Montecarlo, day 3: aggrappati a Lorenzi. Per Djokovic insidia Simon

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Montecarlo, day 3: aggrappati a Lorenzi. Per Djokovic insidia Simon

Il serbo al rientro dopo lo stop se la vedrà con Simon. Torna anche Tsonga, facile esordio per lui contro Mannarino. Lorenzi apre il programma sul campo 9 contro Granollers

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Ad aprire sul Centrale alle 11.00 sarà Lucas Pouille contro Ryan Harrison, ma l’attesa è tutta per il rientro di Novak Djokovic. Il serbo giocherà contro Gilles Simon in un match inedito: i due si sono incontrati undici volte, con il francese vittorioso solamente a Marsiglia nel 2008, ma mai sulla terra rossa. In mezzo a questi due match un altro rientro, quello di Jo-Wilfried Tsonga in un derby agevole contro Adrian Mannarino. A chiudere il programma sul centrale un altro match con il pronostico a senso unico: David Goffin contro Nicolas Almagro, anche se lo spagnolo è avanti 3-1 negli scontri diretti. Sul Campo dei Principi Borna Coric, reduce dalla sua prima vittoria ATP al 250 di Marrakech, giocherà contro Jeremy Chary, mentre Paolo Lorenzi apre il programma sul campo 9 contro Marcel Granollers.

Campo centrale (inizio ore 11, altri incontri a seguire)

[11] L. Pouille vs R. Harrison
[7] J.W. Tsonga vs [Q] Mannarino
[2] N. Djokovic vs G. Simon
N. Almagro vs [10] D. Goffin

 

Campo dei Principi (ore 11) (inizio ore 11, altri incontri a seguire)

G. Muller vs [PR] T. Robredo
B.Paire vs [PR] T. Haas
[WC] B. Coric vs [WC] J. Chardy
[16] P. Cuevas vs J. Sousa

Campo 2 (ore 11) (inizio ore 11, altri incontri a seguire)

[WC] C. Ruud vs L. Struff
K. Khachanov vs N. Mahut
F. Lopez vs D. Medvedev

Campo 9 (ore 11) (inizio ore 11, altri incontri a seguire)

P. Lorenzi vs M. Granollers
[Q] C. Berlocq vs P. Kohlschreiber
P. Carreno Busta/G. Garcia Lopez vs H. Nys/R. Arneodo

Campo 11 (ore 11) (inizio ore 11, altri incontri a seguire)

F. Delbonis vs. R. Haase
M. Zverev vs J. Vesely

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Alcaraz in buona compagnia: anche Djokovic, Federer e Murray hanno perso contro lucky loser da numeri 1

“Devo imparare da match come questi. È stato difficile abituarsi alle condizioni del campo” – ha detto lo spagnolo dopo la sconfitta con Goffin

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Carlos Alcaraz - ATP Astana 2022 (foto via Twitter The Net Magazine)

Carlos Alcaraz, il numero uno più giovane di sempre, ha mancato due occasioni. Due occasioni per cominciare nel verso giusto la sua nuova vita tennistica dopo la vittoria dello US Open e la scalata al vertice del ranking. Il 16 settembre è sceso per la prima volta in campo dopo essere stato annunciato come “numero uno del mondo” e ha perso contro Auger-Aliassime in Coppa Davis. Martedì, ad Astana, ha avuto una seconda chance: l’esordio da primo della classe nel circuito ATP. Le cose, però, sono andate persino peggio con la sconfitta subita per mano del lucky loser David Goffin che è fin qui l’unico ad aver battuto in stagione il murciano senza aver perso nemmeno un set. Spulciando tra i database, possiamo però rintracciare almeno un paio di statistiche che forse potranno consolare Alcaraz.

