Davis, semi: Kyrgios da brividi, 1-1. Tsonga replica a Lajovic

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Davis, semi: Kyrgios da brividi, 1-1. Tsonga replica a Lajovic

Nick rimonta Darcis e replica al successo di Goffin. Dusan Lajovic supera in 4 set Lucas Pouille e porta in vantaggio la Serbia, ma Tsonga pareggia. I doppi potrebbero essere decisivi

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COPPA DAVIS 2017 Semifinali World Group

Francia-Serbia 1-1 (Michele Trabace)

J.W. Tsonga b. L. Djere 7-6(2) 6-3 6-3

 

Jo Wilfried Tsonga non fa scherzi. Dopo l’affermazione serba nel primo match di giornata, il classe 1985 rispetta il pronostico battendo in tre partite Laslo Djere di dieci anni più giovane. Tsonga non è sembrato a suo agio su questa superficie cosi lenta, ricordando che il suo ultimo match disputato sulla terra fu l’eliminazione al primo turno del Roland Garros contro Olivo; inoltre va aggiunto che non arriva da un periodo di grandi risultati come testimonia la sconfitta al secondo turno contro Shapovalov agli US Open. Quello che più conta per Noah e per tutta la Francia è però la vittoria di Tsonga, che porta la sfida con la Serbia in pareggio dopo la prima giornata di gare nello Stade Pierre Mauroy di Lille. Il doppio di domani potrà segnare un punto di svolta per questa semifinale di Davis.

PRIMO SET – Il primo set è più complicato del previsto per Tsonga, difatti nel quinto game non riesce a concretizzare 3 occasioni di break, Djere si salva e nel gioco successivo è lui a trovare il primo break dell’incontro, andando a condurre 4 a 2. Il numero 1 di Francia è bravo a risollevarsi subito e a trovare l’immediato contro-break. I due giocatori non perdono più la battuta fino al tie-break: qui emerge la maggiore caratura di Tsonga che lo indirizza con 3 ace, chiudendo per 7 punti a 2. Primo set Francia 7-6.

SECONDO SET – Il nativo di Le Mans, rasserenato dall’esito della prima partita, parte subito forte, ottenendo un break che lo proietta sul 3 a 0. Tsonga lascia le briciole sul proprio servizio e nel nono game chiude anche il secondo parziale con il punteggio di 6-3 senza alcun problema. Secondo set Francia 6-3.

TERZO SET – Il terzo set rimane in equilibrio fino al 3 pari, poi nel settimo game alla prima palla break utile, Tsonga sfrutta l’occasione e passa a condurre. Il transalpino si rilassa troppo, concedendo due break point che per sua fortuna riesce ad annullare, salendo 5 a 3. Djere serve per rimanere nel match, il numero 18 del mondo si procura un match point grazie a un dritto vincente, il giocatore serbo affossa nel punto successivo il suo colpo facendo esultare tutto lo stadio di Lille. Terzo set Francia 6-3 e la squadra dei galletti capitanata da Noah riequilibria le sorti di questa semifinale.

D. Lajovic b. L. Pouille 6-1 3-6 7-6(7) 7-6(5)

Subito una sorpresa allo Stade Pierre Mauroy di Lille, è la Serbia ad aggiudicarsi il primo punto di questa semifinale di Coppa Davis. Lucas Pouille, vincitore in stagione di due titoli a Budapest e Stoccarda, sente tutta la pressione di questa competizione, gioca una partita sempre in rincorsa e spesso in affanno, mentre dall’altra parte delle rete Dusan Lajovic, reduce dall’eliminazione al primo turno degli US Open contro Nadal, regala alla sua nazione un punto insperato alla vigilia, grazie a un tennis giocato con coraggio e forza. I due si erano incrociati due volte in passato e il bilancio raccontava di una vittoria a testa. Se qualcuno credeva che la Francia avrebbe passeggiato durante il weekend, la risposta è arrivata subito. Questa è la Coppa Davis.

PRIMO SET– Il primo game del match vede il giocatore francese al servizio, il 30-0 iniziale sembra far pensare ad un partenza nella norma, ma da li Lajovic è un autentico uragano: conquista i successivi 4 punti e quindi break in avvio, poi si prende un ulteriore break, mantenendo nel frattempo i propri turni di battuta; inizio shock e 4-0 Lajovic in un lampo. Pouille fa fatica ad adattarsi alle condizioni lente del campo, cedendo per la terza volta il servizio. Primo set dominio Serbia 6-1.

