L’undicesima di Nadal o la prima di Thiem: esito scontato?

Sconfiggere Nadal in finale al Roland Garros è l’impresa più difficile del nostro sport. A Thiem, prima della tattica, servirà la speranza. La preview della sfida

L’undicesima di Nadal o la prima di Thiem: esito scontato?

Manca poco alla seconda finale Slam dell’anno che vede contrapposti i due più forti giocatori su terra battuta delle ultime due stagioni: (ri)scopriamoli.

IL TIRANNO – Non c’è, nella decennale storia del tennis professionistico, e probabilmente neanche in quella secolare del tennis amatoriale, un caso che si avvicini al dominio incontrastato che Rafael Nadal ha imposto sul Roland Garros. Altri e altre si sono indubbiamente avvicinati: Federer, Sampras e Navratilova a Wimbledon, Borg (come ricordato dal direttore) tra Parigi e Londra. Mai nessuno però è riuscito a instaurare la cosa più simile ad una dittatura prestata al tennis per un periodo di tempo tanto prolungato (n.d.r. Margaret Court dal ’60 al ’73, a cavallo tra era amatoriale ed era Open, vinse undici Open d’Australia). Dal 2005, anno del primo trionfo, Nadal ha vinto dieci delle tredici edizioni a cui ha partecipato, vincendo 85 delle 87 partite giocate (in una delle tre edizioni, ricorderete, si ritirò prima di scendere in campo per il terzo turno). Il 97.7% di vittorie. Le dieci finali giocate le ha vinte tutte, mai andando oltre il quarto set. Sarà ripetere l’ovvio ad un pubblico di appassionati, ma repetita iuvant: sconfiggere Nadal a Parigi, e sconfiggerlo in una finale a Parigi, è l’impresa più difficile del nostro sport. Fatta questa dovuta premessa, passiamo allo sfidante.

 

LO SFIDANTE – Dominic Thiem si è affermato negli ultimi due anni come il più forte giocatore su terra battuta dopo Nadal. Delle diciassette finali raggiunte nel circuito, quattordici sono state sul rosso. Negli Slam è alla prima finale, dopo le due semifinali raggiunte, manco a dirlo, a Parigi nel 2016 e nel 2017. Negli altri Slam, l’austriaco non è ancora stato in grado di superare lo scoglio degli ottavi di finale. Thiem è anche uno degli unici tre giocatori ad aver sconfitto il maiorchino per tre volte sulla terra battuta. Nelle ultime due stagioni, Thiem è stato il solo a battere Nadal sui suoi campi: a Roma lo scorso anno, a Madrid quest’anno. Le due finali più importanti, fatta eccezione per quella di oggi, le ha raggiunte a Madrid. Insomma, se quest’anno c’è qualcuno con una possibilità di interrompere la tirannia, questo qualcuno ha sempre risposto al nome dell’austriaco. Questa possibilità è però, chiaramente, remota: qui trovate le quote delle agenzie di scommesse.

I PRECEDENTI – Sono nove, e neanche a dirlo si sono giocati tutti sulla terra battuta. Si sono affrontati due volte proprio al Roland Garros (al secondo turno nel 2014 e in semifinale lo scorso anno) ed entrambi i match sono stati vinti da Nadal in “straight sets”, così come nelle due occasioni in cui si sono incontrati in finale (sempre in Spagna: Barcellona e Madrid lo scorso anno). Il bilancio complessivo è di 6-3 in favore di Nadal, ma vale la pena ricordare come Thiem sia uno dei tre giocatori capaci di battere Rafa su terra in almeno tre circostanze (gli altri due sono Novak Djokovic, che lo ha battuto ben sette volte, e Gaston Gaudio, in tre occasioni). Per il secondo anno consecutivo, l’austriaco è stato inoltre l’unico tennista capace di infliggere una sconfitta a Nadal su terra nel suo percorso verso Parigi: lo scorso anno nei quarti di finale di Roma (6-4 6-3) e poche settimane fa a Madrid, sempre nei quarti, per 7-5 6-3. Un successo, quello ottenuto nella capitale spagnola, che ha interrotto la striscia di Rafa di 21 vittorie di fila e 50 set consecutivi su terra battuta (nuovo record su una singola superficie in Era Open).