Carlos, infatti, non è né il primo numero uno del mondo a esordire con una sconfitta nel circuito ATP dopo aver conquistato la vetta del ranking, né il primo a perdere con un lucky loser. A fargli compagnia, nella prima statistica (che prende in considerazione solo il secolo in corso), c’è Lleyton Hewitt che nel 2002 visse un’eliminazione ben più pesante di quella di Alcaraz ad Astana. L’australiano, infatti, iniziò nel peggiore dei modi il suo regno perdendo al primo turno dello Slam di casa contro lo spagnolo Martin (tra l’altro dopo aver vinto il primo set 6-1). Il resto della stagione, però, andò decisamente meglio con cinque tornei tra cui Wimbledon.

Quanto alla seconda statistica (anch’essa riferita agli anni dal 2001 in poi), il parterre in cui da ieri si è inserito Alcaraz è di assoluto prestigio. Tra i Fab 4, infatti, solo Nadal non ha subito alcuna sconfitta contro un lucky loser mentre era numero uno del mondo. Federer, Murray e Djokovic, invece, hanno affrontato questa inopinata esperienza. Allo svizzero capitò nel 2007 (anno in cui giocò tutte le finali Slam vincendone tre) a Indian Wells, dove si arrese all’argentino Canas, che replicò incredibilmente l’impresa pochi giorni dopo a Miami (questa volta da qualificato). Andy ha avuto il suo incubo in Coric negli ottavi di finale del 1000 di Madrid del 2017, mentre è stato il nostro Lorenzo Sonego il responsabile di questo smacco per Djokovic in quel di Vienna due anni fa.

 

La sconfitta di Alcaraz al primo turno ad Astana rimane comunque piuttosto sorprendente. Il classe 2003 ha provato allora a darsi alcune spiegazioni in conferenza stampa a partire dall’ottima prestazione dell’avversario: “David ha giocato in maniera magnifica. Tornare alla competizione non è mai facile dopo tanto tempo (dopo i due match in Coppa Davis, Carlos si è preso un paio di settimane senza tornei, ndr). Avevo già giocato su questo campo in due occasioni ma essendo così lento non è stato affatto facile abituarsi. Non sono stato in grado di adattarmi alle condizioni e al match: lui è stato molto aggressivo e non sono riuscito a reggere la pressione che mi metteva costantemente addosso”.

Chissà che lo spagnolo non abbia accusato anche la pressione derivante dall’etichetta di numero uno del mondo che è andata a rimpiazzare quella di predestinato. In ogni caso, è facile immaginare la stanchezza fisica e soprattutto mentale accumulata nel corso di una stagione straordinaria che è anche la prima che Carlos ha vissuto interamente nel circuito ATP e per di più da attore protagonista. Lo stesso discorso può essere applicato anche a Ruud che, sebbene più esperto, si è ritrovato quest’anno a competere a livelli prima sconosciuti, con tutto quello che ciò comporta in termini di attenzione mediatica e pressioni. E infatti anche Ruud, dopo la finale allo US Open, sembra aver esaurito la scorta di energie psico-fisiche. Il grande interrogativo è quindi se ce la faranno a ricaricarsi in vista degli ultimi appuntamenti stagionali.

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Race WTA: corsa apertissima per cinque posti. Pegula vicina alla qualificazione aritmetica

Solo Swiatek e Jabeur sono già sicure di volare in Texas. L’americana quasi. Almeno dieci giocatrici in lizza per gli ultimi pass

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Jessica Pegula – US Open 2022 (foto via Twitter @usopen)

Quando il circuito ATP farà tappa a Parigi Bercy per l’ultimo ‘mille’ dell’anno, nonché ultimo torneo prima delle Finals, le otto migliori giocatrici della stagione femminile saranno invece già negli Stati Uniti pronte per concludere al meglio l’anno. Ciò significa che il calendario WTA è veramente agli sgoccioli. Eppure, quando mancano solo due settimane di tornei (a cui va aggiunta quella in corso e un evento 125 in Messico proprio a ridosso delle Finals), la situazione della Race è tutt’altro che definita. Solo Iga Swiatek e Ons Jabeur hanno già il posto assicurato a Fort Worth, in Texas, e quindi per gli altri sei posti è e sarà battaglia aperta. In realtà, gli spazi realisticamente ancora disponibili sono cinque: al terzo posto della classifica annuale c’è infatti Jessica Pegula a cui mancano poco più di 200 punti per non dover preoccuparsi dei risultati altrui.