SECONDO SET– Il numero 22 ATP sa che deve cambiare decisamente atteggiamento e lo fa grazie ad una reazione veemente, che lo porta in vantaggio 4 a 0 con all’interno un parziale di 14 punti vinti consecutivamente. Lajovic non si scompone, rifacendosi sotto fino al 3 a 4. In questo momento decisivo il sostegno dei tifosi si fa sentire, Pouille ritrova la concentrazione che lo porta prima a tenere la battuta, poi sul 5-3 al primo set point scarica con forza un dritto incrociato per la gioia del pubblico e il sollievo del capitano Noah. Secondo parziale 6-3 Francia.

TERZO SET– Se i primi due set sono stati altalenanti, il terzo è da mal di testa. Il tennista serbo si porta avanti di due break fino al 4-1, Pouille trova la forza di reagire e recupera il doppio break fino ad agganciare l’avversario sul 4 pari. L’inerzia sembra poter girare per il transalpino, ma nel nono gioco prima si salva annullando due palle break, poi perde il servizio nell’undicesimo game, dando la possibilità a Lajovic di servire per il set. Il ventisettenne numero 80 del mondo non riesce a concretizzare l’occasione, cede ancora la battuta e si arriva dunque a un delicatissimo tie-break: 5-2 Lajovic, Pouille pareggia fino al 5 pari. Il primo ad arrivare a set point è Lajovic, ma Lucas ribalta fino ad avere anche lui un set point a disposizione; il punto successivo è una beffa per tutta la Francia perché la palla tocca il nastro e muore dall’altra parte delle rete per il 7 pari. Pouille accusa il colpo, fronteggia un secondo set point e lo fa sparando un dritto lungo per il 9-7 finale. Il tie-break del terzo set è per la Serbia che passa a condurre cosi 2 a 1.

QUARTO SET– Il pubblico di Lille è demoralizzato, Noah prova ad incitare Pouille a non mollare. Il classe ’94 subisce però subito in avvio e non riesce a rendersi pericoloso in risposta. Lajovic difende il servizio senza particolari problemi, presentandosi alla battuta nel nono game per ottenere il primo punto per la sua squadra: sul 30-30 un bel rovescio gli permette di arrivare a match point, vanificato da un dritto a sventaglio che finisce molto largo. Pouille annusa la possibilità, si procura la prima palla break di questa terza partita e con un dritto lungolinea rientra nel match definitivamente, chiedendo l’aiuto dei suoi connazionali, nuovamente galvanizzati. Lajovic si porta sul 6-5, Pouille serve per non soccombere, ma si ritrova sotto 0-40 con altri tre match point da affrontare. Lucas li gioca con attenzione, attaccando e venendo a rete appena possibile, annullandoli tutti e tre per la gioia di un Noah concentratissimo. É quindi ancora il momento di un tie-break fortemente voluto e sofferto: Lajovic avanti 5-4, si ferma per un crampo al piede che lo costringe a levarsi la scarpa; una volta ristabilitosi, Pouille sbaglia col dritto e nuovamente deve fronteggiare due match point, dove riesce a salvarsi con una palla corta vincente sul primo, ma Lajovic gioca la sesta occasione con coraggio, chiudendo a rete finalmente dopo poco più di tre ore di match. Zimonjic può esultare, il primo punto a sorpresa è per la Serbia.


Belgio-Australia 1-1 (Antonio Ortu)

D. Goffin vs J. Millman 6-7(4) 6-4 6-3 7-5

Partita inaugurale in terra belga, in cui David Goffin (n. 12 ATP) si è imposto in rimonta su John Millman (n. 185). David, in una giornata piuttosto negativa, emblema del suo infelice periodo di forma, ha commesso 81 errori non forzati, ma ha tratto il meglio dal suo gioco nelle fasi calde dei parziali, regalando alla sua nazione il primo punto della semifinale di Davis. Era il primo incontro per lui contro Millman, schierato da Lleyton Hewitt a sorpresa al posto di Thompson. Il 28enne di Brisbane era al suo esordio in Coppa Davis e col senno di poi non ha nulla da rimproverarsi, avendo lottato ad armi pari contro un avversario di livello superiore, seppur in condizioni non ideali.