Head-to-head: 6-3 Nadal

2014 Roland Garros Clay (O) R64 Nadal 62 62 63
2016 Buenos Aires Clay (O) SF Thiem 64 46 76(4)
2016 Montecarlo 1000 Clay (O) R16 Nadal 75 63
2017 Barcelona Clay (O) F Nadal 64 61
2017 Madrid 1000 Clay (O) F Nadal 76(8) 64
2017 Rome 1000 Clay (O) QF Thiem 64 63
2017 Roland Garros Clay (O) SF Nadal 63 64 60
2018 Montecarlo 1000 Clay (O) QF Nadal 60 62
2018 Madrid 1000 Clay (O) QF Thiem 75 63

IL PERCORSO FIN QUIRafa ha mostrato qualche piccolissima crepa in un paio degli incontri di questo Roland Garros: contro Bolelli all’esordio, spesso sotto di un break e salvando quattro set-point nel tiebreak del terzo set; e contro Schwartzmann nei quarti, sotto di un set e un break prima dell’arrivo provvidenziale della pioggia. Le definiamo crepe perché, per questo Nadal, la concessione di un set è di per sé una sorpresa. Contro Del Potro in semifinale è tornato quel carro armato che priva anche della speranza di poterlo sconfiggere e, com’è risaputo, senza la speranza è impossibile trovare l’insperato. Dovrà quindi il giovane austriaco scendere in campo armato di un tennis aggressivo e propositivo e, soprattutto, di un’intensa speranza di poter davvero essere il primo a mettere fine a una tirannia decennale nelle finali di Parigi. Thiem, dal canto suo, ha giocato un ottimo torneo: sconfitte due speranze future come Tsitsipas e Berrettini nella prima settimana, concedendo un set ad entrambi, nella seconda si è liberato di Nishikori, Zverev e Cecchinato, senza mai dare l’impressione di essere a rischio di perdere la partita. Oggi dovrà partire forte, tenere Nadal sotto pressione, giocare d’attacco (con tanto spin sul dritto e ricercando gli angoli con il rovescio, non allontanandosi dal campo), ricordarsi delle vittorie già ottenute contro il maiorchino, scordarsi di essere alla sua prima finale Slam, e convincersi delle sue possibilità di vittoria. In bocca al lupo.

Rafa Nadal e Dominic Thiem – Roland Garros 2017 (foto Roberto Dell’Olivo)

DATI, STATISTICHE E ALTRE COSE DIVERTENTI

Se vincesse Nadal:

  • Sarebbe il sesto Slam consecutivo della coppia Federer-Nadal, come a cavallo tra 2008 e 2009 quando si spartirono tre Slam a testa (un Roland Garros e un Wimbledon per parte, un Australian Open per Rafa e uno US Open per Federer). Hanno fatto meglio solo tra il Roland Garros 2005 e lo US Open 2007, quando vinsero undici Slam di fila, anche se in modo meno equilibrato: otto per Roger, tre per Rafa
  • Sarebbe anche la settima vittoria di fila di un tennista sopra i trent’anni. L’ultimo sotto i trenta fu Murray a Wimbledon nel 2016: ne aveva 29. Prima di questa striscia, il massimo si era raggiunto con i 4 titoli di fila di Rod Laver nel ’69, che gli valsero il secondo Grande Slam
  • Lo spagnolo rimarrebbe numero 1 (almeno per un’altra settimana, Federer potrà sorpassarlo a Stoccarda)
  • Sarebbe solo la terza vittoria a Parigi per Rafa da prima testa di serie (le altre nel 2011 e nel 2014)
  • Sarebbe il diciassettesimo Slam in carriera per Rafa, secondo solo a Federer

Nadal è il secondo ad aver raggiunto undici finali in un solo Slam: l’altro è Federer, con undici finali raggiunte a Wimbledon (8 vinte e 3 perse).

Se vincesse Thiem:

  • Sarebbe il nono giocatore dell’era Open a sconfiggere le prime due teste di serie in uno Slam: l’ultimo è stato Stan Wawrinka, capace dell’impresa nel 2014 in Australia (Djokovic nei quarti e Nadal in finale), e al Roland Garros nel 2015 (Federer nei quarti e Djokovic in finale)
  • Diventerebbe il secondo giocatore austriaco a vincere uno Slam dopo Thomas Muster a Parigi nel 1995
  • Sarebbe la terza vittoria su un numero 1 per Thiem, dopo Murray a Barcellona nel 2016, e Rafa quest’anno a Madrid
  • Diventerebbe il centocinquantesimo campione Slam

Thiem è il più giovane finalista a Parigi dal 2010 (quando Rafa, a 24 anni e 3 giorni, vinse il suo quinto titolo) e il secondo finalista Slam nato negli anni ’90 (l’altro è stato Raonic a Wimbledon 2016). Proprio con il canadese e Dimitrov si contenderà lo scettro di miglior interprete della ‘disastrata’ middle-generation, i nati tra il 1989 e il 1994 che sinora hanno fatto mancare al tennis l’apporto previsto: nessun titolo Slam e appena due Masters 1000 (Dimitrov a Cincinnati e Sock a Bercy).

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