Roma: Nadal rimanda Shapovalov, Djokovic senza brillare

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Roma: Nadal rimanda Shapovalov, Djokovic senza brillare

ROMA – Rafa domina e pareggia il conto degli scontri diretti. Ai quarti Fognini: “Mi preparerò come ogni giorno”. Si ritira del Potro (Parigi a rischio?), Zverev supera Edmund

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da Roma, i nostri inviati Francesca Marino e Stefano Tarantino

SHAPO, È ANCORA PRESTO – La sfida a braccio di ferro tra i mancini più blasonati del momento è da subito fonte di entusiasmo e prodezze da highlights. Shapovalov vanta un primato di prestigio: è uno dei tre giocatori (gli altri sono Djokovic e Dustin Brown) in attività ad avere un bilancio positivo contro Nadal, il precedente terzo turno che lo ha reso noto a Montreal 2017 come il più giovane tennista a giocare semi in un Master 1000 (La differenza più grande dal nostro ultimo incontro è la superficie”, dirà Nadal in conferenza stampa), stesso obiettivo raggiunto la settimana scorsa a Madrid, perdendo contro Zverev, vincitore del torneo. Qui a Roma ha impressionato contro Berdych e convinto contro Haase in una partita interminabile. Shapo sfodera un servizio da bombardiere (208km/h piazzati sulla riga) con il suo solito trick sotto le gambe, ma Nadal attacca senza pietà da tre metri dietro la linea di fondo, motivo per cui Shapo è costretto agli straordinari: salva 8 palle break nei primi sei game, break che arriva nel settimo gioco. Mancini si, ma con tattiche di gioco opposte: Denis crea e disfa,  rovesci a tutto braccio si stampano sulle linee così come fuori dai corridoi. Rafa, invece, pazienta, accelera con il dritto gancio cielo all’occorrenza. Fischi nel bel mezzo del match lasciano perplessi i tennisti in campo: vengono inquadrati alcuni giocatori della Lazio. Denis si sta affermando, già porta il gravoso nome del “predestinato” al successo,  il suo tennis infiamma l’arena, trasmette un’aura di genuina spontaneità che tanto piace al pubblico, ma ha ancora troppa fretta di chiudere i punti.

 

Il canadese, resta nel match fino al 4-4, poi conclude la prima frazione di gioco prendendosela con la racchetta e il suo asciugamano. Rafa non si scompone: la striscia di 50 set vinti sul rosso, interrotta da Thiem a Madrid, non ha scalfito di un millimetro la tempra agonistica del maiorchino. Il tennis del 19enne è brillante, esplosivo (anche troppo), perfetta base per costruire un mosaico di colori vivaci. Dall’altra parte della rete, però, c’è il campione indiscusso della terra battuta, il quale si limita a svolgere i compiti a casa: macina drittoni di manovra da fondo campo, in attesa che il 19enne cada nella rete tessuta magistralmente. Prof Rafa rinvia l’esame per Denis. Ad attendere Nadal ai quarti è il nostro Fognini: “Fabio è un giocatore talentuoso, sarà una partita difficile”. Le premesse per un big match ci sono tutte, le speranze per un miracolo vestito d’azzurro anche.

DELPO, ALTRO INFORTUNIO – Si ferma contro David Goffin la marcia di Juan Martin del Potro.  Il tennista argentino dopo aver perso nettamente il primo set 6-2 (molti errori, soprattutto di rovescio, e poca continuità) aveva accusato nel terzo game del secondo parziale un fastidio all’adduttore della coscia sinistra. Costretto ad un intervento medico negli spogliatoi, il tennista argentino era rientrato in campo ed era sembrato addirittura rinfrancato, mettendo in mostra i suoi tipici vincenti di diritto uniti ad una buona costanza con il rovescio. Del Potro andava due volte avanti di un break (4-2 prima e 5-3 poi) ma non riusciva a chiudere il set. Sul 5-4 e servizio Goffin l’argentino arrivava due volte a set point, prontamente annullati dal suo avversario, prima di ritirarsi all’improvviso sempre per lo stesso problema accusato ad inizio parziale. L’infortunio sembra abbastanza serio, l’argentino rischia di saltare il Roland Garros (3° turno l’anno scorso).