Nel primo parziale c’è poco spettacolo in campo. Compensano gli australiani, sulle tribune, numerosissimi, con la classica t-shirt “We the people”, a scaldare l’ambiente dopo ogni cambio campo. Goffin fatica ad aprirsi il campo, soprattutto quando lo scambio si sviluppa sulla diagonale di rovescio, che Millman tiene con risultati egregi. Il numero 12 del mondo tuttavia alza i giri del motore sul 5-5: gioca il suo miglior game del match e trova il break a zero. Servendo per il set, a contraltare, gioca il peggior game della partita. Tre errori di dritto permettono all’australiano di agguantare il tie-break. Goffin sale subito 2-0, ma un doppio fallo lo frena ancora. Nel decimo punto ne commette un altro, che gli è fatale. Grazie al suo ventesimo non forzato (a fronte di soli 8 vincenti), Millman si prende il primo set, in 52 minuti.

Confermato lo stato di forma tutt’altro che impeccabile per il piccolo David, ancora in fase di recupero dall’infortunio alla caviglia e con un ginocchio sinistro non in ottime condizioni, un fastidio che non gli ha permesso di allenarsi al meglio negli ultimi giorni. Nel terzo game John continua a coprire bene il campo e il numero uno belga sbaglia ancora. L’australiano è avanti di un set e un break. E dalla panchina gialloverde si leva un riconoscibile C’mon. Goffin però si riprende subito e strappa il controbreak, 2-2. Piano piano si sta aprendo qualche falla nel gioco in contenimento e difensivo di Millman. Sul 4-4 c’è un game di 11 minuti che è il turning point della prima sfida. Il nativo di Brisbane si procura quattro palle break, che lo manderebbero a servire per andare due set a zero. Ma è magistrale il belga: trova un dritto lungolinea vincente (dopo averne sbagliati una vagonata), due ace e un solido rovescio per annullarle. Sotto 5-4, John è un po’ destabilizzato, commette qualche non forzato e, pur avendo la palla del pareggio, Goffin in qualche modo chiude il set, 6-4, scatenando il boato del Palais 12.

Anche nella terza frazione è il belga che sembra avere qualcosa in più e infatti Millman si ritrova costretto ad annullare subito due palle break nel secondo gioco. Goffin le gioca male, ma non si disunisce, anzi, i colpi iniziano a uscire con più fluidità dalla sua racchetta. Il numero 185 del mondo inoltre non sembra più così solido e perde alcuni scambi consistenti in cui David smista bene da fondo. Nel sesto gioco, è il 26enne di Rocourt a prendere in mano il match. Break grazie a due vincenti e poi 5-2 in un lampo. Millman non demorde, ma stavolta Goffin è cinico: 2 set a 1 per il Belgio dopo due ore e mezzo. Il miglior set per David.

Dopo un terzo set tutto sommato tranquillo, ecco che nel quarto parziale le acque tornano agitate. Il belga piazza il break sul 2-2 che sembra immetterlo sul rettilineo del traguardo. Millman però non ci sta e per la prima volta lo si vede forzare qualche palla in più perché non ha più le gambe per stare a remare tre metri dietro la linea di fondo. Goffin perde un po’ di brillantezza e con un dritto all’incrocio delle righe l’australiano si riprende il break. Lo sforzo tuttavia lo sconta immediatamente. David torna avanti di un break, ma come quando serviva sul 6-5 del primo, si perde in una serie gratuiti, che riportano Millman in carreggiata. Goffin sembra accusare il colpo, si muove male e il dritto lo abbandona di nuovo. Il servizio e gli errori gratuiti di Millman lo aiutano a stare a galla. Sul 5-5 ritrova la palla corta, il rovescio funziona a dovere e un altro non forzato di dritto da parte di John permette a David di andare al servizio per chiudere il match. Sul primo match point spara l’ennesimo dritto lungolinea in corridoio e una buona prima lo aiuta a salvare la palla del tie-break. Dopo 3 ore e 33 minuti di battaglia, Goffin si inginocchia davanti al suo pubblico dopo un dritto imprendibile. Porta il Belgio sull’1-0 con la sua sedicesima vittoria in Davis su diciannove incontri.

