Mondo Challenger: primo titolo per De Minaur, Aliassime fa il bis a Lione

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Mondo Challenger: primo titolo per De Minaur, Aliassime fa il bis a Lione

A Nottingham il teenager australiano batte il ritrovato Dan Evans. Terzo hurrà challenger per il 17enne canadese. Munar batte Donati nella finale di Caltanissetta

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Caltanissetta (Italia, 127.000, terra) – J. Munar b. M. Donati 6-2 7-6(2)

Nove italiani ai nastri di partenza, solo due ai quarti. Non benissimo, nel complesso, gli atleti di casa nel prestigioso challenger siciliano, provvisto di montepremi massimo in relazione alla categoria di riferimento. Se non altro Matteo Donati, vincitore nel derby tra sopravvissuti con Alessandro Giannessi, s’è rivisto ai livelli smarriti da tempo e ha chiuso con un bagaglio discretamente stipato di fiducia. Per lui una gran rimonta in semifinale contro l’insondabile ungherese Attila Balasz riemergendo dal dirupo di 0-6 2-4 e una classifica che ora dice 171, prossima a un best ranking datato addirittura luglio 2015. Niente titolo, però, finito invece nelle mani di Jaume Munar: a lungo atteso, il catalano sta cambiando passo e al momento cavalca una striscia di dieci vittorie con due titoli di peso, avendo conquistato anche Prostejov giusto un paio di settimane fa. Per lui miglior classifica al numero 87 ATP insieme all’esordio tra i primi 100. Si può cascare peggio.

Nottingham (Gran Bretagna, 127.000, erba) – [2] A. De Minaur b. [SE] D. Evans 7-6(4) 7-5

 

Il ragazzo ha un talento enorme, lo vedremo presto nei tornei importanti con un ruolo da protagonista“. Così si è espresso Daniel Evans, ex reprobo di Birmingham alla prima finalissima dopo l’intricata vicenda doping che lo ha visto coinvolto, nei riguardi di Alex De Minaur, diciannovenne in deflagrazione al primo titolo challenger della carriera dopo quattro finali perse. Sconfitto nel duello decisivo da Jeremy Chardy la scorsa settimana nel giardino di Surbiton, De Minaur era entrato per la prima volta in vita sua nella top 100 e ha inteso rilanciare con il trofeo alzato nel cielo di Nottingham, foriero di un nuovo best ranking al numero 78 ATP. “Competere sull’erba per me è il massimo, lo pensavo anche senza averci mai giocato. I rimbalzi bassi si adattano perfettamente al mio stile. L’obiettivo per la fine dell’anno? Speravo di chiudere nei 100. Adesso che ci sono, punto alla top 50“. Ambizioso, Alex, ma a buona ragione. A Nottingham ha ceduto solo un set – nei quarti, a Peter Polanski – e a Wimbledon chissà.

Lione (Francia, 64.000, terra) – F. Auger-Aliassime b. [Q] J-S. Tatlot 6-7(3) 7-5 6-2

Doppietta a Lione per l’attesissimo teenager canadese Felix Auger-Aliassime, uno che da quelle parti, a quanto pare, si sente discretamente a casa. Vincitore proprio nella capitale dei Galli del primo titolo della sua giovanissima carriera, Felix ha conquistato il terzo alloro in tre finali battendo in un ultimo atto piuttosto tirato il qualificato padrone di casa Tatlot, comunque bravo a strappare al dichiarato prossimo fenomeno del tennis internazionale l’unico set della settimana. Notevole il torneo portato a termine da Roberto Marcora, solo italiano al via: qualificatosi, il ventottenne di Busto Arsizio si è spinto sino alla semifinale, dopo aver raccolto i notevoli scalpi di Quentin Halys e Christian Garin.

Almaty (Kazakistan, 50.000, terra) – [Q] J. Rodionov b. P. Krstin 7-5 6-2

De Minaur non è stato il solo a vincere il primo titolo in carriera durante lo scorso weekend. Jurij Rodionov, diciannovenne austriaco dal talento tanto puro quanto sinora passato sotto traccia, ha trionfato ad Almaty, Kazakistan, facendo vedere grandi cose. Agevolato da un tabellone di qualità certo non eccelsa, Rodionov ha dimostrato di poter competere anche a livelli decisamente più alti, sempre se gli infortuni, già numerosi se rapportati alla giovane età, lo lasceranno in pace. Ovviamente ottimo anche il torneo del ventitreenne finalista serbo Pedja Krstin, mentre il tonfo rumoroso s’è sentito nella parte di tabellone guidata da Hugo Dellien: il boliviano, terza testa di serie e vincitore di tre tornei negli ultimi due mesi e mezzo, è finito gambe all’aria al primo turno per mano dello sconosciuto russo Alen Avidzba.