Goffin ha giocato un buon incontro una condizione atletica invidiabile ed una buona profondità di colpi. Nei quarti di finale affronterà il vincente del match tra Zverev ed il britannico Edmund. Goffin aveva raggiunto i quarti a Roma già 2 volte, nel 2015 e nel 2016 (battuto rispettivamente da David Ferrer e da Andy Murray). Queste le dichiarazioni del belga nel post-partita: ”Ho giocato un buon primo set adottando una buona tattica, cercando di muoverlo su entrambi i lati del campo, sia sul diritto che sul rovescio. Nel secondo set quando lui è rientrato dopo il trattamento medico ha giocato molto meglio. Si sa che con il diritto è molto pericoloso, è diventato più costante. Io ho cercato di stare lì, di rimanere concentrato. Mi ha sorpreso quando ha deciso di ritirarsi, credo abbia sentito un nuovo fastidio ed abbia preferito fermarsi. Ritengo di aver giocato un buon match, mi sento in forma e fisicamente a posto”.

SASCHA CHE FATICA – Arranca non poco il campione in carica Alexander Zverev, testa di serie nr.2 al Foro Italico. Il tedesco impiega circa 2 ore per superare il britannico Kyle Edmund al termine di una partita piena zeppa di errori e con un finale al cardiopalma. Nel primo set Zverev impone i suoi colpi, va subito avanti di un break e sembra dirigersi senza problemi verso la conquista del primo set. Ma sul 5-4 in suo favore e con il servizio a disposizione il nr.3 del mondo perde inopinatamente il servizio (cosa che non gli accadeva dalla finale di Amburgo) e rimette in corsa il suo avversario. Edmund però cede nuovamente la battuta e stavolta non la passa liscia perché Zverev chiude nel game successivo con il punteggio di 7-5. Nel secondo parziale fioccano i gratuiti da una parte e dall’altra. Zverev sembra avere il match in pugno ma appare anche molto stanco e non riesce mai a produrre l’allungo decisivo. Il tedesco va sul 3-1 ma viene raggiunto sul 4-4 e deve anche annullare un set point sul 4-5. Si va al tie break, infinito e denso di emozioni. Edmund non si risparmia ma all’ottavo match point Zverev chiude 13-11 dopo aver dilapidato dal 6-3 ed aver annullato un set point sull’8-9. Domani gli toccherà Goffin, servirà ben altra prova.

NOLE BELLO A METÀ  Nessun problema per Nole Djokovic nel primo incontro del programma serale del Centrale. Il tennista serbo si sbarazza in due set (con qualche patema nel finale) dello spagnolo Albert Ramos-Vinolas, nr. 41 ATP. Un Nole scintillante quello del primo set, chiuso 6-1 in 31 minuti con autorità e tanta sicurezza (si sono rivisti alcuni automatismi nei colpi dei tempi d’oro). Un po’ più balbettante il Djokovic del secondo set, spentosi sulla distanza e raggiunto, dopo l’allungo sul 4-2, sul 5 pari da un Ramos-Vinolas sicuramente più battagliero rispetto al primo parziale (nel quale aveva vestito troppo rapidamente i panni della vittima sacrificale). Bravo comunque il quattro volte vincitore degli Internazionali a non complicarsi troppo la vita, altro break sul 6-5 e ace per chiudere la contesa nel game successivo.

Queste le dichiarazioni di Djokovic nel post-partita: “E’ stata sicuramente la mia miglior partita degli ultimi due mesi. Roma è un posto speciale dove il pubblico mi dà tanta energia e di conseguenza io cerco di dare il meglio”. Sulla sfida con Nishikori nei quarti: “E’ stato strano giocare contro di lui al 1° turno a Madrid. Tra di noi ci sono state partite epiche. Comunque a Madrid è stato un match equilibrato, dovrò iniziare con la giusta intensità e cercare di imporre il mio gioco.”