N. Kyrgios b. S. Darcis 6-3 3-6 6-7(5) 6-1 6-2 

Ha sofferto più del previsto Nick Kyrgios (n. 20 ATP), ma alla fine l’ha spuntata al quinto (la prima volta in Davis) contro un grande Steve Darcis (n. 77 ATP). Nel giorno in cui ha rilasciato una lettera aperta dove parla del suo rapporto col professionismo e col tennis in generale, Nick ha portato in parità l’Australia, pur trovandosi a un set dallo 0-2 nel computo totale degli incontri. Avremo quindi per certo, domenica, la partita più attesa del week-end, tra il giocatore aussie e David Goffin. Per Darcis è la nona sconfitta in ventisette incontri disputati nel World Group. Ha interpretato molto bene la partita, riuscendo a intrappolare Kyrgios nell’angolo del rovescio per gran parte del match. Negli ultimi due set però qualche errore di troppo, dovuto anche a una comprensibile stanchezza, hanno lasciato spazio alle bordate del numero uno d’Australia. 

Il primo set finisce in un batter d’occhio. Kyrgios inizia concentrato e il servizio lo aiuta. Anche Darcis non ha problemi a tenere la battuta in avvio, ma sul 3-2, Nick decide che è il momento di dare un’accelerata. Alla seconda opportunità, recupera la voléé bloccata del belga e lo passa di polso in corsa col rovescio, c’è il break. Il pubblico di Bruxelles inizia a beccare l’australiano, che però reagisce agli innumerevoli fischi sorridendo e piazzando tre aces in un game: il ragazzo di Canberra consolida il vantaggio. Sotto 5-2, Darcis deve solo rimandare la fine del set. È 6-3 per Kyrgios in soli 23 minuti, senza concedere nemmeno un punto sul suo servizio.

Molto partecipe Hewitt, che incita Nick ripetutamente per mantenere alta la sua attenzione e la sua fiducia. In apertura di secondo set però, il giovane aussie non solo perde i primi punti alla battuta, ma Steve Darcis, nel suo completo Decathlon-Artengo, pesca un rovescio lungolinea che pizzica la linea e si porta sul 15-40. La prima di Kyrgios stavolta latita e il belga trova un inaspettato break: 2-0. I game successivi scorrono via in maniera rapida ed è nel settimo che il set prende la strada di Darcis. Annulla una palla break all’australiano infiammando il pubblico del Palais 12, poi sigla due punti di ottima fattura e si porta sul 5-2. La palla corta del numero 77 del mondo oggi è molto efficace, gli permette di uscire dal braccio di ferro da fondo, in cui, tuttavia, riesce anche a chiudere Kyrgios sul rovescio. Il secondo parziale se lo prende il Belgio, con lo stesso punteggio del primo. Guarda caso, nei sette match disputati da Nick fin’ora, quando ha perso un set, ha anche perso l’incontro.

Il pubblico di casa spinge Darcis, che ora riesce a controllare di più il suo gioco e l’avversario dopo aver portato a casa il set. Sale anche sul 30-40 nel primo gioco, ma il numero uno d’Australia tira una seconda delle sue per spegnere subito le speranze della folla belga. Arrivano palle break anche per Nick nel secondo e quarto game. In totale sono ben sette. Kyrgios sulla maggior parte ha qualcosa su cui recriminare perché non fa partire lo scambio su servizi non troppo incisivi di Darcis e nel palleggio commette errori abbastanza evitabili. Il gioco espresso dall’australiano nel quarto game è però estremamente propositivo e potente, tanto da tramutare qualche fischio in applausi. I caldissimi tifosi gialloverdi sudano freddo sul 5-5, quando il 33enne di Liegi si porta a palla break, vincendo due punti con le unghie e con i denti. Una prima a 227 km/h e Nick si salva. Al tie-break l’australiano parte come peggio non si può. Sbaglia tre rovesci e si ritrova subito sotto 4-0. Grazie al servizio e a qualche errore forzato di Darcis, riesce ad avvicinarsi e, sotto 6-4, recupera anche il minibreak. Ma ancora una volta Nick non esce dalla diagonale di rovescio e alla prima chance di spingere manca il campo col dritto. Darcis porta quindi il Belgio avanti di un set, a sorpresa. Il Palais 12 è una bolgia.