Finita questa settimana in cui si sta giocando un 500 ad Ostrava e un 250 a Monastir, la quota massima di punti raggiungibili scenderà a 1500. Da lunedì si replicherà lo schema 500 + 250 con i tornei di San Diego e Cluj-Napoca. Seguirà poi il ‘mille’ di Guadalajara, città che l’anno scorso ospitò proprio le Finals. Insomma, siamo sì allo sprint ma una volata a partire dalle retrovie potrebbe ancora risultare efficace.

Chi sicuramente non sarà della partita in Texas è Simona Halep che è attualmente ottava nella Race ma ha annunciato di aver già concluso la sua stagione dopo un’operazione al naso. Le speranze sono ancora vive, invece, per almeno dieci giocatrici. Le cinque, oltre a Pegula, che ad oggi sarebbero qualificate sono Gauff, Garcia, Kasatkina, Sabalenka e Sakkari. Le prime quattro sono riunite nel giro di poco più di 100 punti, mentre Maria è leggermente più staccata. La greca è però in gara ad Ostrava a differenza di Coco, Caroline e Aryna e proverà quindi a sfruttare l’occasione anche per staccare chi ha messo il mirino su di lei in quanto all’ultimo posto disponibile: una necessità visto che sarà una delle poche tra le giocatrici in lizza per la qualificazione a fermarsi la prossima settimana. Anche per Kasatkina il torneo in corso rappresenta una grande opportunità per mettere un’ipoteca sulla qualificazione. Sulla sua strada, però, potrebbe incrociare la numero uno Swiatek.

 

In Repubblica Ceca sono ancora in tabellone anche Bencic, Kontaveit e Kvitova. Quest’ultima è la più lontana (15esima posizione, senza considerare Halep) ma comunque a soli 500 punti da Sakkari. Chiunque dovesse ottenere un buon risultato, insomma, potrebbe scavalcare diverse posizioni o addirittura portarsi momentaneamente tra le prime otto. Dovranno rimandare queste velleità alla prossima settimana, invece, Badosa e Keys, rispettivamente 11esima e 12esima nella Race e a un distacco dalla greca che si aggira attorno ai 300 punti.

Madison è stata eliminata al primo turno dalla campionessa di Wimbledon Rybakina. Proprio lei – attualmente 22esima – rischia, a meno di una striscia di vittorie ai limiti dell’impossibile, di essere tra le escluse più eccellenti di queste Finals e per via di una doppia beffa. Con i 2000 punti che non le sono stati assegnati dopo il trionfo ai Championships, Elena avrebbe infatti già prenotato volo e albergo per la trasferta texana. Inoltre, a differenza di quanto prevede il regolamento ATP, non ci sono privilegi per i campioni Slam stagionali: mentre Djokovic potrà essere a Torino pur non figurando tra i primi otto della Race se rimarrà, come ampiamente pronosticabile, entro la 20esima posizione, la kazaka, invece, non otterrebbe la qualificazione nemmeno se riuscisse a scavalcare un paio di colleghe.

Tra le altre giocatrici che invece sono ancora ampiamente in corsa ci sono Kudermetova – la più vicina a Sakkari (soli 11 punti le dividono) ed impegnata nel 250 di Monastir dove c’è sicuramente meno concorrenza (è infatti numero 2 del seeding) ma anche un bottino di punti in palio meno sostanzioso – Haddad Maiaeliminata al primo turno a Ostrava e 14esima nella Race – e Collins che punterà quasi tutte le fiche che le rimangono sul torneo di casa di San Diego.