Risultati:

[1] R. Nadal b. D. Shapovalov 6-4 6-1
[9] D. Goffin b. J. M. del Potro [5] 6-2 4-5 rit.
[2] A. Zverev b. K. Edmund 7-5 7-6(11)
[11] N. Djokovic b. A. Ramos-Vinolas 6-1 7-5
F. Fognini b. P. Gojowczyk 6-4 6-4
K. Nishikori b. P. Kohlschreiber 6-1 6-2
[10] P. Carreno Busta b. A. Bedene 6-4 6-7(3) 6-2
[4] M. Cilic b. B. Paire 6-3 6-4

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Australian Open, Medvedev piega il solito spettacolare Kyrgios. Daniel manda a casa Murray [VIDEO]

Nick, spinto da pubblico della Rod Laver Arena, fa il massimo, ma perde in 4 set. Sconfitta in 3 invece per Murray da un ottimo Daniel. Si ritira Gasquet

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Daniil Medvedev all'Australian Open 2022 (Credit: @AustralianOpen on Twitter)
Daniil Medvedev all'Australian Open 2022 (Credit: @AustralianOpen on Twitter)

Altro resoconto dei match maschili del Day 4 all’Australian Open 2022, quelli della tarda mattinata (qui per leggere cosa è accaduto nella notte, qui per la cronaca dei match della prima mattinata).

[2] D. Medvedev b. N. Kyrgios 7-6(1) 6-4 4-6 6-2

Alla fine il match più atteso del day 4, quello tra il numero 2 Medvedev e lo showman Kyrgios, è andato come la maggior parte degli appassionati si aspettava. Il pubblico della Rod Laver Arena ha sospinto un Kyrgios ancora imperfetto fisicamente al massimo delle sue capacità, ma alla lunga la forza mentale e atletica di Medvedev ha annullato il tennis spettacolare dell’australiano, che ha comunque regalato un’emozionante sessione serale ai suoi sostenitori e un set vinto. L’unica nota negativa di un match che è stato godibilissimo per tutto l’arco delle tre ore di gioco, è il continuo ululare del pubblico australiano, che nell’imitare l’esultanza di Cristiano Ronaldo (urlando ‘Siu’) letteralmente dopo ogni punto, pareva che urlasse ‘buu’ ai giocatori in campo.

 

Per quanto riguarda l’andamento del match invece, i fuochi d’artificio sono iniziati già dalle prime fasi, quando Medvedev si è portato avanti di un break ed è poi stato riacciuffato da Kyrgios grazie a qualche sbavatura del russo e un paio di ottime soluzioni con il rovescio di Nick a infiammare il campo principale di Melbourne Park. A sostenere l’australiano non c’è stata solo la folla che riempie lo stadio per un… abbondante 50%, ma anche un servizio straordinario: per i primi tre parziali ha mantenuto la percentuale di prime in campo vicina – o spesso superiore – al 70%. La risposta del campione dello US Open è stata però impeccabile e lo dimostra il fatto che abbia chiuso con 31 ace contro i 17 di Kyrgios, quasi il doppio.

Non è solo la fase di contenimento che ha dato la vittoria a Medvedev: sono 24 i colpi vincenti messi a segno in un cruciale primo set vinto al tie-break, dove dall’1-0 per Nick ha infilato 7 punti consecutivi, 4 dei quali grazie a vincenti. C’è stata anche la non quotata polemica continua da parte dell’australiano, che ha spesso battibeccato con Carlos Bernardes (giudice di sedia), reo secondo Kyrgios di far partire lo shot clock troppo presto, così da non dargli tempo di raggiungere il box del suo asciugamano a bordo campo. Medvedev non si è fatto distrarre e nella seconda metà del secondo set ha aggredito la partita, riuscendo sul 5-4 a disinnescare il servizio avversario e forzare un break nel decimo game. Molto interessante la statistica sul numero dei colpi negli scambi: la superiorità di Medvedev negli scambi lunghi – fattore che ci si aspettava essere ben marcato nel match – non è riscontrata a livello generale nei primi due parziali, mentre c’è stata una tendenza del russo a vincere più punti sul servizio di Kyrgios (18-13) quando lo scambio superava i 5 tiri.