Dopo un set così lottato (82 minuti di durata), i primi frangenti di quarto set segnano tutto il parziale. Nick stavolta riesce ad accorciare gli scambi anche grazie a un rientro in campo non troppo convinto del numero 77 del mondo. Subito break per il 22enne di Canberra, che lo conferma in un game chiave in cui Hewitt urla c’mon dopo ogni quindici. Darcis sembra mollare un po’ la presa in attesa del parziale decisivo e con qualche errore in controtendenza rispetto a ciò che ha fatto vedere fin’ora, concede un secondo break. Kyrgios porta a casa un set lampo, quasi come il primo, ma stavolta col punteggio di 6-1.

Sulle note di “Hearts on fire” di Rocky IV i due si alzano dalle panchine per dare inizio al quinto set, quasi allo scoccare delle tre ore. Mai colonna sonora fu così azzeccata. La prima occasione di mettere il naso avanti ce l’ha il belga, ma il numero 20 del mondo è molto fortunato, perché il suo dritto impatta sul nastro e muore nel campo avversario. Il pubblico continua a fischiare. Scampato il pericolo, Nick si porta sul 15-40, ma Steve trova le linee col rovescio e con pazienza annulla anche una terza palla break. Darcis sembra aver tessuto una ragnatela non solo sul campo, ma anche nella mente di Kyrgios, che quando ha chance di break resta in balia dell’avversario, rinunciando a spingere dalla risposta. L’australiano si libera dalle ragnatele con un game in cui spara tre aces. Nel quarto gioco, Darcis si porta 40-15, ma dei suoi gratuiti e un vincente di Nick portano l’Australia a palla break. Per la prima volta, il giocatore di Liegi commette un errore grave, in lunghezza. Break Australia. Il servizio del numero 20 delle classifiche funziona ancora alla grande da lì in poi. La frustrazione di Steve è evidente dopo ogni ace che Kyrgios mette a segno. Sempre da 40-15 Belgio, Nick tira due fucilate di dritto in risposta e con un altro dritto vincente archivia la pratica, mettendoci due minuti in più di Goffin, in tre ore e 35 minuti di sofferenza. Tra Belgio e Australia, è ancora tutto in parità al termine della prima giornata.

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Il Canada si scopre una nazione di tennisti: “Ora il tennis è ‘cool’ da noi”

Nonostante la sconfitta nella finale di Davis, la squadra canadese ha ulteriormente alzato il livello del tennis nel proprio paese. E con uno Shapovalov così si può davvero sognare

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La squadra canadese al completo - Finali Coppa Davis 2019 (photo by Diego Souto / Kosmos Tennis)

Il Canada è uscito nettamente sconfitto dalla finale di Coppa Davis per 2 a 0, senza nemmeno vincere un set. Ma di motivi per essere fieri del proprio risultato e speranzosi per il futuro ne hanno diversi. A partire dall’aver messo la cosiddetta ciliegina sulla torta ad un anno fenomenale per il tennis canadese, dopo lo straordinario successo della 19enne Bianca Andreescu agli US Open. Così come ha 19 anni Felix Auger-Aliassime, definitivamente esploso in questa stagione. Ed è solo di un anno più grande Denis Shapovalov, un talento immenso che sta cominciando a trovare la quadratura del cerchio. 

Con dei tennisti così, giovani e già molto forti, è difficile non suscitare interesse. Anche in un paese abituato ad amare più le mazze e i dischi che le racchette le palline. “Il tennis ora è molto cool in Canada”, spiega nella conferenza stampa conclusiva il capitano Frank Dancevic. “Siamo conosciuti per essere il paese dell’hockey. Ma i risultati di Pospisil e Raonic, e ora l’emergere di due grandi talenti come Auger-Aliassime e Shapovalov stanno alzando un sacco l’attenzione per questo sport. Ovviamente anche il risultato di Andreescu ha contribuito. E ora questa finale”.

Dunque, il bello potrebbe ancora venire. “Abbiamo un grande avvenire di fronte a noi. E ciò sta portando un sacco di ragazzini nei club a giocare. La nostra federazione ha fatto un grande lavoro negli ultimi dieci anni. Ora se ne vedono i frutti”, ha proseguito un orgoglioso Dancevic. Classe 1983, dalle cascata del Niagara, ex tennista dal gioco spumeggiante ma anche molto rischioso, per anni è stato n.1 canadese, nonostante il suo best ranking di n.65. Oggi il Canada ha tre giocatori praticamente tra i primi 30 del mondo. Raonic è stato anche nei migliori 10. Shapovalov e Auger-Aliassime non ci sono per nulla lontani. Tutta un’altra storia insomma.