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Challenger Maia: Luca Van Assche suona la prima sinfonia

Dopo tre finali perse il 18enne francese alza il suo primo trofeo nell’ultimo appuntamento stagionale. Vittoria anche per Lajovic a Maspalomas. Appuntamento per tutti il 2 gennaio

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Luca Van Assche - Instagram

L’unico dato positivo dell’eliminazione nei quarti di finale di Bonadio, Moroni e Giustino è che così abbiamo tutto lo spazio per festeggiare la prima vittoria di Luca Van Assche che trionfa al Challenger 80 di Maia (Portogallo, terra battuta indoor), battendo in finale 3-6 6-4 6-0 l’austriaco Maximilian Neuchrist (n.359 ATP). Partita non semplice (oltre due ore di gioco) per il giovane talento francese che già era stato costretto alla rimonta nella semifinale contro Aleksandar Vukic. Ma il ragazzo è proprio nelle difficoltà che sta crescendo in questa sua prima stagione da professionista, superando innanzitutto quella sorta di maledizione che lo vedeva giocare ottimi tornei per poi fermarsi al momento dell’ultimo scatto.

Esattamente una settimana fa, dopo che aveva perso la finale del Challenger di Valencia, avevamo scritto: ”Sconfitta amara per il 18enne transalpino, figlio di padre belga e madre italiana, ancor più amara perché va a sommarsi alle due finali perse tra Lisbona e Brest nel mese di ottobre. Ma si sa che di solito è questo il pedaggio che bisogna pagare prima di sollevare dei trofei. E siamo assolutamente convinti che Luca di trofei ne solleverà parecchi”. Vorrete perdonarci l’autocitazione ma quando ti capita tra le mani un futuro fenomeno fai di tutto per accendere i riflettori su di lui. Nel frattempo, in attesa della nuova stagione e delle qualificazioni degli AO, Luca frantuma per l’ennesima volta il proprio best ranking alla posizione n.138 ATP, n.13 di Francia.

Si giocava anche in Spagna a Maspalomas (Challenger 80, terra battuta outdoor) dove ha vinto Dusan Lajovic che ha battuto in finale 6-1 6-4 il canadese Steven Diez (n.348 ATP). Partita a senso unico per il 32enne serbo che nel torneo ha dovuto faticare solo nella semifinale contro Pablo Llamas Ruiz. Per Lajovic è il settimo titolo Challenger, circuito in cui è tornato a competere dopo anni di assenza perché gli servivano assolutamente i punti per rientrare in top 100 e assicurarsi il tabellone principale per i prossimi AO. Obiettivo centrato perché con questo successo riguadagna la posizione n.80 che, seppur lontana dal n.23 che toccò nel 2019, gli consente di affrontare la nuova stagione con una certa tranquillità.

 

Adesso per tutti qualche giorno di vacanza, pochi in realtà per i tempi sempre più compressi del calendario internazionale, e appuntamento il 2 gennaio a Canberra e Noumea per coloro che affronteranno la trasferta agli antipodi. Per tutti gli altri la campanella suonerà ad Oeiras, in Portogallo, sempre il 2 gennaio.

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Al Challenger di Maspalomas gli azzurri vogliono chiudere la stagione con un acuto

Jimbo Moroni e Lorenzo Giustino raggiungono i quarti nel torneo spagnolo. Molto bene anche Riccardo Bonadio a Maia

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Bonadio - Foto Marta Magni

Al Challenger 80 di Maspalomas (terra battuta outdoor) Jimbo Moroni e Lorenzo Giustino approdano ai quarti di finale e lanciano un bel segnale dopo una stagione veramente complicata. Jimbo, a lungo afflitto da problemi fisici che non gli hanno mai permesso di raggiungere la miglior condizione, è partito dalle qualificazioni e poi ha battuto Rudolf Molleker e Titouan Droguet in due match per niente semplici. Adesso dovrà affrontare il canadese, di formazione spagnola, Steven Diez (n.348 ATP), giocatore che, pur avendo visto giorni migliori, rimane comunque un avversario ostico che vale molto di più della sua modesta classifica. Giustino da parte sua ha superato prima il norvegese Viktor Durasovic e poi l’austriaco Lukas Neumayer e adesso se la vedrà con Pablo Llamas Ruiz (n.417 ATP), giocatore ampiamente alla sua portata. Eliminato nel tabellone cadetto il novarese Giovanni Fonio cui è stato fatale l’incrocio con Imanol Lopez Morillo (.n.586 ATP).

Il secondo torneo di quest’ultima settimana Challenger andava in scena, come da tradizione, nella città portoghese di Maia (terra battuta indoor) dove avevamo tre italiani in tabellone: Riccardo Bonadio, Luciano Darderi ed Alessandro Giannessi. Molto bene il tennista friulano che ha dovuto sudare in entrambi i match vinti: 6-4 2-6 7-6(7) a Nicolas Alvarez Varona (n.238 ATP), annullando cinque match point, e poi un doppio 7-5 al qualificato francese Raphael Collignon (n.297 ATP). Tutti e due 20enni, o poco più, che con l’entusiasmo della gioventù avevano messo la freccia per effettuare il sorpasso ma Riccardo ha spiegato loro che sono sì bravi, ma un rovescio come il suo devono ancora metterlo in catalogo. Adesso lo aspetta il padrone di casa Nuno Borges (n.93 ATP e prima testa di serie) che tra l’altro nel secondo turno si è anche riposato approfittando del ritiro del connazionale Pedro Sousa che era anche avanti 4-2. E a questo punto della stagione, come ben sapete, ogni stilla di energia è preziosa. Anche per questo per l’azzurro non sarà per niente facile. Fuori all’esordio un Giannessi che contro il bulgaro Alexandar Lazarov (n.303 ATP) ha confermato come per lui questo 2022 sia un anno da dimenticare in fretta. Eliminato nel primo turno anche Darderi, autore comunque di un’ottima stagione, che si è ritrovato improvvisamente senza benzina contro il non irresistibile russo Ivan Gakhov (n.257 ATP) che non ha faticato più di tanto per vincere 6-3 6-4.