Il terzo set di Kyrgios andrebbe invece recuperato per intero se non si è avuto modo di seguirlo, soprattutto nella fase finale. Scriverne non rende giustizia all’atmosfera che i suoi colpi hanno creato in uno stadio pieno solo per metà. Il break è arrivato sul 3-3 con un susseguirsi di colpi estemporanei e anche di elevata qualità tecnica. Medvedev non ha potuto che accettare l’onda emotiva sulla quale Nick continuava a viaggiare e ha incassato un 6-4, rimandando tutto al quarto.

La sensazione che Medvedev ne avesse di più era chiara sin dall’inizio, ma ciò che è accaduto nel finale del terzo ha rischiato di compromettere il quarto e mettere in discussione una prevedibile vittoria finale del russo: Kyrgios ha trovato una risposta vincente nel primo game per arrivare a palla break, ma si è fatto ipnotizzare nel suo attacco. Passato il momento positivo, ha tenuto la battuta per due turni, ma anche lui ha avuto la sensazione che il break fosse imminente: “Gli sto tirando il lavandino ed è tutto quello che ho”, ha detto, citando una famosa frase di Andy Roddick. Le prime di servizio a 220 orari infatti non sono bastate. Medvedev ha trovato una risposta vincente di rovescio contro il serve&volley di Kyrgios per brekkare e lì il match si è concluso, dal momento che l’australiano non ne aveva davvero più. Medvedev ha superato lo scoglio più arduo della sua prima settimana e ora giocherà al terzo round contro van de Zansdschulp.

Nell’intervista post-match il numero 2 del mondo ha detto che “Stare calmi è l’unica cosa che si può fare quando il pubblico grida ‘buu’ tra prima e seconda di servizio“, non capendo che urlassero invece ‘Siu’, come Cristiano Ronaldo. Jim Courier ha provato a spiegarlo a Medvedev, mentre chi ancora era presente sulla Rod Laver Arena continuava a ululare. Il russo li ha rimproverati ancora “Non riesco a sentire Jim Courier, abbiate rispetto, ha vinto qui. Rispettate almeno lui, perché sta parlando”. Ricevuta la spiegazione ha ribadito che è comunque fastidioso, soprattutto mentre si serve. Ha comunque chiuso tra gli applausi del pubblico, nonostante la doverosa polemica.

[Q] T. Daniel b. [WC] A. Murray 6-4 6-4 6-4

È un Andy Murray molto frustrato quello che si è presentato in conferenza stampa dopo essere stato eliminato dall’Australian Open al secondo turno. Taro Daniel ha superato il cinque volte finalista di Melbourne con un triplo 6-4, al termine di una partita in cui Andy avrebbe potuto anche vincere un set, ma non ha mai dato la chiara impressione di poter far girare l’incontro in suo favore. Si pensava che le fatiche del primo turno contro Basilashvili (e anche del torneo di Sydney la settimana precedente) le avrebbe probabilmente pagate contro Jannik Sinner in un possibile terzo turno. Invece è stato Daniel a mandare a casa Murray.

Lo scozzese avrebbe dovuto vincere il primo parziale per poter gestire meglio le energie, invece dopo aver livellato il set con un contro-break sul 3-3, ha ceduto di nuovo il servizio commettendo un paio di errori non da Andy Murray. Saranno 16 i non forzati al termine del primo set, uniti alla grande difficoltà del britannico nel gestire l’aggressività in risposta di Daniel (4/13 con la seconda in campo). La partita potrebbe cambiare a inizio secondo set, quando Murray ha mancato quattro chance di portarsi 2-0 e servizio, guadagnate mentre comandava il gioco e riusciva a prendere la rete. Il giapponese ha però salvato il turno di battuta e nel game successivo ha sfoderato un game eccezionale, con due risposte di rovescio e un dritto vincenti per conquistare il break, decisivo per la vittoria finale del set.