La gioia dei canadesi dopo il successo in semifinale contro la Russia – Finali Coppa Davis 2019 (photo by Diego Souto / Kosmos Tennis)

Oggi bisogna fare i conti con questo Canada. E diventeranno sempre più salati via via che passa il tempo. Pospisil, uno della generazione di mezzo, presente nella semifinale del 2013 persa contro la Serbia e protagonista di una settimana eccellente a Madrid, non ha alcun dubbio sulle chance di portare a casa l’insalatiera nel prossimo futuro. “Ci potrei scommettere. Questi ragazzi (Denis e Felix) vinceranno questa competizione un giorno. La loro qualità di gioco è incredibile. Io spero di poter fare ancora parte del team nei prossimi anni ed essere lì quando succederà”, afferma. Lo hanno già fatto in realtà, a livello junior, nel 2015. Ora c’è da andare a prendersi quella dei grandi. 

Con un Shapovalov così non sembra affatto un’impresa insormontabile. Il ragazzino platinato sembra essere diventato improvvisamente un uomo sul campo da tennis in questi ultimi mesi. A Madrid il suo rendimento è stato impressionante. Successi in singolare pesanti contro Berrettini, Fritz e Khachanov. Una sconfitta tirata contro De Minaur e poi un secondo set alla pari contro sua maestà Nadal, nel suo regno. “Per me rimarrà una settimana di cui avrò un buon ricordo”, spiega Shapovalov nonostante la sconfitta. Mi sono divertito un sacco. Non sono tante le settimane in cui tutti mettono così tanto spirito ogni giorno in campo. Sono super orgoglioso della squadra. Siamo andati molto lontano. Fa sempre schifo perdere in finale. Ma abbiamo dato il massimo ed è stato incredibile quello che abbiamo raggiunto”. Potrebbe essere ancora più incredibile quello che raggiungeranno, a breve probabilmente. 

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Nadal sempre più ‘fenomenal’

Rafa regala alla Spagna la sesta Coppa Davis della sua storia. Battuto il Canada di Shapovalov nella finale-show di Madrid. Effetto Federer: in 42000 in Messico

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Rafa Nadal - Finali Coppa Davis 2019 (photo by Mateo Villalba / Kosmos Tennis)

da Madrid, il direttore

L’articolo che segue, a firma del direttore Scanagatta, è stato pubblicato questa mattina su La Nazione, Il Resto del Carlino, Il Giorno


Es banal hablar de un Rafa Nadal fenomenal. Perdonate il “comincio” in spagnolo, peraltro comprensibile a… todos, ma davvero tanto di cappello al formidabile campione maiorchino che chiude da numero 1 l’anno per la quinta volta – come Federer e Djokovic – e conquista nell’entusiasmo incontenibile di tutto il Paese per una volta unito fra castillani e catalani, la sua quinta Coppa Davis da assoluto protagonista, su un totale di sei conquistate dalla Spagna in dieci finali.

Ieri il fenomeno maiorchino, che io vidi trionfare diciottenne assieme all’altro maiorchino Carlos Moya (oggi suo allenatore) nella prima Coppa Davis del 2004 a Siviglia davanti a 25.000 spettatori sugli USA di Roddick e Fish – scrissi “Una piccola isola delle Baleari ha matato il grande Paese degli Stati Uniti” – ha vinto sull’irriducibile e fortissimo numero 1 canadese (15 ATP) Denis Shapovalov (6-3 7-6, 9-7 nel tiebreak), l’ottavo incontro di questa settimana, cinque singolari e tre doppi, rendendo inutile, sul 2-0, la disputa del doppio finale.

Prima di questo singolare, infatti, Roberto Bautista Agut (n.9 ATP), tornato a Madrid sabato dalla sua Castellon de la Plana (423 km, cinque ore di auto) dopo la morte giovedì del padre da tempo malato e i funerali venerdì, aveva battuto 7-6(3) 6-3 Felix Auger-Aliassime, 19 anni e numero 21 ATP, consentendo a Rafa di scendere sul “centrale” sold-out della Caja Magica sull’1-0, giusto per le quasi due ore necessarie ad alzare la prima Coppa Davis di questo nuovo discutibile formato ideato e finanziato dalla Kosmos, la società di Gerard Piqué, il difensore del Barcellona che ha lo stesso sponsor della Davis, Rakuten, sorta di Amazon giapponese. Prima di Bautista Agut e Auger-Aliassime si era esibita, una decina di minuti per tre canzoni, la pop-star colombiana Shakira che di Piqué è la moglie e di Rafa Nadal buona amica.

