini (S) 7-6(5) 6-3

Matteo Gigante (S) b. Gianluca Mager (G) 6-1 6-0

Marco Miceli (S) b. Luigi Sorrentino (G) 4-6 6-2 7-5

Questi i risultati del ritorno dei playout – domenica 4 dicembre:

TC Italia Forte dei Marmi – Società Canottieri Casale 4-0 (andata 3-3)

Lorenzo Carboni (I) b. Corentin Denolly (C) 63 75

Walter Trusendi (I) b. Gregorio Biondolillo (C) 63 76(5)

Stefano Travaglia (I) b. Facundo Juarez (C) 75 61

Marco Furlanetto (I) b. Alessio Demichelis (C) 63 63

TC Crema – TC Prato 4-2 (andata Crema 4-2)

Robin Haase (C) b. Nicolas Edgar Carlo Parrizia (P) 61 63

Samuel Vincent Ruggeri (C) b. Niccolò Baroni (P) 36 62 63

Filip Horansky (P) b. Andrea Arnaboldi (C) 0-0 rit.

Federico Iannaccone (P) b. Lorenzo Bresciani (C) 64 36 64

Andrey Golubev/Robin Haase (C) b. Niccolò Baroni/Filip Horansky (P) 46 63 10-5

Samuel Vincent Ruggeri/Lorenzo Bresciani (C) b. Federico Iannaccone/Nicolas Edgar Carlo Parrizia (P) 76(5) 75 

Sporting Club Sassuolo – TC Genova  3-0 (andata Sassuolo 5-1)

Enrico Dalla Valle (S) b. Antoine Julien Escofier (G) 46 76(5) 62

Federico Bondioli (S) b. Gianluca Cadenasso (G) 76(4) 76(3)

Mattia Ricci (S) b. Francesco Picco (G) 0-1 rit.

New Tennis Torre del Greco – Junior Perugia 0-1 (andata Perugia 6-0)

Tomas Gerini (P) b. Antonio Marigliano (N) 62 64

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ATP

Nadal e Alcaraz insieme per un’esibizione di lusso a Las Vegas

Il 5 marzo, nel Nevada, il maiorchino Rafa Nadal affronterà il giovane connazionale Carlos Alcaraz in un match da leccarsi i baffi

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nadal alcaraz

I grandi campioni, le leggende come Rafa Nadal, anche quando non giocano partite ufficiali o grandi tornei, sono un enorme richiamo per i tifosi, e uno spettacolo assicurato. Lo ha dimostrato la recente tournée sudamericana dpve il maiorchino, assieme a Casper Ruud, ha giocato alcune partite di esibizione tra Cile, Argentina, Colombia ed Ecuador, attirando un gran carico di appassionati e giornalisti ad ammirarne le loro prodezze. E, per quanto ancora debba cominciare la nuova stagione, l’attuale n.2 del mondo ha già annunciato un’esibizione programmata per il 5 marzo 2023.

Quella domenica, infatti, alla vigilia del torneo di Indian Wells, primo 1000 dell’anno, tra i tornei più amati dagli aficionados, Nadal scenderà in campo per un’esibizione di livello altissimo all’MGM Grand Garden Arena di Las Vegas, Nevada. Il calibro è così alto anche per il nome del suo avversario, che sarà il giovane connazionale Carlos Alcaraz, attuale n.1 del mondo. Dunque, in una delle città più prestigiose d’America, nota per il divertimento e i momenti indimenticabili che regala,- nonché città natale di Andre Agassi – gli attuali primi due giocatori della classifica ATP, giocheranno una ricca esibizione. Una notte da sogno, certamente per i due contendenti, che potranno divertirsi (oltre a staccare lauti assegni), ma anche per i fortunati che potranno assistere dal vivo a una spettacolare “amichevole”, degno antipasto del Sunshine Double che inizierà subito dopo.

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