Il break che doveva arrivare a inizio secondo parziale, il tre volte campione Slam se l’è preso nel terzo, ma l’ha subito restituito. A questo punto ha iniziato a credere sempre meno nella vittoria, consapevole anche che nel suo serbatoio forse non ci fosse benzina a sufficienza per una rimonta da due set di svantaggio. Ma non solo. Daniel ha giocato un match quasi perfetto in tutte le sue componenti, come conferma l’invidiabile bilancio vincenti-errori (46-21). Dall’altro lato Murray ha chiuso sfiorando quota 50 non forzati e con un brutto gesto che da lui non si vede spesso, la racchetta scagliata a terra dopo aver subito – sul 4-4 – il break che ha mandato Daniel al terzo turno Slam per la prima volta in carriera.

B. van de Zandschulp b. R. Gasquet 4-6 6-0 4-0 rit.

Nella sezione più bassa del tabellone, si è deciso l’avversario di Daniil Medvedev nel terzo round. Sarà Botic van de Zandschulp, protagonista di una grande cavalcata allo US Open dove si fermò proprio contro il russo nei quarti di finale del torneo. Van de Zandschulp fu l’unico a togliere un set al numero 2 del mondo in occasione dello Slam di Flushing Meadows, vinto poi dal russo in finale contro Djokovic. Il giocatore olandese sfidava nel secondo round Richard Gasquet, autore di una grande partita all’esordio contro il connazionale Ugo Humbert, battuto in quattro set. Il 35enne ha pagato tutti gli sforzi del primo round quando van de Zandschulp ha alzato l’intensità del match, finendo per infortunarsi e lasciare il campo senza completare la partita.

Il francese ha comunque vinto un bel primo set, grazie a un break nel terzo game conquistato con il suo magistrale rovescio. Dopo il 6-4 in tre quarti d’ora, Gasquet non ha vinto più nemmeno un game. Prima ha ceduto un secondo set lampo, 6-0, poi a inizio terzo parziale ha avuto sempre più difficolta a servire, non riuscendo a incidere nemmeno con i colpi da fondocampo: al momento non ha però comunicato la causa dell’infortunio, né la parte del corpo infortunata.


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Australian Open uomini: Tsitsipas in quattro set su Baez. Paire sorprende Dimitrov, De Minaur facile [VIDEO]

Il greco perde un set ma passa su Baez, mentre Benoit fa lo scherzo al bulgaro. Bene in tre set De Minaur, Auger-Aliassime vince una battaglia di oltre quattro ore con Davidovich Fokina

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Stefanos Tsitsipas - Australian Open 2022 (Instagram - @australianopen)
Stefanos Tsitsipas - Australian Open 2022 (Instagram - @australianopen)

Il resoconto di alcuni match del tabellone singolare maschile dell’Australian Open giocati nella prima mattinata (qui l’approfondimento su alcuni match della notte italiana). Tsitsipas soffre la tenacia dell’argentino Baez, vittoria a sorpresa di Paire su Dimitrov. L’idolo di casa De Minaur avanza facilmente.

[4] S. Tsitsipas b. S. Baez 7-6(1) 6-7(5) 6-3 6-4

Continua a correre Stefanos Tsitsipas. Il greco, arrivato a Melbourne con poche partite sulle gambe (due di doppio e una persa all’ATP Cup) a causa di un infortunio al gomito, ha battuto in quattro set Sebastian Baez sulla Margaret Court Arena. Una vittoria anche di carattere per il N.4 del seeding, che ha dovuto lottare vedendosi riprendere sull’1-1 dal ventunenne argentino, semifinalista alle ultime Next Gen Finals di Milano in cui sconfisse tra gli altri Musetti.