 
La Spagna conquista la Coppa Davis 2019 (photo by Manuel Queimadelos / Kosmos Tennis)

In questa fase finale della Coppa Davis, Rafa – 33 anni compiuti il 3 giugno e imbattuto in Davis in singolare dal 2004 (battuto dal ceco Jiri Novak) e in doppio dal 2005 (k.o. contro Bracciali/Galimberti) – ha perso un solo set, in doppio nei quarti con gli argentini Gonzalez/Mayer. Battendo Shapovalov il maiorchino ha vinto il suo 29esimo singolare di Davis di fila, lasciando per strada solo cinque set. Ma altrettanto pazzesco è il dato dei suoi turni di servizio. Rafa non ne ha più ceduto uno dal terzo set del secondo round delle finali ATP di Londra con Medvedev, quando finì sotto 3-0. Fra Londra e qua, ne ha tenuti 89 di fila fra singolo e doppio, 68 solo qui!

Per il Canada dei figli di emigranti – Shapovalov ha un genitore russo e l’altro ucraino, Auger-Aliassime del Togo, Pospisil cechi – è stata comunque la prima storica finale in questa competizione. Sono comunque felici dell’exploit. Certo la Spagna, mai più in finale di Davis dopo quella persa a Praga 2012, è stata favorita dal fattore campo. Ma il vero segreto del successo è stato l’aver avuto sempre disponibile il miglior Nadal, sconfitto in soli sette match lungo tutto il 2019 e solo in due da non top-ten (Fognini a Montecarlo, Kyrgios ad Acapulco).

Roger Federer intanto ha battuto il record di affluenza per un match di tennis, 42.000 spettatori a Città del Messico, ma che avranno potuto vedere? Una pallina da ping-pong? A Madrid si è visto vero tennis.

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Coppa Davis

Lopez e il “supereroe” Nadal, la lezione di Bautista Agut

Felicità e commozione nelle parole degli spagnoli dopo il trionfo in Davis. Feliciano: “Che vi devo dire su Rafa? Alcune cose non puoi spiegarle a parole”. Bautista Agut: “Papà mi avrebbe tirato le orecchie se fossi rimasto a casa”

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L'abbraccio tra Bautista Agut e Rafa Nadal - Finali Coppa Davis 2019 (photo by Pedro Salado / Kosmos Tennis)

È stata senza ombra di dubbio la Coppa Davis di Rafa Nadal: otto vittorie su otto partite giocate (cinque singolari e tre doppi), senza mai cedere il servizio. Da vero leader ha trascinato la Spagna nel momento più difficile (gli infortuni di Carreno Busta e Granollers e l’abbandono temporaneo di Bautista Agut per la tragica scomparsa del padre), e ha chiuso in trionfo regalando alla Spagna il punto decisivo grazie al successo in due set contro un grande Denis Shapovalov. E da vero leader, nella conferenza stampa post finale, Rafa ha sottolineato come questa sia stata la vittoria di tutti. Erano cinque i giocatori convocati dal capitano Sergi Bruguera, e tutti e cinque sono scesi in campo almeno una volta durante le Finali di Madrid. Ecco alcuni estratti della conferenza stampa di Rafa Nadal, Feliciano Lopez e Roberto Bautista Agut.

LE EMOZIONI DI NADAL“È stato incredibile. Vincere il titolo dopo quello che abbiamo affrontato questa settimana… Giocare in casa è qualcosa di difficile da spiegare. È una sensazione incredibile, poter condividere questo momento con tutte le persone che si sono state vicine… Giocare di fronte alla propria gente dà un po’ di tensione in più, perché non stai giocando solo per te stesso. La cosa difficile è cercare di trasformare questa pressione in una spinta in più, ed è quello che ho sempre cercato di fare. Quando ho giocato in casa, ho sempre trasformato questa responsabilità in qualcosa di positivo. Questa è una di quelle settimane che non dimenticherò mai.