Eliminati nelle qualificazioni Federico Bertuccioli, Niccolò Catini e Andrea Picchione che hanno approfittato di un’entry list un po’ così per cercare fortuna ad un livello superiore rispetto a quello che sono abituati a frequentare. Non hanno avuto fortuna ma non hanno neanche demeritato, soprattutto l’abruzzese Andrea Picchione (n.428 ATP) che nel secondo e decisivo turno è stato ad un passo dalla vittoria contro l’esperto austriaco Maximilian Neuchrist (n.359 ATP).

 

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Challenger di Andria, vince ancora lo svizzero Leandro Riedi. A Valencia trionfa Krutykh

Grande prestazione anche del 18enne francese Van Assche che a Valencia sfiora di nuovo il successo. Vittorie anche di Yosuke Watanuki e Guido Andreozzi

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Alexey Krutykh - Challenger Valencia 2022 (Twitter @atpchallengertour)
Alexey Krutykh - Challenger Valencia 2022 (Twitter @atpchallengertour)

Al Challenger 80 di Andria (cemento indoor) lo svizzero Leandro Riedi concede il bis e conquista il suo secondo torneo consecutivo, dopo la vittoria della settimana scorsa ad Helsinki. Il kazako Mikhail Kukushkin (n.223 ATP) ha fatto il possibile per contrastarlo e bisogna ammettere che ha anche avuto le sue occasioni come sul 5-5 del primo set quando è riuscito a strappare il servizio al giovane elvetico. Ma Riedi si è mostrato ancora una volta imperturbabile e ha subito restituito il favore, raggiungendo un tie-break che ha poi dominato. Come ha dominato il secondo parziale in cui è andato subito in fuga, fino alla vittoria finale col punteggio di 7-6(4) 6-3, in poco meno di due ore di gioco. Il 20enne nativo di Frauenfeld non ha concesso un solo set in tutto il torneo e, a parte la finale, ha dovuto soffrire solo all’esordio contro il francese Hugo Gaston (testa di serie n.2) che l’ha costretto ad un doppio tie-break. Con questo risultato Riedi migliora ovviamente il proprio best alla posizione n.161 ATP e si prepara ad un grande 2023 che anche per lui inizierà agli antipodi.

Un altro ragazzo che quanto a talento non deve invidiare niente a nessuno è il teenager francese Luca Van Assche che al Challenger 90 di Valencia (terra outdoor) si è fermato solo in finale, sconfitto 6-2 6-0 in poco meno di un’ora dall’ucraino Oleksii Krutykh. Una sconfitta amara per il 18enne transalpino, figlio di padre belga e madre italiana, ancor più amara perché va a sommarsi alle due finali perse tra Lisbona e Brest nel mese di ottobre. Ma si sa che di solito è questo il pedaggio che bisogna pagare prima di sollevare dei trofei. E siamo assolutamente convinti che Luca di trofei ne solleverà parecchi perché, oltre ad essere già forte adesso, i suoi margini di miglioramento sono enormi. E la sua straordinaria velocità di piedi, che di solito sta alla base di tutto, è una garanzia per il futuro. Nel frattempo migliora ulteriormente il proprio best al n.176 ATP e anche lui può cominciare a preparare le creme solari perché le qualificazioni degli AO lo aspettano.

Al Challenger 80 di Yokkaichi (cemento outdoor) Yosuke Watanuki batte in finale Frederico Ferreira Silva con un doppio 6-2. Attenzione che quanto scriviamo non è frutto di un refuso ma è da imputare ad un destino bizzarro che si è divertito a riproporre, ad una sola settimana di distanza, la stessa finale di Kobe. L’unica differenza è che questa volta il portoghese si è arreso senza combattere mentre sette giorni fa si era difeso con tenacia, andando anche vicino alla vittoria. Strana parabola quella del tennista giapponese che a 24 anni si riscopre campione e frantuma di nuovo il proprio best salendo al n.145 ATP, terzo giocatore del suo paese nella classifica mondiale.

 

Si giocava anche a Temuco, città nel sud del Cile (Challenger 80, cemento outdoor) dove in una finale tutta argentina Guido Andreozzi ha battuto Nicolas Kicker col punteggio di 4-6 6-4 6-2. Per il 31enne nativo di Buenos Aires è la nona vittoria Challenger che gli garantisce una boccata d’ossigeno in un momento difficilissimo della sua carriera che l’ha visto sprofondare in classifica, dopo che nel 2019 era arrivato ad essere n.70 ATP.

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