 

Nel primo set Tsitsipas si è visto annullare sette palle break nei primi due turni in risposta. Sarebbe potuto sembrare il segnale che il greco avrebbe avuto vita facile, invece è stato Baez a dare il primo squillo alla partita. A sorpresa l’argentino ha strappato il servizio al N. 4 del mondo nel nono game, giocando un tennis molto offensivo. Ma, nel momento di servire per il primo set, sono tremate le gambe al classe 2000. Baez ha immediatamente riconsegnato la battuta a Tsitsipas, anche grazie ad un gioco in risposta molto profondo del greco, per poi veder sfuggire il primo parziale in un tie-break in cui Stefanos gli ha lasciato un solo punto.

Il giovane argentino (N. 88 del ranking) si sarebbe potuto sconfortare dopo l’andamento del primo set, ma nel secondo ha dimostrato tutto il carattere che contraddistingue gli sportivi albiceleste. Un secondo parziale in cui a dominare sono stati i servizi, senza opportunità di break per nessuno dei due giocatori e con Baez che ha messo in campo l’85% di prime palle (contro il 74% dell’avversario) oltre a 13 vincenti. Arrivati all’inevitabile tie-break, il sudamericano ha vinto quattro punti di fila dal 3-5 per rimettere in parità la partita.

Baez, all’esordio nel tabellone principale dell’Australian Open, ha visto però sciogliersi le proprie sicurezze nel terzo set. Tsitsipas ha ritrovato la rapidità di gambe che lo contraddistingue e, affidandosi specialmente al proprio dritto, ha operato il break nel secondo e nel quarto gioco. Dopo aver rimandato la conquista del parziale sul 5-2 e servizio, il greco ha definitivamente messo la testa avanti. Nella quarta frazione c’è stato poco da fare per Baez. Strappata la battuta all’avversario nel terzo game, Stefanos ha controllato il prosieguo dell’incontro, chiudendo poi la pratica in in tre ore e ventidue minuti.

Baez è un grande giocatore” – ha dichiarato il greco sull’avversario a fine partita – “ha uno dei migliori dritti che abbia mai affrontato“. Tsitsipas, che raggiunge così il terzo turno all’Australian Open per il quarto anno consecutivo, proverà a difendere la semifinale conquistata nella scorsa stagione e persa da Medvedev. Avversario del prossimo round sarà Benoit Paire.

B. Paire b. [26] G. Dimitrov 6-4 6-4 6-7(4) 7-6(2)

Sul campo 3 il francese si è reso infatti protagonista di una delle soprese di giornata. L’estroso ma spesso troppo discontinuo Paire ha infatti battuto in tre ore e diciotto minuti Grigor Dimitrov, semifinalista a Melbourne nel 2017. Dai numeri di fine partita si può notare come sia stato il servizio l’arma vincente per il transalpino. Benoit ha infatti messo a segno il doppio degli ace rispetto all’avversario (14 a 7) e, nonostante la percentuale di prime in campo sia poco superiore alla metà, ha vinto l’82% di punti col primo servizio.

Il N.56 del ranking ha conquistato le prime due frazioni con lo stesso risultato, anche se nella seconda ha dovuto faticare maggiormente subendo un break nel quarto gioco ma riconquistandolo immediatamente nel game successivo. In questo frangente di partita Dimitrov è risultato più falloso dell’avversario, commettendo 28 errori non forzati contro i 17 di Paire e con 5 doppi falli solo nel secondo set.

Nella terza frazione il bulgaro ha ritrovato buone percentuali e, nonostante i 9 ace di Paire (su 14 totali), ha portato la partita al tie-break, vincendolo poi per 7-4. Gioco decisivo anche nel quarto set quando, dopo un break per parte conquistato, il francese ha vinto il game finale mettendo a segno cinque punti consecutivi dal 2-2.

[32] A. De Minaur b. K. Majchrzak 6-4 6-4 6-2

L’idolo di casa Alex De Minaur è sceso in campo nella notte italiana sulla Rod Laver Arena. Vittoria facile per il tennista di Sydney, che ha battuto il polacco Kamil Majchrzak (N. 107 ATP) in un’ora e 39 minuti. Partita con poca storia tra i due, con la tds N. 32 che si è fatto bastare un break nelle prime due frazioni, per poi dilagare nella terza in appena ventisei minuti.