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WTA Ostrava: Kvitova deluxe, incanta il pubblico di casa e schianta Badosa. Ai quarti c’è Rybakina

Dopo sette match point non sfruttati, all’ottava occasione Petra Kvitova trionfa su Paula Badosa, ottenendo il suo secondo quarto di finale consecutivo ad Ostrava

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Petra Kvitova – WTA Cincinnati 2022 (foto via Twitter @CincyTennis)

Dopo la vittoria della numero 1 del seeding Iga Swiatek, che ha sfruttato il ritiro Ajla Tomljanovic, l’AGEL Open 2022 perde la seconda testa di serie. Paula Badosa infatti, numero 4 del mondo, si arrende in poco più di due ore di grande tennis ad una scintillante Petra Kvitova, che spinta da un pubblico entusiasmante riesce a spuntarla 7-6 (4) 6-4 e a raggiungere la vittoria numero 480 nel circuito maggiore. Ai quarti di finale per la ceca ci sarà Elena Rybakina: la campionessa di Wimbledon è riuscita ad imporsi in una partita durissima, sconfiggendo 6-7 (5) 6-4 7-5 Aliaksandra Sasnovich. I rimpianti della bielorussa non sono certamente pochi, dato che nel terzo set ha servito per il match sul 5-3 (senza però riuscire ad arrivare a match point).

[WC] P. Kvitova b. [2] P. Badosa 7-6 (4) 6-4

I primi scampoli di partita sono molto equilibrati, con entrambe le giocatrici che tentano di imporre il proprio ritmo da fondo, pur commettendo qualche errore. Kvitova è la prima a concedere chance di break, finendo sotto 15-40 per via di due doppi falli consecutivi. Con altrettanti vincenti la ceca risale ai vantaggi e, cancellando egregiamente altre tre opportunità di allungo alla sua avversaria e mantiene la leadership dopo un game da 16 punti: 2-1. Quelli che Badosa è riuscita a procurarsi nel terzo game saranno gli unici break point di tutto il parziale. È la spagnola a rischiare grosso nel sesto gioco, quando la sua rivale si porta rapidamente sullo 0-30 ma sbaglia un facile schiaffo al volo di dritto, che le impedisce di procurarsi tre palle break consecutive.

 

La testa di serie numero 2 riesce quindi a rimontare e ad operare l’aggancio prima sul 3-3, quindi sul 4-4 (anche in quel caso rimontando da 0-30). La prima frazione continua a distaccarsi per il suo grande equilibrio, prova ne è anche il fatto che, a fine set, i punti conquistati dalle due protagoniste saranno gli stessi: 47. Nel tennis, tuttavia, non tutti i quindici pesano allo stesso modo. Ad ottenere quelli più importanti nel primo parziale è Petra Kvitova, che dopo aver perso il primo punto al tie-break vince i successivi sei, procurandosi con ampio merito 5 set point. Badosa è brava a sventare i primi tre – con due risposte vincenti fulminanti, unici acuti del suo tie-break – ma al quarto tentativo la wild card di casa si prende 7-6 (4) la prima frazione.

In avvio di secondo set la numero 20 WTA è decisamente pimpante, conquistando un terzo gioco pesantissimo. La 32enne di Bilovec, infatti, recupera la sua avversaria da 40-15, infila quattro punti consecutivi e, alla prima occasione in assoluto, trova il primo break dell’incontro. Al momento di allungare, tuttavia, sembra riproporsi quanto accaduto nel terzo gioco del primo set. Kvitova concede quattro palle break, ma con tutta la pressione sulle spalle gioca divinamente e le salva una dopo l’altra. Alla quinta chance del game – addirittura la decima in totale – Badosa riesce finalemente a strappare la battuta alla sua avversaria, impattanto sul 2-2.