RAFA ELOGIA SHAPO“Shapovalov non si è trovato spesso in una situazione di questo tipo? È vero, ma ci si ritroverà in futuro, e spesso secondo me. Tutta la squadra canadese è fantastica. Nei prossimi anni saranno quasi imbattibili. Hanno un team forte sotto tanti punti di vista, e su tutte le superfici. Grandi meriti a loro. Denis è speciale. Ha quelle cose che non puoi allenare… quel tipo di cose che, o le hai o non le hai. E lui le ha.

NADAL, VERO LEADER“Sono veramente felice, perché ho giocato contro uno degli avversari più duri che potevo trovare dopo una settimana molto, molto lunga per me sia fisicamente che mentalmente. L’energia che ho cercato di mettere in ogni singolo momento della manifestazione, era tutto quello avevo dentro di me. Onestamente, è un finale di stagione perfetto per tutti noi. Abbiamo lottato duramente. Quello che Roberto ha fatto oggi, per me è una cosa fuori dal mondo… Ma tutti i componenti della squadra hanno giocato almeno una partita, e questo rende tutto ancora più speciale, perché ogni singolo membro della squadra ha contribuito alla vittoria.

La gioia spagnola dopo il trionfo nella Coppa Davis 2019 (photo by Manuel Queimadelos / Kosmos Tennis)

IL NUOVO FORMAT SECONDO RAFA“La mia opinione è che ci sono cose buone e altre che si possono migliorare. Visto il calendario è difficile aggiungere altri giorni. Il formato è emozionante, tutte le partite sono emozionanti ed è interessante per il pubblico, non ci si può rilassare e la competizione è molto aperta. Il fatto che solo noi abbiamo avuto la possibilità di giocare in casa è un peccato, però come ho detto in passato il tennis ha bisogno di una coppa del mondo come questa. Il problema sono gli orari, non ci si può nascondere. Credo che sia l’unica cosa rilevante da migliorare. Non so quale sia la soluzione”.

LA LEZIONE DI BAUTISTA AGUT“È stato molto difficile per me. Almeno ho avuto la fortuna di poter salutare mio padre. Credo che mi avrebbe tirato le orecchie se mi fossi fermato e fossi rimasto a casa. Dopo tutte le disgrazie che mi sono successe, credo che in situazioni del genere la cosa migliore sia andare avanti. Oggi ho avuto l’opportunità di scendere in campo grazie allo sforzo incredibile che tutto il team ha fatto fin dal primo giorno. Devo ringraziare i compagni e il capitano per avermi dato fiducia. Essere in campo oggi è stata un’emozione fantastica. Rafa non perde il servizio da Londra? Beh, è per questo che è il nostro MVP! (ride). Essere parte di questo team è speciale, ci sono tante cose che possiamo imparare l’uno dall’altro ed è bello condividere tanti momenti dentro e fuori dal campo. È stata una delle settimane più belle della mia carriera.

La Coppa Davis 2019 è della Spagna (photo by Manuel Queimadelos / Kosmos Tennis)

LOPEZ E IL NUOVO FORMAT“Giocare solo tre partite al meglio dei tre set è completamente diverso. A mio avviso questo format rende tutto molto equilibrato, livella i valori. Ma credo che sia molto eccitante per il pubblico. Per i giocatori invece è più dispendioso dal punto di vista fisico. È stata una settimana davvero dura, anche se la maggior parte delle cose che sono accadute, non hanno niente a che vedere con il nuovo format. Ma siamo riusciti a tenere la situazione sotto controllo”.

LOPEZ: CHE VI DEVO DIRE SU NADAL?“Voglio riconoscere grandi meriti a tutti, ma Rafa… quello che ha fatto lui è stato magnifico. Singolo e doppio praticamente ogni giorno, è il nostro MVP. Cosa volete che vi dica di lui? Parlare di Rafa non è facile. Ci sono delle cose che non puoi spiegare a parole. Quello che è riuscito a fare ieri in doppio, oggi contro Denis, nel corso di tutta la sua carriera… ci sono cose che solo quelli come Rafa possono fare. È un supereroe. Una grande persona, un grande essere umano, un giocatore straordinario e io non ho mai visto niente di simile. È capace di fare cose che nessun altro è in grado di fare”.

 

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