De Minaur, che al primo turno aveva avuto la meglio su Musetti, ha nel complesso dominato anche le statistiche, mettendo a segno 11 ace (contro i 3 del polacco) e 35 vincenti, conquistando anche l’85% dei punti con il primo servizio. L’australiano conquista così per la terza volta l’accesso al terzo turno degli Australian Open e nella prossima partita contro il 35enne Pablo Andujar potrebbe raggiungere il miglior risultato della carriera al Melbourne Park.

[9] F. Auger-Aliassime b. A. Davidovich Fokina 7-6(4) 6-7(4) 7-6(5) 7-6(4)

Grande spettacolo sulla nuovissima Kia Arena, dove Felix Auger-Aliassime e Alejandro Davidovich Fokina hanno dato vita ad uno dei match più entusiasmanti di questo Day 4. A prevalere è stato alla fine il N. 9 del mondo e fresco vincitore dell’ATP Cup con il suo Canada. Ma lo spagnolo, che a Melbourne ha vinto la sua prima partita Slam nel 2020, ha dato dimostrazione ancora una volta di carattere e di buona predilezione per il veloce, mettendo in difficoltà Felix e costringendolo a una vittoria dopo quattro tie-break.

Decisivi per il canadese i 28 ace sfoderati in tutta la partita (contro i 6 dello spagnolo N. 50 ATP) a conferma dell’ottimo lavoro svolto nell’ultimo periodo per quanto riguarda il servizio. Più combattuti nel complesso il primo e il quarto set in cui, a differenza delle altre due frazioni, i giocatori sono riusciti a conquistare un break a testa in entrambe le partite. Il rendimento con il servizio di Auger-Aliassime ha avuto alla fine la meglio e il classe 2000 al terzo match point ha chiuso i giochi. Nel prossimo turno, il canadese è atteso da una sfida che promette spettacolo contro la tds N. 24 Daniel Evans.

QUI IL TABELLONE MASCHILE DELL’AUSTRALIAN OPEN 2022

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Australian Open: Monfils domina Bublik, Zverev col vento in poppa. Sarà Sonego-Kecmanovic

Il tedesco non ha problemi con Millman, Kecmanovic supera Paul. Opelka, Khachanov e Albot avanti

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Gael Monfils - Australian Open 2022 (Instagram - @australianopen)

Giornata ricca di sorprese all’Australian Open maschile. Anche se sono state poche le teste di serie ad abbandonare il torneo non sono mancate le partite combattute e dei vincitori fuori pronostico. Ecco la seconda parte dei risultati maschili di giornata dei match che non hanno visto impegnati giocatori italiani (qui la prima parte).

Kecmanovic b. Paul 7-6(7) 7-5 7-6(8)

Può essere definita sorprendente la vittoria ottenuta dal serbo Miomir Kecmanovic contro Tommy Paul. Il tennista americano era l’assoluto favorito della vigilia visto il periodo di forma non eccezionale di Kecmanovic e in generale la poca adattabilità del gioco del serbo alle superfici veloci. La giornata poco positiva al servizio è costata cara a Paul, che sullo scambio ha sofferto la grande regolarità e forza atletica del tennista serbo. Nonostante la giornata negativa l’americano ha avuto più chance per portare a casa un set, avendo avuto tre set point sia nel primo che nel terzo set. Kecmanovic raggiuge così il primo terzo turno Slam della sua carriera, approfittando dello spicchio di tabellone lasciato libero dal ritiro del suo connazionale Djokovic: affronterà Lorenzo Sonego nella notte italiana di giovedì per un posto negli ottavi di finale.