La numero 4 del mondo fa di tutto per rimanere in vantaggio, ma quando la due volte regina di Wimbledon spinge sono dolori. Nel settimo game, in stato di grazia, la ceca riesce a rimettere la testa avanti, ottenendo un nuovo break e confermandolo poco dopo sul 5-3, al termine di un game impressionante di soli vincenti. Per chiudere, però, l’ex numero 2 del mondo ha bisogno di ben otto match point. Ne ha ben sei in risposta, ma la 24enne nata a Manhattan non demorde, risale da 0-40 e riesce a neutralizzarli tutti senza mai tirare indietro il braccio. Kvitova ha allora bisogno del servizio (e di due drittoni devastanti) per chiudere definitivamente, manca un altro match point ma all’ottava occasione, grazie all’ennesima prima vincente, riesce finalmente a mettere il punto esclamativo. Finisce 7-6 (4) 6-4 in favore della ceca, che festeggia così la vittoria numero 480 in carriera, che le consegna il 95esimo quarto di finale a livello WTA (il secondo consecutivo ad Ostrava). Qui troverà la vincente del match tra Aliaksandra Sasnovich e la campionessa di Wimbledon Elena Rybakina.

E. Rybakina b. A. Sasnovich 6-7 (5) 6-4 7-5

Il precario equilibrio del match si spezza subito in avvio, con Rybakina che impone il suo ritmo e trova per prima il break, salendo 3-1. Al momento di allungare, però, la campionessa dell’ultimo Wimbledon si rilassa e concede tre opportunità consecutive alla sua avversaria per rientrare subito nel match. Sasnovich non le sfrutta, si fa rimontare da 0-40 ma riesce comunque a costruirsi una quarta chance, questa volta concretizzata. La bielorussa entra pian piano in partita, anche se in risposta non riesce ad incidere più di tanto, vincendo appena quattro punti nei cinque game in cui ha servito la sua rivale (break escluso). La numero 31 del mondo ha qualche difficoltà in più a tenere il servizio, ma l’incontro si fa via via più stabile ed è solo il tie-break a poter decidere l’esito del primo set, rispecchiandone fedelmente l’andamento. Rybakina vola subito sul 3-0 e due servizi, ma da quel momento spegne la luce e perde sette degli ultimi nove punti. Sasnovich approfitta del mezzo disastro e si porta avanti 7-6 (5).

Nella seconda frazione, però, è la kazaka a partire decisamente meglio. Prima non sfrutta due break point di fila in avvio, ma nel terzo gioco non può che ringraziare la sua avversaria, che commette due doppi falli consecutivi dal 30-30 e la spedisce sul 3-1. Lo strappo sarà decisivo nell’economia di un altro set molto tirato, in cui Sasnovich annulla anche una possibilità di doppio break nel quinto game, tentando di rimanere aggrappata al parziale. Sotto 3-4 ha una palla break importantissima, ma non riesce a concretizzarla. Rybakina si salva e pareggia i conti: 6-4.

Il set decisivo scivola via rapido, con entrambe le giocatrici abili a concedere le briciole nei propri turni di servizio. La prima palla break arriva solo nel settimo gioco, ma la bielorussa la cancella con autorità e sale 4-3. Nel gioco successivo è Sasnovic a procurarsi un break point, finalizzato con una difesa estenuante che lascia sulle ginocchia la campionessa di Wimbledon. Da quando va a servire per il match sul 5-3, però, la luce della bielorussa si spegne improvvisamente. Senza fare nulla di eccezionale – semplicemente provando a rimanere attaccata alla partita – Rybakina vince gli ultimi quattro game del match, trionfando 6-7 (5) 6-4 7-5 dopo oltre due ore e mezza di gioco. Ai quarti di finale, meta raggiunta per il secondo anno consecutivo ad Ostrava, troverà Petra Kvitova.

Il tabellone completo del WTA500 di Ostrava

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