 


[28] Khachanov b. Bonzi 6-4 6-0 7-5
[Q] Albot b. [Q] Vukic 6-4 7-6(4) 6-4

[23] Opelka b. Koepfer 6-4 6-3 7-6(4)

È andata meglio al numero due americano Reilly Opelka, che ha battuto il sempre ostico Dominik Koepfer in una partita molto più sofferta di quanto dica il 6-4 6-3 7-6(4) finale. Il tennista tedesco ripenserà a questa partita con tanti rimpianti visto che si è trovato avanti di un break in avvio di primo set salvo poi farsi rimontare con due break subiti nel quarto e decimo game, con in mezzo tre palle break cancellate da Opelka con l’aiuto del servizio. Dopo un secondo set dominato dall’americano Koepfer si è rifatto sotto nel terzo set, guadagnandosi due set point non convertiti nel decimo game per poi subire la beffa nel tie-break con un solo minibreak subito che l’ha condannato alla sconfitta. Vittoria in tre set anche per Karen Khachanov, che ha battuto in due ore il francese Benjamin Bonzi, un avversario sicuramente ostico e che tanto bene aveva fatto nel circuito Challenger nel 2021. Passa anche il moldavo Radu Albot, messo in difficoltà dal padrone di casa Alexander Vukic ma che ha fatto valere la sua esperienza maggiore nel circuito nei momenti decisivi del match.

[2] Zverev b. Millman 6-4 6-4 6-0

Albot avrà vita molto più complicata nel terzo turno contro Alexander Zverev, testa di serie numero 3 del tabellone e favorito assieme a Daniil Medvedev per la vittoria finale. Il tennista tedesco ha superato l’esame posto da John Millman, tennista sicuramente di molte categorie inferiore a Zverev ma che in passato ha dimostrato più volte di essere particolarmente indigesto ai top player specialmente quando gioca a casa sua in Australia. La risposta e la solidità da fondo di Millman hanno messo in difficoltà Zverev nel primo set, in cui l’australiano è riuscito a tenere competitiva la sfida con un controbreak immediato, vanificato dal break subito decisivo per le sorti del set nel game successivo. Millman ha avuto la possibilità del controbreak anche nella metà del secondo set, dopo aver subito un altro break in avvio, ma il servizio di Zverev fa buona guardia e trascina il tedesco al dominio del terzo set, in cui si toglie il lusso di infliggere un pesante 6-0 al tennista australiano.


[16] Garìn b. Martinez 6-7(1) 7-6(4) 2-6 6-2 6-2

[17] Monfils b. Bublik 6-1 6-0 6-4

Si è chiusa inaspettatamente in tre set anche l’ultima partita in ordine cronologico della mattinata italiana, la sfida tra la testa di serie numero 17 Gael Monfils e l’imprevedibile Alexander Bublik. Il kazako ha sofferto per tutta la partita l’estrema regolarità di Monfils, che ha continuato a mostrare l’ottima forma espressa nei tornei di preparazione all’Australian Open. Il tennista francese si è mosso con intelligenza, facendo giocare sempre il colpo in più ad un Bublik in evidente giornata negativa e togliendosi anche la soddisfazione di infliggere un 6-0 nel secondo set sfruttando i quattordici errori non forzati del suo avversario. Bublik ha provato a rientrare nel match nel terzo set, nonostante una seconda di servizio tirata alle velocità della prima ma spesso imprecisa, fattore che gli è costato otto doppi falli in tutto il match a fronte di “soli” quattro ace.

Neanche la verve ritrovata del kazako è bastata a scalfire il solidissimo Monfils in campo oggi. Il francese non ha fatto una piega e con passanti precisi ha messo in difficoltà Bublik durante le sue frequenti discese a rete nel terzo set, trovando il break decisivo nel settimo game. Il numero 37 del mondo ha provato ad instillare dubbi nel tennis di Monfils guadagnandosi due palle break nel game successivo, ma la solidità da fondo di Gael è bastata per scacciare il pericolo e regalare il terzo turno dell’AO al tennista francese. Delusione grossa per il kazako, che nonostante il talento evidente continua a dimostrare di non avere la forza mentale necessaria per competere a buoni livelli nei tornei dello Slam. Monfils sarà il favorito della sfida contro la testa di serie numero 16 Christian Garìn, che ha battuto in rimonta al quinto set in un thriller di quasi cinque ore un altro giocatore poco avvezzo al cemento come lui, lo spagnolo Pedro Martinez.


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